Boom dell’occupazione al Sud ma continua l’esodo: 175mila emigrano

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sin títuloNel Mezzogiorno cresce come non mai l’occupazione, soprattutto tra i giovani, ma al contempo continua l’esodo che svuota il Sud di competenze e futuro. E’ quanto emerge dal Rapporto Svimez 2025 presentato oggi alla Camera dei Deputati.  Tra il 2021 e il 2024, quasi mezzo milione di posti di lavoro è stato creato nel Mezzogiorno, spinto da PNRR e investimenti pubblici. Ma negli stessi anni 175 mila giovani lasciano il Sud in cerca di opportunità. La metà di chi parte è laureato; le migrazioni dei laureati comportano per il Mezzogiorno una perdita secca di quasi 8 miliardi di euro all’anno. Tra il 2021 e il 2024 il Mezzogiorno ha registrato un incremento dell’occupazione pari all’8%, contribuendo per oltre un terzo al milione e quattrocentomila nuovi occupati a livello nazionale. Il Centro-Nord ha aggiunto circa 900mila posti, il Sud quasi 500mila. Le politiche pubbliche hanno svolto un ruolo determinante: prima l’espansione degli incentivi edilizi, poi l’avvio dei cantieri PNRR hanno sostenuto valore aggiunto e occupazione nei comparti produttivi e del terziario della filiera delle costruzioni.

Cresce l’occupazione giovanile, soprattutto nel Mezzogiorno. Nel triennio 2021-2024 gli under 35 occupati sono aumentati di 461mila unità a livello nazionale, di cui 100mila nel Sud. Il tasso di occupazione giovanile cresce più al Sud (+6,4 punti), ma resta molto più basso rispetto al Centro-Nord. Nonostante il boom occupazionale, il Mezzogiorno non trattiene i giovani. Tra i due trienni 2017-2019 e 2022-2024 le migrazioni dei 25-34enni italiani sono aumentate del 10%: nell’ultimo triennio 135mila giovani hanno lasciato l’Italia e 175mila hanno lasciato il Sud per il Nord e l’estero. L’Italia rimane in coda in Europa per quota di giovani laureati (30,6% contro 43% Ue). Gli atenei meridionali attraggono più studenti e si riduce la migrazione ante-lauream, ma dopo la laurea il quadro torna critico: oltre 40mila giovani meridionali si trasferiscono ogni anno al Centro-Nord, mentre 37mila laureati italiani emigrano all’estero. Con l’emigrazione di questi laureati, una parte del rendimento potenziale dell’investimento pubblico sostenuto per la loro formazione viene dispersa. Il bilancio economico di questo movimento è pesante: dal 2000 al 2024 il Mezzogiorno perde di investimenti 132 miliardi di euro di capitale umano, contro un saldo positivo di 80 miliardi per il Centro-Nord. Poli esteri che attraggono giovani italiani altamente formati, il Centro-Nord che perde verso l’estero ma recupera grazie alle migrazioni interne di laureati da Sud, il Mezzogiorno che li forma e continua a perderli. Per trattenere i giovani – avverte Svimez –  il Sud deve attivare filiere produttive ad alta intensità di conoscenza, rafforzare la base industriale innovativa e integrare formazione superiore, ricerca e politiche industriali. Senza un salto di qualità nella domanda di competenze, la mobilità giovanile continuerà a essere una scelta obbligata. Il Rapporto completo è disponibile sul sito www.svimez.it (Inform)




Silli in Costa Rica e Guatemala per incontri istituzionali

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whatsapp image 2025 11 27 at 12.41.36Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Giorgio Silli, ha svolto una missione in Costa Rica e in Guatemala per consultazioni politiche bilaterali. A latere si sono altresì svolti incontri con imprese e collettività italiane residenti nonché con esponenti delle rispettive società civili.

In Costa Rica, il Sottosegretario ha co-presieduto, insieme al Vice Ministro degli Esteri, Lydia Peralta Cordero, la III edizione del Dialogo Politico Bilaterale, passando in rassegna non solo le principali questioni regionali e globali, ma anche lo stato del negoziato in corso alle Nazioni Unite per la riforma del Consiglio di Sicurezza.

In Guatemala, dopo una bilaterale con il Ministro degli Esteri Carlos Ramiro Martinez, Silli ha inaugurato la I edizione del Meccanismo di Consultazioni Politiche Bilaterali, co-presieduto con il Vice Ministro degli Esteri, Maria Luisa Ramirez Coronado. L’avvio del Meccanismo ha avuto, peraltro, un forte valore simbolico, riflesso nel grande apprezzamento da parte dello stesso Ministro degli Esteri per la determinazione del Governo italiano verso un approfondimento del partenariato Italo-guatemalteco.

