A Venezia il congresso internazionale sull’emigrazione italiana in Sudamerica

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alluniversita ca foscari di venezia congresso internazionale sullemigrazione italiana in sudamerica il contributo dellassociazione bellunesi nel mondo immagine25 453x223Dal 9 all’11 dicembre si è svolto all’Università Ca’ Foscari di Venezia il Congresso Internazionale “Immigrazione italiana nel Sudamerica: un bilancio storiografico e nuove prospettive di ricerca” (v. https://comunicazioneinform.it/alluniversita-di-venezia-ca-foscari-convegno-sullimmigrazione-italiana-nel-sudamerica-e-mostra-fotografica-sui-150-anni-dellimmigrazione-veneta-nel-rio-grande/). L’evento ha approfondito la storia della diaspora italiana verso l’America Latina e le evoluzioni delle comunità italo-latinoamericane. Tra i relatori, Patrizia Burigo, vicepresidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e consultrice della Regione Veneto, che ha concentrato il suo intervento sulla storia e sull’evoluzione della propria associazione, evidenziando le sfide future.  Ha parlato del ricambio generazionale, della digitalizzazione e del coinvolgimento dei giovani, sottolineando come il legame tra la terra d’origine e le comunità bellunesi all’estero resti centrale. Burigo ha inoltre ricordato i primi gonfaloni consegnati negli anni ’70 alle prime Famiglie (circoli, ndr) e le attività storiche dell’associazione in Brasile, Argentina e in altri Paesi sudamericani. Nel suo intervento la Burigo ha inoltre evidenziato come sia importante il sostegno economico da parte della Regione Veneto per le molteplici attività che le Associazioni venete in emigrazione operano ininterrottamente da decenni per il bene delle comunità di veneti presenti all’estero. Il congresso, organizzato in occasione dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile, ha visto la partecipazione di docenti e ricercatori provenienti da tutta l’America Latina e dal Veneto.  Accanto ai dibattiti, è stata inaugurata una piccola mostra su figure e luoghi significativi per la comunità venete all’estero, tra cui Naneto Pipetta e Rio Grande d’Orsulo. Il congresso ha rappresentato un’importante occasione per valorizzare la storia dell’Associazionismo in emigrazione in Sudamerica, rafforzare i legami culturali e delineare le prospettive future dell’associazione. La presenza di studenti e giovani ricercatori ha sottolineato il valore formativo e educativo dell’iniziativa. (Inform)




New York: serata tra celebrazione della cucina italiana e del 70° dell’Italia all’ONU

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times square 3 1140x815L’8 dicembre, nel Palazzo dell’Assemblea Generale, la Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York ha organizzato un evento di alto livello nel corso del quale oltre 150 funzionari e cariche apicali dell’ONU, ambasciatori e rappresentanti dei paesi accreditati hanno celebrato la cucina italiana, i 70 anni dell’ingresso dell’Italia nelle Nazioni Unite e tributato un caloroso saluto al Rappresentante permanente d’Italia, Ambasciatore Maurizio Massari, in vista della cessazione del suo incarico a New York.

Mentre scorrevano le immagini della mostra digitale con le foto dell’archivio storico dell’ANSA sui 70 anni dell’Italia nell’ONU, l’Ambasciatore Massari ha riaffermato la piena adesione dell’Italia al multilateralismo ed al sistema onusiano, a sostegno dei percorsi di riforma intrapresi dal Segretario Generale e in linea con la visione partecipata, democratica e più rappresentativa dell’Organizzazione promossa dall’Italia insieme ai membri del gruppo Uniting for Consensus. Richiamando le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’ONU quale strumento prezioso e insostituibile per la pace e la cooperazione universale, Massari ha concluso il suo intervento affermando: “il futuro delle Nazioni Unite dipenderà da quello che gli Stati membri vorranno per l’Organizzazione ed io sono ottimista al riguardo, perché abbiamo tutti, senza divisioni geografiche o regionali, un interesse comune per un mondo più stabile, prospero e sicuro”. Nel corso del suo mandato all’ONU, l’Ambasciatore Massari è stato, tra le altre cose, Presidente della Prima Commissione dell’80esima Sessione dell’Assemblea Generale, Vice Presidente della 79esima Sessione dell’Assemblea Generale e dell’ECOSOC, membro del Comitato Esecutivo di UN Women e del Gruppo Consultivo del CERF. L’evento dell’8 dicembre rientra tra le iniziative della Missione Permanente d’Italia all’ONU di New York per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, nel quadro dell’iscrizione italiana nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e in vista del dibattito in Assemblea Generale del 15 dicembre in cui sarà adottata la risoluzione proposta dall’Italia che istituisce il 16 novembre come Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea.(Inform)




