Pensionati all´estero: le 14e arriveranno a luglio

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schiro2019“Introdotta dal Governo Prodi nel 2007 ed estesa anche ai pensionati italiani residenti all’estero grazie all’attività svolta dai parlamentari del PD eletti all’estero e da sindacati e patronati, la quattordicesima sarà pagata anche quest’anno a circa 60.000 nostri connazionali in una unica soluzione nel prossimo mese di luglio (non si prevedono ritardi o imprevisti dovuti all’emergenza sanitaria in Italia e nel mondo)”. A ricordarlo oggi è Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, che aggiunge: “ogni anno sono circa 3 milioni e mezzo i pensionati in Italia e all’estero a cui l’Inps accredita la quattordicesima, pagata contestualmente alla mensilità di luglio”.
All’estero, aggiunge Schirò, “gli aventi diritto alla 14ma risiedono per circa il 40% in Europa e per il 60% nel resto del mondo”. Il pagamento d’ufficio “riguarda i pensionati di tutte le gestioni pensionistiche sulla base dei redditi degli anni precedenti. L’importo della 14ma varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 665 euro. Una buona parte dei pensionati italiani residenti all’estero in possesso dei requisiti avrà diritto, per motivi legati alla loro limitata anzianità contributiva in Italia ed al loro reddito complessivo, ad un importo medio di 437 euro (i contributi esteri non vengono presi in considerazione ai fini del calcolo)”.
Per beneficiare della quattordicesima, ricorda ancora la deputata Pd, “i pensionati residenti all’estero devono soddisfare due requisiti fondamentali, uno legato all’età anagrafica e l’altro al reddito. Infatti la 14ma è erogata a favore dei pensionati ultra sessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e di altre gestioni previdenziali in presenza di determinate condizioni reddituali personali. Nel caso in cui si rientri nei requisiti richiesti, la quattordicesima spetta ai pensionati, anche per quelli residenti all’estero, in maniera automatica, senza che il beneficiario presenti richiesta all’INPS”.
“Per il 2020 il reddito complessivo individuale (compresi i redditi esteri) deve essere fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ovvero fino a 13.391 euro. Tuttavia – chiarisce Schirò – se si percepisce un reddito complessivo entro 1,5 volte il minimo (10.043 l’anno) gli importi spettanti sono di 437 euro per i pensionati che possono far valere fino 15 anni di contributi italiani, di 546 fino a 25 anni di contributi e di 655 euro oltre 25 anni di contributi”.
La parlamentare specifica poi che “il calcolo sul reddito è individuale, ovvero non è comprensivo di quello coniugale”.
Quanto all’importo della quattordicesima, Schirò ricorda che “a seguito di recenti modifiche alle modalità di calcolo dell’assegno, oggi vengono presi in considerazione i seguenti parametri: reddito (se compreso entro 1,5 volte il trattamento minimo oppure tra 1,5 e 2 volte); gli anni di contributi; la tipologia di pensionato (autonomo o dipendente). Secondo le norme vigenti, è riconosciuta la quattordicesima mensilità sui seguenti trattamenti previdenziali: pensione di anzianità; pensione di vecchiaia; pensione di reversibilità; assegno di invalidità; pensione anticipata”.
La quattordicesima “viene riconosciuta in via provvisoria in presenza delle condizioni prescritte dalla legge, e viene successivamente verificata dall’Inps sulla base dei redditi consuntivi non appena disponibili”, annota Schirò che, prima di concludere, consiglia ai connazionali di “rivolgersi a un patronato di fiducia per verificare l’eventuale diritto (per evitare indebiti) e gli importi spettanti e soprattutto per fare domanda nel caso in cui l’Inps non liquidasse d’ufficio la prestazione”. (aise) 




Il CGIE a Conte: “Servono politiche inclusive estese agli italiani all´estero”

