Nuovo strumento di tutela per gli italiani all’estero

1dove

1doveROMA\ aise\ – Da oggi per gli italiani all’estero, lavoratori e studenti, viaggiatori e cooperanti, residenti o temporanei, la Farnesina offre un nuovo strumento di tutela. Sul sito www.dovesiamonelmondo.it ogni cittadino potrà registrare su una mappa la propria abitazione, per facilitare gli interventi in caso di necessità.
“Si tratta – spiega il Segretario Generale della Farnesina, Ettore Francesco Sequi – di un nuovo strumento con cui il Ministero degli Esteri conferma la propria volontà di porsi al servizio dei cittadini, sfruttando le opportunità offerte dalla transizione digitale: l’innovazione continua a essere uno degli assi portanti della nostra azione”.
Andando nella sezione per la registrazione dei singoli cittadini si potrà facilmente registrare il proprio indirizzo ed un contatto d’emergenza. L’Unità di Crisi e la rete diplomatica e consolare potranno così reagire con maggiore efficacia caso per caso, utilizzando ogni volta i canali disponibili secondo le possibilità del momento.
Il servizio sarà presto accessibile anche dalla APP “Unità di Crisi”, disponibile per Android e iPhone, che facilita la consultazione del sito www.viaggiaresicuri.it e consente di segnalare la propria posizione con il GPS del telefono in situazioni d’emergenza. (aise) 




Cile-Italia: l’Ambasciatore Bettocchi e la storia “eroica” di Valeria Valentin

31bettocchi

31bettocchiTRENTO\ aise\ – “Valeria Valentin è una delle italiane eroiche che durante il golpe cileno del 1973 ha agito per aiutare le persone in difficoltà e oggetto di repressione. La sua è una storia bella, di sacrificio, di aiuto, nata tra l’altro, nel contesto di una chiesa cattolica che si è conquistata sul campo una reputazione di vicinanza al popolo in una situazione di grande difficoltà”.
Ha esordito così l’Ambasciatore d’Italia in Cile, Mauro Battocchi, nel ricordare, nel corso di un’intervista realizzata da Paolo Tessadri al diplomatico stesso pubblicata sul sito della Provincia Autonoma di Trento, la figura della suora altoatesina Valeria Valentin, nata in Val Badia, ma che aveva scelto il Cile per la sua missione.
Nel 1973, durante i giorni del golpe di Pinochet, la suora si trovava a Santiago e riuscì a portare in salvo centinaia di persone perseguitate dal regime: poveri, operai, studenti. In una testimonianza del 1999 la Valentin – che nel frattempo aveva abbandonato la vita monastica e si era sposata con l’uomo con cui in Cile aveva sfidato il regime – ricordava che “io telefonavo ai nostri amici che erano all’interno dell’ambasciata e loro mi dicevano “due Marlboro, tre Hilton…”; la cifra indicava il numero di quelli che potevamo far scappare”.
Ed è proprio Battocchi a ricordare che in quegli anni l’ambasciata d’Italia visse un momento molto nobile perché “in assenza dell’ambasciatore che si trovava in Italia per una grave malattia del figlio, l’incaricato d’affari Pietro De Masi spalancò le porte alle persone che venivano perseguitate e ricercate dalla polizia segreta del regime. Aprendo le porte fece dell’ambasciata un punto di riferimento per tanti oppositori del regime. Tra il 1973 e il 1975 centinaia di persone sono passate dall’ambasciata d’Italia, hanno vissuto lì dentro per poi essere trasferiti fuori dal Cile con dei salvacondotti diplomatici messi a disposizione dalla nostra diplomazia. Oggi il popolo cileno ricorda con grande affetto, simpatia e riconoscenza quella pagina della nostra storia”.
Tutto questo entrerà a far parte di un documentario che la Fondazione Museo storico del Trentino ha deciso di dedicare a questa grande donna che ha visto gli orrori della dittatura cilena e ha rischiato la vita lei stessa pur di salvare dalla morte centinaia di persone. (aise) 