Sulla scia degli ottimi risultati della XII Conferenza Italia – America Latina e Caraibi dello scorso ottobre, in entrambi gli incontri il Sottosegretario ha riaffermato il forte interesse di Roma per una regione strategica, con cui il Governo italiano vuole approfondire sempre di più dialogo politico e partenariato economico, sfruttando appieno le potenzialità del nostro Sistema Paese a favore delle imprese. Silli non ha poi mancato di sottolineare l’importanza di intensificare la cooperazione giudiziaria e di polizia, grazie anche a programmi di diplomazia giuridica e al fondamentale supporto dell’Istituto Italo – Latino Americano. Infine, sono state evidenziate le rilevanti opportunità di collaborazione in materia culturale e di conservazione del patrimonio storico e archeologico. Sono tutte iniziative che mirano, fra l’altro, a favorire, attraverso l’Italia quale partner privilegiato, il dialogo di entrambi i Paesi centro-americani con l’Unione Europea.




La presentazione della X edizione della Settimana della Cucina Italiana Nel Mondo

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villa madama immagine3Venerdì 28 novembre, alle ore 17, si terrà a Roma presso Villa Madama l’evento di presentazione della Decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, moderata dalla giornalista Giovanna Pancheri.  La conferenza si aprirà con l’intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, cui farà seguito un videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.  Al termine degli interventi istituzionali prenderà il via un segmento dedicato alle opportunità e alle sfide della filiera agroalimentare e vitivinicola, con la partecipazione del Ministro Tajani che dialogherà con alcuni tra i principali rappresentanti del settore: Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato Filiera Italia; Paolo Mascarino, Presidente Federalimentare; Lucia Forte, Amministratore Delegato Oropan; Luca Brondelli di Brondello, Vice Presidente Confagricoltura; Marzia Varvaglione, Vice Presidente Unione Italiana Vini; Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE (TBC); Vincenzo Celeste, Rappresentante Permanente presso l’Unione Europea (in videocollegamento). Il secondo segmento dell’evento sarà caratterizzato da un dibattito sulla dimensione del cibo come elemento di cultura, condivisione e dialogo, cui prenderanno parte, oltre al Ministro Tajani, Bruno Archi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Roma; Maddalena Fossati, Presidente del Comitato promotore della cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’UNESCO; Salvatore Bruno, Segretario Generale Federazione Italiana Cuochi e Alberto Figna, Presidente di ALMA. (Inform)




Premio internazionale Bellunesi nel mondo: venticinque anni di talento e identità

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premio internazionale bellunesi nel mondo venticinque anni di talento e identita immagine24La XXV edizione del Premio internazionale “Bellunesi nel mondo” si è svolta domenica 23 novembre al Teatro comunale “Dino Buzzati” di Belluno, davanti a un pubblico di circa 300 persone. A dare il benvenuto è stato il presentatore Nicola Maccagnan, che ha aperto la serata con l’inno d’Italia interpretato dalla cantante italo-sudamericana Mafalda Minozzi, accompagnata dal chitarrista Paul Ricci, seguito dall’esecuzione dell’inno dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. La cerimonia ha visto i saluti delle principali autorità: l’assessore alla cultura del Comune di Belluno Raffaele Addamiano ha sottolineato il valore dei bellunesi rimasti sul territorio e di coloro che, all’estero, portano alto il nome della provincia. Il presidente del Rotary Club Belluno Luca Lucchetta ha ricordato la nascita del premio, ideato nel 1999 dal past president Maurizio Paniz e poi adottato dalla Provincia. Oscar De Bona, attuale presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha ringraziato tutte le realtà che hanno collaborato alla realizzazione dell’edizione venticinquesima, ricordando l’importanza di un riconoscimento che, in 25 anni, ha premiato oltre 100 bellunesi. Il tesoriere dell’UNAIE, Sebastiano D’Angelo, ha rimarcato il ruolo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo nella valorizzazione delle comunità bellunesi all’estero, mentre il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin ha chiuso la parte istituzionale leggendo una riflessione di Francesco Dazzi, premiato a Longarone due anni fa, sul ruolo del territorio e dell’identità bellunese nella crescita dei talenti.

