Comites/Voto elettronico: i dati definitivi

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votoelettronico21ROMA\ aise\ – Alle ultime elezioni per il rinnovo dei Comites, il 3 dicembre scorso, è stato sperimentato per la prima volta anche il voto elettronico, come previsto dalla Legge di bilancio 2021.
Come ricordato dalla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina (Ufficio II), si è trattato della prima sperimentazione delle procedure di voto digitale in Italia, un importante progetto per verificare in concreto le modalità più sicure per il voto a distanza. La votazione elettronica ha coinvolto gli elettori di nove circoscrizioni consolari (che coprono le circoscrizioni di 11 comitati): Berlino, Monaco di Baviera (per i comitati di Monaco di Baviera e Norimberga), Marsiglia, Londra (per i comitati di Londra e Manchester), L’Aja, Houston, San Paolo, Tel Aviv e Johannesburg.
Sono stati ammessi alla sperimentazione tutti gli elettori residenti nelle 9 circoscrizioni che avessero effettuato l’iscrizione negli elenchi elettorali attraverso il portale per i servizi consolari Fast It. Per votare digitalmente, l’elettore ha dovuto collegarsi al portale IOvoto, autenticarsi con lo SPID di II livello ed esprimere la preferenza seguendo una procedura guidata interamente online.
Gli elettori abilitati alla piattaforma IOvoto (residenti nelle nove sedi diplomatico-consolari, le cui opzioni di voto erano state trasmesse tramite la piattaforma Fast It) sono stati in totale 7756. Di questi, 1236 sono risultati in possesso di SPID di II livello, condizione necessaria per autenticarsi sul portale IOvoto e accedere alla procedura per il voto digitale. I votanti complessivi sono stati 672.
La sperimentazione non ha prodotto effetti giuridici per questa tornata elettorale: ai fini dello scrutinio era valido soltanto il voto espresso per corrispondenza dai cosiddetti “optanti”, cioè gli elettori che si sono iscritti entro il 3 novembre negli elenchi elettorali: sono stati 183.910 (3,9% degli elettori complessivi). Coloro che hanno poi effettivamente espresso il voto per corrispondenza, facendo pervenire al consolato la busta contenente la scheda votata, sono stati 136.718 (2,9% degli elettori complessivi). (aise) 




Emigrazione Italiana, luoghi e segni della memoria: il convegno con i Trentini nel Mondo

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29trentinimondoTRENTO\ aise\ – “Emigrazione Italiana, luoghi e segni della memoria”. È questo il titolo del convegno che l’Associazione Trentini nel Mondo, con il supporto finanziario del Ministero della Cultura, ha organizzato per mercoledì prossimo, 22 dicembre.
Il convegno si svolgerà sia da remoto (in diretta sul proprio canale YouTube) che in presenza a Trento. Il dialogo affronterà tematiche quali la memoria, i valori e il significato dei beni culturali legati all’emigrazione, costruzione dell’identità, i processi che portano all’elezione di “luoghi della memoria” sul territorio da parte della comunità, e la loro relativa valorizzazione e museificazione. In particolare saranno presentati alcuni progetti rilevanti come il costituendo museo dell’Emigrazione Italiana di Genova, la rete delle biblioteche di emigrazione promossa dall’Associazione Mantovani nel mondo e il censimento dei beni culturali dell’emigrazione trentina dell’Associazione Trentini nel mondo.
Programma
Si parte alle ore 9.00 con la presentazione del Catalogo dei luoghi della memoria a cura del direttore dell’Associazione Trentini nel Mondo Bocchetti. In seguito, alle 9.30, partirà il primo panel tematico su “Identità, memoria e patrimonio culturale come attrattività del territorio”, curato da Franco Marzatico, Dirigente Generale dell’unità di missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali della Provincia Autonoma di Trento. Dopo la pausa, sarà la volta del tema “Ricerca delle radici”, a cura Frederic Spagnoli, professore dell’Università della Franche-Comtè, alle 10.30. Poi, “Memorie dell’emigrazione e la loro valorizzazione”, alle ore 11.00, e ancora alle 11.30 “Fondo documentale dell’emigrazione mantovana e la rete delle biblioteche dell’emigrazione”. A seguire, dopo un’ulteriore pausa, sarà la volta de “La rete dei piccoli musei dell’emigrazione”, a cura di Marco Crepaz, direttore dell’Associazione Bellunesi nel mondo; infine, gli ultimi due panel: “Il museo dell’emigrazione italiana e il Muma”, alle 14.30, e “Identità e memoria”, con il professor Pavinelli della Columbia University, alle ore 15.00. (aise) 