Kenya: firmato accordo per Programma Integrato di Sviluppo

31kenya

31kenyaNAIROBI\ aise\ – L’Ambasciatore italiano in Kenya, Alberto Pieri, e il Ministro del Tesoro keniano, Ukur Yatani, hanno siglato un accordo per realizzare il Programma Integrato di Sviluppo Socio-Sanitario di Malindi – Fase II. Presente alla firma, avvenuta a Nairobi lo scorso 26 gennaio, il Direttore dell’Ufficio di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Fabio Melloni.
Per l’Ambasciatore Pieri, la firma di questo accordo si inserisce nell’ambito della consolidata azione della Cooperazione italiana al percorso di sviluppo del Kenya e conferma l’impegno dell’Italia al riguardo.
Il programma oggetto dell’accordo sarà finanziato attraverso un credito d’aiuto agevolato di 6,4 milioni di euro finalizzato a migliorare le condizioni di vita della popolazione nelle sub-contee di Malindi e Magarini, nella Contea di Kilifi; si allinea, inoltre, al programma di sviluppo nazionale “Kenya Vision 2030”.
Gli interventi contribuiranno allo sviluppo socio-economico dell’area attraverso la costruzione di una strada asfaltata di 11.5 chilometri nella penisola di Ngomeni, un ponte pedonale sul fiume Sabaki, un sistema di approvvigionamento idrico, e fornitura e installazione di attrezzature per strutture scolastiche e sanitarie. L’attuazione del programma sarà affidata al CDA (Coastal Development Authority of Kenya) che si era già occupato con successo della prima fase, tra il 2006 e il 2012. (aise) 




Oslo: il Comites annuncia un nuovo progetto

29oslocom

29oslocomOSLO\ aise\ – Presieduto da Elisabetta Cassina, il Comites di Oslo ha comunicato nei giorni scorsi di aver ricevuto dalla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina un finanziamento integrativo per la realizzazione di trailers illustrativi relativi quattro dei suoi progetti.
Si tratta del Gruppo di lettura: lettori italiani d’Islanda; della Pubblicazione del libro “Destinazione Norvegia” di Monica Miscali”, ed. Franco Angeli, sull’immigrazione italiana in Norvegia; del Progetto Sportello ascolto psicologico Drop in; e di Scienza senza Confini.
Nei prossimi giorni, il Comites inizierà le ricerche di videomaker disponibili a realizzare i video. (aise) 




Pugliesi nel Mondo: l’associazione lancia un concorso per il nuovo logo

29logopugliesi

29logopugliesiBARI\ aise\ – L’Associazione Internazionale “Pugliesi nel Mondo” ha bisogno di un nuovo logo. Ne dà notizia il presidente Giuseppe Cuscito: “l’associazione ha necessità di rinnovarsi per stare al passo con i tempi”, scrive il presidente. “Per questo, propone, attraverso un concorso cui possono partecipare tutti, pugliesi e non, artisti, designer, studenti e istituti scolastici, Accademie ecc…la realizzazione del nuovo logo che ci rappresenterà anche istituzionalmente”.
I lavori devono essere inviati per posta alla sede sociale entro e non oltre il 15 settembre 2022.
“La vincitrice/re – continua Cuscito – sarà invitata, a nostre spese compreso un week end presso una struttura alberghiera sita in Puglia, per la presentazione e ufficialità del nuovo logo alle autorità istituzionali e ai mass media e a tutti i nostri associati, durante una iniziativa ad hoc”. (aise) 




