AAA nuovo console onorario in New Jersey cercasi

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newjersey mappaNEW YORK\ aise\ – Il Consolato Generale d’Italia a New York ha avviato la procedura per la nomina di un nuovo console onorario con competenza sulle contee dello Stato del New Jersey (Bergen, Hudson, Morris, Passaic, Sussex, Union, Warren, Essex, Middlesex, Monmouth, Hunterdon, Mercer, Somerset).
Il Consolato onorario, che opererà alle dipendenze del Consolato Generale a New York, sarà chiamato a svolgere funzioni di assistenza dei connazionali e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza.
L’incarico è a titolo onorifico e gratuito e non comporta l’attivazione di alcun rapporto di pubblico impiego o di lavoro subordinato con il Consolato Generale d’Italia a New York né con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Le spese per il funzionamento dell’Ufficio consolare onorario sono a carico del titolare dell’Ufficio stesso, con l’eccezione dei rimborsi previsti per alcune categorie di spese, in particolare quelle postali e telefoniche e quelle per sussidi ai connazionali.
Le candidature, unitamente ad un curriculum vitae, potranno essere inviate entro il 15 febbraio 2022 per posta elettronica all’indirizzo email cg.newyork@esteri.it. (aise)




Stati Uniti. Paolo Andreani, l’aeronauta esploratore del Lago Superiore

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286px volo andreani fratelli gerli 1784C’era un ‘aria nuova al di là dell’Oceano e i suoi effluvi riuscivano a penetrare fin nelle più remote province dell’Europa. Non tutti però, in quell’angolo del Settecento, avevano la possibilità di scandagliare e di valutare, nella giusta misura le voci, i racconti , le idee provenienti da quelle ex colonie inglesi d’ Oltremare divenute Stati Uniti, aperte su un territorio in gran parte inesplorato e ricco di opportunità per chi volesse uscire dall’asfittica società nobiliare e clericale dell’Europa.

Il conte Paolo Andreani fu tra coloro che capirono l’importanza dei messaggi provenienti dalla nuova nazione  e ne intuì la freschezza politica ed economica. Al pari di altri uomini acculturati e curiosi, decise di partire e di osservare da vicino quello strano mondo fatto di uomini  liberi, senza ranghi nobiliari e senza frontiere invalicabili. Incuriosito dalla bufera rivoluzionaria francese e dai moti che ne seguirono in tutta Europa, Andreani, conte per eredità familiare e scienziato per vocazione, si imbarcò alla volta dell’America nel 1791. Utimogenito di Giovanni Pietro Paolo   e da Clementina Sormani  ,  Paolo nacque a Milano il 27 maggio del 1763 condividendo in adolescenza la sua amicizia con Luigi Castiglioni,  altro grande studioso  del Nuovo Continente. Rispetto all’amico egli preferiva però le scienze applicate dedicandosi soprattutto allo studio dell’aeronautica. Nel 1784  Andreani divenne uno dei primissimi uomini a salire su una mongolfiera e in Italia si guadagnò l’onore di essere il primo a compiere l’ascensione sui palloni aerostatici (la quarta in assoluto). Di fatto la sua ascensione, con decollo da Brugherio, sancì la nascita dell’aviazione italiana nel 13 marzo del 1784. La mongolfiera volò per circa 9 chilometri sopra i campi di Brugherio e poi atterrò a Caponago davanti a Cascina Seregna.

