A Belluno il convegno “Turismo delle Radici: un Viaggio tra Memoria e Futuro”

turismo radici e1614863459554 512x223

turismo radici e1614863459554 512x223Alle ore 12 di venerdì 16 maggio verrà presentato a Belluno, presso la sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, il convegno “ Turismo delle Radici: un Viaggio tra Memoria e Futuro”. L’evento si terrà a Belluno il 22 e 23 maggio. Nel corso della presentazione verranno illustrati in anteprima i contenuti, gli ospiti e le finalità di un evento che vuole costruire un ponte tra i territori del Veneto e le comunità di italo-discendenti nel mondo, nell’ambito del Progetto Italea Veneto, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Durante la conferenza stampa interverranno rappresentanti delle istituzioni e degli enti promotori, tra cui Radici Venete APS e Associazione Bellunesi nel Mondo, impegnati nella valorizzazione del Turismo delle Radici come leva culturale, sociale ed economica. (Inform)




Una legge regionale per riportare a casa i talenti lombardi nel mondo

logo lombardia

logo lombardiaSostenere il rientro dei lombardi residenti all’estero, promuovendone l’integrazione professionale nel territorio regionale. È quanto intende fare Regione Lombardia, come ha ribadito il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, ieri, in occasione dell’evento “Giovani e innovazione: opportunità per le aziende che assumono Expat e Under 30”.
Il momento di confronto è stato organizzato dall’Istituto Formazione Operatori Aziendali (IFOA) con il supporto di Regione Lombardia.
Cattaneo ha sottolineato il ruolo cruciale delle nuove generazioni e dei professionisti con esperienze internazionali come leva per lo sviluppo economico e l’innovazione nel tessuto produttivo lombardo.
“Dobbiamo considerare i giovani e i lombardi nel mondo non come una perdita, ma come una risorsa strategica”, ha sottolineato, assicurando che “con la nuova legge regionale e con progetti concreti come quello presentato oggi vogliamo costruire ponti e incentivare il rientro dei nostri talenti”.
Nel corso dell’evento è stato presentato il progetto “Talenti lombardi nel mondo: reti, percorsi e inserimento professionale”, promosso da IFOA e sostenuto da Regione Lombardia. Il progetto si inserisce nel contesto della nuova legge regionale n. 9/2024, recentemente approvata per promuovere la mobilità circolare, il rientro dei lombardi dall’estero e la valorizzazione delle competenze acquisite in ambito internazionale.
L’iniziativa si concentra inizialmente sull’Argentina, storicamente legata alla Lombardia da solidi legami migratori e culturali. È strutturata, tuttavia, per essere scalabile e replicabile in altri contesti, creando una rete internazionale a supporto dell’inserimento lavorativo in Lombardia di professionisti expat. Tra le azioni previste: orientamento, matching, promozione della formazione regionale e costruzione di reti globali.
“Con questa legge e con iniziative come quella di oggi Regione Lombardia non guarda solo ai cittadini che risiedono entro i suoi confini, ma si apre al mondo con visione, responsabilità e coraggio”, ha concluso Cattaneo. “Vogliamo costruire un ecosistema attrattivo, che valorizzi le esperienze maturate all’estero e che sappia parlare ai giovani con linguaggi e strumenti nuovi”. (aise)




Il PD-Svizzera dovrebbe vergognarsi per disinformazione a danno degli italiani all’estero

lettere direttore

Riceviamo e pubblichiamo.

lettere direttoreReferendum 8-9 giugno 2025:

Il PD-Svizzera dovrebbe vergognarsi per disinformazione a danno degli italiani all’estero

In riferimento all’articolo “Winterthur segue la politica italiana! – ItaloBlogger” apparso sulla stampa dell’emigrazione relativo al referendum dell’8 e 9 giugno 2025, riteniamo doveroso chiarire alcuni punti emersi nell’esposizione della Dott.ssa Lidia Galvano, di professione avvocato e presidente del PD-Svizzera, che rischiano di generare confusione tra i connazionali iscritti all’AIRE.”

In particolare, affermare che “votare significa lasciare inalterata l’iscrizione AIRE nel casellario consolare di riferimento per continuare a ottenere tutti i benefici dei servizi erogati dalle strutture consolari” non corrisponde alla realtà normativa.

