Odoguardi (MAIE): “Procede a gonfie vele il lavoro in Nord e Centro America”

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odoguardi madeVincenzo Odoguardi, vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Di recente sei stato protagonista, tuo malgrado, di un botta e risposta con la senatrice eletta in Nord America con il Pd, Francesca La Marca. Nella discussione è intervenuto anche Luciano Vecchi, capo del Pd nel mondo. Hai qualcosa da controreplicare?

Che sia intervenuto il buon Vecchi va benissimo, siamo in un regime di democrazia e ognuno è libero di dire quello che pensa. Le domande che ho posto nel mio intervento, in ogni caso, restano senza risposte. Noi lavoriamo per le comunità italiane all’estero, quelle che vengono sistematicamente ignorate: basti pensare ai pensionati italiani nel mondo che ancora oggi pagano le tasse pur venendo esclusi dal sistema sanitario nazionale.

Mi spiace davvero dover ascoltare qualche politico, che fa parte della stessa coalizione di Vecchi, che dice che noi italiani all’estero non apportiamo all’Italia sufficientemente, quando la verità è che noi che viviamo e lavoriamo oltre confine facciamo girare la ruota dell’economia italiana. Gli italiani all’estero, quelli regolarmente iscritti all’AIRE, sono ormai oltre sei milioni, ma se consideriamo anche discenenti e oriundi arriviamo a sessanta milioni, un’altra Italia oltre l’Italia.

Sono proprio gli italiani nel mondo i primi promotori del made in Italy all’estero: immaginiamo che ognuno di loro spenda almeno mille euro l’anno in prodotti italiani, tra enogastronomia, moda, auto-motive, reparto casa e tanto altro ancora. Lascio fare i calcoli al buon Vecchi, in modo tale che lui e i suoi colleghi Pd possano rendersi davvero conto di ciò che noi italiani nel mondo rappresentiamo per l’economia italiana.

Vecchi ha parlato di “insulti” alla senatrice…

Non è nel mio stile, non se sarei nemmeno capace. Ho espresso legittime critiche politiche e giudizi politici personali. Spero sia ancora consentito farlo senza essere accusati di lesa maestà.

Come procede il lavoro del MAIE in Nord e Centro America?

A gonfie vele, a duemila all’ora. Ogni giorno siamo al lavoro per crescere come Movimento e per essere sempre più vicini ai nostri fratelli italiani all’estero, per raccogliere le loro richieste e per assisterli quando ne hanno bisogno.

Concretamente, come vi state muovendo?

Comunicazione e territorio. Se vuoi fare politica nel terzo millennio hai bisogno di organizzarti al meglio con una comunicazione costante, puntuale, multicanale, anche di servizio; territorio, perché guai ad allontanarsi dalla comunità, si rischia di perdere il polso e il termometro della situazione. Invece a noi piace stare in mezzo alla gente, teniamo ancora al contatto fisico e a guardare negli occhi i connazionali.

Ti abbiamo visto molto attivo in Nord America in queste ultime settimane

E’ la seconda fase del percorso MAIE che prende vita. In questa parte del mondo, dopo le Politiche del 2022, ci siamo concentrati su Caraibi e America Centrale, per rafforzare ulteriormente la nostra presenza in quei Paesi, dove il nostro Movimento è già alla guida di importanti Comites e dove i diversi coordinamenti sono molto attivi e organizzati.

In Nord America il MAIE sta crescendo grazie alla passione di tanti italiani, addetti ai lavori e non, che hanno deciso di seguirci in questo progetto, prima di tutto culturale e poi politico. La presenza del presidente del MAIE Ricardo Merlo a New York in occasione dell’ultimo Columbus Day, con i diversi incontri portati avanti con i principali rappresentanti della comunità italiana locale, è un chiaro segnale della nostra volontà politica di giocare anche in USA un ruolo da protagonisti. Senza dimenticare il Canada, dove pure siamo stati di recente e dove sono nati coordinamenti guidati tutti da persone bene inserite nel tessuto sociale italiano locale. Ci sono tutti i presupposti per continuare a fare bene.

Tutto questo in vista delle prossime elezioni politiche immagino, anche grazie all’alleanza con Noi Moderati di Maurizio Lupi.

No, tutto questo per continuare ad essere a fianco degli italiani all’estero, dovunque si trovino. Le elezioni per noi del MAIE sono solo una tappa del percorso, non l’obiettivo, che resta sempre quello di lavorare a muso duro per migliorare la qualità di vita dei nostri connazionali. Quella con Noi Moderati è un’alleanza politica che servirà al MAIE a far contare di più la propria voce a Roma, a tutto vantaggio degli italiani nel mondo.

da italiachiamaitalia.it




Superare il Trattato di Saint Germain e lavorare per il pieno diritto alla doppia cittadinanza italiana ed austriaca

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imagesLa cittadinanza italiana, come espressamente previsto dalla Costituzione e dalle leggi italiane, si fonda principalmente sul principio del jus sanguinis, ovvero sul diritto di acquisire la cittadinanza per discendenza da un cittadino italiano, senza limite generazionale. Questo principio si traduce nella possibilità di riconoscere la cittadinanza italiana ai discendenti di cittadini italiani, anche a distanza di molte generazioni, se in grado di documentare la propria ascendenza italiana. Tuttavia, questo diritto non è esercitabile automaticamente; richiede una specifica procedura di riconoscimento, che può variare in base alla legislazione in vigore e alle modifiche normative introdotte nel corso degli anni.

