Al Comites di Houston Ferragosto con l’aperitivo

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31ferragostohoustonÈ in programma oggi pomeriggio dalle 18.00 alle 21.00 al Fellini Rice Village di Houston l’Aperitivo di Ferragosto organizzato dal Comites come occasione di incontro e dialogo per tutti gli italiani del territorio.
L’incontro, si legge nell’invito, “sarà un’occasione per conoscere meglio il Comites, scoprire le attività svolte finora e rafforzare il legame con la comunità. In un clima informale il Comites ascolterà le idee, le esperienze e le riflessioni degli italiani del Texas per costruire insieme un dialogo aperto, partecipato e autentico”.
Infine, non mancherà un momento per “celebrare il Ferragosto, riscoprendo il valore delle tradizioni italiane anche lontano da casa”. (aise)




USA, il Consolato Generale a Miami alla ricerca di un console onorario a Tallahassee: candidature aperte fino al 15 agosto

usa il consolato generale a miami alla ricerca di un console onorario a tallahassee candidature aperte fino al 15 agosto immagine5

usa il consolato generale a miami alla ricerca di un console onorario a tallahassee candidature aperte fino al 15 agosto immagine5Il Consolato Generale d’Italia a Miami intende nominare un titolare per l’istituendo Consolato onorario d’Italia a Tallahassee, Florida per lo svolgimento di funzioni di assistenza in favore dei cittadini italiani e tutela degli interessi italiani nell’area di competenza. Il funzionario consolare onorario deve risiedere nel territorio dove ha sede l’Ufficio Onorario (in questo caso Tallahassee, Florida). Il funzionario consolare onorario viene scelto fra persone, preferibilmente di cittadinanza italiana, che godano di stima e prestigio e che diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari.  È altresì opportuno che i candidati abbiano una sufficiente padronanza della lingua italiana. I funzionari consolari onorari sono dei volontari. Il conferimento di un incarico per l’esercizio delle funzioni consolari onorarie non costituisce un rapporto di pubblico impiego, né un rapporto di lavoro subordinato, bensì un rapporto di servizio volontario per l’espletamento di mansioni onorarie in favore dello Stato. L’incarico del funzionario consolare onorario è del tutto onorifico e gratuito, non potendosi considerare come retribuzione gli eventuali contributi corrisposti dallo Stato. Le spese per il funzionamento degli Uffici consolari onorari, dunque, sono primariamente a carico dei titolari degli uffici stessi. Coloro che, avendo i requisiti minimi indicati di seguito, siano interessati a candidarsi, possono inviare il curriculum e una copia del documento di identità in corso di validità (passaporto italiano o americano), corredati da una breve lettera di motivazione, entro il 15 agosto 2025, all’indirizzo segreteria.miami@esteri.it , specificando nell’oggetto: “candidatura per CO a Tallahassee”.  Per la normativa italiana, la titolarità di Uffici consolari onorari non può essere attribuita ai componenti dei Comitati degli Italiani all’Estero, così come ai responsabili dei Patronati e a quanti appartengano agli organi degli Enti Gestori di scuole paritarie o degli Enti Gestori/Promotori di iniziative scolastiche. Non possono essere titolari di uffici consolari onorari coloro che siano impiegati in uffici governativi di qualsiasi livello (federale, provinciale o municipale), o che siano funzionari pubblici eletti. Il Consolato tiene a precisare che non si tratta né di una procedura concorsuale né di una para-concorsuale: per questo si riserva di valutare le candidature pervenute e di ricontattare esclusivamente i candidati che saranno ritenuti idonei per un colloquio esplorativo, ad insindacabile giudizio del Consolato stesso. Una volta individuato un candidato idoneo, la proposta del Consolato sarà trasmessa al Ministero degli Esteri nonché alle autorità americane competenti. (Inform)




Successo per il IV Congresso MAIE di Mar del Plata e Costa Atlantica

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congresso maie mdpGrande successo per il IV Congresso MAIE Mar del Plata e Costa atlantica, tenutosi lo scorso sabato 9 agosto nella denominata “città felice” della Repubblica Argentina.

