La Presenza Emiliano-Romagnola in Brasile: mostra virtuale a San Paolo

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In occasione della Giornata Nazionale dell’Immigrato Italiano, il prossimo 21 febbraio il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo ha organizzato l’inaugurazione della mostra virtuale “La Presenza Emiliano-Romagnola in Brasile”. L’evento si terrà alle 19:30 (ora Brasile), presso l’Istituto Culturale Italo-Brasiliano (Rua Frei Caneca, 1071, São Paulo).
La mostra celebra le connessioni storiche e culturali tra l’Emilia-Romagna e il Brasile, mettendo in evidenza il ricco contributo degli immigrati e delle imprese emiliano-romagnoli in vari ambiti della società brasiliana. Nonostante la chiusura ufficiale delle celebrazioni dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile, l’iniziativa segna simbolicamente la fine di un ciclo di 12 mesi di celebrazioni che si chiude proprio nel giorno dedicato agli immigrati italiani.
La mostra virtuale esplora in modo interattivo e informativo diversi aspetti della presenza emiliano-romagnola in Brasile, con particolare attenzione a risultati inediti di un sondaggio con emiliano-romagnoli che vivono in Brasile, mappando dove si trovano, cosa fanno, i legami con la terra di origine e i loro desideri; curiosità sulle eredità culturali e storiche, che spaziano dalla gastronomia a tradizioni sportive, artistiche e imprenditoriali; racconti storici che riportano alla luce la traiettoria di famiglie e associazioni, nonché le loro influenze nello sviluppo del paese; interviste con professori universitari che condividono informazioni storiche e statistiche sulle esperienze di emigrazione prima della partenza per il Brasile.
“La pagina della mostra è stata sviluppata come una piattaforma dinamica, simile a un museo virtuale, che permette aggiornamenti continui con nuove ‘opere’ nel corso del periodo di esposizione”, commenta Eduardo Zampar Morelli, presidente del Circolo Emilia-Romagna di San Paolo.
In mostra la storia dell’immigrazione e il turismo di ritorno, ma anche le connessioni istituzionali e imprenditoriali tra l’Emilia-Romagna e il Brasile. Non mancano i contributi culturali e artistici, come musica, architettura e letteratura; la gastronomia, con un focus su piatti e tradizioni che hanno attraversato l’oceano; lo sport, con storie significative della presenza emiliano-romagnola nelle squadre e competizioni brasiliane.
Il progetto è realizzato dal Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, con il supporto della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo e di altre associazioni emiliano-romagnole che hanno partecipato attivamente al progetto, insieme a diverse istituzioni che promuovono la valorizzazione della cultura italiana in Brasile.
La partecipazione all’evento di inaugurazione è gratuita e aperta al pubblico, previa conferma di presenza entro il 19 febbraio, via email a: circolo@emiliaromagnasp.com. (aise) 




Luigi Junior Antonio Demartino nuovo Coordinatore Maie in Ontario

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Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), ha ufficializzato la nomina di Luigi Junior Antonio Demartino a Coordinatore Provinciale per l’Ontario.
“La dedizione di Luigi nel preservare le nostre radici culturali combacia perfettamente con la mission del MAIE”, sottolinea Odoguardi nell’annunciare la nomina. “La sua leadership carismatica sarà cruciale per rafforzare la presenza istituzionale del movimento in Canada”.
Il nuovo coordinatore spiega: “ho deciso di entrare ed essere coordinatore del MAIE Ontario perché credo fermamente nella valorizzazione della comunità italiana all’estero e nella tutela dei suoi diritti. Vivendo in Canada e lavorando a stretto contatto con gli italiani all’estero, ho visto da vicino le difficoltà che affrontiamo ogni giorno, dalla burocrazia consolare alla necessità di mantenere viva la nostra identità culturale. Con il mio impegno nel settore imprenditoriale e nel turismo delle radici, ho sempre cercato di costruire ponti tra l’Italia e la sua diaspora. Ora, con il MAIE, voglio fare ancora di più: lavorare per migliorare i servizi per i nostri connazionali, sostenere le imprese italiane in Ontario e promuovere iniziative concrete che rafforzino il legame con la nostra terra d’origine. Credo in una comunità forte, unita e protagonista del proprio futuro, e sono pronto a dare il massimo per rappresentarla al meglio”.
Diversi gli obiettivo del Maie in Ontario: ampliare la base associativa nella regione, ottimizzare l’assistenza ai connazionali, promuovere il made in Italy in settori chiave e facilitare l’integrazione delle nuove generazioni.
Demartino ha già annunciato un tour informativo nelle principali città dell’Ontario, con primo appuntamento a Toronto previsto per marzo 2025. L’agenda includerà incontri con rappresentanti delle associazioni storiche, dirigenti di imprese italo-canadesi e responsabili di istituzioni educative. (aise) 