Hong Kong: nuove regole d’ingresso dall’Italia

22coronavirusmobilita

22coronavirusmobilitaHONG KONG\ aise\ – Il Dipartimento della Salute di Hong Kong ha annunciato l’inserimento dei Paesi in cui sono stati rinvenuti contagi da variante Omicron, tra cui l’Italia, nella categoria ad alto rischio (Gruppo A).
Come ricorda il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, a partire dalle ore 00.00 di giovedì 2 dicembre possono fare rientro a Hong Kong dall’Italia solamente i residenti in possesso di un certificato di vaccinazione riconosciuto dalle autorità locali, oltre che del certificato di negatività al Covid rilasciato da laboratori autorizzati.
A partire dalle ore 00.00 di sabato 5 febbraio, la quarantena obbligatoria negli alberghi autorizzati a cui essi devono sottoporsi verrà ridotta da 21 giorni a 14 giorni.
I non residenti che siano stati in Italia nei 21 giorni precedenti il previsto arrivo a Hong Kong non potranno pertanto farvi ingresso.
Inoltre sino al 18 febbraio sarà vietato l’atterraggio a Hong Kong di tutti i voli passeggeri provenienti da Australia, Canada, Francia, India, Pakistan, Filippine, Regno Unito e Stati Uniti d’America e, allo stesso tempo, l’imbarco sui voli per Hong Kong sarà vietato ai passeggeri che sono stati in questi Paesi per più di due ore nei 14 giorni precedenti.
Tutti i passeggeri in arrivo a Hong Kong dall’estero dovranno presentare all’imbarco del volo per Hong Kong: un certificato di negatività al Covid-19 (esclusivamente di tipo PCR), in lingua INGLESE o CINESE, emesso da laboratori riconosciuti dalle autorità nazionali del paese in cui viene effettuato il test. A partire dal 24 dicembre il campione deve essere prelevato entro le 48 ore dall’orario previsto di partenza dell’aereo con cui si atterrerà ad Hong Kong.
Le Autorità di Hong Kong accettano solo certificati rilasciati da laboratori certificati ISO15189 o riconosciuti dalle autorità sanitarie nazionali del Paese in cui si effettua il test. In Italia occorre pertanto prenotare il test scegliendo uno dei laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute italiano presenti sull’elenco, costantemente aggiornato, e reperibile anche sul seguente sito web. Si raccomanda di effettuare la ricerca con anticipo e di contattare il laboratorio prescelto per ricevere assicurazioni sulle tempistiche del rilascio dei certificati.
Il certificato di negatività al Covid-19 deve essere redatto integralmente in lingua inglese e deve contenere tutti gli elementi presenti nel Covering of Lab Report (nome, cognome, data di nascita, nome del laboratorio con indirizzo, data e ora del prelievo e risultato del test) richiesto dalle compagnie aeree, pena il mancato imbarco.
Occorre inoltre la dichiarazione consolare firmata digitalmente. Per il Governo di Hong Kong, tale dichiarazione e la lista possono essere presentati al check-in della linea aerea sia in formato cartaceo che elettronico sullo smartphone, tuttavia alcune compagnie aeree richiedono la versione cartacea da presentare all’imbarco, per cui si raccomanda di informarsi direttamente con la linea aerea stessa circa l’accettazione o meno del formato digitale.
Le autorità di Hong Kong richiedono anche una conferma di prenotazione alberghiera per tutta la durata della quarantena prevista in base alla categoria di rischio del paese di provenienza. E’ possibile effettuare la quarantena alberghiera solo in uno degli alberghi designati dal governo elencati in questa lista.
Le misure predisposte dal governo di Hong Kong prevedono che ci si sottoponga ad un ulteriore test all’arrivo in aeroporto a Hong Kong e se ne attenda l’esito. È necessario tenere in considerazione diverse ore di attesa.
Se negativi al test Covid-19 effettuato in aeroporto, recarsi negli alberghi preposti alla quarantena utilizzando mezzi predisposti ad hoc dalle autorità locali. Qualora il test all’arrivo all’aeroporto internazionale di Hong Kong risulti positivo, le autorità locali organizzano il ricovero del passeggero presso le strutture ospedaliere adibite. I passeggeri che risultano negativi ma sono contatti stretti di passeggeri positivi vengono trasferiti invece presso i centri di quarantena governativi.
Nel caso di voli con scalo è necessario che il passeggero accerti eventuali ulteriori condizioni previste dalle autorità dei paesi di transito (tipologia del test Covid-19, lingua richiesta per la certificazione, condizioni di quarantena/autoisolamento) rispetto a quelle richieste dalle autorità di Hong Kong.
Il Governo di Hong Kong riconosce la “Certificazione verde COVID-19, Certificazione di vaccinazione” rilasciata dall’Italia, come valida ai fini dell’ingresso in Hong Kong con i limiti di tipologia di somministrazione specificati nel paragrafo “Quarantine Measures for Inbound Travellers” and “Documentary proof for completion of vaccination” del sito web del Governo: https://www.coronavirus.gov.hk/eng/inbound-travel.html
Non è invece riconosciuta valida ai fini dell’ingresso in Hong Kong la “Certificazione verde COVID-19, Certificazione di test” in luogo della certificazione test di negatività al Covid-19 rilasciata dai laboratori di analisi.
Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito del Consolato Generale d’Italia a Hong Kong. (aise)




