Canada, il 15 luglio riunione straordinaria del Comites di Montréal

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comites montreal logo image“A seguito dell’annullamento della seduta del 3 luglio scorso per mancanza del quorum, è convocata la riunione straordinaria del Com.It.Es. di Montréal per martedì 15 luglio alle ore 17:00”. Lo comunica la Presidente del Comites Anna Colarusso, precisando che la riunione –che si terrà in modalità telematica sulla piattaforma Zoom – è convocata “al fine di discutere e deliberare sui seguenti punti all’Ordine del Giorno: Verifica del quorum; Approvazione dell’ordine del giorno; Approvazione del verbale della riunione del 29 aprile 2024; Richiesta di fondi supplementari per nuove iniziative da realizzare entro la fine dell’anno, tra cui: Convegno informativo sulle nuove disposizioni normative in materia di Cittadinanza italiana; Accoglienza di una compagnia teatrale napoletana a Montréal in occasione delle festività natalizie; Varie ed eventuali”. (Inform)




Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia accoglie corregionali all’estero

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consiglio regionale del friuli venezia giulia bordin accoglie corregionali allestero immagine18“Un’opportunità per riscoprire le proprie origini, la terra da cui sono partiti i loro avi. Ma anche un’occasione per conoscere il Friuli Venezia Giulia di oggi, una regione con una buona qualità della vita e grandi possibilità di crescita”. Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha accolto con queste parole i discendenti dei corregionali all’estero in visita al Friuli Venezia Giulia grazie a un progetto Efasce sostenuto dalla Regione. Provengono dall’Australia, dal Canada e dall’Argentina i cinque giovani facenti parte dell’Unione emigrati sloveni che, accompagnati dalla presidente Graziella Bianco Coren, hanno incontrato in Sala Gialla il presidente Bordin, il consigliere Marko Pisani (Ssk) e l’assessore Pierpaolo Roberti. Per alcuni di loro è stata un’emozione davvero forte visitare i luoghi da dove sono partiti nonni e bisnonni: Canebola, Montefosca, Tribil, Cividale e Trieste. Realtà a volte davvero lontane dalle città in cui oggi vivono. “Ritorneranno a casa più consapevoli delle loro radici e con il compito – ha sottolineato Bordin – di raccontare ad amici e conoscenti cos’è oggi il Friuli Venezia Giulia, la sua storia, la sua cultura, i valori della sua gente”. Non solo giovani, ma anche gruppi di famiglie tra i 40 corregionali dell’Ente friulano assistenza sociale culturale emigrati (Efasce) ricevuti in Sala Tessitori. Ad accoglierli, oltre al presidente dell’Assemblea legislativa, anche i consiglieri pordenonesi Lucia Buna (Lega), Markus Maurmair e Orsola Costanza (FdI). “Sono partiti da Uruguay, Brasile, Argentina, Canada, Stati Uniti e Francia – ha spiegato il presidente dell’Efasce Angioletto Tubaro – e per alcuni è il primo viaggio in patria”. Tra loro c’è anche chi ha deciso di non ripartire. Felipe Cereser, giovane giornalista nato in Brasile, con i nonni originari di Prata di Pordenone, è arrivato in Friuli con in tasca il solo biglietto di andata: ha scelto di stabilirsi nella Destra Tagliamento. “Questo dimostra che grazie a questi progetti è anche possibile radicare qui nuove famiglie – ha concluso Bordin – che portano con sé il bagaglio di valori dei loro avi, nati in questa regione, ma anche l’arricchimento culturale frutto di un’esperienza di vita in un altro Paese”. (Inform)