Stati Uniti, Consolato d’Italia a Detroit: Christopher M. Caputo Console Onorario in Tennessee

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stati uniti consolato ditalia a detroit christopher m. caputo console onorario in tennessee immagine15Il Consolato d’Italia a Detroit annuncia la nomina di Christopher M. Caputo a Console Onorario d’Italia nello Stato del Tennessee. In questo ruolo strategico, Christopher M. Caputo lavorerà stretto contatto con il Consolato -si sottolinea – per rafforzare ed espandere l’impronta economica, culturale e diplomatica dell’Italia nel Tennessee. “La nomina di Christopher Caputo a Console Onorario riafferma l’impegno dell’Italia nel promuovere forti legami commerciali e culturali nel Tennessee”, ha affermato la Console Allegra Baistrocchi. “Il suo profondo legame con l’Italia, la sua competenza professionale e la sua passione per la promozione delle eccellenze italiane saranno di grande beneficio per i nostri sforzi in corso. E queste non sono solo parole. Stiamo concretamente mettendo insieme un piano d’azione per portare più Italia nel Tennessee… e più Tennessee in Italia!”. La nuova posizione di Console Onorario sarà determinante nel promuovere gli interessi commerciali italiani, facilitando le collaborazioni tra l’Italia e i principali stakeholder pubblici e privati nel Tennessee. I suoi sforzi rafforzeranno ulteriormente la già forte – ma in continua crescita – relazione economica tra l’Italia e lo Stato, in particolare in settori quali la produzione avanzata, l’automotive e l’industria aerospaziale.

Christopher Caputo ha osservato: “Aziende come Beretta e la maggior parte delle aziende coinvolte nell’industria della ceramica italiana hanno già trovato una seconda casa qui nel Tennessee. Nei prossimi anni, ci sarà una grande opportunità per incrementare ulteriormente i legami commerciali tra l’Italia e questo Stato, anche nei mercati dell’automotive e del settore aerospaziale. Allo stesso tempo, vorremmo migliorare la comprensione e la consapevolezza dei cittadini del Tennessee di cosa sia l’Italia contemporanea e l’ampiezza delle sue competenze tecniche, senza dimenticare al contempo il ricco patrimonio culturale che l’Italia ha offerto al mondo per secoli”. Caputo , azionista di Baker Donelson, porta con sé – spiega il Consolato di Detroit – una vasta esperienza in diritto commerciale internazionale, con un focus sul supporto alle aziende italiane nella loro creazione ed espansione delle operazioni negli Stati Uniti. Come co-presidente del Construction Group di Baker Donelson e leader della Manufacturing Initiative dello studio, ha fornito una guida strategica alle multinazionali che affrontano le complessità del mercato statunitense. Il suo lavoro è stato determinante nel facilitare gli investimenti italiani nel sud-est, portandolo a una posizione privilegiata per promuovere gli interessi dell’Italia nel Tennessee. Caputo, cittadino americano ma anche italiano, parla fluentemente la nostra lingua ed è attivamente impegnato nell’ambito economico e culturale dell’Italia. Divide il suo tempo tra il Tennessee e Torino, oltre a gestire un’attività di olio d’oliva in Umbria. Il suo coinvolgimento con la Camera di Commercio Americana in Italia evidenzia ulteriormente il suo impegno nel promuovere le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Il Consolato d’Italia a Detroit è pronto – si sottolinea – a lavorare con Caputo nella sua nuova veste ed è fiducioso che la sua presenza sul territorio arricchirà ulteriormente i legami tra l’Italia e il Tennessee, creando nuove opportunità di collaborazione e crescita reciproca. (Inform)




