Svizzera. Un Ambasciatore da Guinness

foto ambasciatore in svizzera silvio mignano

foto ambasciatore in svizzera silvio mignanoRiceviamo e pubblichiamo:

Invio la foto apparsa sul profilo Facebook dell’Ambasciatore in Svizzera Silvio Mignano coi guantoni da pugile e il petto peloso.

Osservo, per parte mia, che si tratta probabilmente del primo pugile al mondo che è contemporaneamente un poeta (essendo, infatti, autore di alcuni volumi di poesie)  e un ambasciatore.

Non mi permetto di esprimere alcun commento sulla suddetta foto  se sia o meno consona  a un Capo Missione,  ma S.E.  andrebbe segnalata per il Guinnes dei primati.

Gerardo Petta, consigliere Comites di Zurigo

profilo facebook amb. in svizzera silvio mignano




Brasile: domani la “giornata del migrante italiano”

bandiera italia brasile

bandiera italia brasileBRASILIA\ aise\ – Il 21 febbraio si celebra in Brasile la “Giornata del migrante italiano”, istituita dal Congresso Nazionale con Legge n.11.687 del 2 giugno 2008.
Si tratta, evidenzia l’Ambasciata italiana a Brasilia, di “un omaggio di cui siamo particolarmente grati, ma anche molto fieri, unitamente al rammarico di non poterlo celebrare presenzialmente al Congresso, come negli anni passati. La commemorazione riguarda in particolare la spedizione di Pietro Tabacchi il quale, giunto nello stato di Espiritu Santo il 21 febbraio 1874, segna simbolicamente l’inizio del processo di immigrazione italiana in Brasile”.
“Gli italiani prima e gli italo-brasiliani poi, questi ultimi stimati oggi in circa 32 milioni, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo del Brasile, in tutti i settori”, evidenzia l’ambasciata. “Superata una fase iniziale non facile, essi rappresentano oggi una Comunità fondamentale nella vita del Brasile – politica, economica, scientifico-culturale e sociale – motivo di orgoglio per due Paesi legati da fraterni legami di amicizia e di intensa collaborazione, in tutti i campi”.
Alla viglia della Giornata, l’Ambasciata invia “alla Comunità italiana ed italo-brasiliana ed a tutti gli Amici brasiliani i suoi migliori auguri, in una prospettiva di ulteriore consolidamento ed espansione dei già profondi e sinceri rapporti bilaterali. Viva il Brasile, viva l’Italia!”.




Mar del Plata. Per i passaporti debutta il “Prenota online”

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prenotaonlineMAR DEL PLATA\ aise\ – A partire da oggi, 18 febbraio, cambia il sistema per prenotare i turni per il rilascio del passaporto al Consolato italiano a Mar del Plata: entra infatti a regime il servizio Prenota Online.
I primi turni disponibili – informa il consolato – saranno a partire dal 15/03/2021 in quanto i turni precedenti sono stati tutti già assegnati tramite mail.
I turni si prenoteranno esclusivamente attraverso il Prenota Online. Non sarà possibile prenotarli o richiedere una modifica degli stessi tramite e-mail o personalmente.
I connazionali nati in Italia che abbiano più di settanta anni e non abbiano altro documento per viaggiare se non il passaporto italiano, possono far presente particolari esigenze che riguardino il rilascio del passaporto italiano, scrivendo una mail all’indirizzo: passaporti.mardelplata@esteri.it scrivendo dell’oggetto “italiano ultrasettantenne – rilascio passaporto”.




Ecco il “Progetto Italian Family Hospitality”

italian ospitalità

italian ospitalitàItalian Family Hospitality, nello spirito dell’art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana, vuole essere una comunità di persone amanti della cultura e dello stile di vita italiani in tutti i suoi aspetti (lingua, arte, musica, gastronomia, moda, natura, economia), favorendo l’incontro tra le persone interessate all’apprendimento della lingua italiana, provenienti dall’estero, e una rete di accoglienza turistica familiare (famiglie, agriturismi, B&B). Il progetto consente di valorizzare le enormi potenzialità di ospitalità turistica di tipo familiare in Italia attraverso il canale dei soggiorni linguistici.

L’ospitalità familiare rappresenta un’alternativa ad altre modalità di soggiorno che mette in primo piano le famiglie e la loro capacità di aprirsi alla ricchezza di culture diverse e dei rapporti umani, fonte, non solo di conoscenza, ma anche di amicizie sincere.

