Italiani popolo di emigranti. E domani?

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14mobilitaitalianaemigrantiItaliani popolo di emigranti ieri e oggi. E domani? Questa la domanda basica di cui si discuterà tra le 15.00 e le 18.00 di martedì prossimo, 19 gennaio, alla presenza del Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, nel corso dei lavori preparatori della IV Assemblea plenaria della Conferenza Permanente Stato – Regioni – Province Autonome – CGIE. A darne notizia il Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo – CRAM.
Negli ultimi 15 anni, infatti, dal 2006 al 2020, il numero di persone che ha lasciato l’Italia è aumentato di oltre il 70% e gli iscritti all’Aire, cioè l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, sono passati da poco più di 3 milioni a oltre 6 milioni e ormai rappresentano più del 10% della popolazione residente in Italia.
Al centro della discussione di martedì prossimo, gli aspetti che determinano oggi il fenomeno migratorio e le ricadute nei Paesi di nuova destinazione: misure per contenere l’esodo e favorire il rientro; le opportunità a sostegno della partenza; l’integrazione nei nuovi paesi di accoglienza; le nuove forme associative; la previdenza, la tutela sociale e i servizi consolari; la sicurezza sanitaria; i diritti del lavoro e delle professioni; l’identità culturale e la sua trasmissione alle terze/quarte generazioni.
Ragionando sui diritti delle persone in movimento e sulle opportunità che possono rappresentare per il sistema Italia, l’obiettivo è elaborare un quadro di riferimento logico e operativo in cui inserire le proposte della Conferenza Permanente Stato-Regioni Province Autonome – CGIE per il tanto lungamente atteso appuntamento della IV Assemblea Plenaria che si terrà, in presenza, appena l’emergenza Covid lo consentirà. Questa riunione ufficiale, che dovrebbe essere triennale, non si svolge da oltre 10 anni ed è fortemente voluta dal CGIE per aggiornare l’agenda delle politiche per gli italiani all’estero e fare il punto sui profondi cambiamenti sociali, culturali e migratori avvenuti in Italia in questi anni. Una sfida da affrontare con autorevolezza e strumenti adeguati, valorizzando l’impresa degli italiani all’estero.
Proprio per arrivare preparati a tale cruciale appuntamento, il CGIE -Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, organismo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi che interessano le comunità degli italiani all’estero, ha istituito una segreteria organizzativa che darà continuità ai lavori presenti e futuri.




Dalla Svizzera: “Aiutateci contro una ingiustizia!”

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Riceviamo e pubblichiamo.

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Stimati Direttori della stampa dell’emigrazione,

Gentili Parlamentari della Circoscrizione Estero,

Egregi  membri del CGIE e del Comites,

Cari connazionali

la sottoscritta Pasqualina Massaro,  a nome dei truffati del Patronato Inca/CGIL- Svizzera, Vi chiede, con il massimo rispetto,  di aiutarci con una piccola donazione a favore del Comitato Difesa Famiglie (CDF) per sostenerci nelle onerose  spese legali che stiamo affrontando, ormai  da oltre 10 anni, affinché ci venga restituito ciò per cui abbiamo lavorato una vita, cioè la nostra pensione complementare.

Purtroppo, per colpa di un Dirigente  del suddetto patronato, siamo stati derubati dei nostri risparmi:

https://www.iene.mediaset.it/video/roma-gli-emigranti-italiani-fregati-dal-sindacato_65283.shtml

Il Patronato Inca/CGIL, nonostante il Tribunale di Roma, di recente,  ci abbia  dato ragione, ha presentato istanza di appello al Consiglio di Stato.

Pertanto,  Vi chiediamo una piccola donazione per aiutarci a continuare la nostra battaglia contro un’ingiustizia.