Buenos Aires: Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza

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ambasciata ditalia a buenos aires giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza immagine10In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza istituita dall’ONU, che si celebra ogni 11 di febbraio, l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires ha ricordato la figura della dott.ssa Gloria D’Adamo, scomparsa lo scorso mese di novembre. Italo-Argentina, nata a Buenos Aires nel 1955, all’età di 24 anni si era laureata come “Computador Científico” presso la Facultad de Ciencias Exactas y Naturales della UBA. Madre di due figli e sposata, nel corso dei suoi quasi cinquant’anni anni di traiettoria accademica ventidue dei quali trascorsi in Argentina e ben venticinque in Italia, ha ricoperto diversi ruoli nel campo dell’ICT, approfondendo la sua formazione presso il Politecnico di Milano e l’Area Science Park di Trieste. Dal 2005 al 2014 si è dedicata alla realizzazione di progetti di ricerca applicata, interessandosi anche di opportunità di finanziamento nell’ambito dei programmi dell’Unione Europea e dei sistemi regionali italiani. Al suo ritorno in Argentina, nel 2014, ha continuato a occuparsi di trasferimento tecnologico e dal 2016, fino alla sua scomparsa, ha ricoperto il ruolo di direttrice dell’area di ricerca presso la Segreteria di Scienza e Tecnologia della Universidad Nacional de Tierra del Fuego, Antártida e Islas del Atlántico Sur (UNTDF). Si è sempre impegnata nello sviluppo di collaborazioni tecnico-scientifiche e culturali tra l’Italia e l’Argentina, con un focus particolare sulla regione della Patagonia, come l’organizzazione, con un cofinanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dei primi corsi di lingua italiana alla Fin del Mundo. Così, quando per conto della UNTDF partecipò al Día Internacional de la Mujer y la Niña en la Ciencia del 2021 espresse, proprio dal suo osservatorio ‘privilegiato’ di delegata alla ricerca, la preoccupazione per la mancanza di opportunità per le donne nel mondo delle S&T, oltre che di una vera parità, soprattutto nelle posizioni di responsabilità. Una delle sue principali convinzioni era che ogni attività, non solo tecnica o scientifica, dovesse essere svolta seminando e coltivando passione nelle nuove generazioni di donne e ragazze, “perché senza passione, dedizione, responsabilità e donne non c’è futuro“. (Inform)




Licia Colombo, Presidente Comites Santo Domingo: “Rapporto con la rete diplomatica ottimo, ma la Farnesina dovrebbe dedicare maggiori risorse alle sedi consolari e alle Ambasciate, per garantire un servizio più efficiente”

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image 110 426x570Da 39 anni risiede nella Repubblica Dominicana, dove ha impeccabilmente costruito la sua carriera nel settore del turismo e dell’aviazione, diventando contestualmente un punto di riferimento per i connazionali residenti: Licia Colombo, con grande passione e dedizione, da tempo lavora alacremente per promuovere iniziative culturali, sociali e di supporto alla collettività, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Comunità italiana residente e le Istituzioni.

“Sebbene questo impegno richieda molto tempo da sottrarre alle proprie attività imprenditoriali – ci spiega – sono convinta che lasciare un segno concreto per il benessere della nostra Comunità sia un obiettivo di fondamentale valore”.

