Canada. L’ambasciatore Cattaneo incontra la comunità italo-canadese in Ontario

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imagesNei giorni 4 e 5 ottobre 2025, l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, ha partecipato a incontri istituzionali e culturali con la comunità italo-canadese dell’Ontario.
La prima tappa è stata il gala annuale “President’s Ball” organizzato dalla Canadian Italian Business Professional Association (CIBPA) di Toronto, in occasione del 73° anniversario dell’associazione. Durante la serata, sei membri della comunità italo-canadese sono stati premiati per i loro contributi in diversi settori (impresa, cultura, professioni).
Il giorno successivo l’ambasciatore si è recato presso l’“Italian Centre” di Hamilton, dove ha avuto colloqui con autorità locali e ha assistito a un concerto d’arie d’opera, promosso da Festitalia come parte delle celebrazioni del 50° anniversario dell’associazione che promuove il patrimonio italiano.

Rilevanza per gli italiani in Canada
Questa iniziativa dimostra l’impegno diplomatico italiano per mantenere viva la rete delle comunità all’estero e rafforzare il senso di identità. Per molti italo-canadesi, è un’occasione per sentirsi ascoltati e riconosciuti, oltre che per consolidare legami culturali e professionali con la madrepatria.
Inoltre, eventi come questi offrono una piattaforma per discutere eventuali criticità pratiche: accesso ai servizi consulari, esigenze culturali, finanziamenti per iniziative italiane locali, programmi per giovani e famiglie, collaborazione con enti pubblici canadesi.

Possibili sviluppi e osservazioni
Potrebbero emergere proposte operative – ad esempio, maggior supporto consolare in zone meno servite, promozione della lingua italiana nelle scuole locali, incentivi per startup italo-canadesi.
Sarebbe interessante verificare se nei prossimi giorni verranno adottate iniziative concrete a seguito di questi incontri – per esempio bandi, fondi per progetti culturali o imprenditoriali.
In ogni caso, per i connazionali residenti in Ontario (o altrove in Canada), questa vicinanza istituzionale è un segnale positivo che può essere valorizzato da associazioni locali per chiedere supporti tangibili.




Legge sulla cittadinanza: riconoscimento per i figli dei nati italiani all’estero

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legge sulla cittadinanza riconoscimento per i figli dei nati italiani allesteroimmagine19Un recente e più accurato chiarimento del D. Lgs n. 36/2025, che riforma i criteri di riconoscimento della cittadinanza italiana per i figli degli italiani all’estero, prevede la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana per i figli nati all’estero da genitori che sono cittadini italiani per nascita, anche quando hanno altra cittadinanza al momento della nascita del figlio. Questa precisazione normativa è particolarmente rilevante per le famiglie della comunità italiana residente all’estero. Durante questi primi mesi dall’emanazione della legge, si era ritenuto che il possesso di una seconda cittadinanza potesse costituire un ostacolo al mantenimento o al riconoscimento di quella italiana. L’interpretazione chiarisce invece che il vincolo originario con l’Italia resta valido, purché almeno uno dei due genitori sia italiano per nascita.

Quello che di fatto cambia è il procedimento amministrativo di riconoscimento della cittadinanza per i figli nati all’estero di cittadini italiani per nascita che al momento della nascita del figlio detengono anche un’altra cittadinanza e non rientrano nelle eccezioni previste dalla normativa all’art. 1 comma 1: prima della nuova legge, si trattava di un mero atto di trascrizione della nascita effettuato dall’ufficiale di stato civile. Dopo la legge, per coloro che non soddisfano uno dei casi dell’art. 1 comma 1 ma sono cittadini italiani per nascita è ancora possibile trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli nati all’estero facendo una domanda di cittadinanza per beneficio di legge, secondo quanto previsto dall’art 1 bis e ter della nuova norma. Le ricerche e le analisi giuridiche che hanno portato a questa conclusione sono state condotte dal Consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), Carmelo Vaccaro, di concerto l’On. Toni Ricciardi, con i Consiglieri del CGIE Svizzera e in collaborazione con l’avv. Alessandra Testaguzza. Si è trattato di un lavoro lungo, complesso e basato sul confronto con esperti del settore, volto a eliminare le incertezze interpretative della Legge.

Da un quesito inoltrato al MAECI la risposta qui di seguito è inequivocabile:

“Nel merito, tenuto conto che la normativa citata nella sua lettera riguarda segnatamente l’acquisto della cittadinanza dei minori per beneficio di legge ( articolo 1, commi 1-bis e 1-ter del decreto-legge n. 36/2025), Le segnalo che i requisiti che la normativa prevede per le istanze relative a tale fattispecie, sono la cittadinanza straniera o l’apolidia del minore, la cittadinanza per nascita del padre o della madre ( che deve essere posseduta, a prescindere dalla naturalizzazione) e la dichiarazione di volontà dell’acquisto di cittadinanza, resa dai genitori o dal tutore.” “La relativa domanda deve essere presentata al consolato di competenza, richiedendo il formulario e la documentazione da allegare, entro e non oltre il 31 maggio 2026.”

La Legge rimane comunque uno strappo inatteso e una negazione degli sforzi fatti dagli italiani emigrati, per quanto questo chiarimento ne contenga parzialmente gli effetti negativi e la delusione degli italiani di seconda e terza generazione, che fino al 1992 hanno dovuto affrontare procedure lunghe e incerte per vivere e lavorare all’estero senza perdere la cittadinanza italiana.  La novità riguarda dunque la possibilità, per i figli di cittadini italiani per nascita, di poter trasmettere ai propri figli la cittadinanza italiana anche se, per motivi di integrazione nel Paese di residenza, hanno acquisito successivamente un’altra nazionalità. Di seguito verranno illustrati i punti principali.