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Eletto membro delle sette società scientifiche (tra esse figuravano anche l’American Philosophical Society e la Royal Irish Academy di Dublino), il milanese decise di seguire la sua indole di scienziato e realizzò nel 1784 la sua prima spedizione scientifica in Scozia e in Irlanda. Sei anni dopo si recò a Londra per studiare le ultime novità sulle tecniche aeronautiche apprendendo notizie sulle terre americane. L’anno seguente Andreani raggiunse la regione dei Grandi Laghi fermandosi al Lago Superiore per esplorarlo  quale primo europeo in tutto la sua estensione e percorrendo quasi 5000 chilometri.  L’italiano annotò le sue osservazioni scientifiche su un giornale che venne utilizzato in seguito dal duca de la Rochefoucault Liancourt nel suo “Viaggi attraverso gli Stati Uniti del Nord America”. Considerato abilissimo osservatore e preciso estensore dei dati, Andreani venne spesso menzionato nel lavoro del duca francese, il quale sottolineò che il lavoro dell’italiano lo ispirava per la grande confidenza nella precisione delle informazioni elencate.  Citato nel  1827 da  L. Mc Kenney nel suo “Viaggi ai Laghi” , lo scienziato milanese intraprese anche la prima circumnavigazione del lago Superiore, accovacciato su una canoa e accompagnato da fidati Nativi americani in un viaggi che toccava territori degli Irochesi e Algonchini. Per ricordare l’impresa Andreani documentò la spedizione indirizzando una lettera al cancelliere Livingstone nel 1792, sottoponendogli tre le altre cose, anche un curriculum professione dello scultore romano Ceracchi. I rilievi geodetici e topografici del  conte milanese divennero un punto di riferimento per gli esploratori e i viaggiatori che seguirono le sue tracce nella regione dei grandi laghi. Andreani strinse amicizia con William Thornton di Philadelphia in compagnia del quale avrebbe in seguito effettuato numerosi viaggi scientifici. Munito di una lettera di presentazione scritta da Hohn Paradise per George Washington, lo scienziato donò al primo presidente degli Stati Uniti una copia delle quattro odi dedicate Vittorio Alfieri alla Rivoluzione Americana ed entrò in amicizia con Thomas Jefferson e James Madison. Stabilitosi in Louisiana, vi rimase per tanti anni e nel 1808 realizzò il volume nel quale presentava il resoconto della situazione politica della ex colonia francese, il tutto a favore di una giusta e imparziale valutazione da parte del presidente Jefferson.

ottawaArchiviata tra i manoscritti della New York Pubblic Library, la lettera di presentazione dell’opera rimase tale per le ire di Washington. Al primo presidente infatti non piacquero le osservazioni non troppo riguardose verso gli “uomini dell’Ovest americano” tracciate dal conte milanese.  L’ostracismo di Washington cancellò quasi tutte le tracce del lavoro di Andreani negli archivi americani, trasformando lo stesso in un punto interrogativo della storia. Paolo Andreani non se ne rammaricò però più di tanto e visse fino al 1815  in Louisiana per poi tornare in Europa dopo aver attraversato i Caraibi e spegnersi a Nizza nel 1823, consumato dalla malattia che lo aveva reso inabile e ridotto in condizioni indigenti. Nella tomba portò però  con sé il titolo di pioniere solitario degli avamposti della civiltà occidentale nell’America del Nord.




L’associazione internazionale Pugliesi nel Mondo ricerca referenti locali

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pugliesinelmondo2BARI\ aise\ – L’Associazione Internazionale “Pugliesi nel Mondo” presieduta di Giuseppe Cuscito è alla ricerca di referenti locali.
L’obiettivo dell’associazione è di “soddisfare le esigenze dei tanti corregionali nati o avente origine pugliese, sparsi in ogni parte del mondo, che attraverso numerosi e continui solleciti che riceviamo quotidianamente e soprattutto via email, ci chiedono la presenza di un nostro punto di riferimento che possa coordinare i nostri corregionali, incontrarsi, organizzare iniziative e promuovere la nostra Puglia sul territorio in cui vivono”.
Per questo, l’associazione si rivolge “a tutti coloro interessati ad impegnarsi, pur minimamente, affinchè si possa concretizzare quanto richiesto”.
“In ogni città sia in Italia che in altri Paesi ove non si è ancora presenti, siamo alla ricerca di uno o più referenti di ambo i sessi”, specifica l’Associazione che, aggiunge, “metterà a vostra disposizione tutti i mezzi e i contatti utili per la sua realizzazione”.
Gli interessati possono scrivere a segreteria@puglianelmondo.com comunicando anche un recapito telefonico e la città in cui si vive. (aise) 




