Antonio Iachini nuovo Coordinatore del MAIE per l’America

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3iachiniIl Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), sotto la guida del suo presidente, Ricardo Merlo, ha annunciato ufficialmente la nomina di Antonio Iachini a Coordinatore del MAIE per l’America (Nord, Centro e Sud). La sua designazione, si legge in una nota del Movimento, “è il risultato del suo costante impegno nella difesa dei diritti e dell’identità delle comunità italiane all’estero”.
Ingegnere di professione, consigliere del Comites Caracas e consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per il Venezuela, Iachini ha svolto un’intensa attività sociale e culturale, promuovendo l’identità italiana, sostenendo i suoi connazionali e rafforzando i legami tra la diaspora e la Madrepatria.
“Il suo impegno nei confronti degli italiani all’estero lo ha reso un punto di riferimento essenziale all’interno della comunità”, sottolinea il Maie che, dalla sua fondazione, l’8 marzo 2008, è cresciuto significativamente.
“Oggi più che mai dobbiamo essere il punto di riferimento e la voce dei nostri connazionali di fronte alle sfide che minacciano la nostra unità”, ha sottolineato il senatore Merlo durante la cerimonia di nomina, tenutasi nella Sala del Senato della Repubblica.
Nel suo discorso di accettazione, Iachini ha dichiarato: “come Coordinatore del MAIE per l’America, assumo questa responsabilità in un momento cruciale per le nostre comunità. La riforma dello ius sanguinis non minaccia soltanto un diritto storico, ma l’essenza stessa della nostra identità: il sangue italiano che ci lega alla Patria. Chi ha sangue italiano è italiano – senza condizioni, senza gerarchie, senza distinzioni. Difenderemo questo principio da ogni tentativo di divisione. La cittadinanza non è un privilegio che si estingue con le generazioni; è un legame eterno che dobbiamo preservare. All’Italia diciamo con orgoglio e fermezza: il nostro legame non è negoziabile. Il sacrificio di milioni di famiglie che hanno mantenuto viva la loro italianità non sarà cancellato con imposizioni. Siamo l’eredità viva di una storia che ha superato i confini e continueremo ad esserlo”.
Merlo ha quindi sottolineato l’importanza di rafforzare la struttura del MAIE in America, evidenziando che la crescita del movimento richiede un’organizzazione territoriale più solida: “oggi siamo chiamati a consolidare la nostra presenza in ogni regione e a mappare in dettaglio la nostra rappresentanza nel continente”, ha affermato.
Da parte sua, il senatore Mario Borghese, vicepresidente del MAIE, ha ufficializzato la nomina con la seguente dichiarazione: “Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, in riconoscimento del suo costante impegno nella promozione della cultura italiana in tutte le sue forme, conferisce ad Antonio Iachini la carica di Coordinatore Territoriale del MAIE con la facoltà di organizzare il partito in tutto il territorio americano, incluso il Comitato per il continente americano”.
Il documento è stato firmato dal presidente del MAIE, Ricardo Merlo, e dai vicepresidenti Vincenzo Odoguardi e il senatore Mario A. Borghese.
Per Odoguardi “con Antonio Iachini, il MAIE amplia la sua rappresentanza, integrando non solo gli italiani di lingua italiana e inglese, ma anche la comunità di lingua spagnola”.
Durante la cerimonia, Iachini ha riaffermato il suo impegno nei confronti della comunità italiana all’estero: “è un onore essere nella Sala del Senato della Repubblica Italiana e far parte del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Questo incarico rappresenta una piattaforma fondamentale per tutti gli italiani che risiedono fuori dal Paese. Contate sul mio impegno e sulla mia determinazione per far rispettare i nostri diritti”. (aise) 




Cittadinanza: per il Maie una legge ingiusta che discrimina gli italiani all’estero