Piemontesi nel mondo, approvato dal Consiglio regionale il Programma 2025

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facebook consiglkio regionale del piemonte piemontesi nel mondo approvato dal consiglio regionale il programma 2025 immagine12Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato a maggioranza il Programma annuale 2025 in materia di movimenti migratori, per il quale è previsto lo stanziamento di 300mila euro. Come ha spiegato l’assessore Maurizo Marrone, l’obiettivo è quello di supportare e mantenere i legami con i piemontesi residenti all’estero. Storicamente, l’emigrazione piemontese ha visto un grande esodo verso diverse destinazioni, in particolare il paese che ha accolto la maggior parte degli emigrati corregionali, con un flusso costante nel tempo, è l’Argentina, soprattutto nel periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il Programma si propone quindi di mantenere viva la memoria di questo importante fenomeno migratorio e di rafforzare il legame tra il Piemonte e i suoi emigrati, valorizzando il loro contributo alla storia e alla cultura anche dei paesi che li hanno accolti. Marrone ha poi confermato il sostegno alle attività del Museo regionale dell’emigrazione dei Piemontesi nel mondo, che ha sede a Frossasco (Torino), e del Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo situato all’interno del parco di Villa Antonia, nel Comune di Santa Maria Maggiore (Verbano-Cusio-Ossola), così come verranno supportate le varie Associazioni di piemontesi nel mondo.Infine le comunità regionali all’estero, circa 6 milioni di persone di origine piemontese, rappresentano un importante bacino per il cosiddetto “Turismo delle Radici”, rivolto soprattutto a quei giovani che vogliono scoprire la terra dei loro avi. Spazio anche al Festival “Radici”, promosso e curato dalla Fondazione Circolo dei lettori, per stimolare riflessioni sull’identità individuale e l’identità dei popoli, declinando al plurale la comune situazione delle comunità migranti che racchiudono in loro culture, tradizioni e legami del territorio di origine e di quello di approdo, in una non sempre facile convivenza tra loro. Nell’ambito del Programma verrà ancora proposto alle scuole secondarie superiori piemontesi il “Viaggio del ricordo” per approfondire le dinamiche sui temi dell’esodo istriano e dei profughi istriani arrivati in Piemonte.(Inform)




Le 5 cose che mi mancano dell’Italia, dopo 20 anni all’estero

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imagesVivo all’estero da più di vent’anni. Amo il paese che mi ha accolto, ma ci sono cose dell’Italia che non mi lasceranno mai. E ogni tanto, quando meno me l’aspetto, mi tornano alla mente — e al cuore.

Ecco le 5 cose che mi mancano di più:

  1. Il caffè al bar
    Non il caffè in sé, ma quel rito: entrare, scambiare due parole, il profumo, la tazzina bollente.

  2. Le chiacchiere in piazza
    Anche se non conoscevi nessuno, bastava sedersi su una panchina per sentirsi parte di qualcosa.

  3. Il pane croccante del forno sotto casa
    Quello che compravi caldo, lo spezzavi prima di arrivare a casa e ne mangiavi metà per strada.

  4. Il suono della lingua
    Non il vocabolario scolastico, ma le espressioni, i dialetti, i “ciao bello”, i “ma va là”.

  5. La sensazione di essere “a casa”
    Anche se l’Italia a volte è complicata, quando ci sei dentro senti che ogni pietra, ogni odore ti appartiene.

Tu cosa diresti? Cosa ti manca dell’Italia?




Stati Uniti, Console Generale a Los Angeles in visita ufficiale in Nuovo Messico

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facebook stati uniti console generale a los angeles valentini in visita ufficiale in nuovo messico immagine4 178x223Così la Console Generale a Los Angeles Raffaella Valentini che nei giorni scorsi ha effettuato la sua prima visita ufficiale in Nuovo Messico, insieme al Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Emanuele Amendola. La Console Generale ringrazia il Governatore del Nuovo Messico Michelle Lujan Grisham per aver ospitato un “fantastico ricevimento” presso la sua residenza ,e il sindaco di Santa Fe, Alan Weber, per la sua “calorosa accoglienza” in città. La Console Valentini e il Direttore Amendola hanno visitato gli studi di Aspect in Midtown e ammirato “l’unicità e la bellezza” delle mostre “Once within a time” curate da Cecilia Alemani al Site Museum of Santa Fe : visite che hanno stimolato molte idee volte a “nuove collaborazioni bilaterali sia in campo culturale che economico”. In Nuovo Messico anche “l’incontro con i membri della comunità italiana, tra cui un gruppo di scienziati e ricercatori italiani che lavorano al Los Alamos National Laboratory”.Incontro che “ha confermato quanto siano apprezzati i contributi italiani nella crescita e nella prosperità di questo straordinario Stato” commenta la Console Generale Valentini . “Finale perfetto” della visita in Nuovo Messico, “l’indimenticabile esibizione de “La Bohème” alla meravigliosa Santa Fe Opera”. La Console Generale Valentini ringrazia il Console Onorario in Nuovo Messico Alessandro Minoli “per il modo meticoloso di organizzare questa visita e per il contributo quotidiano nel rappresentare e assistere il Consolato Generale e i cittadini italiani in questo Stato così ricco di opportunità”. “Ora ci rimboccheremo le maniche e rafforzeremo ancora di più la nostra collaborazione” , conclude la diplomatica. (Inform)




Insediata la Consulta Lombardi nel Mondo

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cropped cropped logolombardi piccoloSi è insediata a Palazzo Lombardia, a Milano, la “Consulta Lombardi nel Mondo”, istituita nel 2024 dalla Regione per rafforzare il dialogo con le comunità lombarde all’estero e favorire il rientro con opportunità di lavoro.