Un aspetto fondamentale di questa legislazione riguarda il trattamento speciale riservato ai discendenti di nazionalità italiani originari di territori che, storicamente, hanno fatto parte dell’Impero Austro-Ungarico e che, dopo la Prima Guerra Mondiale, furono ceduti agli Stati vicini, come la Jugoslavia, attraverso i Trattati di pace, in particolare il Trattato di Saint Germain del 1919.

Questo trattato, che sancì la fine della guerra tra l’Italia e l’Austria-Ungheria, comportò la cessione di territori ricchi di popolazione italiana, come l’Istria, Fiume (oggi Rijeka) e la Dalmazia, alla Jugoslavia. Sebbene la maggior parte della popolazione locale fosse di lingua e cultura italiana, il trattato stabiliva un processo di transizione e integrazione, che non si realizzò, tuttavia, attraverso plebisciti diretti, ma mediante l’approvazione parlamentare del trattato stesso da parte degli Stati coinvolti.

In questo contesto storico si inserisce la Legge 8 marzo 2006, n. 124, che ha introdotto modifiche alla Legge 5 febbraio 1992, n. 91 sulla cittadinanza italiana. Questa legge, in particolare, ha previsto il riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che fossero discendenti di cittadini italiani originari delle zone cedute alla Jugoslavia, come l’Istria, la Dalmazia e Fiume, e ai loro discendenti in linea retta. L’articolo 17-bis della legge stabilisce, infatti, che tale diritto si estende a coloro che possono dimostrare di essere figli o discendenti di soggetti che furono cittadini italiani e che risiedevano nei territori ceduti a seguito dei trattati di pace, quali il Trattato di Parigi (1947) e il Trattato di Osimo (1975).

In particolare, la Legge 124 del 2006 ha previsto due principali categorie di beneficiari del riconoscimento della cittadinanza:

  1. Discendenti di cittadini italiani residenti nei territori ceduti: In questa categoria rientrano coloro che possano provare che uno dei loro antenati diretti fosse cittadino italiano e risiedesse in uno dei territori oggetto dei trattati di pace (Istria, Dalmazia, Fiume), e che, a seguito delle modifiche territoriali, si trovò a essere automaticamente privato della cittadinanza italiana in favore di quella jugoslava.
  2. Persone di lingua e cultura italiane: Questa categoria si riferisce ai discendenti in linea retta di coloro che, pur non essendo mai stati formalmente cittadini italiani, avevano una forte connessione culturale e linguistica con l’Italia. Questi discendenti possono accedere alla cittadinanza italiana previa dimostrazione di tale legame culturale.

L’introduzione dell’articolo 17-ter della stessa legge ha ulteriormente ampliato questa possibilità, riconoscendo che, in alcuni casi, il diritto di opzione per la cittadinanza italiana potesse essere esercitato anche da chi avesse conservato legami forti con la lingua e la cultura italiana, anche se originariamente non rientrava tra i cittadini di territori ceduti.

Se per i cittadini ex Jugoslavi la questione è risolta, risulta ancora anacronistico il divieto (discedente dal Trattoto di Saint Germain) che vieta  riconoscimento della cittadinanza doppia cittadinanza italiana ed austriaca ai discendenti di soggetti di nazionalità italiani dei territori dell’ex Impero Austro-Ungarico (in particolare Trentini e Sud Tirolesi) è, dunque, una misura che tiene conto di un legame storico e culturale profondo, rispondendo a una richiesta di giustizia storica nei confronti di popolazioni che, pur essendo italiane sotto molti aspetti, vennero private della loro cittadinanza con il passaggio dei territori agli Stati vicini.

Un passo verso la cittadinanza europea

La proposta di estendere la doppia cittadinanza italiana ed austriaca  anche ai discendenti di nazionalità italiani nati nei territori austriaci prima del 24 maggio 1915, ovvero prima dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria-Ungheria, rappresenterebbe un ulteriore passo verso una cittadinanza europea, intesa come riconoscimento dei legami storici e culturali che uniscono i popoli dell’Europa centrale e sudorientale.

L’idea di estendere il diritto di doppia cittadinanza italiana ed austriaca a discendenti di italiani di quei territori sarebbe, infatti, un atto simbolico e concreto di unificazione europea, che non si limiterebbe a un’idea di cittadinanza politica, ma anche culturale e storica. Tale estensione potrebbe contribuire a rafforzare i legami tra le nazioni che hanno condiviso un passato comune e a promuovere la memoria storica delle migrazioni forzate e dei cambiamenti politici che hanno segnato la storia dell’Europa del Novecento.