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schiavone cgie“Stimatissimo Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, le Comunità degli italiani nel mondo seguono con grande attenzione l’azione del Governo italiano e il Suo instancabile impegno per risollevare le sorti dell’Italia in seguito ai noti e lunghi mesi di emergenza socio-sanitaria, dai quali ci auguriamo che il nostro Paese possa uscirne più forte anche per ricompensare i sacrifici compiuti da tutti”. Inizia così la lettera – appello che il segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero Michele Schiavone ha inviato oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinchè il Governo “promuova politiche inclusive estese agli italiani all’estero”.
Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
“Le continue notizie relative agli strumenti messi in campo dal Governo negli ultimi mesi, con sostanziosi provvedimenti legislativi e ingenti risorse finanziarie senza precedenti, ci inducono a sperare in una solida ripartenza dell’intero Paese. Nel ripensare il futuro della nostra comunità nazionale la situazione contingente offre al Governo l’opportunità di riconsiderare anche il ruolo dei cittadini italiani all’estero nel destino dell’Italia per valorizzarne l’enorme patrimonio di energie e competenze capaci di farla ritornare grande. Gli italiani all’estero sono parte integrante del nostro Paese, cittadini con diritti e doveri, che continuano a mantenere rapporti solidi e interessi vivi con la madre patria. Il nostro apporto materiale e immateriale all’immagine dell’Italia nel mondo è inestimabile. Lo abbiamo ancora dimostrato con forme di manifesta solidarietà nella fase più acuta e triste della pandemia, e si percepisce dall’incessante disponibilità di sostegno nei molteplici campi dell’innovazione, della ricerca, delle arti, del commercio, dell’internazionalizzazione e nella promozione del Sistema Italia.
La nostra comunità si è stratificata nei vari continenti e oggi assurge a un elevato livello di valori caratterizzanti, che andrebbero recuperati e integrati nella società nazionale anche attraverso la conoscenza formativa nelle scuole e nei servizi a loro dedicati.
Negli anni nei nostri riguardi si sono manifestate disattenzioni, che hanno prodotto ingiustificate differenziazioni e diseguaglianze, non solo normative ma anche sotto gli aspetti culturali, finalmente superabili e appianabili in questa nuova fase, alla stregua delle opportunità che si presentano all’avvio della profonda revisione per riprogettare il futuro del sistema Paese.
Gli italiani e gli italiani all’estero devono e possono agire in sincronia, basta volerlo e perseguirlo nei momenti in cui si programmano leggi e le si applicano.
Presidente Conte, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero facendo leva sulle prerogative riconosciutegli dalla sua legge istitutiva, in occasione del dibattimento dell’ultima Legge di Bilancio e dei Decreti legge di questa primo semestre, ha sollecitato le istituzioni e le rappresentanze legislative a prendere in considerazione il riequilibrio e l’equità fiscale tra i cittadini residenti e quelli emigrati in particolare in materia tributaria “IMU/TASI” e per il rinnovamento degli immobili, come anche per agevolarne e favorire il turismo di ritorno, e il reinserimento nel mondo del lavoro di coloro che sono o saranno costretti a rientrare anche in quelle aree interne, oramai spopolate, che potrebbero rifiorire se sostenute da modelli di sviluppo e organizzativi più inclusivi.
I provvedimenti assunti, però, fanno ancora riferimento a due mondi distinti e separati che vorremmo ritornassero a ricomporsi. L’Italia non può perdere l’occasione di far leva sugli italiani all’estero e sulla loro rete per realizzare il “Patto per l’Export”, dotato di un’ingente massa monetaria da investire senza coinvolgere le competenze e le conoscenze di coloro che il mondo lo vivono, lo conoscono e lo condividono nella pratica quotidiana.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è del parere che nello sforzo avviato dal Governo per la ripartenza, le istituzioni da sole non possono farcela soprattutto nella proiezione internazionale del Paese; per far circolare progetti e buone pratiche occorre necessariamente coinvolgere e mobilitare le comunità degli italiani all’estero, le energie migliori: il sapere e la conoscenza, il genio e la passione italiana, renderli protagonisti di un nuovo boom economico e culturale, nel quale tutti possono riconoscersi come parte integrante di un grande paese.
Nella presente lettera appello, Presidente Conte, Le chiediamo un impegno formale a promuovere politiche inclusive estese agli italiani all’estero, un vero patto di rinascita per gli italiani all’estero, perché se il vecchio mondo non c’è più, bisognerà ricostruirne uno nuovo, e in quest’ultimo sarebbe auspicabile, per il progresso dell’Italia, contare sul contributo di tutti i nostri cittadini indipendentemente dalla residenza e dagli interessi particolari. Molte leggi che ci riguardano hanno bisogno di una semplificazione, nella fattispecie quelle che attengono ai diritti e ai servizi, alla rappresentanza e alla promozione del sapere e della cultura.
“Le leggi sono fatte per l’uomo e non l’uomo per le leggi”.
La ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo per il nostro Paese e per l’attenzione alla presente, Presidente Conte, nell’augurarLe il meritato successo da parte del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero voglia gradire i nostri più vivi saluti e il mio personale”