YouAbroad: a Natale studenti italiani restano negli Usa per fare volontariato

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14studentiitausaROMA\ aise\ – Hanno 17 anni e sono decisi, impegnati, altruisti e credono che ogni piccolo gesto individuale possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Sono gli studenti italiani di quarta superiore che, partiti a fine agosto con l’organizzazione YouAbroad per studiare un anno all’estero, trascorreranno il Natale lontano dalla propria famiglia, restando negli Stati Uniti e facendo volontariato.
C’è chi serve piatti caldi alla mensa dei poveri, chi impacchetta doni per i bambini meno fortunati, chi organizza banche del sangue per le donazioni agli enti sanitari… E poi ancora chi gestisce raccolte fondi durante le partite di baseball, chi organizza mercatini charity di biscotti e indumenti usati, chi consegna la spesa alle famiglie indigenti…
Nei piccoli paesi degli States dove gli Exchange Student di YouAbroad stanno vivendo, riporta l’associazione, sono tante le occasioni per rendersi utili alla comunità e alcuni di loro rinunciano al Natale in Italia per continuare a farlo anche durante le feste, quando il tempo e le opportunità per dedicarsi al volontariato aumentano.
Niente abbracci alla mamma, niente regali sotto l’albero, nessun volto familiare da rivedere dopo mesi, ma ugualmente tanta soddisfazione e felicità. Perché fare del bene fa bene a chi lo riceve e anche a chi lo fa.
YouAbroad ha raccolto tre delle loro storie.
Giorgia Polito di Rho (Milano) quest’anno studentessa a St. Louis, Missouri (USA)
“Il 19 agosto scorso sono partita per quello che è sempre stato il mio sogno: l’anno all’estero. Sono passati quasi 4 mesi da quel giorno e posso dire che salire su quell’aereo per gli Stati Uniti è stata la scelta migliore della mia vita. E non parlo tanto del “sogno americano”, delle partite di football e degli armadietti nei corridoi della scuola. Lo dico perché sto imparando tanto, sto crescendo e sto scoprendo lati di me stessa che non conoscevo. Ho avuto l’opportunità di visitare tantissimi posti, di provare sport che mai avrei fatto in Italia e di vivere emozioni indescrivibili. Tra tutte, una delle esperienze che mi rimarrà sempre nel mio cuore è il volontariato. Io e alcune mie amiche stiamo partecipando alla Operation Christmas Child: ci occupiamo di impacchettare regali per i bambini che purtroppo non avranno la possibilità di vivere un Natale con tutto quello a cui noi siamo sempre state abituate. Selezioniamo vari oggetti, giochi e vestiti, decoriamo le scatole e scriviamo i biglietti di auguri. È un’attività bellissima che mi fa sentire una persona migliore; so che si tratta solo di un piccolo gesto ma sono certa che non ci voglia poi molto per far nascere un sorriso sul volto di un bambino che la vita ha messo a dura prova. Credo che sia questo il mio regalo di Natale più bello e non me lo sarei mai aspettato”.
Sara Gorlani di Brescia quest’anno studentessa a Monroe, North Carolina (USA)
“Sono arrivata il 13 agosto a Monroe, una cittadina di circa 30.000 abitanti nel North Carolina. Qui la vita è molto diversa da quella in Italia, ci si deve abituare ad una routine frenetica e ad un incalzante ritmo di impegni che si susseguono dalla mattina alle 6 fino alla sera alle 23.
Quello che mi ha colpita di più è che qui la maggior parte dei ragazzi partecipa e svolge molte attività di volontariato, soprattutto con la chiesa locale, che è molto attiva sul territorio.
La mia prima esperienza in questo ambito è stata in occasione della Festa del Ringraziamento, durante la quale abbiamo organizzato e servito quasi 2.000 pasti ai poveri e portato borse di alimenti ai bisognosi. Abbiamo caricato circa 750 pacchi con alimenti di prima necessità come pasta e cibo in scatola. È stato un grande lavoro che ha coinvolto molti volontari e che, grazie ad una efficiente organizzazione, ha permesso la buona riuscita dell’iniziativa.
Una bellissima esperienza che voglio ripetere per le feste di Natale perché si tratta di una lezione di vita che a scuola non si può imparare. Grazie al volontariato dai più valore a ciò che hai, ti rendi conto di quanto sei fortunato e capisci che l’America non è, come spesso si crede alla mia età, solo il Paese della felicità e del benessere. Quello che facciamo è solo un piccolo gesto per 2.000 persone e 450 famiglie che vivono nella nostra stessa comunità con difficoltà che noi non possiamo nemmeno immaginare. Sono felice per quanto ho fatto ma molto di più per quanto ho ricevuto, per come le persone mi hanno accolta ed integrata fin da subito senza pregiudizi e con il sorriso”.
Martina Malcotti di Carasco (Genova) quest’anno studentessa a Dodgeville, Wisconsin (USA)
“Sono ormai tre mesi che sono qui in Wisconsin per il mio anno all’estero e sono ogni giorno più grata di essere capitata nel paesino in cui mi trovo. Adoro il fatto che la scuola e il resto della comunità lavorino in sinergia e collaborino in una miriade di modi differenti, specialmente tramite il volontariato. La mia scuola fornisce svariate opportunità di volontariato per gli studenti e penso che sia un ottimo modo per coinvolgere i ragazzi e dare una mano a chi ne ha bisogno. Da quando sono arrivata qui, per esempio, la scuola ha già organizzato – in collaborazione con la Croce Rossa Americana – due raccolte di sangue allestite nella libreria dell’edificio scolastico. Noi studenti abbiamo avuto la possibilità di aiutare ad allestire la libreria, registrare i donatori che si presentavano, essere a loro disposizione durante la donazione e riordinare la libreria a fine giornata. Entrambe le giornate sono state un successo grazie alla partecipazione attiva di studenti, insegnanti, genitori e altri membri della comunità che si sono offerti di donare il sangue!
In questi giorni invece stiamo organizzando una raccolta di biscotti e altri dolciumi da vendere tramite la chiesa locale, il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza. Le occasioni charity sono tantissime: durante l’intervallo di una partita di football, per esempio, abbiamo organizzato un “Miracle Minute”, ovvero un minuto in cui noi volontari abbiamo girato tra gli spalti con dei contenitori per raccogliere le offerte delle persone presenti alla partita; in appena un minuto siamo riusciti a raccogliere più di 1.000 dollari!
Rimarrò qui anche a Natale per continuare a prendere parte a queste iniziative, perché penso sia questo il vero spirito delle feste! Ed è senza dubbio questa la cosa che più amo di questo posto: quando qualcuno ha bisogno, la scuola, la comunità, la chiesa sono sempre pronti a dire: “Presente! Sono qui, non sei solo!””. (aise) 




XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo

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16confambaROMA\ aise\ – Lunedì 20 e martedì 21 dicembre si svolgerà alla Farnesina la XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo sul tema “Ripartire insieme: il contributo della politica estera ed europea dell’Italia alla trasformazione del sistema internazionale”.
Interverranno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.
La Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia è l’appuntamento di confronto e riflessione sull’azione internazionale del nostro Paese, che coinvolge i Capi Missione e i Vertici dell’Amministrazione MAECI. È nata nel 1998 sull’esempio di analoghe iniziative di altri paesi europei e non, e, a partire dal 2004, si è scelto di intitolare la Conferenza ad un tema specifico che indirizzasse lo svolgimento dei lavori.
Quest’anno la Farnesina torna a riunire a Roma circa 100 Capi delle missioni diplomatiche dell’Italia nel mondo: un’occasione di confronto e riflessione affinché il Ministero, grazie alla sua vastissima rete diplomatica, possa rappresentare, sempre di più, un valore aggiunto per la sicurezza e la crescita di tutto il Sistema Paese. I lavori della Conferenza si snoderanno tra l’impegno della diplomazia italiana su temi come l’evoluzione degli assetti geopolitici nel mondo dopo la pandemia, il ruolo delle donne in diplomazia, il contributo italiano nelle risposte alle sfide globali, la Farnesina al servizio della ripresa e dell’immagine dell’Italia. (aise) 




Il picnic di Natale del Veneto Club Melbourne

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MELBOURNE\ aise\ – Il Veneto Club Melbourne ha organizzato domenica scorsa, 12 dicembre, il tradizionale picnic di Natale, una delle attività più seguite del Club che anche quest’anno ha visto una nutrita presenza delle nuove generazioni che, anche grazie alla splendida giornata estiva, hanno festeggiato l’arrivo delle festività con le proprie famiglie.
Il Presidente Louis Crema, dal canto suo, ha sottolineato quanto importante rimanga cercare di coinvolgere le nuove leve, per poter mantenere la rilevanza del sodalizio e aumentarne, così, prospettive e possibilità.
Il pic nic natalizio, ricorda l’associazione, è solo una delle tante attività promosse dal Club che, durante l’anno, organizza sia occasioni d’incontro, ma anche iniziative di volontariato che coinvolgono molti dei soci che dedicano tempo, e a volte risorse, per aiutare chi ne ha bisogno.
Il picnic di Natale quest’anno è stato più che mai una “boccata all’aria aperta”, specialmente a seguito del periodo difficile a causa del covid che ha investito anche le attività dell’associazione. Ad allietare i soci del club il BBQ preparato per l’occasione, il torneo di bocce e l’arrivo di Babbo Natale, per la gioia dei più piccoli.
Tanti gli eventi che il Veneto Club ha in calendario per i prossimi mesi, sempre compatibilmente con l’evolversi della pandemia. Date e aggiornamenti verranno resi noti sia attraverso “Il globo” che sul sito www.venetoclubmelbourne.com.au e sulle pagine social ad esso collegate, oltre che, ovviamente e per quanto possibile, visitando la sede del Club. (aise) 




Gli italiani all’estero parte del Sistema Paese per l’internazionalizzazione

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16confcgieROMA\ aise\ – Le comunità degli italiani nel mondo come parte attiva del Sistema Italia all’interno del processo di internazionalizzazione del Paese, della sua economia, della sua cultura. È la spinta da più parti emersa questa mattina nel corso della prima delle tre tavole rotonde della IV Assemblea Plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE, che si è aperta ieri a Roma.
Moderata dal giornalista di RaiNews24 Oliviero Bergamini, la tavola rotonda “Internazionalizzazione e Sistema Paese” ha visto gli interventi di tutte le parti coinvolte nella Conferenza permanente, a partire dal governo con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, la cui riflessione è partita dalle recenti restrizioni di viaggio per chi dall’estero entri in Italia, compresi i tanti Italiani all’estero che torneranno a casa per le festività natalizie.
“È un periodo molto complicato”, ha esordito Garavaglia, per il quale però “il problema non è nella misura in sé, quanto nella sua programmazione” e nella capacità di comunicare eventuali decisioni “in tempo utile” e “in modo sereno”. Il ministro ha lamentato una “comunicazione ossessiva” sul Covid. “Non si comunica mai quello che c’è di positivo e questo sta danneggiando il settore turistico”. L’Italia rispetto alla maggior parte dei Paesi “sta benissimo”, ma la percezione all’estero è diversa, con conseguenze gravi su un sistema già di per sé “fragile”. Per Garavaglia dunque “c’è bisogno di serenità e di organizzazione”. Questo anche per accorciare il gap esiste tra “l’enorme desiderio di Italia” nel mondo e la reale capacità di attrazione dei turisti nel nostro Paese. Secondo il ministro occorre puntare soprattutto su quel patrimonio che ancora non è stato messo “a reddito”, semplicemente perché non è conosciuto. In questo senso gli italiani all’estero rappresentano una grossa opportunità: se infatti la maggior parte degli stranieri che vengono in Italia scelgono di visitare città come Roma e Venezia, le radici cui sono legati i connazionali all’estero consentono di “riscoprire quell’Italia minore che è minore solo perché è meno conosciuta”. In che modo? Organizzandosi e puntando sulla promozione e sul marketing digitali. Il Ministero ha avviato la ristrutturazione del portale Italia.it con due obiettivi: da un lato, “avere dati aggiornati in tempo reale” e, dall’altro, creare una sinergia con i territori per cui al Ministero spetterà il ruolo di “hub nazionale” della promozione turistica, di costruzione di una “grande cornice” che “i singoli territori dovranno riempire di contenuti a carattere territoriale e tematico”. L’intento è quello di evitare una dispersione degli interventi che in passato è stata da imputare alla mancanza di un Ministero ad hoc. Ora il Ministero c’è e, ha ricordato Garavaglia, il “contatto costante e strutturato con le regioni” è assicurato dal Titolo V della nostra Costituzione. La collaborazione con gli assessori regionali al turismo è stata avviata. Resta da chiamare in causa gli Italiani all’estero, che, certo, sono un “veicolo da utilizzare” ma, ha concluso il ministro, “dobbiamo smettere di dirlo e iniziare a farlo”.
In collegamento da remoto è intervenuta oggi anche la sottosegretaria del ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Daria Nesci, che si è detta “consapevole” del ruolo che le collettività all’estero possono svolgere per l’internazionalizzazione del sistema produttivo. Prima però occorre “ribaltare la visione del sud fin qui affermata”. L’ambizione del Ministero è quella di “rovesciare l’immagine della locomotiva nord che traina un pesante mezzogiorno”, che non è più solo un “territorio da risarcire”, non è più una “periferia”, ma un “punta avanzata che vuole competere ad armi pari con l’Italia e con l’Europa” diventando “luogo di attrazione di investimenti e innovazione”. Per far ciò serve in primo luogo “promuovere nuovi collegamenti fisici e digitali”. Oggi il mezzogiorno è infatti difficile da raggiungere per persone merci e imprese: ecco perché il 53% dei fondi del PNRR destinati alle infrastrutture della mobilità sarà destinato al mezzogiorno: si parla di 21 miliardi di euro sui circa 38 totali. Nel “disegno per il sud” del governo c’è anche l’idea di rilanciare le ZES, ovvero le Zone Economiche Speciali, per “rendere queste aree accessibili e convenienti per gli investitori” ed “emancipare il meridione”. Un’altra “asse d’azione” è il potenziamento dei servizi pubblici per i cittadini, insieme con quello delle “competenze digitali” delle imprese per il “consolidamento dei processi di penetrazione ed esportazione nei mercati esteri”. Il Ministero ha predisposto un protocollo che individuerà i progetti di internazionalizzazione delle aziende del sud, coinvolgendo le professionalità degli italiani all’estero: il sottosegretario Nesci ha ipotizzato un “canale di comunicazione” come un “forum imprenditoriale degli italiani all’estero” per presentare diverse offerte a seconda dei Paesi di residenza. Il Ministero, insomma, intende sfruttare “le competenze e la passione dei nostri connazionali per promuovere un’idea del sud in cui crediamo”, ha aggiunto Nesci, per la quale questa collaborazione è iniziata già con l’Assemblea odierna, nella speranza che “contesti di dialogo” di come questo diventino “costanti” e “permanenti”.
Il contributo del parlamento alla discussione è stato affidato a Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri del Senato, il quale ha subito puntualizzato: se si parla di cooperazione, quella tra parlamento e comunità all’estero è in essere ormai da anni. Questo però non ha un riflesso nelle politiche attive del Paese. “Da tempo si chiede ai concittadini italiani all’estero di essere ambasciatori del Made in Italy. una richiesta forte, che implica azioni concrete”, che però non si riescono a mettere in atto. Certo, ha proseguito Petrocelli, il trasferimento di alcune competenze dal Mise al Maeci ha generato una nuova “progettualità” e ha consentito di “coordinare meglio alcune azione prima disperse”; non tutto però può essere accentrato: “è impensabile sottrarre risorse e competenze a MiC o al Ministero del Turismo”. Al parlamento spetta allora il ruolo di “coordinamento tra le comunità e la rappresentanza governativa”. Petrocelli si è detto “orgoglioso” del lavoro portato avanti in questi tre anni e mezzo di legislatura con i suoi colleghi della Commissione Esteri: far conoscere ai parlamentare eletti in Italia “caratteristiche, esigenze, proposte, sogni e progettualità” di tutte le comunità italiane nel mondo. “Porteremo avanti questo lavoro con il nuovo Cgie”, ha assicurato il senatore, “nella consapevolezza che possiamo essere il vero legame tra chi vive e lavora all’estero e la rappresentanza di governo che nel ministro degli Esteri ha il presidente del Cgie stesso”.
A portare la voce del Cgie e degli italiani all’estero è stato il consigliere Manfredi Nulli, la cui riflessione è partita dai documenti preparatori alla Conferenza Permanente: internazionalizzazione, cooperazione e turismo. Il legante: la volontà degli italiani all’estero di “essere parte del sistema”. Sinora, “nei fatti”, anche se si parla di loro come “ambasciatori” dell’Italia, i connazionali all’estero sono stati relegati al ruolo di “soggetti passivi” e non attivi nella creazione di quel soft power di cui tanto si parla. Al contrario, se inseriti in quella rete di Ambasciate, uffici Ice, Camere di Commercio… che intende fare sistema, gli italiani all’estero e il mondo dell’associazionismo – anche quello professionale di recente nascita – potrebbe diventare un assett strategico per l’internazionalizzazione del Paese. Quanto alla cooperazione internazionale, Nulli ha rilanciato la proposta avanzata ieri da Enzo Bianco: l’Italia è tra i primi sette al mondo per gli aiuti allo sviluppo, con uno stanziamento annuo nella cooperazione internazionale di 5 miliardi di euro. “Perché non mettere come criterio di scelta per i Paesi che beneficiano di questi aiuti il numero degli italiani che vivono in quei Paesi?” E “perché non far entrare il Cgie nel Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo?”. Infine il turismo, in particolare il turismo delle radici che negli italiani all’estero – non solo i 6,5 milioni di iscritti Aire, ma anche i 60/ 80 milioni di discendenti italiani – può trovare un “potenziale enorme”, magari creando delle “campagne dedicate” che guardino alle “diverse sfaccettature”, anche geografiche, della platea di connazionali.
Dal Cgie alle Regioni con il presidente del Molise, Donato Toma. “Il Molise ha un duplicato all’estero”, dove i corregionali “mantengono valori e tradizioni” come e più che in Italia, ha detto. Parlando di turismo, il presidente Toma ha riferito che la Regione ha registrato un “exploit pazzesco”, dovuto anche alla presenza di un Consiglio dei molisani nel mondo “che fa un gran lavoro nel mantenere le radici” e “i legami” con i connazionali all’estero e dunque con il mondo. L’attenzione ai corregionali stimola però anche le loro “istanze” e bisogna essere “pronti ad accoglierle”. all’interno del processo Din internazionalizzazione della Regione, ha proseguito Toma, “i molisani all’estero sono i nostri infiltrati: noi serviamo a loro per mantenere i legami con le proprie radici e loro servono a noi perché l’italianità si è diffusa soprattutto con l’emigrazione”; ma non si può pensare di fidelizzare soltanto i corregionali all’estero, bensì anche quelli con cui gli italiani all’estero hanno contatti. “Si può essere italiani all’estero non solo per nascita, ma perché si abbraccia la nostra cultura, la si pratica”. Ecco allora l’importanza del soft power, una sorta di “propaganda” che crei terreno fertile per l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Il 13 dicembre si è riunita a Roma la Cabina dei regia per l’internazionalizzazione, durante la quale le Regioni hanno chiesto ai Ministeri degli Esteri, dell’Economia e del Turismo di non essere considerate “solo veicolo informativo sul territorio, ma costruttori di strategie insieme al governo”, entrando a far parte di quella “governance multi level” in cui “ognuno nel proprio perimetro attua ciò che viene programmato a livello centrale”. Insomma, ha chiosato Toma, “vorremmo essere più presenti nelle fasi operative”.
Della Cabina di Regia ha parlato anche Stefano Nicoletti, vice direttore centrale per l’Internazionalizzazione della Farnesina, intervenuto sul terreno della diplomazia economica a sostegno delle aziende italiane. A chi accusa l’Italia di non avere una strategia, Nicoletti ha risposto che “questo era vero dieci anni fa”, ma non oggi che la Cabina di Regia, “attraverso un lavoro costante” e di collaborazione, è in grado di presentare ogni anno un “documento pubblico che condensa l’approccio di sistema condiviso con altri Ministeri, Regioni, con il sistema bancario attraverso l’ABI, con il sistema cooperativo e Confindustria”. Oggi esistono delle “linee portanti e strategiche dell’azione di sistema nei mercati esteri”, ha ribadito Nicoletti, che ha invitato il Cgie: “leggetele e presentate le vostre progettualità alle nostre Ambasciate”. Nicoletti ha portato anche la positiva esperienza del Patto per l’Export, che la Farnesina ha ideato e avviato pochi mesi dopo aver avuto in eredità le competenze sull’internazionalizzazione e il commercio estero, nell’ottica di “razionalizzare la presenza del Sistema Italia all’estero”. Il Patto è stato anche la risposta del Ministero alla “crisi sistemica globale” dovuta alla pandemia: “quando Italia era ferma”, sono stati riuniti “dodici tavoli settoriali virtuali per consultare 160 associazioni di categoria” sino ad ottenere un “patto” fondato su sei pilastri: comunicazione, formazione, e-commerce, sistema fieristico, finanza agevolata e promozione integrata. “Su ogni pilastro si fonda una gamma di progettualità per essere presenti e accompagnare le nostre imprese, quelle grandi e quelle medio-piccole, sui mercati internazionali”. Di recente il Maeci ha lanciato anche la campagna di nation branding “BeIt”, la prima interamente digitale partita in 20 Paesi target con lo scopo di accompagnare le nostre imprese con una comunicazione adeguata e snella. Questo anche riducendo lo “iato di percezione” esistente “fra le eccellenze reali del nostro sistema produttivo e quello che è l’immaginario collettivo dell’Italia all’estero”, perché l’Italia non è solo moda, cucina e design, ma anche meccanica strumentale, che è il primo settore per l’export italiano nel mondo, farmaceutica, siamo il secondo produttore in Europa, yacht, primi produttori al mondo, restauro, cantieristica, aerospaziale…
Con la Farnesina collabora da tempo Federico Cinquepalmi, dirigente dell’Ufficio Internazionale Formazione Superiore del MUR, che ha illustrato l’ultimo progetto realizzato dai due dicasteri. Si tratta di Universitaly, una nuova piattaforma on line congiunta per promuovere e gestire la mobilità degli studenti internazionali verso l’Italia, sia da punto di vista informativo sia per facilitare i ragazzi a livello operativo. Ciò nella convinzione che, in un mondo globalizzato, non servano “strategie per invertire la diaspora”, quanto piuttosto rendere la mobilità circolare e le competenze di ricercatori e scienziati un “valore aggiunto” per il sistema della formazione nazionale. Il progetto pilota di Universitaly è partito nel giugno 2020 e, nonostante la pandemia, i numeri sono già “impressionanti” grazie alla didattica a distanza. Crescono gli studenti interessati a venire in Italia, cui la piattaforma offre la possibilità, nel rispetto della provacy, di creare uno spazio personale nel quale caricare informazioni personali, dati certificazioni, passaporto,… “Il paesaggio successivo sarà la loro profilatura”, per presentare “offerte mirate di natura accademica” sino ad “intercettare tutta la mobilità Erasmus”. Il progetto riguarda non solo le università, ma anche le tante istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica presenti in Italia e che più delle stesse università attraggono gli studenti stranieri.
Ha chiuso la tavola rotonda l’appassionato intervento di Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale della Puglia, che ha invitato a interrogarsi su “quale sia l’immagine dell’Italia che troviamo altrove”. La risposta “ce la possono dare gli italiani nel mondo perché la vivono e contribuiscono a crearla”; per questa ragione “il rapporto con loro non può essere solo passivo”. La Puglia ha scelto di dar loro spazio, rendendoli “protagonisti del cambiamento”. La regione ha infatti pubblicati dei “bandi per promuovere le loro progettualità, finanziandone l’attuazione. Ciò ha aiutato la Puglia a crescere sia sotto il profilo dell’attrazione degli investimenti sia sotto il profilo del turismo”. Alla base, ha continuato Capone, c’è stata la costruzione di “un piano strategico che ci ha molto aiutato”. In Italia, ha osservato Capone, si fa “difficoltà a pianificare. I piani invece sono fondamentali, si possono condividere, stabiliscono delle linee direttrici chiare e condivise verso cui tutti gli stakeholder possono dirigersi” e consentono di “individuare criticità, misure e obiettivi e condividerli”. La presidente Capone ha lamentato la presenza “nel nostro Paese di sacche di non conoscenza, dovute alla scarsa condivisione” e comunicazione dal centro verso i territori, come anche di una “scarsa digitalizzazione delle imprese”. Inoltre l’Italia ancora non punta su quelle risorse fondamentali, pure indicate dalle tre direttrici del programma NextGeneration EU per i fondi al PNRR, che sono giovani, donne e coesione territoriale. “Quanto le donne siano presenti nel management italiano lo vedete da questo tavolo”, ha osservato Capone, che, sebbene nel “rispetto pieno per color che sono intervenuti”, ha invitato a “cambiare prospettiva” e sanare questo gap, pena rimanere fermi ad una “immagine storica” dell’Italia in cui “il passato prevale sul presente, ma soprattutto prevale sul futuro, perché il futuro si costruisce nel presente”. E ancora: “diamo fiducia ai giovani, altrimenti se ne andranno ancora una volta e non perché non siano bravi, ma perché altri avranno investito su di loro meglio di come facciamo noi”. E allora addio “coesione territoriale”, perché l’emigrazione dei nostri giovani non riguarda più solo il sud, ma anche nord Italia. Occorre interrogarsi sul “declino che stiamo prendendo” e capire che “per promuovere qualcosa bisogna crederci”. Crediamo agli italiani, in Italia e all’estero. (r.aronica\aise)