In un contesto di crescente interconnessione tra le nazioni dell’Unione Europea, il riconoscimento della cittadinanza italiana a una più ampia fascia di discendenti di italiani originari di territori che furono parte dell’Impero Austro-Ungarico potrebbe anche favorire una visione più inclusiva e unitaria dell’Europa. Questo approccio sarebbe in linea con gli ideali di integrazione e di cittadinanza europea, che riconosce l’importanza di preservare le identità culturali e storiche pur mirando alla costruzione di una comunità politica unita.

L’adozione di tale proposta, inoltre, rafforzerebbe l’idea di una cittadinanza europea che non si fonda esclusivamente sulla residenza in un determinato territorio, ma sul riconoscimento delle radici comuni e della memoria storica condivisa, fattori che potrebbero promuovere un’Europa più coesa e solidale.

Conclusioni

In sintesi, il riconoscimento della doppia cittadinanza italiana ed austriaca ai discendenti di cittadini italiani dei territori dell’ex Impero Austro-Ungarico e la possibilità di estendere questo diritto a coloro che possano dimostrare una discendenza da italiani nati in territori austriaci prima del 1915 costituiscono una misura che non solo risponde a esigenze storiche e giuridiche, ma anche a una visione di un’Europa più integrata e consapevole della propria storia comune. Estendere questo diritto sarebbe un segno di giustizia storica e, al contempo, un passo concreto verso la realizzazione di una vera cittadinanza europea, inclusiva e rispettosa delle identità culturali.




Gli auguri del CGIE agli italiani all’estero

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cvu8sptf 400x400“In occasione delle imminenti festività, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero formula i più sentiti auguri di Buone Feste e Felice Anno Nuovo. Possa il 2025 essere un anno di rinnovata ed armoniosa collaborazione, per un servizio sempre attento e proficuo in favore di tutti gli italiani nel mondo”.

Così in un messaggio Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del CGIE . (Inform)




Lazio, Turismo delle radici: a Valentano passeggiata-racconto “Di qua e di là dal mònno. Storie di emigrazione valentanese del primo Novecento. Un secolo di partenze e ritorni”

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lazio turismo delle radic a valentano passeggiata racconto di qua e di la dal monno. storie di emigrazione valentanese del primo novecento immagine14Il 21 dicembre appuntamento alle ore 15 in Piazza della Vittoria a Valentano per la passeggiata-racconto “Di qua e di là dal mònno. Storie di emigrazione valentanese del primo Novecento. Un secolo di partenze e ritorni”, a cura dell’Associazione Comunità Narranti . Con Marco D’Aureli e i narratori di comunità Tiziana Ceccarelli e Alessio Mascagna. L’iniziativa è parte dei “Laboratori delle radici” nell’ambito del progetto “Valentano In&Out” lanciato dal Comune di Valentano e dal Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese e realizzato in collaborazione con Comunità Narranti in occasione dell’Anno del Turismo delle radici promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’evento del 21 dicembre “sarà l’occasione – spiega Comunità Narranti – per una prima restituzione pubblica dei risultati di una ricerca sul campo condotta per documentare le storie dei valentinesi emigrati nel mondo e destinate ad essere raccolte, custodite e valorizzate all’interno di un archivio multimediale la cui costituzione rappresenta uno degli obiettivi primari a cui mira questo progetto”. La passeggiata-racconto fa seguito al primo Laboratorio delle radici svoltosi lo scorso 7 dicembre al Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese e interamente dedicato alle ricette della tradizione valentanese .(Inform)




Toronto. Francesco Sanci nuovo Coordinatore del MAIE

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francesco sanci maie torontoIl MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) a Toronto è pronto a inaugurare una nuova era con la nomina di Francesco Sanci come coordinatore. Questa decisione, fortemente voluta e approvata dal vicepresidente Comm. Vincenzo Odoguardi, rappresenta un significativo passo avanti nella rappresentanza degli italiani all’estero. La scelta di Francesco non è solo un riconoscimento delle sue comprovate capacità di leadership, ma anche della sua visione chiara e appassionata per il futuro della comunità italiana a Toronto.

Francesco Sanci è riconosciuto per la sua capacità di unire e motivare le persone. La sua esperienza come leader naturale e il suo approccio collaborativo sono garanzie di un coordinamento efficace e inclusivo. Questo è essenziale per affrontare le sfide che la comunità italiana deve affrontare in una città cosmopolita come Toronto.

Con la sua nomina, Francesco si impegna a rappresentare gli interessi degli italiani all’estero. Ascoltando le esigenze della comunità e portando avanti le loro istanze, Mira a creare un gruppo coeso che valorizzi ogni singolo membro della comunità. La sua visione è quella di un MAIE che non solo supporta, ma che dà voce agli italiani ovunque si trovino.