La premiazione ha avuto inizio con il settore economico, imprenditoriale e professionale. Maximino Jacinto Badalotti Tormen, nato a Erechim (Brasile) nel 1946, ha ricevuto il premio come imprenditore di origini bellunesi. Laureato in Economia, ha guidato aziende nel settore dell’erba mate, fondando Ouro Verde Agropecuária, Real Estate Enterprises Tormen e Claramax Papéis, principale produttrice di carta igienica del Rio Grande do Sul. Attivo da oltre 50 anni nel Rotary, parla italiano e dialetto veneto e mantiene un forte legame con la provincia di Belluno. Sul palco ha ricordato il motto del nonno emigrato: «Di lavoro non si muore», esprimendo l’importanza del sacrificio e della dedizione. Il secondo premio è stato assegnato al professor Luigi D’Alpaos, originario di Pieve d’Alpago e Professore Emerito di Idraulica all’Università di Padova. Specialista nello studio dei grandi sistemi fluviali e dei bacini marini, ha contribuito a progettare interventi di protezione idraulica dopo le alluvioni del 1966 e del 2010 e ha collaborato con il Comitato Interministeriale per la salvaguardia della Laguna di Venezia. Nel suo intervento ha richiamato l’urgenza di tutelare le zone fragili del territorio bellunese. Nel settore istituzioni, arte e cultura, sono stati premiati il soprano Chiara Isotton e il tenore Domenico Menini, entrambi originari del capoluogo. Isotton, diplomata al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia e all’Accademia del Teatro alla Scala, ha calcato palcoscenici internazionali come la Scala di Milano, la Fenice di Venezia, il Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra, la Staatsoper e Deutsche Oper di Berlino e il New National Theater di Tokyo. Nel suo intervento ha ricordato che il talento non basta: servono sacrificio, studio e dedizione per costruire una carriera artistica di successo. Menini, attivo dal 2004, ha interpretato ruoli principali nei maggiori teatri italiani e internazionali, collaborando con direttori e registi di fama mondiale. I due artisti hanno poi intrattenuto il pubblico con brani tratti dal loro repertorio. Le borse di studio offerte dalla Famiglia Bellunese di Lugano-Ticino sono state consegnate da Gioia Sacchett, consigliere dell’esecutivo Abm, a Greta Somià Pasqualon e Lorenzo De Mario, giovani provenienti dal Comelico Superiore. Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Santo Stefano di Cadore, Alfredo Comis. Il premio per il settore sociale e solidaristico è andato a Luciano Onder, giornalista e divulgatore scientifico nato a Roma da madre bellunese, punto di riferimento per la comunicazione medica in Italia, e a Leni Dalle Court, imprenditrice brasiliana attiva nella promozione della cultura bellunese a Jaraguá do Sul, fondatrice e presidente della locale sezione ABM. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di mantenere vivi i legami culturali e identitari con la provincia di Belluno. Il premio speciale “Barcelloni Corte – De Martin Modolado” è stato assegnato a Maurizio Paniz, avvocato e già parlamentare, fondatore e promotore del premio stesso. Paniz ha ricordato i valori della comunità emigrante bellunese e l’importanza di tramandarne la memoria. Infine, il premio speciale alla carriera è andato a Luigi Fant, sarto di Limana, maestro riconosciuto a livello internazionale, premiato per l’eccellenza nella sartoria e la sua attività nella Confartigianato Imprese Belluno. Tra i riconoscimenti più celebri, l’abito da montagna realizzato per Papa Giovanni Paolo II sulla Marmolada nel 1979. La cerimonia si è conclusa con l’inaugurazione della mostra “Belluno nel cuore del mondo. 25 edizioni di merito e orgoglio”, a Palazzo Crepadona, che raccoglie i profili di oltre 100 premiati delle 25 edizioni. L’esposizione resterà aperta per un mese, offrendo uno spaccato dei percorsi di vita e delle storie dei bellunesi che hanno saputo portare lontano le radici della propria terra. Con questa venticinquesima edizione, il Premio internazionale “Bellunesi nel mondo” conferma il suo ruolo di testimonianza della cultura, dell’identità e della professionalità bellunese nel mondo, valorizzando storie di impegno, talento e legame con la propria provincia. (Inform)




Venezuela. L’eredità italiana: una forza trasformatrice che ispira il futuro

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leredita italiana una forza trasformatrice che ispira il futuro immagine12 e1763998913366 531x223Mercoledì 19 novembre 2025, il salone Italia del Centro Italiano-Venezuelano di Caracas ha ospitato l’evento conclusivo del progetto organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Caracas “Omaggio all’eredità italiana: uno sguardo al femminile”, in collaborazione con Impact Hub Caracas. In coincidenza con la Giornata internazionale della donna imprenditrice riconosciuta dalle Nazioni Unite, sono state celebrate e messe in risalto le tante eccellenze femminili di origine italiana in Venezuela come simbolo di una forza trasformatrice in continua evoluzione. Unendo teatro, musica sinfonica, proiezioni di video e interviste si è offerta una prospettiva moderna delle qualità che contraddistinguono l’italianità e che continuano a vivere in donne capaci di raggiungere posizioni di spicco in campi professionali quali l’imprenditoria, la scienza, l’insegnamento e la cultura. Per l’Ambasciatore d’Italia, Giovanni Umberto De Vito, questo omaggio rappresenta “un richiamo alle virtù della nostra identità quali la determinazione, il desiderio di conoscenza, la creatività, lo spirito imprenditoriale e la solidarietà sociale che, insieme al nostro straordinario bagaglio culturale, sono riusciti ad esprimersi e a fiorire con risultati di eccellenza in questa realtà latino-americana. Abbiamo voluto rendere omaggio alle tante donne italo-venezuelane o di origine italiana con straordinari percorsi professionali e che, grazie al loro impegno, contribuiscono giorno per giorno a costruire una società sempre più evoluta, plurale e capace di guardare al futuro”. Attraverso le voci delle protagoniste – quali la riconosciuta virologa Esmeralda Vizzi, la vicerettrice dell’Università Santa Maria Giselle Petricca, la storica Esther Mobilia, la direttrice della business school IESA Nunzia Auletta, l’imprenditrice calzaturiera Giuseppina Arcuri, la vicepresidente di Fedecámaras (la Confindustria venezuelana) Tiziana Polesel, l’attrice e regista Julie Restifo, la psicologa ed educatrice Diana Rosato, l’esperta di gastronomia Eglantina Di Mase e la maestra cioccolataia María Fernanda Di Giacobbe — sono stati messi in evidenza alcuni valori distintivi ereditati dall’Italia. Le relatrici, raggruppate in tre segmenti (Educazione, scienza e ricerca; Spirito d’iniziativa, impresa e innovazione; Arte e cultura), hanno illustrato con passione il loro impegno professionale e sociale animato da professionalità, creatività e cultura del lavoro.