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maieg“L’ultimo decreto-legge sulla cittadinanza, emanato il 28 marzo 2025, rappresenta un attacco diretto ai diritti degli italiani all’estero e un pericoloso passo indietro nella tutela dell’italianità nel mondo”. Così, in una nota congiunta, Francesco Sanci e Luigi Demartino, rispettivamente coordinatore MAIE Toronto e coordinatore MAIE Ontario, che si dicono “profondamente preoccupati per le gravi lacune legislative contenute in questa normativa, che introduce criteri arbitrari e discriminatori nei processi di riconoscimento della cittadinanza italiana”.
“Questa legge colpisce milioni di discendenti italiani, limita i loro diritti e mina i principi fondamentali della Costituzione italiana”, incalzano Sanci e Demartino parlando di “una legge discriminatoria e incostituzionale”.
Tra le disposizioni contenute nel decreto che i due coordinatori Maie più contestano vi sono le “restrizioni ingiustificate alla cittadinanza iure sanguinis: il provvedimento complica il percorso per il riconoscimento della cittadinanza agli italiani di origine, imponendo nuovi ostacoli burocratici e limitazioni arbitrarie. Questo”, osservano, “contraddice il principio della continuità della cittadinanza italiana, sancito dalla legge n. 91/1992”.
Altro vulnus per il Maie i “tempi di attesa spropositati per chi vive all’estero: il decreto”, spiegano Sanci e Demartino, “impone ulteriori dilazioni procedurali per chi presenta domanda di cittadinanza attraverso i consolati. Mentre in Italia il riconoscimento avviene in tempi relativamente brevi, gli italiani all’estero subiscono attese che possono durare anche più di dieci anni”.
C’è poi la “revoca della cittadinanza senza garanzie adeguate”, continuano, sottolineando che “alcune disposizioni introducono la possibilità di revocare la cittadinanza italiana per motivi discrezionali, un principio che va contro l’art. 22 della Costituzione, che vieta la privazione della cittadinanza per un cittadino italiano”.
E infine i due coordinatori Maie segnalano il “doppio standard per la naturalizzazione: mentre da un lato vengono irrigiditi i requisiti per i discendenti di italiani, dall’altro non vengono previste tutele adeguate per gli stranieri che da anni risiedono in Italia e contribuiscono alla società italiana”.
“Questo decreto è un attacco senza precedenti alla nostra comunità all’estero”, accusano Sanci e Demartino. ”Gli italiani nel mondo sono una risorsa, non un problema e non possiamo accettare che vengano trattati come cittadini di serie B”.
Ricordando poi che “milioni di discendenti italiani, soprattutto in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia, portano avanti con orgoglio la cultura e i valori italiani, investendo nei rapporti economici e culturali con la madrepatria”, i due coordinatori Maie aggiungono: “imporre barriere alla cittadinanza significa allontanare queste persone dall’Italia, privandola di una rete internazionale fondamentale per la sua crescita economica e diplomatica”.
Al Governo il MAIE chiede dunque “con forza”: “l’immediata revisione del decreto per eliminare le norme discriminatorie e incostituzionali; un processo più rapido e trasparente per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis attraverso una digitalizzazione delle pratiche consolari e una riduzione dei tempi di attesa; l’abolizione delle nuove restrizioni discriminatorie che penalizzano gli italiani all’estero; il rispetto della Costituzione e delle convenzioni internazionali per evitare abusi nei processi di revoca della cittadinanza”.
In qualità di rappresentanti del MAIE, Francesco Sanci e Luigi Demartino assicurano che si impegneranno “a portare avanti questa battaglia in ogni sede, coinvolgendo parlamentari, istituzioni e comunità italiane all’estero per contrastare questa legge ingiusta. L’Italia”, concludono, “deve tutelare i suoi figli nel mondo, non escluderli”. (aise)




Decreto cittadinanza, Acli: no alle semplificazioni, serve una cittadinanza italiana consapevole

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logomarchio acli cmyk scrittadx“La cittadinanza italiana non può essere solo una questione generazionale, si tratta di una questione molto complessa che le Acli, anche grazie all’esperienza maturata attraverso le associazioni della Federazione delle Acli internazionali, attive in 21 Paesi, stanno seguendo da tempo”, ha dichiarato il Presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, che si chiede: “Perché non si è proceduto con un iter parlamentare, in cui le tante sensibilità che hanno già prodotto proposte di legge sul tema possano trovare in sintesi, anche grazie al contributo degli organi rappresentativi degli italiani all’estero?”

Il decreto legge numero 36 del 25 marzo ha modificato le regole per acquisire la cittadinanza italiana per gli italo discendenti ed è un cambiamento radicale perché modifica la natura della legge 91 del 1992, che riconosce il diritto ad essere cittadino italiano a tutti i figli di genitori italiani, mettendo un limite a due generazioni (genitori o nonni) nati in Italia per richiedere la cittadinanza italiana. Nel decreto vengono richiamati i concetti di “urgenza” e “sicurezza nazionale”.

Le Acli , che da tempo richiamano l’attenzione delle istituzioni sulla regolamentazione di una cittadinanza consapevole, sono critiche rispetto al decreto-legge . Entrando nel merito del decreto, “la ratio pare quella di riconoscere la cittadinanza in base ad una presunta maggiore italianità rispetto ad oggi dei soli nipoti dei nati in Italia”, ma per le Acli “la semplificazione della legge 91 del 1992 non rende giustizia alla nostra storia di emigrazione perché invece di valorizzare il rapporto tra “sangue” e appartenenza alla comunità italiana attraverso la conoscenza della lingua e della cultura italiana, si riduce tutto ad una questione “generazionale” che, come abbiamo sempre sostenuto, avrebbe potuto essere un elemento riformabile della legge 91 ma insieme a questi elementi”.