L’iscrizione all’AIRE non è condizionata all’esercizio del diritto di voto. Essa è regolata dalla legge n. 470/1988 e si mantiene attiva finché il cittadino italiano risiede all’estero e non modifica la propria residenza o cittadinanza.

Suggerire che il mancato voto possa comportare la perdita di benefici consolari può generare un inutile allarmismo e scoraggiare un dibattito libero e informato sui quesiti referendari. Come dirigente di partito, l’avvocato Lidia Galvano Dott.ssa ha la responsabilità di fornire informazioni corrette, rispettose dei principi democratici e della corretta informazione istituzionale.

Sottolineiamo l’importanza della partecipazione, certo, ma essa va sempre incentivata nel pieno rispetto della libertà individuale e delle regole che governano i diritti civili e politici dei cittadini italiani all’estero.

Restiamo disponibili per un confronto aperto e costruttivo su questi temi.

Cordiali saluti,

Sostenitori del Centrodestra unito in Svizzera

Anna Esposito




La Regione Toscana istituisce corsi di lingua per i discendenti italiani nel mondo

12toscani

12toscaniScade il 23 maggio la possibilità di presentare domanda per la partecipazione ai corsi collettivi di lingua italiana online organizzati dalla Regione Toscana per i discendenti dei suoi emigrati. Promosso nell’ambito del progetto regionale “Relazioni internazionali cooperazione allo sviluppo ed attività a favore dei Toscani nel Mondo. Obiettivo 3 promuovere il ruolo delle Comunità dei Toscani nel Mondo”, per diffondere la conoscenza della lingua italiana presso le nuove generazioni di discendenti di emigranti toscani, il corso è rivolto ad un massimo di 69 persone.
Per candidarsi occorre avere un’età superiore ai 18 anni compiuti entro il giorno di inizio del corso; avere documentate origini toscane, possedere una conoscenza della lingua italiana di livello elementare (A1/A2) o intermedio (B1 o B2) che verrà accertato tramite test on line da parte della scuola di lingue al momento della selezione e, infine, risiedere all’estero.
Il testo del bando e la domanda di partecipazione sono disponibili a questo link. (aise)




Referendum: le scadenze

9refeposta

9refepostaScaduto il termine per i temporaneamente all’estero – che entro mercoledì scorso dovevano comunicare la loro eventuale scelta di votare per corrispondenza – la rete diplomatico-consolare all’estero si prepara all’invio dei plichi elettorali per i referendum abrogativi di giugno.
Cinque i quesiti su cui gli italiani, in patria e all’estero, sono chiamati ad esprimersi: quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza.
Come per le politiche, anche ai referendum gli italiani all’estero votano per corrispondenza: il plico elettorale viene inviato agli iscritti all’Aire e ai temporaneamente all’estero che, come detto, esercitano l’opzione nei tempi previsti.
I plichi verranno spediti all’indirizzo di residenza dei connazionali entro il 21 maggio. Gli elettori che entro il 25 maggio non abbiano ancora ricevuto il plico elettorale potranno contattare il proprio ufficio consolare per ottenere il duplicato.
Il voto avviene per corrispondenza. Le schede dovranno essere rispedite al consolato seguendo attentamente le indicazioni del foglio informativo presente nel plico elettorale ed utilizzando unicamente il materiale con esso fornito.
Le schede votate dovranno essere recapitate all’ufficio consolare di riferimento entro e non oltre le ore 16 locali di giovedì 5 giugno. Esse saranno quindi trasmesse in Italia per essere scrutinate insieme a quelle dei votanti sul territorio nazionale (l’8 e il 9 giugno).
I quesiti referendari
1. Contratto di lavoro a tutele crescenti – disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione (scheda verde chiaro).
2. Piccole imprese – licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale (scheda arancione).
3. Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi (scheda grigia).
4. Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione (scheda rosso rubino).
5. Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana (scheda gialla). (aise)




Assistenza sanitaria per i pensionati italiani all’estero, il MAIE presenta disegno di legge

odoguardi mic logo

odoguardi mic logoDietro forte impulso del vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Vincenzo Odoguardi, il MAIE ha presentato un disegno di legge, a prima firma Sen. Mario Borghese, per la modifica della legge 23 dicembre 1978, n. 833, volta a garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).

Si legge nell’introduzione al testo di legge, si intende sanare un vulnus nella tutela del diritto alla salute dei pensionati italiani residenti all’estero. Sembra opportuno, anzi legittimo, che questi cittadini abbiano i medesimi servizi garantiti agli altri, a partire da quelli sanitari.