La cucina italiana riceve il riconoscimento dall’UNESCO. Il CGIE Venezuela celebra la storica decisione

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imagesIn un momento di profonda gioia e legittimo orgoglio per tutta la diaspora italiana, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) – Circoscrizione Venezuela celebra la storica decisione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO di iscrivere la Cucina Italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, durante la sua XX Sessione tenutasi a Nuova Delhi.  Questo riconoscimento rende la cucina italiana la prima cucina nazionale a ricevere tale onorificenza, segnando un evento significativo nella storia culturale mondiale. Al di là dell’ambito gastronomico, la decisione dell’UNESCO onora uno stile di vita, un sistema di valori e un patrimonio culturale che è riuscito a superare confini, generazioni e continenti. Per il Venezuela, sede di una delle più numerose, antiche e attive diaspore italiane, questo riconoscimento ha un significato profondamente simbolico. La cucina è stata per decenni il luogo per eccellenza in cui si conservavano la memoria familiare, la lingua, gli affetti e l’identità. Lontani dalla patria, la tavola italiana è diventata la prima casa costruita dai migranti e il ponte più potente tra la terra d’origine e quella d’accoglienza. “L’UNESCO non ha solo certificato l’eccellenza dei nostri ingredienti o la maestria dei nostri chef. Ha riconosciuto il valore sociale dell’incontro, del dialogo e della trasmissione culturale che nasce attorno alla tavola. In Venezuela, la cucina è stata un atto di resistenza culturale e un gesto d’amore quotidiano. Questo riconoscimento è un omaggio a ogni nonna che ha trasformato il cibo in identità e appartenenza. La Cucina Italiana è la più bella espressione della nostra doppia appartenenza”, ha affermato Antonio Iachini, Consigliere del Com.It.Es. Caracas e del CGIE per il Venezuela.

Un patrimonio vivente di conoscenze, sostenibilità e diversità

La candidatura, promossa dal Collegio Culinario in collaborazione con Casa Artusi e l’Accademia Italiana di Cucina, è stata valutata positivamente per il suo approccio olistico: la cucina come insieme di pratiche sociali, conoscenze artigianali e tradizioni trasmesse principalmente in forma orale. L’UNESCO ha sottolineato il valore della diversità regionale della cucina italiana, il suo stretto legame con il territorio e la biodiversità, nonché i principi di sostenibilità ambientale che la caratterizzano. Concetti come la cucina povera, l’economia circolare, l’utilizzo integrale degli alimenti e la lotta contro lo spreco sono parte essenziale di questo patrimonio culturale. Inoltre, il riconoscimento celebra un modello alimentare equilibrato, con comprovati benefici per la salute, che collega l’eccellenza gastronomica all’arte, al paesaggio, all’agricoltura e alla cultura italiana nel suo complesso.

Impatto culturale e proiezione economica globale

Questo riconoscimento va oltre il valore simbolico. La cucina italiana rappresenta anche un sistema economico e sociale di enorme portata: il 19% dei ristoranti con servizio a livello mondiale si ispira alla gastronomia italiana e nel 2024 il settore agroalimentare ha raggiunto cifre record a livello internazionale. La decisione dell’UNESCO rappresenta un inequivocabile sostegno alla capacità di esportazione delle aziende agroalimentari italiane, autentiche ambasciatrici dell’italianità nel mondo, e ribadisce il loro ruolo strategico nella promozione di una cultura basata sulla qualità, la convivialità e il rispetto per il territorio. Attualmente, l’UNESCO riconosce 788 elementi del Patrimonio Culturale Immateriale in 150 paesi. Da oggi, la cucina italiana fa parte di questo selezionato patrimonio comune dell’umanità.  Il CGIE – Circoscrizione Venezuela sottolinea che questo risultato comporta anche una responsabilità condivisa: proteggere, promuovere e trasmettere attivamente questo patrimonio in ogni parte del mondo, specialmente all’interno delle comunità italiane all’estero. La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un titolo che portiamo con orgoglio e che ci invita a continuare a condividere, attorno alla tavola, il sapore profondo delle nostre radici e dei nostri valori universali.(Venezuela Sinfónica/Inform)




