In Brasile la lingua veneta ora si studia all’Università: ecco il nuovo corso

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venezia leoneQuindici lezioni per un totale di 45 ore: oggi, a palazzo Ferro Fini a Venezia, è stato presentato il primo corso accademico di lingua veneta in Brasile. Nel corso, verranno illustrati i fondamenti delle competenze linguistiche in lingua veneta, scritta e parlata, con esercitazioni e lettorati in lingua veneta. Il programma didattico prevede anche approfondimenti culturali sui ‘venetofoni’ famosi, come Marco Polo, Tiziano e Canova, approfondimenti sociali sulle feste venete, come La Sensa o il Caodeano veneto, nonché approfondimenti letterari sui dieci secoli della letteratura veneta in lingua. E così, per la prima volta, il Veneto diventerà disciplina di studio all’Universidade Federal de Santa Maria, nello Stato del Rio Grande do Sul in Brasile. Per la presentazione sono arrivati i docenti brasiliani, nonché i consiglieri regionali Silvia Cestaro ed Enrico Corsi.

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha introdotto la conferenza stampa, dicendosi “particolarmente orgoglioso” dell’accordo tra l’Università Federale di Santa Maria in Brasile, e l’Academia de la Bona Creansa-Academia de la Lengua Veneta per l’avvio del corso. A “ottobre dell’anno scorso, in occasione della riunione a Venezia della Consulta dei veneti nel mondo, ho lanciato una proposta ambiziosa, dare vita ad una sorta di Commonwealth veneto che ci unisca attraverso rapporti economici, scambi culturali e politici. Credo che questo corso accademico di lingua veneta in Brasile possa rappresentare un tassello per la costruzione di questa ‘Comunità veneta internazionale e sovranazionale’”, afferma Ciambetti. Peccato solo, aggiunge “con rammarico” che lo Stato italiano neghi l’esistenza della lingua veneta.

La lingua veneta “porta con sé la testimonianza di un popolo che ha dato tanto al mondo, con la propria civiltà, arte, abilità artigiane e forza lavoro”, esordisce Luciano Sandonà, presidente della prima commissione in Regione, lodando l’intenzione di insegnarla in Brasile. Del resto il Rio Grande do Sul è soprannominato l’ottava provincia veneta, e insegnare il veneto da quelle parti significa “esplorare un fondamentale pezzo di storia, se non le proprie radici. Il tutto, con l’ulteriore ricaduta positiva di rinsaldare i legami tra le comunità qui e quelle oltreoceano dei discendenti degli emigrati”, aggiunge. A corredo, presentati due libri: ‘La bela polenta‘ che documenta ciò che ha rappresentato questo alimento per i migranti in Brasile e ‘El Colono el va scola‘. Sull’importanza di tenere vivi i rapporti con i veneti nel mondo e rafforzare i legami con la Quarta colonia, con i migranti che vivono nel Rio Grande do Sul, “i quali mantengono vive le nostre tradizioni, si sofferma Aldo Rozzi Marin, presidente dell’associazione Veneti nel mondo.
Quindi parola ai docenti. Marcos Daniel Zancan, professore di Lingua veneta e coordinatore del Progetto Quarta Colonia, Università Federale di Santa Maria, interviene parlando in veneto sul lavoro fatto “per valorizzare la nostra lingua madre portandola all’interno di un percorso universitario, accademico”. Questo ricordando la storia dell’emigrazione italiana e veneta in Brasile, in particolare nello Stato del Rio Grande do Sul, “le difficoltà del lungo viaggio affrontato dai migranti, i loro sacrifici, l’importante contributo da loro fornito per lo sviluppo del Brasile”

“IN BRASILE MEZZO MLN PARLA VENETO, E ITALIA NON RICONOSCE LINGUA”

Ci sono stime, considerate “attendibili”, secondo cui il veneto-brasiliano sarebbe parlato da circa 500.000 persone in 133 città del Brasile. In Brasile, inoltre, dal 2014 il governo federale ha definito il ‘Talian, ovvero il veneto-brasileiro come ‘lingua riconosciuta’ e ‘patrimonio immateriale del Brasile’ mentre l’Unesco, assieme al Consiglio d’Europa, riconosce e inserisce il veneto nel Red Book of Endangered Languages, annoverandolo fra le lingue minoritarie meritevoli di tutela. Ma se il ‘talian’ è tanto diffuso, parlato e riconosciuto in Brasile, è anche vero che, come dice il detto, “nemo profeta in patria” dato che “all’estero è riuscito quello che nel nostro paese non si è ancora realizzato”. Infatti, “non posso fare a meno di evidenziare con rammarico che lo stato italiano nega l’esistenza della lingua veneta“, dice oggi il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, presentando l’attivazione del primo corso accademico di lingua veneta in Brasile.