Uno dei suoi obiettivi principali – dichiara – sarà fornire supporto concreto agli italiani in difficoltà. Che si tratti di questioni burocratiche nei consolati o di supporto morale, Francesco intende essere un punto di riferimento solido per tutti. La sua missione è chiara: garantire che ogni italiano a Toronto sappia di poter contare su un aiuto concreto e affidabile.

Sotto la sua guida, il MAIE a Toronto si concentrerà sulla promozione della cultura italiana, organizzando attività ed eventi, come ha dimostrato lo scorso 17 novembre. Queste iniziative favoriranno il dialogo e l’apprendimento reciproco tra gli italiani all’estero, celebrando la ricca eredità culturale italiana e rafforzando i legami tra i membri della diaspora. Francesco intende anche collaborare con le associazioni italiane e non, per creare sinergie che possano portare benefici a tutta la comunità. Sarà incentivato il volontariato, creando opportunità per la comunità e rafforzare il senso di appartenenza.

 




Arriva alla Camera dei Deputati il Progetto “Abruzzo nel mondo”

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diamante tv ippoliti il 13 dicembre conferenza stampa alla camera dei deputati immagine9“L’Abruzzo si candida a diventare protagonista nel mondo grazie alla rete dei veri supereroi del nostro tempo ovvero sindaci, imprenditori e giovani studenti del territorio abruzzese”, ha annunciato con una nota Adriano Ippoliti, fondatore e presidente di Diamante Tv alla vigilia della conferenza stampa che si è poi tenuta alla Camera su iniziativa della deputata del Partito Democratico Irene Manzi e del deputato del Pd Christian Diego Di Sanzo, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale. L’evento è servito per presentare il progetto “Abruzzo nel Mondo” e per puntare i riflettori su un problema molto serio e sentito: in Italia sono oltre 3.800 i comuni a rischio con aree interne che perdono abitanti a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale. In Abruzzo, il fenomeno è ancora più significativo: 176 comuni montani già usufruiscono di misure per contrastare l’abbandono delle aree interne e la regione ha registrato un calo demografico del 2,9% negli ultimi cinque anni, quasi il doppio rispetto alla media nazionale. In tutto ciò il ruolo di Diamante Tv è quello di porsi come player e aggregatore offrendo anche alle piccole e medie imprese italiane un’opportunità concreta per promuovere il Made in Italy su scala internazionale. L’obiettivo è rafforzare il legame tra territorio, innovazione e comunità portando il valore delle tradizioni locali in tutto il mondo e favorendo, in loco, percorsi lavorativi così da ridurre il rischio spopolamento. Ha introdotto e moderato l’evento Gianni Lattanzio (Segretario Generale Istituto Cooperazione Paesi Esteri) che ha ricordato come l’Abruzzo sia da sempre caratterizzato da una forte emigrazione ma allo stesso tempo presenti risorse interessanti, anche dal punto di vista paesaggistico. “Bisogna fare innovazione per essere al passo coi tempi”, ha sottolineato Lattanzio evidenziano come l’Abruzzo è un territorio appetibile. Nel suo intervento la deputata Irene Manzi ha invitato a lanciare modelli di valorizzazione e di sviluppo di territori interni; allo stesso tempo ha messo in guardia dall’evitare che “il borgo si trasformi solo in luogo da celebrare e ammirare” senza che però abbia fattori attrattivi per consentire alle persone di restare e dare opportunità concrete alle giovani generazioni. Quindi l’idea è quella di poter rimanere nei territori interni non soltanto per ragioni affettive ma perché si hanno possibilità concrete, soprattutto dal punto di vista lavorativo. Christian Di Sanzo ha definito il territorio abruzzese come “un qualcosa di meraviglioso ma non conosciuto nel mondo come dovrebbe”. Il deputato