In un contesto internazionale che vede spesso i rapporti tra i popoli e tra le persone contrassegnati da paure, conflitti, tensioni, truffe e raggiri, muri e divisioni, vogliamo investire sulla FIDUCIA: fiducia negli ospiti, nella loro sensibilità, nella loro voglia di conoscere, fiducia negli ospitanti che metteranno a disposizione quanto di meglio possono offrire per rendere il soggiorno il più interessante e gradevole possibile in un clima di condivisione e accoglienza.

Investire sulla fiducia, perchè diventi un seme per creare rapporti di sana amicizia e di coesistenza pacifica e rispettosa delle diversità.

Percorso svolto.

Il presente progetto è il frutto di quattro anni di lavoro (ad opera di un team a carattere volontario) in cui sono stati via via individuati e definiti i contenuti dopo un’attenta analisi del contesto internazionale in riferimento all’interesse nei confronti della lingua italiana, sono stati avviati sondaggi in diversi paesi esteri, è stata effettuata un’analisi e un confronto con eventuali iniziative analoghe, sono stati coinvolti operatori turistici distribuiti sul territorio nazionale, sono state stabilite le modalità operative.

Si è costituita nel frattempo una rete di “amici” di Italian family hospitality a cui aderiscono interlocutori di numerosi paesi esteri e diverse strutture ospitanti a cui abbiamo chiesto di sottoscrivere la Carta di Qualità dell’Accoglienza ad hoc elaborata.

Abbiamo necessità ora di stabilire sinergie, collaborazioni, partnership per potere passare dalla fase della progettualità a quella dell’operatività, per la quale ci siamo già attivati.

PRESUPPOSTI

Art. 9 – Costituzione della Repubblica Italiana.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Turismo culturale.

Secondo la definizione dell’OMT (“Organizzazione Mondiale del Turismo”), agenzia delle Nazioni Unite, “il turismo culturale rappresenta tutti quei movimenti di persone motivati da scopi culturali come le vacanze studio, la partecipazione a spettacoli dal vivo, festival, eventi culturali, le visite a siti archeologici e monumenti, i pellegrinaggi. Il turismo culturale riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità e il carattere”.

L’Italia offre uno straordinario patrimonio di bellezze nelle grandi città come nei piccoli borghi, nelle campagne come nelle località marine e montane.

Basti pensare alle bellezze del paesaggio, dovunque cosparso di tracce che testimoniano e raccontano due millenni della nostra storia ricca di identità plurali, date da origini, popolazioni, linguaggi diversi, in ogni piccolo o grande villaggio da Nord a Sud.

Le tracce di questa bellezza si trovano al di là dei tanti e ricchi musei presenti sul territorio nazionale, si trovano sparsi nel territorio nazionale in un contesto di “museo diffuso”. Alla bellezza dei luoghi si somma la lingua, la cucina, il modo di vivere. Quando creatività e bellezza si incrociano con tradizione e innovazione si producono situazioni di eccellenza.

L’Italia è il paese che detiene il record di maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel mondo con 53 beni nella lista nel 2017, a cui vanno aggiunte 8 realtà della cultura tradizionale e del folclore riconosciute Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO e 20 Parchi Letterari.

L’Italia dispone, inoltre, di un’ampia rete di Aree Protette (nell’elenco ufficiale sono registrate 871 aree protette), a salvaguardia del paesaggio, della biodiversità, della fauna e della flora, delle coltivazioni e produzioni locali, costituita da ben 25 Parchi Nazionali, a cui vanno aggiunti parchi naturali regionali, interregionali, comunali e locali (associazioni ambientalistiche, naturalistiche e del territorio), Riserve naturali, Zone umide di interesse internazionale, con una superficie protetta di oltre il 10% del territorio nazionale. Il quadro del patrimonio naturalistico si completa con 27 AMP (Aree Marine Protette), 2 parchi sommersi ed un Santuario Internazionale per la Tutela dei Cetacei.

L’Italia è il paese con il maggior numero di riconoscimenti dell’Unione Europea per le specialità agroalimentari: i prodotti alimentari italiani a denominazione di origine e a indicazione geografica sono 291, di cui 166 DOP (Denominazione di Origine Protetta), e 125 IGP (Indicazione Geografica Protetta), a cui si aggiungono 2 STG (Specialità Tradizionale Garantita). Nell’Atlante dei prodotti tipici pubblicato nel 2000 venivano registrati ben 475 prodotti tipici e tradizionali. Il 12% del suolo agricolo è coltivato secondo i dettami dell’agricoltura biologica.