Le testimonianze hanno rimarcato la forza trasformatrice derivante dalla conoscenza, dalla costanza e dal desiderio di superarsi. Queste donne incarnano la convinzione che lo studio, la determinazione e la passione possano plasmare la realtà nei contesti più diversi. Il loro impegno nella formazione, nella creatività, nella condivisione della conoscenza e nel senso di comunità riflette il motore che sta dietro al cambiamento e alla leadership. L’evento ha visto la partecipazione di Ambasciatori, rappresentanti del corpo diplomatico, imprenditori ed esponenti della società civile, il Coordinatore residente delle Nazioni Unite e funzionari delle Agenzie specializzate. Particolarmente apprezzata l’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica Gran Mariscal de Ayacucho, diretta dalla maestra Elisa Vegas. La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie al prezioso sostegno di Euroamericana de Vinos, Doctor Construcción, e alla collaborazione dei COMITES, del consigliere CGIE e di tutte le istituzioni del Sistema Paese in Venezuela. Gli episodi di “Herencia Italiana: una mirada a través de ellas” possono essere visualizzati sul canale YouTube dell’Istituto Italiano di Cultura di Caracas https://www.youtube.com/@istitutoitalianodiculturadicar e sul suo account Instagram @iiccaracas, oltre che sulle piattaforme digitali delle istituzioni che compongono il Sistema Paese in Venezuela.Per ulteriori informazioni, si prega di visitare i siti https://ambcaracas.esteri.it/ o http://iiccaracas.esterit.it. È inoltre possibile collegarsi agli account Twitter @ItalyinVEN e @IICCaracas, Instagram @iiccaracas, Facebook IICCaracas e YouTube @AmbasciatadItaliaCaracas. (Venezuela Sinfónica/Inform)




Cgie: progressi su anagrafe, CIE e SPID e concretezza operativa nelle collaborazioni istituzionali

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha svolto a Roma il 18 e 19 novembre una proficua riunione, l’ultima in presenza dell’anno, durante la quale ha registrato riscontri soddisfacenti dagli interlocutori istituzionali e impresso concretezza operativa alle collaborazioni già avviate. In particolare, dal confronto con il sottosegretario Giorgio Silli e con il Direttore generale uscente della Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina, min. plen. Luigi Maria Vignali, sono emerse interessanti novità in merito alle rivendicazioni del CGIE, come ad esempio la prossima attivazione del comitato anagrafico-elettorale per l’allineamento delle anagrafi degli italiani all’estero, il rilascio della CIE da parte dei Comuni italiani agli iscritti AIRE e l’imminente soluzione della questione riguardante l’attribuzione dello SPID agli operatori di patronato stranieri; il MAECI si sta inoltre adoperando per fornire entro il 2026 ai funzionari itineranti e ai Consoli onorari gli apparecchi per il rilevamento dei dati biometrici per il rilascio sia di passaporti che di carte d’identità, sebbene non sia in grado di fornire una data certa riguardo alla sua implementazione. Rispetto alla CIE, il Comitato di Presidenza ha sollecitato la Farnesina alla necessità di una campagna informativa allo scopo di scoraggiare l’eventuale azione, nei Paesi dell’America Latina, di intermediari volti a diffondere notizie fuorvianti.

Sono state fornite inoltre rassicurazioni sull’efficace esito della sensibilizzazione del CdP sui Gruppi parlamentari per la convocazione formale da parte della Presidente del Consiglio dei Ministri della V Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, con l’auspicio di svolgerla nell’autunno del prossimo anno. Dalla discussione intorno alla legge di Bilancio è invece emerso che lo stanziamento per CGIE e Com.It.Es. non risulta pienamente adeguato al loro corretto funzionamento; proseguirà pertanto la costruttiva interlocuzione con gli eletti all’estero affinché il Parlamento stabilisca di dotare delle risorse necessarie i capitoli di spesa relativi alla rappresentanza per consentirle di svolgere appieno i suoi compiti istituzionali. Sul tavolo anche la questione delle risorse impegnate per le elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. nel 2026 e la necessità di garantire la più ampia partecipazione al voto.