Presieduta dal governatore Attilio Fontana, la Consulta riunisce rappresentanti istituzionali, universitari, economici e dell’associazionismo, tra cui Carlo Personeni, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo.

Da sempre attivo nel promuovere il legame con le radici bergamasche, l’Ente Bergamaschi nel Mondo ha partecipato al progetto fin dalle fasi preparatorie.

“L’Ente ha accolto positivamente le progettualità di sostegno ai lombardi nel mondo, perché i nostri emigranti e i loro discendenti rappresentano un bacino di viaggiatori capaci di generare legami emotivi e amplificare l’eco dell’Italia nel mondo” le parole del presidente Carlo Personeni.




Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo: missione a New York

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consulta degli emiliano romagnoli nel mondo missione a new york del presidente daffada immagine9 353x223Un weekend intenso, ricco di incontri, emozioni e prospettive future: la missione a New York (28-30 giugno) del Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha messo al centro il legame profondo tra la Regione e le sue comunità all’estero. New York chiama, l’Emilia-Romagna risponde: la forza delle nostre comunità all’estero.  Il Presidente della Consulta Matteo Daffadà è volato a New York per prendere parte alla missione istituzionale della Regione Emilia-Romagna guidata dal Presidente De Pascale, con la partecipazione della vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori e dell’Assessore all’Agricoltura Alessio Mammi. Una missione pensata per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e rafforzare i legami internazionali, con uno sguardo attento anche alle comunità emiliano-romagnole che vivono oltre oceano.

Ed è proprio qui che si è concentrata l’attenzione della Consulta: il momento più significativo della visita, infatti, è stato l’incontro di sabato 28 giugno con le associazioni e le comunità emiliano-romagnole di New York, promosso dal Comites locale presso la Foresteria della Chiesa di Old Saint Patrick, nel cuore di Manhattan. Un’occasione speciale di confronto, ascolto e riconoscimento reciproco, che ha visto riunite molte delle realtà associative più attive e rappresentative. Un mosaico vivo di storie, identità, legami affettivi e impegno civico che continua a tenere saldo il filo tra l’Emilia-Romagna e i suoi figli nel mondo.

Dopo i saluti istituzionali del Console Generale Aggiunto d’Italia a New York Cesare Bieller e del Presidente del Comites Enrico Zanon, hanno preso la parola anche i rappresentanti della delegazione emiliano-romagnola: il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, l’Assessore all’Agricoltura Alessio Mammi e la Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa Barbara Lori, a testimoniare l’attenzione concreta delle istituzioni verso le comunità di corregionali nel mondo.

Le nostre associazioni, una rete viva che guarda al futuro

A rendere speciale l’incontro è stata soprattutto la presenza attiva delle nostre associazioni, da sempre pilastro della vita comunitaria all’estero e ponte con i territori d’origine. Tra queste:

la Valtarese Foundation con il Presidente Gianfranco Capitelli e la segretaria Antonia Cacchioli,    il Family Community Club con Pietro e Anna Maria Bonfigli, la Società Val di Trebbia e Val di Nure, rappresentata dal neo-consultore per gli USA Diego Segalini   e la presenza autorevole di Silvana Mangione, Vicesegretaria generale del CGIE, originaria di Bologna. Il confronto ha toccato diversi temi: dalla proposta di riforma sulla cittadinanza italiana, al ruolo fondamentale che le comunità mantengono con i paesi d’origine. Le associazioni emiliano-romagnole a New York sono da sempre attive nel sostenere i territori colpiti da emergenze, come dimostrano i contributi durante i terremoti del 2012 e le alluvioni recenti, l’invio di mascherine durante la pandemia, le donazioni di attrezzature ospedaliere e il finanziamento di borse di studio per i giovani. Un impegno costante e generoso che ci ricorda quanto le nostre radici siano vive e operanti, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Le parole del Presidente Daffadà

A chiudere l’incontro, le parole toccanti del Presidente della Consulta, Matteo Daffadà: “Sono orgoglioso di essere qui con i nostri corregionali provenienti dall’Appennino parmense e piacentino, tra le comunità che più hanno contribuito alla storia dell’emigrazione di questa città. E che, allo stesso tempo, non hanno mai smesso di restituire valore ai territori da cui sono partite. È importante che oggi anche il Presidente De Pascale abbia potuto toccare con mano questa realtà, fatta di cuore, identità e impegno quotidiano.”

Un momento particolarmente emozionante è stato la consegna di una targa di riconoscimento a Giovanni Zaccarini, figura storica della comunità parmense a New York, da parte del consultore Diego Segalini: un piccolo gesto per dire grazie a chi ha tenuto vivo, per decenni, il filo con la Val Taro e la Val Ceno.

Tra promozione, imprese e futuro

La missione è poi proseguita con l’evento “Mese di Celebrazione della Regione Emilia-Romagna”, promosso per far conoscere le eccellenze culturali, produttive e turistiche della nostra terra al pubblico americano e alla stampa internazionale.

Domenica, le istituzioni regionali hanno partecipato all’inaugurazione del Padiglione Italia all’interno del Fancy Food Show, una delle più importanti fiere internazionali del settore agroalimentare, con un’importante presenza di aziende emiliano-romagnole. La giornata si è conclusa con un evento di networking organizzato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, ambasciatore globale del nostro saper fare.

Lunedì mattina, infine, la Consulta ha preso parte a due incontri di particolare rilievo:  Il primo, con un gruppo di medici emiliano-romagnoli residenti a New York, per presentare le strategie regionali a favore del rientro dei talenti e i progetti di formazione in campo medico, il secondo, presso il Consolato Generale, con il Console Fabrizio Di Michele, Erica Di Giovancarlo (Direttrice ICE New York) e Raimondo Lucariello (Head of Food and Wine Division, ICE NY), per rafforzare i legami istituzionali e commerciali con il territorio.

Una missione che ha rimesso al centro le persone e le storie, le radici e il futuro. Perché essere emiliano-romagnoli nel mondo significa portare ovunque valori, relazioni e capacità di costruire comunità. E la Consulta è qui per sostenerle, ascoltarle e farle crescere.

(assemblea.emr.it/emilianoromagnolinelmondo/Inform)

 




La “Festa popolare all’Italiana” di Santo Domingo fa il bis al Village di Punta Cana

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4puntacanaSi è concluso con una partecipatissima Festa all’Italiana nel cuore del Village di Punta Cana il ciclo di celebrazioni organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Repubblica Dominicana per il 79° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.
Dopo gli appuntamenti ufficiali a Santo Domingo – la ricezione presso l’Hotel Kimpton Las Mercedes e la festa nel Pabellón de las Naciones –, l’evento di Punta Cana ha rappresentato il momento più popolare e coinvolgente delle celebrazioni.
Un’iniziativa all’insegna dell’inclusività, pensata per coinvolgere in modo festoso la comunità italiana, i connazionali residenti, le nuove generazioni di italo-discendenti e l’ampio pubblico dominicano, da sempre profondamente attratto dalla cultura e dallo stile di vita italiani.
La Festa all’Italiana di Punta Cana si è confermata nella sua prima edizione come un appuntamento capace di inserirsi nel panorama culturale e sociale del Paese, tale da unire persone di ogni età e provenienza, rafforzando i legami tra l’Italia e la Repubblica Dominicana attraverso una partecipazione sempre più ampia, trasversale e spontanea.
Il momento istituzionale, con gli inni dell’Italia, della Repubblica Dominicana e dell’Unione Europea, è stato aperto dal discorso dell’ambasciatore d’Italia Stefano Queirolo Palmas, che ha sottolineato i profondi legami storici e culturali tra i due Paesi, la vitalità della comunità italiana e l’orgoglio con cui l’Italia continua a proiettare i propri valori nel mondo. Presenti, accanto all’ambasciatore, il presidente del Grupo Puntacana Frank Rainieri, il direttore di Politur Minoru Matsunaga e il console onorario a La Romana Diego Fernandez.
Tanti gli sponsor italiani e italo-dominicani che, con il loro contributo, hanno reso possibile l’iniziativa.
La Festa all’Italiana a Punta Cana, oltre a costituire un significativo strumento di promozione dei prodotti italiani di eccellenza, del patrimonio e del paesaggio, è la testimonianza concreta di come l’Italia, con la sua cultura e il suo spirito comunitario, continui ad essere amata, apprezzata e celebrata ben oltre i suoi confini, rinsaldando amicizie, promuovendo valori e costruendo ponti tra le generazioni e le nazioni. (aise)




Filo Rosso: al via il progetto dei giovani emiliano-romagnoli nel mondo che guarda al futuro

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3filorossoAscoltare e coinvolgere attivamente le nuove generazioni attraverso dei laboratori tematici con l’idea di valorizzare in modo contemporaneo la cultura e l’identità emiliano-romagnola nel mondo. Un filo simbolico che connette i discendenti della Regione sparsi nei 5 Continenti. Questo è il concetto alla base di “Filo Rosso”, il nuovo progetto nato dalla volontà dei giovani emiliano-romagnoli nel mondo e sostenuto dalla Consulta degli ER nel mondo.
Il progetto, che ha preso il via ufficialmente in occasione della Giornata degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo (2 luglio), rappresenta uno spazio dinamico e collaborativo promosso dall’Associazione Emilia-Romagna Valle de Aconcagua (Cile) e sostenuto da una rete di associazioni partner in Argentina: URERBA (Buenos Aires), Terra (Mar del Plata), Nettuno (Oberá) e PROTER (Mar del Plata).
Filo Rosso è frutto diretto del percorso di community organizing avviato dalla Consulta durante lo scorso mandato. Dopo una prima fase di ascolto, attraverso un questionario rivolto ai giovani discendenti di emiliano-romagnoli nel mondo, sono stati organizzati tavoli tematici partecipativi che hanno trovato uno dei momenti più significativi nelle Conferenze d’Area di Berlino (Europa) e San Paolo (America Latina).
È proprio durante la Conferenza di San Paolo (aprile 2024) che, a partire dai tavoli di lavoro su cultura, enogastronomia, lingua italiana, formazione e collaborazione tra associazioni, è emersa con forza la volontà dei giovani di creare uno spazio autonomo, creativo e transnazionale: da qui nasce Filo Rosso.
Filo Rosso è quindi una serie di laboratori creativi e collaborativi online, nati in rete e costruiti dai giovani per i giovani, pensati per valorizzare in modo contemporaneo la cultura e l’identità emiliano-romagnola nel mondo.
I laboratori, a cadenza periodica, sono incontri interdisciplinari via Zoom guidati da uno staff creativo e animati da relatori giovani, che partendo dalle proprie passioni e competenze propongono temi collegati alla cultura emiliano-romagnola: musica, arte, enogastronomia, cinema, fotografia, sport, letteratura, storia e molto altro. Ogni incontro ospita inoltre un invitato speciale, a stimolare ulteriormente il confronto e l’ispirazione.
Uno degli elementi chiave è la volontà di trasmettere e apprendere la lingua italiana in modo accessibile: ogni laboratorio prevede l’introduzione di almeno 10 parole o concetti chiave in italiano, facilitando un avvicinamento progressivo, anche per chi non ha una padronanza linguistica avanzata.
Lontano dalle formalità e vicino alle persone, Filo Rosso si presenta come un laboratorio aperto, inclusivo, in continua evoluzione, dove ogni giovane può portare il proprio sguardo personale, condividere le proprie radici e costruire nuove connessioni.
“Desidero che Filo Rosso si consolidi come uno spazio di riferimento per la comunità di giovani ER di tutto il mondo, promuovendo uno scambio culturale sempre più ricco”, ha affermato Agostina Gentile, consultrice junior dal 2021 al 2025.
Ana Iannetta, dell’Associazione U.R.E.R.B.A di Buenos Aires, racconta di più sul processo creativo che ha portato alla nascita del progetto: “Finora è stato fondamentalmente divertente e un motivo per incontrarci spesso. Così com’era l’intenzione iniziale, la partecipazione di ognuno è fedele al proprio profilo, ma si integra in questa identità comune che condividiamo, rendendo il progetto sempre più ricco”.
Constanza Bianchini, dell’Associazione ER Valle de Aconcagua, si è augurata che questo “sia uno spazio per sorprenderci tra noi, conoscendo il legame che ognuno ha con la regione, ma dal punto di vista del loro sguardo personale”.
“Attraverso proposte dinamiche e giovani, vogliamo far conoscere il genio emiliano-romagnolo nel mondo – ha specificato Magalí Pizarro di Associazione PROTER -. Questo Filo Rosso che ci unisce rappresenta il naturale proseguimento di tante invenzioni che ci hanno visto protagonisti in passato”.
“Filo Rosso porterà una maggiore partecipazione e interazione tra i giovani alle attività della Consulta”, ha concluso Maria Chiara Forni, consultrice junior per l’Argentina.
Filo Rosso è una proposta fresca, che unisce creatività, tecnologia e memoria condivisa. Una rete che attraversa confini geografici e generazionali per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità emiliano-romagnola nel mondo, dando voce ai giovani e offrendo strumenti concreti per esprimersi.
Per partecipare è necessario essere un o una giovane discendente di emiliano-romagnoli emigrati nel mondo e avere voglia di condividere una passione, imparare l’italiano o sentirsi parte di una comunità globale. Per prendere parte ai laboratori si deve dunque scrivere a filorossoer@gmail.com. (aise) 