In Brasile risiede la più grande collettività di italo-discendenti al mondo, circa 32 milioni di persone, cui si aggiungono circa 730.000 cittadini con passaporto italiano. Le concentrazioni più importanti di italofoni, in maggioranza di lingua veneta, si individuano negli stati del Rio Grande do Sul, Santa Caterina, Paranà, Espirito Santo e a San Paolo. Le comunità venete più numerose sono negli stati brasiliani di Rio Grande do Sul e Santa Caterina, a Curitiba, capitale del Paranà, oltre che nei Comuni di Santa Teresa e Venda Nova do Migrante nell’Espirito Santo. Qui si trovano “modelli e stili di vita tipicamente veneti. Ecco perché ha senso parlare di un’identità veneta i cui confini travalicano quelli geografici, ecco perché ha senso parlare di una cultura veneta”, dice Ciambetti.

“I numeri tuttavia poco dicono della Grande Emigrazione e della vita difficile e complessa delle nostre comunità”, dice Ciambetti ricordando che a rendere omaggio al ruolo che ebbero e al contributo che diedero, nel 2008 la Repubblica federale del Brasile ha istituito la Giornata dell’Emigrante italiano, ‘Dia nacional do imigrante italiano’”, che ogni anno si celebra il 21 febbraio in ricordo del viaggio compiuto nel 1874 dalla nave “La Sofia” armata da Pietro Tabacchi per trasportare da Genova 386 tra veneti e trentini nello stato di Espírito Santo, evento che simboleggia l’inizio del processo di migrazione di massa degli italiani in Brasile, pur preceduti da arrivi più limitati in diversi altri stati del Paese.
“In 150 anni non si sono mai spezzati i legami tra i coloni che giunsero dapprima nelle due colonie del Rio Grande do sul di Conde d’Eu e Dona Isabel, oggi Garibaldi e Bento Gonçalves, create dalle autorità brasiliane a cui si aggiunsero poi la colonia di Nova Palmira, attualmente Caxias do Sul e nel 1877, la quarta colonia battezzata Silveira Martins, creata vicino a Santa Maria. Non possiamo dimenticare le fatiche, i sacrifici, i dolori sopportati dai nostri emigranti che hanno letteralmente costruito paesi e città e fatto degli stati del Sud il vero motore dell’economia brasiliana, come il Veneto ha fatto in Italia”, conclude Ciambetti.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Costa Rica: un evento storico per la ristorazione italiana

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindoraL’11 settembre 2025 resterà una data storica per la ristorazione italiana in Costa Rica. Presso il Ristorante Il Padrino di Lindora, guidato da Luca Navarra, si è svolto un incontro che ha riunito alcuni dei più importanti ristoranti italiani del Paese.

Un appuntamento reso possibile grazie all’organizzazione di Tavolo Rosso di Giuseppe Frittella, che ancora una volta ha dimostrato la capacità di unire la comunità gastronomica italiana sotto un’unica bandiera: quella della qualità e dell’autenticità.

I protagonisti della serata

L’incontro ha visto la partecipazione di tanti volti noti e appassionati della ristorazione italiana in Costa Rica:

  • Il Padrino – Lindora
  • Tony’s Pizza
  • Ristorante Fiori
  • Delitalia (specializzato in prodotti italiani)
  • La Bontà
  • Aroma Roma – celebre anche grazie alla sua chef, seguitissima su TikTok con oltre 1,5 milioni di follower
  • Italo Festa
  • Reina Margot
  • Mamma Mia
  • Amura
  • Bianka Pizza Romana
  • Taller de Pizza da Domenico
  • Tipico Italiana (negozio di prodotti italiani)
  • Dolce Uvita – arrivato da Bahía Ballena dopo oltre 5 ore di viaggio per partecipare all’incontro
  • Ristorante Cabernet – Orotina

Oltre ai ristoratori, è stato importante anche il contributo di Tavo di Tavolo Rosso, noto foodblogger che realizza recensioni di ristoranti e promuove la cultura enogastronomica italiana in Costa Rica. La sua attività di comunicazione e divulgazione rappresenta un sostegno prezioso per rafforzare la voce della cucina italiana nel Paese.

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora 1Il progetto “Sello de Calidad Italiana”

Durante l’incontro è stato presentato il progetto Sello de Calidad Italiana, promosso e sviluppato da Tavolo Rosso, il food blog di Giuseppe Frittella, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Costa Rica e rappresentato nell’occasione dal Segretario Generale Massimo Angelino.

L’iniziativa mira a certificare i ristoranti che utilizzano almeno l’80% di ingredienti autentici e importati dall’Italia, valorizzando non solo la qualità della materia prima, ma anche la fedeltà alle ricette tradizionali.

Non si tratta di “trasformare” la cucina italiana, ma di custodirla con rigore e, allo stesso tempo, incoraggiare i cuochi a proporre nuove interpretazioni e piatti innovativi, senza mai perdere di vista le radici della nostra cultura gastronomica.

👉 Sul sito ufficiale della Camera di Commercio Italiana in Costa Rica sarà disponibile l’elenco aggiornato dei ristoranti certificati, a disposizione dei consumatori che vogliono vivere una vera esperienza gastronomica italiana.

Un plauso speciale va anche al Presidente della Camera, Giovanni Graziano, e al Consiglio Direttivo, che hanno saputo sostenere con forza un progetto che rafforza la posizione della cucina italiana in Costa Rica, spesso considerata punto di riferimento e qualità insuperabile.