“Sarebbero necessari dei correttivi in particolare con una regolamentazione che dia la possibilità di trasmettere la cittadinanza quando sussiste, ad esempio, la certificazione di una profonda conoscenza linguistica”, ha detto Matteo Bracciali, Vicepresidente nazionale della Federazione delle Acli Internazionali. “Un altro rilievo sui disegni di legge annunciati riguarda le modifiche delle procedure di richiesta della cittadinanza italiana” e “anche sul rapporto cittadinanza-diritti sociali, chiediamo al Governo un reale ascolto delle rappresentanze degli italiani all’estero: l’idea di alleggerire la pressione sui Consolati non deve essere un’ulteriore complicazione nel rapporto con l’Amministrazione Pubblica né un rallentamento per l’ottenimento della cittadinanza”. “Dall’altra parte – ha continuato Bracciali – sul tema della partecipazione dei nuovi italiani alla vita pubblica non è sufficiente chiedere di esercitare diritti o doveri almeno una volta in 25 anni, perché non è una cittadinanza “compilativa” quella a cui dobbiamo tendere, ma la norma deve prevedere investimenti in strumenti di consapevolezza, come informazione, educazione e prossimità tra Italia e chi è italiano e vive in altro Paese del mondo. Si chiamano investimenti perché il ritorno di relazioni si trasforma in dati economici e sociali dando sostanza all’Italia fuori dall’Italia orgogliosa del proprio passato e con una identità ricca e plurima. Per Bracciali, secondo cui sulla materia andavano ascoltate le rappresentanze degli italiani all’estero, come Comites e Cgie e le reti associative, “vi è ancora speranza di poter contribuire a costruire una normativa inclusiva, per sostenere una cittadinanza consapevole.” (Inform)




Alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”

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alla camera dei deputati lincontro verso il giubileo delle migrazioni nel ricordo di santa francesca cabrini immagine1 e1743513711368Si è svolto alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”. L’evento è stato moderato da Gianni Lattanzio direttore editoriale “Meridianoitalia”. “ La religiosa Cabrini è stata una donna che con la forza della fede – ha rilevato Lattanzio introducendo il dibattito – ha costruito un impero di solidarietà”. “Noi vogliamo ricordare questo momento – ha aggiunto Lattanzio – che ha cambiato la storia dell’assistenza ai migranti”. Ha poi preso la parola il deputato Fabio Porta (PD – Ripartizione America Meridionale). “Oggi riflettiamo – ha esordito Porta – sulla figura di Santa Francesca Cabrini, la patrona dei migranti, proprio nella ricorrenza del suo arrivo a New York. , quindi oggi abbiamo una particolare coincidenza ed oltre a quella, ovviamente ancora più bella, con l’anno giubilare. L’arrivo a New York di Santa Francesca Cabrini, è un evento che segnerà una vita straordinaria, che ha trasformato a sua volta le vite di tanti nostri emigrati, in particolare negli Stati Uniti, ma anche lasciato un’impronta indelebile nella storia sociale e spirituale del tempo. Madre Cabrini – ricordato il deputato, nacque a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850, giunse in America con 6 consorelle della congregazione missionaria del Sacro cuore di Gesù, rispondendo all’appello di Papa Leone XIII, che la esortò a dirigersi non verso l’est, ma verso l’ovest. Aveva una missione chiara, portare conforto materiale e spirituale, agli emigrati italiani, spesso relegati ai margini della società americana, vittime di povertà estrema e di discriminazione etnica. L’opera di Madre Cabrini – ha continuato Porta – si inserisce in questo contesto storico complesso, caratterizzato da una forte emarginazione dei nostri connazionali e questo emerge bene dalle riflessioni nel libro “Migranti” della professoressa Katia Ranieri ed emerge dalle opere bellissime e struggenti di Meo Carbone dedicate a Santa Francesca Cabrini. Questa umanità italiana, a volte legata ai quartieri degradati, sono sfide che madre Cabrini ha affrontato con grande determinazione, ha fondato scuole, orfanotrofi, ospedali, che offrivano non solo assistenza materiale, ma anche quel senso di dignità e di appartenenza culturale, che mancava ai nostri emigrati nelle Americhe. La capacità di trasformare difficoltà in opportunità, – ha concluso il deputato – è stata di ispirazione per tante generazioni”. A seguire stato proiettato un video, in cui si sono state mostrate le opere di Meo Carboni su Santa Francesca Cabrini e la professoressa Katia Ranieri ha letto una poesia in dialetto abruzzese presa dal suo libro “I Migranti, Ieri e oggi. La speranza di un futuro migliore”. È poi intervenuta Suor Patricia Argentina Godoy. La quale ha ripercorso la storia delle missionarie del Sacro cuore e di Santa Francesca Cabrini. “136 anni fa – ha ricordato Sour Godoy – le prime missionarie del Sacro Cuore varcavano l’oceano verso gli Stati Uniti. La decisione come sappiamo non fu facile, Francesca Cabrini aveva sempre sognato la Cina e il cambiamento di rotta missionaria dovette essere laborioso per Madre Cabrini… Fu il suo incontro con il Vescovo di Piacenza, Mons. Giovanni Battista Scalabrini, ad aprire i progetti sull’emigrazione italiana, infatti tutti i preparativi, le previsioni e i progetti dalla fine del 1888 all’inizio del 1889 sono legati alla collaborazione con Mons. Scalabrini e successivamente con i padri missionari di San Carlo”. È poi intervenuto in collegamento dagli Stati Uniti il professor Dominic Candeloro (American Italian Historical Association) . “Gli americani e gli italiani – ha esordito Candeloro – devono conoscere la storia dell’emigrazione, perché la storia italiana è una storia di emigrazione, mentre quella americana è caratterizzata dalla storia dei migranti che sono venuti negli Stati Uniti. Madre Cabrini e il Mons. Scalabrini – ha proseguito Candeloro – hanno avuto un grande impatto sulla storia degli italiani a Chicago… Sono contento che l’artista Meo Carbone abbia dato un’immagine moderna all’opera realizzata da Madre Cabrini”. Fra gli altri interventi segnaliamo quello della giornalista Fausta Speranza che si è soffermata sull’importanza del Giubileo, definendolo il “giubileo della speranza”. “L’arte ha la sintesi – ha proseguito Speranza – che non perde l’efficacia e che non perde di significato. Oggi abbiamo una comunicazione che punta troppo sulla semplificazione, che porta alla banalizzazione. L’arte non banalizza mai, quando è vera arte riesce ad essere sintetica ed efficace”. È anche intervenuto Dario Nanni Presidente della Commissione Giubileo di Roma Capitale: “Questo Giubileo, come ha detto Fausta, è il Giubileo della speranza, e la speranza è anche, per le persone meno fortunate, di trovare un futuro migliore. Le migrazioni – ha proseguito Nanni – sono un fatto storico molto complesso, sul quale le semplificazioni e i ragionamenti pretestuosi non servono a nulla, perché chi fa l’amministratore a tutti i livelli, deve avere la consapevolezza della necessità di lasciare un segno positivo”. Ha infine ha preso la parola Nicola Mattoscio economista e Presidente dell’Associazione Abruzzesi nel mondo. “Abbiamo capito tutti – ha esordito – che Francesca Saverio Cabrini è stata un’emblematica interprete della speranza coniugata alla fede, come percorso di emancipazione dalla sofferenza, in una dimensione prima di tutto spirituale. Le emigrazioni – ha proseguito Mattoscio – dall’inizio della storia dell’umanità sono l’origine delle sofferenze, ma anche le origini dei principali cambiamenti, attraverso la coltivazione della speranza per l’umanità intera. Madre Francesca Cabrini è stata anche un interprete esemplare di un saper fare solidale, collegato all’idea di welfare State”. Mattoscio ha concluso la sua riflessione parlando dell’impatto sociale che ha avuto sulla realtà americana la figura di Santa Francesca Cabrini. (Lorenzo Morgia – Inform)