Il Comites di Panama – RD si riunirá il 9 luglio

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comitespanamaPresieduto da Paolo Dussich, il Comites di Panama – Repubblica Dominicana (competente anche per Haiti, Antigua e Barbudas, St. Kitts & Nevis) si riunirà in assemblea il prossimo 9 luglio. i lavori si svolgeranno online sulla piattaforma Zoom dalle 17.00 (ora di Panama).
Questo l’ordine del giorno: 1) Approvazione Addendum Regolamento Interno in base alle disposizioni del CGIE ricevute in data 21 aprile 2020; 2) Approvazione Bilancio Preventivo; 3) Presa conoscenza delle nuove prerogative dei Comites; 4) Gestione comunicazioni Comitato; 5) Richiesta di formalizzazione della nomina di nuovi Consiglieri in sostituzione di coloro che si sono dimessi a fine 2019.




MIRE: nella R.D. traduzioni ufficiali gratuite per gli italiani in difficoltá economica

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0fd0d3c6 e162 4bb3 8a98 389091c1271fNuova, significativa iniziativa nella Repubblica Dominicana del Movimento Italiani Residenti Estero (MIRE).

I cittadini italiani che si trovano in una situazione di comprovata difficoltá e necessitá, tramite previa segnalazione dalla direzione del MIRE, otterranno la traduzione gratuita dei loro documenti ufficiali, degli atti di nascita, di matrimonio, divorzio, disfunzione ecc.

Questo a seguito di un accordo tra il Movimento e la traduttrice ufficiale Wendy Jorioz Anderson, Interprete Giudiziale.

É previsto anche uno sconto fino al 50% per traduzioni ufficiali  di atti di nascita, di matrimonio, di divorzio, di disfunzione, di solteria, record di note, diplomi, ecc. ai cittadini italiani membri del MIRE.

I servizi indicati sono offerti per tutta la Repubblica Dominicana. Si otterrano scannerizzando ed inviando i documenti via email. Unicamente da concertare sarà il mezzo di consegna da utilizzare per ricevere gli originali.




Petizione M.I.R.E.: “Riapriamo i Consolati Onorari”

logo MIRE

firma petizioneIl MIRE chiede la riapertura dei Consolati Onorari e lo fa lanciando una petizione in internet.

Ne pubblichiamo il testo.

 

Il M.I.R.E. HA LANCIATO QUESTA PETIZIONE

L’Italia é un popolo di viaggiatori. Tutti i suoi cittadini immigrati all’estero hanno contribuito a fare la storia dei più grandi Paesi del mondo, sviluppandone l’economia, integrandosi perfettamente ma rimanendo sempre attaccati alla loro amata Patria, sia con il cuore che con le loro attività lavorative.