Terza Dose: Billi (Lega) chiede chiarimenti per gli Aire temporaneamente in Italia

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billimasch2ROMA\ aise\ – “In questi giorni ricevo molte segnalazioni da italiani residenti all’estero temporaneamente in Italia. Molti sono anziani o soggetti a rischio ed hanno fatto la seconda dose di vaccino all’estero, nel loro Paese di residenza. Alcuni si sono vaccinati con vaccini non approvati dall’EMA. Tutti vorrebbero fare la terza dose, ma adesso sono in Italia e non torneranno presto nel loro Paese di residenza. Le nostre regioni vanno in ordine sparso, alcune permettono a queste persone di fare la terza dose, altre no”. Così Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, che ieri è intervenuto nell’Aula di Montecitorio per sottoporre il problema al Governo.
All’esecutivo, il deputato ha chiesto “di fare chiarezza al più presto su chi possa fare la terza dose, con circolare o altro atto a validità nazionale per salvare la vita a tanti anziani ed i soggetti fragili!”. (aise) 




Friulani nel mondo: l’ARLeF sbarca su TikTok con “Tic e Tac Furlan”

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13tictocfurlanUDINE\ aise\ – Si chiama “Tic e Tac Furlan” ed è il nuovo canale TikTok dell’ARLeF – l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana.
“Una bella novità, in cui crediamo molto – ha spiegato il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino -. L’attività dell’Agenzia è piuttosto articolata e l’impegno per operare sempre al passo con i tempi costante, senza considerare, come ampiamente dichiarato sul “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-25”, l’attenzione rivolta a giovani e nuove tecnologie. Per questo è stata una naturale evoluzione la scelta di approdare su uno dei social più popolari, oggi, fra gli adolescenti. Il nostro impegno a dialogare con le nuove generazioni è costante e la direzione sembra essere proprio quella giusta”. A maggior ragione se si considera che in poco più di due mesi dall’apertura del nuovo canale si registrano già oltre 4500 followers, quasi 40 mila like e 900 mila visualizzazioni.
Interprete di questa nuova iniziativa – che mira a dare nozioni di marilenghe, in brevi e divertenti video da massimo 3 minuti – è Greta Fabbro, insegnante alla scuola dell’infanzia originaria di San Vito di Fagagna, che ha affinato le sue competenze frequentando un corso all’Ires, promosso dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana (Tecniche di promozione linguistica e culturale friulana), volto a fornire gli strumenti di marketing e comunicazione necessari a promuovere e valorizzare il patrimonio linguistico. Il suo spiccato senso dell’umorismo, la passione per i travestimenti, assieme a un’aiutante pelosa e “chiacchierona”, la gatta brasiliana Preta, sembrano essere un mix vincente.
Le clip in cui sono insieme stanno appassionando in maniera particolare i followers che hanno accolto la nuova proposta con tanti messaggi di benvenuto e numerosi inviti a continuare questa esperienza insieme istruttiva e divertente. Sul canale si trovano i temi più disparati grazie a una serie di rubriche come “Peraulis” per far capire quali sono i termini “friulanizzati” e quali le parole friulane corrette; “Sbrissadis”, per segnalare le interferenze più comuni della marilenghe con l’italiano; “FurlanLenghe” per chiarire che conoscere il friulano facilita l’apprendimento delle altre lingue. (aise)




Carbone (Comites New York): urge riforma sul voto all’estero

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13carbonenyNEW YORK\ aise\ – “La vicenda dei brogli elettorali in Sud America che hanno portato alla decadenza di Cairo dalla carica di senatore ci obbliga ad approntare una riforma del voto all’estero che elimini quegli aspetti critici che potrebbero minare la sicurezza stessa del voto”. Lo dichiara la neo eletta consigliera del Comites di New York, Claudia Carbone.
“Pertanto – ha aggiunto – rivolgo un appello al Governo affinché si vari, presto, una riforma che renda il voto espresso da noi italiani all’estero effettivamente rispondente al dettato costituzionale, per cui “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”. (aise) 




“Uno, nessuno e centomila”: V edizione del concorso per le scuole in Italia e all’estero

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pirandello21AGRIGENTO\ aise\ – È indetto per l’anno scolastico 2021/2022 il Concorso internazionale “Uno, nessuno e centomila”, rivolto alle scuole statali pubbliche secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale e alle scuole secondarie di primo e secondo grado italiane all’estero e straniere. Il concorso, giunto alla V edizione, è organizzato in collaborazione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il Comune di Agrigento, la Fondazione Teatro Luigi Pirandello, il Distretto Turistico “Valle dei Templi”, “La Strada degli Scrittori” e l’Accademia di Belle Arti Michelangelo.
Il tema del concorso intende offrire spunti di riflessione sul complessivo significato dell’opera di Luigi Pirandello attraverso il teatro, quale strumento pedagogico in grado di incidere profondamente sulla crescita cognitiva ed emotiva della persona.
Possono partecipare al concorso le studentesse e gli studenti delle scuole statali pubbliche secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale e delle scuole secondarie di primo e secondo grado italiane situate all’estero, statali, paritarie ed anche scuole straniere, purché impegnate a diffondere la lingua e la cultura italiana all’estero.
I partecipanti dovranno concorrere, individualmente o in gruppo, con un testo drammaturgico tratto da una novella dell’autore o con la rappresentazione di un adattamento teatrale di una novella pirandelliana.
Il bando scadrà il 20 febbraio 2022, data entro la quale testi e video dovranno essere inviati via email all’indirizzo segreteria@concorsounonessunoecentomila.it. Il bando è disponibile a questo link.
La Commissione provvederà poi alla selezione dei migliori lavori pervenuti. Saranno candidati ai premi finali gli studenti partecipanti al concorso che avranno affrontato in maniera originale, creativa e significativa il tema oggetto del bando. I candidati dovranno dimostrare, inoltre, di saper porre l’attenzione, in modo semplice ed efficace, su uno dei grandi temi di attualità, quali ad esempio l’emergenza sanitaria, il cambiamento climatico, le diseguaglianze.
La premiazione si svolgerà ad Agrigento in data che sarà comunicata direttamente alla scuola. (aise)