Il tema prioritario dell’insegnamento della storia dell’emigrazione nelle scuole italiane, al centro dell’agenda CGIE e oggetto di una recente circolare del Ministero dell’Istruzione e del merito, è stato affrontato durante l’incontro con il presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana Paolo Masini con il quale si sono gettate le basi per il rinnovo della collaborazione fra le due istituzioni. Un impegno per azioni comuni tese a evidenziare l’importanza dell’apporto della nostra diaspora e del rafforzamento del suo legame con il Paese attraverso la conoscenza del suo passato e la valorizzazione dei luoghi simbolo dell’emigrazione italiana nel mondo. Un percorso che assume particolare significato in vista delle importanti scadenze del prossimo anno: i quarant’anni dalla istituzione dei Com.It.Es., il 35° anniversario dalla nascita del CGIE e il ventesimo dalla prima partecipazione degli italiani all’estero alle elezioni politiche, tappe fondamentali nella costruzione della piramide della rappresentanza. Ricorreranno inoltre i 70 anni dal disastro di Marcinelle. La necessità di cambiare la narrazione imperante sugli italiani all’estero che li vuole mostrare come un peso quando invece rappresentano una grande opportunità e risorsa per il Paese è uno dei concetti emersi anche durante i lavori con il CNEL per avviare la fase operativa dell’Accordo interistituzionale siglato il 2 ottobre scorso a villa Lubin con il presidente Renato Brunetta. Con il vicepresidente Claudio Risso e il consigliere diplomatico Luca Trifone si è determinato di mantenere un rapporto stabile, con riunioni costanti, e di programmare il lavoro comune entro la prima metà di dicembre sugli ambiti di collaborazione previsti dall’Accordo interistituzionale (crescita economica e sistema Paese, politiche di rientro, mobilità studentesca e universitaria, ricerca scientifica e innovazione, partecipazione e associazionismo), con l’obiettivo di sviluppare documenti di osservazioni e proposte da sottoporre a Governo e Parlamento e presentare un primo disegno di legge già nel 2026. Si è inoltre valutato di procedere a uno studio per stimare l’apporto alla crescita del Paese delle collettività italiane nel mondo. I rappresentanti del CNEL hanno inoltre fornito un aggiornamento sull’iter nel Parlamento europeo della mozione per l’istituzione dell’8 agosto quale Giornata europea del sacrificio sul lavoro, promossa dal presidente Brunetta e convintamente sostenuta dal CGIE. La riunione romana è servita anche a perfezionare il regolamento e il bando del Premio internazionale intitolato a Michele Schiavone, Segretario generale del CGIE scomparso lo scorso anno, per le persone, gli enti e le associazioni che hanno operato in favore e in difesa degli emigrati italiani o di origine italiana in qualsiasi Paese del mondo, che vedrà le prime assegnazioni nel corso della prossima Assemblea plenaria del Consiglio Generale. Il pomeriggio del 18 novembre la segretaria generale Maria Chiara Prodi è intervenuta a una tavola rotonda nell’ambito della Prima Conferenza internazionale dell’italofonia, nel corso della quale ha ricordato il convegno promosso dal CGIE a Montecatini nel 1996, che ha segnato il fondamentale punto di partenza della promozione della lingua e della cultura italiana, altro tema prioritario dell’agenda 2025. In conclusione dei lavori, il CdP ha incontrato il Segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia che ha dimostrato grande apertura nei confronti del CGIE e illustrato la recente riforma del Maeci. L’incontro è stato anche l’occasione per la presentazione della min. plen. Silvia Limoncini, che sostituisce alla direzione della DGIT l’ambasciatore Luigi Maria Vignali, nominato Rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le Organizzazioni Internazionali di Ginevra, al quale è stato rivolto un caloroso ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto negli ultimi otto anni. La questione della recente riforma della cittadinanza, infine, sempre al centro dell’attenzione del Consiglio Generale, è stata oggetto del confronto tra alcuni componenti del Comitato di Presidenza, Parlamentari eletti all’estero ed esperti nell’ambito del convegno “Italiani nel mondo: cittadinanza e identità – come cambiano le regole, le tutele e i servizi” organizzato dalle associazioni I Sud del Mondo ed Europa Mediterraneo, in cui sono state ribadite le criticità emerse e le proposte di modifica già espresse al Governo e al Presidente della Repubblica, sulle quali il Cgie auspica positive aperture. (Inform)




Associazione Bellunesi nel Mondo: i finalisti del concorso “Raccontare l’emigrazione veneta”

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abm concorso letterario raccontare lemigrazione veneta. al via la immagine3Verrà svelato sabato 20 dicembre il vincitore del quarto concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”, un’iniziativa organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e dedicata a racconti inediti e originali, reali o di fantasia, in lingua italiana, aventi come tema l’emigrazione dal Veneto, storica e/o attuale. Tra i partecipanti, provenienti dall’Italia e dall’estero, la giuria del concorso ha selezionato i dieci finalisti, che il 20 dicembre conosceranno la graduatoria finale dei loro lavori, dal decimo al primo classificato. Ai primi tre saranno assegnati premi in denaro: 200 euro al terzo, 300 al secondo e 500 al primo classificato. La cerimonia sarà inoltre l’occasione per presentare il libro (Bellunesi nel mondo edizioni) con la raccolta dei racconti finalisti. Due copie del volume saranno consegnate a ciascuno degli autori giunti in finale. L’appuntamento è fissato per le ore 10.00, presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (via Cavour, 3, Belluno). I finalisti : Bassani Natascia, La Valle Agordina – La mia trisavola: balia del primogenito di Zita, ultima imperatrice d’Austria e regina di Boemia; Bortoluzzi Gabriella, Belluno – Al goto; Casagrande Lisa, Santa Giustina – Radici invisibili; Chenetti Loreta, Belluno – Biglietto di sola andata; Dall’Ò Giuliano, Milano – La promessa; De Pellegrin Christian, Belluno – La valigia del Tete; Larese Giovanni, Belluno – Emigrato d’amore; Parasecoli Paolo, Perugia – L’amicizia non ha confini; Sguera Nicola, Benevento – Alfonsina e Caterina; Zanete Marlei, Caxias do Sul – Dolce Passione. (Inform)