Montreal: l’Ambasciatore visita Aeromart

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31cattaneoL’Ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo ha visitato giovedì scorso, 27 marzo, il padiglione italiano ad Aeromart di Montreal, uno dei principali appuntamenti internazionali del comparto aerospaziale.
L’Agenzia ICE ha curato la partecipazione di 16 aziende italiane, cui si sono aggiunte 17 aziende al seguito della Regione Campania. Sforzi congiunti che, sottolineano da Ottawa, hanno contribuito a fare dell’Italia il Paese europeo più rappresentato alla fiera, con 37 partecipanti totali.
A margine del Salone, l’Ambasciatore Cattaneo ha aperto la tavola rotonda “Italy-Québec: A Space for Opportunities” organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Montreal con il supporto dell’ICE. Nel suo intervento, Cattaneo ha sottolineato il significativo aumento negli ultimi anni dell’interscambio tra Canada e Italia nel settore aerospaziale, nel contesto di una rinnovata collaborazione bilaterale, propiziata dal Memorandum siglato dalle due agenzie spaziali nel 2021.
Di fronte ad un pubblico di circa 100 operatori, ad animare il dialogo tra attori italiani e canadesi del settore aerospaziale sono stati il centro di ricerca italiano CIRA, il centro di ricerca quebecchese CRIAQ, il cluster Aéromontréal, la regione Campania e il consorzio aerospaziale della regione Emilia-Romagna.
Le aziende italiane intervenute ad Aeromart vantano competenze consolidate nel settore aerospaziale e operano, tra gli altri, nei sottosettori ingegneria, automazione, robotica e intelligenza artificiale, lavorazione meccanica, componenti grezzi e finiti, assemblaggio, collaudo, foratura e saldatura laser, controllo qualità, trattamento superficiale, prototipazione meccanica e 3D, sistemi di produzione e processi speciali, assemblaggio di aerostrutture integrate, manutenzione, riparazione e revisione di aeromobili e sistemi elettronici e digitali.
Aeromart ha offerto anche la cornice per annunciare l’accordo quinquennale di partenariato fra l’azienda campana DeAms e la multinazionale canadese Bombardier, con un primo progetto che prevede la creazione di una filiale DeAms a Montréal e la progettazione e costruzione di piattaforme elevatrici automatizzate per un valore totale iniziale di 1,5 milioni di dollari. (aise) 




“Emigrazione: Dalla Liguria al mondo”, evento organizzato da Italea Liguria in collaborazione con la Fondazione Casa America ETS e con il MEI