 

Il Comitato Difesa Famiglie (CDF)

Pasqualina Massaro

Cell.: 0041786112380

 

Vi siamo grati per ogni donazione, anche piccola:

IBAN: CH50 0840 1000 0621 8252 8

SWIFT: MIGRCHZZ80A

 

CDF (Comitato Difesa Famiglie), Wiesenstrasse 20, CH-5430 Wettingen

 

Migros Bank AG




Tel Aviv. Il Comites nel segno della solidarietà per l’assistenza ai pensionati

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12 04 2007 Brescia Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore Ranzani

Orientarsi nelle questioni burocratiche può rappresentare una sfida per chiunque, e a maggior ragione per coloro che, già avanti con l’età, sono meno abituati a utilizzare le nuove tecnologie. È proprio questo lo scopo del progetto del Comites Tel Aviv di assistenza agli immigrati pensionati italiani, che negli ultimi anni ha sviluppato un servizio di supporto su base volontaria, coordinato dalla Consigliera Giordana Mosseri e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e supportato dall’Ambasciata d’Italia in Israele.
Nato con la precisa esigenza di aiutare coloro che percepiscono una pensione INPS a svolgere le necessarie pratiche ogni anno, lo scopo è ora quello di sviluppare l’attività ed estenderla anche ad altri ambiti, incluso un sostegno per le necessità quotidiane come fare la spesa o prenotare una visita medica.
Per quanto riguarda le pensioni, fino a qualche anno fa i connazionali in Israele, così come in altri paesi, potevano contare su un patronato in loco, che però ha cessato l’attività. Per alcune pratiche è rimasta la possibilità di ricevere un supporto parziale dal patronato con sede in Grecia, sebbene sancita solo in modo informale. Tuttavia per occuparsi delle varie formalità burocratiche, tra cui la Certificazione di esistenza in vita, un documento che deve essere prodotto annualmente, ma anche per capire come utilizzare il portale informatico dell’INPS, o ottenere il famoso SPID, sempre più necessario per accedere ai servizi della pubblica amministrazione italiana, si è creata l’esigenza di una presenza più costante e locale, da cui la decisione di richiedere il finanziamento.
Grazie ai fondi ottenuti, il Comites ha l’obiettivo di rinforzare, strutturare e allargare il progetto trovando una risorsa dedicata, pur continuando a dipendere dalla buona volontà dei volontari.
“Abbiamo tanti anziani, completamente soli, che hanno bisogno di aiuto per tante cose: per questa ragione speriamo di usare il finanziamento per creare un servizio più strutturato – spiega Mosseri -. Allo stesso tempo invitiamo coloro che possono dare una mano: chiunque conosca qualcuno in età avanzata e che non ha la possibilità di usare il computer, può dedicare un’ora ogni tanto a occuparsi delle sue necessità, oppure se si tratta di persone che fanno fatica a muoversi, fare loro la spesa, o accompagnarli se hanno bisogno di uscire.”
Poi, per coloro che debbano ancora espletare le pratiche della Certificazione di esistenza in vita, che devono essere completate entro il 5 febbraio 2021, il Comites ha proposto alcuni suggerimenti: come ogni anno quando si riceve la busta, la si deve firmare e poi portare al consolato per farla vidimare, dopodiché si manda per posta come richiesto nei moduli; dopo almeno 10 giorni dall’invio della busta dell’esistenza in vita (per posta) si può telefonare al seguente numero 0039 02 69430693 per verificare se la busta è arrivata oppure no; meglio che sia lo stesso pensionato a telefonare, inserendo, quando verrà richiesto, il numero identificativo trovato in alto a destra sul modulo inviato (suggeriamo a tutti di conservarne una fotocopia!). Se conoscete un pensionato solo e con poca dimestichezza, per favore aiutatelo o segnalateci i suoi dati con una e-mail.
Anche la procedura alternativa è quella di sempre: se il pensionato per motivi gravi di salute è impossibilitato a muoversi dalla propria abitazione, dovrà chiedere alla Citi – la banca intermediaria – un certificato alternativo. Questo va compilato e spedito insieme ad un certificato medico che documenti che il paziente, impossibilitato a muoversi, è in vita; la richiesta del modulo di certificazione alternativa va fatta telefonicamente al numero 0039 02 69430693 di Citi Milano (come indicato nella lettera della Citi che accompagna il modulo regolare). Anche il modulo alternativo porta tutte le indicazioni per la compilazione.
Dopo la richiesta telefonica invieranno alla persona il modello per il cambio banca. Questo modello è personalizzato e porta stampati alcuni dati di riferimento del pensionato.
Dopo averlo compilato (sempre con inchiostro nero e stampatello!), questo modulo va inviato — assieme ad un foglio stampato dalla nuova banca timbrato e firmato che specifica i dettagli del nuovo conto — alla Citi a Londra, e dopo 10 giorni circa, si raccomanda di chiamare e chiedere conferma per l’approvazione.