Silvia Simoncini Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina

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consiglio dei ministri silvia simoncini direttore generale per gli italiani allestero e le politiche migratorie della farnesina immagine6Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, nella riunione del 20 novembre ha deliberato il conferimento dell’incarico di Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina alla Ministra plenipotenziaria Silvia Limoncini. Simoncini sostituisce Luigi Maria Vignali che ha diretto la Dgit dal 2017. Nata il 28 settembre 1967 a Perugia, dove si laurea in scienze politiche nel 1993, Silvia Limoncini entra in carriera diplomatica nel dicembre 1997. Assegnata alla Direzione Generale Relazioni Culturali, prima, e alla Direzione Generale Promozione e Cooperazione Culturale, poi, nel 2000 è secondo segretario commerciale a Riad, dove l’anno seguente è confermata con funzioni di primo segretario commerciale. Nel 2002 è capo Segreteria del Servizio Stampa e Informazione e nel 2005 primo segretario a Washington DC. Qui è confermata nel 2007 con funzioni di consigliere. Rientrata a Roma, dal 2009 al 2010 segue, presso l’Istituto Diplomatico della Direzione Generale Risorse Umane e Organizzazione, il corso di aggiornamento professionale per Consiglieri di legazione previsto dall’art. 17, comma 7 del D. Lgs. 24 marzo 2000, n. 85. Nel febbraio 2010 al Gabinetto del Ministro, dove è confermata in seguito al cambiamento di Governo. Dal 2012 consigliere d’Ambasciata a Londra, sino alla sua nuova destinazione, il Consolato Generale a New York dove ricopre l’incarico di console generale aggiunto dal 2017. Nel 2021 torna alla Farnesina dove viene posta alle dirette dipendenze del Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni globali. Ministro plenipotenziario dal gennaio 2022, è a capo dell’Unità per la promozione dell’Italia nelle organizzazioni internazionali della Dir. Gen. diplomazia pubblica e culturale dal 4 gennaio dello stesso anno. Dal marzo 2023 è alle dirette dipendenze del Segretario Generale e dall’aprile dello stesso anno è Capo dell’Unità di Coordinamento della Segreteria Generale. (Inform)




Al Senato l’incontro “Italiani nel mondo: cittadinanza e identità – Come cambiano regole, tutele e servizi”

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cittadinanzadiscendenza“Italiani nel mondo: cittadinanza e identità – Come cambiano regole, tutele e servizi”, questo il tema del convegno che si è svolto a Roma presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato. L’incontro è stato organizzato, su iniziativa del senatore del Maie Mario Borghese (ripartizione America Meridionale), in collaborazione con l’Associazione Europa Mediterraneo ETS e l’Associazione Il Sud del Mondo ETS. A moderare gli interventi è stato chiamato Raffaele Barberio, Direttore di IF – Italia nel Futuro. Nel suo intervento introduttivo il senatore Borghese ha rilevato come la tematica della cittadinanza riguardi milioni di connazionali all’estero e di discendenti italiani. Secondo il senatore la nuova norma sulla cittadinanza, entrata in vigore nel maggio 2025,  rischia di penalizzare allo stato attuale i nostri connazionali all’estero. Borgese si è anche detto fiducioso sulla possibilità di modificare questa norma, segnalando come in proposito si stia lavorando per sensibilizzare il governo e tutto il Parlamento.

A seguire è intervenuto Armando De Bonis, Presidente di “Europa Mediterraneo ETS”, che ha ricordato come questo sodalizio nasca con l’obiettivo di promuovere progetti sociali, culturali e scientifici, in grado di ridurre le diseguaglianze e contrastare le forme di emarginazione. “Operiamo prevalentemente – ha precisato De Bonis – nell’area Euro-Mediterranea, considerato da sempre un crocevia di popoli, culture e storie che si intrecciano. Oggi abbiamo l’occasione di riflettere insieme su questioni fondamentali: come stanno cambiando le regole sulla cittadinanza? Quali tutele sono garantite a chi vive, lavora e costruisce la propria identità al di fuori dell’Italia? Come migliorare servizi e rappresentanza per una comunità italiana nel mondo sempre più vasta, dinamica e complessa? In quest’ottica, l’Associazione Europa Mediterranea ha avviato un percorso di ricerca e divulgazione sulla cittadinanza”. De Bonis, dopo aver rilevato che l’attuale quadro normativo sulla cittadinanza sta cambiando, ha segnalato alcune novità della nuova legge come ad esempio il riordino delle norme sulla trasmissione della cittadinanza per discendenza con l’introduzione del limite alla seconda generazione, e la possibilità di revoca della cittadinanza in caso di condanne per reati particolarmente gravi, misura prevista esclusivamente per le naturalizzazioni. Ha poi preso la parola Giuseppe Galati, Responsabile Scientifico de “Il Sud del Mondo ETS”: “Abbiamo inteso organizzare insieme con l’associazione Europa Med questa iniziativa – ha spiegato Galati – perché l’introduzione di questo decreto del governo del 27 marzo 2025 ha aperto un dibattito che ovviamente vede da una parte chi lo ritiene restrittivo, mentre per l’esecutivo rappresenta un modo per stabilire un legame più stretto sulla cittadinanza”. Galati ha anche segnalato come il limite alla seconda generazione per la trasmissione della cittadinanza abbia inciso sulle aspettative dei discendenti all’estero.

