Il Sindaco di Gualdo Tadino in Brasile: “Rinsaldati i legami con la nostra comunità umbra”

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facebook missione a san paolo e rio de janeiro del sindaco di gualdo tadino presciutti e della direttrice del museo regionale dellemigrazione monacelli immagine12 302x223Il Sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti e la Direttrice del Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti Catia Monacelli si sono recati a San Paolo e Rio de Janeiro, su invito della Presidente dell’ Associazione degli Umbri del Brasile Norma Calisti e del Segretario Aldo Spina, per incontrare i concittadini e scoprire le loro storie. “Un viaggio tra le radici: Gualdo Tadino e il Brasile si stringono ancora più forte! Siamo tornati da un’esperienza indimenticabile in Brasile, dove abbiamo celebrato i 150 anni di emigrazione italiana e rinsaldato i legami con la nostra comunità umbra” si legge sulla pagina Facebook del Museo . “Questo viaggio ci ha permesso di preservare la memoria, mantenendo vivo il ricordo di chi è partito alla ricerca di una vita migliore; rinforzare i legami, stringere nuove amicizie e consolidare i rapporti con la nostra comunità in Brasile; progettare il futuro, creando nuove opportunità di collaborazione e sviluppo per Gualdo Tadino”. Ricco il programma di incontri e di iniziative: “Abbiamo stretto importanti collaborazioni con l’Associazione degli Umbri del Brasile, la Scuola Italiana Eugenio Montale, il Comites, il Museo da Imigração e l’Arsenal da Esperança. Abbiamo incontrato le famiglie di origini gualdesi ed umbre, ascoltando le loro storie e condividendo le emozioni. Abbiamo partecipato al V Giro Gastronomico dell’Umbria e discusso di progetti futuri per promuovere la nostra cultura e le nostre tradizioni. Abbiamo gettato le basi per un possibile scambio culturale tra gli studenti di Gualdo Tadino e della Scuola Italiana Eugenio Montale a San Paolo”. (Inform)

 




Otto nuovi Ambasciatori d’Abruzzo nel Mondo

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consiglio regionale abruzzo 8 nuovi ambasciatori dabruzzo nel mondoimmagine7 410x223Ambasciatori d’Abruzzo nel mondo, è l’iniziativa del Consiglio regionale dell’Abruzzo che da quasi dieci anni, celebra le personalità che hanno portato alto nel mondo il nome dell’Abruzzo. Nel pomeriggio del 1° dicembre, al Teatro Marrucino a Chieti, la consegna delle onorificenze alla presenza del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, dei consiglieri regionali e delle personalità invitate. “Il Consiglio regionale tiene molto a questa manifestazione. Sono figlio di un emigrante e sono particolarmente emozionato di essere qui con voi”-  così, il presidente Sospiri, all’inizio della cerimonia – “Ho conosciuto molti abruzzesi nel mondo e ho trovato sempre una grandissima capacità di integrazione e umanità. L’Abruzzo è terra anche di sofferenze, che hanno portato a sviluppare talenti, dietro i quali c’è sempre un durissimo lavoro – ha proseguito – Abbiamo voluto tributare in maniera universale questi riconoscimenti, secondo criteri indicati da una legge che da nove anni produce i suoi effetti. Vedo tanti sorrisi e occhi pieni di orgoglio, questo è bello – ha detto ancora – e ripaga dell’impegno profuso. Quello di oggi è un premio anche alle famiglie dei nostri Ambasciatori e ai loro sacrifici, siamo orgogliosi di essere abruzzesi”.

Gli Ambasciatori 2024:

Prof. Francesco Barone, nato a Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, è docente dell’Università degli Studi dell’Aquila, ha dedicato gran parte della sua vita alle vittime delle guerre, distinguendosi per il suo impegno in più di 60 missioni umanitarie a sostegno dei bambini in Ruanda, Burundi, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. E’ portavoce del Premio Nobel per la Pace 2018, Denis Mukwege. Dott. Piero Cipollone, nato ad Avezzano, già Vice Direttore Generale della Banca d’Italia e Direttore Esecutivo alla Banca Mondiale (con sede negli Stati Uniti),  in rappresentanza dell’Italia, dell’Albania, della Grecia, di Malta, del Portogallo, di San Marino e di Timor-Leste, e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli Affari economici, è attualmente membro del Comitato esecutivo della BCE.

Maestro Luca D’Alberto, nato a Teramo, produttore, arrangiatore, multi-strumentista e compositore di punta nello scenario neo-classico internazionale. Con più di 30 milioni di stream, i suoi  brani sono tra i più ascoltati nella scena musicale moderna e classica/cinematografica. Di recente ha sottoscritto un contratto con Universal Records e sta lavorando alla colonna sonora del nuovo film di Peter Greenaway, considerato uno dei più significativi cineasti britannici contemporanei. Arch. Daniela Di Santo, nata a Roma da genitori abruzzesi, dopo un anno la famiglia si trasferisce a Pescara. E’ direttore di ‘Le Fonds Belval’, un progetto avveniristico che porterà alla completa trasformazione di uno dei più grandi centri siderurgici del Lussemburgo, Esch-sur-Alzette, Capitale europea della Cultura nel 2022, in polo culturale. Il quartiere Belval accoglierà la Luxembourg Space Agency, l’Università del Lussemburgo e mira ad offrire spazi e servizi a misura d’uomo. Geom. Claudio Intilangelo, nato a Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, a 26 anni si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, Connecticut, dove apre una piccola azienda specializzata in marmi pregiati italiani, porcellane e ceramiche. Nel giro di pochi anni si afferma in ambienti prestigiosi, curando dimore a Manhattan e New York. E’ stato più volte premiato, in particolare dalla Camera di Commercio di Pescara, che gli ha conferito un Diploma di Benemerenza con medaglia d’oro. Maestro Gaetano Liberatore, detto Tanino, nato a Quadri, in provincia di Chieti, artista di fama internazionale, fumettista, illustratore, disegnatore e pittore italiano, anima della storica rivista Frigidaire con i compagni Andrea Pazienza, che conobbe negli anni settanta a Pescara e Massimo Mattioli, è stato definito da Frank Zappa “il Michelangelo del fumetto”. Nel corso della sua carriera ha riscosso grande successo in Italia e all’estero e conseguito importanti premi.