Oltre duecento “italo-marplatenses” tra italiani all’estero e italo-discendenti, la maggioranza delegati di ogni angolo della circoscrizione, hanno partecipato all’incontro. Forte la presenza dei rappresentanti delle associazioni italiane locali.

Dal Brasile, per l’occasione, è arrivata Luciana Laspro, coordinatrice MAIE in terra brasiliana, già candidata al Senato per il Movimento in occasione delle ultime elezioni politiche.

Tra gli altri nomi presenti che vale la pena di menzionare, Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires; Jorge Sereni, coordinatore MAIE CABA e vicepresidente Fediba; Maru Serrano, presidente Intercomites Argentina; Gerardo Pinto, CGIE e Coordinatore MAIE Lomas de Zamorra.

E poi Carlos Malacalza, presidente Feditalia, Mariano Gazzola, Coordinatore MAIE America Latina e vicepresidente CGIE America Latina; Marcela del Prete, presidente della Federazione delle associazioni italiane di Mar del Plata; Maria Nicolasa Sparisci, presidente Comites Rosario. Presenti, inoltre, tutti i membri MAIE del Comites locale.

Molto soddisfatti gli organizzatori: “Sono arrivati italiani da quindici diverse località della provincia di Mar del Plata – dichiara Marcelo Carrara, coordinatore MAIE MdP -, abbiamo lavorato tutti insieme analizzando temi di fondamentale importanza per gli italiani nel mondo. A cominciare dalla nuova e infame legge di cittadinanza voluta dal ministro degli Esteri Tajani, una norma che limita fortemente lo ius sanguinis e uccide l’italianità oltre confine.

Abbiamo poi affrontato l’argomento che riguarda le elezioni di Comites e CGIE: siamo già al lavoro per prepararci a vincere le sfide che verranno.

Si è parlato di nuove generazioni, di possibili intercambi tra Italia e Argentina a livello di sport, cultura, università. E poi – conclude Carrara – abbiamo già fissato la data del primo congresso MAIE mondiale dedicato ai giovani, che si terrà tra un anno proprio a Mar del Plata”.

A presiedere il Congresso il presidente del MAIE, Ricardo Merlo, accompagnato dall’On. Franco Tirelli, che ha illustrato tutti i dettagli della nuova legge sulla cittadinanza italiana e di altre iniziative legislative che il MAIE sta portando avanti in Parlamento.

Tra i presenti, anche Antonio Iachini, coordinatore MAIE Americhe: “Non capiamo come la classe dirigente italiana sia così miope da non vedere il potenziale che esiste negli italiani nel mondo – soprattutto in quelli che vivono nelle Americhe -, per l’Italia e per gli italiani tutti”.

“Noi italiani all’estero – prosegue l’esponente del Movimento Associativo – non smetteremo mai di difendere l’Italia, perché così ci hanno insegnato i nostri genitori, i nostri nonni. Chiediamo all’Italia – conclude Iachini – di reagire, di guardare avanti, di capire che il futuro è nell’italianità presente nelle Americhe, quell’italianità sviluppatasi nel corso dei decenni grazie ai nostri predecessori”.