La lingua italiana nel mondo.

Perché oggi tante persone studiano italiano? Malgrado l’importanza politica ed economica di altre lingue, il numero di persone che studia l’italiano cresce continuamente anche in Paesi che non hanno conosciuto l’immigrazione italiana.
La motivazione più comune è l’arricchimento culturale, seguita da esigenze di studio, di lavoro, per turismo o per ragioni affettive.

L’italiano è una lingua di cultura, è la lingua di Dante, del bel canto, della lirica. E’ la lingua di grandi artisti, pittori, poeti, scrittori, filosofi. E’ inoltre la lingua del Papa, essendo la lingua ufficiale, insieme al latino, della Città del Vaticano.
La lingua italiana è una lingua musicale, aperta, varia e ridondante, per cui comprendere in italiano è più facile che in altre lingue ed è anche più piacevole.
Ma l’italiano è anche la lingua che accompagna il Made-in-Italy: è la lingua della moda, della cucina e delle automobili. Tutto questo è sinonimo di qualità, di stile e saper vivere. L’italiano è anche Dolce vita.

L’italiano è una parte importante di quell’Italia piena di tesori d’arte, di paesaggi, di magia. E gli italiani sono un popolo creativo, simpatico, caloroso.
Parlare italiano è una risorsa per crescere dal punto di vista umano, culturale e professionale. L’industria italiana rimane una delle più importanti al mondo.

I principi di ospitalità.

In linea con il Codice Mondiale di Etica del Turismo (Organizzazione Mondiale del Turismo – OMT), e con le carte etiche di riferimento dell’Associazione Italiana per un Turismo Responsabile (AITR), i principi a cui ci ispiriamo sono:

  • promuovere un turismo che contribuisca alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, linguistico e ambientale del proprio territorio;
  • promuovere il turismo quale strumento di reciproco rispetto tra i popoli, rispettando e riconoscendo il valore delle diverse tradizioni e pratiche sociali e culturali;
  • promuovere il turismo quale fattore di sviluppo durevole, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali (che soddisfi cioè in modo equo le necessità e le aspirazioni delle generazioni presenti e future);
  • favorire, nel limite del possibile, l’utilizzo dei prodotti locali (alimentari, artigianali o industriali), nell’applicazione dei principi della filiera corta, instaurando un rapporto di cooperazione tra i vari soggetti;
  • adottare un’etica commerciale tutelando e rispettando il cliente e praticando una politica dei prezzi equa;
  • adottare un’etica dell’accoglienza di ogni tipo di pubblico (con particolare attenzione a gruppi, famiglie con bambini, anziani e visitatori diversamente abili), favorendo l’accesso ai luoghi d’interesse turistico e alle sue strutture ricettive.



Gazzetta Ufficiale: gli italiani all’estero sono 5 milioni 652 mila

gazzetta ufficiale

gazzetta ufficialeROMA\ aise\ – È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 4 febbraio, il decreto del Ministero dell’Interno che, di concerto con la Farnesina, ogni anno pubblica il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, sulla base dei dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente, come stabilito dall’articolo 7, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, cioè dal regolamento di attuazione della Legge Tremaglia (549/2001) sul voto all’estero. Il decreto è stato emanato il 28 gennaio, a firma dei ministri Lamorgese e Di Maio.
Al 31 dicembre 2020 gli italiani residenti all’estero erano 5.652.080, 165.999 in più rispetto al 2019.
La maggior parte risiede in Europa: 3.098.878 quelli nell’elenco aggiornato (erano 2.986.906 l’anno scorso); segue l’America meridionale con 1.754.303 (erano 1.711.245); quindi l’America settentrionale e centrale, dove risiedono 495.147 connazionali (erano 486.847) e, infine, la ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide con 303.752 (erano 301.083).
Confrontando i dati con quelli del decreto dello scorso anno, come evidente, l’incremento maggiore rimane quello in Europa, con 111.972 italiani in più; 43.058 i connazionali che nel 2020 hanno scelto il Sud America. Più contenuti gli incrementi in Nord America (8.300) e in Africa Asia e Oceania (2.669). (aise) 




2021, rinnovo dei Comites e del CGIE. Con quale legge?