Pensioni all’estero: domani la prima rata

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inps2Come sempre succede negli ultimi giorni dell’anno, l’Inps comunica le date di pagamento delle pensioni accreditate sui conti correnti, modalità che interessa anche i pensionati residenti all’estero.
Seguendo le disposizioni di legge, la rata di gennaio sarà accreditata martedì 5 gennaio.
Questo perchè, ricorda l’istituto, la legge 205/2017, (art. 1, comma 184) stabilisce che nel solo mese di gennaio di ogni anno i pagamenti avvengono nel secondo giorno bancabile del mese, mentre negli altri 11 mesi nel primo giorno bancabile di ciascun mese.
La sequenza dei giorni di calendario del 2021 fa sì che il prossimo pagamento delle prestazioni pensionistiche e assistenziali presso gli istituti di credito cadrà necessariamente il 5 gennaio, secondo giorno bancabile del mese




Molisani nel mondo: terzo appuntamento

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4molisaniSi è tenuto in videoconferenza nei giorni scorsi il terzo ed ultimo appuntamento del Consiglio dei molisani nel mondo.
Quattro i momenti salienti: la proiezione del video “Ellis Island” sulla storia dell’emigrazione molisana, con Robert De Niro; il ricordo della figura e dell’opera di Padre Giuseppe Tedeschi, Padre José, com’era chiamato e conosciuto in Argentina il salesiano di origine molisana, assassinato nel 1976 nel Paese sudamericano, dove svolgeva la sua missione a favore dei poveri del barrio di Villa Itati, nella città di Mar del Plata; uno spaccato sulla tragedia di Monongah, che ha offerto, tra l’altro, lo spunto per soffermarsi sulla Giornata molisana dell’emigrazione che quest’anno, a causa dell’emergenza pandemica, non è stata celebrata il 6 dicembre; la Festa del Molise, che ricorre a fine anno. Proprio su quest’ultimo punto ha posto l’accento il presidente della Regione Molise, Donato Toma, che nel corso del suo intervento di apertura ha ricordato come l’incontro abbia coinciso, oltre che con la ricorrenza del 57° anniversario dell’istituzione della regione Molise, con la somministrazione dei primi vaccini contro il Covid anche in Molise, una data che è destinata a passare alla storia.
Il presidente ha ringraziato tutti i partecipanti, in primis i rappresentanti dei corregionali all’estero per il proficuo confronto che c’è stato e che ha consentito, da un lato di comprendere più da vicino quelle che sono le esigenze più impellenti dei molisani nel mondo, dall’altro di fare il punto sulle azioni che il Governo regionale ha posto in essere e su quelle che intende attuare, in prospettiva, a sostegno dell’emigrazione.




CGIE e finanziaria 2021

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schiavonegNelle ultime ore di discussione degli emendamenti alla “legge finanziaria per il 2021” in Commissione bilancio della Camera dei deputati, abbiamo contezza che i suggerimenti, le proposte sulla spesa corrente e di rilancio dell’economia dell’Italia avanzate dal CGIE per le politiche a favore degli italiani all’estero, attraverso i parlamentari e i gruppi parlamentari, sono state inserite nella manovra.
Il Cgie sta facendo un lavoro analogo a quello delle formiche nel rispetto delle prerogative che ci riconosce la nostra legge istitutiva e, invece di mettere bandierine continuiamo a stimolare e a proporre soluzioni, perciò sorridiamo per la realizzazione degli obiettivi e semplicemente ringraziamo i nostri rappresentanti istituzionali per la collaborazione costruita su rapporti fecondi.
Anche per il 2021, nonostante i tempi cupi, difficili e inclementi agli italiani all’estero, saranno garantiti i tetti della spesa pubblica per i capitoli che interessano le nostre attività tradizionali e essenziali: servizi, formazione, promozione e sostegno alle iniziative culturali, assistenza e tutela e riduzione della fiscalità.
Oltre gli interventi delle attività correnti la manovra contiene diverse novità in materia fiscale per gli immobili di proprietà degli italiani all’estero, per l’assunzione di personale nella rete diplomatico-consolare, per diverse agevolazioni turistiche e soprattutto per l’organizzazione delle elezioni dei Comites entro il 2021.
I lavoro svolto quest’anno dal Cgie è risultato proficuo e riconosciuto per la sussidiarietà alle attività dello Stato. Merito anche delle e dei consiglieri impegnati coscientemente ovunque nel mondo, assieme con i Comites e con le Associazioni, con i patronati e con la rete consolare in una sfida tesa a non lasciare nulla al caso.
Il Cgie sta facendo il proprio dovere fino in fondo e guarda con fiducia al futuro degli italiani all’estero.

Michele Schiavone, segretario generale CGIE




Ginevra. Dal Consolato un progetto di solidarietà per le famiglie in difficoltà

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alberonatale“Grazie alla collaborazione con l’azienda Gourm-ethica e ai volontari operanti con il supporto delle missioni cattoliche della circoscrizione consolare di Ginevra, diverse famiglie di connazionali riceveranno nei prossimi giorni un Augurio natalizio accompagnato da un panettone artigianale realizzato dalla pasticceria “Giotto” di Padova”. A darne notizia è il Consolato generale a Ginevra in una nota in cui si aggiunge: “siamo lieti di condividere questo dono con gli anziani e le famiglie in condizione di maggiore precarietà in questi giorni di particolare isolamento e difficoltà legati alla pandemia, quale simbolo di solidarietà e condivisione”.
Gourmethica, spiega il Consolato, “è riconosciuta per la qualità e per l’alto valore etico del suo modello produttivo, che impegna i detenuti del carcere “Due Palazzi” e offre loro una importante occasione di riscatto sociale e sostegno economico”. Un impegno “che ha valso a Gourmethica l’affiliazione alla Chambre de l’Economie sociale et solidaire di Ginevra”.
Il Consolato, conclude la nota, “resta all’ascolto di tutti coloro che incontrano difficoltà in questo momento eccezionale ed è disponibile per assistenza ed eventuale sostegno economico straordinario. Le richieste possono essere indirizzate per email a: ginevra.sociale@esteri.it”.




Monaco di Baviera. Nuovo servizio telefonico per i servizi consolari

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telefonoÈ attivo da ieri, 15 dicembre, un nuovo servizio telefonico al Consolato generale d’Italia a Monaco di Baviera.
Si tratta di un servizio di risposta telefonica attivo dalle 9 alle 13 che fornisce esclusivamente informazioni relative ai servizi consolari di: anagrafe, stato civile, passaporti e carte d’identità.
Il numero da contattare è 0162 4578816. 




Il “Made in Puglia” dopo il Covid

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pugliesinelmondo2Nonostante le difficoltà dovute all’epidemia e alle restrizioni in vigore su tutto il territorio nazionale, l’associazione Pugliesi nel mondo presieduta da Giuseppe Cuscito guarda al futuro e continua a sondare il polso di corregionali all’estero in cerca di nuovi referenti.
Attraverso il suo sito web, infatti, questa settimana l’associazione ha scritto ai corregionali, nati in Puglia o con origini pugliesi: “Ti piacerebbe essere la/il nostra/o referente sul territorio in cui vivi, sia in Italia che all’estero? Ci stiamo organizzando per il dopo Covid-19, affinchè si possa riproporre e promuovere in tutto il mondo il nostro territorio con le sue bellezze e la sua cultura, le nostre aziende con i propri prodotti (in alcuni casi, unici nel settore), i tanti artisti, le prelibatezze culinarie di questa magnifica terra, unendo i nostri pugliesi presenti nella tua città, provincia e regione per creare eventi e iniziative varie creando, ove è possibile, una sezione associativa”, si legge nel messaggio.
Le persone interessate possono inviare una mail, con il proprio recapito telefonico segnalando la città di residenza, all’indirizzo info@puglianelmondo.com.




Repubblica Dominicana: la residenza… che non c’è

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download 1Credere di vivere da residente in uno Stato straniero ed accorgersi, dopo anni, di non avere la carte in regola.

È la disavventura toccata ad un nostro connazionale, ormai pensionato, che vive a Dajabón, nella zona di frontiera che divide la Repubblica Dominicana da Haiti.

La sua “cedula”, il documento che certifica il suo stato regolare di immigrante, riportava correttamente tutti i suoi dati, aveva la sua foto, la sua firma..

Ogni 4 anni la consegnava al suo avvocato che provvedeva a fargliela rinnovare all’Ufficio dell’Immigrazione. Il nostro pagava il suo legale e, qualche giorno dopo, riotteneva il suo documento con la nuova scadenza.

Giovanni, questo il nome fittizio che daremo al nostro compatriota, l’altro giorno ci ha chiamato ed ha raccontato la sua storia.

Una quindicina di anni fa aveva ottenuto la sua prima residenza, la provvisoria, e l’anno dopo ha iniziato ad avere la “permanente”. Si è affidato ad un azzeccagarbugli locale che i garbugli, invece di risolverli, glieli ha procurati.

Giorni fa Giovanni ha chiamato direttamente l’Ufficio di Immigrazione, a Santo Domingo, per avere alcuni chiarimenti e la sua sorpresa è stata grande quando gli è stato risposto che non figurava più come residente in questo Paese.

Lui non sapeva che, per rinnovare la residenza permanente, occorre, ogni quattro anni, sorbirsi un autentico “tour de force”. Raggiungere la capitale una prima volta per fare le analisi mediche, poi tornare dopo alcuni giorni per procedere ai rinnovi del tesserino di residenza e della “cedula” alla Junta Central Electoral, una sorta di carta di identità, che comportano depositare le proprie impronte digitali, rifare la propria foto con appositi apparati, cosa impossibile a farsi se non ci si va personalmente. Un “tour de force” indubbiamente costoso e estremamente stancante, specialmente per chi ha qualche anno in piú.

Giovanni si è fidato del suo “azzeccagarbugli” che si è fatto pagare e lo ha tradito, facendosi poi negare al momento della richiesta di spiegazioni.

Come avrà fatto il leguleio a fornirgli le due tessere con tanto di foto incorporata (sempre la stessa degli anni precedenti) e annessi e connessi non si sa, e la cosa potrebbe anche lasciar pensare ad una organizzazione che si dedichi a questo tipo di inganno.

E adesso il nostro, per rimettersi in regola, dovrà pagare tutti gli arretrati, sperando che all’Ufficio di Immigrazione siano comprensivi e magari gli vengano incontro.

“Non denuncerò quell’avvocato – confessa – però ho voluto raccontare la mia storia perché altri miei connazionali la conoscano e non cadano nel mio stesso errore con la mia stessa ingenuità”.