Prof. Gaetano Paludetti, nato a Roma da genitori teramani ha ricoperto, tra gli altri, i ruoli di Direttore del “Dipartimento universitario Testa-collo ed organi di senso” all’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria nella Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma. Dal 2023 è professore onorario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Dott. Carlo Zazza, nato a Roma da genitori abruzzesi, è specialista di fama mondiale in terapia riabilitativa con specializzazione in fisioterapia. Vanta un’ampia esperienza nell’organizzazione e amministrazione delle società sportive. E’ fisioterapista di molti personaggi dello spettacolo e diversi sportivi dei club più prestigiosi di calcio e di basket, di squadre militanti nel campionato di Serie A e con partecipazione alla Champions League. Negli ultimi anni, è tornato a vivere in Abruzzo.

“Sono contenta, grazie al Consiglio regionale dell’Abruzzo per avermi scelta” – ha commentato la nuova ambasciatrice Daniela Di Santo – “continuerò con lo stesso entusiasmo a raccontare l’Abruzzo con le sue bellezze e con tanto amore per questa terra. Grazie, Abruzzo forte e gentile”.

“Sono molto onorato di rappresentare mio fratello Claudio che ci segue dagli Stati Uniti” ha detto poi Vincenzo Intilangelo che ha ritirato il riconoscimento per conto di suo fratello Caludio. “Emigrato da 36 anni – ha raccontato – io sono il più piccolo, con i social network siamo riusciti ad avere contatti più vicini, lui è veramente orgoglioso di essere abruzzese e di aver ricevuto questo riconoscimento”. “Sono molto orgoglioso” – ha commentato il capogruppo Luciano Marinucci che ha consegnato la targa – “il parterre è di grande spessore, Claudio è un grande artigiano e ha portato la nostra eccellenza italiana in America dove è stato premiato come miglior artigiano abruzzese”.“E’ doveroso ringraziare il presidente Sospiri, che ha riattivato questa cerimonia che rappresenta l’orgoglio della nostra terra in tutte le sfaccettature e dei nostri corregionali che con umiltà sono diventati protagonisti. Sia l’esempio per i giovani abruzzesi”, ha commentato il capogruppo Massimo Verrecchia, consegnando la targa a Piero Cipollone. “E’ un riconoscimento che mi onora e mi emoziona – ha detto Cipollone – dedico questo premio ai miei genitori. Sono nato in un paesino di 700 anime da contadini che mi hanno insegnato l’orgoglio, la passione e la tenacia, valori che mi hanno sempre accompagnato e spero di aver interpretato al meglio questo spirito”. “Ringrazio Sospiri, il prof. D’Amico e la mia famiglia perché il mio lavoro è fatto di sacrifici e assenze. Ringrazio mia moglie e le mie figlie di cui sembro quasi il fratello maggiore”, ha detto il nuovo ambasciatore d’Abruzzo, Luca D’Alberto, premiato dal presidente Sospiri. “Sto lavorando a una produzione holliwoodiana con Dustin Hoffmann ed Helen Hunt e quando ho finito di comporre – ha raccontato – sono tornato a camminare sulle mie colline teramane, per riascoltare gli arrangiamenti, dove ho assorbito la forza dell’Abruzzo e del Gran Sasso, sono fiero di essere abruzzese”. Il riconoscimento di ambasciatore d’Abruzzo nel mondo, è stato poi consegnato dal capogruppo Emiliano Di Matteo a Carlo Zazza. “Sono decisamente molto emozionato; nella foto della locandina sono al fianco di Francesco Totti che indossa la maglia azzurra durante un torneo in Russia con la Nazionale. Mia mamma è nata a Roseto, io correvo a tre anni sulla spiaggia e crescevo con le sue strepitose ‘scrippelle ‘mbusse’. L’Abruzzo è la mia prima residenza, amo lo sci e pur avendo lavorato a lungo tra gli Stati Uniti e il Messico, così come i miei figli che in questi Paesi si stanno specializzando, io continuo a vivere con passione la nostra regione. Con l’inno nazionale ho avuto meravigliosi brividi”. “Frank Zappa mi ha chiamato il “Michelangelo del fumetto” quando ho lavorato su una copertina per un suo disco, lui disse così, dopo Michelangelo c’ero io, io non ci credevo, lui si”, ha raccontato Tanino Liberatore che ha avuto il riconoscimento dal capogruppo Alessio Monaco e dal sindaco di Quadri, suo paese d’origine, Assunta Fagnilli. “Non sono amante dei discorsi e delle ufficialità, sono onorato del riconoscimento e del sostentamento di Quadri. Per me è un grande paese che non smetto mai di citare come l’Abruzzo che spero tutti possano conoscere. Questa è la mia famiglia e sono tutti qua”. “Congratulazioni a tutti e un grazie a Sospiri e ai colleghi capigruppo per l’attività svolta nel conferire queste onorificenze. Sono motivo di orgoglio per l’Abruzzo nel mondo e le comunità che rappresentiamo, – ha aggiunto Monaco – e questi splendidi esempi ci devono far sentire fieri di appartenere a questa terra meravigliosa”. “Mia madre è teramana e mio padre pescarese” ha poi ricordato Gaetano Paludetti che ha ricevuto la targa dal capogruppo Giovanni Cavallari. “Ringrazio Sospiri e il Consiglio regionale per questo onore, mi sono sentito molto abruzzese e ringrazio mia moglie – ha aggiunto – dovunque mi siedo si finisce sempre per parlare dell’Abruzzo, lei è umbra e con molta pazienza sono riuscito a portarla sempre più spesso qui. Ho semplicemente lavorato dalla mattina alla sera, Draghi è stato mio compagno di scuola  ai Gesuiti dove ci hanno fatto capire che ognuno di noi ha un ruolo e deve fare la sua parte e se tutti lo facessero, il mondo sarebbe migliore di quello che è. Ringrazio tutti sono moto onorato”. “Questa serata è l’eliminazione di tutti gli steccati politici – ha aggiunto Cavallari – premiamo l’orgoglio abruzzese e ci onora tanto il prof. Paludetti, che ho conosciuto in un momento particolare della mia vita con un’umanità mai trovata prima. E’ importante sapere che da oggi è ambasciatore d’Abruzzo, è un momento di grande importanza”. “Grazie a tutti sono molto emozionato per questo prestigioso riconoscimento” ha ringraziato infine il nuovo ambasciatore d’Abruzzo nel mondo Francesco Barone “ho partecipato a 61 missioni e tra poco parto di nuovo per il Congo. Colgo l’occasione per dare voci a milioni di bambini e donne, ho contribuito a realizzare scuole, orfanotrofi e strutture sanitarie. Le guerre sono tutte sbagliate. Alcune sono attenzionate, altre no, la pace non si predica, si pratica. La pace è linguaggio moderato, non parlar male degli altri, è fare progetti nelle scuole per valorizzare i diritti umani, la pace e il rispetto delle persone. Povertà è disconoscimento dell’essere umano, è per questo necessario l’impegno di tutti per porre fine ai conflitti e alle vittime di violenza”. “Ho conosciuto Barone qualche minuto fa” ,ha detto infine il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli che ha consegnato il riconoscimento a Barone.,“ma l’ho segnalato perché ho avuto la fortuna di conoscere il suo impegno quando ero ragazzo e venni invitato a una cena di beneficenza che organizzò lui. Tutta la comunità di Bussi mi ha sempre parlato di lui come una persona che non si è limitata a fare bene il suo lavoro ma a spendere il proprio tempo per fare qualcosa per tanti Paesi in guerre dimenticate. Chiedo loro di portare sempre in alto il nome dell’Abruzzo che ha sofferto tanto, ma gli abruzzesi non hanno mai dimenticato la generosità. Grazie a tutti”.(Inform)