Arcobelli (Cgie – Ctim): la finanziaria dimentica i Comites

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DALLAS\ aise\ – “Sono deluso dall’apprendere che nella recentissima approvazione della finanziaria il Governo non abbia preso in considerazione quanto auspicato dal CGIE e dalla DGIT del MAECI, come espressamente descritto a pag. 17-18 nella relazione di Governo presentata durante l’Assemblea Plenaria del CGIE il 14 dicembre scorso”. Così Vincenzo Arcobelli, consigliere del Cgie e presidente del Ctim, che aggiunge: “negli ultimi giorni ho ricevuto da varie parti del mondo quesiti e lamentele nei riguardi di tutto il Governo e in particolare del Ministro degli Affari Esteri Di Maio, che sulla carta risulta anche essere il presidente del CGIE, e del Sottosegretario con la delega per gli Italiani nel mondo Della Vedova per non aver ottenuto soluzioni ai potenziamenti di quei capitoli di bilancio che interessano le rappresentanze dei Comites (cap 3103 invariato per il 2022), con in previsione 1 milione di euro in meno per il 2023 -2024, e altri relativi agli Italiani all’estero”.
“Prendo atto ancora una volta – prosegue Arcobelli – delle solo parole e di una politica estremamente miope per le varie tematiche che riguardano il sistema Italia per poter competere a livello internazionale, tra cui quella degli italiani all’estero”.
“Come reiterato durante l’ultima Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, – afferma il consigliere – la responsabilità di non essere riusciti a far inserire in bilancio l’emendamento proposto che favorisse minimamente le politiche dei connazionali oltreconfine è di tutti i Partiti e di quei Deputati e Senatori (soprattutto gli eletti all’estero) silenti che appartengono alla maggioranza parlamentare ed al Governo, e che non si sono battuti fino in fondo”.
“Continuo ad assistere ad annunci propagandistici da parte di esponenti di partiti che sostengono questo Governo, quando invece nelle varie Sedi Consolari nel mondo si necessita da anni un potenziamento del personale per poter intervenire efficientemente e soddisfare il minimo dei servizi. Non più parole, ci vuole solo concretezza, soprattutto – conclude – in questo periodo di continua crisi pandemica, che non ferma noi operatori all’estero capaci di guardare con più ottimismo il futuro”. (aise)




“Interventi per la tutela delle collettività italiane all’estero attraverso la rete diplomatica e consolare”, Corte dei conti: la gestione 2017-2020 del Fondo per tutela e rapporti commerciali MERCOLEDÌ, 29 DICEMBRE, 2021 IN ITALIANI ALL’ESTERO

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downloadROMA – Il Fondo assegnato alle Rappresentanze estere per la promozione e il rafforzamento dei rapporti politico commerciali a livello internazionale e per gli interventi di tutela/assistenza dei connazionali ha subito nel corso degli anni sensibili diminuzioni, attestandosi a circa 11 milioni di euro/anno. L’emergenza da Covid-19 ha comportato, tuttavia, la previsione di una somma integrativa per gli interventi di assistenza, pari a 6 milioni di euro – per l’anno 2020 – erogata per il 48,6 % all’America Latina, per il 22 % all’Africa e per il 15,2 % all’area Ue e Balcani.

E’ quanto emerge dalla delibera n. 19/2021 della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, riguardante gli “Interventi per la tutela delle collettività italiane all’estero attraverso la rete diplomatica e consolare” nella quale la magistratura contabile ha analizzato gestione e destinazione delle risorse per gli anni 2017-2020 (v. Delibera n. 19/2021/G [6,347 MB PDF]) .Durante la pandemia, rileva fra l’altro la Corte dei conti , è stato anche riconosciuto un bonus per il rimpatrio definitivo di circa 800 euro e le operazioni di rientro assistito dell’Unità di Crisi hanno rafforzato le azioni fornite dalle singole Sedi, anche attraverso tavoli di coordinamento con la Protezione Civile e con il Ministero della Salute.

La comunicazione è stata garantita con i portali istituzionali e con task force costituite presso le Ambasciate per la gestione delle emergenze locali. I Comitati degli italiani residenti all’estero (Comites), dal canto loro, hanno promosso 86 progetti integrativi di sostegno psicologico, di inserimento e di assistenza, ricevendo un finanziamento pari a oltre 1.100.000 euro.

Quanto alle somme stanziate per l’internazionalizzazione del sistema economico e per la valorizzazione del made in Italy, risultano organizzati oltre 8.000 eventi promozionali in 250 città di 110 Paesi e vengono costantemente mantenuti contatti con gli interlocutori locali per potenziare gli investimenti diretti esteri e la destinazione turistica di eccellenza.