Farnesina: aggiornamenti sul rientro dei cittadini dall’estero

spostamenti covid21

“Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario”, iic orda il Ministero degli Affari Esteri. “In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso in Italia o per il rientro nel nostro Paese da una destinazione estera, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova. Tali procedure interessano, con alcune possibili differenze dovute alle diverse normative locali, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali del Paese in cui ci si trova e che, a tutela della salute pubblica, potranno far rientro in Italia al termine del periodo di isolamento previsto. Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19”.
Quanto alla nuova Ordinanza, questa ha prorogato “fino al 30 giugno 2022 la validità delle regole specifiche per i “Corridoi turistici Covid-free”, che si applicano anche verso Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (limitatamente all’isola di Phuket), Oman e Polinesia francese. Inoltre a partire dal 1 febbraio 2022 le misure di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del 14 dicembre 2021 (relative ai Paesi dell’Elenco C) cessano di applicarsi. Dal 1 febbraio, quindi, gli ingressi dai Paesi dell’elenco C potranno avvenire con l’esibizione di una qualsiasi delle certificazioni verdi (certificato vaccinale, certificato di guarigione oppure tampone) e non più del cosiddetto green pass rafforzato”. Inoltre “viene abrogato il regime degli ingressi da Sud Africa, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 26 novembre 2021. A questi Paesi si applica pertanto il regime previsto per gli Stati e territori di cui all’elenco E dell’Allegato 20 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021, come disciplinato dalle ordinanze del Ministro della Salute 22 ottobre 2021 e 14 dicembre 2021”.
Di seguito tutte le indicazioni e le raccomandazioni della Farnesina.
“Con questa circolare il Ministero della salute ha fornito una serie di chiarimenti in relazione all’Ordinanza del Ministro della salute del 14 dicembre 2021. In particolare,
• per quanto riguarda i transiti aerei: si precisa che tutti i soggetti che, indipendentemente dal Paese di provenienza, non lasciano l’area transiti degli aeroporti, o non soggiornano nel nostro Paese, ma utilizzano come aeroporto di destinazione uno scalo italiano e poi si dirigono alla propria residenza/domicilio esteri, devono presentare all’atto dell’imbarco la certificazione di aver effettuato il tampone secondo la disciplina prevista dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 14 dicembre 2021;
• per quanto riguarda i transiti marittimi o terrestri (pullman o treno), valgono le stesse regole indicate per i transiti aerei, ovvero, la presentazione all’atto dell’imbarco della certificazione di aver effettuato il tampone;
• i soggetti che fanno ingresso in Italia da uno dei Paesi confinanti attraverso mezzo privato, per imbarcarsi su un volo o una nave/traghetto in uno scalo italiano con destinazione un Paese estero e permangono in territorio italiano per meno di 36 ore sono tenuti a seguire le regole del Paese di destinazione e, pertanto, esonerati dall’effettuazione del tampone in virtù della deroga che prevede che chi transita in territorio italiano con mezzo privato per meno di 36 ore è esonerato dall’effettuazione del tampone e della quarantena laddove previsti. Tale deroga è applicabile esclusivamente se si utilizza il mezzo privato per raggiungere il porto, l’aeroporto o la stazione ferroviaria di partenza verso la destinazione finale;
• si chiarisce che le nuove regole in materia di trasporti in vigore dal prossimo 10 gennaio 2022, ai sensi del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229 che estendono l’obbligatorietà del green pass rafforzato all’accesso ai mezzi di trasporto indicati all’art. 9-quarter, del decreto-legge n.52 del 2021, più precisamente, al comma 1 lett. a) “aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone” non si applicano ai servizi di trasporto internazionali. Pertanto, le norme transfrontaliere per l’ingresso in Italia in vigore restano quelle previste dalla Ordinanza del Ministro della salute del 22 ottobre 2021 e dall’Ordinanza del Ministro della salute del 14 dicembre 2021, viceversa valgono quelle del Paese di destinazione per i passeggeri in uscita.