Per le ragioni esposte, si propone l’inserimento di tre nuovi commi all’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, al fine di garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).

“Ci tenevo particolarmente – dichiara il vicepresidente MAIE Odoguardi – a presentare in Parlamento una proposta di legge che andasse verso la direzione auspicata da tempo da tantissimi pensionati italiani nel mondo con cui siamo in contatto, così come da diverse associazioni di pensionati italiani residenti oltre confine. Mi piace ricordare, una su tutte, l’Associazione Pensionati della Repubblica Dominicana, fondata dal compianto Ivo Bellacini, che per anni si è battuta affinchè i pensionati italiani all’estero potessero ricevere, in Italia, le stesse prestazioni sanitarie garantite ai cittadini che vivono stabilente nello Stivale. Auspichiamo l’approvazione di tale proposta nel più breve tempo possibile, in modo tale da rendere giustizia a coloro che, da pensionati, pagano le tasse in Italia – pensiamo all’Irpef – senza tuttavia vedersi garantita l’assistenza sanitaria nel BelPaese”.

ARTICOLI DDL

Art. 1.
(Finalità)

  1. Al fine di garantire l’effettiva tutela della salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, la presente legge reca disposizioni volte a consentire ai cittadini pensionati italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) l’accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza garantiti ai cittadini residenti in Italia. Art. 2.
    (Modifica dell’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833)
  2. All’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti: «Le prestazioni sanitarie garantite dal Servizio sanitario nazionale sono erogate gratuitamente anche ai pensionati italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), di cui all’articolo 1 della legge 27 ottobre 1988, n. 470. Tali pensionati sono equiparati ai cittadini residenti in Italia per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni sanitarie. I pensionati iscritti all’AIRE sono registrati presso l’azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio sulla base dell’ultima residenza in Italia o, in caso di assenza di una precedente residenza in Italia, presso l’azienda sanitaria locale designata dal Ministero della salute.

Le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie agli iscritti all’AIRE sono definite con regolamento del Ministero della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ».

Art. 3.
(Disposizioni transitorie e finali)

  1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, emana un regolamento che definisce le modalità operative per l’erogazione delle prestazioni sanitarie agli iscritti all’AIRE, inclusi i meccanismi di rimborso per le spese sanitarie sostenute all’estero.
  2. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.



Italo-discendenti e Decreto 36/2025: tra identità culturale e strategie migratorie

passaporto 795x448

passaporto 795x448Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 36/2025, l’Italia compie un nuovo passo nell’ambito delle politiche migratorie, ampliando in modo significativo le quote di ingresso per cittadini extracomunitari e semplificando i percorsi burocratici per il loro impiego nei settori strategici dell’economia nazionale. Tuttavia, al di là dei numeri e degli obiettivi programmatici, il provvedimento ha riacceso il malcontento delle comunità di italo-discendenti all’estero, che da anni lamentano un trattamento diseguale rispetto agli immigrati privi di legami storici con il nostro Paese.

Le comunità dimenticate
Secondo le stime della Farnesina, sono oltre 80 milioni le persone nel mondo che possono vantare origini italiane. In America Latina, in particolare, la presenza italo-discendente è capillare, con comunità culturalmente coese che mantengono viva la lingua, le tradizioni e l’identità italiana. Tuttavia, l’accesso alla cittadinanza per iure sanguinis, pur essendo formalmente garantito, è spesso ostacolato da procedure lente, restrizioni consolari e una generale mancanza di volontà politica.

La questione dell’equità
Molti osservatori parlano di un paradosso normativo: da un lato si incoraggia l’arrivo di manodopera estera con politiche di integrazione attiva, dall’altro si pongono ostacoli rilevanti a chi potrebbe inserirsi nel tessuto socioeconomico italiano con maggiore facilità, grazie a una radicata affinità culturale. “Non si tratta solo di giustizia identitaria, ma anche di efficienza economica” afferma un funzionario dell’AIRE in Argentina. “Molti giovani italo-discendenti parlano italiano, hanno formazione universitaria e sarebbero pronti a contribuire da subito alla crescita del Paese.”