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emigrazione dalla liguria al mondo il 15 marzo convegno al museo nazionale dellemigrazione italianaimmagine2Nei giorni scorsi il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova ha ospitato una giornata di studi dedicata al tema “Emigrazione: Dalla Liguria al mondo”, organizzato da Italea Liguria in collaborazione con la Fondazione Casa America ETS e con il MEI. Il convegno, moderato da Antonella Riccardi (Italea Liguria) ha analizzato il fenomeno migratorio ligure a 360 gradi e il suo impatto sulle società di destinazione, esplorando le connessioni tra le comunità emigrate e il territorio d’origine. Obiettivo della giornata è stato dunque quello di diffondere presso i liguri la conoscenza della storia dell’emigrazione da questa Regione, valorizzando storie, personaggi ed avvenimenti di particolare interesse. L’incontro si è aperto con un video messaggio del Cancelliere della Repubblica orientale dell’Uruguay Mario Lubetkin che ha sottolineato l’esigenza di approfondire, in questo mondo che cambia molto rapidamente, i rapporti culturali sociali ed economici tra il Sud America e l’Unione Europea e tra Uruguay e l’Italia. Una vicinanza e un modo per guardare avanti, da sviluppare anche con le regioni italiane, come ad esempio la Liguria, più vicine all’Uruguay. Dal canto suo Matteo Campora (Consigliere della Regione Liguria ha sottolineato l’importanza di raccontare ciò che hanno saputo compiere i liguri nel mondo, attraverso l’integrazione con le diverse comunità locali. “Alcuni sono tornati, altri si sono stabiliti altrove: ci raccontano tutti una storia positiva”, ha spiegato Campora evidenziando che l’incontro tra popoli genera sempre un qualcosa di interessante. Luca Lombardi (Assessore al turismo della Regione Lombardia) ha ribadito in un video messaggio l’importanza di raccontare storie di emigrazione regionale, per recuperare le origini e le tradizioni di quegli italiani che hanno cercato fortuna altrove. Lombardi ha ricordato che il 2024 è stato l’anno delle radici e che per l’occasione sono state organizzate diverse iniziative che proseguiranno nel 2025. Marina Gabrieli (Coordinatrice nazionale del progetto PNRR “Turismo delle radici” del MAECI) intervenendo da remoto ha espresso soddisfazione per questa iniziativa organizzata da Italea Liguria: “questi momenti sono fondamentali perché sensibilizzano il territorio su alcuni temi e permettono di far conoscere il turismo delle radici”, ha precisato Gabrieli ricordando che ci sono gruppi Italea nei diversi territori d’Italia interessati al progetto sul turismo delle radici. “Abbiamo creato una rete di Comuni che sono quasi 800”, ha aggiunto Gabrieli rilevando l’importanza del lavoro diretto portato avanti nei territori anche per far capire il ruolo che può avere un viaggio delle radici alla riscoperta delle origini. Melbourne, Buenos Aires, New York, Toronto e San Paolo sono alcune delle città del mondo nelle quali è stato promosso il progetto di Italea. Gabrieli ha anche ricordato la possibilità di aderire alla Italea Card che consente ai viaggiatori delle radici di ottenere sconti o agevolazioni da parte degli enti erogatori di servizi. E’ stata poi la volta di Mariangela Dalfovo (Italea Liguria e Toscana) che ricordato come la città di Genova, da cui partiva la grande migrazione, sia un luogo particolarmente rilevante e fortemente simbolico per queste tematiche. Dalfovo ha anche rimarcato come esista “un’Italia fuori dall’Italia” stimabile in circa 80 milioni di italo-discendenti, definendo questo progetto come un’opportunità per riallacciare relazioni con chi vive lontano dall’Italia. Anna Maria Saiano (membro del MEI) ha definito il Museo dell’Emigrazione Italiana, come un hub culturale rivolto all’estero ma anche come un luogo di studio dell’emigrazione ligure e più in generale italiana. Sempre per quanto riguarda l’emigrazione, Saiano ha precisato che le radici non solo fanno crescere una pianta altrove ma affondano nella cultura di partenza: un processo bilaterale che si costruisce abbracciando storie e racconti di quanti hanno lasciato il proprio territorio per erigere una nuova cultura mischiata con quella dei luoghi d’approdo. Fabio Capocaccia (Presidente Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana ) ha ricordato come il CISEI sia stata una delle prime ad occuparsi di questioni legate all’emigrazione. L’auspicio di Capocaccia è stato quello di una sempre maggiore valorizzazione del MEI; allo stesso modo è stata evidenziata l’importanza della collaborazione tra tutte le entità coinvolte nelle tematiche dei flussi migratori. Mario Menini (Presidente dell’Associazione Liguri nel Mondo) ha espresso il desiderio che il cosiddetto hinterland delle regioni torni ad essere vivo e attrattivo anche per il turismo. L’auspicio di Menini è anche quello di poter vedere giovani che abbiano voglia di “rimettere le radici qui”, andando in sostanza oltre il semplice viaggio di ritorno: l’obiettivo sarebbe quello di rivitalizzare i borghi che hanno vissuto il problema dello spopolamento. Andrea Pedemonte (Italea Liguria) ha spiegato che “il viaggio delle radici funziona se il viaggiatore si sente accolto come a casa sua: questo succede se le persone che incontra durante il viaggio sentono un vincolo verso il viaggiatore”. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Roberto Speciale (Fondazione Casa America) che sottolineato come sull’emigrazione ligure sia necessaria, vista anche l’entità del fenomeno, una maggiore iniziativa pubblicistica: l’idea è quindi favorire nuove ricerche, studi e pubblicazioni. Speciale ha anche ricordato il ciclo di conferenze organizzato insieme alla Società Dante Alighieri proprio sul tema dell’emigrazione; in passato sono state inoltre pubblicate alcune ricerche, condotte da giovani ricercatori, incentrate su America del Nord e America Latina. (Inform)