Sul punto la Corte suggerisce la creazione di un sistema informativo che permetta di collegare la domanda di lavoro con l’offerta delle aziende che decidano di fare investimenti nei Paesi esteri, quale strumento di informazione sulle offerte formative promesse dai diversi Enti (Aziende, Regioni, Ministeri, ecc.) sull’esempio, già esistente per l’Europa, dell’EURES, la rete di cooperazione europea dei servizi per l’impiego, concepita per facilitare la libera circolazione dei lavoratori.(Inform)




Stati Uniti: gli italiani del Connecticut dal 21 gennaio potranno richiedere il passaporto al Consolato di Hartford

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downloadNEW YORK – Ai connazionali residenti nello Stato del Connecticut venerdì 21 gennaio 2022  sarà possibile presentare la richiesta del rilascio del passaporto presso il Consolato Onorario ad Hartford (Ct, 750 Main Street). Lo ricorda il Consolato Generale d’Italia a New York. Gli interessati potranno richiedere fino al 18 gennaio 2022 l’appuntamento scrivendo a hartford.onorario@esteri.it

Nel caso non fosse possibile soddisfare tutte le richieste, verrà data priorità ai connazionali che motiveranno la difficoltà a recarsi presso il Consolato Generale di New York.

La consegna del passaporto avverrà per posta prioritaria all’indirizzo indicato dal connazionale, che dovrà presentare il giorno dell’appuntamento tutta la documentazione richiesta qui Come si richiede il passaporto? (esteri.it) (Inform)




Apre l’IIC ad Hanoi: l’annuncio dell’ambasciatore Alessandro in una intervista all’Hanoi Times