Terminati gli studi in Inghilterra e in Italia, acquisita una solida specializzazione nel settore del turismo, Colombo ha fondato e diretto un tour operator in grado rappresentare alcuni tra i più prestigiosi gruppi italiani ed europei, oltre a diverse realtà emergenti nel panorama turistico internazionale. Successivamente, intrapreso un nuovo percorso nel settore aeronautico, ha legato il suo nome a Neos, grande compagnia aerea italiana, in qualità di rappresentante commerciale per il Paese, esperienza questa che le ha consentito di consolidare ulteriormente le competenze nel trasporto aereo e nelle dinamiche di collegamento tra l’Italia e la Repubblica Dominicana.

“Proprio la mia lunga esperienza a contatto con i connazionali residenti e la profonda conoscenza della realtà locale a livello sociale, commerciale e personale – aggiunge la Presidente – mi hanno portato a entrare a far parte del Com.It.Es con l’obiettivo di apportare un miglioramento per tutti attraverso proposte concrete”.

In modo assolutamente volontario, aggiungiamo noi, e con una passione davvero contagiosa.

Colombo, partiamo proprio da qui. Cosa significa per lei rappresentare, in qualità di Presidente del Comites, la Comunità italiana che vive a Santo Domingo? “Per me è una grande responsabilità, ma anche un’opportunità unica per fare la differenza. Sono una persona pragmatica e abituata a lavorare con obiettivi concreti, grazie alla mia lunga esperienza nel settore commerciale, questo approccio mi ha permesso di affrontare con determinazione le sfide legate a un ruolo così importante. Nonostante le risorse limitate che il governo ci mette a disposizione, ho sempre cercato di massimizzare i risultati e di portare a termine i progetti che mi sono prefissata. Posso dire con orgoglio che, lo scorso anno, il Comites di Santo Domingo è stato uno dei pochi a ricevere due finanziamenti per altrettanti progetti significativi, entrambi portati a compimento con successo. Questo risultato mi rende non solo fiera, ma anche consapevole del valore del nostro lavoro per la Comunità. Tuttavia, il mio impegno non si ferma qui, so che c’è ancora molto da fare e, nonostante le difficoltà, continuo a lavorare con determinazione per garantire che il nostro Comites riceva il supporto e le opportunità che merita”.

E’ possibile tracciare un profilo che ben rappresenti gli italiani che vivono lì? E come si è integrata la nostra comunità? “Tracciare un profilo unico della Comunità italiana in Repubblica Dominicana è complesso, proprio per la sua straordinaria varietà, essendo composta da persone provenienti da percorsi di vita e ambiti professionali molto diversi: abbiamo pensionati che scelgono di trascorrere qui gli ultimi anni della loro vita in un ambiente sereno e accogliente, imprenditori di successo che promuovono con orgoglio il Made in Italy a livello internazionale, piccoli commercianti, ristoratori e importatori che contribuiscono a diffondere la nostra cultura gastronomica e professionisti o lavoratori che si integrano nel tessuto economico locale. In un certo senso, possiamo dire che la comunità italiana in Repubblica Dominicana rappresenta una “piccola Italia”, caratterizzata da una straordinaria capacità di adattamento e intraprendenza. Questo è favorito anche dalla facilità di apprendimento della lingua spagnola e dall’ospitalità del popolo dominicano, che accoglie con entusiasmo nuove culture e persone provenienti da altri Paesi. È proprio questa sinergia tra le due culture che permette alla nostra Comunità di sentirsi parte di un contesto dinamico e inclusivo”.