Un’occasione geopolitica mancata
L’Italia, a differenza di altri Paesi europei con importanti diaspore, ha storicamente trascurato il potenziale strategico della sua emigrazione. Non solo come risorsa umana, ma anche come leva geopolitica e diplomatica. In un contesto globale in cui la competizione per il capitale umano è sempre più serrata, valorizzare la diaspora italiana potrebbe rappresentare una risposta intelligente alla crisi demografica e alla carenza di competenze in alcuni settori chiave.

Conclusione
Il Decreto 36/2025 pone interrogativi cruciali: quale visione guida oggi la politica migratoria italiana? E soprattutto, può un Paese costruire il proprio futuro ignorando una parte fondamentale del proprio passato?
Il riverbero sulle regioni meridionali e la Basilicata in particolare è di grande rilievo negativo. Anche i Consigli regionali ed i Comuni devono far sentire la loro voce.

Yolanda Paola Liccardo, Rappresentante del Comitato Italo discendenti

Luigi Scaglione, Presidente Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo – CIM Basilicata




Trinacria – USEF Associazione Siciliani del Cile, lettera aperta sul decreto cittadinanza alle autorità italiane e al Governo regionale della Sicilia

trinacria frutta piccola 5 gialla tfg5 a petra damuri scaled

trinacria frutta piccola 5 gialla tfg5 a petra damuri scaledTrinacria – USEF Associazione Siciliani del Cile ha inviato una lettera aperta sul decreto cittadinanza alle autorità della Repubblica italiana e al Governo regionale della Sicilia. “Con profondo rispetto e dal cuore del Sud America, noi membri della comunità di siciliani e discendenti di emigrati siciliani in Cile, – si legge nella lettera – desideriamo esprimere le nostre riflessioni in merito al recente decreto-legge n° 36 del 28 marzo 2025 sulla cittadinanza italiana per discendenza. Noi in maggioranza non facciamo parte di una migrazione recente né motivata da opportunità economiche attuali. I nostri genitori, nonni e bisnonni arrivarono in Cile negli anni più difficili del ventesimo secolo: tempi di guerra, fame e disperazione. Lasciarono la loro amata Sicilia con il cuore spezzato, non per mancanza d’amore verso la patria, ma per necessità di sopravvivere. Giunsero in un Cile che li accolse con speranza, ma anche con molte difficoltà. Lavorarono duramente, nei campi, nei porti, nell’edilizia, come venditori ambulanti. Si ricostruirono una nuova vita con dignità e sacrificio, senza mai dimenticare la terra che li aveva visti nascere. Nel corso degli anni, i nostri nonni ci hanno trasmesso la lingua, la storia, il cibo, i santi, i valori, la cultura e soprattutto, la promessa immancabile di tornare in un modo o nell’altro in quella Isola amata perché siamo italiani. Sebbene non tutti siamo nati lì, molti di noi sentono un senso di appartenenza profondo, come se l’avessimo vissuto. Provenendo da una emigrazione antica, oggi la nostra realtà è radicale: la maggior parte di noi appartiene alla terza o quarta generazione. Eppure, il cuore è ancora in Italia”.  “La riforma della legge sulla cittadinanza, – prosegue la lettera – limita il diritto alla discendenza a solo due generazioni ed esigendo condizioni che molte famiglie umili non potranno soddisfare quindi sono già esclusi dalle nuove norme. Ma, ci si può escludere solo in virtù di una pratica amministrativa che mette in discussione la nostra identità culturale, la nostra memoria condivisa, il nostro legame emotivo con l’Italia e classifica gli italiani in cittadini di diverse categorie. Noi scriviamo queste righe con lo spirito di confronto e con il desiderio di essere ascoltati per rispetto dei nostri antenati. Siamo parte dell’eredità viva dell’Italia nel mondo e come associazione manteniamo vive le sue tradizioni, la sua lingua, il suo spirito. Ci addolora – continua la missiva che ci vengano chiuse le porte proprio quando volevamo bussare con rispetto e convinzione, è demotivante immaginare che in 10 o 15 anni, la nostra associazione non avrà più membri cittadini italiani. Abbiamo fede che il governo italiano, il parlamento ed anche le regioni, possano riconsiderare questa decisione con uno sguardo più ampio per il buon futuro dell’Italia, uno sguardo che includa anche coloro che, pur lontani dai suoi confini, da un paese chiamato Cile, dal sud del mondo, si considerano, perché non dirlo, una risorsa che estende l’identità italiana ben oltre i suoi confini e che continuiamo a sentirsi autentici siciliani e per tanto, italiani. (Inform)




Riacquisto cittadinanza: non è ancora legge, ma ora c’è una vera possibilità

cittadinanza italiana

cittadinanza italianaRiceviamo e pubblichiamo.