Cgie, Il Comitato di Presidenza programma l’agenda del 2025

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cgie comitato presidenza immagine3In primo piano messa in sicurezza del voto all’estero, riforma della legge istitutiva, cittadinanza, incentivi al rientro, diffusione della lingua e della cultura, e V Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-Cgie

Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunito alla Farnesina dal 25 al 28 novembre, ha fissato i temi di lavoro di quella che sarà l’agenda del 2025. Durante le giornate romane – informa la nota del Cgie – si è svolto in primo luogo il tradizionale confronto con l’Esecutivo, nella persona del sottosegretario Silli, che ha condiviso la Relazione di Governo sulle politiche a favore degli italiani all’estero, nonché con il direttore generale della DGIT del MAECI Luigi Maria Vignali sulla situazione dei servizi consolari, dei Com.It.Es. e del progetto Turismo delle radici.

Con Silli e Vignali sono state inoltre esaminate le questioni legate alla legge di Bilancio, oggetto anche delle audizioni davanti al Comitato permanente per gli italiani nel mondo della Camera e alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, dove sono state esposte le preoccupazioni relative a una misura introdotta nella manovra, ritenuta lesiva della pari dignità fra i cittadini, relativa alla non rivalutazione per il prossimo anno delle pensioni superiori alle minime per i residenti fuori dai confini nazionali.

È stata inoltre rappresentata la necessità di garantire al Cgie la possibilità di svolgere le attività che gli assegna la legge istitutiva, ripristinando il finanziamento pre-covid di 1,1 milioni di euro. L’attuale stanziamento, infatti, che con il taglio lineare del 5% rispetto allo scorso anno è ridotto a 548 mila euro, rende possibile soltanto l’organizzazione di un’Assemblea plenaria e di una riunione del Comitato di Presidenza in presenza, ma non consente di tenere sui territori le riunioni con le comunità, con i Com.It.Es., con le Consulte regionali dell’emigrazione e con gli esperti, la cui consultazione nei primi sei mesi dell’anno conferirà maggior peso alla rappresentanza di base sulle decisioni assunte dall’Assemblea plenaria e sarà fondamentale per la predisposizione da parte del Cgie delle proposte di messa in sicurezza del voto all’estero e di riforma della legge istitutiva del Consiglio Generale.

Il clima unitario registrato in Parlamento, tuttavia, autorizza un cauto ottimismo riguardo alla possibilità di un’integrazione sul capitolo di bilancio relativo all’organismo. Con riferimento ai progetti di legge oggetto del dibattito politico, il Comitato di Presidenza ha evidenziato come il voto dei connazionali nel mondo sia un diritto acquisito che non deve in alcun modo essere messo a rischio, ma vanno semmai adottate soluzioni per incrementare la partecipazione, per riformarlo ed evitare brogli. Si provvederà pertanto a predisporre un documento da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea plenaria 2025 che esprimerà la proposta del Cgie al Legislatore. La riforma della legge istitutiva del Cgie, dopo quella dei Comites, la cui proposta è già stata trasmessa al Parlamento, è resa opportuna dalla necessità di adattare la rappresentanza all’attuale realtà della nostra diaspora, molto più complessa rispetto a quella storica. Al riguardo, si è sottolineata l’esigenza di mettere a punto incentivi al rientro per garantire circolarità alla nuova emigrazione mediante l’introduzione di politiche di lavoro e industriali, che favorirebbero la ripresa economica e il ritorno di competenze scientifiche del Paese. I connazionali oltre confine sono infatti una risorsa fondamentale per arginare il fenomeno dell’inverno demografico in atto in Italia. Allo scopo, occorre compiere un’approfondita valutazione delle ragioni che spingono a partire e comprendere cosa fare per convincerli a tornare.

Allo stesso modo, deve essere avviata un’attenta analisi sul delicatissimo tema relativo alla cittadinanza, in merito al quale il Cgie intende farsi parte attiva elaborando una proposta da sottoporre al Parlamento; si tratta di adattare la legge alla realtà odierna partendo dall’assunto che chi nasce da genitori italiani è italiano. Sul tema, il Consiglio Generale trova una sua convergenza sul valore dell’identità italiana e sulla necessità di conoscere la lingua, la cultura e i fondamenti della Carta costituzionale. La cittadinanza deve essere quindi un istituto il più possibile consapevole. In questa ottica si rende assolutamente necessario rivalutare il sostegno, anche finanziario, ai corsi di italiano all’estero, fondamentali ai fini del mantenimento dell’italianità degli oriundi, tenendo conto delle specificità dei vari territori.

Il Comitato di Presidenza richiama nuovamente l’attenzione della Pubblica amministrazione sulla situazione in cui versano molti enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana nel mondo a causa dei problemi economici derivanti dagli inadeguati finanziamenti dello Stato. Con gli interlocutori istituzionali il CdP ha infine rimarcato l’importanza di procedere alla convocazione della V Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, che per legge dovrebbe tenersi ogni tre anni e ha il compito di indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero; linee programmatiche che costituiranno l’indirizzo politico e amministrativo delle attività del CGIE nel prossimo triennio. (Inform)




Alleanza Noi Moderati-MAIE/ Odoguardi: grande passo avanti per il Movimento, potenzialità enormi

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odoguardi“L’alleanza politica tra il MAIE e Noi Moderati è un fatto di fondamentale importanza: è la prima volta nella storia che il movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo stringe un patto politico del genere con un partito italiano; un’alleanza annunciata in maniera ufficiale in conferenza stampa alla Camera e che rappresenta senza alcun dubbio un enorme passo avanti per il nostro Movimento”. Così in una nota il vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi a commento dell’ufficializzazione dell’alleanza politica mercoledì scorso alla Camera.
Assente alla conferenza per irrevocabili impegni presi in precedenza, Odoguardi sostiene che così “il MAIE conquista, in Italia, uno spazio politico sempre più grande e continua ad essere protagonista della politica nazionale, anche e soprattutto per quanto riguarda gli italiani all’estero. Sullo sfondo dell’alleanza – sottolinea Odoguardi – un ampio orizzonte verso le politiche 2027, con potenzialità enormi. Ci attendono anni di grande lavoro e di grande impegno, per continuare a crescere sul territorio – ed essere così ancora più vicini ai nostri connazionali – e per fare del nostro meglio a livello parlamentare, portando soluzioni adeguate alle richieste degli italiani all’estero, dovunque siano nel mondo”.
“Per quanto riguarda il Nord e Centro America, in particolare, siamo già al lavoro per programmare un 2025 ricco di eventi ed iniziative: ad essere protagonista saranno la cultura, il made in Italy, le eccellenze italiane, gli italiani che vivono in questa parte di mondo e che hanno saputo farsi amare e apprezzare dalla propria comunità. E chiunque sarà il benvenuto”, conclude il vicepresidente MAIE. (aise) 




“Italia chiama” a riunire le esperienze degli italiani nel mondo

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italiachiama“Questo fine settimana lanceremo da Milano ‘Italia Chiama’, associazione civica e apartitica che vuole mettere in rete idee, energie e persone che vogliono confrontarsi sul futuro del Paese, chiedendo ai tanti italiani all’estero o rientrati che si sono affermati in diversi settori un contributo di idee slegato dal dibattito partitico odierno e con un orizzonte di lungo termine”.  Con queste parole Massimo Ungaro, già deputato della circoscrizione Estero-ripartizione Europa, annuncia la nascita del nuovo sodalizio che sarà lanciato a Milano – presso il Centro Caldara (Via De Amicis 17) – con tre giorni di incontri, dibattiti e gruppi di lavoro, dal 29 al 1° dicembre.  Con questa associazione “riuniamo esperienze e competenze del mondo delle professioni, della scienza, dell’accademia, delle arti, dell’imprenditoria, del giornalismo, delle aziende, della pubblica amministrazione, della finanza e del settore no-profit. Molti fra noi si trovano all’estero o sono tornati in Italia dopo un’esperienza all’estero e vogliamo occuparci del futuro dell’Italia con una prospettiva internazionale e intergenerazionale, in uno spazio aperto, apartitico, slegato dal dibattito elettorale”, spiega Ungaro. Che sottolinea: “Con Italia Chiama nasce una comunità che si mette in ascolto, raccoglie idee e scrive una nuova visione per il futuro del Paese trapiantando ‘geni positivi’ dall’estero. Una fucina di idee che mette in discussione lo status quo attraverso un dibattito plurale e inclusivo, chiedendo un contributo alle tante energie nove disperse in Italia e nel mondo”. Ungaro ricorda che “nella scorsa legislatura ho lavorato per incentivare il ritorno dei cosiddetti cervelli, soprattutto per accelerare il cambiamento culturale di cui ha bisogno il nostro paese per affrontare il futuro. Molti sono tornati non solo per gli sconti fiscali ma anche per dare un contributo e con Italia Chiama vogliamo metterli in condizione di farlo”.  La tre giorni di incontri, dibattiti e gruppi di lavoro si terrà dalle 19:30 del 29 novembre, per poi riprendere dalle 10.00 alle 19.30 di sabato 30 novembre e concludersi all’ora di pranzo di domenica 1 dicembre . Parteciperanno  diverse personalità, tra cui la vicedirettrice dell’UNESCO e già Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, l’autrice Cristina Marconi, l’economista e presidente dell’associazione Talented Italians Brunello Rosa, il deputato dell’opposizione venezuelana Armando Armas, il funzionario della Commissione Europea Niccolò Querci, il capo di gabinetto del Sindaco Sala Filippo Barberis, il neuroscienziato Giandomenico Iannetti, gli amministratori locali Federico Borgna, Marco Lamperti e Lorenzo Guzzetti, la coordinatrice di Didacta e già deputata Paola Concia, l’economista dell’associazione Tortuga Francesco Armillei, l’autore e climatologo Giulio Boccaletti, i professori Costanza Hermanin, Ferdinando Auricchio, Barbara Quacquarelli, Andrea Gilli, l’esperto di geopolitica Giovanni Faleg, l’imprenditore Riccardo Galioto, la direttrice di Assitec-Assinform Eleonora Faina, l’investitore in venture Gianluca D’Agostino.  I relatori e i partecipanti si confronteranno,  spiega  Ungaro, su cinque delle sfide principali per l’Italia e l’Europa dei prossimi anni, quali: ‘La sfida dello sviluppo sostenibile, un ambientalismo per la crescita’, ‘Il futuro del lavoro e dell’istruzione nell’era dell’Intelligenza Artificiale’, ‘Costruire l’Europa sociale e politiche di Welfare Intelligente’, ‘Misure shock per la crescita economica’, ‘La politica di difesa comune come strumento di tutela della democrazia’, prima della plenaria conclusiva di domenica 1 dicembre che vedrà gli interventi di alcuni soci fondatori come Giulio Del Balzo, Matteo Brizzi, Erik Buchkardt, Piera Cattaneo, Matteo Cocco, Federica Di Lascio, Fabrizio Dodaro, Domenico Aiello, Paolo Caioni, Niccolò Carretta, Giovanni Faleg, Alessio Mazzucco, Elia Nigris, Leo Mastrototaro, Gessica Laloni, Federico Lioy, Francesca Rizzoni, Massimiliano Saladino, Marco Schirripa’, Rocco Steffenoni, Diana Severati, Emily Turilli. (Inform)

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Il CGIE discute sulla prossima legge finanziaria, la riforma del Cgie, sulla migrazione circolare e sul concetto di cittadinanza consapevole

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cgie lorenzo immagine18 426x223Si è svolta a Roma, presso la Farnesina, la riunione del Comitato di Presidenza del Cgie. Le questioni affrontate durante i lavori del Comitato sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa introdotta dalla Segretaria Generale Maria Chiara Prodi che ha esordito: “A me piace immaginarci come una squadra che include tutti i consiglieri del Cgie, dei Comites, le Consulte regionali e le reti delle associazioni italiane all’estero sul territorio. Siamo circa 2000 volontari nella rete della rappresentanza di base e rappresentiamo gli italiani all’estero, che ormai sono il 10% della popolazione residente in Italia. Siamo quindi un anello fondamentale di una catena fra l’Italia e i connazionali nel mondo che non si deve spezzare. E per rendere più forte questo anello noi agiamo in maniera collegiale trattando i temi che ci vengono segnalati dalle nostre comunità all’estero e dalle istituzioni con cui collaboriamo”. Dopo questa introduzione Prodi ha rilevato come il Cgie sia stia muovendo su due piani, uno di lungo periodo, volto all’ascolto e al consiglio delle istituzioni che si occupano degli italiani all’estero, e un altro di breve periodo riguardante il momento attuale. “Sulle questioni del breve periodo – ha spiegato la Segretaria Generale – abbiamo affrontato alla Camera e al Senato i temi della legge di bilancio che preoccupano in particolare i nostri connazionali nel mondo, come ad esempio il problema della perequazione per i nostri pensionati all’estero, in proposito noi pensiamo che i diritti acquisti difficilmente vadano toccati , e questo per noi è un tema di principio. Poi – ha continuato Prodi – c’è il tema dei finanziamenti alle nostre reti di rappresentanza, come i Comites e il Cgie.  Noi abbiamo una legge istitutiva e dobbiamo onorarla. Per svolgere il nostro ruolo abbiamo bisogno di risorse adeguate per effettuare gli incontri in presenza”. La Segretaria Generale ha poi segnalato come il tema della cittadinanza rappresenti una priorità per il prossimo semestre di lavoro del Cgie. Su questo punto verrà avviato un confronto di base sui territori, in primo luogo con i Comites. Altre tematiche, condivise con i territori, saranno la messa in sicurezza del voto all’estero, la proposta di riforma del Cgie, quella dei Comites è stata già consegnata al Parlamento, e una riflessione sulla nuova mobilità incentrata sulla possibilità di dare vita ad una mobilità circolare. Prodi è poi tornata sul tema delle risorse per il funzionamento minino del Cgie che dovrebbero attestarsi intorno ad 1 milione e centomila euro e che al momento sono ferme a 548.000 euro. “La cosa per noi essenziale – ha aggiunto la Segretaria Generale – è procedere alla realizzazione della Conferenza Stato – Regioni- Provincie autonome – Cgie, perché questo appuntamento si deve svolgere ogni tre anni e la prossima Conferenza doveva avere luogo nel dicembre 2024. Non possiamo far passare troppo tempo per la convocazione perché nella complessità di rappresentare tante persone c’è la sfida di costruire un fronte comune con le istituzioni interessate da queste tematiche, per sviluppare una programmazione triennale e darci gli strumenti per poter dimostrare il nostro impegno”. Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che si è in primo luogo soffermata sulla riforma del voto all’estero. “Al momento – ha esordito – vi sono proposte di legge che ridimensionano e mettono a rischio il voto all’estero. Tra le proposte avanzate vi è quella del voto elettronico, uno strumento stupendo, ma bisogna ricordare che non tutti i Paesi dove vivono gli italiani all’estero hanno la capacità di garantire una connessione capillare necessaria per il voto elettronico…. Per quanto riguarda la possibilità di continuare a votare con le schede cartacee – ha proseguito la Vice Segretaria – noi chiediamo che queste vengano stampate in Italia con uno specifico marchio, in modo da rendere estremamente difficile la loro eventuale riproduzione.  Siamo invece decisamente contrari all’introduzione della registrazione preventiva dell’opzione di voto”. Mangione ha inoltre auspicato sia un allineamento fra i registri consolari e quelli del Ministro dell’Interno riguardanti gli italiani all’estero, sia la realizzazione di una riforma della legge istitutiva del Cgie , resa necessaria dall’adattamento della rappresentanza ai nuovi contesti di oggi. Della necessità di porre atto politiche concrete per incentivare il ritorno degli italiani all’estero e porre così un freno all’inverno demografico in Italia ha parlato il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile. “Si tratta – ha spiegato – di rendere gli italiani all’estero una risorsa effettiva per il Paese. Sette milioni di italiani all’estero che vanno nel mondo e poi non ritornano pongono un problema demografico molto serio”.  “Oggi assistiamo a una nuova emigrazione di italiani, simile alle dimensioni di quelle del passato, ma diversa per luoghi di origine e tipologia di persone. Sono giovani laureati e diplomati che lasciano le regioni settentrionali. Vogliamo comprendere perché se ne vanno, e capire quali possano essere le politiche per farli tornare” , ha aggiunto Stabile sottolineando come gli incentivi sul ritorno dei “cervelli in fuga” non coprano tutta la variegata presenza degli italiani nel mondo. Il Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola ha invece affrontato il tema della cittadinanza sottolineando la necessità di evitare strumentalizzazioni e stigmatizzazioni quando si parla di questo tema. “Il tema della riforma della cittadinanza – ha rilevato Gazzola – va analizzato e discusso, ed è compito del Cgie lavorare a delle proposte per il Parlamento. Qui non si tratta di porre dei limiti generazionali, ma di adattare la legge alla realtà odierna, partendo dalla considerazione che un bambino che oggi nasce a Buenos Aires da discendenti italiani è italiano e che ogni modifica della legge sulla cittadinanza può cambiarne il futuro”.  Il Vice Segretario ha poi ribadito la sua contrarietà all’introduzione di limiti, ma si è detto favorevole a possibili meccanismi volti alla verifica dell’identità. Di cittadinanza ha parlato anche il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti, “Per la cittadinanza – ha evidenziato Lodetti – noi siamo nella necessità di aggiornare un istituto che ha molti anni. Dobbiamo rispondere ai grandi cambiamenti che la nostra società e le nostre comunità all’estero hanno prodotto in questi anni. Su questo tema – ha continuato il Vice Segretario – dobbiamo partire dalle cose che uniscono e non dalle cose che dividono. La riflessione che faremo con l’associazionismo e la rappresentanza oltre confine è sul valore dell’identità italiana, sul fatto che un cittadino debba essere in qualche modo legato,  conoscendo anche i diritti e i doveri, ai fondamenti della nostra costituzione e della nostra lingua. Partiamo quindi da elementi concreti che uniscono sia le persone che immigrano in Italia, sia coloro che oltre confine chiedono il riconoscimento della cittadinanza. La cittadinanza deve essere quindi il più possibile un istituto consapevole”. Lodetti ha anche parlato dell’esigenza di proporre incentivi e di costruire politiche lavorative e industriali capaci di creare una circolarità nella nuova emigrazione. Un’emigrazione che va anche accompagnata nel suo viaggio all’estero. Da segnalare infine l’intervento del componente del Comitato di Presidenza per l’Europa e l’Africa del Nord Tommaso Conte che ha ripercorso la storia dei finanziamenti pubblici per gli enti gestori volti alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero, rilevando come oggi molti enti siano in seria difficoltà a causa delle nuove tempistiche nell’erogazione dei fondi. Conte ha anche rilevato come a tutt’oggi, in una emigrazione composta anche da famiglie con bambini piccoli, rimanga centrale il rafforzamento della propria identità culturale. In proposito Conte ha spiegato l’esigenza di considerare che nella diffusione della lingua e della cultura italiana e nel mantenimento della identità culturale, si dovrebbero tenere conto anche delle specificità presenti nelle varie nazioni. Ad esempio, secondo il Consigliere,  negli Stati Uniti si parla della diffusione della lingua e cultura italiana, mentre in Europa dove vi sono anche italiani di prima generazione quello che è importante è il mantenimento dell’identità culturale. Un contesto, quest’ultimo, che oggi, per Conte, appare a rischio. (Lorenzo Morgia – Inform)

 




Cittadinanza consapevole, voto sicuro e riforme nel programma del CGIE

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28cgieprodiSpingere per una legge di “cittadinanza consapevole“, fuori da “strumentalizzazioni e generalizzazioni”. Lavorare per la messa in sicurezza del voto all’estero, organizzandosi, partecipando e attuando il ruolo di sintesi che spetta alla rappresentanza degli italiani all’estero. Attuare incentivi per il rientro degli italiani all’estero, mettendo a punto una mobilità che sia del tutto circolare. Riformare i Comites e il Consiglio Generale degli Italiani all’estero, adattandosi alla nuova emigrazione e magari anche costituzionalizzando il CGIE. Il tutto cercando di confrontarsi con i territori, con le istituzioni e anche fra membri del CGIE stesso, che però “devono svolgersi nelle modilià previste dalla legge”, perché “abbiamo diritto di votare e di potere organizzarci”. E, dunque, di fondi adatti allo svolgimento di queste funzioni.
È quanto spiegato questo pomeriggio dalla Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, nella conferenza stampa al termine della riunione del Comitato di Presidenza del CGIE, riunitosi alla Farnesina da lunedì scorso fino ad oggi.
Tre macro temi, dunque, su cui “ci concentreremo” nel prossimo futuro e sui quali “vogliamo ricevere i contributi dei territori”: cittadinanza, sicurezza del voto all’estero e nuova emigrazione. “Noi – ha aggiunto ancora Prodi – abbiamo un ruolo di sintesi e interagiamo con i decisori. E questa sintesi non può essere fatta in una piccola stanza. Abbiamo 2 mila volontari e vogliamo sintetizzare per avere una voce molto più forte, molto più organizzata e che dia risalto alle istanze dei 7 milioni di cittadini italiani all’estero. C’è una sfida: assorbire l’aumento degli italiani nel mondo all’interno delle nostre reti, che sono essenziali per far sentire ad ogni italiano all’estero di essere parte di una comunità”.
Una delle preoccupazioni più rilevanti emerse è stata la questione fondi: “al momento abbiamo 548 mila euro di stanziamento, cioè un taglio del 5% rispetto all’anno precedente”. Però “speriamo di poter avere delle ottime novità dal Parlamento e dal Governo per riuscire a supportarci nella maniera corretta nelle nostre attività”. La segretaria Prodi ha dunque voluto ringraziare la Direzione Generale degli Italiani all’Estero e la Farnesina per aver valutato e poi trasmesso i bisogni del CGIE in 1 milione e 100 mila euro. “Con questi finanziamenti avremmo diritto a una plenaria e a un comitato di presidenza, ma la legge istitutiva prevede altro e noi vorremmo onorarla. Non possiamo essere responsabili per il non adempimento della legge istitutiva. Vogliamo essere giudicati su quello che dobbiamo fare”.
In ultimo, il Comitato di Presidenza ha voluto anche rimarcare la volontà di procedere nella Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE: “deve essere tenuta ogni tre anni e non dobbiamo far passare troppo tempo. Dobbiamo costruire un orizzonte comune interagendo con le istituzioni interessate dal fenomeno migratorio, programmando il futuro triennio e includendo tanti dei 7 milioni di italiani all’estero che desiderano collaborare e moltiplicare le opportunità per l’Italia. Non dobbiamo dire che “siamo un’opportunità” ma dobbiamo darci gli strumenti per poterlo dimostrare”.
Inizia, dunque, un “periodo di proposte di riforme”, ha detto prendendo parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, Silvana Mangione, partendo dalla riforma sul voto all’estero. Quello del voto diretto dei propri rappresentati è un diritto conquistato e ora “messo in pericolo da proposte giacenti in parlamento”. Per riformarlo ed evitare brogli si parla spesso del voto elettronico, e anche il CGIE ne sta discutendo, anche se sono emerse diverse criticità: “non tutti i paesi dove si trovano gli italiani hanno le stesse capacità. Alcuni non sono adatti”. E sempre per evitare i brogli, Mangione ha spiegato la loro richiesta: “schede stampate in Italia con il marchio ad acqua”. Altra questione è la riforma della legge costitutiva del CGIE, che è datata 1998: “vorremmo adattarla ai tempi e alle diverse realtà delle comunità”. Ma soprattutto “vorremmo costituzionalizzare il CGIE e il voto all’estero, rendendo impossibile per i residenti in Italia la possibilità di candidarsi all’estero”.
Il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, Giuseppe Stabile, si è concentrato invece sul tema degli incentivi per il ritorno in Italia: “è fondamentale mettere un freno all’inverno demografico partendo anche dai connazionali oltre confine. Si tratta di rendere questa risorsa effettiva. Accendiamo i riflettori su questo tema prioritario per gli interessi del Paese”. Inoltre, Stabile si è voluto rivolgere a tutti gli italiani all’estero: “siamo presenti e vi ascoltiamo”. “Vogliamo comprendere perché se ne vanno – ha concluso spiegando il lavoro del prossimo futuro -, vogliamo capire se vogliono tornare e quali sono le politiche concrete per farlo”.
Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale per l’America Latina, ha parlato invece della questione “identità italiana”, “che spesso si manifesta in modi diversi da paese e paese, ma non significa che non esista”. Da questo presupposto Gazzola ha fatto una richiesta: “evitate di cadere nelle generalizzazioni e nelle stigmatizzazione delle comunità italiani all’estero”. E per questo “il CGIE non si nasconde dietro un dito ma lavoriamo per realizzare delle proposte per il parlamento”.
Anche Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa, si è soffermato su cittadinanza e nuova emigrazione. Riguardo la cittadinanza ha detto: “per noi è importante partire dalle cose che uniscono non da quelle che differiscono (tipo i limiti generazionali). Un cittadino, secondo noi, deve essere collegato ai fondamenti della costituzione e della lingua. Elementi concreti che uniscono le persone che arrivano in Italia e gli italo-discendenti. Per questo la cittadinanza deve essere un istituto consapevole, dei diritti, dei doveri e della conoscenza della lingua”.
Riguardo la nuova migrazione, invece, ha spiegato: “è necessario costruire politiche per integrare la circolarità delle migrazioni. Il tutto parte dal costruire politiche di lavoro, industriali”. E per farlo “servono servizi adeguati”.
Infine è intervenuto Tommaso Conte, Componente del CdP per l’Europa e l’Africa del Nord, che si è concentrato sulla situazione “fallimentare” in cui versano gli enti gestori per la promozione dei corsi della lingua italiana: “hanno sempre avuto avuto problemi economici ma mai come oggi. Ci sono bambini di prima generazione che nascono all’estero che non trovano i corsi di lingua. Non ci sono quasi più associazioni. Gli emigrati italiani ad oggi sono lasciati a loro stessi. Il mantenimento dell’identità culturale sta morendo. E la DGDP se ne chiama fuori”. (luc.matteuzzi\ aise) 