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora 2La partecipazione del COMITES e l’unità della comunità italiana

All’evento erano presenti anche i rappresentanti del Comites Costa Rica, con il Presidente Giuseppe Cacace e la Vicepresidente Paola Céccon, che hanno espresso entusiasmo e sostegno verso questa iniziativa.

L’incontro ha avuto un primo obiettivo fondamentale: conoscersi meglio e creare una rete solida tra i ristoratori italiani. Ma non solo: è stata anche l’occasione per guardare al futuro con nuovi progetti condivisi.

Nasce “Passaporto Rosso”

Tra le novità presentate, grande interesse ha suscitato Passaporto Rosso, un’iniziativa ambiziosa firmata Tavolo Rosso. Il progetto prevede la creazione di una app dedicata ai clienti, che consentirà loro di ottenere sconti e benefici esclusivi nei ristoranti aderenti.

Un modo innovativo per rafforzare il legame tra ristoratori e clientela, fidelizzando i consumatori e allo stesso tempo valorizzando la rete della ristorazione italiana in Costa Rica.

L’11 settembre 2025 non è stato solo un incontro conviviale, ma un momento di svolta per la comunità italiana in Costa Rica.
Un evento che dimostra quanto sia importante unirsi, condividere esperienze e lavorare insieme per valorizzare la cucina italiana, riconosciuta a livello mondiale come simbolo di eccellenza.

Come ha ricordato uno dei partecipanti:

“Quando gli italiani si uniscono, non ci sono avversari: solo nuove opportunità.”

E allora, con lo stesso spirito con cui i ristoratori italiani hanno fatto squadra in Costa Rica, non possiamo che concludere dicendo:




Il MAIE non si ferma: insieme agli italiani di Irapuato

maie irapuato messico

maie irapuato messicoI​l presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro e il vicepresidente Antonio Mariniello hanno partecipato alla Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato.

Sabato 6 settembre 2025, nella suggestiva cornice della Hacienda Arandas (1650), si è svolta la Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato. All’evento hanno preso parte oltre 200 connazionali e discendenti italiani, provenienti anche dagli stati confinanti come Michoacán e Stato del Messico.

A rappresentare le istituzioni italiane in Messico erano presenti il presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro, anche Coordinatore MAIE per il Messico, e il vicepresidente Antonio Mariniello, Coordinatore MAIE per il Distretto Federale.

L’incontro, curato con passione dagli organizzatori Edgar Zanella e Miguel Ángel Zanella, ha previsto momenti istituzionali e conviviali. Il venerdì, la delegazione è stata accolta dalle autorità locali al palazzo municipale, con visita guidata al centro storico e al murales di Salvador Almaraz, per poi cenare presso il ristorante El Jardín della discendente Lorena Zenni.

img 20250908 wa0008Il giorno successivo, alla Hacienda, si sono svolti i festeggiamenti con il passaggio di presidenza dell’associazione da Miguel Ángel Zanella León a Virginia Lorenzzini Spezzia (“Yoni”).

Nel suo discorso, Giovanni Buzzurro ha ricordato l’importanza di questi eventi come strumenti di coesione comunitaria e di orgoglio identitario:

“Essere italiani significa appartenere a una storia millenaria, patria del Rinascimento, dell’arte, della scienza e della dieta mediterranea. Dobbiamo sentirci orgogliosi ogni giorno delle nostre origini.”

Antonio Mariniello ha invece sottolineato i valori tipici degli italiani:

“Famiglie unite, ospitalità e affetto: sono questi i tratti che contraddistinguono la nostra comunità, sempre pronta ad accogliere anche chi incontra per la prima volta.”

img 20250908 wa0007La serata, ospitata da Arturo Costantini, gestore della Hacienda, si è confermata un momento di festa, cultura e italianità. Come ha sottolineato Edgar Zanella, “questa comunità, che prima del 2023 non si era mai ritrovata in modo così compatto, oggi è felice di incontrarsi e collaborare.”

A nome della dirigenza del MAIE, il Vicepresidente On. Comm. Vincenzo Odoguardi ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto in Messico dai due coordinatori Buzzurro e Mariniello:

“Il loro impegno, la loro presenza costante e la capacità di fare rete sono la dimostrazione concreta di cosa significhi essere sempre al fianco degli italiani nel mondo. Il Messico è un esempio virtuoso di comunità viva e orgogliosa delle proprie radici.”

Buzzurro ha concluso annunciando con entusiasmo la sua presenza alla quarta edizione della festa: un appuntamento ormai immancabile per rafforzare i legami con la comunità italo-discendente di Irapuato.




