Incontro Lega nel Mondo con Cav. Dussich, Delegato Nazionale del CTIM, Repubblica Dominicana

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dussichIl 14 febbraio si sono incontrati a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, il coordinatore Europa e Responsabile Federale Comites Lega nel Mondo Alessandro Boccaletti e il Delegato Nazionale del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo presso la Repubblica Dominicana Cav. Paolo Dussich.

In amicizia e piena condivisione dei valori italiani all’estero sono stati trattati temi sensibili, quali la necessità di riformare dalle sue fondamenta costitutive la Costituzione italiana, la necessità di riformare l’Italia in una Repubblica Presidenziale a democrazia diretta e partecipativa, la visione federalista ed innovativa della Lega, l’esaltazione della cittadinanza Ius Sanguinis per attingere tra gli oriundi nuovi cittadini rispettosi dei diritti e doveri italiani, della sanità in Italia con una partecipazione al Sistema Italia per i tantissimi cittadini AIRE residenti nella Repubblica Dominicana e nel mondo.

La Lega ha a cuore questi temi e, simbolicamente con la spada tratta di Alberto da Giussano, combatte per la libertà identitaria della nostra Patria, dei suoi cittadini, in Italia e nel Mondo.

Molto c’è da fare in un paese che necessita riforme strutturali come il nostro. La Lega si presenta ora ai connazionali per chiedere la loro partecipazione nel riformare la nostra amata Patria.

Si ringrazia il Cav. Dussich per la condivisione dei nostri valori nazionali, per l’amore di Patria, per il bisogno di difendere nel mondo come centrodestra unito le nostre tradizioni storiche, la famiglia e le nostre origini italiane.

Nei prossimi giorni, sotto il sole dei Caraibi e una comunità italiana tra connazionali AIRE e non residenti stimata in circa 70.000 italiani, ci riuniremo di nuovo assieme al Coordinatore LnM Repubblica Dominicana Tancredi Sponchia, per discutere del grande progetto Lega che unirà sotto un’unica bandiera tutti gli italiani nel mondo.

L’incontro si è concluso con un brindisi di eccellente vino italiano dei Colli Euganei e un richiamo alla libertà!

Armando Tavano

da comitaliasantodomingo.blogspot.com/




Cittadinanza a Mendoza: troppe pratiche incomplete

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passaportocartinaMENDOZA\ aise\ – Tante e incomplete: il Consolato italiano a Mendoza riceve sempre più spesso richieste di cittadinanza prive di documenti e atti indispensabili per il buon andamento della pratica. Visto che, oltre ad essere un danno per il richiedente, le pratiche sospese rallentano il lavoro dell’ufficio cittadinanza, la sede consolare ha deciso di ribadire cos’è indispensabile affinchè la propria richiesta giunga a buon fine.
In particolare, il Consolato ricorda che le varianti della CNE (Cámara Nacional Electoral) devono comprendere TUTTE le modifiche che presentano cognome e nome, e/o data di nascita dell’avo in TUTTI gli atti di stato civile presentati (nascita, matrimonio e morte dell’avo, nascita, matrimonio e morte del/lla figlio/a, nascita, matrimonio e morte di tutte le generazioni successive dove l’avo venga nominato).
Chi fa richiesta di cittadinanza deve presentare TUTTI gli atti di stato civile di TUTTE le generazioni: nascita, matrimonio e morte, compresi gli atti di matrimonio con un/a coniuge che non faccia parte della propria discendenza.
Devono presentarsi ATTI e NON certificati, sottolinea la sede che, infine, ricorda che, per le richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana che si annettono a fascicoli già presenti in Consolato, è prevista nuovamente la RICOSTRUZIONE della pratica a partire dall’avo italiano, motivo per il quale potrebbe essere richiesto l’aggiornamento della documentazione esistente oppure l’integrazione di atti mancanti.
Infine, il Consolato precisa che la presenza di un fascicolo esistente non garantisce l’esito della pratica.
La GUIDA dettagliata su come si presenta una pratica per il riconoscimento della cittadinanza è disponibile qui. (aise) 




Sud Africa, consegnata dall’Ambasciatore Paolo Cuculi l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro all’imprenditore Giovanni Ravazzotti, Presidente di Italtile

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ambacista italia pretoria whatsapp image 2022 02 07 at 17.33.19 e1644769815355 615x223PRETORIA – L’Ambasciatore d’Italia a Pretoria Paolo Cuculi ha consegnato l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro al Dottor Giovanni Ravazzotti, Presidente di Italtile, tra le principali aziende del Sud Africa nel settore dell’edilizia e operante anche nel resto del continente (con impianti produttivi in Kenya, Zambia e Zimbabwe). Giunto in Sud Africa negli anni ’60, Ravazzotti rappresenta – si evidenzia dall’Ambasciata – un esempio dell’imprenditore italiano di successo all’estero che, partendo da una piccola realtà produttiva, ha saputo creare un colosso del settore e generare crescita e occupazione, recando lustro all’immagine dell’Italia e dei suoi operatori economici. (Inform)




Ospedale italiano a Caracas: l’ambasciatore Vigo intervistato da “A tiempo”

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14vigoCARACAS\ aise\ – Giovedì scorso, 10 febbraio, l’Ambasciatore d’Italia in Venezuela Placido Vigo è stato intervistato da Eduardo Rodríguez Giolitti nel programma “A tiempo”, in onda su UnionRadio.
In questa occasione, il Capo della Rappresentanza diplomatica italiana ha parlato del neo Ospedale Italiano del Venezuela, iniziativa sociale lanciata con il gruppo medico Santa Paula, e dei benefici che porterà alla comunità italo-venezuelana, che potrà fruire di cure mediche primarie, consulenze, studi diagnostici e interventi chirurgici.
Vigo ha inoltre illustrato la candidatura di Roma a ospitare l’Expo 2030 e parlato della III Edizione del Concorso Audiovisivo “Fare Cinema – L’Immigrato Italiano”.
L’intervista può essere ascoltata qui. (aise) 




Rinnovo Cgie: i Mantovani nel Mondo intervistano la Lega nel Mondo

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14mantovaniMANTOVA\ aise\ – Inizia con questa intervista di Daniele Marconcini una serie di approfondimenti del Portale dei Lombardi nel Mondo in vista del rinnovo del CGIE – Consiglio degli Italiani nel Mondo, della discussione sulla nuova legge elettorale e del ruolo che dovranno svolgere i nuovi Comites presso le comunità all’estero. I protagonisti di questo incontro per la Lega nel Mondo, guidata dall’Europarlamentare e Coordinatore Federale Paolo Borchia, sono stati Alessandro Boccaletti, responsabile della Lega in Europa, Michelangelo Rosso, responsabile per l’Europa dell’Est, e Marcelo Bomrad, che segue il Sud America. Il progetto, si legge nella presentazione della Lega nel Mondo, raccoglie idealmente “l’eredità del lavoro svolto dal gruppo della Lega Nord Estero, e Lega nel Mondo”. Di seguito l’articolo riportato sul portale del sito dei Mantovani nel Mondo.
“Alessandro Boccaletti ha svolto la sua attività formativa nel settore finanziario negli Stati Uniti ed è un convinto sostenitore del sistema presidenziale e federalista repubblicano. ideale a suo avviso per esaltare i pregi e le virtù di una nazione. Tornato in Italia e poi trasferitosi in Ungheria come manager di un grande gruppo industriale multinazionale, è stato anche membro per due lustri della Camera di Commercio italiana nel paese, pubblicando dei libri tra cui “La Federazione d’Italia” in cui ha raccolto le proprie idealità e tesi.
La sua adesione alla Lega deriva dal fatto di essere una formazione identitaria che “tutela la differenza delle Regioni in Italia e dei popoli in Europa “e che difende le nostre radici cristiane e i valori della famiglia tradizionale. Passando alla strategia politica della Lega nel Mondo nel prossimo futuro, secondo Boccaletti, occorre colmare un grave deficit legato alla mancanza di collegamento dei Comites con le Consulte regionali dell’emigrazione che pone dei forti limiti a delle azioni comuni e coordinate.
È sua opinione come sia fondamentale un’opera di digitalizzazione del nostro paese da integrarsi con le politiche di ripopolamento dei borghi, i quali sono oggetto delle nuove strategie turistiche del paese, auspicando uno schema unico e facilmente acquisibile per tutti i progetti territoriali associabili al Turismo di ritorno.
Un Turismo di Ritorno che consenta una permanenza atta a favorire un reinserimento dei nostri connazionali all’estero nel tessuto sociale e produttivo italiano, soprattutto con quelle professionalità di cui è carente il nostro paese, facendo incrociare domanda e offerta proveniente dalle Regioni e dai Comuni (tenendo presente i molti ostacoli sulla strada della equipollenza dei titoli di studio).
Sulla fuga di molti imprenditori e professionisti all’estero è intervenuto Michelangelo Rosso, veterinario e manager per anni di aziende italiane all’estero che si occupavano di mangimifici, approdato per poi stabilirsi in Romania dopo aver operato in Francia. A suo avviso le facilitazioni fiscali per fare impresa in realtà come quelle presenti in alcuni paesi dell’Est sono tali da non facilitare il rientro in Italia di chi sceglie di operare al di fuori del nostro Paese.
Nominato coordinatore in Romania (e recentemente Commissario in Bulgaria) ha descritto le esigenze e le richieste delle nostre comunità in questi paesi. Marcelo Bomrad, italiano di quarta generazione di origine lombarda, imprenditore, rivendicando la sua italianità ha affrontato la questione di movimenti politici nati all’estero che però non hanno radicamento nel nostro paese e che non portano alcuna utilità, nemmeno quella di avere una base sociale che paga le tasse in Italia. Ha espresso una serie di giudizi sulla composizione dei Comites in Argentina, sul rapporto a volte problematico con il Ministero degli Affari Esteri e sulle modalità per rendere sicuro il voto per evitare i brogli in Argentina che si sono evidenziati con la vicenda denunciata dal Sen. Fabio Porta su cui si è più volte espresso pubblicamente per chiedere chiarezza e legalità.
Un tema, quello del voto, su cui Boccaletti sul finire dell’incontro ha evidenziato anche una forte dispersione delle schede elettorali che non pervengono ai nostri residenti all’estero e sulla possibilità di utilizzare il voto elettronico per avere delle elezioni libere e democratiche”. (aise) 




Domani l’assemblea del Comites Gerusalemme

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gerusalemmeGERUSALEMME\ aise\ – È stata convocata domani, lunedì 14 febbraio, la nuova assemblea del Comites Gerusalemme, che si svolgerà alle ore 19.00 via zoom e sarà aperta al pubblico.
All’ordine del giorno l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2021; poi ancora la richiesta al Console Generale d’Italia a Gerusalemme per intensificare attività culturali nella circoscrizione; e la divisione dei compiti nell’ambito dei componenti il Comites Gerusalemme.
Inoltre si discuterà anche della richiesta di chiarimento al Consolato Generale se ultimata fase di accreditamento come “RAO” (“Registration Authority Officer”), ossia come soggetto autorizzato alla verifica dell’identità personale necessaria per ottenere le credenziali SPID.
Ci sarà anche una breve relazione di Cecilia Nizza sull’incontro zoom del CGIE del primo febbraio. (aise) 




Colonia: completato il direttivo del Comites

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incontricomitescoloniaCOLONIA\ aise\ – Direttivo al completo per il nuovo Comites di Colonia che nei giorni scorsi ha eletto vicepresidente, segretaria e consiglieri esecutivi che affiancheranno la presidente Simonetta Del Favero eletta a gennaio.
Nella seconda seduta del Comites sono stati eletti Luciana Stortoni come vicepresidente, Giuseppe Giurano e Vincenzo Virzì come consiglieri esecutivi e Chiara Milanese come segretaria. (aise) 




Comites Santo Domingo. Visca: “Si comincia male. Bisogna unire e non dividere!”

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244981902 10220315092966815 3968845832486341875 nC’è maretta all’interno del Comites Santo Domingo. Sul banco degli accusati è la maggioranza della presidente Diana Spedicato ritenuta responsabile di applicare metodi autoritari che poco o nulla avrebbero a che vedere con la democraticità.

Dopo l’ultima, noiosissima assemblea dove si era pure paventato un conflitto di interessi per alcuni professionisti della lista che ha vinto le elezioni del 3 dicembre scorso, il consigliere di minoranza Giovanni Gennari, che faceva parte della Commissione per la Comunicazione del neonato Comites, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto è subentrato Giovanni Dussich, primo dei non eletti della lista di cui Gennari faceva parte.

Nelle ultime ore, il vicepresidente dell’organismo, l’ex senatore Giuseppe Visca, ha preso le distanze dalla “maggioranza Spedicato”.

Se Visca dovesse far mancare il suo voto alla attuale maggioranza, si registrerebbe una “impasse”, un 6 a 6 che creerebbe non pochi problemi in quanto, se è pur vero che sarebbe il voto del presidente, in caso di parità, a decidere, è anche vero che, se i 6 contrari abbandonassero la riunione, verrebbe a mancare il numero legale per poter proseguire.

“L’ultima assemblea del Comites – ha dichiarato a Fatti Nostri il senatore Visca –  ha messo in evidenza alcune discrepanze, soprattutto nel metodo, che non permette alla minoranza di poter partecipare direttamente alle scelte del Comites, in quanto la Presidenza ha adottato una metodologia di lavoro che porta all’esame dei consiglieri pacchetti di proposte con soluzioni già confezionate.

Il Comites – prosegue Visca – è l’organo di rappresentanza degli italiani, pertanto la gestione deve essere la più ampia possibile con la possibilità di esprimersi liberamente e non in virtù di scelte già elaborate. Per queste ragioni il consigliere Giovanni Gennari ha rassegnato le sue dimissioni come membro del Comites. La rinuncia di Gennari è per me una grande perdita, per le sue capacità e il suo apporto competente e disinteressato. Si comincia male, se validi consiglieri abbandonano l’Assemblea, ciò dimostra che la gestione non ha saputo creare le condizioni necessarie per un buon maneggio delle tematiche che il Comites deve attuare.

Bisogna unire e non dividere – ha sottolineato con enfasi l’ex senatore – Devo ricordare, che con la mia esperienza, ho sempre cercato di governare cercando la  più ampia unità, che determina una partecipazione collegiale e un buon governo. Amministratori pubblici non si nasce, ma è dall’esperienza che si crea la formazione per il buon governo.

Ritengo che sia necessaria una partecipazione attiva, permettendo ai membri della minoranza, di avere  incarichi di governo, inviandoli alla responsabiità attiva nel  Comites, e  se ciò  si attuasse, non permetterebbe la creazione di dibattiti estremamente lunghi e laboriosi  in assemblea, per rimarcare la mancanza di una certa metodologia, non permettendo di elaborare i lavori che il Comites necessita.

L’Esecutivo, organo in cui è necessario elaborare gli ordini del giorno dell’assemblea, di cui ne faccio parte, non può ricevere da parte del Presidente proposte già elaborate e confezionate da lui stesso (senza considerare di parlarne eventualmente prima con il Vice presidente, che ha lunga esperienza amministrativa) mettendo i partecipanti in grado di assumere una semplice posizione di presa d’atto, e non accettare nuove proposte diverse dal programma presidenziale, dove il Presidente vota contro. Ciò succede, in quanto l’esecutivo non ha rappresentanti di altre liste che possano esprimere in origine il loro pensiero e la volontà di offrire idee che potrebbero arricchire il lavoro che responsabilmente cerchiamo di attuare. Quale decano del Comites e per la mia lunga esperienza  di amministratore pubblico, suggerirei, per un  senso di responsabiità, nell’interesse del Comites, si faccia una pausa di riflessione, utile per preparare un incontro con spirito costruttivo tra le parti, e possa cominciare a creare nuove condizioni,  in cui tutti possono partecipare con uno spirito di vera collaborazione e creare un Comites unitario per la difesa della collettività italiana”.

A soli due mesi dalle elezioni e dopo soltanto un paio di assemblee “se il buon giorno si vede dal mattino…”




Filo diretto con i connazionali a Montreal: l’iniziativa del presidente del Comites Giordano

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MONTREAL\ aise\ – “Digerite le abbuffate delle feste di Natale, Capodanno ed Epifania, superato un mese di gennaio pesante e difficile, caratterizzato da nuove restrizioni sanitarie che hanno influito anche sul nostro morale, finalmente riusciamo ad intravedere una luce in fondo al tunnel. Ed anche il neoeletto Comites di Montréal (insediatosi il 16 dicembre 2021 con l’elezione del comitato esecutivo, come certificato dallo stesso Consolato Generale d’Italia a Montréal, garante della Legalità e del rispetto della Normativa vigente) sta per mettersi all’opera, avviando un nuovo cammino insieme alla Comunità italiana della circoscrizione consolare. Anzi, appena sarà possibile, organizzeremo un grande incontro con l’intera Comunità italiana di Montréal”. Così scrive Vittorio Giordano, presidente del nuovo Comites di Montreal che oggi lancia “Filo diretto con i connazionali”, un “nuovo cammino” all’ascolto dei bisogni e delle esigenze degli italiani a Montreal che possono scrivere al Comites all’indirizzo infoComitesMontreal@gmail.com.
“Come sapete, – ricorda Giordano – la Lista ‘Insieme per gli Italiani’ si è imposta alle elezioni del 3 dicembre con quasi 100 voti in più sulla lista ‘Unitalia’, aggiudicandosi il voto democratico con un vantaggio di quasi il 10%. Ora, però, la campagna elettorale è finita, inizia una nuova fase: non più politica, ma istituzionale. Nell’interesse di tutti, nessuno escluso”.
“In attesa che vengano sbrigati gli ultimi adempimenti burocratici (nonostante siano scaduti i termini dei 10 giorni, la presidente uscente, sollecitata più volte dallo stesso Consolato, non ha ancora proceduto al passaggio di consegne ed alla contestuale trasmissione dei documenti finanziari necessari) ed in vista della seconda seduta che sarà convocata dal sottoscritto, nei modi e nei tempi stabiliti dalla Legge (presumibilmente tra fine febbraio e metà marzo, nel rigoroso rispetto delle direttive sanitarie del governo del Québec), – precisa Giordano – mi preme informarvi che, soprattutto in questa fase iniziale, il nuovo Comites è più che mai al vostro servizio ed al vostro ascolto: all’ascolto di tutti i connazionali che rappresenta. Vogliamo conoscere le vostre aspettative, i vostri bisogni, le vostre esigenze. Con l’obiettivo di lavorare tutti insieme, in totale trasparenza e sintonia, per il bene supremo della Comunità, espressione sia dell’emigrazione tradizionale che della nuova mobilità”.
“Per questo motivo, rivolgo un pressante appello a tutti quanti voi: scriveteci un’e-mail all’indirizzo infoComitesMontreal@gmail.com. Raccontateci le vostre storie, le vostre idee, le vostre aspettative, i vostri problemi, le vostre esigenze. Coinvolgeteci. Sottoponeteci le questioni che vi stanno più a cuore. Questioni su cui poi lavoreremo per trovare la soluzione migliore, sempre al Vostro servizio e nel Vostro interesse. Mi auguro – conclude il presidente – che sarete in tanti a scriverci: inviateci le vostre opinioni, i vostri consigli, i vostri suggerimenti, anche le vostre curiosità; fateci conoscere le vostre priorità. Fateci sapere come il Comites può migliorare la vostra vita di Italiani all’estero, senza mai perdere il filo diretto, forte e profondo, con la nostra amata Italia”. (aise) 