Osservatorio per l’emigrazione abruzzese: lavori in corso

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25abruzzesicorregionaliAl via i lavori dell’Osservatorio per l’emigrazione abruzzese con la prima seduta che si è tenuta ieri, 25 novembre, presso la sede del Consiglio regionale a Pescara. A rappresentare il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio c’era il Sottosegretario Daniele D’Amario che ha coordinato i lavori.
“Abbiamo preso contezza di tutti i rappresentanti che sono incardinati nell’Osservatorio – ha detto il sottosegretario Daniele D’Amario – ed inoltre abbiamo eletto il rappresentante dell’Osservatorio all’interno del CRAM, riconfermando nella carica Antonio Innaurato. È stata senza dubbio una giornata proficua – ha aggiunto il Sottosegretario – soprattutto perché l’Osservatorio si è dato una prima importante scadenza con la riformulazione di una nuova legge sul CRAM che risale ormai al 2004. Da quella data molte cose sono cambiate e dunque non è più rinviabile una revisione della legge stessa, necessaria per adeguarla alle nuove esigenze che vive il mondo dell’emigrazione abruzzese”.
“Bisogna prendere coscienza del mondo che cambia – ha concluso D’Amario – e quindi di associazioni di abruzzesi all’estero che operano in altri aree del mondo fin qui non considerate, a cominciare dalle associazioni che operano in Cina e Giappone”. (aise) 




Anche Santo Domingo celebra la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

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capturaLa IX Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si è svolta dal 16 al 22 novembre 2024. Questo evento annuale, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, celebra le tradizioni culinarie italiane come parte integrante dell’identità culturale del Paese.

L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema “Dieta Mediterranea e Cucina delle Origini: Salute e Tradizione”.

“Il Com.It.Es. di Santo Domingo è onorato di aver partecipato, lo scorso 19 novembre, alla cena di gala organizzata dall’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, un evento che celebra l’eccellenza della cucina italiana e il suo ruolo come ponte culturale tra le nazioni – si legge in una nota stampa pubblicata dallo stesso Comites – La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo rappresenta un momento unico per promuovere le nostre tradizioni culinarie, espressione di storia, identità e creatività, rafforzando i legami con la comunità italiana all’estero e con i Paesi che ci ospitano.

Presenti alla cena di gala la Presidente del Comitato, Licia Colombo, ed il Presidente della Commissione Lingua e Cultura Italiana, Francesco Gravina.

Siamo fieri di aver partecipato a questa celebrazione internazionale, un’occasione per valorizzare il nostro patrimonio e condividere la cultura italiana con il mondo”.




Dalla Legge di Bilancio l’ennesima discriminazione per i pensionati Aire?

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“Ancora una volta i pensionati all’estero vengono penalizzati, come già succede agli ex INPDAP che, ad esclusione di 4 stati, si trovano a pagare IRPEF, Addizionali Regionali e Comunali tra le più alte di Italia, visto che l’Inps ha sede legale a Roma”. Così Giuseppe Bucceri, Presidente di APICEC, Capogruppo della Lista Azzura e Segretario del Comites di Arona, che da 7 anni si batte contro la discriminazione dei pensionati ex INPDAP all’estero.
“La nuova proposta di legge contenuta nella manovra di bilancio 2025 – ricorda Bucceri – prevede all’articolo 27 che, in via eccezionale per l’anno 2025, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è riconosciuta ai pensionati residenti all’estero, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori al trattamento minimo INPS”.
“Si tratterebbe – sottolinea Bucceri – dell’ennesima discriminazione rivolta contro i pensionati residenti all’estero. Ci auguriamo che la bozza venga modificata e che anche i pensionati Aire possano fruire dei medesimi aumenti spettanti ai pensionati residenti in Italia. Sarà mia cura – conclude – interessare i deputati eletti all’estero. Se così non fosse, con i nostri legali inizieremo una nuova battaglia legale affinché giustizia sia fatta”. (aise)