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3hanoi timesHANOI\ aise\ – Aprirà presto ad Hanoi un Istituto Italiano di Cultura, “che offrirà una gamma ancora più ampia di eventi e sarà anche un prezioso volano per lo sviluppo di progetti di cooperazione tra cultura italiana e vietnamita istituzioni”. Ad annunciarlo è l’ambasciatore d’Italia in Vietnam, Antonio Alessandro, in una intervista rilasciata all’Hanoi Times nella quale ha parlato dell’ottimo stato delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo, pubblicato l’1 gennaio dal prestigioso giornale vietnamita.
“D. Dall’istituzione del Partenariato Strategico nel gennaio 2013, le relazioni Italia-Vietnam sono state ampiamente approfondite. Ci può parlare dei legami multisettoriali? Quali sono i punti di forza della relazione bilaterale?
R. Italia e Vietnam sono legati da un’amicizia sincera e di lunga data. Dalla firma del “Partenariato strategico” nel 2013, il nostro rapporto è cresciuto in modo significativo in molte aree di interesse comune come commercio e investimenti, energia e clima, difesa e sicurezza, istruzione, industrie creative, scienza e tecnologia, cultura e collegamenti tra persone. Il “Piano d’azione 2021-2022 con visione al 2023”, adottato lo scorso maggio, apre la strada a un ulteriore sviluppo della nostra collaborazione sia a livello bilaterale sia multilaterale. Nel 2023 i nostri Paesi celebreranno il 50° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche: l’Italia guarda a questo anniversario come un’occasione per riaffermare il nostro costante impegno di reciproca amicizia e cooperazione.
D. Il Vietnam è uno dei dieci mercati emergenti cui guarda la strategia di cooperazione italiana. Ce ne può parlare? E qual è il ruolo dell’Accordo di libero scambio del Vietnam dell’Unione europea (EVFTA) nei legami economici bilaterali?
R. Il Vietnam è una delle economie più dinamiche del mondo e l’Italia guarda con grande interesse alle opportunità che scaturiscono dai nostri rapporti commerciali e di investimento. Il Vietnam è il principale partner commerciale dell’Italia tra i paesi ASEAN con un fatturato di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Le esportazioni italiane in Vietnam comprendono macchinari industriali, cibo e vino, abbigliamento, mobili, apparecchiature mediche e ottiche, prodotti cosmetici e farmaceutici. L’export vietnamita in Italia comprende prodotti elettronici, prodotti agricoli e tessili. Anche i settori più avanzati, come le energie rinnovabili, l’aerospazio, le smart city e i servizi digitali, offrono interessanti opportunità per ampliare ulteriormente i rapporti economici tra Italia e Vietnam.
C’è un grande potenziale per fare di più grazie all’accordo di libero scambio UE-Vietnam entrato in vigore nell’agosto 2020. L’Italia sostiene un’attuazione rapida ed efficace dell’accordo in quanto migliorerà significativamente il contesto imprenditoriale, creerà nuove opportunità, in particolare attraverso l’abbattimento delle barriere non commerciali e il consolidamento dell’integrazione delle filiere tra Europa, Italia e Vietnam.
C’è spazio anche per approfondire la conoscenza di ciò che Italia e Vietnam possono offrirsi vicendevolmente. A tal fine l’Italia sta investendo in una campagna di comunicazione per promuovere al meglio le eccellenze del Made in Italy. La campagna si chiama “L’Italia è semplicemente straordinaria: beIT” ed è stata appena lanciata in 26 Paesi prioritari, compreso il Vietnam.
D. L’educazione gioca un ruolo importante nelle relazioni. Potreste parlarne?
R. L’istruzione è un settore chiave delle nostre relazioni bilaterali. Oggi sono più di 150 gli accordi tra università e centri di ricerca italiani e vietnamiti. Prima del Covid-19, circa 400 studenti vietnamiti all’anno sceglievano l’Italia per la loro formazione accademica e anche il numero di studenti italiani che venivano in Vietnam era in aumento. Siamo fiduciosi che cresceranno di nuovo non appena la situazione sanitaria globale migliorerà.
Il governo italiano e le università offrono numerose borse di studio per studenti vietnamiti: il Vietnam è uno dei Paesi che partecipano al programma di borse di studio “Invest Your Talent in Italy”, che unisce istruzione accademica e formazione professionale. Il Vietnam è anche uno dei Paesi selezionati dove opera “Uni-Italia”, l’Agenzia italiana per l’internazionalizzazione dell’istruzione superiore italiana.
Ci fa piacere anche il grande interesse mostrato dai vietnamiti nei confronti della lingua italiana. Ogni anno più di cento studenti vietnamiti conseguono una laurea in Italianistica presso l’Università di Hanoi e presso l’Università di Scienze Sociali e Umanistiche di Ho Chi Minh City, mentre molti altri studiano l’italiano come seconda lingua straniera in altre università. Dal 2019 l’italiano viene insegnato anche al liceo presso la Scuola di Specializzazione in Lingue Straniere di Hanoi.
Accogliamo inoltre con favore il crescente interesse del pubblico e delle istituzioni vietnamite per i metodi pedagogici italiani della prima infanzia, come Montessori e Reggio Children.
D. Il cibo e le bevande italiani guadagnano popolarità in Vietnam. Si può dire che il sentimento vietnamita verso la cucina italiana è forte. Cosa ne pensa?
R. La cucina italiana è ampiamente riconosciuta come la più apprezzata al mondo, per la qualità e la varietà dei suoi ingredienti, per la ricchezza della sua tradizione e per il suo essere salutare. L’Italia ha il maggior numero di indicazioni geografiche protette al mondo, con ben 297 prodotti agroalimentari e 415 vini. In Vietnam l’export enogastronomico italiano vale più di 100 milioni di dollari e cresce di circa il 10% ogni anno. Nel 2020 l’Italia è diventata per la prima volta il primo esportatore di vino in Vietnam, con una quota di mercato del 25%. Cresce anche il numero dei veri ristoranti italiani.
Queste cifre da sole non possono spiegare appieno le ragioni di un così forte apprezzamento della cucina italiana in Vietnam. L’ingrediente “segreto” sono le somiglianze tra la cultura culinaria italiana e vietnamita, come la convivialità, l’ospitalità, la diversità tra le province e il benessere dovuto all’utilizzo di prodotti freschi.