Servizi consolari a Rosario: Tirelli (Comites) e Gazzola (Cgie) scrivono a Della Vedova

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consrosario22ROMA\ aise\ – Un Consolato “paralizzato”. Così Franco Tirelli e Mariano Gazzola, presidente del Comites e consigliere del Cgie, definiscono la sede di Rosario. I due rappresentanti della collettività, che nei giorni scorsi avevano incontrato Maria Finelli, responsabile ad interim del Consolato Generale d’Italia a Rosario, hanno inviato una lettera al sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova per chiedere un suo personale intervento a sostegno della sede, alle prese con una cronica carenza di personale.
“Abbiamo il pregio di rivolgerci a lei per far presente la forte preoccupazione della locale comunità italiana per la situazione del Consolato generale d’Italia Rosario, che oggi come oggi è in stato di quasi inoperatività”, scrivono Tirelli e Gazzola.
Quello di Rosario, aggiungono, è un Consolato “che storicamente soffre di carenza di personale” che inevitabilmente influisce sui servizi da destinare “ad una comunità di più di 150.000 iscritti Aire e più di 4,5 milioni di italo discendenti, su un territorio di più di 500000 km quadrati, comprendente ben 7 province argentine”. Quello di Rosario, evidenziano, “è la sede con il più alto rapporto iscritti Aire/personale in servizio di tutta la rete consolare”.
“Con due funzionare in maternità, senza Console né vicario, e con il recente decesso di un funzionario dell’area passaporti, l’organico è sceso a 10 unità”, spiegano Tirelli e Gazzola, senza contare che “è in procinto di andare in pensione un altro impiegato”. A fronte di questa situazione, “consolato ha dovuto provvedere ad un’allarmante diminuzione di servizi (il numero dei turni per il rilascio di passaporti è ridotto drasticamente), alla sospensione di servizi che erano stati riattivati nella seconda metà del 2021 (riconoscimento di cittadinanza i figli maggiorenni), ha rallentato il trattamento di pratiche (il tempo per finalizzare la pratica di iscrizione anagrafica di figli minorenni è raddoppiato, così come è raddoppiato il tempo per smaltire l’arretrato di cittadinanza)”, senza dimenticare “l’impossibilità di riattivare servizi sospesi a causa della pandemia (ricostruzione di cittadinanza). Le erogazioni di servizi urgenti (rilascio di passaporto per persone che hanno urgenza di viaggio) sono praticamente sospese”.
“Inutile descrivere lo stato d’animo della nostra comunità, che si sente abbandonata alla sua sorte da parte delle istituzioni italiane, e anche quello del personale del consolato, che lavorano in una sede carente di risorse umane”, si legge ancora nella lettera.
“Personale del consolato e cittadini sono oggetto di una palese discriminazione per quanto riguarda la quantità, la qualità e la frequenza dei servizi consolari”, accusano Tirelli e Gazzola. “Siamo stanchi di sentirci dire da anni che tutta la rete è carente di personale; è vero, ma il Consolato generale di Rosario è quello più bistrattato e pertanto chiediamo un suo particolare intervento personale per trovare un rimedio a questa situazione, implementando le misure necessarie per destinare personale di ruolo; autorizzando quanto prima la chiamata di un nuovo concorso di personale locale; disponendo il trasferimento ad altra sede di servizi che attualmente rilascia il Consolato di Rosario (per esempio il rilascio di codici fiscali); autorizzando il Consolato di Rosario di avvalersi di un concorso ancora vigente di altra sede argentina, per sostituire la persona a contratto locale recentemente deceduta. Insomma – concludono Tirelli e Gazzola – trovando soluzioni innovative per far sì che i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare di Rosario non siano più considerati cittadini di serie C”. (aise)