In questi giorni stiamo assistendo a una sorta di “gara” tra chi tenta di attribuirsi il merito dell’importante passo avanti sul tema del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di chi l’ha persa a seguito di naturalizzazione in un altro Paese. Alcuni si sono spinti fino ad annunciare l’approvazione dell’emendamento governativo, notizia poi smentita da esponenti del loro stesso partito.

È bene chiarire che l’iter parlamentare è ancora in corso: il voto sull’emendamento è previsto per martedì 13 maggio al Senato. Lo ha confermato il senatore Roberto Menia, impegnato da tempo con serietà e competenza su questo dossier. A lui va il nostro sincero ringraziamento, così come al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che – nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali – sta contribuendo in modo determinante a correggere una profonda ingiustizia che ha colpito migliaia di italiani nel mondo.

L’emendamento proposto dal governo prevede la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027. La procedura sarà semplice: basterà una dichiarazione di volontà resa presso un ufficio consolare, senza obbligo di trasferirsi in Italia. Un cambiamento atteso da decenni.

Va riconosciuto con onestà che, fin dal 2006, numerosi parlamentari eletti all’estero hanno presentato proposte su questo tema, purtroppo senza mai giungere a una norma definitiva.

I risultati migliori, però, nascono sempre da un lavoro di squadra, costruito nel tempo grazie al contributo di tante voci e sensibilità diverse. Oggi, grazie a questo impegno condiviso e determinato, si intravede finalmente una soluzione concreta.

Auspichiamo con convinzione che il provvedimento venga approvato definitivamente, restituendo così a tanti connazionali un diritto negato e un legame pieno con le proprie origini.

Coordinatori Forza Italia all’estero




Odoguardi (MAIE): “La Marca (Pd) vende fumo mentre lo ius sanguinis è in pericolo”

odoguardi mic logo

odoguardi mic logoTroviamo ridicole e persino controproducenti, per gli italiani all’estero e i loro discendenti, le dichiarazioni della Senatrice Pd Francesca La Marca, che in una sua recente nota ha voluto comunicare con un entusiasmo del tutto imbarazzante il fatto che il Governo abbia presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza per chi l’ha persa, ovvero una misura che interessa – forse – una minima parte dei connazionali residenti all’estero.

La Marca, invece di occuparsi del decreto che punta a limitare fortemente la cittadinanza ius sanguinis e che uccide il futuro dell’italianità all’estero, si dice soddisfatta perché l’esecutivo ha presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza.

Cioè, mentre si sta cercando di sterminare lo ius sanguinis, con tutto ciò che ne consegue, lei sarebbe pronta a brindare a champagne per una misura, un contentino, che riguarda di fatto pochissime persone.

Ma come si può essere così insensibili di fronte a ciò che sta accadendo, dopo l’approvazione del cosiddetto pacchetto cittadinanza? Non dimentichiamo, inoltre, che La Marca in passato si è detta d’accordo nel limitare lo ius sanguinis a due generazioni… Ancora: dove sono i leader della sinistra? Perché Elly Schlein non proferisce parola? Dov’è Giuseppe Conte? Nulla, silenzio assoluto.

Nella zona del Centro America e dei Caraibi le dichiarazioni della senatrice hanno suscitato sgomento e allo stesso tempo ilarità, ma anche negli USA e in Canada tanti italiani nel mondo con cui siamo quotidianamente in contatto sono rimasti a dir poco perplessi, non sapendo – di fronte a tale uscita – se ridere o piangere. Sembra infatti uno scherzo, purtroppo è tutto vero.

L’auspicio da parte nostra è che La Marca possa dimostrare presto di volersi unire alla battaglia, che come MAIE stiamo portando avanti con coraggio e determinazione, tesa ad annullare o quanto meno a modificare in meglio il decreto che nelle ultime settimane ha causato un enorme caos tra le comunità italiane nel mondo. Sarà in grado di farlo? Nonostante i forti dubbi che nutriamo in proposito, ci auguriamo di sì.

Vincenzo Odouardi, Vicepresidente MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero