Veneti nel mondo: a Umberto Bonomo il Premio Eccellenza Veneta 2025

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20bonomoSi è tenuta venerdì 9 maggio 2025 presso Monte Belo do Sul (nello Stato del Rio Grande do Sul, in Brasile, la quindicesima edizione della Giornata dei Veneti nel Mondo. Uno dei momenti salienti della 15° Giornata dei Veneti nel Mondo è stata la consegna del Premio “Eccellenza Veneta”, che quest’anno è andato al professore veneto in Cile Umberto Bonomo.
Bonomo, secondo la giuria, si è distinto, in questi anni, per le attività accademiche e di ricerca sviluppate tra atenei italiani e cileni e per la valorizzazione del patrimonio culturale sul territorio cileno e italiano. Tutto ciò gli hanno permesso di esportare la cultura e la sensibilità veneta nel continente latinoamericano, costruendo ponti e alleanze strategiche.
Il Premio è stato consegnato al Professore per mano dell’Assessore alla Cultura della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, del Vice Presidente della Consulta dei Veneti nel Mondo, Luis Molossi, e della Consultrice dell’Associazione Veneti nel Mondo aps, Mara Busato.
Professore associato presso la Scuola di Architettura della Pontificia Università Cattolica del Cile, Bonomo è stato direttore del Centro del Patrimonio Culturale presso la stessa università tra il 2018 e il 2024, promuovendo la ricerca e la conservazione del patrimonio architettonico e urbano, e contribuendo alla formazione di nuove generazioni di professionisti nel campo della conservazione e gestione del patrimonio culturale. Attualmente è membro del consiglio di Our World Heritage, una fondazione internazionale senza scopo di lucro dedicata alla conservazione del patrimonio mondiale.
Umberto Bonomo, nato in Veneto, ha promosso e organizzato eventi, manifestazioni, e progetti educativi che celebrano e diffondono la cultura veneta all’estero, coinvolgendo la comunità locale e favorendo la trasmissione alle nuove generazioni. Tra i suoi progetti recenti si trova la valorizzazione della Cattedrale di Santiago del Cile, costruita nel diciannovesimo secolo dall’italiano Gioacchino Toesca e inoltre come architetto sta realizzando su incarico del Ministero degli Esteri Italiano il progetto del nuovo Edificio Consolare italiano a Santiago del Cile.
A ricevere il Premio Eccellenze Venete 2025 altri tre protagonisti del mondo veneto: Luciano Alban dalla Svizzera, già Vice Presidente della Consulta dei Veneti nel Mondo e Presidente della CAVES, Padre Paolo Parise da San Paolo (Brasile) e Bettina Favero dall’Argentina.
Il Premio Eccellenze Venete, seppur assegnato a singole persone in ragione dei loro meriti, vale altresì come riconoscimento al lavoro e alla dedizione alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutti gli emigrati veneti nel mondo.
Le nostre migliori congratulazioni ai premiati e i nostri complimenti al Professor Umberto Bonomo, candidato al Premio su proposta alla Consulta dei Veneti nel Mondo da parte dell’Associazione Veneti nel Mondo aps, per il meritato riconoscimento internazionale. (aise) 




Stati Uniti, inaugurato a Boise il primo Consolato Onorario italiano. Console onorario Ronald Gambass

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farnesina stati uniti inaugurato a boise il primo consolato onorario italiano. strozzi console generale a san franciscoimmagine11 198x223Il Console Generale d’Italia a San Francisco, Sergio Strozzi, ha inaugurato, nei giorni scorsi , il primo Consolato Onorario italiano a Boise, nello Stato dell’Idaho. La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare del City Hall di Boise, alla presenza del Vice Governatore dell’Idaho, Scott Bedke, della Sindaca di Boise, Lauren McLean, e di una platea di circa centocinquanta ospiti, rappresentanti della comunità italiana e americana locale dei diversi settori. Nel corso dell’evento ha quindi prestato giuramento il primo Console onorario italiano a Boise, il Dott. Ronald Gambassi, italoamericano, consulente ed esperto di investimenti. Nel suo discorso inaugurale, il Console Generale Strozzi ha rimarcato: “Si tratta di un momento storico per le relazioni tra l’Italia e l’Idaho. Apriamo a Boise, il primo ufficio consolare italiano della storia in questo importante e dinamico Stato degli USA. L’obiettivo è rafforzare le collaborazioni tra imprese, il commercio e gli investimenti da ambo le parti, le partnership tra università e centri di ricerca italiani e locali, nonché le iniziative in ambito culturale e sociale. Per raggiungere questo obiettivo faremo leva sulla presenza, a Boise e in altre città dell’Idaho, di una numerosa e qualificatissima comunità italiana composta da scienziati, docenti e ricercatori universitari, manager e ingegneri dei settori tecnologici e sulla presenza di Società come Micron Technology, che ha il proprio quartiere generale a Boise, ma è ampiamente attiva in Italia con investimenti e siti operativi nella ricerca, ingegneria, progettazione, sviluppo e commercializzazione di prodotti. Sono lieto che l’apertura del nuovo Consolato onorario in Idaho avvenga sotto la guida dell’Ambasciatrice d’Italia a Washington, Mariangela Zappia, che sostiene con attenzione ed entusiasmo ogni progetto che contribuisca a portare “più Italia” in nuovi Stati e regioni degli USA”. Il Consolato onorario d’Italia a Boise avrà competenza sugli Stati dell’Idaho e del Montana (dove l’Italia ha anche un corrispondente consolare, Elvira Roncalli) e la sua apertura mira anche ad agevolare e a migliorare i servizi consolari per la collettività italiana dei due Stati. (Inform)




Cittadinanza: il MAIE vota contro anche alla Camera. L’intervento di Franco Tirelli

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tirelli aula1“Il mio voto, come MAIE, Movimento Associativo Italiani all’Estero, sarà convintamente contrario”: così ha dichiarato Franco Tirelli, deputato MAIE, intervenendo nell’Aula della Camera in occasione della dichiarazione di voto sul cosiddetto decreto cittadinanza, provvedimento che limita fortemente la trasmissione della cittadinanza italiana ius sanguinis.

“Il 28 marzo 2025 è una data che non dimenticheremo: quel giorno è morta l’italianità all’estero. Con il nuovo decreto sulla cittadinanza, abbiamo spezzato il legame con milioni di nostri fratelli nel mondo. Abbiamo negato il riconoscimento a chi, pur nato lontano, ha custodito con amore la propria italianità. Abbiamo chiuso la casa a coloro ai quali avevamo promesso che sarebbe rimasta aperta per sempre.

In Sud America respiriamo, sentiamo e parliamo italiano tanto quanto in Italia. Diffondiamo la lingua italiana persino più degli italiani stessi, e la maggior parte di noi è figlio, figlia o nipote di immigrati italiani che hanno contribuito a rendere grande il Sud America — o, come mi piace chiamarlo, “la grande storia del Sud America”.

“Credo che, per l’identità culturale che portiamo, per il nostro livello di istruzione e per i valori che condividiamo — in particolare il senso della famiglia — l’Italia dovrebbe incoraggiare e accogliere gli italiani all’estero, offrendo loro l’opportunità di lavorare e crescere nella nostra amata patria”.

“Io porto le lacrime sul viso di mio padre e di mio nonno, nati in Italia, emigrati in Argentina. Quelle lacrime oggi sono di rabbia e di vergogna. Perché la patria che amavano, la patria che avevano sempre difeso nel loro cuore, li ha traditi”.

“Il nuovo Decreto rappresenta una frattura senza precedenti nel rapporto tra l’Italia e i suoi figli nel mondo. Un provvedimento che, con l’obiettivo dichiarato di contrastare le frodi sulla cittadinanza, arriva a compromettere i diritti legittimi e costituzionali di milioni di italo-discendenti. Ciò che dovrebbe essere un’azione specifica e mirata contro le frodi si sta trasformando in un attacco diretto ai diritti costituzionali di centinaia di migliaia di persone”.

“E allora ci chiediamo: che ne sarà del “turismo delle radici”? Che ne sarà della fiducia delle collettività italiane nel mondo, da sempre ambasciatrici spontanee della nostra cultura? Che ne sarà del made in Italy?”.

“Onorevoli colleghi, il passaggio inserito all’articolo 9 della legge 91/1992, con l’introduzione della lettera a-bis, rappresenta una pagina nera per il nostro ordinamento giuridico. Un autentico schiaffo in faccia ai milioni di discendenti italiani che, in virtù di un legame di sangue sacrosanto, dovrebbero essere considerati cittadini italiani. E invece no. A questi discendenti si chiudono le porte della cittadinanza”.

“Mentre ai discendenti italiani si nega ciò che è loro di diritto, si spalancano le porte a un sistema di ius soli mascherato, consentendo agli stranieri nati sul territorio italiano di ottenere la cittadinanza dopo appena tre anni di residenza legale”.

E dov’è la coerenza? Dov’è il rispetto del principio di eguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione?

Si crea una frattura insanabile tra chi ha un legame di sangue con l’Italia e chi, pur non avendo alcun vincolo con il nostro Paese, vede premiata la sola circostanza della nascita sul territorio italiano. È un ribaltamento totale della nostra tradizione giuridica e dei principi fondanti della legge 91/1992, che era – e deve rimanere – basata sullo ius sanguinis.

Onorevoli colleghi, non possiamo avallare questa aberrazione giuridica, non possiamo ignorare l’evidente violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità che la Corte Costituzionale non potrà che sanzionare. Non possiamo voltare le spalle ai nostri discendenti, negando loro il diritto a essere italiani, per aprire le porte a chi italiano non è e non lo è mai stato! Questo decreto non è una riforma. È una resa. Una resa ai principi di giustizia e alla nostra stessa identità. Si tratta di una chiara apertura allo Ius soli.