votocomtes2021

votocomtes2021ROMA\ aise\ – In un periodo di instabilità politica, con il rischio di elezioni anticipate in qualsiasi momento, si avvicina sempre più il momento delle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. (Comitato per gli Italiani all’Estero) e, successivamente, quello del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero).
In un documento pubblicato dal MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) del 4 maggio 2015, si riporta l’esito delle votazioni dei Com.It.Es. nel Mondo; elezioni, ricordo, che si sono svolte cinque anni dopo la scadenza naturale.
Il 17 aprile del 2015, le operazioni di voto hanno interessato 101 Com.It.Es. in 38 Paesi. I dati conclusivi rivelano che su 3.747.341 elettori presenti negli elenchi del Ministero dell’Interno, si sono registrati per il voto 243.162 cittadini (6,5% del totale). A questi, vanno aggiunti 15.382 elettori che si sono spontaneamente presentati pur senza essere compresi negli elenchi del Ministero dell’Interno e che sono stati ammessi al voto dopo i controlli effettuati dagli uffici consolari presso i rispettivi comuni italiani di iscrizione.
Su un totale di 258.544 elettori registratisi per il voto, 167.714 (pari al 64,9%), hanno fatto pervenire in tempo utile il plico elettorale al consolato di riferimento, portando la partecipazione effettiva al 4,46% della platea degli aventi diritto.
I voti validi sono risultati essere 141.284, corrispondenti al 3,75% dell’elettorato.
L’evidente insignificante dato di partecipazione, è dovuto indubbiamente alla legge che ha regolato questa elezione del 2015, la quale prevede che un italiano iscritto all’AIRE, che vuole partecipare all’elezione dei membri dei Com.It.Es., deve iscriversi al Consolato della circoscrizione competente per ricevere il plico elettorale.
Questa procedura non è la stessa prevista per le elezioni politiche e per i referendum, che prevede, invece, che le cartelle elettorali arrivino direttamente a tutti gli iscritti all’AIRE al proprio domicilio. Questa inspiegabile differenza, che rende la procedura per votare i propri rappresentanti nei Com.It.Es. più complicata, ha diminuito drasticamente il numero dei votanti alle elezioni.
A quasi un anno dalla scadenza naturale dei Com.It.Es. eletti nel 2015, sempre al condizionale, le elezioni dovrebbero comunque aver luogo tra il 15 aprile e il 31 dicembre 2021. Qualcuno ha ipotizzato il mese di settembre.
Con quale legge si voteranno i prossimi Com.It.Es.?
Per le elezioni Com.It.Es. e CGIE sono stati stanziati 9 milioni di euro, e si prevede la sperimentazione del voto elettronico, ma niente è sicuro!
Ancora una volta, abbiamo interpellato alcuni parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero per capire meglio come intendono procedere per migliorare il voto per il rinnovo delle rappresentanze Com.It.Es. e CGIE. Ecco di seguito i quesiti.
1) Rieleggere i Com.It.Es con la legge del 2015 rappresenterebbe di nuovo una scarsa rappresentatività, in percentuale, per le rappresentanze elette. Si può ipotizzare di varare finalmente una legge migliore?
2) Oggi i Com.It.Es, per chi li conosce, sono percepiti come una figura di rappresentanza onoraria, ma, insieme a quello che rimane dell’Associazionismo, potrebbero, invece, avere un ruolo importante sul territorio: come intendete procedere per salvare e potenziare la figura di questi importanti comitati?
Senatrice Laura Garavini (IV)
– Guardando con realismo all’attuale contingenza, è abbastanza difficile che in questa fase si creino le condizioni per una riforma del sistema elettorale per i Com.It.Es. L’attività parlamentare è legata soprattutto all’emergenza Covid e, di conseguenza, è improbabile che ci siano gli estremi per un iter parlamentare della riforma. Sarebbe invece diverso se fosse il Governo a farsi promotore di una modifica. Lo stesso discorso vale ancor di più per un’ipotetica riforma dello stesso Cgie, per il quale purtroppo non vedo le condizioni in questa situazione emergenziale.