Nel corso del suo intervento il deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, ha sottolineato la necessità di modificare l’attuale legge sulla cittadinanza che va incidere anche sui principi fondamentali della rappresentanza. Il deputato, dopo aver espresso rammarico sul fatto che oggi si cerchi di intervenire su questa legge “dopo che i buoi sono scappati”, ha rilevato come durante l’ter del provvedimento sia stato introdotto qualche miglioramento al testo, ad esempio per la tempistica di registrazione dei nuovi nati. Ricciardi ha anche criticato la scelta del governo che ha utilizzato per la regolamentazione di questa materia la strada del decreto legge d’urgenza. Il deputato si è anche detto contrario all’introduzione per le richieste della cittadinanza del solo modello cartaceo.  Ricciardi ha inoltre dato diponibilità a sostenere una proposta di legge di modifica della norma sulla cittadinanza che provenga anche da una forza di maggioranza, purché non vi siano distingui o differenziazioni territoriali nel testo e si possa fare fronte comune su tutto. A seguire è intervenuta la Segretaria Generale del Cgie Maria Chira Prodi che ha in primo luogo illustrato la struttura del Consiglio Generale, ricordando come questo organo di rappresentanza sia chiamato a dare pareri obbligatori su tutti i temi di interesse degli italiani all’estero. Un parere che non è stato preventivamente richiesto nel caso del decreto legge sulla cittadinanza. “In quel periodo – ha ricordato Prodi – il Consiglio Generale aveva già messo tra i punti prioritari della propria azione la modifica della legge di cittadinanza, perché non era una novità per nessuno che vi fosse un tema da risolvere”.  “Siamo poi arrivati a giugno alla nostra Plenaria con una proposta in favore di una legge che prevedesse una cittadinanza consapevole, basata anche sulla conoscenza della nostra lingua”, ha proseguito la Segretaria Generale ricordando poi le aperture avute dal Capo dello Stato e dal Ministro Tajani su possibili modifiche alla legge sulla cittadinanza. Prodi ha inoltre  sottolineato come il Cgie abbia oggi una postura di attesa speranzosa verso possibili interventi di modifica della nuova legge sulla cittadinanza da parte del Parlamento e della Corte Costituzionale.  Per quanto riguarda invece la scarsa attenzione della stampa non specializzata per le questioni degli italiani all’estero, la Segretaria Generale ha sottolineato come, a fronte di un’emigrazione che rappresenta ormai 12% della popolazione nazionale, questa realtà dovrebbe essere trattata serenamente a livello mediatico nazionale.

A seguire è intervenuto il Vice Segretario Generale Cgie per l’America Latina Mariano Gazzola che ha rilevato come in uno stato di diritto sia impensabile che un discendente con identità italiana non possa essere anche cittadino. Gazzola ha poi auspicato, dicendosi speranzoso, che nuova legge sulla cittadinanza, che non tiene conto del vincolo identitario e affettivo, venga cambiata dalla politica prima che dai tribunali.   Il Vice Segretario ha inoltre ricordato che i Paesi che ospitano il più alto tasso di discendenza italiana si trovano in sud America, ovvero il Brasile e Argentina.