Per risolvere le innumerevoli  richieste e i problemi burocratici per gli Italiani residenti all’estero é sempre più difficile dialogare con le Istituzioni presenti sui vari territori.

La presenza dei Consolati Onorari é una possibile soluzione per riuscire a offrire in modo capillare i servizi  nelle zone dove le comunità Italiane sono maggiormente presenti.

I firmatari e i sostenitori di questa prima  petizione chiedono, dunque, al Governo l’apertura o, in qualche caso, la riapertura  dei Consolati Onorari d’Italia per rendere ottimale la copertura e dare soluzione alle richieste della nostra comunità, sempre più attiva nei territori esteri .

La rete degli Uffici Consolari Onorari costituisce una componente importante della rappresentanza istituzionale italiana all’estero.

I Consoli Generali Onorari e i Consoli Onorari sono nominati con decreto dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione.

L’assunzione dell’incarico di Console Onorario è subordinata al rilascio dell’Exequatur da parte dello Stato ospitante .

…”Antenna per la rete diplomatica, interlocutori per tanti Italiani che vivono all’estero, figure di grande versatilità e competenze…’’.

L’ Italia ha circa 360 Consoli Onorari all’estero .

La sede di un Consolato Onorario dovrebbe completare le maglie territoriali ove si ha più necessitá e dove ci siano nostre comunità importanti numéricamente.

É di grande rilievo il fatto che le nostre comunità all’estero ottengano i servizi consolari dove piú si necessitano, per problemi di distanza dalle sedi di Ambasciate o Consolati Generali o per il crescente numero delle comunità Italiane residenti in un particolare territorio.

Il lavoro del Console Onorario e puramente “volontario”, quindi non retribuito , cosi come le spese consolari di ufficio e quant’altro che vengono assorbite dal Console Onorario (nella fattispecie) a parte dei rimborsi minimi annuali che, a volte, superano non più il migliaio di Euro. Di conseguenza tenere aperto un Consolato Onorario su un territorio per offrire i servizi consolari non incide  sulle casse dello Stato italiano se non per poche centinaia di euro all’anno.

Il M.I.R.E., con la sua petizione, chiede il vostro appoggio e la vostra firma per presentare una  proposta al Governo italiano per l’apertura o la riapertura dei seguenti Consolati Onorari:

Trenton (New Jersey) USA, Charlotte (North Carolina) USA, Worcester (Massachusetts) USA

Springfield (Massachusetts) USA, Cincinnati (Ohio) USA, Nashville (Tennessee) USA,  Mineola (New York) USA

Trail ( Canada), Kingston (Canada), Guelph (Canada), Thunder Buy (Canada)

Franca (Brasile), Limeira (Brasile)

Varadero (Cuba)

Acapulco (Messico)

Per maggiori informazioni:  www.miremondo.com

INFORMAZIONE SULLA PETIZIONE: Il M.I.R.E non chiede nessuna DONAZIONE per la firma.

Troverete una richiesta facoltativa (non obbligatoria) per Donare, questo e richiesto esclusivamente dalla Piattaforma Change.org per sostenere il loro lavoro, al M.I.R.E. non verrá riconosciuto nessun Contributo.