Grande esperta di turismo, impossibile non chiederle consigli di viaggio per gli italiani interessati a visitare il Paese. “La Repubblica Dominicana, più che un’isola, è un grande Paese che sorprende per la varietà dei suoi paesaggi e delle esperienze che offre. Qui, si passa dalle iconiche spiagge caraibiche, che molti immaginano guardando le pubblicità, alle imponenti montagne, tra cui il Pico Duarte, la vetta più alta dei Caraibi, che supera i 3.100 metri. Il territorio è arricchito da colline, laghi, fiumi, penisole e piccole isole che circondano il Paese, senza dimenticare la bellezza dei due mari che lo bagnano: il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, con barriere coralline mozzafiato. La Repubblica Dominicana non si limita al classico turismo balneare, è una destinazione ideale per chi cerca esperienze più dinamiche, come il trekking, il rafting, o le escursioni in montagna, per gli appassionati di storia e cultura, il Paese offre la prima città del Nuovo Mondo, Santo Domingo, il cui centro storico, patrimonio UNESCO, sta vivendo un’importante opera di ristrutturazione. Non mancano esperienze uniche, come l’avvistamento delle balene nella baia di Samaná durante l’inverno o le gare internazionali di kitesurf a Cabarete. Insomma, è una meta che accoglie tutti: dalle famiglie con bambini piccoli agli avventurieri e agli anziani in cerca di relax. La Repubblica Dominicana è una destinazione che consiglio senza esitazione: un mix perfetto di natura, cultura, storia e avventura, capace di regalare emozioni a ogni tipo di viaggiatore”

Come definirebbe il rapporto fra il Comites da lei presieduto e la rete diplomatica italiana? “Il rapporto con la rete diplomatica italiana è eccellente, caratterizzato da una forte sinergia. L’Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas, che dirige l’Ambasciata da quasi tre anni, ha avviato numerosi cambiamenti significativi, sia nel rafforzamento dei rapporti con le Istituzioni locali che nel miglioramento dell’operatività dell’Ambasciata stessa. Questo processo è stato particolarmente complesso, considerando che l’Ambasciata è rimasta chiusa per molti anni, causando ritardi nell’erogazione di documenti essenziali, come passaporti e certificati. Pur comprendendo le difficoltà legate alla carenza di personale e alle sfide organizzative, siamo consapevoli che ci sia ancora molto lavoro da fare. Il Comites si sta impegnando al massimo per supportare i connazionali, in particolare attraverso il progetto “Sportello Comites”, un servizio che funge da “anticamera” dell’Ambasciata, offrendo assistenza nella preparazione di documenti, nelle procedure di iscrizione all’AIRE e in altre pratiche fondamentali. È un aiuto concreto e prezioso per la nostra Comunità. Detto ciò, ritengo che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dovrebbe dedicare maggiori risorse alle sedi consolari e alle Ambasciate, al fine di garantire un servizio più efficiente, nonostante i progressi registrati nell’ultimo anno, la strada da percorrere è ancora lunga, e continueremo a fare il possibile per sostenere i nostri connazionali e agevolare il lavoro della rete diplomatica”.

Ricordo più bello da Presidente? “Devo dire che ci sono stati molti momenti belli nel mio percorso come Presidente, quindi non ne ho uno in particolare, ogni successo per me rappresenta un momento meraviglioso. Per esempio, come dicevo, ottenere due finanziamenti per il Comites è stato un traguardo enorme, considerando che non era mai successo prima nella Repubblica Dominicana. Un altro momento significativo è stata l’apertura della Biblioteca del Comites lo scorso ottobre, un progetto a cui tenevo moltissimo e che mi ha dato grande soddisfazione. Anche il lavoro svolto per ottenere accordi con diverse assicurazioni locali è stato un successo importante: abbiamo reso possibile la copertura assicurativa per i viaggiatori italiani, in particolare per chi trascorre lunghi periodi nel Paese, a prezzi molto vantaggiosi. Un altro traguardo di cui vado fiera è l’accordo stipulato con l’Istituto Europeo di Oncologia, che offre ai cittadini italiani sconti sulla “telemedicina” e sulla “second opinion”. Attualmente sto lavorando per mettere in contatto l’istituto con i più grandi centri oncologici locali, in modo da creare una collaborazione proficua. È un progetto ambizioso su cui lavoro da oltre un anno, e quando verrà realizzato sarà sicuramente uno dei momenti più belli di questo mio percorso. Ogni passo avanti è per me una grande gioia e motivo di orgoglio, perché significa contribuire concretamente al benessere della nostra Comunità”.