eletto all’estero ha proseguito sottolineando il ruolo degli italiani nel mondo nel concorrere a far conoscere queste bellezze. Di Sanzo ha poi parlato di un Abruzzo che è un crocevia di tradizioni a 360 gradi: tradizioni che devono essere preservate e promosse, magari elevandole a status di patrimonio nazionale proiettandole al di fuori dell’Italia. Il deputato ha anche ricordato che lo stesso turismo delle radici può essere ponte e rete di sostegno per lo sviluppo dei territori interni. L’invito è quello di pensare a come si possa ragionare su questi temi insieme alla diaspora italiana all’estero. “Spero che oggi sia l’inizio di un percorso per costruire nuovi ponti”, ha auspicato infine il deputato. Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Pescarabruzzo) ha sottolineato come dietro all’emigrazione abruzzese vi siano storie e aspettative: ad esempio nella città di New York gli abruzzesi sono stati per generazioni protagonisti della vita pubblica. Attraverso questo progetto, Mattoscio auspica che vi possano essere delle ricadute positive: cultura, turismo, legami sono elementi che possono divenire centrali. Mattoscio ha anche rilevato come nella cosiddetta new economy, caratterizzata dalle grandi rete informatiche, sia importante la gestione della promozione.  In sostanza Mattoscio ha spiegato che se una regione piccola come l’Abruzzo vuole avere un minimo di riconoscenza nel mondo attuale deve saper comunicare all’estero le proprie bellezze naturali e storiche. Costruire pezzi di domanda attorno a pochi temi specifici e in modo pragmatico: questa è la ricetta proposta da Mattoscio insistendo anche sulla variabile del capitale umano. “I nostri giovani che emigrano nel mondo, devono sapersi candidare in una dimensione globale”, ha concluso Mattoscio dicendosi controcorrente rispetto all’idea normalmente poco favorevole alla cosiddetta fuga di talenti. Adriano Ippoliti ha spiegato che questo progetto nasce dall’esigenza della risoluzione di un problema: il cambiamento drastico del mercato e dello spopolamento dei borghi. L’idea nasce una quindicina di anni fa, attraverso una visione di futuro. “Fare la cosa giusta nel momento sbagliato è però doloroso: abbiamo quindi dovuto aspettare, facendo ricerca e sviluppo a livello internazionale”, ha aggiunto Ippoliti riferendosi al progetto di Diamante TV che ad oggi vanta vari titoli con diritti di distribuzione globale promuovendo lo stile di vita italiano e l’autenticità della cultura italiana. Alberto Milani (Presidente Italy America Chamber of Commerce New York) in videomessaggio ha portato i saluti al lancio di questa iniziativa. “È importante trasferire i nostri prodotti e le nostre offerte in modo moderno e rilevante per l’audience cui si riferisce il messaggio. L’Abruzzo ha tutto per poter fare bene”, ha spiegato Milani menzionando a sua volta il turismo di ritorno. Adriana Apicella (Direttore Generale Confassociazioni) ha parlato di un progetto pilota molto valido alla luce anche dell’ottica della piattaforma televisiva. “L’Abruzzo può diventare protagonista”, ha rilevato Apicella. Carmen Bizzarri (Professore associato dell’Università Europea di Roma) ha auspicato la riuscita di un progetto che possa andare oltre l’Abruzzo materiale portando avanti anche gli aspetti immateriali dei territori. Il progetto, secondo Bizzarri, avrà bisogno di grandi idee ma soprattutto di persone con conoscenze specifiche e saper fare. Carmelo Cutuli (OSDIA Italy) ha ricordato che la valorizzazione della causa culturale italo-americana nasce dalla consapevolezza dell’importanza dell’emigrazione italiana verso l’altra sponda dell’Oceano Atlantico, dove a volte si incontrava un’accoglienza poco esaltante. Nonostante questo, però, i nostri connazionali riuscivano a portare con sé il sogno italiano. (Inform)