Cgie: Comitato di Presidenza a Roma dal 31 marzo al 3 aprile

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cgie gIl Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunisce a Roma dal 31 marzo al 3 aprile con all’ordine del giorno, tra l’altro, la preparazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno.
Fitta l’agenda degli incontri istituzionali, a cominciare dal tradizionale scambio con il Sottosegretario agli Affari esteri Giorgio Silli, che a inizio confronto illustrerà la Relazione di Governo. Con il direttore generale della DGIT del MAECI Luigi Maria Vignali si affronteranno le questioni legate al funzionamento della rete consolare, dei Com.It.Es. e del Turismo di Ritorno.
Due giornate saranno prevalentemente dedicate agli incontri con i Gruppi parlamentari, alle audizioni davanti al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, e alla Commissione Affari esteri e difesa del Senato, che verteranno sulle materie d’interesse degli italiani all’estero anche oggetto di proposte di legge, nonché dell’agenda 2025 del CGIE, quali la cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e la nuova mobilità con gli incentivi al rientro; tematiche su cui il CGIE sta coinvolgendo i Com.It.Es. anche attraverso la realizzazione di webinar da parte delle Commissioni tematiche competenti relativi ai temi del welfare e della sostenibilità per i lavoratori italiani all’estero, all’accompagnamento di chi espatria e per il mantenimento del legame con l’Italia dei giovani nati all’estero.
La questione degli incentivi al rientro, oggetto di confronto tra il CGIE e le altre istituzioni, costituisce la base dell’importante accordo di collaborazione tra il Consiglio Generale e il Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma del 2016, sen. Guido Castelli, che verrà siglato il 2 aprile a Palazzo Chigi e che prevede l’impegno da parte del Consiglio Generale a pubblicizzare presso le comunità all’estero le misure adottate dallo Stato per il ripopolamento delle aree del Centro Italia interessate e, da parte del Commissario straordinario, a presentare proposte normative tese ad allargare la platea dei beneficiari di tali incentivi.
In programma anche gli incontri con il presidente del cda della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova Paolo Masini, con il quale saranno riallacciati i fili della collaborazione avviata durante la scorsa Consiliatura, e con il vicepresidente del CNEL Claudio Risso a Villa Lubin.
La riunione costituirà inoltre l’occasione per commemorare, a un anno dalla sua scomparsa, Michele Schiavone, alla guida del Consiglio Generale dal 2016 al 2024. (aise) 




Il Consiglio dei Ministri approva modifiche alla legge sulla cittadinanza “ius sanguinis”

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csm def k28 eb1f98c858Il Consiglio dei Ministri ha adottato oggi il “pacchetto cittadinanza”, insieme di misure legislative proposte dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per riformare la disciplina in materia di cittadinanza. L’obiettivo delle misure adottate oggi è valorizzare il legame effettivo tra l’Italia e il cittadino all’estero. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che “non verrà meno il principio dello ius sanguinis e molti discendenti degli emigrati potranno ancora ottenere la cittadinanza italiana, ma verranno posti limiti precisi soprattutto per evitare abusi o fenomeni di “commercializzazione” dei passaporti italiani. La cittadinanza deve essere una cosa seria”.

I Paesi di maggiore emigrazione italiana hanno avuto infatti negli ultimi anni un forte incremento di riconoscimenti della cittadinanza. Dalla fine del 2014 alla fine del 2024 i cittadini residenti all’estero sono aumentati da circa 4,6 milioni a 6,4 milioni: un aumento del 40% in 10 anni. I procedimenti giudiziari pendenti per l’accertamento della cittadinanza sono oltre 60.000.

Ad esempio, l’Argentina è passata dai circa 20.000 del 2023 a 30.000 riconoscimenti già l’anno successivo. Il Brasile è passato da oltre 14.000 nel 2022 a 20.000 lo scorso anno. Il Venezuela contava quasi 8.000 riconoscimenti nel 2023. Gli oriundi italiani nel mondo che potrebbero chiedere il riconoscimento della cittadinanza con la legge vigente sono potenzialmente tra i 60 e gli 80 milioni.

La riforma libererà risorse per rendere i servizi consolari più efficienti, nella misura in cui questi potranno dedicarsi in via esclusiva a chi ne ha una reale necessità, in virtù del suo concreto legame con l’Italia. Il sistema attuale si ripercuote infatti sull’efficienza degli uffici amministrativi o giudiziari italiani, messi sotto pressione da chi si reca in Italia solo nel tentativo di accelerare l’iter del riconoscimento della cittadinanza, alimentando anche frodi o pratiche scorrette.

Per raggiungere questo obiettivo, si procede in due fasi: alcune norme entrano in vigore subito con decreto-legge e, successivamente, si procede a una riforma organica dei requisiti sostanziali e delle procedure in materia di cittadinanza.

Il decreto-legge approvato oggi prevede che gli italo-discendenti nati all’estero saranno automaticamente cittadini solo per due generazioni: solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita.