E il più brutto? “A dire il vero, non ricordo momenti davvero brutti, perché cerco sempre di mantenere un atteggiamento positivo e proiettato verso il futuro.
Ciò che però mi disturba è quando alcune persone, soprattutto sui social, scrivono commenti inutili o diffondono critiche infondate per attirare attenzione o screditare il lavoro che facciamo, questo è particolarmente fastidioso perché la maggior parte del nostro impegno non è visibile: si tratta di documenti, pratiche e un lavoro continuo che non possiamo certo trasmettere in diretta per dimostrarlo. Vorrei che le persone comprendessero che il nostro impegno è volontario, nessuno di noi riceve un compenso per ciò che facciamo, anzi, spesso sosteniamo spese personali, ad esempio, io vivo a quasi tre ore dalla Capitale e mi reco lì quasi ogni settimana per il Comites, coprendo personalmente tutte le spese di viaggio. Inoltre, il tempo che dedico al Comites è tempo sottratto alla mia attività imprenditoriale, e anche questo ha un costo. Nonostante tutto, lo faccio perché amo la comunità italiana e sento il desiderio di restituire qualcosa al Paese che mi ha accolto per gran parte della mia vita. Non permetto che certi commenti negativi mi influenzino, preferisco non rispondere a chi scrive queste cose, perché le loro parole, insignificanti per me e per il mio Comites, si commentano da sole. Mi concentro piuttosto sul lavoro che posso fare e sui risultati che possiamo ottenere per la nostra Comunità”.

Siete in contatto anche con Comites che operano in altre parti del mondo? “Sì, siamo in contatto con altri Comites, in particolare attraverso una piattaforma di comunicazione attiva che collega i rappresentanti dei Comites del Sud America. Questo spazio ci consente di condividere idee, best practices e progetti che ogni Comitato porta avanti nei rispettivi Paesi, favorendo così una collaborazione reciproca che arricchisce le nostre iniziative e promuove una visione comune per il rafforzamento della Comunità italiana all’estero”.

Prossime iniziative in programma? “Tra le nostre iniziative in programma quest’anno, uno dei progetti di maggiore importanza è sicuramente l’accordo con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), che mira a stabilire collaborazioni con alcuni dei principali centri oncologici locali. Questo permetterebbe di accedere a servizi di alta qualità grazie alle nostre assicurazioni private, favorendo una connessione diretta con un’eccellenza internazionale come l’IEO, che è riconosciuto tra i primi dieci al mondo nel suo settore. Credo fermamente che tale accordo potrà rappresentare un valore significativo per tutti, portando benefici concreti sia ai pazienti che ai professionisti del settore. Un’altra priorità è il rafforzamento dello sportello Comites, per il quale è fondamentale garantire il finanziamento da parte del Ministero. Questo servizio rimane un punto di riferimento cruciale per i nostri connazionali, e continueremo a lavorare attivamente affinché venga supportato nel lungo periodo.
In merito alla biblioteca, quest’anno stiamo preparando un progetto di biblioteca itinerante, con l’intento di rendere i libri più accessibili a tutti i cittadini italiani, offrendo loro la possibilità di ritirare o donare libri in diverse località del Paese. Un’iniziativa che mira a rafforzare la nostra identità culturale e a favorire l’accesso alla lettura. Infine, stiamo lavorando in stretto contatto con l’Ambasciata per cercare di risolvere le difficoltà relative alla fornitura dei passaporti, sebbene questo aspetto non dipenda direttamente da noi, faremo il possibile affinché il Ministero possa inviare più personale, accelerando così il processo e migliorando l’efficienza dei servizi per la nostra Comunità. C’è un altro progetto molto rilevante su cui stiamo lavorando, ma per il momento preferisco non entrare nei dettagli, poiché siamo ancora in fase di sviluppo. È un’iniziativa complessa, ma sono fiduciosa che, se tutto procederà come previsto, riusciremo a portarla avanti. Tuttavia, il suo successo dipende in larga parte dal supporto del nostro governo, quindi non possiamo fare altro che incrociare le dita e sperare che venga accolto positivamente”.