Toronto. L’Accademia dei Ragazzi festeggia il Natale all’italiana

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13torontobabboL’Accademia dei Ragazzi di Toronto, in Canada, ha festeggiato il Natale con un bellissimo concerto che ha visto la partecipazione di oltre cento invitati. L’evento si è svolto domenica scorsa, 8 dicembre, al Columbus Centre della città canadese, tra i sorrisi dei genitori, la curiosità dei nonni e la trepidazione di bambini e insegnanti.
Il concerto è iniziato con la lettura delle poesie “Natale è”, di Stefania Feriti, e “Filastrocca di Natale”, di Gianni Rodari, letta da alcuni studenti delle elementari e delle medie. Tutte le classi presenti hanno poi cantato e ballato tre classici della tradizione per bambini come “Brilla una Stella”, “Girotondo di Natale” e “A Natale puoi”. I ragazzi delle superiori hanno concluso le presentazioni con due bellissime poesie di Gianni Rodari: “Lo zampognaro” e “Il pianeta degli alberi”.
“Questo è stato l’evento più grande che abbiamo mai organizzato – commenta il direttore Mattia Bello -. I complimenti di genitori e nonni sulla qualità di esposizione degli studenti ci ripaga di tutto il lavoro che svolgiamo settimanalmente in classe”.
Classi in cui si impara la lingua, la cultura e le tradizioni italiane tramite diverse figure professionali. Infatti oltre agli insegnanti – tutti madrelingua e con competenze specifiche – ci sono anche studenti del Dipartimento di italianistica della University of Toronto che supportano le lezioni. Inoltre, quest’anno hanno svolto un lungo tirocinio due studenti venuti da atenei italiani.
“Siamo felici di aver accolto Simona Farru e Tiziana Grasso, rispettivamente dall’Università di Sassari e dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – dichiara Mattia Bello -. Simona e Tiziana hanno fatto un lavoro eccezionale, e ci auguriamo di rafforzare tali progetti di scambi internazionali in futuro”.
La festa di Natale è proseguita con un ospite d’eccezione venuto dal Polo Nord… Babbo Natale, che ha donato a tutti i bambini un mini-panettone – generosamente offerto dall’Accademia dei Ragazzi. Le famiglie hanno poi avuto modo di fare una foto con Babbo Natale. Durante l’evento si è svolto un ricevimento con hors d’oeuvres, pizza, bibite e gli immancabili dolci di stagione: il pandoro e il panettone, sempre molto apprezzati da grandi e piccini.
“Il Natale è stata un’ottima occasione extra-curriculare per raccogliere le famiglie e fare comunità attorno agli studenti – prosegue il direttore dell’Accademia -. È molto importante che i bambini utilizzino l’italiano oltre la lezione in classe, in modo da dare continuità al processo di apprendimento in modo funzionale e mirato”.
Il concerto di Natale ha concluso la sessione autunnale dei corsi di italiano dell’Accademia. L’anno scolastico prosegue dopo la pausa natalizia con i corsi invernali del 2025 che inizieranno sabato 11 gennaio. L’Accademia dei Ragazzi ha una ricca offerta didattica per bambini e ragazzi. La programmazione include corsi del sabato, lezioni semi-private e private, e un pacchetto famiglia per quei genitori che vogliono imparare l’italiano con i propri figli.
“La nostra è la prima scuola di italiano ad offrire una programmazione per toddlers a Toronto – afferma ancora Mattia Bello -. Si tratta di un corso speciale per bambini da 1 a 3 anni che imparano l’italiano tramite suoni, storie e attività tattili in base all’approccio della Scuola di Reggio Emilia’. La prossima attività extra-curriculare sarà dedicata alla Befana e si terrà venerdì 10 gennaio alle 6:00 pm al Columbus Centre di Toronto. L’evento, organizzato in collaborazione con Villa Charities, vuole promuovere questa tradizione tutta italiana, in cui i bambini riceveranno dei dolci da una simpatica signora che viaggia su una scopa. Nel frattempo, l’Accademia dei Ragazzi vuole augurare a tutti i lettori un felice Natale e uno splendido anno nuovo”. (aise) 




L’Intercomites Belgio protesta: la legge di Bilancio è punitiva e discriminatoria per gli italiani all’estero

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soldiL’Intercomites del Belgio, lette le misure proposte nella legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento e riguardanti le misure relative agli italiani all’estero, hanno diramato in queste ore una nota di protesta rispetto a questo aspetto definito “punitivo e discriminatorio”. In particolare su due questioni che premono le comunità italiane in Belgio: i diritti dei pensionati all’estero e lo stanziamento dei fondi per Comites e CGIE.
Riguardo i diritti dei pensionati residenti all’estero, maturati con gli anni di lavoro, i presidenti dei Comites belgi hanno spiegato: “devono essere trattati nello stesso modo indipendentemente dal paese di residenza. L’esclusione dalla perequazione automatica delle pensioni superiori al trattamento minimo dei residenti all’estero introduce una ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai residenti in Italia, che oltre ad essere ingiusta ci pone anche dei seri dubbi sulla costituzionalità stessa della proposta”.
Per questo, l’Intercomites ha spiegato di sostenere l’emendamento presentato dai parlamentari del Pd che richiede la soppressione del blocco della rivalutazione dell’indicizzazione per i pensionati che vivono all’estero. Infatti, “stiamo parlando di 8 milioni di euro, uno scippo vero e proprio, che si spalmerà fino al 2034. Un italiano all’estero che prende mille euro al mese, dal 2026 perderà ogni mese 50 euro, oltre all’eccedenza dell’anno”.
Senza mezzi termini, l’Intercomites ha definito questo atto “gravissimo” e “un danno significativo arrecato ai pensionati italiani all’estero”.
Riguardo, invece, lo stanziamento predisposto per il CGIE e per il buon funzionamento dei Comitati degli italiani all’estero, secondo l’Intercomites Belgio “risultano totalmente inadeguate alle esigenze di protezione delle comunità italiane nel mondo”. A tal ragione, “sosteniamo pienamente le richieste già effettuate dalla Direzione Generale degli Italiani all’Estero del MAECI, correttamente quantificate, e l’emendamento presentato dai parlamentari del Pd per un maggiore supporto di queste strutture attraverso uno stanziamento di 500.000 euro sia nel 2025 che nel 2026 per il contributo alle spese di funzionamento del CGIE e dei COMITES, due organismi rappresentativi della collettività italiana all’estero”.
A firmare questa nota sono stati: Mario Castelli – Presidente Com.It.Es Charleroi e Presidente dell’Intercomites Belgio, Alessandra Buffa – Presidente Com.It.Es Bruxelles, Mario Guarino – Presidente Com.It.Es Limburgo, Giuseppe Maniglia – Presidente Com.It.Es Liegi, e Luigi Ferretti – Presidente Com.It.Es Mons. (aise) 




San Salvador: una Guida pratica per l’inclusione delle persone con disabilità nella vita comunitaria

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12salvadorIl 5 dicembre scorso, presso l’Auditorium del Museo Nazionale di Antropologia Dr. David J. Guzman (MUNA) di San Salvador, si è svolto l’evento di lancio nazionale della Guida pratica per l’inclusione delle persone con disabilità nella vita comunitaria.
Questo importante e ambizioso documento è stato realizzato nell’ambito del progetto “PODER: Programma per l’inclusione occupazionale, difesa del diritto all’educazione e rivendicazione dei diritti delle persone con disabilità”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) per un importo di 1,7 milioni di euro.
Il progetto PODER, di durata triennale, raggiunge 2.252 persone (52% donne), coinvolgendo 4 associazioni di persone con disabilità in 4 distretti (Santo Tomás, Santiago Texacuangos, Colón e Saragozza) e contando sul coordinamento di 5 partner (EducAid, Universidad Centroamericana José Simeon Cañas, Fundación Red de Sobrevivientes, PuntoSud e Rete Italiana di Disabilità e Sviluppo). PODER si sviluppa su tre assi principali: il rafforzamento dell’advocacy delle persone con disabilità (PCD) e delle loro organizzazioni, il sostegno alla formazione professionale delle PCD e la riduzione delle barriere fisiche nelle scuole e negli edifici pubblici attraverso opere infrastrutturali leggere.
“Per il Governo italiano, il sostegno alle persone con disabilità è un impegno fermo e storico”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia a El Salvador, Paolo Emanuele Rozo Sordini. “L’approccio integrale al tema della disabilità è centrale per la Cooperazione italiana e si concretizza nel lavoro di EducAid e delle organizzazioni partner, che oggi lanciano questa importante Guida”.
L’elaborazione della Guida è stata realizzata attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto i partner del progetto, le istituzioni governative, le organizzazioni della società civile, i sostenitori dei diritti delle persone con disabilità, i leader della comunità con disabilità e/o i familiari/caregiver delle persone con disabilità.
“La Guida rappresenta un insieme di principi, criteri e standard minimi concepiti come riferimento per rispondere, attraverso soluzioni pratiche, ai bisogni, alle aspirazioni e alle richieste delle persone con disabilità”, ha spiegato Paolo Gallizioli, direttore della Sede AICS di San Salvador.
“La Guida è la prova che questo approccio inclusivo e partecipativo è efficace: se le persone con disabilità sono messe in condizione di partecipare, generano sempre conoscenza e valore per l’intero Paese”, ha aggiunto Riccardo Sirri, direttore esecutivo di EducAid.
Silvia Rowe della Fondazione PuntoSud ha spiegato che la Guida identifica gli standard minimi in termini di destigmatizzazione, accesso ai servizi e integrazione delle persone con disabilità in ambito comunitario, istituzionale, sociale, economico e culturale.
“Qui abbiamo già eliminato barriere, siamo già vincitori. Al progetto hanno aderito diverse anime, i protagonisti sono le persone con disabilità, che guidano i nostri passi secondo il motto “Niente su di noi, senza di noi””, ha ricordato Giulia Trobbiani, rappresentante di EducAid in El Salvador e capo progetto di PODER.
Alle parole delle istituzioni è seguito un dibattito con alcuni partecipanti dei GECO (Gruppi di stimolo comunitario), durante il quale hanno parlato della loro esperienza nell’elaborazione della Guida e dell’importanza di condividere questo strumento per responsabilizzare altre persone e dare sostenibilità al processo.
La giornata si è conclusa con la presentazione della campagna “Yo Puedo” (Io posso), che mira a promuovere una società inclusiva, dove ogni persona è vista come un soggetto con diritti e opportunità. La campagna prevede una serie di attività che contribuiranno a creare un ambiente favorevole alle persone con disabilità e alla loro piena partecipazione alla vita sociale, economica e culturale di El Salvador.
All’evento hanno partecipato la direttrice del Consiglio Nazionale per l’Inclusione delle Persone con Disabilità (CONAIPD), Cristina Herrera, e rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e dell’Istituto Nazionale dello Sport di El Salvador. All’evento ha partecipato anche una delegazione italiana di organizzazioni partner, tra cui il presidente della Fondazione PuntoSud, Federico Bastia. (aise)




Santo Domingo. MAIE e MONDO ITALIA per un Natale tutto italiano

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natale italiano maieLa sala Regency dell’Hotel Dominican Fiesta è stata il palcoscenico della “Seconda Edizione Natale Italiano MAIE e MONDO ITALIA”. Le due organizzazioni MAIE (MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI all’ESTERO) e MONDO ITALIA hanno presentato una serata indimenticabile che ha riunito famiglie, amici e membri della comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana, celebrando insieme la magia delle festività natalizie.