– Il potenziamento dei comitati si ottiene rendendoli maggiormente rappresentativi e vicini anche alle nuove forme di migrazione. In questo senso, sono dell’avviso che sarebbe utile eliminare l’inversione dell’opzione, ossia questo particolare meccanismo introdotto in via sperimentale che prevede ci si debba iscrivere a un elenco degli elettori per esercitare il proprio diritto al voto. In realtà tale sistema ha innescato un crollo della partecipazione all’ultima tornata elettorale. Penso sia quindi opportuno evitarlo, anche in considerazione di due motivi specifici. In primo luogo, in assenza di una campagna di informazione massiccia si rischia di rendere gli organi di rappresentanza non rappresentativi, perché voterebbero in pochi. In secondo luogo, l’inversione dell’opzione ha reso più problematica la partecipazione delle nuove generazioni, che spesso non sono sufficientemente informate su quello che è realmente il ruolo dei Com.It.Es e il loro lavoro.
On. Simone Billi (Lega)
– I governi degli ultimi 10 anni sono sempre stati di sinistra (Partito Democratico, Italia Viva e i 5 Stelle) a parte una piccola parentesi. Questi governi non hanno mai tenuto in considerazione le istanze, i bisogni e le necessità sollevate dai Comites, facendo sì che queste Istituzioni perdessero di credibilità con gli italiani della vecchia emigrazione e che non ne guadagnassero con gli italiani della nuova.
– La legge elettorale va di sicuro migliorata, ma senza un approccio diverso del Governo di Roma nei confronti dei Comites, la riforma della legge elettorale da sola non è sufficiente ad avvicinare questa Istituzione alle necessità ed ai bisogni della Comunità Italiana all’estero. Sarà importante con il nuovo governo di Centro Destra, con le elezioni, aprire un dialogo costruttivo con queste Istituzioni. I problemi dei Comites dimostrano ancora una volta, che il Partito Democratico, Italia Viva ed i 5 Stelle a parole sono vicino agli interessi degli italiani all’estero, ma nei fatti pensano solo alle proprie poltrone.
On. Elisa Siragusa (M5S)
– Nel 2018 – subito dopo la mia proclamazione, già a inizio legislatura – sono stata forse una delle prime a chiedere una riforma dei Comitati; ciò anche in vista delle elezioni, volte al rinnovo dei loro membri, che si sarebbero dovute tenere di lì a due anni, nel 2020. Tuttavia, il parlamento non è stato in grado di affrontare questo tema: di ciò non posso far altro, purtroppo, che prenderne atto. In ogni caso trovo improbabile che si riesca ad approvare una riforma dei Comites prima delle prossime elezioni, che dovrebbero svolgersi quest’anno. L’unica possibilità sarebbe quella di rinviarle nuovamente: un’opzione che tuttavia credo sia interesse di tutti evitare.
– Vede, un organismo serve, ed è importante, se il suo ruolo è riconosciuto dalla società: non se questo ruolo è riconosciuto soltanto dai membri dell’organismo stesso. Il rischio che vedo – lo dico onestamente – è che questi enti diventino organismi anacronistici. I Comites devono salvarsi da loro stessi. Come? Prima di tutto riuscendo a coinvolgere i nostri connazionali all’estero, facendosi conoscere: non rimanendo chiusi nei piccoli circoli della vecchia emigrazione. A riguardo, la Farnesina potrebbe aiutare e agevolare questo percorso, mediante campagne informative. Ma bisogna cominciare subito, al fine di far partecipare quanti più italiani all’estero alle prossime, imminenti elezioni di questi organismi; i quali sono, purtroppo, per ora sconosciuti ai più.
On. Angela Schirò (PD)
– La questione del superamento del sistema di prenotazione per il voto la stiamo ponendo da tempo sia per migliorare i livelli di partecipazione alle elezioni dei COMITES che per scongiurare, come da più parti viene richiesto, che possa essere esteso anche al voto politico e ai referendum.
Stiamo cercando di assicurare una corsia preferenziale alla proposta di riforma dei COMITES elaborata dal CGIE, che prevede l’eliminazione dell’opzione, senza rinunciare a proporre noi stessi, come PD, un’analoga soluzione, allo scopo di rafforzarla.
I tempi, tuttavia, sono estremamente ristretti, considerando le normali dinamiche parlamentari, resi ancora più difficili dalla crisi di governo, che in ogni caso comporta un fermo dei lavori, e dai condizionamenti della pandemia, che sono a loro volta un freno.
Quindi, per essere onesti, le prospettive sono piuttosto problematiche, anche perché la prenotazione del voto e la ristrettezza della base elettorale sono le leve di tutti coloro, e non sono pochi, che pensano che sulle elezioni all’estero si debba risparmiare.
Non si tratta, dunque, di fare solo una battaglia parlamentare, ma anche, ancora una volta, una battaglia politica e culturale per affermare un punto chiaro, ma che stenta ad essere riconosciuto: i cittadini all’estero sono cittadini di pieno diritto e non possono continuare ad essere considerati in un’ottica di risparmio.
– Non c’è dubbio che si tratta di organismi preziosi che lavorando a stretto contatto con le comunità, meglio di altri livelli di rappresentanza sono capaci di coglierne i cambiamenti, i problemi e le situazioni che volta a volta emergono in base alle dinamiche sociali e culturali.
La loro scarsa considerazione – ma non è sempre e dappertutto così – è determinata da diversi fattori, che non è possibile qui esaminare. Io dico sempre che la prima riforma da fare per rafforzarne il ruolo sia quella di dare loro la linfa per vivere, vale a dire risorse non residuali ma tali da potere elaborare progetti, realizzare programmi, fare iniziative e costruire un bilancio degno di un organismo di rappresentanza. Ecco perché, ogni anno, una delle nostre prime preoccupazioni è stata quella di aumentare le poste in bilancio ad essi dedicate.
La seconda riforma è accrescere la loro autonomia e liberarli dalla tutela dei consoli, soprattutto se si tratti di funzionari portati a fare da chioccia più che da stimolo e da promotori del loro attivismo, consentendo loro, sia pure in un quadro di collaborazione con le rappresentanze diplomatiche, di interloquire anche con le autorità locali.
Infine, essi dovrebbero diventare il perno e il gancio territoriale su cui elaborare i Piani Paese, in cui mettere insieme tutti gli interventi, culturali e commerciali, che l’Italia intende fare su un determinato territorio, con la partecipazione delle forze più attive e consapevoli dei problemi che in quell’ambito si devono affrontare.
Le mie conclusioni
Il primo aspetto che emerge è senz’altro una mancanza di autodifesa da parte degli stessi organi di rappresentanza, CGIE e Comites, i quali negli ultimi 5 anni sono stati opachi e sterili a fronte di questo grave problema di riforma delle loro modalità di voto. Sappiamo infatti che ci sono state alcune occasioni in cui tali istituzioni avrebbero potuto affrontare la questione, in specie il CGIE, mentre i Comites avrebbero potuto svolgere una maggior azione di sprone.
Quello che verrebbe da pensare è che questi stessi organi di rappresentanza non mostrino una sufficiente volontà di modificare il meccanismo elettorale che li regola e un adeguato impegno per ottenere maggiore visibilità e risorse.
A questo si aggiunge una scarsa collaborazione tra questi stessi organi, ovvero tra i Comites e il CGIE e i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero: sembra ci sia un’incapacità, se non un disinteresse, di confronto, di collaborazione, di costituire una rete coesa e feconda, con l’eccezione di qualche caso particolare in cui non è però da escludere un qualche interesse di parte.
Pertanto, dalle risposte dei nostri eletti alla Camera dei Deputati riportate in questo testo, possiamo tranquillamente concludere che la probabilità di modifica della legge relativa alle prossime elezioni di Comites e CGIE sia davvero remota.
Per concludere: a mio parere, se si manterrà la legge elettorale in vigore, com’è quasi certo, rischiamo di cadere nel tranello dell’astensionismo, che darà un motivo in più per mantenere un pessimo status quo, se non per peggiorare ulteriormente la situazione. (carmelo vaccaro*\aise)
* direttore Saig – Società delle Associazioni Italiane a Ginevra




Oslo. I nuovi corsi di norvegese del COMITES

corninorvegeseoslo

corninorvegeseosloIn questo primo semestre del 2021, il Comites di Oslo attiverà quattro corsi di lingua norvegese, due in presenza (se le restrizioni relative alla situazione Covid in Norvegia lo consentiranno), in fascia serale, e due online, in fascia giornaliera. Attivati già negli passati, i corsi sono finanziati dalla Direzione generale italiani nel mondo della Farnesina.
I corsi comprenderanno 28 ore di insegnamento ciascuno e si baseranno sul libro di testo “På Vei” (Cappelen Damm, edizione 2014, disponibile anche in Pdf).
I corsi online
Il corso di Livello A1.1
(online – 10 posti disponibili) è pensato per principianti assoluti e si struttura dal capitolo 1 del libro di testo. Si terrà dal prossimo 28 gennaio al 6 maggio incluso, sulla piattaforma Zoom, dalle ore 10.00 alle ore 11.40.
Il corso di Livello A2.1 (online – 10 posti disponibili) si baserà invece sulla seconda parte del libro (a partire dal capitolo 10), e si terrà sempre dal 28 gennaio al 6 maggio su Zoom, ma dalle ore 12.00 alle ore 13.40.
Le persone che intendono iscriversi al corso di livello A2 devono avere una buona conoscenza dei contenuti della prima metà del libro.
Tutti i corsi saranno sovvenzionati dal Comites di Oslo.
La quota di iscrizione per i partecipanti sarà di NOK 1500,- Verrà data la priorità alle persone iscritte all`AIRE e residenti in Norvegia.
Per le iscrizioni, si seguirà il principio norvegese “førstemann til mølla” (prima arrivato, prima servito), i primi a completare la procedura di iscrizione, saranno coloro che potranno avere accesso ai corsi.
Le informazioni dettagliate del corso A1.1 sono qui insieme al modulo per l’iscrizione; quelle al corso A2.1 qui. 
Altre informazioni possono essere richieste via mail alla docente Grazia Lombardi (grazia.lombardi@hotmail.com, o tlf. +47 93846546).
I corsi in presenza
I corsi si terranno dal 27 gennaio al 5 maggio incluso.
Il corso di Livello A1.2 (dal capitolo 6 del libro di testo), si terrà dalle ore 16.00 alle 17.45.
Il corso di Livello A2.2 (dal capitolo 13 del libro di testo) si terrà dalle ore 18.00 alle ore 19.45.
Le informazioni sul Livello A1.2 sono qui, mentre quelle per il corso Livello A2.2 qui.




Esistenza in vita: termine prorogato al 7 maggio

inps esistenzainvita

inps esistenzainvitaTre mesi di tempo in più: Inps, d’accordo con Citibank, ha deciso di prorogare il termine della campagna di verifica di esistenza in vita che ogni anno coinvolge i pensionati italiani all’estero.
Il termine entro cui i pensionati avrebbero dovuto restituire a Citi i moduli compilati era fissato al 5 febbraio: con la decisione di oggi (messaggio 225 del 20 gennaio 2021) l’Inps ha fissato nel 7 maggio la nuova data di scadenza.
Questa fase della campagna è destinata, come noto, ai pensionati residenti nel Continente americano, Paesi scandinavi, Stati dell’est Europa e paesi limitrofi, Asia, Medio ed Estremo Oriente, che ad ottobre 2020 hanno ricevuto da Citibank i moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita. Con la medesima tempistica Citibank ha inviato i moduli di richiesta della prova dell’esistenza in vita ai pensionati, residenti in Europa, Africa e Oceania che, a causa del diffondersi del contagio da Covid-19, non avevano potuto portare a termine il precedente accertamento generalizzato dell’esistenza in vita avviato ad ottobre 2019 e per i quali è stato ritenuto opportuno autorizzare la banca a non sospendere i pagamenti.
Con riferimento, invece, alla seconda fase della verifica generalizzata dell’esistenza in vita dei pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania, ad esclusione dei Paesi Scandinavi e dei Paesi dell’est Europa, a partire dal mese di gennaio 2021 Citibank avrebbe dovuto inviare le richieste di attestazione dell’esistenza in vita nei confronti dei pensionati residenti nelle sopraindicate Aree geografiche, da restituire alla banca entro i primi giorni del mese di giugno 2021.
Tuttavia, visto che in molti Paesi l’evoluzione epidemiologica del contagio da Covid-19 risulta essere fortemente critica e in fase di ulteriore aggravamento, l’Istituto, come detto, in accordo con Citibank ha deciso di riprogrammare la tempistica della campagna di accertamento dell’esistenza in vita, secondo i termini di seguito indicati.
I NUOVI TERMINI
Con riferimento ai pensionati residenti nel Continente americano, Paesi scandinavi, Stati dell’est Europa e paesi limitrofi, Asia, Medio ed Estremo Oriente, nonché ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania che, a causa del diffondersi del contagio, non hanno potuto portare a termine la precedente verifica avviata ad ottobre 2019, si è deciso di differire di tre mesi il termine finale per la restituzione delle attestazioni, inizialmente previsto a febbraio 2021.
Conseguentemente, qualora il processo di verifica non sia portato a termine entro il 7 maggio 2021, il pagamento della rata di giugno 2021 avverrà in contanti presso le Agenzie di Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 giugno 2021, il pagamento della pensione sarà sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di luglio 2021.
Il prolungamento di tre mesi dei termini ordinari originariamente previsti per la campagna in corso ha imposto, vista la grave emergenza sanitaria in corso, anche la riprogrammazione delle attività con riferimento ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania, ad esclusione dei Paesi Scandinavi e dei Paesi dell’est Europa; per tali soggetti, in accordo con la banca, l’Istituto ha deciso di differire di quattro mesi l’avvio della campagna di verifica, programmato a gennaio 2021. Pertanto, Citibank avvierà la spedizione dei moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita la prima settimana di maggio 2021 e tale modulistica dovrà essere restituita alla banca entro il 7 settembre 2021.
Qualora il processo di verifica non sia completato entro il termine fissato, il pagamento della rata di ottobre 2021 avverrà in contanti presso le Agenzie di Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 ottobre 2021, il pagamento della pensione sarà sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di novembre 2021.
Sul portale internet dell’Inps è stata pubblicata un’apposita pagina dedicata, intitolata Accertamento esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero, contenente informazioni aggiornate sulla campagna di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero.




Dai coordinatori del MIRE Europa progetti a sostegno dell’emigrazione

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Nel momento più difficile la ragionevolezza è l’unica soluzione per affrontare le sfide che il futuro ci obbliga a dover accettare e vincere, soprattutto dove l’assenza dello Stato crea enormi difficoltà e disagi.

Il MIRE, affidabile Movimento degli italiani residenti all’estero, fondato dal Presidente Vincenzo Odoguardi, ha puntato i suoi riflettori sull’emigrazione italiana.

Ieri, 17 gennaio 2021, presenziati dalla Coordinatrice europea Anna Mastrogiacomo, i coordinatori del MIRE in Europa si sono dati appuntamento online per discutere le problematiche presenti all’estero e le possibili risoluzioni che a breve prenderanno vita per impedire che chi vive oltre i confini nazionali  venga abbandonato a se stesso.

Molti i punti trattati dalla prospettiva delle singole nazioni: dall’incremento vertiginoso di chi vuole fuggire dal Paese alle mancanze della rete consolare, dal sostegno alle imprese all’estero alla necessità di fornire agli italiani un servizio di consulenza legale, prefiggendosi sin da oggi di voler accogliere e risolvere le richieste degli italiani all’estero attraverso un patronato online, www.patronatoitaliano.com,  fondato proprio per assolvere quelle mancanze che altrimenti rimarrebbero inascoltate e irrisolte per tantissimi connazionali nel mondo.

I coordinatori dei Paesi europei si riuniranno nuovamente all’inizio di febbraio per monitorare i lavori che già da domani inizieranno, perché garantire agli emigrati italiani la certezza di serenità, che oggi non solo è difficile da raggiungere ma anche impossibile da vedere all’orizzonte, rimane la priorità e il desiderio ricorrente del MIRE.




Il 2021 dei “Pugliesi nel Mondo”

pugliesi mondo 1

pugliesi mondo 1Con il coinvolgimento di enti istituzionali, associazioni di categoria, mass media, istituti bancari, aziende e imprese, quali partner di eventi, progetti e iniziative varie, l’Associazione Pugliesi nel Mondo ha iniziato a programmare il suo 2021, in attesa di un ritorno alla normalità, causa Covid-19.
L’Associazione, dunque, attraverso il proprio sito ha specificato di essere sempre a disposizione per collaborare con tutte le forze sociali, alla ricerca di una ripresa economica e culturale del territorio e coinvolgendo anche altre Regioni e Paesi, con iniziative e progetti da programmarsi per i prossimi mesi.
Gli interessati alla collaborazione dovranno comunicare all’associazione la propria disponibilità inviando una email insieme ad un contatto telefonico a segreteria@puglianelmondo.com.
Successivamente, verrà organizzato un incontro con tutti i partecipanti per decidere insieme quali le migliori strategie utili e i supporti necessari per una maggiore promozione della Puglia in tutti i settori, sia in Italia che all’estero, coinvolgendo anche i nostri associati e corregionali tutti che vivono lontani dal territorio pugliese.