Intervista di Marco Finelli per Gazzetta Diplomatica




Indagine FILEF: “Esperienze migratorie di giovani donne italiane”

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filef download 225x223La dimensione dell’emigrazione femminile degli ultimi 15 anni è ancora scarsamente conosciuta. La FILEF ha realizzato una prima indagine attraverso interviste e ricerche in diversi paesi europei e in Argentina. Ne è nato questo e-book (scaricabile gratuitamente sul sito della Filef) appena pubblicato che vuole essere un contributo alla riflessione su un fenomeno che sta assumendo un rilievo quantitativo e qualitativo importante e che sta caratterizzando la nuova emigrazione italiana.

Presentazione

“Esperienza migratoria delle giovani donne italiane” è il titolo di un progetto di indagine di cui proponiamo, con questo e-book, un primo risultato parziale. Esso è parte del progetto originario  “Dai racconti di vita alla ricerca socio-economica”, alla cui definizione hanno partecipato Grazia Moffa e, prima della sua scomparsa, Maria Immacolata Macioti, che definiva l’intelaiatura complessiva del progetto FILEF sulle emigrazioni femminili dal 2008 in poi. L’e-Book è appunto una prima raccolta di storie di vita che offrono alcune coordinate utili alla comprensione del fenomeno migratorio femminile di oggi. Attraverso i casi che pubblichiamo è possibile esaminare il nuovo protagonismo delle giovani donne che sono emigrate dal 2008 in poi (anno di inizio della grande crisi economica e a cui generalmente si fa riferimento per la ripartenza di nuovi flussi di emigrazione dall’Italia), le loro attività lavorative all’estero, i vincoli familiari e ambientali con i luoghi di partenza, i percorsi di inserimento sociale, culturale e di partecipazione nei luoghi di arrivo. I racconti e le testimonianze sono stati raccolti dalle dirigenti e attiviste della Rete FILEF all’estero. Preliminarmente le donne della Rete FILEF hanno elaborato la scheda comune di riferimento che trovate in appendice. La diversità – sia nei contenuti che nei modelli – dei testi che pubblichiamo è la testimonianza dell’articolazione più complessiva della nostra rete nel mondo. Si va dall’Argentina, qui rappresentata da Adriana Bernardotti, sociologa, che propone, attraverso i racconti di giovani donne italiane arrivate dopo il 2008 e iscritte alla mailing list La Tanas, la sintesi di una ricerca più ampia da lei sviluppata, alle singole testimonianze dal Belgio proposte da Angela Gulotta, tra le quali prevalgono le esperienze di ragazze del Sud d’Italia; dal ricco racconto di una giovane pugliese in Francia proposto da Maria Vitali Volant (ex insegnante e bibliotecaria) alle interviste realizzate da Maurella Carbone (ex insegnante a Francoforte), attraverso le quali vengono fornite, tra l’altro, utili coordinate per conoscere i problemi legati al riconoscimento dei titoli di studio acquisiti in Italia; dal lavoro di ricerca promosso da Maria Luisa Caldognetto (storica dell’emigrazione italiana in Lussemburgo), alle rielaborazioni e integrazioni delle inchieste promosse da Morena La Barba (sociologa) in Svizzera che soffermandosi, tra l’altro, sul periodo del Covid, fornisce elementi utili alla conoscenza delle norme che regolano gli ingressi e i soggiorni nel Paese unitamente a quelle per affrontare le differenze di genere (salario, lavoro etc). A sua volta, Lara Olivetti, (giurista), partendo da una più ampia indagine, ci propone un quadro molto dettagliato delle caratteristiche sociodemografiche della popolazione femminile di nuova emigrazione in Svezia.

Erika Bucca, della Filef Basilicata, ci propone invece i racconti di quattro giovani donne meridionali in 4 Paesi europei (Inghilterra, Irlanda, Scozia, Danimarca) e se, da un lato, fornisce spunti per apprezzare la permanenza di forti vincoli con i luoghi di partenza, dall’altro sottolinea la scarsa probabilità di qualsiasi ipotesi di rientro in Italia da parte delle interessate, come riporta anche Adriana per il suo campione intervistato. Infine l’approfondito saggio di Edith Pichler, ci fornisce, dallo scenario tedesco, e berlinese in particolare, un approccio storico molto interessante del passaggio da un’emigrazione femminile prevalentemente al seguito di quella maschile, a quella contemporanea ampiamente indipendente e talvolta maggioritaria rispetto a quella maschile, soprattutto, proprio dal 2008 ai giorni nostri. Con efficacia scrive nella prefazione Antonella Dolci, presidente della Filef, che il loro obiettivo comune è chiaro: integrarsi, inserirsi nel Paese di accoglienza, acquistarvi tutti i diritti di cittadinanza. Un messaggio molto forte da parte della Filef che nel suo programma e nelle sue iniziative propone non da oggi l’urgenza di politiche pubbliche sui temi delle migrazioni con una visione integrata tra emigrazioni e immigrazioni a partire dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza. (Laura Salsi – Elisa Castellano /Emigrazione Notizie/Inform)




Italiani nel mondo: in 13 anni oltre 2 milioni in più si sono spostati all’estero

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imagesSecondo il Rapporto della Fondazione Migrantes, negli ultimi 13 anni oltre 2 milioni di italiani hanno lasciato il Paese, portando il numero totale di connazionali residenti all’estero a superare gli stranieri presenti in Italia.

La maggior parte dei nuovi emigranti proviene dal Meridione e sceglie come destinazione principale il Regno Unito.

Questo fenomeno riguarda soprattutto persone con un livello di istruzione medio-alto, che spesso cambiano più volte paese di residenza.




Giornata Internazionale della Lingua Madre: iniziative per la diffusione dell’italiano all’estero

giornata lingua madre

giornata lingua madreIn occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il 21 febbraio 2025, le ambasciate e i consolati italiani nel mondo stanno organizzando eventi e corsi per promuovere la diffusione della lingua italiana.

L’obiettivo è rafforzare l’identità culturale tra le comunità italiane all’estero e incentivare l’apprendimento dell’italiano anche tra le nuove generazioni di oriundi.




Cresce la comunità italiana all’estero: superata quota 6,4 milioni di residenti

italianiestero mod

italianiestero modSecondo l’ultimo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, al 31 dicembre 2024, gli italiani residenti all’estero hanno superato i 6,4 milioni.

Questo dato evidenzia una crescita costante della diaspora italiana, con un aumento significativo negli ultimi anni.

Le principali destinazioni includono paesi europei come Germania, Svizzera e Regno Unito, ma anche nazioni oltreoceano come Stati Uniti, Canada e Australia.

Questa tendenza sottolinea l’importanza di politiche mirate a supportare i connazionali all’estero e a mantenere vivi i legami con la madrepatria.




Costa Rica. Missione passaporti a San Vito de Coto Brus

costa rica il 27 e il 28 febbraio missione dellambasciata itinerante a san vito de coto brusimmagine5

costa rica il 27 e il 28 febbraio missione dellambasciata itinerante a san vito de coto brusimmagine5Il 27 e il 28 febbraio si svolgerà una nuova missione di personale dell’Ambasciata d’Italia  in Costa Rica (Pop-up Embassy – Ambasciata itinerante) nella città di San Vito de Coto Brus. Lo comunica la Rappresentanza precisando che nel corso delle due giornate  saranno erogati alcuni servizi consolari: si potranno rilevare le impronte per i passaporti dei connazionali, rilasciare atti notarili e richiedere trascrizioni di atti di stato civile. L’Ambasciata avvisa che gli appuntamenti con i membri della missione si possono prenotare solamente via e-mail all’indirizzo consolare.sanjose@esteri.it, indicando il nome e cognome del richiedente. L’Ambasciata contatterà poi gli interessati via e-mail per fissare un appuntamento.(Inform)