Dal 16 dicembre e fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 gennaio 2022, con questa Ordinanza del Ministro della Salute è stato disposto che chi fa ingresso in Italia provenendo dai Paesi inclusi nell’Elenco C dell’Allegato 20 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 deve: compilare il Passenger Locator Form, presentare la certificazione verde Covid-19 di vaccinazione o guarigione (o certificazione equipollente) ed effettuare un test (molecolare nelle 48 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, oppure antigenico nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale) con esito negativo. In caso di mancata presentazione della certificazione verde Covid-19 di vaccinazione o guarigione, e fermo restando l’obbligo del test sopra citato, è obbligatorio sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario di 5 giorni, al termine del quale è obbligatorio sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico).
È stata anche aggiornata la lista dei Paesi inclusi nell’elenco D dell’Allegato 20. Chi proviene da questi Paesi deve: compilare il Passenger Locator Form, presentare la certificazione verde Covid-19 di vaccinazione (o certificazione equipollente) ed effettuare un test (molecolare nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, oppure antigenico nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale) con esito negativo. Il termine del test molecolare è ridotto a 48 ore per gli ingressi da Regno Unito. In caso di mancata presentazione della certificazione verde Covid-19 di vaccinazione (solo da USA, Canada e Giappone si può presentare la certificazione di guarigione in alternativa alla vaccinazione), e fermo restando l’obbligo del test sopra citato, è obbligatorio sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario di 5 giorni, al termine del quale è obbligatorio sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico).
Il regime degli ingressi da Sud Africa, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini, previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 26 novembre 2021, viene inoltre prorogato fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 gennaio 2022.
Dal 23 settembre il Ministero della Salute ha riconosciuto (con questa Circolare) l’equivalenza di alcuni vaccini, somministrati da autorità sanitarie estere, a quelli effettuati nell’ambito del Piano nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2.
Si tratta, in particolare, di: vaccini riconosciuti da EMA – Agenzia Europea per i Medicinali (vedi Allegato n. 1 alla Circolare); Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.
A seguito di tale riconoscimento:
– i cittadini italiani (anche residenti all’estero) e i loro familiari conviventi, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al Servizio Sanitario Nazionale o al SASN (Assistenza Sanitaria al Personale Navigante), e tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero con i summenzionati vaccini o che sono guariti all’estero da COVID-19, potranno richiedere, se si trovano già sul territorio italiano, il rilascio del Green Pass recandosi presso le Aziende Sanitarie locali di competenza territoriale;
– tutti gli altri cittadini stranieri vaccinati all’estero con i summenzionati vaccini avranno diritto ad accedere, sul territorio nazionale, a tutti i luoghi e servizi per i quali è richiesto il Green Pass (vedi box seguente). Per poter essere riconosciute come equivalenti al Green Pass, le certificazioni sul vaccino ricevuto all’estero dovranno contenere le seguenti informazioni: dati identificativi del titolare, dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato; dovranno inoltre essere redatte in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco oppure, ove fossero rilasciate in un’altra lingua, essere accompagnate da una traduzione giurata”. (aise)