D. Per favore, ci racconti i famosi elementi della cultura italiana e gli sforzi dell’Ambasciata per rafforzare la cooperazione culturale con il Vietnam e promuovere la diffusione della cultura italiana in Vietnam.
R. L’Italia e il Vietnam sono conosciuti in tutto il mondo per le loro ricche culture e per l’unicità del loro patrimonio culturale. Entrambi i Paesi ospitano un numero elevato di siti e di valori protetti dall’Unesco. Uno dei principali obiettivi dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi e del Consolato Generale a Ho Chi Minh City è portare al pubblico vietnamita un “assaggio” della cultura italiana nelle sue sei dimensioni: passione e stile, patrimonio e diversità, innovazione e creatività.
Ogni anno organizziamo eventi come la “Giornata del Design Italiano”, la “Settimana della Lingua Italiana”, la “Settimana della Cucina Italiana”, la “Giornata dell’Arte Contemporanea Italiana”, il “Festival del Cinema Italiano”, solo per citare alcuni, che mirano a presentare la diversità della nostra cultura e a promuovere la cooperazione con l’industria creativa vietnamita.
Dallo scoppio della pandemia di Covid-19, non abbiamo potuto portare artisti dall’Italia: tuttavia, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, abbiamo presentato al pubblico vietnamita alcune mostre di grande effetto, come “Magister Raffaello”, dedicata a il maestro del rinascimento italiano, ospitata dal Museo di Hanoi nel 2020, e più recentemente “Itinerari Italiani”, una mostra fotografica sull’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi montani ospitata dal Museo di Belle Arti di Ho Chi Minh City e dal Museo di Etnologia di Hanoi.
La cultura è sicuramente un ambito in cui i rapporti tra Italia e Vietnam sono più promettenti. A questo proposito ho il piacere di annunciare che le autorità italiane hanno deciso di aprire ad Hanoi un Istituto Italiano di Cultura, che offrirà una gamma ancora più ampia di eventi e sarà anche un prezioso volano per lo sviluppo di progetti di cooperazione tra cultura italiana e vietnamita istituzioni.
D. Nei grandi forum internazionali, l’Italia ha sostenuto attivamente la cooperazione tra Vietnam ed Europa e tra Vietnam e organizzazioni internazionali. Ce ne può parlare?
R. Italia e Vietnam condividono obiettivi comuni sulla scena internazionale. Entrambi crediamo fermamente nel multilateralismo e in un sistema internazionale basato su regole. Entrambi i Paesi sono grandi potenze commerciali e sostengono un accesso libero e giusto ai mercati globali. Le priorità del mandato del Vietnam al Consiglio di Sicurezza sono simili a quelle perseguite dall’Italia durante la Presidenza del G20 di quest’anno: persone, pianeta, prosperità.
Apprezziamo particolarmente l’impegno del Vietnam nell’ASEAN, che è un attore centrale nella regione indo-pacifica e un fornitore affidabile di stabilità e crescita economica tra i suoi membri. La presidenza del Vietnam nel 2020 è stata davvero un successo. Avete compiuto l’ambizioso compito di rafforzare la coesione interna dell’ASEAN ampliando ulteriormente le relazioni tra l’Organizzazione e i suoi partner internazionali. Desidero ribadire il profondo apprezzamento dell’Italia per il sostegno vietnamita alla realizzazione nel 2020 del partenariato Italia-ASEAN per lo sviluppo.
D. Nella lotta alla pandemia, l’Italia è uno dei maggiori donatori di vaccini Covid-19 al Vietnam. La prego di condividere con noi questa preziosa esperienza di assistenza.
R. Come ricorderete, l’Italia è stato il primo Paese occidentale ad essere duramente colpito dalla pandemia. A questo proposito, mi permetta di ringraziare ancora una volta le autorità e il popolo vietnamiti per la loro simpatia e solidarietà in momenti molto drammatici per il mio Paese.
Dall’inizio della pandemia, l’azione internazionale dell’Italia è stata ispirata ai principi di solidarietà e cooperazione. L’Italia è stata tra i primi Paesi a promuovere un accesso equo e universale a vaccini, cure e test per il Covid-19. Per gli stessi motivi, l’Italia ha sostenuto la creazione della Global COVAX Facility, di cui è uno dei principali donatori finanziari. È con questo spirito che l’Italia ha donato al Vietnam più di 2,8 milioni di dosi di vaccino, segno concreto dell’amicizia tra i nostri due Paesi e della nostra comune risolutezza nel combattere insieme il Covid-19.
D. L’Italia, in quanto co-presidente della COP26, ha sostenuto molto il Vietnam nell’impegno negli eventi pre-COP. Cosa farebbe l’Italia per rafforzare il coinvolgimento del Vietnam? Cosa ne pensa dell’impegno del Vietnam per l’obiettivo zero alla COP26? Qual è il sostegno dell’Italia per la riduzione delle emissioni del Vietnam?
R. In qualità di principale partner della presidenza britannica, l’Italia ha contribuito attivamente alla preparazione e ai negoziati della COP26, che è giustamente considerata un importante passo avanti negli sforzi per fermare il riscaldamento globale. In particolare vorrei ricordare “Youth4Climate: Driving Ambition”, iniziativa che ha promosso l’impegno delle giovani generazioni nella lotta ai cambiamenti climatici: 400 giovani leader da tutto il mondo, tra cui due brillanti rappresentanti del Vietnam, riuniti a Milano in parallelo con i negoziati ufficiali pre-COP per discutere i cambiamenti climatici e proporre soluzioni sostenibili, resilienti e basate sulla natura.
Al vertice COP26 di Glasgow, il Vietnam ha annunciato impegni ambiziosi, in particolare l’obiettivo zero entro il 2050. L’Italia accoglie con favore gli impegni del Vietnam ed è pronta a contribuire agli sforzi collettivi della comunità internazionale per sostenerne la realizzazione. Lo faremo attraverso l’Aiuto Ufficiale allo Sviluppo e condividendo con il Vietnam le competenze e la tecnologia necessarie per implementare misure avanzate di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Forniremo supporto anche attraverso l’Unione Europea e attraverso le organizzazioni e i fondi multilaterali di cui l’Italia è membro e finanziatore. I cambiamenti climatici riguardano tutti noi, nessuno escluso, e richiedono meccanismi di orientamento e coordinamento stretti ed efficaci tra tutti gli attori coinvolti, sia a livello interno sia internazionale”. (aise)