A Matera premiati i talenti lucani nel mondo

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11lucanipremioGrande partecipazione e forti emozioni per il Premio Mondi Lucani 2025, che l’8 agosto a Matera ha trasformato lo spazio di Alvino Relais – Mulino Contemporaneo in un crocevia di storie e visioni per il futuro della Basilicata.
Un pubblico partecipe e attento, tra istituzioni, imprese, giovani, cittadini e rappresentanti della comunità lucana nel mondo, ha fatto da cornice alla settima edizione del Premio Mondi Lucani.
La serata è stata animata da racconti intensi e coinvolgenti dei sei protagonisti premiati: Oreste Buonomo – Professore Ordinario di Chirurgia all’Università della Basilicata e Direttore della Breast Unit del Policlinico Tor Vergata di Roma; Marina Calculli – Docente di Relazioni Internazionali all’Università di Leiden (Olanda); Cristiana De Filippis – Docente di Analisi Matematica all’Università di Parma; Walter Nicoletti – Attore, regista, produttore e distributore cinematografico; Serena Porcari – Presidente di Dynamo Academy e CEO di Dynamo Camp; Domenico Tamburrino – Dirigente medico presso l’Unità di Chirurgia del Pancreas all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Storie di successo, ma soprattutto di ritorno simbolico e concreto verso la Basilicata, nel segno dei valori fondanti del Premio: connessione, restituzione e network.
I Premiati hanno dato testimonianza della loro idea di “Restituzione” nel corso degli interventi esplicitando al pubblico le attività che intendono svolgere nei prossimi mesi a beneficio dei giovani, delle comunità e del mondo dell’impresa.
La Regione Basilicata è stata rappresentata dal vicepresidente Pasquale Pepe che ha premiato il dottor Domenico Tamburrino originario di Tolve, esprimendo la sua personale stima per la dedizione e l’attenzione del medico verso i malati oncologici.
“L’edizione 2025 del Premio Mondi Lucani è la conferma più viva che questo progetto è molto più di un riconoscimento: è un generatore di opportunità, un motore di saperi che tornano a casa, un cantiere di relazioni autentiche che uniscono persone, territori e visioni”, ha dichiarato Maria Andriulli, presidente dell’Associazione Mondi Lucani ODV.
La presenza di Rocco Carriero, Premiato Mondi Lucani 2019, in rappresentanza della Columbus Citizens Foundation di New York e di Nicolas Comby, vicepresidente dell’organizzazione ARSEN della Normandia, ha testimoniato la capacità del Premio di costruire relazioni che permettono la narrazione di una terra come la Basilicata, operosa, straordinaria e dalle grandi potenzialità.
Particolarmente importante l’omaggio ai 50 anni della CNA Matera, co-organizzatrice dell’evento. Il dialogo tra le “menti” lucane nel mondo e le “mani” degli artigiani locali ha preso forma in una suggestiva esposizione curata da cinque maestri dell’artigianato – Gianfranco Montano, Mario Daddiego, Maria Bruna Festa, Paola Buttiglione e Nicola Graziadio – che hanno saputo raccontare la Basilicata attraverso materia, visione e bellezza.
“Grazie al Premio Mondi Lucani e alla premiata 2019 Florence Di Taranto è nata una collaborazione importante con ARSEN, l’associazione normanna dell’eccellenza artigiana”, ha spiegato il Presidente di CNA Matera, Leonardo Montemurro. “Nei giorni scorsi ho accompagnato il vicepresidente Nicolas Comby a visitare piccole aziende e botteghe dei Sassi: è rimasto colpito dalla qualità del nostro lavoro. In occasione del Premio Mondi Lucani 2025, abbiamo firmato un protocollo d’intesa che porterà le imprese materane a una delle fiere più importanti in Normandia. È un ponte che guarda al 2026, quando Matera sarà Capitale Euromediterranea della Pace e del Dialogo, e al 2027 per le celebrazioni di Guglielmo il Conquistatore, rafforzando il legame tra Normandia, Basilicata e Mediterraneo”.
Apprezzamento anche per la Special Edition del dono riservato ai premiati: un’opera realizzata dallo Studio AtmoSphère di Claudia Nodari, ispirata agli affreschi della Cripta del Peccato Originale, capolavoro rupestre della Murgia materana, che ha aggiunto un ulteriore simbolismo alla serata.
Il Premio Mondi Lucani 2025 non si conclude con l’evento di Matera: in autunno volerà nuovamente a New York, nella sede della Columbus Citizens Foundation, con la sezione “Radici”, inserita nella terza edizione dell’evento internazionale “Basilicata: a Wonderful Land”. Un ponte culturale e identitario che continua a rafforzarsi, edizione dopo edizione.
Ha dialogato con i premiati Giovanni Volpe, HR Manager e consulente aziendale.
Il Premio Mondi Lucani è stato organizzato da Mondi Lucani in collaborazione con CNA Matera, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e il patrocinio di Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera, APT Basilicata, Parco della Murgia Materana, Università degli Studi della Basilicata, oltre alla collaborazione con Columbus Citizens Foundation (New York), Basilicata Creativa, Istituto del Design, Mutual Benefit Society San Rocco, Basilicata Cultural of Canada, Confapi, Lippolis Assicurazioni, Petruzzi Mobilità – Turismo – Sostenibilità. (aise) 




Avenida Italia: concluso a L’Avana il nuovo laboratorio dell’AICS

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6aicsSi è concluso nelle scorse ore l’ultimo laboratorio organizzato dall’AICS de L’Avana all’interno del progetto “Avenida Italia”.
Il programma formativo è stato quindi il Laboratorio urbano di idee per Avenida Italia, che ha visto la partecipazione di 20 giovani professionisti di varie discipline come architettura, geografia, arti plastiche, sociologia tra altre materie, che hanno apportato un valore aggiunto ai contenuti e al metodo condiviso dal Collettivo Innovativo Ad Urbis, responsabile del coordinamento del workshop.
Durante le due settimane di lavoro, sono state formulate strategie incentrate sullo spazio pubblico, la mobilità pedonale, l’equità di genere nell’uso della città, l’accesso ad attività produttive e la riqualificazione dell’ambiente urbano. I partecipanti hanno proposto soluzioni integrate per trasformare zone marginali in ambienti vivi e comunitari. L’intervento finale nella piazza che ospita la scultura Primavera dell’artista Rafael San Juan è stato il risultato tangibile di questo processo collettivo.
L’idea alla base del progetto Avenida Italia è quella di stimolare il talento dei giovani, favorire occasioni di scambio, partecipazione e trasformazione, raccontare in modo diverso l’Avenida Italia de l’Avana. Il progetto gode dell’accompagnamento e del sostegno finanziario dell’Italia, in modo che oggi l’incrocio abbia un’altra immagine grazie al talento di tante persone che hanno reso possibile il cambiamento.
Attraverso l’iniziativa Avenida Italia, la Cooperazione italiana e AICS, insieme al Governo Provinciale de L’Avana, il governo del quartiere di Centro Habana e Union Camere Piemonte, sta promuovendo un innovativo processo di recupero del tessuto urbano, economico e sociale di questa zona emblematica della città del quale il laboratorio fa parte.
Dal 2022, il progetto “Riqualificazione urbana integrata per il rafforzamento locale e l’impulso di economie emergenti, ecologiche, sostenibili, comunitarie e creative”, altrimenti noto come Avenida Italia, ha articolato azioni culturali e formative, con enfasi sullo sviluppo delle capacità dei giovani e delle donne con l’obiettivo di accompagnare il processo di recupero integrale del quartiere Centro Habana, contribuendo alla valorizzazione della sua immagine architettonica e urbanistica.
Il progetto ha dimostrato che la trasformazione urbana può essere inclusiva, sostenibile e partecipativa, con l’arte, i giovani e la collaborazione internazionale come motori fondamentali.
L’angolo tra Avenida Italia e Malecón, un tempo degradato e inutilizzato, è oggi un esempio concreto di come recuperare spazi grazie alla creatività, all’impegno e al protagonismo dei giovani. (aise) 




Cittadinanza, il parere del Cgie sul DDL 2369 volto alla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero

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cgie immagine20Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha espresso il proprio parere formale e obbligatorio in merito al disegno di legge 2369/2025, “Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero”, attualmente all’esame della Commissione Affari Esteri della Camera, che sul tema il 26 giugno ha audito la segretaria generale del Cgie Maria Chiara Prodi. Nel parere si evidenzia come, pur con l’obiettivo dichiarato di razionalizzare le procedure e rendere più efficiente il sistema di riconoscimento della cittadinanza, il provvedimento contenga elementi che rischiano di compromettere il pieno esercizio dei diritti da parte degli italiani residenti all’estero. In particolare, l’impianto amministrativo delineato potrebbe generare disfunzioni nel rapporto tra cittadino e Stato, già fortemente segnato dalla gestione non uniforme dei dati anagrafici e dalla digitalizzazione incompleta. Uno dei principali nodi critici evidenziati nel parere riguarda la gestione dei dati anagrafici tra Ministero dell’Interno e Ministero degli Affari Esteri, che operano su banche dati separate. La mancata interoperabilità automatica tra Comuni italiani e Consolati all’estero continua a produrre disallineamenti, che il DDL 2369 non sembra affrontare in modo efficace. Per il Cgie inoltre la centralizzazione a Roma del trattamento delle pratiche di cittadinanza rappresenta un rischio concreto di rallentamento delle procedure e di perdita di competenze maturate dai Consolati. Inoltre, la documentazione cartacea inviata per posta, spesso da Paesi che rilasciano solo certificati digitali, rischia di compromettere l’efficienza e l’affidabilità dell’intero sistema. In proposito dal Cgie viene sottolineato il valore delle competenze consolidate dagli uffici consolari nel trattare la documentazione straniera, difficilmente trasferibili a un organismo centralizzato. Per il Consiglio Generale la nuova organizzazione rischia quindi di disperdere un patrimonio amministrativo fondamentale, oltre a indebolire la relazione tra cittadini e Stato, già oggi percepita come distante e farraginosa. L’introduzione di criteri discrezionali e quote non definite per la trattazione delle domande di cui il richiedente non può avere contezza rappresenta inoltre la limitazione di un diritto soggettivo che viene subordinato alla disponibilità di risorse e di personale. Richiamando il principio costituzionale di sussidiarietà, il Cgie si interroga poi sulla scelta di non coinvolgere le organizzazioni di rappresentanza intermedia e di erogazione dei servizi all’estero nella riorganizzazione proposta. Chiede inoltre di riesaminare la competenza ministeriale del nuovo sistema, ritenendo più appropriato e coerente l’incardinamento del servizio centralizzato presso il Ministero dell’Interno rispetto all’attuale previsione della collocazione presso il Maeci. Il Cgie sottolinea infine che continuerà a seguire con costanza il percorso di attuazione della trasformazione amministrativa presentata nel Disegno di Legge e conferma la disponibilità al dialogo, nella convinzione che solo attraverso un confronto costruttivo è possibile realizzare una riforma che semplifichi le procedure senza penalizzare i diritti degli italiani nel mondo. (Inform)




Congresso MAIE Mar del Plata: “Uniti e organizzati per gli italiani all’estero”

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maie mdpSabato 9 agosto si terrà a Mar del Plata, Provincia di Buenos Aires, Argentina, il IV Congresso MAIE Mar del Plata e Costa Atlantica, un evento a cui parteciperanno tantissimi italiani e italo-discendenti che vivono appunto in tutta la costa atlantica del Paese sudamericano: Miramar, Necochea, Pinamar, Mar del Tuyú. Santa Teresita e oltre.

A presiedere i lavori sarà Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, già Sottosegretario di Stato agli Esteri.

Saranno presenti l’On. Franco Tirelli, deputato MAIE, il Coordinatore MAIE America Antonio Iachini, anche membro del Consiglio Generale degli italiani all’estero, e Mariano Gazzola, Coordinatore MAIE America Latina.

Non mancherà naturalmente Marcelo Carrara, coordinatore MAIE Mar del Plata, già membro del Comites locale e consigliere CGIE, presidente della Federazione di Associazioni italiane di Mar del Plata.

Dal Brasile, per l’occasione, arriverà Luciana Laspro, coordinatrice MAIE in terra brasiliana, già candidata al Senato per il Movimento in occasione delle ultime elezioni politiche.

Tra gli altri nomi presenti che vale la pena di menzionare, Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires; Jorge Sereni, coordinatore MAIE CABA e vicepresidente Fediba; Maru Serrano, presidente Intercomites Argentina; Gerardo Pinto, CGIE e Coordinatore MAIE Lomas de Zamorra.

Durante l’incontro verranno discusse le problematiche che più da vicino interessano la comunità italiana locale, a cominciare dai servizi consolari.

Sul tavolo, non poteva mancare un confronto sul tema della cittadinanza italiana, dopo che un famigerato decreto voluto dal governo italiano ha drasticamente tagliato lo ius sanguinis: i congressisti valuteranno le strategie da mettere in campo per combattere questa nuova legge che di fatto uccide l’italianità oltre confine.

“Sarà un appuntamento a cui parteciperanno molti giovani – dichiara il presidente Merlo -, visto anche che il MAIE Mar del Plata è formato da tanti italiani di nuova generazione. Insieme a loro faremo il punto sulla situazione attuale e programmeremo le iniziative future”.

In occasione del Congresso verrà consegnato un importante riconoscimento targato MAIE a uno storico dirigente della comunità italiana, Raffaele Vitiello, già presidente del Comites MdP ed ex consigliere CGIE.