Signor Presidente, i miei colleghi di fratelli d’Italia e Lega voteranno questo?

Così non solo si rompe un legame storico, ma si crea un danno strategico alla sicurezza nazionale, alla diplomazia culturale, e alla reputazione internazionale dell’Italia”.

“Nel votare contro questo decreto, auspico quindi che nell’immediato futuro si possa rivedere il provvedimento che giudico molto negativamente. lo continuerò a battermi nella Camera in questa direzione e lo farà anche il Movimento politico che qui rappresento, che ha nel suo DNA la tutela degli italiani all’estero. Per tali ragioni, confermo convintamente che il mio voto, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, sarà contrario”.




El Salvador. Inaugurato il progetto di cooperazione per la salute materno-infantile “Nascere con Affetto”

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la first lady di el salvador gabriela de bukele e lambasciatore ditalia paolo emanuele rozo sordini inaugurano il progetto nascere con affetto immagine3 340x223La moglie del Pressidente della Repubblica di El Salvador, Gabriela de Bukele, e l’Ambasciatore d’Italia a San Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini, hanno inaugurato la nuova iniziativa di cooperazione “Nascere con Affetto” per ridurre la morbilità e la mortalità materna e infantile. L’iniziativa si ispira all’omonima legge salvadoregna, promossa dal Gabinetto della First Lady come parte del processo di trasformazione del sistema nazionale di salute materno-infantile in El Salvador. “Continueremo a lavorare fianco a fianco con il Governo italiano, con i nostri partner e alleati, per continuare a rafforzare le capacità del nostro personale di salute e garantire le attrezzature necessarie nelle nostre strutture sanitarie. Grazie per accompagnarci in questa missione e condividere la nostra convinzione che i bambini meritano di nascere ‘con affetto’, perché questo è un impegno di tutti”, ha dichiarato la First Lady Gabriela de Bukele.

Il progetto “Nascere con Affetto”, finanziato con un importo di 3.5 milioni di euro dal Governo italiano, tramite la sua Ambasciata a San Salvador e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), è realizzato dall’Università di Pavia in stretta collaborazione con il Gabinetto della First Lady e il Ministero della Salute di El Salvador. L’obiettivo del progetto è ridurre la morbilità e la mortalità materna e infantile associate ai parti prematuri e alle malformazioni congenite, in un’ottica di diritto alla salute. “Vogliamo che questo progetto non sia solo una risposta tecnica. Aspiriamo a che diventi uno strumento di vera trasformazione, per costruire un sistema sanitario più forte, più umano e giusto, dove la qualità dell’assistenza si combini con il rispetto per la dignità di ogni persona”, ha dichiarato lìAmbasciatore Rozo Sordini. L’iniziativa contribuirà alla formazione di professionisti sanitari salvadoregni, attraverso tirocini di breve e lunga durata in Italia. Questi programmi di formazione copriranno discipline pediatriche chiave come neuropsichiatria, biologia molecolare, neonatologia, ostetricia, genetica, oftalmologia e gastroenterologia, tra le altre. Inoltre, è previsto lìacquisto di attrezzature mediche altamente specializzate per un valore di circa 1.5 milioni di euro, al fine di rafforzare le capacità diagnostiche precoci e di trattamento del sistema nazionale di salute materno-infantile. Durante i tre anni di durata del progetto, saranno effettuate anche trenta missioni tecniche da parte di specialisti italiani di alto livello, che lavoreranno direttamente sul territorio salvadoregno per supportare attività di formazione, valutazione clinica e scambio di conoscenze. L’Ambasciatore Rozo Sordini ha sottolineato che il progetto beneficerà del contributo significativo di soci strategici, come l’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Policlinico Gemelli di Roma, che rappresentano delle eccellenze italiane nella ricerca e nell’assistenza materno-infantile. All’evento hanno partecipato circa 350 persone, tra cui numerose autorità, tra cui il Ministro della Salute, Francisco Alabí Montoya, il Ministro dell’Istruzione, Mauricio Pineda, la Direttrice dell’Agenzia Salvadoregna per la Cooperazione Internazionale, Karla de Palma, il Direttore dell’Ufficio AICS di San Salvador, Paolo Gallizioli. Inoltre, erano presenti rappresentanti del corpo diplomatico e di organizzazioni internazionali, professionisti della salute e studenti. Successivamente, si è svolto un congresso di alta rilevanza accademica, che ha riunito eminenti esperti italiani delle università italiane di Pavia e Tor Vergata di Roma, i quali hanno condiviso conoscenze specialistiche nei campi dell’epidemiologia, dell’urologia e della genetica. A chiusura dell’evento, l’Ambasciatore Rozo Sordini ha espresso: “Questo congresso rappresenta un pezzo prezioso di un cammino che guarda al futuro. Il mio desiderio è che sia una nuova opportunità per i nostri Paesi di generare più sinergie, nuovi percorsi e, soprattutto, nuove vite accolte e protette con professionalità e dedizione”. (Inform)