Acquisto della cittadinanza da parte del minore straniero nato all’estero 

Secondo la nuova norma, i genitori di un bambino nato all’estero possono chiedere la trascrizione della nascita all’ufficio di stato civile del consolato nei seguenti casi:

  • se uno dei genitori o uno dei nonni piede esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del bambino
  • oppure se uno dei genitori ha avuto la residenza legale continuativa in Italia per almeno 2 anni dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e prima della nascita (o adozione) del figlio.

Quando il bambino nato all’estero invece non rientra nei due casi sopra, può acquisire la cittadinanza mediante dichiarazione dei genitori (o tutore) se almeno uno dei genitori è cittadino italiano per nascita. In questo caso non serve che la cittadinanza italiana del genitore sia esclusiva.

In sede di conversione in legge del decreto-legge n. 36/2025, infatti, sono state introdotte le Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana.

L’Art. 1-bis prevede che il minore, straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, diviene cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e la dichiarazione è presentata entro un anno dalla nascita del minore o dalla data successiva in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano.

(“Art 1-bis. Il minore straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, diviene cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e ricorre uno dei seguenti requisiti: 

  1. successivamente alla dichiarazione, il minore risiede legalmente per almeno due anni continuativi in Italia;

 la dichiarazione è presentata entro un anno dalla nascita del minore o dalla data successiva in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano. )

E’ stata inoltre prevista una norma transitoria (comma 1-ter dell’articolo 1 del decreto-legge n. 36/2025) per i minori di età alla data di entrata in vigore del decreto (che non avevano cioè compiuto i 18 anni al 24 maggio 2025) e che non avevano presentato la suddetta dichiarazione all’autorità consolare prima del 27 marzo 2025.

1-ter. ((Per i minorenni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, figli di cittadini per nascita di cui all’articolo 3-bis, comma 1, lettere a), a-bis) e b), della legge 5 febbraio 1992, n. 91, la dichiarazione prevista dall’articolo 4, comma 1-bis, lettera b), della medesima legge può essere presentata entro le 23:59, ora di Roma, del 31 maggio 2026.))

 Quindi in tali casi il minore, straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, anche se possiedono altre cittadinanze, diviene cittadina/o se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e la dichiarazione è presentata all’Ufficio consolare entro il 31 maggio 2026 per i bambini già nati prima dell’entrata in vigore della legge oppure entro un anno dalla nascita del bambino stesso.

Questo implica che la cittadinanza sarà riconosciuta da quando viene fatta la dichiarazione e non al momento della nascita.

I documenti richiesti per presentare la domanda e ottenere il riconoscimento.

– L’estratto dell’atto di nascita in originale in formato CIEC, ai fini della successiva trascrizione in Italia.

– Una copia dei documenti di identità e il certificato di residenza dei genitori e del minore.

– Di norma, lo status di cittadino per nascita del genitore risulta direttamente dalla documentazione già agli atti della sede consolare. Qualora ciò non fosse possibile, sarà necessario presentare anche un estratto per riassunto dell’atto di nascita del genitore, rilasciato dal Comune italiano di nascita o di trascrizione, e/o altra documentazione integrativa idonea ad accertarne la cittadinanza per nascita.

– In alcuni casi potrà essere richiesto anche l’estratto dell’atto di matrimonio dei genitori (se non ancora trascritto in Italia), oppure la dichiarazione di riconoscimento di paternità, nel caso di figli nati fuori dal vincolo matrimoniale.

Per maggiori informazioni, rivolgersi all’Ufficio cittadinanza del proprio Consolato di competenza.

Per la Circoscrizione Consolare di Ginevra apri questo link: https://consginevra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-straniero/cittadinanza/riconoscimento-a-figli/ (Carmelo Vaccaro-La Notizia di Ginevra/Inform)




Il MAIE si prepara al Congresso in Costa Rica e brilla a New York per il Columbus Day

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odoguardiDopo le tappe di Argentina e Brasile, il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) si appresta a vivere un nuovo appuntamento centrale per la sua crescita in America Latina. A novembre, infatti, sarà il Costa Rica a ospitare il Congresso MAIE, un evento atteso che consoliderà il percorso del Movimento nell’area centroamericana.

Secondo una nota diffusa dal MAIE, il coordinamento locale in Costa Rica ha saputo guadagnarsi negli ultimi anni la fiducia della collettività italiana, conquistando risultati significativi sia alle elezioni Comites sia a quelle Politiche. “Il MAIE è ormai un punto di riferimento riconosciuto per i connazionali del Paese”, si sottolinea nel comunicato.

Il vicepresidente del Movimento, Vincenzo Odoguardi, conferma: “Stiamo lavorando con grande entusiasmo al Congresso MAIE Costa Rica, grazie al contributo del coordinatore per il Centro America, Giuseppe Cacace, e della coordinatrice locale Paola Ceccon. Insieme stiamo preparando un evento che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza e il nostro radicamento nel territorio”.

Prima del congresso, però, il MAIE sarà protagonista anche negli Stati Uniti. Il prossimo 13 ottobre a New York, Odoguardi parteciperà al prestigioso Gala del Columbus Day, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità italoamericana. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Italiana fondata da Tony Di Piazza, vedrà la partecipazione di numerose realtà associative, tra cui la Società Polizzi Generosa di New York, rappresentata dal presidente Vincenzo Armano, da sempre vicina alle attività del Movimento.

Durante la serata verranno conferiti importanti riconoscimenti: Ernesto Madeo, sindaco di San Demetrio Corone (Calabria) e imprenditore, riceverà un premio per la sua opera di promozione del Made in Italy; Demetrio Albertini, ex calciatore della Nazionale, sarà premiato come Sportivo dell’Anno; infine, Paolo Mangia, presidente della Casa d’Italia di Miami, verrà insignito del Christopher Columbus Award per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana in Florida.