Secondo gli organizzatori, è prevista la presenza di almeno duecento persone, tra italiani e italo-discendenti, provenienti dalla regione di Mar del Plata e di tutta la costa atlantica della Repubblica Argentina.




Le Comunità Piacentine nel Mondo si incontrano a Travo

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4piacentiniLello Albasi, consigliere di Regione Emilia-Romagna del Pd, e Matteo Daffada, consigliere regionale nonché Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, hanno preso parte nello scorso weekend, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, alla cerimonia che ogni anno da 29 anni ricorda chi porta il nome di Piacenza nel mondo per amore delle proprie radici, le comunità piacentine residenti all’estero. Una giornata organizzata dall’associazione Piacenza nel Mondo a Castellaro Fellino, nel comune di Travo, dove sono arrivati tanti rappresentanti del mondo dell’emigrazione.
“Un momento intenso”, lo ha definito il consigliere Albasi svolto nel suggestivo Oratorio della Beata Vergine. Un momento che è servito “per riconoscere l’impegno di chi – pur vivendo lontano – continua a valorizzare le proprie origini, a custodire l’identità del nostro territorio, a sentirsi parte attiva di una comunità che non dimentica”.
“Gli emigrati di ieri e quelli di oggi hanno affrontato difficoltà diverse, ma un elemento li accomuna: l’attaccamento alla propria terra. Un valore che oggi dobbiamo preservare e trasmettere”, ha concluso Albasi congratulandosi con i premiati.
Questi sono i piacentini nel mondo che hanno ricevuto un encomio: Ernesto Bertuzzi e Franco Filippi, Piacentini Benemeriti nel Mondo entrambi residenti negli Stati Uniti; Patrizia Bernelich, presidente delle Comunità Piacentine nel Mondo; Anna Pasquali, premiata per i bassorilievi donati alla chiesetta; Daniela Morsi, della Biblioteca Passerini-Landi, per il lavoro d’archivio e la collaborazione con i piacentini nel mondo; la Famiglia Piasinteina, rappresentata da Danilo Anelli, per i 70 anni di attività.
Daffada, ha poi motivato la sua presenza con un post su Facebook: “per ribadire come non esistano confini ma volontà di stare insieme, di continuare a vivere momenti che uniscano e non dividano”.
Tra i premiati, due piacentini che hanno tenuto alto il nome di Bettola e Travo tra New York e i 5 continenti, e che non hanno mai rescisso il legame con il proprio paese, la propria origine. (aise) 




I padri dimenticati della cittadinanza italiana all’estero: la verità che molti ignorano

mirko tremaglia il padre della cittadinanza italiana all’estero

mirko tremaglia il padre della cittadinanza italiana all’esteroChi ha voluto davvero la legge che riconosce la cittadinanza agli italiani all’estero?

Una domanda che oggi più che mai merita una risposta chiara. Non solo per informare chi non lo sa, ma soprattutto per ricordarlo a chi, pur sapendolo, fa finta di averlo dimenticato.

Un po’ di memoria storica

Nel corso degli ultimi anni, soprattutto con l’aumento delle richieste di cittadinanza iure sanguinis, si è tornati a parlare della legge che consente agli italiani nel mondo – o meglio, ai loro discendenti – di ottenere la cittadinanza italiana.

Ma pochi ricordano chi fu il vero promotore di questa battaglia storica: Mirko Tremaglia.

Ministro per gli Italiani nel Mondo, esponente del Movimento Sociale Italiano e poi fondatore di Alleanza Nazionale, Tremaglia fu l’autore e principale sostenitore della Legge 459 del 27 dicembre 2001, conosciuta appunto come Legge Tremaglia, che riconosceva il diritto di voto agli italiani residenti all’estero e apriva la strada a una cittadinanza piena, dignitosa e partecipativa.

(Lui voleva un’Italia forte anche all’estero. E ci aveva visto lungo.)

Ma Tremaglia fece ancora di più: fu il primo – e ad oggi l’unico – vero Ministro per gli Italiani nel Mondo, con un dicastero specifico, autonomo e dotato di risorse.
Un ministero nato per dare voce a milioni di italiani all’estero e ai loro discendenti.
Un segno concreto che lo Stato italiano riconosceva finalmente quella parte di sé sparsa per il mondo.

Un ministero che però durò poco: venne soppresso dal governo Prodi nel 2006, nel silenzio generale.
Un atto che molti ignorano, ma che segnò la fine di una fase storica in cui l’Italia aveva davvero scelto di occuparsi dei suoi cittadini all’estero in modo strutturale e non solo simbolico.

Tremaglia non agì per tornaconto elettorale, ma per visione politica e culturale: quella di un’Italia capace di restare legata ai suoi figli, anche a migliaia di chilometri di distanza, e di valorizzare una rete mondiale di identità, memoria e appartenenza.

Oggi: tra proclami e ipocrisie

Ed è proprio per questo che oggi fa riflettere (e indignare) vedere alcuni esponenti dell’attuale opposizione parlamentare ergersi a difensori di una legge che per anni hanno criticato, ostacolato o cercato di eliminare.

Lì dove prima si parlava di “abusi”, “discendenti troppo lontani”, “diritti da restringere”, oggi – solo perché sono all’opposizione – quegli stessi politici si scoprono paladini della cittadinanza all’estero.

Una trasformazione improvvisa che sa più di calcolo che di convinzione.

La verità che non si può ignorare

La verità è semplice, e chi conosce la storia la ricorda bene:
l’unico vero paladino della cittadinanza italiana agli italiani nel mondo si chiamava Mirko Tremaglia.
E non sedeva certo tra quelli che oggi fanno proclami sui social o dichiarazioni roboanti in Parlamento.

La sua legge nacque da un principio: la cittadinanza non è solo un pezzo di carta, ma un legame profondo con la nazione, una questione di identità e memoria.
Per questo volle che anche chi non era nato in Italia, ma ne conservava il sangue, il cognome, la cultura e l’amore, potesse sentirsi italiano a pieno titolo.

Non dimentichiamo

In un tempo in cui tutto sembra ridursi a slogan, vale la pena ricordare chi ha davvero costruito ponti tra l’Italia e il mondo.
E vale la pena denunciare l’ipocrisia di chi oggi difende ciò che ieri ha cercato di distruggere.

La cittadinanza italiana all’estero non è un privilegio. È un diritto costruito con passione, coerenza e amore per il Paese.
Chi oggi ne parla solo per convenienza politica non fa onore a quella battaglia, né a chi l’ha combattuta.




CGIE: la legge sulla cittadinanza viola i principi di uguaglianza e irretroattività

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Frutto di una profonda analisi e sintesi delle istanze pervenute dalle comunità italiane all’estero, “preoccupate e disorientate” per i nuovi criteri introdotti in materia di cittadinanza iure sanguinis, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha espresso il proprio parere formale e obbligatorio sulla nuova legge di cittadinanza. Il documento evidenzia quindi come la legge introduca “elementi discrezionali”, quali la residenza del genitore o l’esclusività della cittadinanza italiana, che “snaturano il principio originario della trasmissione del diritto per discendenza”. Inoltre, ad essere maggiormente criticata è anche la previsione di una scadenza retroattiva al 27 marzo 2025 per far valere un diritto ritenuto imprescrittibile dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 25317/2022. Ciò, secondo il CGIE, “viola i principi di uguaglianza e irretroattività” sanciti dalla Costituzione italiana.
La preclusione dell’automatismo rispetto al riconoscimento per i nati all’estero con doppia cittadinanza, inoltre, trasforma, secondo il CGIE, “un valore riconosciuto in un disvalore”. E ciò, comporterebbe la “perdita di un diritto”.
In un momento storico caratterizzato da crisi demografica, il Consiglio generale ha quindi rilevato che le considerazioni all’origine del decreto-legge privilegiano la logica del controllo a quella dell’inclusione. E questo non convince il CGIE “nella visione di lungo termine riguardo la comunità italiana globale”.
Pur esprimendo un parere negativo sul DDL in esame, il CGIE si è però dichiarato comunque favorevole a una riforma della legge sulla cittadinanza che sia frutto, però, del dialogo e del rispetto dei diritti acquisiti. Infine, si è anche confermato disponibile a collaborare con le altre istituzioni dello Stato, nel pieno esercizio del proprio ruolo rappresentativo. (ais