Esonero dell´IMU per i residenti all’estero iscritti all´AIRE

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imu tasi 1“L’Italia ha nei borghi storici e nei piccoli comuni un potenziale prezioso in termini di turismo. Potenziale che però rischia di andare perso, se non preveniamo l’abbandono architettonico di questi luoghi sostenendo coloro che, per primi, se ne prendono cura: quei proprietari degli immobili che, soprattutto nei centri del Meridione, spesso non vivono più in Paese e sono emigrati all’estero”. È l’allarme lanciato dalla senatrice eletta all’estero Laura Garavini, presidente Commissione Difesa e vicepresidente vicaria Gruppo Italia Viva-Psi, per la quale “è particolarmente significativo che più Comuni stiano deliberando l’esonero dall’Imu per i propri concittadini residenti all’estero”.
Garavini cita “ad esempio il Comune di Cattolica Eraclea, che ha approvato una delibera con la quale stabilisce l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i concittadini pensionati iscritti all’Aire, con l’obiettivo di tutelare il legame che i connazionali mantengono con il proprio Paese di origine”.
“Un’esenzione che”, ricorda la parlamentare IV, “avevamo introdotto nel 2015, col Governo Renzi, per i pensionati italiani residenti all’estero, e che è stata abolita con l’ultima legge di Bilancio. Con la quale si è però previsto che le singole amministrazioni possano ripristinare l’esenzione con una delibera di Giunta, così come ha fatto il Comune in provincia di Agrigento. Un’iniziativa particolarmente meritevole perchè, agevolando fiscalmente gli italiani all’estero proprietari di un immobile, genera una ricaduta positiva a lungo termine per tutto il territorio”.
“I concittadini che, pur residenti fuori confine, continuano a possedere un immobile nel luogo di origine rappresentano un fattore di salvaguardia per quel luogo, una tutela culturale ed estetica, perché”, sottolinea Garavini, “prendendosi cura dell’immobile ne prevengono l’abbandono architettonico. E, tornando periodicamente, promuovono indirettamente all’estero la storia e la cultura del Paese, contribuendo, spesso in modo determinante, a tenere viva un’intera comunità”.
“Tutto questo rappresenta per il Comune una ricchezza che va ben oltre il versamento di una tassa annuale. Per questo”, conclude la senatrice Garavini, “la scelta di Cattolica Eraclea è lungimirante. Coltivando il legame con i propri concittadini all’estero si pongono le basi anche per il futuro della comunità. Un futuro non solo economico, ma anche identitario e culturale”. (aise)