Due appuntamenti, quello di New York e quello di San José, che confermano la strategia del MAIE: essere presente nei luoghi chiave delle comunità italiane all’estero e rafforzare il senso di appartenenza e orgoglio nazionale.

 




Canada: allerta per i passaporti con genere “X” negli USA

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canadian passportIl governo canadese ha lanciato un avvertimento inusuale ai propri cittadini: chi viaggia con passaporti che riportano la designazione di genere “X” – utilizzata per persone non binarie – potrebbe incontrare problemi all’ingresso negli Stati Uniti.

Il Canada, pioniere nell’introduzione di questo indicatore, ha da anni garantito ai propri cittadini la possibilità di scegliere, oltre a “M” e “F”, anche la lettera “X”. Ma la normativa statunitense non è chiara e alcune autorità di frontiera continuano a non riconoscerla pienamente. Questo significa che ai varchi aeroportuali o terrestri alcuni viaggiatori potrebbero essere fermati, interrogati o addirittura respinti.

La notizia ha sollevato preoccupazione tra le associazioni per i diritti civili, che parlano di discriminazione velata e chiedono al governo americano una presa di posizione ufficiale. Intanto Ottawa consiglia ai cittadini interessati di informarsi prima del viaggio e, se possibile, di munirsi di documentazione aggiuntiva che attesti la corrispondenza tra la persona e il passaporto.

Per gli italiani all’estero che vivono in Canada o che viaggiano con questo tipo di documento, il messaggio è chiaro: meglio prepararsi a controlli più severi e prevedere tempi più lunghi in dogana. Per chi lavora tra Canada e Stati Uniti, il rischio è quello di subire ritardi o complicazioni nelle trasferte, un elemento che potrebbe incidere anche su affari e rapporti familiari.




Consulta Emiliano-Romagnoli: aumentano gli emiliano-romagnoli all’estero. In 3 anni finanziati 112 progetti con oltre 1 milione di euro

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logo consulta ernelmondo 615x223Sono sempre più numerosi gli emiliano-romagnoli che si trasferiscono all’estero. Dai 242.303 nel 2022 si è passati ai 265.103 nel 2024, con una crescita di quasi il 10%. Questo aumento è frutto soprattutto della partenza di molti giovani (18-34 anni) e giovani adulti (35-49) che si trasferiscono in gran parte in Paesi Europei (Regno Unito e Germania da sole assorbono il 25% delle partenze). Le partenze si registrano soprattutto dalle grandi città, contrariamente a quanto avveniva in passato, quando le grandi migrazioni interessavano in particolare le periferie. Oltre un milione di euro la cifra investita dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo – strumento della Regione Emilia-Romagna per l’attuazione degli interventi in favore dei concittadini all’estero – per i 112 progetti rivolti ai nostri concittadini che vivono all’estero. Attività a cui si sommano 30 borse di studio per un valore di oltre 50mila euro destinati a giovani di origine emiliano-romagnola per la frequenza del master in Relazioni internazionali Europa-America latina organizzato dall’Università di Bologna, sede di Buenos Aires. A queste borse di studio vanno aggiunti anche i 24 alloggi concessi agli studenti di origine emiliano-romagnola che vengono in Emilia-Romagna per corsi di studio.

È il quadro tracciato da Matteo Daffadà e da Elena Ugolini rispettivamente presidente e vicepresidente della Consulta, in commissione Parità e Cultura, presieduta da Elena Carletti. La commissione ha espresso parere favorevole al Piano triennale 2026-2028 degli interventi per gli emiliano-romagnoli all’estero, da cui emerge l’impegno a consolidare la rete associativa, valorizzare il ruolo degli emiliano-romagnoli all’estero e promuovere interventi a favore degli italiani emigrati che rientrano in Emilia-Romagna attraverso attività culturali, formative, di ricerca e informazione. I progetti verranno sostenuti attraverso specifici bandi, fra i quali Boomerang, che finanzia percorsi in Emilia-Romagna, focalizzati su competenze professionali e artistiche in settori come l’enogastronomia e il turismo. Il Piano ora passa all’attenzione dell’Assemblea legislativa per il voto finale. “La Consulta tiene insieme passato, presente e futuro. Sentiamo tutti il bisogno di essere vicini, tenere dialogo e relazioni”, ha sottolineato Carletti in apertura di seduta.

“Per intercettare i giovani e le nuove mobilità – ha spiegato Daffadà – nel corso del triennio 2022-2024 la Consulta ha realizzato un percorso strutturato, concretizzatosi nell’elaborazione di un questionario multilingue che ha raccolto risposte provenienti soprattutto da Sud America ed Europa. Il questionario ha evidenziato quelli che sono i maggiori interessi per i nostri giovani, ovvero: arte, cultura ed enogastronomia; opportunità formative e istruzione; agevolazioni e misure per il rientro dei talenti. Con alcuni giovani intercettati con il questionario, sono stati selezionati 11 ragazzi che hanno partecipato a gruppi di lavoro ad hoc e alle Conferenze d’area di Berlino e San Paolo”. La vice presidente Ugolini ha evidenziato come i dati emersi rappresentino “una potenzialità enorme che dovremmo mettere a frutto con tutti i consiglieri. Molti nostri concittadini hanno costruito industrie e promosso attività all’estero e metterci in relazione con queste persone può sicuramente aprire una finestra sul mondo e diffondere la nostra cultura e capacità imprenditoriale. In questo momento ne abbiamo bisogno. Le nuove migrazioni riguardano i giovani e tenere un contatto con queste nuova realtà può essere importante per riportare quei talenti all’interno della nostra regione. Altra finalità riguarda l’occasione che può avere rete di rapporti per i nostri studenti universitari e delle superiori per aprirsi al mondo”.