Il console generale Carnelos in missione a Seattle

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due giorni di incontri allambasciata ditalia a washington progetti di fisica e tecnologie emergenti al centro del bilaterale italia stati uniti immagine2 378x223L’area della “Greater Seattle” e, più in generale, lo Stato di Washington rappresentano un’eccezionale opportunità di crescita per le aziende italiane interessate a espandersi, esportare e investire nel mercato statunitense. Con un Prodotto Interno Lordo che si avvicina alla metà di quello italiano a fronte di una popolazione di appena otto milioni di abitanti, la regione si distingue per un’economia dinamica e in forte espansione. Il tessuto economico locale è caratterizzato dalla presenza di colossi globali come Microsoft, Amazon, Boeing, Costco Wholesale e Starbucks, che guidano una lista di dodici aziende “Fortune 500” con sede a Seattle. A queste si affianca un vivace ecosistema di startup emergenti specializzate in tecnologie all’avanguardia, che offrono ulteriori e significative opportunità per il Sistema Italia.
In questo contesto, il console generale d’Italia a San Francisco, Massimo Carnelos, recatosi a Seattle dal 4 al 6 settembre scorsi in occasione della sua prima missione consolare fuori dalla California, ha avuto una serie di incontri istituzionali per discutere del potenziale delle relazioni economiche bilaterali. Tra questi, un proficuo dialogo con il vicesindaco della Città di Seattle, Greg Wong, e con i rappresentanti di Greater Seattle Partners, Brian Surratt e Victoria DePalma.
Durante gli incontri sono stati identificati numerosi settori ad alto potenziale per un incremento della cooperazione, tra cui: aerospaziale, sviluppo software, marittimo, robotica, intelligenza artificiale, agritech, settore forestale ed energia.
Un ulteriore impulso a questo slancio nelle relazioni bilaterali deriverà dai nuovi collegamenti aerei diretti tra Seattle e Roma, operati da Alaska Airlines e, potenzialmente, da altre compagnie aeree nel prossimo futuro. Questa maggiore connettività è un fattore chiave per facilitare gli scambi commerciali e gli investimenti tra l’Italia e lo Stato di Washington.
Nel corso della visita, il console generale Carnelos ha inoltre incontrato e ringraziato i rappresentanti della comunità italiana di Seattle per la calorosa ospitalità e per l’importante lavoro che svolgono nel promuovere i rapporti tra i due territori. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla console onoraria Elisabetta Valentini, a Davide Viganò, alla fondazione privata Serena Corp., alla Dante Alighieri Society of Washington State, alla Seattle-Perugia Sister City Association, a Paola Croci, a Joe Fugere e a tutti gli altri connazionali attivi nella regione. (aise)




Top 50 Pizza nel segno dell’Italia: vincono una pizzeria italiana di New York e una di Caserta

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9pizzaworldUna Pizza Napoletana di Anthony Mangieri, a New York, e I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, con un ex aequo, sono le migliori pizzerie al mondo nel 2025 per 50 Top Pizza, la prima e più importante guida di settore al mondo, curata da Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere.
Questo il verdetto, annunciato ieri sera al Teatro Mercadante di Napoli, durante una seguitissima ed avvincente cerimonia di premiazione, trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata da Verónica Zumalacárregui, nota giornalista e influencer spagnola.
Al secondo posto The Pizza Bar on 38th a Tokyo, che vede alla guida Daniele Cason, e terza posizione per Leggera Pizza Napoletana di André Guidon, a San Paolo del Brasile.
Per la quarta posizione ancora un ex aequo, con la coppia tutta italiana Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, e Confine di Francesco Capece e Mario Ventura, a Milano. Seguono Napoli on the Road di Michele Pascarella, a Londra e, sesto, Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, a Roma.
Settima posizione per I Tigli di Simone Padoan, a San Bonifacio. In ottava posizione, Baldoria di Ciro Cristiano, a Madrid. Al nono posto Pizzeria Sei di William Joo, a Los Angeles. A chiudere la top ten, Tony’s Pizza Napoletana di Tony Gemignani, a San Francisco.
I premi speciali
William Joo di Pizzeria Sei, a Los Angeles, è il Pizza Maker of the Year 2025 – Ferrarelle Award;
la Pizza of the Year 2025 – Latteria Sorrentina Award è Ricordi d’Infanzia di Napoli on the Road, a Londra;
il premio Best Pasta Proposal 2025 – Pastificio Di Martino Award va a Flama, a Miraflores;
il premio Best Wine List 2025 – La Gioiosa Award va a Confine, a Milano;
il premio Best Beer Service 2025 – Peroni Nastro Azzurro Award va a Via Toledo, a Vienna;
il premio Best Cocktail List 2025 – Sei Bellissimi Award va a Dry Milano, a Milano;
il premio Made in Italy 2025 – Salumi Coati Award va a IMperfetto, a Puteaux;
il premio Performance of the Year 2025 – Robo Award va a La Clásica, a San Salvador;
il premio New Entry of the Year 2025 – Solania Award va a Babette, a Stoccolma;
il premio Best Marketing 2025 – Mammafiore Award va a Slice & Pie a Washington;
il premio One to Watch 2025 – Orlando Foods Award va ad ANTO, a Singapore;
il premio Best Dessert List 2025 – Latteria San Salvatore Award va a La Bolla, a Caserta;
il premio Best Fried Food 2025 – Il Fritturista – Oleificio Zucchi Award va a Fratelli Figurato, a Madrid.
Inoltre, sono stati consegnati attestati e riconoscimenti a persone ed organizzazioni che si sono distinte durante l’anno per il loro lavoro nella valorizzazione della pizza. Primo tra tutti, il premio Outstanding Career Achievement 2025 – Fedegroup Award assegnato a Jonathan Goldsmith di Spacca Napoli Pizzeria, a Chicago. Tra le associazioni, il riconoscimento all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e al Gruppo la Piccola Napoli per la Promozione dell’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano in Italia e nel Mondo; tra gli eventi di settore, il riconoscimento all’European Pizza Show, a Londra, al SIGEP WORLD, a Rimini, e a TuttoPizza, a Napoli, per la Promozione della Pizza in Italia e nel Mondo.
A salire sul palco, nel corso della serata, anche John Arena, che già a New York aveva ritirato il premio speciale Icon 2025 Award, per aver dedicato la sua vita alla pizza artigianale negli Stati Uniti, e a cui è andato il plauso degli organizzatori per il suo impegno nella John Arena Foundation, organizzazione non profit dedicata alla creazione di attività culinarie rivolte a persone affette da disturbi neurologici.
Sono 37 i paesi presenti nella classifica mondiale 2025: prima l’Italia con 41 locali, seguita dagli Stati Uniti d’America con 16 e dal Brasile con 6. Le città più rappresentate sono Napoli e San Paolo con 5 locali a testa, seguite da New York, Milano e Caserta con 4. (aise) 




Un premio per i Lucchesi che si sono distinti all’estero

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premio ai lucchesi che si sono distinti allestero 2025 immagine19Donne e uomini, diversi imprenditori, un’avvocata, un giudice, un batterista, un giornalista, un architetto, ma soprattutto figure di riferimento per la comunità dei Lucchesi all’estero. Ecco i 15 nomi che saranno premiati nella cerimonia dedicata al Premio ai Lucchesi che si sono distinti all’estero nel 2025, nell’ambito della professione e della valorizzazione dei legami con la terra d’origine. I riconoscimenti saranno consegnati sabato 13 settembre alle 16,30 durante la 52esima cerimonia di conferimento del premio nato grazie all’iniziativa della Camera di commercio e dell’associazione Lucchesi nel Mondo (la prima cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti risale al 1971). A presentare l’iniziativa alla stampa il presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini, e la presidente dell’associazione Lucchesi nel Mondo, Ilaria Del Bianco. Questo premio – spiega la nota – vuole sottolineare e riconoscere la vicinanza della città natale a quei conterranei che, operando nel campo dell’imprenditoria e del lavoro, delle professioni, della cultura e del volontariato, hanno contribuito alla crescita economica e sociale dei Paesi di accoglienza, anche nel nome della propria terra d’origine.  “Celebrare i nostri concittadini che si sono distinti all’estero – ha dichiarato Valter Tamburini, presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest – significa valorizzare un capitale umano e culturale che non appartiene solo al passato, ma che continua a produrre risultati straordinari nel mondo e a rafforzare il senso di comunità della nostra terra.  Un patrimonio che unisce le tre province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa e che trova nuova forza proprio grazie ai percorsi degli emigrati e dei loro discendenti”.

“Ringrazio personalmente e come associazione l’ente camerale, – ha detto Ilaria Del Bianco, presidente dell’associazione Lucchesi nel Mondo – per esserci stati vicini nel corso del tempo. Si tratta di una collaborazione che va avanti dal 1971 per quello che riguarda il premio ma dalla nascita dell’associazione per quanto riguarda i rapporti. Già si considerava, allora, il patrimonio delle relazioni all’estero come un valore aggiunto per il territorio. Sono più di 1300 le persone premiate nel corso degli anni. Di tutte, la nostra associazione conserva un prezioso archivio di testimonianze, memoria viva non di una cartolina bella ma polverosa ma di quello che i nostri hanno realizzato all’estero. L’elenco di quest’anno testimonia che questo attaccamento al territorio è ancora forte, nelle persone che sono partite e nelle seconde e terze generazioni. Significa che il nostro territorio ha lavorato bene come sistema, nel tempo.”

Nell’assegnazione dei premi il Comitato di Valutazione tiene in considerazione il legame economico con il territorio di origine, il compimento di studi universitari, l’impegno in attività culturali che denotino con chiarezza il mantenimento di un legame con la terra di origine, l’impegno in attività sociali, professionali ed artistiche.

Con l’allargamento del premio agli emigrati delle province di Pisa e Massa-Carrara, che avviene per il secondo anno, i premiati sono Carlo Travaglini, nato a Licciana Nardi in provincia di Massa-Carrara, imprenditore in Australia nell’ambito dell’import di vini e liquori, e GianCarlo Federighi Toti, nato Santa Maria a Monte in provincia di Pisa e attualmente residente a Burgos, in Spagna, figura di riferimento per l’emigrazione italiana qualificata, ed esempio di integrazione riuscita, di spirito imprenditoriale e di servizio verso il Paese d’origine, già Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

Il Premio alla Memoria va a Giancarlo Del Vita, lucchese di Columbus, architetto e designer di rilievo internazionale con una carriera che si è sviluppata tra l’Italia e gli Stati Uniti, scomparso tragicamente l’anno scorso in un incidente stradale.

In questa edizione il comitato per l’assegnazione dei riconoscimenti ha anche individuato una figura da insignire con il “Premio Giovanni Martinelli”, un premio speciale destinato a chi si è particolarmente distinto nella comunità per scopi sociali e benefici. Il premio, che ricorda la figura del medico sindaco di Lucca dal 1965 al 1972. Lo riceve Ronnie Convery, figura di spicco nel panorama culturale e istituzionale scozzese, noto per il suo impegno nella promozione della comunità italo-scozzese, della comprensione interculturale, della fede e della solidarietà tra le comunità italiane e scozzesi.

“Lucchesi che si sono distinti all’estero”, elenco premiati 2025:

  1. John Amabile (Glasgow, Scozia, originario di Gallicano, Lucca, interior designer); 2.Elena Chiesa Onesti (figura di rilievo nella comunità italo-americana di Chicago, Illinois, USA, nata a Barga, Lucca); 3.Benjamin Coats (Alameda, California, USA, originario di Lucca, giudice della Corte Superiore della California); 4.Fabrizio Lencioni (Germiston, Sud Africa, originario di Porcari, imprenditore e manager di grande esperienza, specializzato nella gestione delle operazioni di scommesse sportive e nello sviluppo di reti in franchising); 5. Tricia Maltagliati (medico a Washington, Maryland, USA, originaria di Altopascio); 6.Horacio Raúl Mannelli (Mar del Plata, Argentina, originario di Massa Sassorosso, educatore e tecnico); 7. Marisa Mitchell (Londra, UK, originaria di Roggio, in Garfagnana, lavora per il National Health System – NHS del Regno Unito); 8.Lawrence “Larry” Nibbi (San Francisco, California, USA, originario di Carraia, Capannori, Lucca, imprenditore nel settore delle costruzioni nella Bay Area di San Francisco);
  2. Joseph “Joe” Pacini (Chicago, Illinois, USA, originari di Lucchio, Bagni di Lucca, imprenditore nel settore immobiliare di Chicago); 10.Daniel “Pipi” Piazzolla (Buenos Aires, Argentina, nipote del celebre bandoneonista Astor Piazzolla originario di Massa Sassorosso, batterista, compositore e docente); 11. Catherine Michele Stefani (San Francisco, California, USA, di origini lucchesi, avvocata e politica statunitense); 12. Carlo Travaglini (Melbourne, Australia, nato a Licciana Nardi, Massa Carrara, imprenditore nell’ambito dell’import di vini e liquori) – Premio dedicato agli emigrati residenti all’estero, originari delle province di Pisa e Massa-Carrara; 13. GianCarlo Federighi Toti (Burgos, Spagna, nato a Santa Maria a Monte, Pisa, ingegnere e imprenditore) – Premio dedicato agli emigrati residenti all’estero, originari delle province di Pisa e Massa-Carrara; 14.   Giancarlo Del Vita (lucchese di Columbus (Ohio, USA), architetto e designer di rilievo internazionale, con una carriera che si è sviluppata tra l’Italia e gli Stati Uniti) – Premio alla memoria; 15.  Ronnie Convery (Glasgow, Scozia, figura di spicco nel panorama culturale e istituzionale scozzese) – Premio Giovanni Martinelli

Le attività dell’associazione Lucchesi nel Mondo sono sostenute dal Ministero della Cultura, dal Comune di Lucca – ViviLucca, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, dalla Camera di Commercio TNO e dai Comuni che sono soci dell’associazione tra cui Pescaglia, dove ha sede il Museo Pucciniano di Celle.  La cerimonia si terrà nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, a ingresso libero. (Inform)




La bandiera del Museo dell’emigrazione dalla Sicilia a New York

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8bandierameiÈ salpata la mattina di sabato, 6 settembre, dal porto di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, la barca a vela in alluminio Nesea, 13 metri, diretta a New York. A guidarla è l’architetto e velista Francesco Felice Buonfantino, progettista del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova e del futuro museo dell’emigrazione di Napoli. Con lui a bordo la compagna e alcuni amici, pronti a risalire la costa orientale degli Stati Uniti lungo la storica Intracoastal Waterway, fino al Canada.
Il viaggio ha un forte valore simbolico: ripercorrere il cammino degli emigranti italiani verso l’America e issare all’arrivo a New York una bandiera del MEI, che sarà poi consegnata a Ellis Island, luogo emblematico della memoria dell’emigrazione italiana.
“Siamo tutti figli delle migrazioni e il contributo dei migranti ha arricchito le società di ieri come quelle di oggi”, affermano il presidente del MEI Paolo Masini e il direttore Pierangelo Campodonico. “Portare la nostra bandiera a Ellis Island è un atto che unisce passato e futuro, costruendo un ponte ideale tra Italia e America”.
Il progetto intende così unire memoria storica e attualità, raccontando i sacrifici degli italiani partiti in cerca di futuro e offrendo una riflessione sul fenomeno migratorio contemporaneo. (aise)




Nat5 Live in Messico: l’Italia sostiene la tutela della biodiversità

nat5livepuntovert

nat5livepuntovertTra pochi giorni, Città del Messico ospiterà il forum internazionale Nat5 Live, un evento progettato per mettere in contatto governi, aziende e sviluppatori di iniziative sostenibili per promuovere la conservazione e il ripristino della biodiversità attraverso i mercati volontari della natura.

I rappresentanti di 30 progetti certificati incontreranno fondi di investimento, multinazionali e organizzazioni imprenditoriali —tra cui la Camera di Commercio Italiana in Messico— per effettuare l’acquisto e la vendita di crediti di rigenerazione ambientale senza l’intervento di terze parti.

In questo schema, le organizzazioni che desiderano compensare la propria impronta di carbonio o raggiungere obiettivi di sostenibilità acquistano crediti da progetti che rimuovono o riducono i gas serra dall’atmosfera.

Le iniziative, che possono includere la riforestazione, l’agricoltura rigenerativa o il ripristino delle zone umide, generano un certo numero di crediti, ciascuno equivalente a una tonnellata di anidride carbonica catturata o evitata. Una terza parte verifica i crediti per garantirne l’autenticità e l’impatto prima che vengano scambiati in un mercato volontario. Le aziende acquirenti li utilizzano per sostenere i propri impegni ambientali e incentivare gli sviluppatori a proseguire i loro progetti di riqualificazione.

Nat5 è uno standard di crediti positivi per la natura, che mira non solo ad arrestare la perdita di biodiversità, ma anche a invertirla entro il 2030.

In questo contesto, il forum Nat5 Live pone il Messico all’avanguardia nella creazione di un modello che trasforma la natura in una risorsa strategica.

L’evento si terrà il 6 e 7 ottobre nella sede dell’Istituto Messicano per la Giustizia, a Coyoacán, e presso il Centro de las Artes di San Ángel.

Il programma include discorsi programmatici, panel, mostre e sessioni in cui gli sviluppatori dei progetti presenteranno soluzioni, per le quali saranno in circolazione oltre un milione di crediti.

da puntodincontro.mx




Webinar Internazionale “Gli italiani, il Mezzogiorno e l’Australia” | 10 settembre 2025

queensland foto copertina

queensland foto copertinaIl Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es.) per il Queensland e il Territorio del Nord insieme al giornalista e direttore della rivista “Direzione Impresa Magazine”, Domenico Letizia e alla Sognatrice e Fondatrice del portale “Vera Italia”, Chiara Barbera, presentano il webinar “Gli italiani, il Mezzogiorno e l’Australia: alla scoperta delle proprie radici”, un momento di confronto e approfondimento sui legami storici, culturali e affettivi che uniscono la comunità italiana del Sud in Australia. L’iniziativa si inserisce nel quadro del turismo delle radici e delle attività di promozione culturale e identitaria delle comunità italiane all’estero. Il webinar mira a valorizzare il contributo della diaspora meridionale allo sviluppo del Queensland, evidenziando l’impatto storico, sociale ed economico della migrazione e il ruolo delle identità regionali nel rafforzare i rapporti tra Italia e Australia.  Verranno inoltre presentati progetti attivi nel campo del turismo delle radici, del racconto del patrimonio e dell’heritage italiano.

Il webinar vedrà i saluti istituzionali di Rosaria Vecchio, Presidente del Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es.) per il Queensland e il Territorio del Nord e Luna Angelini Marinucci, Console d’Italia per il Queensland e il Territorio del Nord. Successivamente interverranno Yuri Buono, Responsabile Comunicazione di Italea Campania – il progetto del turismo delle radici; Maria Clara Vetruccio, Giornalista della rivista italo australiana “La Fiamma” e “Il Globo”; Marco Testa, Redattore di “Allora Magazine” e Franco Papandrea, già Professore di Comunicazione alla University of Canberra. Il webinar sarà moderato da Domenico Letizia, giornalista, communication manager e direttore della rivista “Direzione Impresa Magazine”, nonché già responsabile per la provincia di Caserta del progetto Italea Campania occupandosi delle attuali connessioni tra il Québec, il Canada e i numerosi borghi della provincia di Caserta e di Benevento. Il webinar vedrà la partecipazione e una relazione anche di Chiara Barbera del Portale Vera Italia, un progetto di turismo innovativo per rilanciare la promozione del patrimonio culturale italiano.

Per seguire i lavori tramite piattaforma Zoom: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_RiMLoZaYR8ufR2vcydnScQ




USA: Il nuovo ambasciatore Peronaci a Washington presenta il suo fitto programma

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img 5352Il nuovo ambasciatore italiano negli USA, Marco Peronaci, subentrato a Mariangela Zappia, ha fatto il suo debutto a Washington DC con un ampio programma di lavoro e un occhio attento al dialogo con gli italiani presenti negli States.

“È con emozione e onore che assumo l’incarico di Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America. Ringrazio il Presidente della Repubblica e il Governo italiano per la fiducia. Mi impegnerò con tutto me stesso nelle mie nuove funzioni nell’interesse della nostra amata Italia”, ha esordito il nuovo Ambasciatore italiano a Washington, nel suo primo videomessaggio indirizzato alla comunità dopo aver assunto le sue funzioni da capo missione negli USA.
Politica estera, rapporti commerciali, il ruolo della collettività, dei ricercatori italiani e gli scambi culturali sono stati i temi toccati dal diplomatico che già la prossima settimana sarà in Texas per la sua prima visita ufficiale lontano da Washington.
“Arrivo a Washington in una fase eccezionalmente positiva dei rapporti bilaterali”, ha rilevato Peronaci. “Con la Dichiarazione congiunta adottata dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Presidente Trump lo scorso aprile, è stato tracciato un percorso ambizioso e concreto per approfondire l’alleanza strategica tra i nostri Paesi. Roma e Washington lavorano fianco a fianco per la pace, la stabilità e la prosperità, unite da un patrimonio di valori e interessi condivisi e da una lunga storia di incontri e feconde relazioni. Un dialogo costante, scandito anche dai frequenti contatti del Vice Presidente del Consiglio Tajani con il Segretario di Stato Rubio, a testimonianza della profonda sintonia transatlantica”.
Sul fronte economico, Peronaci ha evidenziato che “gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale dell’Italia fuori dall’Europa. L’interscambio nel 2024 ha raggiunto la cifra record di circa 140 miliardi di dollari: una solida base su cui continuare a costruire. Accanto ai settori tradizionali del Made in Italy quali l’automotive, le eccellenze della cucina e del vino italiane [prosecco, prosciutto e parmigiano], la moda e il design, lavorerò per ampliare la collaborazione bilaterale alle aree a più alto contenuto di innovazione e valore aggiunto. Penso ad esempio allo spazio, dove collaboriamo con le più importanti aziende americane e con la NASA per garantire la nostra presenza nelle orbite basse, sulla Luna e su Marte, o alle tecnologie legate alle nuove energie come la fusione nucleare. L’Italia e il suo sistema delle imprese sono attori cruciali dell’economia americana: gli investimenti italiani ammontano a circa 43 miliardi di dollari, con 6.000 aziende a partecipazione italiana che danno lavoro a quasi 300.000 persone, anche in settori tecnologici di punta”.
Ed ha aggiunto: “Nel corso della mia missione intendo dedicare una forte attenzione al dialogo con i connazionali. Ai moltissimi italiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti rendendoci orgogliosi voglio confermare che l’Ambasciata, la rete consolare e tutto il Sistema Italia che qui opera sono al vostro fianco. Rivolgo un caloroso saluto alla numerosa comunità italo-americana, un ponte fondamentale tra i due Paesi. So di poter contare sul calore e l’affetto degli amici americani, che riflettono il rapporto così speciale che esiste tra Italia e Stati Uniti. Per molti americani, l’Italia è luogo iconico di arte e bellezza. Sono oltre quattro milioni i turisti americani che ogni anno vengono in visita nel nostro Paese. Ma per moltissimi giovani è anche un centro d’istruzione d’avanguardia: l’Italia è da anni la prima destinazione degli americani che decidono di studiare all’estero”.
Gli Stati Uniti, ha aggiunto l’amb. Peronaci, “ospitano anche una delle più significative comunità di ricercatori italiani, oltre 15.000, che con il loro impegno quotidiano contribuiscono allo sviluppo scientifico e tecnologico dei nostri Paesi, dalle scienze di base fino a settori di punta come l’intelligenza artificiale, il bio-medicale, le tecnologie quantistiche e lo spazio. Italia e Stati Uniti affondano le proprie radici negli stessi valori. L’intreccio di vicende storiche e umane ha comportato una commistione nelle arti, nella musica, nel cinema che ha prodotto risultati profondi e formidabili. Dall’architettura della capitale americana, con il Campidoglio, all’impronta che la società americana ha dato al grande cinema italiano, sono innumerevoli le influenze reciproche fra i nostri Paesi e culture”.
“L’arte contemporanea si è sviluppata proprio grazie a questi contatti”, ha rilevato ancora l’amb. Peronaci. “Una vicenda esemplificativa è quella di Fortunato Depero, artista che dall’Italia del futurismo è approdato a New York, dove si è mescolato con le avanguardie americane per poi rientrare nei luoghi di origine. Proprio alla figura di Depero è dedicata una mostra che apriremo il 9 settembre qui in Ambasciata, a fianco di tante altre importanti iniziative di diplomazia culturale che realizzeremo grazie alla rete consolare e agli Istituti di Cultura”.
L’Ambasciatore ha poi anticipato che la sua prima visita fuori da Washington “sarà già la prossima settimana in Texas, dove inaugurerò l’esposizione di statue dell’Antica Roma della Collezione Torlonia, a Fort Worth. Il valore delle nostre radici da un lato, e la ricerca artistica contemporanea dall’altro saranno i due poli attorno ai quali si articolerà il nostro impegno per raccontare l’Italia negli Stati Uniti”.
Il 2026, ha aggiunto, “sarà ricco di appuntamenti importanti, a partire dalle celebrazioni del 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza americana. Senza dimenticare le molte opportunità offerte dalla diplomazia dello sport, dai Mondiali di Calcio negli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, due anni prima di quelle di Los Angeles nel 2028. Guardiamo al futuro con fiducia ed energia: insieme sapremo cogliere le nuove opportunità che nascono dai profondi cambiamenti in corso. Il Presidente del Consiglio Meloni ha di recente osservato che l’Italia e gli Stati Uniti sono “nazioni sorelle”.
“È con questo spirito”, ha concluso l’amb. Peronaci, “che comincio oggi a lavorare, certo di poter contare sul sostegno di tutti voi per sviluppare in modo ottimale il potenziale delle nostre relazioni”.
da Il Giornale Diplomatico