Venezuela. Deroga per il riacquisto della cittadinanza dei naturalizzati

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cittadinanza2Nuovo console generale d’Italia a Caracas, Nicola Occhipinti si è fatto portavoce presso la Direzione generale italiani all’estero della Farnesina dell’esigenza espressa dai Comites di Caracas, Maracaibo e Puerto Ordaz circa la opportunità di concedere una deroga per il riacquisto della cittadinanza ai connazionali naturalizzati in Venezuela. I tre Comites, spiega Occhipinti, chiedono di “concedere una deroga agli ex connazionali residenti in Venezuela, consentendo loro di avanzare l’istanza di riacquisto della cittadinanza presso questo Consolato Generale anziché presso un Comune”. Una posizione, scrive Occhipinti nel messaggio indirizzato al Direttore Generale Luigi Maria Vignali, “sostenuta con convinzione” anche dall’Ambasciatore Vigo e dal Cgie.
“Come noto, – scrive Occhipinti – l’emigrazione verso il Venezuela – salvo poche eccezioni – risale agli anni ‘50/‘60. Per lavorare, molti connazionali dovettero naturalizzarsi venezuelani. Quasi nessuno di essi era consapevole che quell’atto implicasse la perdita della cittadinanza italiana. Quasi tutti hanno ritenuto di possedere il nostro status civitatis per decenni, salvo poi accorgersi di averlo perso quando ormai era troppo tardi, ossia dopo la finestra che venne aperta fra il 1992 e il 1997. Oggi, al fine del riacquisto della cittadinanza, la legge prevede che questi ex cittadini nati in Italia debbano tornare nel nostro Paese e presentare l’istanza presso il Comune dove hanno eletto residenza”.
Il console, quindi, evidenzia “l’attuale situazione in cui versa attualmente il Venezuela, Paese che da anni versa in una drammatica crisi istituzionale, politica, economica, sociale e umanitaria. C’è grave penuria di energia elettrica, generi alimentari, medicine. Sembra tornata disponibile la benzina dopo l’arrivo delle navi cisterna iraniane. L’intera classe media è sprofondata sotto la soglia della indigenza a causa della iper inflazione, di una recessione senza precedenti e del conseguente crollo del potere di acquisto, con i salari minimi che si attestano attorno ai 10 euro mensili. All’imbrunire entra in vigore il coprifuoco. La pandemia, il lockdown e il blocco della economia (che accresce i già terrificanti dati sulla disoccupazione) e dei voli acutizza uno scenario di per se già devastante”.
“Alla luce della suesposta drammatica situazione in cui versa questo Paese, sostengo con decisione la proposta dei tre Comites di concedere una deroga agli ex connazionali residenti in Venezuela, consentendo loro di avanzare l’istanza di riacquisto della cittadinanza presso questo Consolato Generale anziché presso un Comune”, ribadisce il console che segnala, in particolare, due motivi.
Il primo è l’equità giuridica, nel senso che “la legge n. 91/1992 vigente in materia di cittadinanza è basata sul sangue (ius sanguinis): gli italiani naturalizzatisi venezuelani non hanno di certo subito alcuna trasfusione di sangue e da 28 anni la legge prevede la possibilità di possedere più cittadinanze”.
La seconda è “la Promozione dell’interesse nazionale”: spiega Occhipinti: “facilitando il riacquisto della loro cittadinanza verrebbe valorizzato un inestimabile capitale umano, costituito dai connazionali che hanno fornito un contributo determinante allo sviluppo socio economico del Venezuela, divenuto – e rimasto fino a 20 anni fa – uno dei Paesi più prosperi al mondo grazie ai nostri migranti. Questi migranti e i loro figli in svariati modi – acquisto di macchinari e di prodotti Made in Italy, turismo delle radici, iscrizioni dei figli presso Università italiane – continuano a fornire un fattivo contributo alla crescita della nostra economia. Facilitare il riacquisto della loro cittadinanza equivale a permettere loro di realizzare il sogno a cui tengono di più: tornare a vivere – studiando e lavorando – nella loro Madre Patria, dopo decenni di sacrifici e di rimesse in favore dei parenti rimasti in Italia. Molti di loro desiderano scegliere l’Italia come luogo del loro buen retiro, contribuendo a ripopolare borghi oggi semi deserti. I loro figli – che studiano o parlano la lingua italiana – potrebbero recarsi a lavorare in Italia (o restarvi dopo la laurea presso un nostro ateneo), contribuendo a compensare il drammatico fenomeno della “fuga dei cervelli””.
Quanto allo strumento normativo per la concessione di tale deroga – “riacquisto della cittadinanza per gli ex cittadini in Venezuela” – Occhipinti lo individua in una Circolare emanata da Farnesina e Viminale: “la deroga in parola non comporterebbe alcun onere per le finanze dello Stato. Anzi, sarebbe fonte di cospicue entrate erariali”. (aise) 




Caré: Sosteniamo “Tropea capitale italiana della cultura 2020” e coinvolgiamo i calabresi all’estero

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22tropea“Il mio auspicio è che la classe politica calabrese sia coesa e determinata affinché si realizzi un importante obiettivo: Tropea, capitale italiana della cultura 2022”. Lo afferma Nicola Carè deputato di Italia Viva, originario di Guardavalle ed eletto nella circoscrizione estero Africa-Asia-Oceania e Antartide, che spiega: “la segreteria generale del Mibact ha comunicato che il dossier candidatura dovrà essere presentato entro il 31 luglio 2020. Successivamente una giuria di fama internazionale sceglierà i 10 progetti finalisti entro il 12 ottobre 2020 e per il 12 novembre 2020 si conoscerà la città vincitrice della selezione”.
“Questo iter – ricorda il deputato – è stato appositamente rimodulato a seguito dell’emergenza Covid-19. Con il decreto Rilancio del 19 maggio 2020, infatti, è stata decretata la prosecuzione delle attività culturali di Parma, eletta capitale italiana della cultura per il 2020, anche per il 2021, scelta dettata dall’impossibilità di attuare nell’anno in corso il programma previsto”.
“La nomina di Tropea, capitale italiana della cultura per il 2020 sarebbe un riconoscimento giusto, di indiscusso valore e garantirebbe – osserva Carè – un indotto di estrema rilevanza per l’economia calabrese. Oltre allo splendido mare, che quest’anno ha ottenuto la bandiera blu per l’educazione ambientale, alle splendide spiagge della “Costa degli Dei”, Tropea vanta un enorme patrimonio storico-culturale e paesaggistico che la pongono come meta internazionale di assoluto prestigio per i numerosissimi turisti. Per tali ragioni – conclude Carè – sosteniamo il sindaco di Tropea Giovanni Macrì nella realizzazione di quest’obiettivo affinché questo sogno, che potrà avere il coinvolgimento attivo dei numerosissimi calabresi all’estero, veri ambasciatori del Made in Calabria, possa concretizzarsi e costituisca il preludio per la candidatura della Locride nel 2025”.