MAECI: i servizi forniti agli italiani all’estero con la IA

palazzo di montecitorio

palazzo di montecitorioLa Commissione Esteri della Camera, la fine di fornire un parere alle Commissioni IX e X, ha avviato l’esame del disegno di legge riguardante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. Il relatore Paolo Formentini (Lega) ha sottolineato come il disegno di legge individui criteri regolatori al fine di riequilibrare il rapporto tra le opportunità che offrono le nuove tecnologie e i rischi legati al loro uso improprio, al loro sottoutilizzo o al loro impiego dannoso, introducendo norme di principio e disposizioni di settore. In quest’ottica, il disegno di legge non si sovrappone al Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, ma ne accompagna il quadro regolatorio negli spazi propri del diritto interno. Formentini ha anche evidenziato che la parte di competenza della Commissione Esteri si concentra nell’articolo 21, che autorizza la spesa di 300 mila euro, per ciascuno degli anni 2025 e 2026, per la realizzazione di progetti sperimentali volti all’applicazione dell’intelligenza artificiale relativamente ai servizi forniti dal Ministero degli Esteri a cittadini e a imprese. Al riguardo, rileva che i servizi in questione sono principalmente rivolti agli italiani residenti all’estero ed ai cittadini o residenti del Paese di accreditamento (ad esempio, i visti); ma, nei casi previsti dalla legge, anche agli italiani temporaneamente all’estero. Inoltre, ai sensi dell’articolo 23 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, l’ufficio consolare può prestare assistenza anche ai cittadini dell’Unione europea nel caso in cui lo Stato membro di cittadinanza non disponga nel Paese in cui si opera di alcuna Ambasciata, Consolato o Console onorario. Il relatore ha poi spiegato che agli oneri finanziari si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli Esteri. Come esposto dal Governo nella relazione tecnica allegata al disegno di legge, per la quantificazione dello stanziamento, in assenza di una serie storica di dati, si è tenuto conto di progetti sperimentali per l’uso dell’intelligenza artificiale già avviati dal Maeci e di altre organizzazioni pubbliche e private anche simili con esigenze analoghe a quelle del predetto Ministero. La disposizione è espressamente redatta come un tetto di spesa e non è quindi suscettibile di comportare ulteriori oneri per la finanza pubblica rispetto a quelli espressamente quantificati nel testo normativo. Il seguito dell’esame da parte della Commissione è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)




Rilancio Barilla in Costa Rica: gli italiani nel mondo ambasciatori del Made in Italy

barilla costa rica

2Il 15 maggio 2025, presso Amura Centro Gastronómico a Llorente de Tibás, si è tenuto un evento speciale: il rilancio ufficiale del marchio Barilla in Costa Rica, promosso da Ciamesa, distributore esclusivo nel Paese, con il supporto del team di Tavolo Rosso.

In rappresentanza della comunità italiana, il presidente e il vicepresidente del Com.It.Es Costa Rica sono stati invitati a partecipare a questo momento significativo, che va ben oltre un semplice evento commerciale.

Un legame profondo con l’Italia

Barilla non è solo un marchio storico: è un simbolo identitario che ci accompagna da generazioni.
Chi è cresciuto in Italia, o in una famiglia di origine italiana all’estero, ricorda bene lo slogan:
“Dove c’è Barilla, c’è casa.”

Ritrovare Barilla anche in Costa Rica significa ritrovare un sapore, un’emozione, un pezzo d’Italia. È un segnale forte di come l’italianità nel mondo viva anche attraverso i nostri prodotti, che raccontano chi siamo.

barilla costa ricaGli italiani all’estero come ambasciatori del Made in Italy

Con oltre 7 milioni di italiani iscritti all’AIRE nel mondo, le comunità italiane all’estero rappresentano una rete viva, attiva, dinamica, capace di valorizzare e promuovere il meglio del nostro Paese: la cultura, la lingua, le tradizioni… e naturalmente il cibo.

Proprio per questo, il rilancio di Barilla in Costa Rica è anche un riconoscimento del ruolo fondamentale degli italiani nel mondo come promotori spontanei del Made in Italy, e custodi della nostra identità nazionale.

Un evento di comunità

Durante l’evento, è stato possibile assistere a dimostrazioni culinarie, scambi culturali e momenti di convivialità all’italiana. Un’occasione per rinsaldare i legami della nostra comunità e per mostrare, ancora una volta, quanto sia forte e orgogliosa l’italianità che ci unisce anche a migliaia di chilometri da casa.

Un sentito ringraziamento a Ciamesa, a Tavolo Rosso, a Barilla, agli chef e a tutti coloro che hanno reso possibile questa serata.




Maurizio Campisi nominato Responsabile MAIE per la promozione della lingua e cultura italiana in Costa Rica

maurizio campisi

maurizio campisiIl MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) ha il piacere di annunciare la nomina di Maurizio Campisi come nuovo Responsabile per la Promozione della Lingua e della Cultura Italiana in Costa Rica.

La nomina è stata fortemente voluta dalla Coordinatrice nazionale MAIE in Costa Rica, Paola Ceccon, e ratificata con pieno consenso dal Commendatore Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE e Responsabile per la Circoscrizione Centro e Nord America.

Maurizio Campisi porta con sé un profilo di altissimo livello: giornalista, scrittore e divulgatore culturale, vive in Costa Rica dal 1993. È autore di numerosi saggi e romanzi pubblicati in Italia, Spagna e America Latina, e ha collaborato con prestigiose testate giornalistiche internazionali. La sua attività si è sempre contraddistinta per l’impegno nella diffusione della cultura italiana e per l’analisi lucida delle dinamiche latinoamericane.

La sua adesione al MAIE avviene in un momento cruciale per la comunità italiana all’estero. Campisi ha deciso di unirsi al Movimento anche come forma di reazione al recente “Decreto Tajani”, che limita gravemente i diritti di cittadinanza per i discendenti degli italiani emigrati. Un decreto che Campisi considera in totale contrasto con i valori di inclusione e giustizia storica che dovrebbero ispirare ogni politica rivolta agli italiani nel mondo.

“Questa nomina – ha dichiarato il Vicepresidente Vincenzo Odoguardi – rappresenta un passo importante per rafforzare la presenza del MAIE in Costa Rica. Maurizio Campisi è una figura chiave per il futuro del nostro Movimento in Centro America. Con lui, il MAIE rinnova il suo impegno nella promozione della lingua italiana e nella difesa dei diritti degli italiani all’estero.”

Il MAIE ribadisce il suo fermo impegno nel contrastare ogni forma di esclusione legislativa e nel rafforzare i legami culturali, linguistici e identitari tra l’Italia e le comunità italiane residenti nel mondo.




Il sottosegretario Silli in missione a Barbados e Saint Kitts e Nevis

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16silliIl sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Giorgio Silli ha svolto una missione a Barbados e Saint Kitts e Nevis, per una serie di incontri istituzionali con esponenti dei Governi dei due Stati caraibici. La visita è stata organizzata in vista di due importanti appuntamenti internazionali che si terranno il prossimo autunno: la XII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi a Roma e il IV Vertice UE-CELAC in Colombia.
Negli incontri a Barbados con il ministro delle Finanze, il segretario generale del Ministero degli Esteri e il presidente della Banca di Sviluppo Caraibica, oltre che con la comunità italiana residente, Silli ha sottolineato la rilevanza del loro contributo nella vita del Paese che li ha accolti e la vicinanza del Governo.
A Saint Kitts e Nevis il sottosegretario è stato ricevuto dal primo ministro, dal governatore generale e dal ministro degli Esteri. Si è trattato della prima visita ufficiale di un esponente del Governo italiano nel Paese dal 2007, un’occasione significativa per rilanciare il dialogo politico bilaterale e manifestare concretamente la vicinanza dell’Italia.
In tutti gli incontri il sottosegretario ha segnalato il forte interesse dell’Italia verso la regione caraibica e la volontà di approfondire il partenariato economico, anche attraverso le istituzioni finanziarie internazionali. Silli non ha poi mancato di sollevare con i suoi interlocutori la necessità di proseguire nelle attività di collaborazione giudiziaria contro la criminalità organizzata e intensificare, attraverso l’Italia, il dialogo tra Unione Europea e Caraibi, anche in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. (aise)




Il MAIE vota contro il decreto Tajani sulla cittadinanza, Borghese: “Punisce gli italiani nel mondo”

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Mario Borghese, senatore e vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, durante le dichiarazioni di voto sul decreto legge che modifica la legge sulla cittadinanza, ovvero il famigerato decreto Tajani, ha annunciato il voto contrario del MAIE spiegandone dettagliatamente le motivazioni. Questo il testo completo del suo intervento:

“All’inizio del mio intervento devo ringraziare vivamente la Presidente del Gruppo a cui appartengo in rappresentanza del Movimento Associativo per gli Italiani all’Estero (MAIE), Michaela Biancofiore, e gli altri colleghi del Gruppo per avermi consentito con generosità di svolgere la dichiarazione di voto su questo decreto-legge, pur non condividendo il contenuto del provvedimento.

Annuncio sin d’ora che, diversamente dagli altri colleghi del Gruppo che voteranno a favore del decreto-legge, nel rispetto dell’appartenenza alla maggioranza di Governo, il mio voto sarà contrario.

Vengo ora alle motivazioni che mi spingono a questa decisione, che sono motivazioni sia di forma, per la scelta del Governo di approvare una riforma della cittadinanza con un decreto-legge, che di sostanza, per il contenuto del provvedimento.

La materia della cittadinanza è, per sua natura, molto complessa: prevede una casistica molto ampia di situazioni specifiche e diverse tra loro, trattandosi di una tematica che impatta direttamente sulla vita delle persone, a maggior ragione sugli italiani che vivono all’estero, su quegli italiani che non hanno mai dimenticato le loro origini e che anzi hanno operato e operano lontano dalla Patria per continuare a tenerle vive, su quei cittadini che sono legati alle tradizioni italiane e che hanno vincoli affettivi nella loro terra di origine.

Il tema della cittadinanza, che ha connotazioni storiche, giuridiche, culturali, civiche e sociali così fondamentali per ciascuno di noi, non andava modificato con un provvedimento di urgenza qual è un decreto-legge, peraltro approvato di soppiatto senza alcuna interlocuzione, con una modalità che si riscontra solitamente in casi eccezionali quali terremoti, alluvioni o altre catastrofi naturali. Bisognava piuttosto procedere con una legge ordinaria o con una legge delega, che consentono approfondimenti e tempi di esame più ampi e adeguati, per elaborare modifiche condivise e accettabili per tutti. Spero non sia sfuggito ai colleghi che invece si è scelta la strada del decreto che è stato approvato, guarda caso, dal Consiglio dei ministri il 28 marzo scorso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno, entrando in vigore il giorno successivo, ovvero il 29 marzo: una fretta mai registrata per un provvedimento di questa natura.

Ora vengo ai contenuti e alla sostanza del decreto. Per giustificare l’urgenza, gli uffici della Farnesina hanno prodotto una relazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, che trovo incomprensibile. Con riferimento agli italiani all’estero, è stato affermato che la possibile assenza dei vincoli affettivi con la Repubblica in capo a un crescente numero di cittadini che richiedono il rilascio della cittadinanza italiana, che potrebbe raggiungere una consistenza pari o superiore alla popolazione residente nel territorio nazionale, costituisce un fattore di rischio serio e attuale per la sicurezza nazionale. Ossia, per essere chiari, ci sarebbero circa 60 milioni di italiani all’estero che richiedono tutti insieme la cittadinanza italiana, circostanza che è destituita di fondamento e verità nelle dimensioni rappresentate.

Se si va a leggere il testo del decreto approvato dal Governo, non si colgono infatti gli elementi del rischio cui si vorrebbe porre riparo, forse per la semplice ragione che i rischi medesimi non si riscontrano nella misura denunciata. Probabilmente e più realisticamente, il Governo voleva mettere uno stop agli abusi che si registrano nella notevole richiesta di cittadinanza – e tutti siamo d’accordo – in alcuni Stati del mondo ben individuati.

Voglio essere chiaro: anch’io e tutta la componente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) del Gruppo vogliamo combattere gli abusi senza alcun dubbio o remora, ma il punto assoluto di disaccordo sta nel fatto che il decreto, intervenendo con misure contro gli abusi, colpisce in modo pesante e discriminatorio anche i diritti di chi chiede la cittadinanza sulla base della legge del 1992 e questo è decisamente inaccettabile.

Nel testo approvato dal Governo, per fortuna poi parzialmente modificato in Commissione, grazie all’impegno di altri colleghi di maggioranza, anche di colleghi di opposizione che ringrazio molto, si sarebbe impedito ai cittadini italiani non nati in Italia di trasmettere la cittadinanza ai figli e ai nipoti. Insomma, si creava una discriminazione tra i cittadini nati in Patria e quelli nati all’estero che pur sempre cittadini sono. Si determinava così una violazione dello ius sanguinis su cui in Italia si fonda l’acquisto automatico della cittadinanza a favore di una sorta di ius soli riveduta e corretta che non esiste nella nostra legislazione.

Per fortuna, come dicevo, dopo un lungo confronto in Commissione, di cui ringrazio in primo luogo il presidente Alberto Balboni e anche tutti i colleghi della maggioranza, molto sensibili alla materia, si sono fatti passi in avanti importanti ma che sono, a mio parere, necessari ma non sufficienti. Permangono ancora discriminazioni che andranno eliminate prestissimo, mi auguro, con una legge organica sulla cittadinanza che il Governo si è impegnato presentare a breve.

Per farmi capire da tutti e da chi ci ascolta da casa, in particolare dai concittadini che vivono all’estero e che mi stanno particolarmente a cuore, farei un esempio per spiegare gli effetti concreti del decreto che volete approvare.

Un cittadino italiano, per trasmettere la cittadinanza al figlio non potrà intanto avere un’altra cittadinanza, ad esempio quella italiana e quella svizzera. Tale divieto è già di per sé incomprensibile, visto che l’Italia ha sempre consentito il possesso della doppia cittadinanza. D’ora in poi potrà avere solo quella italiana e, in questo caso, potrà trasmettere la cittadinanza solo al figlio o ai figli nati entro la mezzanotte del 27 marzo 2025; gli altri eventuali figli nati dopo questa data avranno anch’essi la cittadinanza italiana, ma non potranno più trasmetterla a loro volta. Si blocca inspiegabilmente la catena di trasmissione. Si è creata così una cittadinanza di serie a e una di serie b, ciò all’interno della stessa famiglia, in palese contrasto con i basilari principi sanciti dalla Costituzione italiana e in violazione dello ius sanguinis vigente.

Per farvi capire, due fratelli, figli degli stessi genitori, non avranno gli stessi diritti. Inoltre, sorprende che con questo decreto venga di fatto misconosciuta da un Governo di centrodestra la battaglia per gli italiani all’estero combattuta con forza e successo nei primi anni Duemila dall’onorevole ed ex ministro Tremaglia, padre della legge che ha consentito agli italiani che vivono nel mondo di eleggere i propri parlamentari.

Qua mi voglio fermare e desidero approfittare di questa occasione per confermare gratitudine a Tremaglia e alla sua famiglia politica per la loro storica battaglia. Anche io sono in quest’Aula grazie a voi e alla visione di Tremaglia.

Nel votare contro questo decreto sulla cittadinanza auspico, quindi, che nell’immediato futuro si possa rivedere il provvedimento che giudico negativamente.

Continuerò a battermi nel Senato in questa direzione e lo farà anche il MAIE, il movimento politico che qui rappresento, il quale ha nel suo dna la tutela degli italiani all’estero.

In conclusione, ribadisco a nome del MAIE il voto contrario, mentre gli altri colleghi del Gruppo (Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati-Coraggio Italia-Centro Popolare) voteranno a favore”.

 




Matteo Daffada nuovo presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo:

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14daffadaNella seduta di ieri, 13 maggio, l’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna ha nominato la composizione della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo della XII legislatura, che sarà presieduta da Matteo Daffada.
Il neo presidente Daffada, nel suo intervento di apertura, ha spiegato il significato che ha per lui la Consulta, che è “molto più di un organismo istituzionale: è una realtà che sento mia, che ho frequentato e vissuto nel tempo, che ho imparato a conoscere e ad apprezzare fin dai tempi della presidenza di Ivo Cremonini. Da allora, passando per le esperienze con Silvia Bartolini, Gianluigi Molinari e Marco Fabbri, ho continuato a seguirne i lavori con attenzione e passione”. È a loro che Daffada ha rivolto il suo ringraziamento “per l’impegno e la dedizione con cui hanno saputo guidare la Consulta”.
Daffada si è detto poi orgoglioso di assumere il nuovo incarico “perché so bene quanto valore, umano e culturale, rappresenti il mondo della nostra emigrazione. Un mondo fatto di storie, di sacrifici, di identità forti, in particolare da quell’Appennino che conosco profondamente e da cui provengo”.
Il neo presidente ha poi ricordato l’anniversario dei 50 anni della Consulta che cadrà proprio quest’anno: “un traguardo significativo, che ci invita a riflettere su quanto è stato fatto e su quanto ancora possiamo e dobbiamo costruire. È il momento giusto per guardare al futuro con uno sguardo nuovo, capace di innovare nella continuità. Le nuove generazioni stanno dando vita a una nuova forma di emigrazione: studenti, giovani professionisti, ricercatori che si muovono per formarsi, per sperimentare, per crescere e l’orizzonte verso cui dobbiamo tendere è innanzitutto europeo: pensare all’Europa come spazio naturale della nostra cittadinanza, rafforzando i legami con le università, promuovendo progetti comuni e affrontando con coraggio il tema della cittadinanza stessa, per i nostri giovani all’estero e per chi desidera costruire un futuro in Emilia-Romagna”.
Ha preso poi parola Elena Ugolini, neo eletta Vicepresidente della Consulta, che si è detta contenta della nomina “perché ritengo che questa apertura internazionale, questo sguardo al mondo che tiene alta l’attenzione sulle comuni origini e sulle nostre radici per portare l’italiano e la cultura, la creatività, la capacità di fare e di costruire degli emiliano romagnoli nel mondo, sia un punto fondamentale per tutti noi. Sono più di 260.000 i nostri concittadini che in questo momento sono sparsi nel mondo e dobbiamo rimanere in contatto con loro e sviluppare rapporti per crescere come comunità estesa”.
L’Assemblea legislativa ha anche approvato l’elenco dei componenti della Consulta: oltre al presidente Daffadà, e ai due vicepresidenti, Elena Ugolini e Eduardo Zampar Morelli, fanno parte della Consulta anche:
tre Consultori designati dal CAL-Consiglio delle Autonomie locali, che sono Valentina Palli (Presidente della Provincia di Ravenna e Sindaca del Comune di Russi), Iacopo Lagazzi (Sindaco del Comune di Guiglia nel modenese), Manuel Marchinetti (Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Noceto, nel parmense) mentre i due docenti delle Università che hanno sede nella regione Emilia-Romagna sono Marco Dalla Rosa (Università di Bologna) e Maria Cecilia Mancini (Università di Parma); sei rappresentanti sono indicati dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato con sede permanente nel territorio regionale: Margini Deanna (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie, Reggio Emilia), Alessia Costa (Centro Studi Val Ceno “Cardinale Antonio Samorè”, Parma), Romeo Broglia (Centro Studi Cardinale Agostino Casaroli, Parma), Paolo Pastorello (Acli Regione Emilia-Romagna, Bologna), Mario Parenti (Associazione Antonio Parenti un piccolo Grande Uomo, Modena), Emilio Lonardo (Associazione Istituto Regionale Fernando Santi Emilia Romagna, Bologna).
Prevista anche la presenza di quindici rappresentanti degli emiliano-romagnoli residenti stabilmente all’estero proposti dalle associazioni di emiliano-romagnoli all’estero: Francesco Repetti in rappresentanza del Regno Unito, Michele Rossi in rappresentanza della Spagna, della Romania e della Moldova, Simone Zoppellaro in rappresentanza della Germania e della Svizzera, Patrizia Molteni in rappresentanza della Francia e del Belgio, Marialinda Montanari in rappresentanza del Portogallo, Salvatore Diego Segalini in rappresentanza degli Stati Uniti d’America, Paolo Benzi in rappresentanza del Canada e del Sud Africa, Juliana Pedrazzi Bin de Carvalho in rappresentanza del Brasile, Eduardo Zampar Morelli in rappresentanza del Brasile, Monica Maria Jara Leonelli Ghissela in rappresentanza del Cile e del Perù, Cecilia Mirta Rodriguez Muzzarelli in rappresentanza dell’Uruguay, Alberto Emilio Becchi in rappresentanza dell’Argentina e della Repubblica Domenicana, Carlos Maria Malacalza in rappresentanza dell’Argentina e del Venezuela, Maria Silvana Bruschi in rappresentanza dell’Argentina, Maria Lina Bertoncini in rappresentanza dell’Argentina e della Repubblica Popolare Cinese.
E infine anche otto giovani, tra i 18 e i 35 anni, fra quelli proposti dalle associazioni degli emiliano-romagnoli all’estero: Lucas Minelli de Almeida in rappresentanza del Portogallo, Nora Diyara in rappresentanza della Francia, Sabrina Venturini in rappresentanza del Canada, Mikaela Romero Scarso in rappresentanza dell’Argentina, Jorge Venturelli Castro in rappresentanza del Cile, Danilo Arfelli in rappresentanza del Brasile, Maria Chiara Forni in rappresentanza dell’Argentina e del Paraguay, e Giuliano Dallari Larrosa in rappresentanza dell’Argentina.
Le candidature di Daffadà e Morelli sono state avanzate dal capogruppo del Pd nell’Assemblea regionale, Paolo Calvano, mentre quella di Ugolini dalla capogruppo di FdI, Marta Evangelisti.
Il primo ha spiegato come Daffadà “da 30 anni tiene rapporti con le comunità del suo territorio, i cittadini valtaresi a Londra e New York. Daffadà ha inoltre ottenuto a New York il riconoscimento di ‘uomo italiano dell’anno’ che tiene rapporti tra Italia e i nostri residenti all’estero, mentre quella di Morelli è una candidatura frutto di un accurato lavoro di approfondimento, sostenuta da tutte le associazioni del Brasile e di altri Paesi. Morelli ha iniziato come consultore junior e nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento non solo per il suo Paese”.
La seconda, Evangelisti, ha ricordato come “Elena Ugolini potrà rivestire questo ruolo rafforzando i rapporti con le nostre comunità all’estero e promuovendo iniziative per connettere queste persone con il loro territorio di origine, comunità locali e istituzioni. In ogni parte del mondo gli italiani hanno costruito storie di impegno e cultura che devono essere valorizzate”.
Daffadà è nato a Borgo Val di Taro, in provincia di Parma, nel 1971, si è diplomato al Liceo Scientifico “E. Fermi” nel 1990. Accanto alla sua attività professionale, dal 1997 ad oggi è stato consigliere comunale, assessore del Comune di Borgo Val di Taro (Parma) e Vicesindaco. Consigliere regionale del Pd nel corso dell’XII legislatura, è stata confermato alle elezioni del 2024.
Ugolini, invece, è stata docente e dirigente del liceo e delle Scuole Malpighi, realtà scolastica di duemila studenti che ha guidato fino al 2 settembre 2024. Ha ricoperto diversi incarichi presso l’Invalsi, ha fatto parte di numerose commissioni ministeriali ed è stata Sottosegretario all’Istruzione nel governo Monti. Ha partecipato come candidata presidente alle elezioni regionali del 17 e del 18 novembre 2024 con un progetto civico sostenuto dalla coalizione di centrodestra, una volta eletta consigliera regionale ha aderito al gruppo Rete civica. (aise)