Chiusure natalizie per le permanenze consolari di Grenoble e Chambery

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chamberymaisondesassociationsLIONE\ aise\ – In occasione delle feste natalizie le permanenze consolari di Grenoble e Chambery in questi ultimi giorni di dicembre rimarranno chiuse. Ne dà notizia il Consolato generale a Lione.
La permanenza consolare di Grenoble rimarrà chiusa il 29 dicembre per riaprire mercoledì 5 gennaio.
La permanenza consolare di Chambéry sarà chiusa il 27 dicembre e riaprirà lunedì 3 gennaio. (aise)




Bellunesi nel Mondo: Radio ABM festeggia i primi cinque anni di attività

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1microfonoBELLUNO\ aise\ – Sono trascorsi cinque anni da quando il 25 dicembre del 2016 si udirono le prime voci uscire da Radio Abm, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Erano le voci del Coro Minimo Bellunese, in concerto alla chiesa di San Rocco, a Belluno. Un regalo di Natale a tutti i bellunesi. Quelli in provincia e quelli in giro per il mondo, per portare ovunque suoni, parole ed emozioni della terra dolomitica. E così, con questo intento, sono arrivati via via i vari programmi, le rubriche, gli approfondimenti, le interviste e le canzoni, cercando di essere utili, a volte divertenti e sempre di compagnia.
Insomma, il tempo è volato e Radio Abm compie, questa Natale, il suo primo lustro.
“Cinque anni, a dire il vero, non sono poi così tanti – commenta l’associazione -. La strada lasciata alle spalle è ancora breve, mentre si spera lunga quella davanti. Ma nel frattempo il mondo sembra essere cambiato rapidamente, spinto da scossoni imprevisti. Durante questo tempo difficile di pandemia anche noi abbiamo cercato di fare la nostra parte, comunicando regole e norme di comportamento e trasmettendo informazioni sull’evolversi della situazione in Italia e all’estero. Senza dimenticare l’obiettivo con cui la Radio era nata: diffondere da smartphone, tablet o computer il senso di “bellunesità”. Grazie per la fiducia accordataci fin qui. Uno stimolo a fare sempre meglio nel futuro che ci attende. Un futuro da passare insieme”. (aise) 




Comites Principato di Monaco: Ezio Greggio confermato alla presidenza

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21greggioMONTECARLO\ aise\ – Si è insediato il nuovo Comites del Principato di Monaco che, nel corso della prima seduta il 13 dicembre scorso, ha riconfermato Ezio Greggio alla presidenza.
Fanno parte del Comitato i consiglieri Roberta Apicella, Paolo Borgono, Raffaello Cairoli, Dario Cassano, Romeo Ferrero, Francesca Franco, Raffaella Morabito-Olivieri, Roberta Morgantini, Consuelo Perris, Marcello Pica e Maria Tassara-Contaldo. (aise)