Zurigo: Gerardo Petta presidente del nuovo Comites

petta2

petta2ZURIGO\ aise\ – È Gerardo Petta il presidente del nuovo Comites di Zurigo. Ne dà notizia lo stesso Comitato in una nota diramata oggi, in cui si spiega che “a seguito di regolare convocazione da parte del Console Generale Min.Gabriele Altana, si è riunito il 15 dicembre 2021 ed ha eletto il proprio direttivo”.
A quella assemblea non parteciparono i membri eletti della lista “Il Ponte”.
Oltre al presidente Petta, l’esecutivo è composto da Anna Putrino, Vicepresidente, Cosimo La Torre Consigliere membro dell’Esecutivo e Renato Cartelli, Segretario.
“L’Esecutivo – si legge ancora nella nota – ha iniziato la propria attività, secondo le finalità indicate nella Legge e auspica di poter svolgere appieno il ruolo d’intermediario a supporto dei connazionali. Fra breve verrà diramato il programma che il Comites intende svolgere e verranno presentati i membri che compongono il Comitato”.
Il Comites, infatti, a metà gennaio è tornato a riunirsi per risolvere due questioni d’ineleggibilità di altrettanti eletti. (aise) 




Veneti nel mondo: concluso il corso “Il senso della vite”

27ilsensodellavite

27ilsensodellaviteVENEZIA\ aise\ – È giunto a conclusione il corso di formazione “Il senso della vite: l’economia circolare incontra la produzione vitivinicola e il turismo enogastronomico” ideato da Associazione Veneti nel Mondo, con sede a Camisano Vicentino (Vicenza), con la collaborazione dell’Associazione Imprenditori Veneti in Cile.
Un percorso di alta formazione di 150 ore, svoltesi online tra dicembre 2021 e gennaio 2022, sui temi dell’economia circolare, del turismo enogastronomico, della comunicazione e della sostenibilità con filo conduttore la vitivinicoltura e i grandi vini veneti. Protagonisti 10 giovani veneti e oriundi veneti, studenti e professionisti, residenti all’estero tra Argentina, Brasile e Ungheria.
“I ragazzi hanno avuto la possibilità di approfondire – afferma Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo – numerosi argomenti legati alla storia economica della Repubblica di Venezia, all’economia circolare – con un focus specifico sul progetto di legge n. 63 “Nuovo sistema di economia circolare in Veneto” della Regione del Veneto -, ai temi dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, alla creazione di un’impresa dall’idea al business plan, allo sviluppo sostenibile e alla strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, alla produzione vitivinicola etica e sostenibile, al turismo in Veneto: sostenibile, responsabile, legato al vino e alla produzione vitivinicola, e agli strumenti per comunicare e fare marketing territoriale”. Le lezioni sono state affidate a professionisti veneti esperti negli ambiti progettuali e a professori di alcune delle più importanti realtà universitarie italiane. Tra le altre, l’Università degli Studi di Padova, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Libera Università di Bolzano. Numerosi inoltre i casi di studio e le buone pratiche che hanno coinvolto importanti realtà venete locali e nel mondo, come ad esempio Ca’ Apollonio Heritage di Romano d’Ezzelino (VI), Fattoria sociale La Costa di Sarcedo (VI) e Quartomoro di Sardegna, quest’ultima realtà veneta partecipante al circolo sardo della Veneti nel Mondo. Tra i docenti sono stati coinvolti anche alcuni veneti residenti all’estero, collegati con i ragazzi da Belgio, Emirati Arabi Uniti, Irlanda, Università Nazionale del Litorale di Santa Fe, Argentina, e Malesia. “Il corso che abbiamo ideato – affermano Anna Turcato, coordinatrice del progetto Il senso della vite e Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo – ha presentato il vino, prodotto di eccellenza del territorio veneto e vera espressione di una cultura legata al territorio, quale protagonista di un processo circolare innovativo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. Un percorso di studio che ha inoltre sottolineato gli aspetti storici della Repubblica di Venezia e le radici culturali dei ragazzi partecipanti”.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Regione del Veneto, nell’ambito delle iniziative ad ampio raggio promosse a favore delle comunità venete nel mondo promosse dall’Assessore alla cultura e ai veneti nel mondo Cristiano Corazzari, e della società SERIT srl di Verona, capofila del progetto di economia circolare Il senso della vite, di ispirazione per il progetto formativo stesso. “Un’esperienza unica di alta formazione su tematiche innovative per trasformare la vitivinicoltura – sottolinea Massimo Mariotti, Presidente SERIT srl – in un’industria a 360 gradi che coinvolge l’area enogastronomica, ma si espande alla medicina, alla cura della persona, alla produzione di energia. Nel corso del progetto Il senso della vite abbiamo applicato l’economia circolare al sistema vitivinicolo. Le vinacce si trasformano in prodotti per la cura della persona (antiossidanti e antibatterici), per la salute della pelle e per trattamenti estetici, per il benessere e per la vinoterapia. Un altro prodotto di scarto, le fecce, rinascono con un vero percorso di economia circolare: utilizzate per la produzione di etanolo e acido tartarico; possiedono diverse proprietà legate alla salute: antinfiammatorie, antitumorali, benefiche nella prevenzione di malattie cardiovascolari e nella digestione degli zuccheri; utilizzate per la produzione di biogas e metano divengono una risorsa innovativa per la produzione e lo sfruttamento di energia”. “Un corso di livello universitario. Ogni presentazione di livello eccellente. – affermano gli alunni – Un’esperienza che non dimenticheremo mai”. Ed era questo l’obiettivo principale de Il senso della vite, formare nuovi professionisti veneti nel mondo dando loro nuovi strumenti e rafforzando, contestualmente, le loro radici venete. (aise) 