Vivere in Repubblica Dominicana oggi: perché informarsi bene è diventato indispensabile

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downloadTrasferirsi in Repubblica Dominicana continua ad affascinare molti italiani. Il clima, il mare, la possibilità di una vita meno stressante e, in alcuni casi, costi ancora sostenibili restano motivazioni forti. Ma nel 2025 vivere qui richiede più consapevolezza rispetto al passato.

Le leggi sull’immigrazione sono più rigorose, i controlli più frequenti, e il costo degli errori è aumentato. Entrare come turista e “poi si vede” non è più una strategia sostenibile per chi vuole restare a lungo.

Anche il sistema sanitario, spesso sottovalutato, merita attenzione: le buone cliniche esistono, ma sono private e costose, e una assicurazione sanitaria non è più un optional.

Chi pensa di aprire un’attività deve inoltre confrontarsi con:
– costi iniziali più elevati del previsto,
– burocrazia fiscale complessa,
– concorrenza crescente,
– un mercato che premia professionalità e continuità.

Il periodo degli improvvisati è finito. Oggi la Repubblica Dominicana premia chi si informa, pianifica e costruisce reti solide, penalizzando chi arriva senza preparazione.

Informare correttamente non significa scoraggiare, ma evitare illusioni pericolose. È questo uno degli obiettivi principali di Fatti Nostri: raccontare il Paese reale, non quello delle cartoline.




Riunita a Curitiba la Commissione continentale America Latina del Cgie

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223“La Commissione continentale America Latina del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunita a Curitiba dal 27 al 29 novembre 2025, ha lanciato un richiamo sulla necessità di rafforzare la rappresentanza delle collettività e garantire un rapporto stabile e paritario con il Paese d’origine su tre assi strategici: servizi consolari, cittadinanza e promozione della lingua e cultura italiane, su cui ha approvato ordini del giorno specifici”. Inizia così il comunicato finale della Commissione continentale America Latina a Curitiba. “Al centro delle riflessioni – continua la nota – la recente riforma della cittadinanza e il suo forte impatto sulla comunità italiana dell’America Latina. Le nuove norme hanno irrigidito le condizioni di accesso al riconoscimento e alla trasmissione della cittadinanza, incidendo in particolare sugli italodiscendenti”. In proposito nel comunicato si prende ad esempio “il caso dei discendenti dei connazionali provenienti dagli ex territori dell’Impero austro-ungarico, i cui genitori sono cittadini italiani per beneficio di legge ma non possono trasmettere la cittadinanza, o dei figli minorenni di cittadini italiani nati all’estero, il cui diritto a essere riconosciuti italiani è limitato da un termine temporale”. Aspetti che per la Commissione continentale “contrastano con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione e mettono in discussione il diritto di trasmettere la propria identità ai figli sulla base, di fatto, del luogo di nascita o di vicende storiche non imputabili alle persone. In questo senso, la Commissione, richiamando le indicazioni del Presidente della Repubblica e l’apertura del ministro Tajani a correzioni alla riforma, auspica che i Parlamentari eletti all’estero lavorino a una soluzione normativa unitaria che tenga conto dei principi e delle proposte contenuti nel documento approvato dall’Assemblea plenaria del Cgie”. La Commissione rileva inoltre come la riforma “abbia sottoposto gli uffici consolari a un carico di lavoro aggiuntivo, legato a verifiche più complesse”. La Commissione segnala anche la prassi “di richiedere agli utenti documenti già in possesso dell’Amministrazione, in contrasto con il DPR 445/2000 e chiede un intervento per uniformare i criteri almeno a livello di singolo Paese, valorizzando le buone pratiche già esistenti e riducendo gli oneri burocratici a carico dei cittadini”. Sul versante dell’organizzazione consolare la Commissione, pur riconoscendo alcuni miglioramenti, sottolinea la necessità di un reale potenziamento degli organici e chiede “un piano di incentivi dedicato, che renda le sedi di servizio nell’area latinoamericana realmente attrattive per il personale di ruolo e favorisca una stabile programmazione delle risorse”. Si sollecita inoltre “una revisione strutturale delle piattaforme digitali FastIt e Prenot@mi” per renderli più intuitivi e sicuri introducendo anche “meccanismi di doppia autenticazione che contrastino l’intermediazione illecita e garantiscano un accesso effettivamente paritario ai servizi”. Nella nota si segnala anche come “ampio spazio sia stato dedicato alla promozione della lingua e della cultura italiana con il contributo della presidente della IV Commissione tematica del CGIE Lidia Campanale, tema sul quale è stata espressa preoccupazione per gli effetti della Circolare ministeriale 4 e che sarà oggetto di un webinar con gli enti gestori dell’area per chiarire i passaggi più complessi e raccogliere indicazioni dal territorio”. Rilevata in proposito dalla Commissione l’eccessiva complessità degli adempimenti. Su questo punto la Commissione, oltre ad accogliere con favore la decisione di riportare le competenze sulla lingua e cultura alla DGIT del MAECI, ha auspicato una revisione della Circolare “che allarghi l’accesso agli enti gestori, valorizzando le realtà associative storiche e le nuove esperienze”. La Commissione richiama inoltre “lo spirito della legge 153/1971, nata per mantenere viva la lingua italiana nelle famiglie emigrate e tra i loro discendenti, e individua nella formazione degli adulti italodiscendenti la “nuova frontiera” della promozione linguistica”.

La Commissione è intervenuta anche sul tema della rappresentanza “esprimendosi a maggioranza a favore dello svolgimento delle elezioni dei Com.It.Es. alla scadenza naturale”. In proposito viene sollecitata “L’adozione di strumenti concreti per favorire la partecipazione: una campagna informativa capillare, l’anticipazione di almeno sei mesi del termine per iscriversi agli elenchi elettorali e la possibilità di iscrizioni permanenti”. In merito alla riforma della legge istitutiva del Cgie, richiamando il lavoro della III Commissione tematica, la Commissione ha segnalato come “l’attuale meccanismo di distribuzione dei Consiglieri territoriali rischi di ampliare la rappresentanza di alcuni Paesi, azzerando quella di altri oggi presenti e continuando a escludere realtà in forte crescita quali Colombia, Ecuador, Paraguay, Bolivia e i Paesi dell’America Centrale e dei Caraibi”. La Commissione quindi ha proposto “correttivi che tengano conto, oltre che degli iscritti AIRE, anche degli oriundi e dell’esistenza di comunità organizzate con Com.It.Es. attivi, valutando l’ipotesi di accorpamenti territoriali per la rappresentanza”. Nella nota si sottolinea infine come “il Museo dell’Immigrazione Italiana a Buenos Aires, promosso dal Com.It.Es., e il progetto “ItAleano”, frutto della collaborazione tra il Comites di Córdoba e l’Agenzia consolare onoraria di Villa María, costituiscano esempi di come memoria storica, innovazione e promozione linguistica possano intrecciarsi”. (Inform)




Giornata dell’emigrazione molisana nel mondo

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regione molise giornata dellemigrazione molisana nel mondo roberti immagine30Il Teatro Savoia di Campobasso ha fatto da cornice alla celebrazione della Giornata dell’emigrazione molisana nel mondo, appuntamento annuale dedicato alla memoria, all’identità regionale e al forte rapporto che unisce il Molise alle sue comunità all’estero. L’evento è stato promosso dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Molise ed è stato moderato dalla giornalista Michaela Marcaccio. La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali e con un omaggio ad Antonio Pettinicchi, nel centenario della nascita. La commemorazione dell’artista è stata affidata alla proiezione di un video e a un dialogo tra la sindaca di Lucito, Tiziana Franceschini con i critici d’arte Vincenzo Manocchio e Silvia Valente. A seguire, sono state conferite le Onorificenze “Ambasciatore del Molise nel Mondo 2025”, un riconoscimento attribuito a quei molisani che, attraverso il proprio lavoro, hanno dato prestigio alla regione in Italia e all’estero. Quest’anno il titolo è stato assegnato a Luigi Robusto, Antonino Pittà, fra Pietro Cicinelli, Davide Mariano, Antonio Mastropaolo e Chiara Izzi. Siamo davvero orgogliosi di loro e credo che ieri abbiano sentito tutto l’affetto della nostra regione e del popolo molisano. La serata è poi proseguita con un altro tributo, questa volta a Giose Rimanelli, scrittore, poeta e saggista, anch’egli celebrato nel centenario della nascita. L’intervento introduttivo è stato curato da Luigi Montella, professore di Letteratura italiana, seguito dall’esecuzione di brani musicali ispirati alle sue opere poetiche, interpretati dall’orchestra “Molise my home”. La Giornata ha ribadito l’importanza di mantenere vivo il legame con le comunità molisane nel mondo, custodi e ambasciatrici della cultura e delle tradizioni regionali. I molisani residenti all’estero sono ufficialmente circa centomila ma si presume che il loro numero reale sia molto più alto. Celebrare questa ricorrenza significa rafforzare quei rapporti e continuare a promuovere l’identità del Molise oltre ogni confine.

“La Giornata dell’emigrazione molisana nel mondo rappresenta un appuntamento dal forte valore identitario, un momento nel quale l’intera comunità regionale si stringe attorno alle proprie radici e rinnova un legame che non conosce confini geografici. Le migliaia di molisani che, nel corso dei decenni, hanno scelto di costruire il proprio futuro altrove continuano infatti a essere parte integrante della nostra storia e del nostro presente, portando nel mondo i valori, la cultura e la laboriosità che contraddistinguono il Molise”. Lo ha detto il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti che ha partecipato all’evento. Si tratta di “un’iniziativa di grande rilievo, capace di coniugare memoria, riflessione e valorizzazione del nostro patrimonio umano e culturale. Il programma della manifestazione, arricchito da testimonianze e approfondimenti, offre uno sguardo significativo sulle storie dei nostri corregionali nel mondo e sui contributi che essi continuano a dare alla crescita e alla conoscenza del Molise nel mondo”. “La consegna delle Onorificenze ‘Ambasciatore del Molise nel Mondo 2025’ rappresenta uno dei passaggi più simbolici della giornata – ha detto ancora il Presidente Roberti – Un riconoscimento a quegli uomini e quelle donne che, con il loro impegno professionale e civile, hanno dato lustro alla nostra terra, rendendosi interpreti autorevoli della molisanità in ambito nazionale e internazionale”. “A tutti i molisani nel mondo va il mio saluto più caloroso e l’augurio che questa giornata possa rappresentare un ponte solido tra passato, presente e futuro della nostra identità”, ha concluso Roberti.(Inform)




Truffe, affari fantasma e false promesse: cresce il numero di italiani raggirati in Repubblica Dominicana

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Case affittate e mai consegnate, terreni venduti più volte, investimenti turistici mai partiti, società inesistenti ma presentate come “sicure”. Storie diverse, ma con un denominatore comune: l’improvvisazione e la mancanza di informazioni affidabili.

Il fenomeno non riguarda solo i nuovi arrivati. Anche italiani residenti da tempo finiscono, talvolta, coinvolti in operazioni mal valutate, spesso perché si fidano di connazionali o intermediari apparentemente “introdotti”.

La Repubblica Dominicana resta un Paese di opportunità, ma non è un Far West senza regole. Il problema è che le regole sono diverse da quelle europee e richiedono competenze specifiche. Contratti verbali, scritture private non registrate, pagamenti in contanti e società senza reali garanzie rappresentano un rischio concreto.

Negli ultimi anni il mercato immobiliare, in particolare nelle zone turistiche, si è rapidamente professionalizzato, ma allo stesso tempo è diventato terreno fertile per speculatori improvvisati che puntano sugli stranieri.

Il consiglio che circola sempre più spesso nella comunità è semplice:
– diffidare delle occasioni “troppo belle”,
– verificare tutto per iscritto,
– farsi assistere da professionisti qualificati,
– non avere fretta.

L’ItaloDominicano invita a condividere informazioni e segnalazioni, perché la prevenzione resta l’arma più efficace contro le truffe.




Vincenzo Odoguardi (MAIE) parla dell’IMU, dei piccoli Comuni e delle percentuali degli italiani all’estero (VIDEO)

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Nel video il vicepresidente del MAIE, Vincenzo (Enzo) Odoguardi, analizza alcuni dati su IMU, piccoli comuni e percentuali di italiani residenti all’estero.

 




Washington, concluso il ciclo di eventi per le celebrazioni della Settimana della Cucina Italiana

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ambasciata ditalia a washington concluso il ciclo di eventi per le celebrazioni della settimana della cucina italiana immagine9 289x223Con un’esclusiva cena a Villa Firenze, si è concluso il ciclo di eventi organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Washington per celebrare la X edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. “Celebrare la Settimana della Cucina Italiana qui negli Stati Uniti significa contribuire a far conoscere ancora meglio al pubblico americano le nostre eccellenze agro-alimentari e i principi della Dieta Mediterranea”, ha commentato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci. Ricordando le parole del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Tajani sull’universalità del linguaggio della cucina italiana, Peronaci ha sottolineato come “la cucina italiana è un linguaggio culturale, uno stile di vita, un patrimonio tramandato di generazione in generazione; racconta la storia della nostra terra e della nostra gente, dei profondi legami tra cibo, ambiente e comunità”. La cena ospitata dall’Ambasciatore presso la sua Residenza ha visto protagonista la cucina degli Chef Pasquale e Gaetano Torrente del ristorante “Il Convento” della provincia di Salerno, che ha collaborato con lo Chef di Villa Firenze Roberto Grazioli alla creazione di un menù speciale per l’occasione. Erano presenti importanti ospiti come gli Onorevoli Deborah Bergamini e Carlo Fidanza, il Giudice della Corte Suprema Samuel Alito, ed esponenti di primo piano dell’Amministrazione americana come il Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale Andrew Baker e i Sottosegretari agli Esteri Allison Hooker e per la Scienza Dario Gil. L’evento di ieri – riferisce la nota dell’Ambasciata – si aggiunge agli altri realizzati dall’Ambasciata d’Italia nelle scorse settimane, che hanno dato particolare rilievo all’esperienza e al talento di importanti esponenti della cucina italiana e italo-americana, come lo chef Massimo Bottura, ospite d’onore del gala dell’Italian Cultural Society, e il noto personaggio televisivo Lidia Bastianich, ospite d’eccezione di una serata di presentazione del suo ultimo libro a Villa Firenze. Con il “Festival dei 5 Colori”, organizzato in collaborazione con la Fondazione Pancrazio, è stato realizzato nella capitale statunitense un programma dedicato all’educazione alimentare per oltre 130 bambini ed è stato organizzato un panel sui temi della salute e dell’alimentazione con la partecipazione di dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità e di docenti universitari italiani e americani. È intervenuta anche la celebre chef italo-americana Amy Riolo, nota per la sua azione di divulgazione della cultura enogastronomica italiana negli Stati Uniti. La Settimana della Cucina Italiana negli Stati Uniti, attraverso le attività dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura, si è articolata secondo un fitto calendario di appuntamenti che ha coinvolto molte città americane. Le iniziative sono state sviluppate in sinergia con le aziende del comparto agroalimentare, consorzi, chef e ristoratori italiani, il mondo accademico, rappresentanti dei media e influencer, oltre che con i tradizionali partner della Settimana, tra cui l’Accademia Italiana della Cucina, l’Associazione “Ambasciatori del Gusto” e ALMA (la scuola internazionale di cucina italiana). (Inform)




Associazione Giuliani nel mondo: progetto “Attrazione di cervelli e talenti dal mondo”

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giuliani nel mondo1È in pieno svolgimento l’edizione 2025 del progetto dell’Associazione Giuliani nel mondo “Attrazione di cervelli e talenti dal mondo”. Il progetto è rivolto alle nuove generazioni degli emigrati e degli esuli giuliani. Quest’anno tre giovani laureate stanno effettuando un percorso personalizzato che comprende, a seconda dei casi, lezioni di approfondimento all’università, contatti con il mondo del lavoro nei rispettivi settori di attività, stage atipici o un mix di queste attività. Le tre giovani provengono, da Buenos Aires (Argentina), Curitiba e Campos Novos (Brasile) e “potrebbero sicuramente mettere a disposizione della nostra regione le loro professionalità nei campi delle relazioni pubbliche, della psicologia clinica e della veterinaria. Sarebbe il miglior risultato di questo progetto”, si legge sulla pagina social dell’Associazione .(Inform)