Stati Uniti, X Settimana della Cucina Italiana nel Mondo: eventi nella circoscrizione di Los Angeles

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settimana cucina italiana ambscita italia a praga image 166x223In occasione della 10ª edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles presentano una serie di eventi esclusivi dedicati alla promozione della cultura gastronomica italiana, con il tema di quest’anno: “Italian Cuisine: Between Health, Culture, and Innovation”. “La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è un’occasione unica per celebrare e condividere con il pubblico del Sud della California l’eccellenza e la creatività della tradizione gastronomica italiana. È anche un momento per sottolineare il ruolo del cibo italiano nella cultura, nella salute e nell’innovazione culinaria”, ha dichiarato Raffaella Valentini, Console Generale d’Italia a Los Angeles. La manifestazione, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si svolge in tutto il mondo per valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane e rafforzare la candidatura della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, i cui esiti saranno annunciati a dicembre 2025. Tra i principali partner della Settimana a Los Angeles figurano Accademia Italiana della Cucina, Eataly, Giallozafferano e il La Jolla Institute for Immunology, che collaborano a eventi innovativi e interattivi, unendo cucina, scienza e cultura. La cena inaugurale – “Un viaggio in Piemonte” – si è svolta il 17 novembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia e ha visto protagonista Aurora Cavallo – Cooker Girl, Ambassador GialloZafferano US, socia e creator di Zenzero Talent Agency. Nel corso della serata, la giovane chef ha interpretato in chiave contemporanea alcuni piatti iconici piemontesi, valorizzando le eccellenze territoriali in un racconto gastronomico che coniuga creatività, sostenibilità e identità italiana.Il 18 novembre, Classe di cucina da Eataly Los Angeles con la Chef e influencer Aurora Cavallo, conosciuta come “Cooker Girl”, per scoprire tecniche e sapori della cucina piemontese. Oggi 20 novembre, l’Istituto di Immunologia di La Jolla (San Diego) , il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles celebrano scienza e cucina italiana. Evento presso Jolla Institute for Immunology introdotto dal Prof. Alessandro Sette, celebre immunologo italiano recentemente insignito dell’onorificenza Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e seguito da una conversazione con la Dott.ssa Sonia Sharma, Direttrice del Center for Sex-based Differences in the Immune System; il Dott. Jacopo Annese, Fondatrice e Direttrice Esecutiva del Brain Observatory; e lo chef Pietro Gallo del ristorante Civico 1845 collocato nella storica Little Italy di San Diego. Discussione moderata dalla Dott.ssa Clarissa Ceruti, Direttrice Esecutiva di ISSNAF. Domani 21 novembre , alle ore 19 , presso il Ristorante “Il Piccolo”, Santa Monica, Los Angeles, la Delegazione di Los Angeles dell’Accademia Italiana della Cucina presenterà una cena esclusiva dedicata al tema della Settimana: “La cucina italiana tra salute, cultura e innovazione.” Lo chef stellato Antonio Murè delizierà gli ospiti con un menu degustazione ideato appositamente per l’evento, un percorso di sapori che unisce tradizione e creatività. Durante la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, otto punti vendita selezionati in California e Las Vegas (v. elenco su conslosangeles.esteri.it) ospitano degustazioni di olio extravergine di oliva biologico europeo, nell’ambito del Progetto Ecceamerica, cofinanziato dall’UE e promosso da UNAPROL e CAP. I visitatori potranno scoprire la qualità, la sostenibilità e l’autenticità degli oli, partecipare a degustazioni e consultare il ricettario digitale Ecceamerica. (Inform)




Al Senato l’incontro “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro. Borghi e nuove economie”