Imprenditore italiano: ”Kiev ha distribuito pdf con istruzioni in caso di attacco, molti hanno già valigia pronta”

ucraina soldato afp 3 4 4073537449 3 6 530538471 1 0 2264904799

ucraina soldato afp 3 4 4073537449 3 6 530538471 1 0 2264904799”Il governo ucraino negli ultimi due giorni ha distribuito alla popolazione un pdf con tutte le attività da svolgere in caso di attacco”. Si tratta di ”un documento ricco, sono diverse pagine scritte in ucraino con molte informazioni e poche illustrazioni” per indicare ”dove trovare riparo” in caso di guerra, ”quali sono i documenti da preparare” per una fuga, ”cosa mettere dentro la valigia” da tenere pronta. Lo racconta all’Adnkronos l’imprenditore italiano Alberto De Marco, che da sei anni vive e lavora a Kiev dove si occupa di cooperazione finanziaria internazionale e business design.

Nel pdf di 25 pagine in ucraino intitolato ‘In caso di situazioni straordinarie o guerra’, di cui l’Adnkronos ha ottenuto una copia, vi è una parte introduttiva nella quale viene spiegata la capacità difensiva dell’Ucraina. Si passa quindi a fornire ”consigli per la preparazione in casa”, a indicare ”cosa fare in caso di emergenza o in una zona di combattimento” e si forniscono indicazioni per ”non cadere vittime della disinformazione”. Il documento spiega poi ”cosa fare dopo aver ricevuto il segnale ‘Attenzione a tutti”’ e ”come preparare una ‘valigia di allarme”’.

Molti ucraini hanno già preparato la valigia, ”una valigia leggera con i documenti e i beni di prima necessità” come indicato dal governo di Kiev, per essere pronti a lasciare la loro casa in caso di un attacco. De Marco quella valigia non l’ha ancora preparata. ”Io non ho preparato la valigia perché il ministero degli Affari esteri non ha ancora dato indicazioni. Il consolato e l’ambasciata italiani non hanno contattato gli italiani qui”, spiega, ricordando come siano ”qualche centinaio gli italiani che vivono e lavorano a Kiev”. De Marco si aspetta ”un intervento della Repubblica italiana almeno per quelli di noi che sono iscritti all’Aire”, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. ”Finora nessuno degli italiani che conosco qui ha deciso di fare ritorno in Italia. Qui hanno il lavoro, una famiglia, affetti stabili”, spiega, anche se ”dei tantissimi italiani a Kiev, la maggior parte non è iscritta all’Aire. Questo comporta vantaggi fiscali se vivi e lavori all’estero, ma per molti è più comodo mantenere la residenza in Italia”.