AICS: L’Italia inaugura nuova iniziativa di cooperazione sui centri storici in El Salvador

aics litalia inaugura nuova iniziativa di cooperazione sui centri storici in el salvador immagine15

aics litalia inaugura nuova iniziativa di cooperazione sui centri storici in el salvador immagine15È stato ufficialmente inaugurato, presso il Palazzo Nazionale di San Salvador, il progetto “PLANES – Recupero e valorizzazione dei centri storici di San Miguel e San Salvador”, un’iniziativa di pianificazione strategica integrata e dinamizzazione socioculturale, promossa per rivitalizzare i centri storici di San Salvador e San Miguel. Finanziato dal Governo italiano, attraverso l’Ambasciata d’Italia a San Salvador e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il progetto triennale– di un importo complessivo di 3 milioni di euro – è realizzato dal Politecnico di Milano, in coordinamento con l’Autorità di Pianificazione per il Centro Storico di San Salvador (APLAN) e in partenariato con il Comune di Milano e l’ONG italiana Africa ´70. L’evento è stato presieduto dall’Ambasciatore d’Italia in El Salvador Paolo Emanuele Rozo Sordini, dal Direttore del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, Massimo Bricocoli, dalla Ministra del Turismo di El Salvador, Morena Valdez, e dalla Direttrice di APLAN, Adriana Larín. “Lo sviluppo che intendiamo accompagnare si basa su un approccio integrato, multidimensionale e dinamico, che coinvolge una pluralità di attori. Questo approccio considera essenziale l’armonizzazione delle risorse ambientali, sociali, culturali ed economiche, al fine di garantire un crescente benessere per la popolazione salvadoregna e uno sviluppo del territorio equo e prospero”, ha dichiarato l’Ambasciatore Rozo Sordini. La Ministra Valdes ha riconosciuto l’importanza storica della sinergia con il Politecnico di Milano, una delle istituzioni di studio e ricerca più prestigiose d’Italia, che contribuirà allo sviluppo dei centri storici come luogo identitario e meta turistica. Il Professor Bricocoli ha aggiunto che attraverso questo progetto il Politecnico di Milano apre un cammino di collaborazione duratura e fruttuosa tra il mondo accademico, le amministrazioni locali e la Repubblica di El Salvador. La Direttrice di APLAN, Adriana Larín, ha spiegato che il progetto ha tre componenti fondamentali, che riguardano la pianificazione strategica, il rafforzamento delle capacità tecniche istituzionali attraverso scambi con esperti italiani e la partecipazione attiva della società civile. Si prevede che l’iniziativa contribuirà alla rigenerazione del tessuto urbano e sociale, la creazione di spazi pubblici accessibili, la valorizzazione del patrimonio culturale e nuove opportunità di sviluppo socioeconomico. «Oggi poniamo le basi affinché San Salvador e San Miguel diventino sempre più nuclei di cultura, storia, imprenditorialità e benessere» ha concluso Larín.Hanno presenziato all’evento la Ministra dell’Edilizia, Michelle Sol, il Ministro di Educazione, Mauricio Pineda, il Direttore della Sede Regionale di AICS San Salvador, Paolo Gallizioli, delegati di diverse rappresentanze diplomatiche e rappresentanti di ONG italiane. Presenti anche docenti e ricercatori del Politecnico di Milano e circa 40 studenti di cinque università di El Salvador e dell’ateneo milanese, che nei prossimi giorni parteciperanno a workshop e seminari sulla pianificazione urbana, che culmineranno con la presentazione dei lavori il 4 luglio presso la Biblioteca Nazionale di El Salvador.(Inform)