Guardando nel dettagliato i dati riferiti al triennio 2022-2024, in questi 3 anni sono stati finanziati 112 progetti per oltre un milione di euro (nel 2022, 37 progetti finanziati con 328.946 euro, nel 2023, 35 progetti finanziati con 290.804 euro, nel 2024, 40 progetti finanziati con 383.718 euro) ripartiti tra i vari soggetti individuati dalla legge regionale 5, ovvero enti locali, associazioni di promozione sociale (Aps), organizzazioni di volontariato (Odv), Università e Associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo.

Il presidente Daffadà ha aggiunto una considerazione sulla rete associativa: “Al 31 dicembre 2024 risultano iscritte nell’elenco della Consulta 79 Associazioni e 2 Federazioni di associazioni, per un totale di 81, con una forte preponderanza dei Paesi del Sud America (44 associazioni) seguita da Nord America 7 e Centro America 1, dall’Europa con 24, Africa e Asia con una ciascuna. Registriamo un leggero calo di circa il 10% e su questo aspetto abbiamo già iniziato a muoverci ottenendo le prime importanti risposte”.

“Ora la palla passa a noi che intendiamo proseguire il cammino e rinnovare, ampliandolo, il parco delle nostre associazioni, intercettando la nuova emigrazione, soprattutto in Europa, coinvolgendo i giovani sia di recente emigrazione che quelli nati all’estero. Intendiamo farlo insieme, con i tanti settori della nostra comunità regionale, con il mondo delle istituzioni, delle Università, del lavoro e delle imprese”, ha concluso Daffadà. Nell’ultima settimana di novembre sarà organizzata l’assemblea generale con i rappresentanti della Consulta nel mondo, con una serie di eventi collaterali, a testimonianza di un legame che dura da 50 anni. Niccolò Bosi (Pd) ha commentato: “Il lavoro della Consulta evidenzia un grande lavoro svolto in questi anni, anche tenendo conto dell’impatto che ha avuto il periodo della pandemia. La tenuta del sistema è un elemento qualificante dell’attività che svolge. I nostri ragazzi girano il mondo e sicuramente è un elemento importante su cui elaborare progetti per il futuro. Spesso sono le terze e quarte generazioni che cercano le radici nel nostro territorio, un elemento positivo in un mondo che ha bisogno di relazioni e di conoscenza. Le scuole possono svolgere un ruolo importante, mettendo in contatto ragazzi emiliano-romagnoli con le seconde e terze generazioni sparse per il mondo”.(Lucia Paci/Inform)




La Commissione Affari Esteri istituisce i sette Comitati permanenti

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montecitorio1 e1591381324645 615x223Sono stati costituiti sette comitati permanenti. Il Comitato sugli italiani nel mondo sarà così composto: per il gruppo Noi Moderati (MAIE– Noi con l’Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-Centro Popolare, la deputata Carfagna;per il gruppo Fratelli d’Italia, i deputati Caiata, Di Giuseppe e Mura; per il gruppo Lega, i deputati Billi e Giglio Vigna; per il gruppo Partito Democratico, i deputati Porta e Provenzano; per il gruppo Movimento 5 Stelle, il deputato Francesco Silvestri; per il gruppo Forza Italia, la deputata Marrocco; per il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, il deputato Fratoianni; per il Gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe, la deputata Onori;  per il gruppo Misto, il deputato Della Vedova. Simone Billi (Lega – ripartizione Europa) è stato confermato alla Presidenza del Comitato. La Vice Presidenza è andata a Fabio Porta (Pd), mentre il segretario sarà Andrea Di Giuseppe (FDI). L’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, della Commissione ha concordato anche la composizione degli Uffici di presidenza degli altri Comitati permanenti. Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico: Paolo Formentini (LEGA), presidente; Andrea Orsini (FI-PPE), vicepresidente; Benedetto Della Vedova (MISTO-+EUROPA), segretario; Comitato permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030 e lo sviluppo sostenibile: Federica Onori (AZ-PER-RE- ripartizione Europa) , presidente; Nicola Fratoianni (AVS), vicepresidente; Francesco Silvestri (M5S), segretario; Comitato permanente sui diritti umani nel mondo: Laura Boldrini (PD-IDP), presidente; Emanuele Loperfido (FDI), vicepresidente; Patrizia Marrocco (FI-PPE), segretario; Comitato permanente sul commercio internazionale: Andrea Di Giuseppe (FDI- Ripartizione America settentrionale e centrale ), presidente; Vincenzo Amendola (PD-IDP), vicepresidente; Dimitri Coin (LEGA), segretario; Comitato permanente sulla politica estera per l’Africa: Stefano Giovanni Maullu (FDI), presidente; Francesco Silvestri (M5S), vicepresidente; Patrizia Marrocco (FI-PPE), segretario; Comitato permanente sulla politica estera per l’area indo-mediterranea: Deborah Bergamini (FI-PPE), presidente; Maria Rosaria Carfagna (NM(N-C-U-I)M-CP), vicepresidente; Giangiacomo Calovini (FDI), segretario. (Inform)




Conclusi i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie

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conclusi alla farnesina i lavori del comitato di presidenza del cgie immagine16 302x223Si sono conclusi alla Farnesina i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie. I risultati di questa settimana, ricca di incontri e di impegni, sono stati illustrati alla stampa dalla Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi e dagli altri componenti del Comitato di Presidenza. “Il tema degli italiani all’estero – ha esordito Prodi – non può essere confinato, abbiamo bisogno che tutto il Paese riesca a comprendere, sia la necessità di mantenere un rapporto con le comunità all’estero, con i dovuti investimenti, sia la miniera d’oro che sono italiani all’estero, una realtà disponibile ad aiutare la crescita del nostro paese”. “In questa settimana – ha proseguito la Segretaria Generale – ci siamo concentrati sugli incontri con le Commissioni in  Parlamento, ma abbiamo anche firmato un accordo interistituzionale con il CNEL e scritto a tutte le regioni, per intrattenere un rapporto più ordinario. Stiamo cioè facendo un lavoro sistematico per fare in modo che lo sguardo verso gli italiani all’estero cambi grazie al nostro lavoro di rappresentanza, in fondo è questo che ci viene chiesto”. Prodi ha poi rilevato come il Cgie stia lavorando su specifiche tematiche: promozione della lingua e cultura,  insegnamento della storia dell’emigrazione e riforma del Consiglio Generale. Un punto, quest’ultimo, su cui si tornerà a dicembre anche in considerazione del fatto che il 2026 sarà l’anno che festeggerà i quarant’anni dall’insediamento dei Comites, ricordando quanto è stato ottenuto negli anni passati, come ad esempio la creazione dello stesso Cgie e della circoscrizione Estero.   “Abbiamo avuto in questi giorni la conferma  – ha poi aggiunto la Segretaria Generale –  che gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono ad oggi 7 milioni 300mila, è un dato impressionante e soprattutto per la velocità con cui questo numero aumenta. Noi siamo convinti che di fronte a queste cifre l’unica risposta possibile sia un lavoro congiunto con le istituzioni, al fronte a tutte le problematiche che questa realtà comporta”.  Prodi ha poi ricordato sia l’accordo siglato con il Cnel, che darà al Cgie strumenti nuovi, sia la necessità convocare la Conferenza Stato, Regioni, Province autonome e Cgie, che ha una programmazione triennale, nonché l’esigenza di fornire al Consiglio Generale risorse adeguate per il suo funzionamento dettato dalla legge istitutiva. La Segretaria Generale ha anche rilevato che il Cgie parteciperà al lavoro portato avanti dalla Farnesina per la  nascita di una comunità sull’italofonia, in quanto “non ci può essere una comunità dell’italofonia senza le comunità degli italiani all’estero”  “Nei prossimi mesi – ha sottolineato Prodi – continueremo ad insistere per avere attenzione sulle modifiche della legge sulla cittadinanza, la più urgente è ovviamente la richiesta di proroga sui termini della prescrizione dei minori, termine che per ora è definito al 31 maggio del 2026”. Dopo aver ricordato l’importanza dei pareri obbligatori ma non vincolanti espressi dal Cgie, la Segretaria Generale ha sottolineato come, mentre l’Europa vede nella nostra forma di rappresentanza uno strumento innovativo di contatto con le diaspore, “si stia lavorando per celebrare i settant’anni di Marcinelle, la tragedia dell’8 agosto del 2026, non solo come l’immagine della sacrificio italiano nel mondo, ma anche come luogo che ha dato l’impulso alla nascita dell’Unione Europea attraverso il lavoro”.

Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha sottolineato la necessità di portare avanti adeguati investimenti per la promozione dell’italofonia, sottolineando come in Paesi di lingua non romanza i figli della nuova emigrazione ,quando giungono all’asilo o alla scuola, si allontanino dall’italiano, preferendo la lingua locale. “Per quanto riguarda gli Stati Uniti una delle cose che ci preoccupano –  ha poi rilevato Mangione – sono l’applicazione dei dazi e la delocalizzazione delle imprese italiane, perché questa potrebbe portare a delle conseguenze e cioè che venga considerato come prodotto Made in italy, qualcosa che in realtà sia prodotto altrove, laddove le maestranze siano totalmente locali. Quindi ci si troverebbe di fronte ad una imperfezione nel portare avanti lo stile inconfondibile della produzione italiana”. Segnalata dalla Vice Segretaria Generale anche la totale mancanza di presenza nella rappresentanza sia dell’Africa, sia dell’Asia, un continente, quest’ultimo, dove stanno crescendo micro comunità italiane.  A seguire è intervenuto il Vice Segretario per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile che si è soffermato sull’esigenza di potenziare le politiche economiche e fiscali miranti al rientro dei nostri connazionali in patria. Per Stabile bisogna far sapere agli italiani all’estero che sono state emanate dall’Italia varie misure specifiche per favorire il rientro in Italia. “ Il problema – ha spiegato Stabile – è che fino ad oggi non c’è stato un interlocutore unico che raccogliesse tutte quelle misure poste in essere dalle varie articolazioni dello Stato. Vi sono i comuni, le regioni, i vari ministeri interessati e così le varie iniziative si disperdono.  Noi abbiano pensato di raccogliere tutte queste misure e di renderle conoscibili in maniera capillare anche all’estero”. In partica un’iniziativa informativa che coinvolga le componenti del nostro sistema Paese nel mondo, come i consolati , le ambasciate, le camere di commercio, le associazioni e i Comites. Stabile ha anche precisato che tutte le proposte volte a migliorare il sistema delle politiche economiche e fiscali atte a incentivare il rientro sono a costo zero.

Da segnalare anche l’intervento del componente del CdP per l’Europa e l’Africa del Nord Tommaso Conte che ha rilevato come il decreto legge approvato quest’anno vada ad incidere negativamente sulla possibilità di trasmettere la cittadinanza da parte dei possessori di doppia cittadinanza. Una fattispecie che in Europa è molto diffusa. Conte ha inoltre rilevato le difficoltà incontrate dagli Enti Gestori che in Germania si stanno riducendo di numero. Alla luce di ciò per il consigliere si corre il rischio che rimangano senza corsi di lingua italiana aree dove la presenza delle comunità italiane è ancora numerosa e dinamica, con molti nuovi arrivi ogni anno. Anche il Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola ha parlato del problema della doppia cittadinanza, sottolineando come con la nuova legge sulla cittadinanza rischi di aumentare ulteriormente l’uso delle vie legali. Gazzola ha anche rilevato come dal decreto flussi siano esclusi oriundi italiani provenienti da alcuni paesi. Una interpretazione che, per Gazzola, andrebbe ampliata aumentando il numero dei paesi di provenienza. Dal canto suo il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti ha sottolineato come grazie all’accordo con il Cnel, un ente molto propositivo in campo normativo, il Consiglio Generale voglia sviluppare anche propria la possibilità di proposta legislativa verso il Governo. “Vi sono vari ambiti – ha poi spiegato Lodetti – nei quali abbiamo ritenuto importante lavorare con il Cnel. Il primo è quello della crescita economica del sistema paese, quindi la valorizzazione del contributo delle collettività all’estero, ma vi è anche il problema della tutela dei lavoratori italiani all’estero, le politiche di rientro e di incentivazione. Vi è poi la politica studentesca e universitaria con la necessita a creare quella mobilità circolare che facciamo difficoltà a portare avanti, nonché la diffusione della lingua italiana, la ricerca scientifica e l’innovazione, con la valorizzazione dei ricercatori italiani all’estero. Infine la partecipazione e l’associazionismo all’estero”.  Lodetti ha anche evidenziato l’esigenza di una informazione strutturata e sistematica per gli italiani all’estero, ad esempio sulla cittadinanza e gli incentivo di rientro.  “L’insegnamento della storia dell’emigrazione – ha infine rilevato Lodetti – non ha solo un intento educativo per identificare il percorso dell’emigrazione italiana, ma ha anche quello di insegnare ai nostri figli quello che è stato il percorso migratorio, affinché loro abbiano gli strumenti per comprendere i processi migratori del mondo e sentire vicina una diaspora che fino ad oggi è stata vista come lontana”. A seguire l’intervento di Walter Petruziello, componente del CdP per l’America Latina, che ha evidenziato il costante lavoro svolto dal Comitato di Presidenza sulla questione della nuova legge di cittadinanza e la necessità di una proroga per il termine di registrazione dei minori all’estero nati prima dell’entrata in vigore di questa norma.  A infine preso la parola il componente di nomina governativa del CdP Ricardo Merlo che ha criticato la nuova legge sulla cittadinanza, auspicando un cambiamento della norma, anche alla luce del prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale.(G.M.- Inform)




Nuova legge regionale per le comunità abruzzesi nel mondo

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abruzzo consiglio regionale nuova legge sulle comunita abruzzesi nel mondo immagine22 340x223Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, nella seduta di ieri pomeriggio, ha approvato la legge che riforma la disciplina delle relazioni tra la Regione Abruzzo e le comunità di abruzzesi nel mondo con voto favorevole dei consiglieri di centrodestra; le opposizioni si sono astenute.

La proposta di riscrittura della precedente normativa, voluta dalla Giunta regionale, è nata con l’obiettivo di prendere atto, come descritto nella relazione dei proponenti, che “le comunità abruzzesi all’estero sono soggette – come le altre comunità regionali – ad una profonda trasformazione che interessa sia gli aspetti strutturali di carattere socio-economico sia gli aspetti linguistico-culturali”.

La nuova norma semplifica la struttura e alcuni aspetti burocratici prevedendo una programmazione periodica delle attività e iniziative, da proporre alla Giunta regionale, che le valuta e ne dispone annualmente l’approvazione definendo criteri, modalità e linee di intervento sulla base delle disponibilità di bilancio.

Sono destinatari degli interventi i cittadini di origine abruzzese, per nascita o residenza da almeno due anni; le associazioni degli abruzzesi nel mondo e le associazioni degli abruzzesi in Italia fuori Regione; gli enti locali della Regione, le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato che hanno una sede permanente nel territorio regionale e che operano da almeno tre anni nel settore dell’emigrazione, iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore, organizzazioni e associazioni culturali, sindacali e di categoria, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, consorzi, fondazioni a partecipazione pubblica, centri di formazione, università, istituti scolastici che hanno sede in Abruzzo e che, in collaborazione con i soggetti suddetti, attuano iniziative per la valorizzazione del ruolo delle comunità abruzzesi all’estero o fuori regione. La Regione, al fine di coordinare una politica complessiva per gli abruzzesi nel mondo, si avvale del Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo (CRAM), del Consiglio direttivo del CRAM e dell’Osservatorio per l’Emigrazione. E’ istituito, inoltre, presso il Servizio competente, l’Albo regionale CRAM delle associazioni, federazioni e confederazioni degli abruzzesi nel mondo e in Italia fuori Regione. La Giunta regionale, infine, in occasione della “Giornata degli Abruzzesi nel mondo” di cui alla legge regionale 21 febbraio 2011, n. 4, (Istituzione della Giornata degli Abruzzesi nel Mondo), promuove su proposta del CRAM, per il tramite del Servizio competente per materia e in raccordo con il Consiglio Regionale dell’Abruzzo, l’organizzazione di eventi e cerimonie commemorative per ricordare il fenomeno dell’emigrazione abruzzese, per celebrare gli abruzzesi emigrati e per mantenere saldi i rapporti fra le comunità di origine abruzzese esistenti fuori dai confini regionali e la terra d’origine.(Inform)




L’audizione del Comitato di Presidenza del Cgie alla Commissione Esteri Difesa del Senato

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commissione esteri difesa del senato laudizione del comitato di presidenza del cgie immagine26 513x223Si svolta presso la Commissione Esteri – Difesa del Senato l’audizione del Comitato di Presidenza del Cgie. L’incontro è stato moderato dalla Presidente della III Commissione Stefania Craxi. Ha in primo luogo preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “I punti fermi su cui abbiamo basato i nostri dibattiti nel primo semestre del 2025 erano: la legge di cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e gli incentivi di rientro. Su questi 3 temi noi abbiamo lavorato chiedendo anche il supporto dei Comites e dei territori”, ha esordito Prodi che ha poi approfondito il tema della cittadinanza. “In particolare – ha spiegato la Segretaria Generale – ci preme ragionare sulla temporalità dei limiti della trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all’estero, perché chi è cittadino italiano deve rimanerlo. E anche l’approccio alla doppia cittadinanza che è stato voluto da questa legge per noi va modificato. Chiaramente abbiamo evidenziato anche la positività del riacquisto della cittadinanza, per coloro che la avevano perduta in passato… Per noi – ha aggiunto _ è anche importante sottolineare la centralità della lingua italiana all’estero nella trasmissione e l’acquisizione della cittadinanza italiana”. Sempre per quanto riguarda la cittadinanza Prodi, oltre a ricordare alcune aperture da parte delle istituzioni,  ha poi segnalato la questione della tempistica per la registrazione dei minori e l’attesa per il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla materia. “Sul tema della messa in sicurezza del voto degli italiani all’estero, – ha poi ha rilevato la Segretaria Generale – abbiamo cercato anche qui di dare consigli attuali su vari temi: trasparenza nella stampa delle schede, invio dei plichi elettorali, condizione dei plichi elettorali, tracciabilità e il corretto indirizzo dell’elettore, spedizione delle schede votate e scrutinio. Su questo siamo arrivati ad una constatazione, e cioè che i miglioramenti sono possibili al sistema vigente, con una messa in sicurezza che garantisca la partecipazione e possa essere qualcosa su cui lavorare in sinergia tra rappresentanze degli italiani all’estero e legislatore”.

La Segretaria Generale ha poi evidenziato come per la promozione della lingua e della cultura italiana , che rappresentano  per gli italiani all’estero il primo legame effettivo con la nostra comunità nazionale, sia necessario sviluppare delle proposte di accompagnamento che tengano conto delle esigenze che provengano dai vari territori. “Per noi è fondamentale – ha continuato Prodi – affrontando la questione dell’insegnamento nelle scuole della storia della nostra diaspora – riconnettere l’Italia alla storia dell’emigrazione, perché più il cittadino è consapevole della comunità nazionale dentro e fuori i confini, più è un cittadino consapevole e capace di accompagnare decisioni collettive e significative”.

“Il tema della riforma del Cgie ci è caro- Ha continuato la Segretaria Generale-  Crediamo che il 2026,  l’anno in cui i nostri Comites festeggeranno i 40 anni del loro insediamento, possa essere davvero fondamentale per parlare di partecipazione per far appello ai nostri numerosi connazionali al di fuori dell’Italia, per parte in maniera attiva ad un dialogo tra l’associazionismo e le realtà diversificate delle comunità italiane all’estero, ma che trovano nelle nostre rappresentanze una filiera di dialogo con il Paese”. Prodi ha infine sollecitato il rispetto della legge istitutiva del Cgie e quindi lo stanziamento in sede di bilancio di risorse adeguate che consentano al Consiglio Generale di svolgere il proprio lavoro e potare avanti la necessaria programmazione della Conferenza Stato -Regioni – Province Autonome e Cgie.

E’ poi intervenuta la senatrice del Pd Francesca La Marca, eletta nella Ripartizione America settentrionale e centrale, che ha sottolineato la necessità di lavorare per cambiare la nuova legge sulla cittadinanza, ad esempio per quanto riguarda un aspetto della riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza. Infatti, secondo la nuova norma, ch riacquisisce la nazionalità di origine, non può trasmettere la cittadinanza ai figli. Una questione che per la senatrice va risolta. La Marca ha anche segnalato problematiche sia per quanto riguarda l’uso del portale Prenotami, una sito che va migliorato, sia per quanto concerne l’attivazione della Carta d’Identità elettronica nei Paese extra UE. Sollecitata dalla senatrice anche l’adozione, tra i vari consolati, di procedure uniformi per gli appuntamenti sulla cittadinanza. Rilevate infine da La Marca anche le difficoltà burocratiche incontrate dagli enti gestori, promotori della lingua italiana, che intendono accedere ai fondi pubblici.  Dal canto suo il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha sottolineato l’importanza di insegnare la storia della nostra emigrazione nelle scuole italiane, anche per far conoscere al nostro Paese, che oggi accoglie molti immigrati, i percorsi d’integrazione che si sono sviluppati all’estero.

Anche Giacobbe ha evidenziato l’esigenza di migliorare il servizio offerto da Prenotami, anche per il fatto che con questo sistema si devono confrontare molte persone ormai avanti con gli anni. Il senatore, dopo aver auspicato procedure uniformi fra i vari consolati per la riacquisizione della cittadinanza, ha auspicato una capillare campagna informativa che faccia conoscere alle comunità all’estero la necessità di registrare coloro che erano minorenni, alla data dell’entrata in vigore della nuova legge sulla cittadinanza, entro il 31 maggio 2026.

E poi intervenuta la vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha rilevato come ormai gli italiani all’estero si attestino a quota 7milioni e trecentomila. Anche alla luce di questi numeri crescenti Mangione ha auspicato l’impegno di maggiori risorse in sede di bilancio, ad esempio per l’insegnamento dell’italiano nei Paesi di lingua inglese, dove vi è il rischio che i figli delle nuove generazioni abbandonino l’italiano non appena arrivati all’asilo.

La Vice Segretaria Generale ha anche parlato della possibilità che vengano ridisegnate totalmente le circoscrizione elettorali con il rischio che, con una legge basata solo sui numeri e non sulla reale importanza anche economiche delle comunità, rimangano esclusi dalla rappresentanza aree importanti del mondo, come ad esempio il nord e centro America o l’Australia. Dopo aver segnalato che il Consiglio Generale sta continuando a lavorare a una proposta per una riforma della legge istitutiva del Cgie, Magione ha rilevato come il mandato di cinque anni dei Comites, eletti nel 2021, si avvii a conclusione e quindi, visto che il Cgie è stato nominato in ritardo, vi sia il rischio di non poter rispettare le naturali scadenze della leggi istitutive dei Comites e del Cgie. “Il Cgie – ha spiegato la Vice Segretaria – si è insediato una anno e mezzo dopo, quindi se si mantiene la scadenza normale dei Comites noi ci troveremmo ad avere una consigliatura del Consiglio Generale che non consentirebbe di completare le programma su cui stiamo lavorando,  e prima di tutto di convocare la Conferenza – Stato – Regioni- Provincie autonome – Cgie  che dovrebbe svolgersi entro la fine del 2026”. A seguire ha preso la parola il senatore del Pd Andrea Crisanti, eletto nella ripartizione Europa, che ha evidenziato l’esigenza, in vista delle prossimi elezioni, di modificare la legge sui Comites, superando ad esempio l’opzione inversa del voto che, insieme ad altri fattori, limita  la rappresentatività degli italiani all’estero.  Il senatore ha anche auspicato lo stanziamento di adeguati fondi per lo svolgimento della tornata elettorale dei Comites.  Fra gli altri interventi segnaliamo quello del membro del Comitato di Presidenza Walter Pretruzziello (America Latina) che ha ribadito la necessità di migliorare la prenotazione dei posti sul portale Prenotami e ha chiesto di prorogare oltre al termine del 31 maggio 2026 la registrazione dei minori all’estero.    “Il mondo – ha esordito il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord  Giuseppe Stabile – è in mano alla matematica. I numeri reggono la logica dell’universo, ordinano il caos e danno misura a ciò che altrimenti resterebbe incomprensibile. Parto da questo presupposto della Matematica per enfatizzare il numero 7milioni e 300.000 residenti all’estero. Questo significa che ogni giorno in più l’Italia perde connazionali. Questo significa in termini matematici che l’economia dello Stato soffre”. Per cercare di contrastare questa situazione, secondo Stabile, occorre concentrare le forze su una politica economica e fiscale che permetta il ripopolamento. In tal senso dal sottocomitato del CdP, che si occupa di questa tematica, sono state avanzate varie iniziative . In proposito Stabile segnala la proposta della creazione di un portale dedicato, che coinvolga tutti i ministeri interessati, l’Anci e l’intero sistema Paese, e che fornisca una capillare informazione su tutte le misure di incentivo in atto volte a favorire chi intenda tornare in Italia dall’estero.  Dal componente del Comitato di Presidenza Tommaso Conte (Europa e Africa del Nord) è stato rilevata la necessità di mettere mano alla nuova legge sulla cittadinanza per superare i limiti imposti ai possessori della doppia cittadinanza. Conte ha inoltre segnalato come, nel capo dell’attività scolastico culturale, i piccoli enti gestori stiano incontrando difficoltà nel proseguire la loro attività, con il rischio che non si riesca a mantenere la propria identità culturale. E’ infine intervenuto il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti che ha sottolineato come, a fronte di una comunità all’estero in costante crescita, vi sia la necessità di rafforzare il sistema informativo all’estero, per far conoscere la legislazione di rientro, accompagnare le persone verso l’estero e di rientro in Italia e spiegare le nuove norme sulla cittadinanza. Una esigenza che potrebbe essere affrontata sviluppando strumenti si sussidiarietà, utilizzando le reti associative e i patronati. Lodetti ha anche segnalato l’esigenza di migliorare il reclutamento degli insegnanti per le scuole italiane nel mondo, anche attraverso sistemi incentivanti che invoglino gli inseganti a recarsi all’estero. (Lorenzo Morgia – Inform)




Il nostro Ambasciatore in Costa Rica a “Viaggiare in sicurezza”

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x viaggiare in sicurezza il ministro tajani inaugura la nuova rubrica di aggiornamento su rai isoradio immagine18Intervista dell’Ambasciatore d’Italia a San José Alberto Colella a “Viaggiare in sicurezza” , rubrica della Farnesina realizzata in collaborazione con Isoradio. Attraversato da una importante e ricca foresta pluviale, noto per le sue spiagge e per i suoi vulcani, il Costa Rica, con i suoi 5 milioni di abitanti, ha investito moltissimo in questi anni nella tutela della biodiversità e nei progetti di conservazione delle foreste. “E’ un paese che ancora adesso è un piccolo paradiso. Circa 70 anni fa ha preso la decisione radicale di abolire l’esercito e di investire le risorse prima dedicate alla difesa in istruzione e sanità”. Ma “come tutti i Paesi dell’America Latina, negli ultimi 15 anni ha avuto una crisi economica, sociale e di sicurezza pubblica, ed è diventato un paese di transito del narcotraffico”. “I turisti che vengono in questo bellissimo paese ad ammirare le risorse devono continuare a venire ma prendendo delle precauzioni”. Circa 10.000 gli italiani presenti sul territorio, con numerose imprese italiane attive e circa 12 scuole pubbliche in cui viene insegnato l’italiano. La famosa colonia italiana di San Vito, nel sud del Paese, nata nel 1954 grazie alla volontà di alcuni imprenditori italiani che ebbero in concessione un grosso appezzamento di terra incolta e portarono 500 famiglie di agricoltori dal nord e dal centro Italia, è ancora oggi attiva e fiorente. Qui l’intervista all’Ambasciatore Colella :Viaggiare in sicurezza (Inform)