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foti tua stabile fla tax immagine1Si è svolta oggi presso la sala Caduti di Nassirya del Senato la conferenza stampa sul tema “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro. Borghi e nuove economie”. La flat tax al 7% è uno strumento fiscale, già attivo nel nostro Paese, dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale. Una misura che può diventare un volano per i quei territori, dal momento che è stata pensata per contrastare lo spopolamento e attrarre nuove energie, soprattutto tra i nostri connazionali all’estero. Una leva di crescita e rilancio utile e funzionale per quella vasta area, rappresentata dal cratere sisma 2016, che ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, è compresa tra le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria ed è composta da 138 comuni. Al fine di promuovere la diffusione di questo strumento, in particolare presso la vasta platea dei cittadini italiani all’estero, già lo scorso mese di aprile era stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Commissario Castelli, e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Quello di oggi è stato un nuovo, ulteriore, appuntamento teso a consolidare l’impegno assunto.  L’incontro è stato introdotto e moderato dal giornalista Francesco De Palo che ha ricordato come in Italia i borghi, così intrecciati al senso di cultura e di nazione, abbiano una straordinaria importanza. Nel suo intervento il senatore Roberto Menia,  Responsabile dipartimento Italiani nel mondo di Fratelli d’Italia, ha rilevato come spesso non venga percepito il vero valore dell’italianità all’estero, un concetto di nazione operante e vivente che va aldilà del tempo e dello spazio.  Menia ha poi sottolineato come con la nuova legge sulla cittadinanza  “ si sia voluto rafforzare il valore della cittadinanza collegato ad un legame oggettivo e riconoscibile”, nonché porre fine ad un fenomeno spiacevole ovvero,  l’acquisizione di questo diritto della da parte di persone che nulla avevano a che fare con l’Italia, a parte qualche lontano avo, e che confondevano la cittadinanza con il solo possesso di un passaporto. “Su questo – ha proseguito Menia – si è intervenuto legando il principio della cittadinanza alle due generazioni. Ricordo inoltre che sono stati presentanti due emendamenti , a mia prima firma e con il gruppo di Fratelli d’Italia. Il primo consente agli oriundi italiani che scelgono di stabilirsi  2 anni nel nostro Paese con un rapporto di lavoro, di ottenere la cittadinanza italiana. Prima questa permanenza era di tre anni.  Questo serve sostanzialmente a riportare popolazione d’origine italiana verso i nostri borghi  spopolati”. “Un altro emendamento approvato – ha aggiunto il Senatore – è quello che consente ai discendenti di cittadini italiani che vivono in paesi di storica emigrazione di far rientro in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote del decreto flussi”.  Per quanto riguarda l’iniziativa odierna Menia ha affermato: “Si tratta di un’iniziativa lodevole che sostengo e incoraggio con convinzione. L’obiettivo mio, del mio partito e del Governo e quello di promuovere e facilitare il ritorno dei cittadini di origine italiana nel nostro Paese e, in particolare, in quei borghi di cui si parla oggi. Nella consapevolezza del quadro italiano attuale, che vede un progressivo invecchiamento della popolazione e lo spopolamento di molte aree interne, strumenti come la Flat Tax si aggiungono alle azioni di contrasto che stiamo adottando, anche attraverso la Legge di bilancio. Stare al fianco delle nostre famiglie e riportare in Italia persone che hanno origini e valori comuni sono due facce della stessa strategia”.   Rispondendo ad una domanda di una giornalista venezuelana sulle difficoltà burocratiche incontrate dai lavoratori venezuelani presenti in Italia, Menia si è soffermato sulla difficile situazione della comunità italiana in Venezuela a causa del regime di Maduro. Una collettività che si è molto ridotta. Sulla questione posta il senatore ha sottolineato la necessità di superare i vincoli burocrati per aitare questa comunità ricca di professionalità e in definitiva anche noi stessi. Dal canto suo il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha rilevato.  “La flat tax rappresenta un importante tassello nell’ambito di quella strategia di riparazione economica e sociale che stiamo mettendo in campo grazie alla stretta collaborazione con il Governo, le Regioni e i Comuni. Al fine di rivolgerci alla vasta rete di comunità degli italiani residenti all’estero, che rappresenta un patrimonio per il nostro Paese, la collaborazione con il CGIE è assolutamente funzionale e strategica”. “L’Appennino centrale – ha aggiunto – custodisce un patrimonio, frutto dell’opera della natura e dell’uomo, che non ha eguali. Valorizzare questo potenziale è un nostro dovere nella consapevolezza che, sotto il profilo della qualità della vita, questi territori offrono standard di assoluto livello”. Castelli ha poi rilevato come il rapporto con il Cgie sia nato per rendere conosciuta e praticata questa norma sulla flat tax , a chi percepisce la pensione ed è residente all’estero da almeno 5 anni e vuole trasferire la sua residenza all’interno di uno dei comuni del cratere.  “La norma – ha spiegato il Commissario – assicura per dieci esercizi consecutivi questa flat tax al 7% sul patrimonio e sui redditi che si originano all’estero. Quindi noi siamo qui per rendere ancora più sistematica questa azione, che va a convalidare la strategia nazionale e a dare una mano per il ripopolamento delle zone colpite.  Coloro che tornano saranno importanti per la creazione di un tessuto economico”.   “L’auspicio –  ha concluso Castelli – è che attraverso il Cgie ci siano sempre più persine a conoscenza di tutto questo e per le quali il ritorno sia più conveniente e suggestivo”.  Giuseppe Stabile, Vicesegretario Generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord ha sottolineato: “Strumenti come la flat tax al 7% per chi percepisce pensioni estere dimostrano un modello virtuoso che può diventare nazionale. La rinascita locale è l’infrastruttura di quella nazionale: ripopolare i territori con persone e attraverso adeguati investimenti significa rivitalizzare il Paese, rafforzare l’economia, ampliare la base fiscale e aumentare la domanda di servizi. La parola chiave è capillarità: ogni persona che lascia l’Italia porta con sé un frammento del Paese e ogni ritorno è una ricchezza”.