Intanto a Kiev dove c’era un parco, ora c’è un ”bunker enorme”. Costruito ”con montagne di terra” in pochi giorni. ”Qui vicino a casa mia hanno chiuso un parco e ci hanno costruito un bunker con montagne di terra – spiega – E’ un bunker enorme nel parco dove andavo sempre con i cani e che ora è inaccessibile, lo hanno sigillato”. Per il resto, ”come sappiamo in una situazione di conflitto la capitale è un po’ come il centro del ciclone, calma piatta”. Per cui ”la gente va in giro, il traffico è regolare…”. Ma allo stesso tempo c’è un ”acredine verso i russi”, ma anche ”un inasprimento dell’astio verso quella che prima era parte della cultura ucraina”. Insomma, ”appena in ufficio o al pub si parla di questa situazione la tensione cresce. Qui a Kiev c’è una posizione filo europea e una certa acredine nei confronti dei vicini russi”, spiega. E lo si dimostra a partire dalla lingua.

”Qui si parla ucraino e russo, mentre l’inglese è conosciuto solo dalle nuove generazioni – spiega – Io non parlo l’ucraino, conosco qualche parola in più di russo e le persone con cui lavoro parlano italiano e inglese. Ma quando di parla in russo è sempre un’occasione per accendere il dibattito sulla questione che stiamo vivendo”. De Marco racconta quindi che ”l’altro giorno in un pub ho ordinato in russo e un cliente mi ha apostrofato: ‘Qui siamo in Ucraina, parla e ordina in ucraino’. Ne è partita una discussione, durante la quale abbiamo parlato senza acredine e con rispetto perché europeo”.

Intanto si tiene a portata di mano la brochure distribuita dal governo ucraino, che ha un capitolo che s’intitola: ”Cos’altro tenere a mente sulle zone di bombardamento?”. E vengono indicate le azioni da svolgere durante ”bombardamenti con armi leggere”, ”bombardamenti di artiglieria” e ”bombardamenti di artiglieria con sistemi di tiro al volo”. Oltre al contenuto della valigia per la fuga, il pdf indica ”cosa dovrebbe esserci nel kit di pronto soccorso”.

”L’Ucraina resiste all’aggressione russa da più di sette anni, durante i quali le ostilità continuano sul territorio del nostro stato. L’aggressività russa non è limitata alla presenza fisica delle forze di occupazione”, si legge nel documento. ”Il nemico effettua attacchi a livello di informazioni cercando di indebolire la nostra capacità di resistere. Questa è “l’ibridità” della guerra che la Russia sta conducendo contro di noi, perché tutti sono coinvolti nello scontro”, prosegue. Segue un invito alla popolazione, a essere ”sempre preparata alle emergenze, quindi è importante sapere cosa può fare ognuno di noi in un momento di crisi. E ciò è particolarmente vero nelle situazioni in cui i servizi su cui contavamo sono costretti a lavorare in modalità di emergenza”.

Il testo afferma inoltre che ”naturalmente le autorità, i servizi e le istituzioni statali e locali sono responsabili del funzionamento della società e di fornire assistenza. Tuttavia, ogni cittadino in modo individuale si unisce alla responsabilità collettiva per la sicurezza del nostro Paese. Quando è in gioco la sicurezza della società, la disponibilità all’assistenza reciproca diventa cruciale. E’ importante ricordare che una buona preparazione è la chiave per aiutare meglio i propri cari e coloro che ne hanno particolarmente bisogno”.

Viene quindi spiegato che ”nella brochure si trovano consigli pratici che possono essere utile in caso di situazioni di emergenza e durante la guerra. Tieni la brochure in un luogo accessibile al momento giusto in modo da poterla usare rapidamente”.

adnkronos