Nella seconda fase, con un primo disegno di legge (sempre approvato oggi) si introducono ulteriori e più approfondite modifiche sostanziali alla legge sulla cittadinanza. Si impone innanzitutto ai cittadini nati e residenti all’estero di mantenere nel tempo legami reali con il nostro Paese, esercitando i diritti e i doveri del cittadino almeno una volta ogni venticinque anni.

La riforma è completata da un secondo disegno di legge che rivede anche le procedure per il riconoscimento della cittadinanza. I residenti all’estero non si rivolgeranno più ai consolati, ma ad un ufficio speciale centralizzato alla Farnesina. Ci sarà un periodo transitorio di un anno circa per l’organizzazione dell’ufficio. L’intento è rendere più efficienti le procedure, con economie di scala evidenti. I consolati dovranno concentrarsi sull’erogazione dei servizi a chi è già cittadino e non più a “creare” nuovi cittadini.

Il provvedimento contiene, infine, altre misure per migliorare e modernizzare l’erogazione dei servizi: legalizzazioni, anagrafe, passaporti, carte d’identità valide per l’espatrio. Inoltre, si prevedono misure organizzative per mettere la struttura della Farnesina sempre più al servizio dei cittadini e delle imprese.




Intervista esclusiva a Tony Cipriani: il ruolo della CIBPA nella comunità italo-canadese e il futuro delle nuove generazioni

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ciprianiDennis Casco, per il MAIE, ha intervistato Tony Cipriani, Tesoriere della Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA), un’organizzazione chiave per imprenditori e professionisti italo-canadesi. Cipriani ha condiviso la sua esperienza di immigrato italiano arrivato in Canada negli anni ’50, sottolineando come i valori italiani di duro lavoro, famiglia e responsabilità verso la comunità abbiano influenzato il suo percorso professionale. Ha evidenziato l’importanza della CIBPA nel promuovere la cultura italiana e nel supportare i giovani italo-canadesi attraverso borse di studio, opportunità di networking e iniziative benefiche. Inoltre, ha discusso il contributo della comunità italiana alla diffusione del Made in Italy in settori come moda, design, gastronomia e tecnologia, incoraggiando le nuove generazioni a mantenere vive le proprie radici culturali e linguistiche. La CIBPA Education Foundation ha già distribuito oltre 1,5 milioni di dollari in borse di studio a più di 1.100 studenti, con l’obiettivo di raggiungere i 2 milioni. Cipriani ha esortato i giovani italo-canadesi a trovare la propria strada e a rendere orgogliosa la comunità, esprimendo fiducia nel futuro prospero della comunità italiana in Canada grazie all’impegno di organizzazioni come la CIBPA e al sostegno di associazioni come il MAIE.

Per scoprire di più sulla storia e sulle iniziative della CIBPA.

Intervista a Tony Cipriani, Tesoriere della CIBPA, a cura di Dennis Casco per il MAIE

Sig. Cipriani, potrebbe raccontarci la sua storia? Quali sono stati i momenti più importanti del suo percorso come immigrato italiano in Canada?

Guardando alla mia storia, porto sempre con me le mie radici e il percorso che mi ha portato fino a qui. Non ho mai dimenticato il mio passato e ho sempre sentito il dovere di restituire qualcosa alla comunità che mi ha accolto e sostenuto.

In qualità di Tesoriere della CIBPA (Canadian Italian Business and Professional Association), quale ritiene sia l’impatto di questa associazione nella promozione della cultura italiana e nel supporto agli imprenditori di origine italiana in Canada?

La CIBPA è stata un punto di riferimento per i professionisti italo-canadesi sin dalla nascita del primo capitolo a Montréal nel 1949. Come associazione no-profit, promuoviamo il successo imprenditoriale e professionale della nostra comunità, condividendo conoscenze ed esperienze. Sostenere l’istruzione è uno dei nostri pilastri: abbiamo distribuito oltre 15 milioni di dollari in borse di studio, aiutando migliaia di studenti italo-canadesi. Il nostro impegno si estende anche alla beneficenza, contribuendo silenziosamente a numerose cause nelle comunità locali. Per noi, valori familiari, buona cittadinanza e istruzione sono il fondamento del successo in Canada.

Quali valori italiani, secondo lei, sono stati fondamentali per il suo successo personale e professionale? E come li incorpora nel suo lavoro quotidiano?

Dedizione e impegno costante, valori familiari profondamente radicati e la volontà di restituire alla comunità ciò che ho ricevuto. Credo che il successo non sia solo un traguardo personale, ma un’opportunità per sostenere gli altri, condividere esperienze e creare un impatto positivo nel tessuto sociale che ci ha permesso di crescere.

Il Made in Italy è un simbolo di eccellenza a livello mondiale. Come può la comunità italiana in Canada contribuire a rafforzare e promuovere questo marchio nei settori del business e della cultura?

Durante gli eventi della CIBPA, alziamo i bicchieri per celebrare l’Italia, una terra di eccellenza riconosciuta in tutto il mondo per il suo contributo all’arte, alla musica, al design, alla scienza e alla tecnologia. Questa è la nostra eredità, un patrimonio di creatività e innovazione che continua a distinguersi a livello globale. L’Italia è un leader di mercato nei settori dell’enogastronomia, della moda, dell’arredamento e delle alte tecnologie, rappresentando un modello di qualità e prestigio che ci rende orgogliosi delle nostre radici.

Secondo lei, quali strumenti o iniziative potrebbero aiutare gli italiani di seconda e terza generazione in Canada a mantenere un forte legame con le loro radici culturali e linguistiche?

Parlare con i propri nonni e gli anziani della loro storia. Non dobbiamo mai dimenticare e dobbiamo tramandare la nostra memoria. Riferimento al libro di Angelo Bolotta e al progetto Piazza Petawawa.

La comunità italiana in Canada è una delle più grandi e attive al mondo. Qual è il suo messaggio per i giovani italiani che vogliono seguire le sue orme e costruire una carriera di successo all’estero?

Seguite le vostre passioni, affrontate le sfide con determinazione e costruite il vostro percorso con impegno e integrità. Il successo non si misura solo nei traguardi personali, ma anche nell’impatto positivo che lasciate sulla vostra comunità. Onorate le vostre radici, valorizzate le opportunità che vi si presentano e rendete orgogliosa la vostra comunità con il vostro contributo, portando avanti i valori e l’eccellenza della nostra cultura

Ripensando al suo percorso di immigrato italiano in Canada, quale consiglio darebbe a se stesso da giovane, all’inizio di questo cammino?

Sono uno di quegli italiani arrivati in Canada a metà degli anni ’50. Ho lasciato una grande famiglia di zii, zie e cugini per iniziare una nuova vita in un paese la cui lingua mi era sconosciuta. Gli strumenti necessari per adattarmi e avere successo mi sono stati forniti dai miei genitori e dai miei nonni: onestà e perseveranza.

Cosa le piace fare nel tempo libero? Ha hobby o interessi che la aiutano a rilassarsi e ricaricarsi?

Sono sempre stato appassionato di sport fin da giovane. Il calcio mi ha aperto le porte all’amicizia e al networking più tardi nella vita. Ora, con 12 nipoti, continuo a seguire lo sport come spettatore.

Ci sono tradizioni o usanze italiane che continua a osservare o celebrare nella sua vita personale? Come le trasmette alla sua famiglia e alle giovani generazioni?

La nostra famiglia celebra tutte le occasioni speciali, sia i compleanni che gli eventi religiosi. Continuiamo a goderci il cibo e la musica della nostra cultura italiana.

Infine quali sono le iniziative più importanti della CIBPA per supportare l’istruzione e le nuove generazioni italo-canadesi?

Abbiamo molte iniziative importanti, tra cui il progetto del York Catholic School Board per mantenere lo studio della lingua italiana nelle scuole elementari.

CIBPA Education Foundation – Ente di beneficenza registrato

  • Campagna da 2 milioni di dollari – Aggiornamento luglio 2024
  • 1.542.000 dollari distribuiti a 1.110 studenti – Manca solo 458.000 dollari per raggiungere l’obiettivo!

Dal lancio del programma, la Fondazione ha distribuito o costituito fondi per circa 1.542.000 dollari in borse di studio per oltre 1.110 studenti.

Cari studenti, fateci sapere come state e, quando sarà il momento giusto, restituite qualcosa se potete, con denaro o con il vostro tempo.

Se conoscete uno studente che potrebbe beneficiare di questa opportunità, invitatelo a candidarsi!




Canada. L’ambasciatore Cattaneo incontra una rappresentanza della comunità italo-canadese in Alberta

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imagesL’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, si è recato a Edmonton nell’Alberta per una visita ufficiale. Nel corso della visita, l’Ambasciatore è stato ricevuto dalla Luogotenente Generale (rappresentante vicereale in Alberta), Salma Lakhani, e dallo Speaker dell’Assemblea legislativa dell’Alberta, Nathan Cooper, che lo ha invitato ad assistere ad una sessione dell’Assemblea Legislativa. L’Ambasciatore Cattaneo ha quindi avuto incontri di lavoro con la Premier dell’Alberta Danielle Smith, il Ministro della Tecnologia e dell’Innovazione, Nate Glubish, e il Ministro del Lavoro, dell’Economia e del Commercio, Matt Jones. Nei diversi incontri si è discusso del crescente partenariato industriale e commerciale tra Italia e Alberta – con particolare attenzione a settori chiave come quello dell’intelligenza artificiale, dell’aerospazio e dell’energia – e delle opportunità di diversificazione di commercio e investimenti. Al centro degli incontri anche le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ed il rafforzamento della cooperazione bilaterale in campo scientifico e tecnologico, alla luce della presenza di numerosi ricercatori italiani con posizioni di rilievo presso i principali centri di eccellenza della Provincia canadese. La missione, arricchita da un incontro presso il centro di ricerca sulla intelligenza artificiale AMII, leader mondiale nell’ambito del “machine learning”, ha previsto infine una visita allo sportello consolare italiano di Edmonton ed un incontro con una qualificata rappresentanza della comunità italo-canadese presso il locale Centro Culturale Italiano. (Inform)