“Ho sentito il bisogno di guardare a questa questione in modo diverso, – ha spiegato Stabile – perché ogni persona che lascia l’Italia porta con se e una parte del suo paese e ogni ritorno possibile è una ricchezza per l’intera Nazione. L’ho pensato prima come cittadino che vive fuori dalla patria, poi come esponente del Cgie. La scintilla operativa è scoccata quando l’amico Castelli ha chiesto di collaborare per valorizzare la misura della Fla Tax al 7% a favore di coloro che ricevono una pensione estera”. Stabile ha poi segnalato come in una recente Assemblea della Commissione Continentale Europa del Cgie sia emerso come l’Italia sia oggi la prima destinazione mondiale dei pagamenti pensionistici tedeschi all’estero. “Parliamo – segnala il Vice Segretario generale – di oltre 348.000 pensioni versate a beneficiari in Italia. Ora immaginiamo quanto questo numero potrebbe aumentare, moltiplicandolo per il resto dei Paesi del mondo, se sapessimo costruire una relazione più matura fatta non solo di risorse economiche e contributi a fondo perduto, ma di idee lungimiranti, di investimenti e competenze che tornano al nostro Paese”. Per Stabile inoltre dopo anni di diagnosi sulle cause e gli effetti dell’espatrio è giunto il momento della proposta di cura. “Per quanto di mia competenza – ha rilevato Stabile – il primo passo è stato quello di progettare un repertorio nazionale condiviso, una sorta di archivio unico che raccolga e renda facilmente accessibili tutte le misure sul rientro Quelle nazionali, ragionali e locali dedicate all’attrazione dei connazionali che desiderano ritornare investire o trascorrere in Italia la propria vita. Un repertorio che parli un linguaggio semplice non in buorocratese e che permetta a chi vive all’estero di conoscere con chiarezza gli strumenti esistenti e come usarli. Poi dobbiamo lavorare per migliorare le misure già in vigore con proposte concrete basate su confronti e modelli internazionali”. Il Vice Segretario Generale ha inoltre segnalato di aver messo a disposizione delle istituzioni quattro contributi frutto di un approfondimento personale: una nota tecnica sul decreto per il rientro dei discendenti italiani con l’ampliamento dei motivi di ingresso per lavoro autonomo, imprese e pensionati; una integrazione del ddl sulla semplificazione edilizia che propone tempi certi per le autorizzazioni e una corsia preferenziale per chi rientra o investe nei borghi italiani; un’integrazione per coordinare  la flat tax alla legge sull’immigrazione e una proposta di riforma della golden tax. “Da oggi – ha concluso Stabile – vogliamo cominciare a costruire le ragioni per cui vale la pena ritornare”. (Lorenzo Morgia – Inform)

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Silli: «Relazioni con il Messico eccellenti e in crescita»

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silliforumpuntovert«Le relazioni Italia-Messico sono eccellenti e in costante crescita, con un notevole potenziale di rafforzamento in termini di investimenti e scambi commerciali su cui il governo italiano sta convintamente lavorando».

Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Giorgio Silli, intervenuto, su delega del ministro Antonio Tajani, nella sede di Unioncamere a Roma, all’apertura della seconda edizione del Business & Investment Forum Mexico-Italia, evento organizzato dalla Camera di commercio del Messico in Italia (CaMexItal) in collaborazione con l’ambasciata del Messico e Unioncamere.

Il sottosegretario ha ricordato la recente missione in Messico del ministro Tajani. Il Messico è, ha spiegato, un socio strategico per l’Italia: primo mercato di sbocco in America Latina per le esportazioni italiane, che hanno chiuso il 2024 a 6,6 miliardi di euro su un interscambio che ha superato gli 8 miliardi, e porta di accesso privilegiata verso Nord e Sud America per le imprese italiane, i cui investimenti diretti hanno superato i 7 miliardi di euro.

«In questa prospettiva di forte complementarità economico-industriale, il governo» —si legge in una nota— «auspica poi che anche l’Italia sia, per le imprese messicane, una piattaforma strategica di accesso verso l’Europa. Per tutte queste ragioni il Messico rientra tra le priorità del Piano d’Azione per l’Export, fortemente voluto dal ministro Tajani nell’ambito della strategia della diplomazia della crescita».

Foto: aise.it

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Conferenza Internazionale dell’Italofonia, Maria Chiara Prodi (CGIE): La sinergia tra le istituzioni e le comunità all’estero rappresenta una ricchezza straordinaria

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italofonia prodi immagine18Nel corso della Tavola rotonda “Italofonia come comunità di valori e dialogo” svoltasi nell’ambito della Conferenza Internazionale dell’Italofonia ha preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “Delle volte in Italia – ha affermato la Segretaria Generale – noi siamo capaci di grandi intuizioni e poi ci dimentichiamo di essere stati degli innovatori. Ecco allora voglio segnalarvi che nel 2026 festeggeremo 40 anni dall’istituzione dei Comites, ovvero il primo livello di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, In qualsiasi circoscrizione consolare ci siano almeno 3000 connazionali, allora troviamo i Comitato degli Italiani all’Estero con un gruppo di volontari eletti. I Comites poi eleggono i rappresentanti del Consiglio generale degli italiani all’estero, un organismo che compirà 35 anni e che rappresenta le nostre comunità nel mondo presso tutti coloro che mettono in atto delle politiche per gli italiani all’estero”. Prodi, dopo aver sottolineato l’importanza di mettere la diaspora italiana al servizio delle relazioni internazionali del nostro paese e della promozione della lingua e della cultura italiana, ha segnalato l’interesse di Kaja Kallas, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per la trasmissione del senso di cittadinanza europea attraverso le diaspore fuori dall’Unione Europea. “Noi abbiamo avuto questa grande capacità – ha aggiunto Prodi – di istituzionalizzare le comunità all’estero e l’abbiamo fatto proprio per cercare di renderle attive e operative rispetto alle nostre istituzioni di tutti i livelli, ovvero non solo il Parlamento o il ministero ma anche i comuni, le regioni. E è proprio questa sinergia tra le istituzioni e le comunità all’estero in tutta la loro diversità che fa questa ricchezza straordinaria”. La Segretaria Generale ha poi sottolineato come la legge sui Comites di 40 anni fa abbia permesso di avere informazioni su eventuali problematiche o fattispecie positive delle varie aree del mondo e di avviare di concerto progetti specifici. “Penso che la lingua e la cultura – ha poi rilevato Prodi – siano proprio quegli strumenti che possono dare nuovo slancio anche di partecipazione e di educazione alla pace e alla convivenza, come è stato ricordato da quasi tutti questa mattina.. Per quanto riguarda l’incontro odierno – ha continuato il Segretario Generale – pensavo all’immagine dei cerchi concentrici: i cittadini italiani che vivono in Italia, i cittadini italiani che vivono all’estero, poi quelli che sono appunto italofoni e che imparano la nostra lingua e si aggiungono al cerchio precedente attraverso l’amore per la lingua, fino ai famosi italici evocati da Piero Bassetti, coloro che amano la cultura italiana magari senza conoscere la nostra lingua. Avere questa immagine per me è molto promettente perché abbiamo cerchi concentrici che si alimentano nelle relazioni gli uni con gli altri, in una idea di complessità, complementarietà, collaborazione e sinergia che probabilmente può essere veramente una chiave di successo e di collaborazione dal punto di vista progettuale. Ecco, io credo – ha aggiunto Prodi – che una giornata come quella di oggi ci dia uno slancio verso obiettivi a cui tendere tutti insieme, attraverso strumenti di collaborazione che tengano a mente le specificità di ciascuno”. “In questo ambito vorrei veramente invitarvi – ha poi aggiunto la Segretaria Generale – a guardare il potenziale degli italiani all’estero come immediatamente disponibile, intrecciato con le altre comunità e i potenziali italofoni”. Dopo aver ribadito l’importanza di uno spazio istituzionale per una diaspora che comunque oggi è molto cambiata grazie alla facilità di viaggiare e alle nuove tecnologie di comunicazione, Prodi ha evidenziato: “dopo 40 anni siamo ancora capaci di essere un progetto innovativo e di esempio per il mondo. Vorrei incoraggiare anche chi magari ha diaspore inferiori alla nostra – che raggiunge ormai 7 milioni e 300 mila persone, quindi il 12% della popolazione italiana – di muoversi in questa direzione perché veramente in questo mondo interconnesso e complesso le persone in mobilità sono poi quelle che spesso hanno anche uno sguardo di costruzione di un mondo di pace, Nell’esperienza migratoria – ha concluso la Segretaria Generale – c’è grande prospettiva e penso che sia un contributo del quale non si possa fare a meno. Un’esperienza che mettiamo al servizio delle istituzioni”. (Nicolina Di Benedetto- Inform)




AIRE, sanità e “rientri strategici”: la verità sulla zona grigia che nessuno vuole affrontare

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Negli ultimi giorni, dopo l’avvio della discussione parlamentare sulla proposta di legge che imporrebbe 2.000 euro l’anno agli italiani iscritti all’AIRE residenti in Paesi extra-UE per poter accedere al Servizio Sanitario Nazionale, è esplosa una domanda molto semplice e molto scomoda:

«E se rientrassi in Italia, riprendessi la residenza, mi facessi curare,
e poi tornassi all’estero senza reiscrivermi all’AIRE?»

È la domanda che circola nelle chat degli italiani in America Latina, Africa e Asia. Una domanda che nasce dalla paura di una misura percepita come punitiva nei confronti di chi vive in Paesi dove gli stipendi medi sono di poche centinaia di dollari al mese.

Ma questa domanda merita una risposta onesta, non ideologica.

La residenza “di ritorno”: un’area grigia che esiste davvero

La legge italiana è chiara: per essere residenti bisogna avere dimora abituale in Italia.
Eppure, nella pratica, migliaia di persone rientrano ogni anno per:

  • operazioni programmate,
  • visite specialistiche,
  • cure oncologiche,
  • riabilitazioni,
  • o per ottenere farmaci molto costosi.

Una volta riacquisita la residenza, si rientra automaticamente nel SSN e si ha diritto a tutte le cure necessarie, senza ticket aggiuntivi.

Questo accade perché il sistema sanitario italiano non è un’assicurazione privata:
non chiede “prova di presenza”, non controlla quanto tempo vivi davvero nel Paese, non revoca retroattivamente le prestazioni già erogate.

Dopo le cure, molti ripartono. E il sistema non se ne accorge.

Il punto centrale, il vero nodo politico, è questo:

Se ricevi cure mentre sei residente, quelle cure rimangono valide anche se dopo riparti e non torni più.

Il massimo che può accadere, a distanza di mesi:

  • il Comune ti cancella la residenza perché non ti trova;
  • l’ASL chiude il medico di base per irreperibilità;
  • oppure ti arriva una comunicazione che ormai non leggerai nemmeno, perché vivi all’estero.

Ma:

Le cure già ricevute non vengono annullate.
Nessuno ti chiede indietro visite o interventi ordinari.
Non esiste un recupero automatico dei costi.

Solo in casi eccezionali (trapianti, oncologia avanzata, interventi costosissimi) l’ASL può attivare accertamenti – ma riguarda numeri microscopici.

La verità, scomoda per lo Stato, è che il sistema non ha strumenti per impedire che questo accada.

Perché la proposta della quota annuale è nata?

Proprio perché migliaia di italiani nel mondo già utilizzano questa “zona grigia”.

Il legislatore vede:

  • chi rientra per operarsi,
  • chi sfrutta la residenza temporanea,
  • chi dopo le cure riparte.

E quindi tenta una misura rigida e generalizzata:
far pagare 2.000 euro l’anno a tutti gli italiani AIRE dei Paesi extra-UE.

Una sorta di “assicurazione obbligatoria” retroattiva.

Ma questa proposta ignora completamente due realtà:

1. Gli stipendi nei Paesi extraeuropei

In Repubblica Dominicana, come in gran parte dell’America Latina, uno stipendio comune oscilla fra 200 e 500 dollari al mese.
Non esiste possibilità concreta di pagare 2.000 euro all’anno.

2. La mobilità reale degli italiani nel mondo

Molti vivono all’estero, ma la loro “casa di cuore”—e spesso la loro unica possibilità sanitaria per malattie serie—rimane l’Italia.

Un rischio politico: colpire i più deboli, non i furbi

Chi già “approfitta” della residenza di ritorno continuerà a farlo: basta rientrare per qualche mese, riattivare la residenza, curarsi e poi ripartire.

Chi invece verrebbe punito dalla quota annuale?

  • i pensionati in America Latina,
  • i lavoratori a basso reddito,
  • gli italiani che vivono in Paesi con sanità carente,
  • chi ha malattie croniche e non può permettersi assicurazioni private.

La vera stortura è che si tenta di colpire un fenomeno complesso con un martello invece che con un bisturi, creando una nuova ingiustizia invece di risolvere quella precedente.

La domanda finale è politica, non burocratica

Lo Stato italiano vuole davvero spingere milioni di cittadini AIRE:

  • a rientrare “di corsa” per non pagare?
  • a cancellarsi temporaneamente dall’AIRE?
  • a tornare residenti solo per non essere tassati per la sanità?

O vuole creare una sanità a pagamento solo per gli italiani all’estero più poveri?

Perché, tolte le parole, questa legge rischia di fare proprio questo.

Il dibattito non può ignorare la realtà:

La residenza temporanea per cure esiste.
Il SSN non revoca cure già erogate.
Chi non potrà pagare cercherà comunque soluzioni alternative.
Una tassa fissa di 2.000 euro colpirebbe i più deboli, non i “furbi”.

Se l’Italia vuole davvero tutelare i suoi cittadini nel mondo, deve costruire un sistema equo, sostenibile e moderno, non punitivo.

Perché gli italiani all’estero non sono un costo:
sono una risorsa che lo Stato non può permettersi di perdere

 




Italiani all’estero e cittadinanza, domani il Maie presenterà una proposta di legge

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maie 2 615x223Si terrà mercoledì 19 novembre, alle ore 19, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la presentazione della proposta di legge targata MAIE depositata in Parlamento dall’On. Franco Tirelli, deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

Il testo, che verrà illustrato in conferenza stampa, propone alcune importanti modifiche alla legge di cittadinanza ius sanguinis. Oltre all’On. Tirelli, interverranno Ricardo Merlo, presidente Maie, il Sen. Maie Mario Borghese e il coordinatore Maie per le Americhe, Antonio Iachini. (Inform)




Costa Rica, il Paese più felice del mondo… dove i pensionati aspettano in silenzio il proprio denaro

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imagen de whatsapp 2025 11 17 a las 14.17.19 3c6cd7eaLa Costa Rica ama presentarsi al mondo come “il Paese più felice del pianeta”, un luogo di pace, natura e sorrisi.
E noi, italiani che viviamo qui, lo confermiamo con gratitudine e affetto: questo Paese è davvero meraviglioso, popolato da persone gentili e ricco di valori umani che ammiriamo profondamente.

Tuttavia, ci sono momenti in cui la felicità sembra fermarsi sulla soglia delle istituzioni pubbliche.
Dall’inizio di novembre, il Banco Nacional de Costa Rica (BNCR) si trova ad affrontare un “problema tecnico temporaneo” che ha causato la sospensione di numerose trasferenze internazionali, tra cui le pensioni di decine di cittadini italiani residenti nel Paese.

Secondo la comunicazione ufficiale emessa dallo stesso banco il 17 novembre (BNCR-SJG081-2025), l’istituto sta “lavorando in modo prioritario e ininterrotto per normalizzare il servizio”.
Ma la realtà è che, a 17 giorni dall’invio delle pensioni, molti non hanno ancora ricevuto il denaro sui propri conti.

Da Italodescendientes.com, in coordinamento con il COMITES della Costa Rica, l’ente governativo italiano che rappresenta ufficialmente la collettività italiana nel Paese, ci siamo rivolti al Banco Nacional per chiedere spiegazioni.
La risposta del banco è stata chiara, ma allo stesso tempo inquietante:

“Tranquilli, i soldi sono lì.”

Il problema è che, mentre “i soldi sono lì”, i pensionati non possono pagare i propri medicinali, l’affitto o il cibo, perché molti vivono esclusivamente della loro pensione mensile.
E nel frattempo, le carte di credito accumulano interessi, i mutui generano chiamate automatiche di sollecito, e le bollette continuano ad arrivare, senza tregua né comprensione.

Ciò che sorprende ancor di più è il silenzio dei media:
nessun giornale ha parlato del caso,
nessun telegiornale ha chiesto cosa stia realmente accadendo,
come se affrontare un malfunzionamento di una banca statale fosse un argomento tabù.

E non si tratta solo di italiani: anche cittadini costaricensi risultano colpiti dallo stesso problema.
Il malcontento cresce, ma in silenzio, perché nessuno vuole disturbare “la banca felice del Paese più felice del mondo”.

Il COMITES sta raccogliendo i dati di tutti i pensionati coinvolti, con l’obiettivo di presentare un rapporto ufficiale alle autorità italiane e agli organismi di vigilanza finanziaria costaricensi (SUGEF e CONASSIF).

Nel frattempo, il silenzio istituzionale continua, e la storia sembra ispirata ai tre scimmioni saggi:
non vedo, non sento, non parlo.
Solo che, questa volta, chi tace non è saggio, ma responsabile.

 

 

 




Avviato l’esame della proposta sull’assistenza sanitaria per i cittadini Aire residenti in Paesi extra Ue che non aderiscono all’EFTA

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aula panoramica gif w485 h1 485x223E’ stata avviato e poi rinviato al 18 novembre l’esame nell’Aula delle Camera dei Deputati della proposta di legge Di Giuseppe (Fdi – ripartizione America settentrionale e centrale) e delle abbinate proposte di legge a prima firma Di Sanzo (Pd- ripartizione America settentrionale e centrale) e Onori (Azione – ripartizione Europa) e altri volte a modificare della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio”.

Nel suo intervento il relatore Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia) ha ricordato che il dato comune a tutti i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero è che essi devono iscriversi all’Aire entro e non oltre 12 mesi dal trasferimento. Ad oggi, si riscontra una disparità di trattamento tra gli iscritti all’Aire, a seconda che essi risiedano in Paesi dell’Unione europea e in Stati aderenti all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), per i quali si mantiene la copertura sanitaria in Italia, ovvero in Paesi terzi, per i quali non sempre esiste una convenzione sanitaria stipulata con l’Italia.

L’attuale normativa in vigore, di cui al decreto del Ministro della Salute del 1° febbraio 1996, prevede che, in caso di rientro sanitario in Italia, il cittadino residente in Paesi extra UE e non aderenti all’EFTA con lo status di emigrato o titolare di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani, non avente una copertura assicurativa, abbia diritto gratuitamente alle prestazioni ospedaliere urgenti fino a un periodo massimo di 90 giorni. Tuttavia, il mancato possesso della tessera sanitaria, che certifica l’iscrizione del cittadino nell’Anagrafe nazionale sanitaria, rende la gestione operativa farraginosa per tutti gli ambiti della sanità nazionale.

Considerato, quindi, che la normativa attualmente in vigore, con la quale sostanzialmente si determina la perdita del diritto all’assistenza sanitaria per coloro che risiedono in un Paese extra UE e non aderente all’EFTA, costituisce un vero e proprio disincentivo all’iscrizione all’Aire, secondo il relatore la proposta di legge in discussione rappresenta un’opportunità rilevante per tutti i cittadini italiani regolarmente iscritti all’Aire, garantendo loro una continuità nella fruizione dell’assistenza sanitaria italiana.

Ciocchetti ha inoltre ricordato come, nel corso dell’esame del provvedimento presso la XII Commissione della proposta di legge di cui è primo firmatario Di Giuseppe, adottata come testo base, siano state abbinate due proposte di legge vertenti sulla stessa materia, presentate rispettivamente da altri due eletti all’estero come Di Sanzo e Onori. Si tratta, quindi, di un tema considerato rilevante a livello trasversale tra i gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. In sede referente sono state approvate dalla XII Commissione alcune proposte emendative, volte a modificare il testo rispetto alla versione originaria della proposta di legge, circoscrivendo la disciplina ivi prevista, per le ragioni anzidette, ai cittadini iscritti all’Aire che risiedono in Paesi non facenti parte dell’Unione europea e non aderenti all’EFTA.

Quindi ai sensi dell’articolo 1 del testo in discussione, viene novellata la legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, attraverso l’inserimento di una disposizione volta a prevedere che i cittadini iscritti all’Aire, residenti nei suddetti Paesi, vengano iscritti presso l’azienda sanitaria locale presente nel territorio, che raccoglie le loro schede individuali, o, in alternativa, presso l’azienda sanitaria locale competente per il domicilio di soggiorno. Nel testo si precisa inoltre che il rilascio della tessera sanitaria nazionale, valida sul territorio italiano, nei confronti degli utenti in oggetto, sarà subordinata al versamento del contributo che il successivo articolo 2 quantifica in 2.000 euro annui, non frazionabili. Dal relatore viene anche evidenziato come tale quantificazione sia stata determinata sulla base della spesa pro capite annuale che lo Stato italiano programma per la fruizione, da parte di ogni cittadino italiano, delle prestazioni sanitarie offerte dal Servizio sanitario nazionale. In particolare, la spesa programmata annualmente dallo Stato è calcolata secondo il criterio dei costi standard, di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo n. 68 del 2011, applicando a tutte le regioni italiane la spesa pro capite rilevata nelle regioni benchmark che per l’anno 2023 è pari circa a 2.000 euro. Si tratta quindi di un valore medio, la cui congruità è stata accertata dalla Commissione bilancio che, sul provvedimento in esame, ha acquisito una relazione tecnica.

In accoglimento di una condizione posta nel parere della Commissione bilancio, all’articolo 2 è stato approvato un emendamento ai sensi del quale con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, l’ammontare del predetto contributo può essere adeguato annualmente tenendo conto dell’attività di monitoraggio e della variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente. Sempre all’articolo 2, si prevede che il mancato versamento del contributo comporti la messa in mora dell’utente e la conseguente sospensione dell’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale.

In tal caso, l’accoglimento di una nuova richiesta di accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale è subordinato al versamento dei contributi dovuti per il periodo intercorrente tra la sospensione e la nuova richiesta di accesso, maggiorati degli interessi legali. Inoltre, si prevede l’esonero dal versamento del contributo per i cittadini minorenni iscritti all’AIRE, residenti nei Paesi individuati dalla norma, nel caso in cui almeno un genitore o il tutore legale abbia richiesto il rilascio della tessera sanitaria.

Viene poi precisato che il contributo debba essere versato dai soggetti interessati mediante gli strumenti di pagamento previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 82 del 2005 (codice dell’amministrazione digitale), disciplinante i pagamenti con modalità informatiche. Ciocchetti  ha poi rilevato come l’articolo 3, rechi le disposizioni finanziarie, mentre l’articolo 4 detti le disposizioni finali. In particolare, esso rimette a un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, l’individuazione delle modalità attuative per l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale dei cittadini regolarmente iscritti all’Aire residenti in Paesi extra UE e non aderenti all’EFTA, nonché la definizione degli aspetti relativi al procedimento amministrativo correlato e all’attività di monitoraggio degli effetti derivanti dalla legge in esame.




Venezuela. La madre di Trentini al Governo: “Si è speso troppo poco per Alberto”. È in carcere da un anno

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trentini madre 1024x576“Fino ad agosto il nostro governo non aveva ancora avuto alcun contatto telefonico con il governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio”. Lo ha detto Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da 365 giorni in Venezuela, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano. “Voglio ricordare che a mio figlio è stato tolto un anno di vita. È un’ingiustizia di cui non sappiamo darci pace”, ha aggiunto.

PD SENATO: “UN ANNO DI SILENZIO DA PARTE GOVERNO, ALBERTO LIBERO ORA”

“Un anno senza Alberto, un anno di carcere in Venezuela, un anno di solitudine della sua famiglia, un anno di silenzio da parte del governo. Il quadro geopolitico non può essere un alibi per non fare l’impossibile per avere Alberto Trentini di nuovo a casa. Un anno come il primo giorno: Alberto libero. Ora”. Così le senatrici e i senatori del Partito Democratico nella Commissione Diritti Umani, Susanna Camusso, Cecilia D’Elia, Tatjana Rojc, Filippo Sensi, in occasione dei 365 giorni di prigionia in Venezuela di Alberto Trentini.




Messico. L’Ambasciatore Modiano: «Primo sì alla cucina italiana dall’Unesco»

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ambasciatoresettimanapuntovert«La Settimana della Cucina Italiana è un’iniziativa lanciata dieci anni fa dal Ministero degli Affari Esteri, che mette in risalto l’eccellenza della tradizione culinaria italiana attraverso un tema annuale. Quest’anno, il filo conduttore sottolinea gli aspetti della nostra gastronomia legati alla salute, alla cultura e all’innovazione».

Lo ha detto l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, durante l’evento principale della celebrazione presso l’Istituto italiano di cultura della capitale del Paese (Iic).

Il programma dell’edizione 2025 si è aperto il 3 novembre con la finale del Campionato messicano della pizza, è proseguito l’11 novembre con una conferenza stampa e uno show cooking dello chef ospite d’onore Francesco Bordone ed una giornata di eventi il giorno dopo nell’Istituto italiano di cultura, dedicati alla sostenibilità e conclusisi con un aperitivo preparato dagli chef Bordone e Vinod Sookar e accompagnato dal concerto di musica jazz del quintetto Sabor y Swing. Culminerà il 21 novembre con un incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Città del Messico, e il Museo del Cioccolato della capitale del Paese.

«Alla luce del primo sì» —ha detto il Capo missione— «della proposta di inserimento della nostra cucina nell’elenco dei patrimoni immateriali Unesco, un’onorificenza che il Messico vanta dal 2010, ritengo personalmente che, se esiste una gastronomia nel mondo che merita questo premio, è proprio quella italiana».

Le attività della serata del 12 novembre in Iic hanno avuto inizio con una masterclass impartita dallo Chef ospite d’onore a giovani studenti di alcune università gastronomiche messicane, a cui ha fatto seguito la conferenza scientifica dal titolo Saperi e sapori che alimentano un futuro sostenibile, con la partecipazione della professoressa Giovanna Rossi Márquez e il professor Cristian Aarón Dávalos Saucedo del Tecnológico Nacional de México, Instituto José Mario Molina Pasquel y Henríquez, e la professoressa Maria Itria Ibba, direttrice del Laboratorio di chimica e qualità del grano presso il Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo (Cimmyt), moderati da Roberto Marani, addetto scientifico dell’Ambasciata.

L’Iic ospita, inoltre, tre mostre: Food Heroes, un omaggio a chi lavora dietro le quinte della gastronomia —agricoltori, pescatori, trasportatori e produttori—, Sparkling Wine, che mette in luce l’importanza degli spumanti italiani e la loro storia, e Pellegrino Artusi: la ciencia en la cocina y el arte de comer bien, una mostra sull’autore che ha unificato la lingua e la tradizione culinaria italiana nel XIX secolo.

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