Il benvenuto è stato uno dei momenti più emozionanti della serata, con un’atmosfera carica di entusiasmo e gioia nel vedere tante persone riunite per condividere tradizioni e rafforzare legami. La serata è stata dedicata a tutte le famiglie italiane residenti nella Repubblica Dominicana, ai loro parenti e amici, italo-discendenti e a coloro che amano l’Italia.

Questa festa è stata fortemente voluta e sostenuta dal Vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, con la massima collaborazione di Massimiliano Atrigna, coordinatore del MAIE per i Caraibi, che hanno messo tutta la loro attenzione affinché l’evento fosse un grande successo.

La parte operativa di questo evento è stata guidata da Tullio Marino, Presidente della Fondazione Mondo Italia e Coordinatore MAIE Santo Domingo, Aurora Francesca Reparato, coordinatrice del MAIE a Boca Chica con delega allo sport e alla cultura, e Maristella Tridello, membro della Fondazione, che hanno lavorato con grande dedizione per realizzare questo evento, volto al benessere integrale della comunità italiana nel paese.

L’obiettivo della serata era semplice ma profondo: condividere, portare gioia e rafforzare quel senso di comunità che ci unisce, anche lontano dalla nostra amata Italia. I più piccoli hanno avuto un posto speciale durante la serata. Oltre a godere di uno spazio tutto per giocare, i bambini hanno appeso i loro desideri all’albero di Natale, un gesto carico di speranza e simbolismo.

Il programma ha incluso emozionanti esibizioni che hanno incantato i presenti: dall’illusione di un bambino che canta, alla speranza nelle parole di due bambine che recitano poesie, passando per i trucchi del mago, fino alla musica di Pago e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Dominicana.

La cena, con un menù italiano, è stata il centro della celebrazione, momento in cui i presenti hanno potuto servirsi in un buffet illimitato con vini italiani e deliziarsi con un gelato speciale offerto da Gelato Market e panettone e dolci tipici natalizi di Dolce Italia.

A questo scenario così ricco e speciale si è aggiunta la cerimonia di consegna di importanti riconoscimenti per la comunità italiana nella Repubblica Dominicana, momento durante il quale sono stati premiati per il loro percorso nel Paese:

  • Nicola De Simone per il suo percorso nel campo gastronomico dal 2009 con il suo ristorante Dolce Italia,
  • Leonardo Cervellera per il suo successo imprenditoriale nello sviluppo e nella promozione dei prodotti italiani nel Paese,
  • Mara Brazola per il suo senso di responsabilità e solidarietà verso i nostri amici a quattro zampe,
  • Massimo Gennatiempo per la sua carriera professionale di oltre 30 anni nel Paese preservando marchi italiani,
  • Centro Preescolare Scintillare per la vocazione e la dedizione allo sviluppo dell’insegnamento pedagogico.

Il MAIE ha inoltre conferito un riconoscimento speciale al Presidente di Mondo Italia Tullio Marino come Eccellenza tra gli Italiani all’Estero, per la sua dedizione verso la comunità italiana e tutto ciò che rappresenta.

Uno dei momenti più attesi della serata è stato il sorteggio della vincitrice dell’Iniziativa “Passaporto Gastronomico d’Italianità”. Inoltre, per tutti i bambini presenti è arrivato Babbo Natale, che ha distribuito tantissimi regali e sorrisi a tutti i piccoli partecipanti, portando abbondanza e affetto.

Passando ai ringraziamenti, la presentatrice dominicana, naturalizzata italiana, Ruth Ocumarez, è stata meravigliosa e un punto nevralgico affinché questa festa si svolgesse nel migliore dei modi. Un grazie va anche all’Hotel Dominican Fiesta per essere stato il luogo ideale per questo evento.

Un ringraziamento speciale va a tutti gli sponsor che hanno davvero collaborato in modo speciale e hanno creduto in questa notte magica, contribuendo con la loro generosità al successo della serata:

MAIE @maierepubblicadominicana
BIG BRANDS @bigbrandsdr
BLU TERRENAS @bluterrenas
ORO BIANCO @orobiancoenergia
ONDA AZUL ACQUA DEL CARIBE @thecaribbeanscents
PASEO ARTESANAL @paseoartesanalrdandtours
PUNTO ITALIA @lamarinapuntoitaliasd
GETALO MARKET @gelatomarketrd
ACQUALIAN @acqualiann
DOLCE ITALIA @dolceitaliabistro
LA VINERIA @lavineriaitaliana
VINOSOFIA @vinosofia_rd

La più ampia, calorosa e particolare gratitudine va ai numerosi ospiti che hanno partecipato a questa unica serata, in particolare a Licia Colombo, Presidente dei Comites, ai Direttori della UASD (UNIVERSIDAD AUTONOMA DE SANTO DOMINGO), e all’Associazione Rafaello Sanzio.

La Seconda Edizione della Festa di Natale di MAIE e MONDO ITALIA è stata più di un evento: è stata un incontro carico di tradizione, musica e calore, una celebrazione che ha riaffermato i legami della comunità italiana nella Repubblica Dominicana.