“La riforma del voto all´estero non é piú rinviabile”

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votoelettronico“Questa settimana la Giunta delle elezioni ha esaminato la relazione vertente sulla verifica dei poteri nella circoscrizione Estero, affrontando il tema dell’esercizio del voto degli italiani nel mondo. Da tale resoconto sono emerse, sull’argomento, diverse criticità, ben note a chi ha avuto modo di fare esperienza delle modalità attraverso cui gli italiani all’estero possono esprimere il loro voto in occasione delle elezioni e dei referendum”. È quanto afferma oggi, 22 giugno, Elisa Siragusa, deputata del MoVimento 5 Stelle eletta nella circoscrizione Estero, secondo la quale è fondamentale arrivare a una “riforma” del voto all’estero.
“Come riscontrato dal relatore – spiega Siragusa -, è ormai ineludibile una seria riflessione sulla modifica della legge elettorale: l’attuale procedura, lo sappiamo bene, non garantisce infatti nessuno dei principi costituzionali di segretezza e personalità del voto. Ma non garantisce nemmeno all’elettore, una volta inviato il plico, che il suo voto arrivi correttamente a destinazione. Inoltre sono ormai innegabili le criticità emerse durante lo scrutinio a Castelnuovo di Porto”.
Nel suo intervento in giunta, la deputata pentastellata ha espresso il suo auspicio: “in questa legislatura si possa arrivare, presto, ad una riforma del voto per la circoscrizione Estero, istituendo l’inversione dell’opzione di voto e implementando sistemi di lettura barcode, nelle more di un’introduzione del voto elettronico. Lo dobbiamo ai quasi sei milioni di nostri connazionali residenti fuori d’Italia”. (aise) 




La Marca e Schiró (Pd): un impegno diretto sulla cittadinanza dei trentini nel mondo

lamarcaschiro

lamarcaschiro “Abbiamo aggiunto la nostra voce, scrivendo direttamente al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a quella dei rappresentanti dell’associazione dei Trentini nel mondo, condividendo le loro preoccupazioni in ordine alla applicazione della legge 379/2000 relativa al riconoscimento della cittadinanza degli emigrati dal Trentino e dagli altri territori ex austro-ungarici”. Così in una nota congiunta Francesca La Marca e Angela Schirò, deputate Pd elette all’estero, che rilanciano l’appello della Trentini nel mondo.
“È da verificare l’esistenza delle domande presentate da un certo numero di trentini, che non risultano all’esame del Ministero dell’Interno né in giacenza presso i Consolati di riferimento. Allo stesso tempo, abbiamo rivolto al Ministro Lamorgese anche una sollecitazione a disporre un più celere esame delle domande giacenti”, spiegano le due deputate. “Siamo fiduciose che il Ministro dell’Interno, alla luce della sua provata competenza amministrativa e della sua sensibilità democratica, saprà adottare le opportune misure per dare una risposta concreta e celere a connazionali come i trentini nel mondo, che – concludono – si sono sempre distinti per l’operosità e la tenacia con cui hanno preservato il legame con l’Italia”