“La cittadinanza, e dobbiamo capirlo perché è il principio da cui partire, – ha affermato Silvana Mangione, Vice Segretario Generale Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei – è una questione di diritti e di doveri. Finora la possibilità di riconoscimento ha riconosciuto maggiormente, scusate il gioco di parole, i diritti che abbiamo. E questa è stata una limitazione che ha creato una discussione e una comprensione anche negativa di quanto stava succedendo”, alla luce di una fruizione anche utilitaristica della cittadinanza che però ha riguardato solo alcuni casi. La Vice Segretaria Generale ha inoltre ricordato il prezioso contributo dato al Sistema Italia dai nostri connazionali grazie alla fruizione dei buoni prodotti italiani. Magione, dopo aver rilevato che la questione dei “cervelli in fuga abbia finito per oscurare l’antica storia dell’emigrazione italiana,  ha segnalato il rischio che l’Italia possa creare un mondo di apolidi di origine italiana che non abbiano la possibilità di essere cittadini. Nel suo intervento Ricardo Merlo, Presidente del Maie e consigliere del Cgie, ha sottolineato come la nuova legge sulla cittadinanza, proprio in un momento di forte calo demografico in Italia, riduca la possibilità per i discendenti nati all’estero di acquisire la cittadinanza italiana. Merlo, pur riconoscendo la necessità di modificare la precedente legge sulla cittadinanza, ha evidenziato però come questa nuova norma non tenga in considerazione la storia di tanti emigrati all’estero che hanno molto aiutato l’Italia. L’ex Sottosegretario ha infine segnalato la presentazione da parte del deputato Tirelli del Maie di un disegno di legge volto a migliorare l’attuale normativa sulla cittadinanza. Dal canto suo Delfina Licata, ricercatrice e curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, ha spiegato come il RIM cerchi di descrivere quelle persone migranti che dovrebbero essere al centro della politica, anche in considerazione del fatto che la situazione della mobilità italiana è ad oggi poco conosciuta. Licata ha inoltre sottolineato come l’Italia sia un Paese di mobilità plurima dove l’immigrazione e l’emigrazione non si sono mai fermate, facendo vivere al nostro Paese un’epoca migratoria fluida. La ricercatrice ha anche evidenziato come non si possa parlare solo di “cervelli in fuga”, poiché il 66% delle persone che oggi vanno all’estero possiedono un titolo di studio medio- basso. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Benedetto Della Vedova , Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati. “Sono rimasto molto stupito quando è arrivato il decreto legge sulla cittadinanza.  – ha affermato l’ex Sottosegretario agli Esteri  – Sapevo che c’era materia su cui intervenire, c’erano alcune norme che non potevano andare avanti così, ma si è passati dal niente al tutto”. Della Vedova ha anche  rilevato come, a fronte della crisi demografica italiana che i politici fingono di non vedere, le nuove regole restrittive sulla cittadinanza per gli italiani all’estero impongano una riflessione che consenta di rimediare alla scelta fatta. (Nicolina Di Benedetto- Inform)

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Vancouver. Orecchiette griffate alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

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img 4498Dalla Puglia a Vancouver: giovedì 20 novembre, nel quadro degli avvenimenti della “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, la missione gastronomica ed educativa di Chef Daniele Caldarulo (a sinistra nella foto) e del Mastro Pastaio Pasquale Allegretta ha riunito un pubblico di appassionati e di addetti ai lavori presso il ristorante “Carlino” in downtown  Vancouver per una dimostrazione seguita da un assaggio.

Caldarulo viene da una tradizione familiare di ristorazione di alto livello, ha frequentato il programma culinario alll’Hospitality and Catering Institute di Bari, ha girato per l’Europa e ha lavorato a Londra al celebre “Le Terrazze.” Tornato a Bari, ha aperto il ristorante “Black and White” e ha consolidato la sua fama con una serie di trasmissioni imperniate sulla gastronomia. Nel 2018 ebbe l’onore di cucinare per Papa Francesco. Adesso gestisce a Bari il suo ristorante “Bocca Mia- Gastronomia Mediterranea.” Pasquale Allegretta, nato a Molfetta, ha anche lui studiato all’Istituto “A. Perotti” di Bari e in seguito ha lavorato in ristoranti a cinque stelle in Italia e paesi esteri. È lo Chef Esecutivo del Ristorante “Regina Bona Sforza” di Palo del Colle, e collabora come consulente con la ditta “Il Mastro Pastaio” e con Maison Swisse Group Lika di Zurigo.

Dopo il discorso di benvenuto pronunciato da Ilaria Baldan, Direttrice della Italian Chamber of Commerce in Canada-West che ha organizzato  l’evento, i due esperti hanno dato una dimostrazione pratica della preparazione di due piatti tradizionali pugliesi, i panzerotti e le orecchiette. Ricette classiche, sì certamente, ma rivisitate con tecnica e sofisticazione contemporanee. Sul tavolo degli invitati sono stati serviti panzerotti dal gusto intenso e allo stesso tempo delicato, fritti con sapienza in modo da risultare lievi e croccanti, orecchiette immerse in una elegante, vellutata fusione di vari ingredienti diversi ma talmente bene amalgamati da acquisire una identità nuova, sormontate da una nuvola di crema di burrata, il tutto accompagnato da Chardonnay  e di Verdeca Puglia Bianco Botromagno.

unnamedAbbiamo avviato una breve conversazione con Chef Caldarulo e Mastro Pastaio Pasquale Allegretta, centrata sul movimento di recupero delle tradizioni culinarie classiche pugliesi,e  su l’uso di ingredienti freschi reperiti entro il territorio locale, una tendenza che sta ritornando ad occupare la dovuta importanza in Italia dopo vari anni di “sperimentazione” o, come piú accuratamente precisa Caldarulo, di incroci e “contaminazioni” con altre culture gastronomiche. Caldarulo si dedica alla cucina mediterranea tradizionale, alle ricette classiche, alla lavorazione a mano con cura artigianale, e infatti ha condiviso con il pubblico due ricette tramandate in famiglia da un paio di generazioni. Lo stile delle sue creazioni gastronomiche è ancorato alla tradizione ma anche vivificato da dall’uso creativo di ingredienti e tecniche di preparazione. Per tutti e due gli esperti questa è stata la loro prima visita a Vancouver, ma ci auguriamo di vederli ancora come ambasciatori della migliore cucina italiana e pugliese.

Un intervento di Celso Boscario, Presidente della ICCCW ha concluso il simpatico avvenimento, organizzato in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia, il Ristorante Carlino e OpportunItaly.