In Venezuela “Sapori migranti: il patrimonio vivente della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”

consiglio generale degli italiani allestero in venezuela e societa dante alighieri di maracay immagine20 420x223

consiglio generale degli italiani allestero in venezuela e societa dante alighieri di maracay immagine20 420x223Dal 14 al 24 novembre, le comunità italiane in Venezuela e in tutto il mondo celebrano la IX Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, con il tema “Dieta Mediterranea e Cucina delle Radici: Salute e Tradizione”, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che mira a promuovere l’eccellenza dell’intera filiera agroalimentare italiana all’estero. Questa celebrazione onora la ricca tradizione culinaria italiana e mette in evidenza l’eredità dei milioni di italiani che sono emigrati in cerca di un futuro migliore, portando con sé la propria storia, le proprie ricette e i propri costumi, lasciando il segno nei Paesi in cui si sono stabiliti. “Sapori Migranti: Il patrimonio vivente della cucina italiana nel mondo” è un’iniziativa presentata dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – Venezuela (CGIE), dalla Società Dante Alighieri di Maracay e dalla Federazione delle Associazioni Italo-Venezuelane (FAIV), che riunisce 27 circoli a livello nazionale, che mette in evidenza come la migrazione italiana abbia conservato la sua eredità gastronomica e le sue tecniche culinarie nel tempo. Attraverso questo progetto, si celebra la forza della cucina italiana come ponte culturale vivente, tramandato da generazione in generazione, preservando l’essenza della gastronomia italiana. In Venezuela, come in molti altri Paesi, i discendenti degli immigrati italiani sono riusciti a conservare praticamente intatte le ricette che hanno portato con sé. I metodi di preparazione tradizionali, gli ingredienti e le tecniche ancestrali sono ancora parte integrante della vita quotidiana. Oggi è comune vedere i nipoti e i pronipoti di questi immigrati italiani che preparano i piatti di famiglia con la stessa cura e dedizione con cui i loro nonni li preparavano nei paesini d’Italia. La pasta fresca, i sughi fatti in casa, la pizza e altri piatti tipici sono ancora preparati con gli stessi metodi tradizionali, assicurando che l’autenticità della cucina italiana rimanga un pilastro dell’identità culturale dei loro discendenti. Quest’anno, la Settimana della Cucina Italiana pone l’accento sulla sostenibilità. La gastronomia italiana promuove pratiche come l’uso di ingredienti freschi e locali e tecniche di preparazione sostenibili, dalla stagionatura naturale del prosciutto a piatti come la ribollita toscana, che valorizzano il cibo. Inoltre, molti produttori italiani attuano pratiche agricole rigenerative, come la rotazione delle colture e la riduzione delle sostanze chimiche, per conservare la biodiversità e garantire una produzione responsabile.

Antonio Iachini, rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – Venezuela, ha commentato: “Questa festa è un omaggio alla gastronomia italiana e alle mie radici in Abruzzo e Sicilia. Ogni piatto preparato rende onore ai miei genitori e alla loro eredità, che condivido con i venezuelani come parte essenziale della nostra identità. Vedere le nostre usanze su ogni tavola mi riempie di orgoglio, sapendo che la nostra cultura continua ad essere preservata e celebrata con la stessa cura dei nostri antenati”.

Il Comitato Dante Alighieri di Maracay il 14 novembre ha presentato presso la Casa de Italia di Maracay il terzo episodio della serie “Dante en tres tiempos”, un evento di lettura multilingue della Divina Commedia. In questa edizione, in omaggio al traduttore galiziano Darío Xoán Cabana Yanes, la lettura di tre canti del Paradiso in spagnolo, galiziano e italiano, evidenziando l’universalità dell’opera di Dante. La serata ha combinato letteratura ed enogastronomia, con l’Emilia Romagna che ha partecipato con vino Lambrusco e focaccia nell’ambito della 9ª Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Con questo evento, il Comitato rende omaggio a Dante e Cabana, che hanno diffuso gli ideali di spiritualità e giustizia nella cultura europea. “Questa nona edizione è un’opportunità per onorare la gastronomia dell’Emilia Romagna, la terra dei miei genitori, e il forte legame che unisce gli italiani alle loro radici. Crescere circondato da tradizioni culinarie, mi ha insegnato che ogni piatto è un ponte tra le generazioni, e tra l’Italia e il mondo. Questo evento è un modo per ringraziare coloro che hanno portato e condiviso le loro usanze, riaffermando la nostra identità come comunità globale”, ha detto Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri. Per avvicinare ancora di più questa celebrazione alle famiglie, gli chef e gli amanti della cucina italiana condivideranno le loro storie personali in una serie di video intitolati “L’Italia sulla tua tavola”. Attraverso le loro storie, scopriremo come le ricette tradizionali siano ancora vive in ogni piatto e come gli ingredienti e le tecniche siano stati tramandati di generazione in generazione. Mario Dell’Erario della Pasticceria del Corso, Matilde Veneziano e Maurilio Magaldi di Veneziano Gourmet, Faro Cusumano di Ascugasi, Fabio Bovanini di Salsiccia Italia e Pietro Carbone di Carbone Espresso  riporteranno nelle cucine dei loro nonni, evocando ricordi che sono ancora presenti nei loro piatti. Inoltre, le attività “Radici italiane a casa” e “Piccoli segreti della dieta mediterranea” invitano le famiglie a condividere le proprie ricette tradizionali e ad esplorare i benefici di ingredienti iconici come l’olio d’oliva e i pomodori, rivivendo i legami con i propri antenati. Queste iniziative saranno diffuse attraverso gli account Instagram di @cgievenezuela, @dantevenezuela, @faiv_ig e gli account dei 27 club italo-venezuelani a livello nazionale con l’hashtag #SCIM2024 #SCIMVenezuela2024, creando una connessione diretta con la comunità e permettendo ad ogni famiglia di partecipare attivamente alla celebrazione. Claudio De Mauri, presidente della FAIV, ha sottolineato che è un onore partecipare a questa celebrazione, che si diffonderà in tutto il Venezuela grazie alle nostre 27 filiali. Siamo italo-venezuelani; amiamo l’Italia e siamo profondamente grati al Venezuela per aver accolto i nostri genitori e i nostri nonni, permettendo loro di costruire una nuova vita. Questa festa simboleggia la fratellanza tra i due Paesi e, condividendo questi sapori, riaffermiamo la nostra identità. La Settimana della Cucina Italiana fa parte del programma “Vivere all’Italiana” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, un’iniziativa che cerca di preservare e promuovere i valori italiani nel mondo. Ispirato alla Carta di Milano di EXPO 2015, questo sforzo mira a portare la cultura culinaria italiana in ogni angolo del mondo, ricordandoci che, al di là dei sapori, ogni piatto rappresenta la nostra identità e il legame culturale che condividiamo. Dai promotori l’invito a condividere il piatto italiano che collega alle proprie radici, inviando un video di 20 secondi a stampa@cgie.org.ve: “Celebriamo insieme l’amore per la cucina italiana”. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, seguire sulle reti  @cgievenezuela @dantevenezuela @faiv_ig @comitescaracas @comites_mcbo @comites_oriente_po @dante.global @societadantealighieri. #SCIM2024 #SCIMVenezuela2024 (Inform)




Scandalo adozioni: bambini italiani mandati in America, non erano tutti orfani

093637357 ee6db280 49ef 4f53 bb46 f72b1fb7c5e3

093637357 ee6db280 49ef 4f53 bb46 f72b1fb7c5e3Tra gli anni ’50 e ’70, migliaia di bambini italiani furono inviati negli Stati Uniti per essere adottati da famiglie americane. Sebbene ufficialmente si trattasse di orfani affidati tramite rappresentanti vaticani, la realtà appare diversa: molti di questi bambini erano figli di giovani madri non sposate, che ora cercano risposte sulle loro storie.

Questa verità è emersa da un’indagine della Cbs News, che ha portato il caso direttamente all’attenzione di Papa Francesco. Al Pontefice è stata consegnata una lettera che sintetizza la vicenda e chiede un suo intervento, come già avvenuto durante la visita in Belgio, dove sono state riconosciute adozioni forzate compiute con la complicità di istituzioni religiose. Analoghi abusi erano stati scoperti in precedenza anche in Irlanda, dove i conventi erano coinvolti nel traffico di neonati, separando facilmente i piccoli dalle madri, spesso isolate e prive di sostegno.

Secondo la Cbs, anche l’Italia avrebbe partecipato a questo tipo di pratiche, e ora si attende una presa di posizione chiara da parte del Papa.

Il programma “60 Minutes” della Cbs News ha raccontato la vicenda, svelando un progetto che sarebbe stato organizzato dal Vaticano per far adottare circa 3.500 bambini italiani a famiglie cattoliche americane. Monsignor Andrew Landi, associato alla National Catholic Welfare Conference, avrebbe curato la gestione dei visti per questi bambini.

Tuttavia, secondo l’inchiesta, gran parte di questi piccoli non erano affatto orfani, ma figli di ragazze madri. Molte donne, infatti, furono indotte con pressioni o inganni a rinunciare ai loro figli.

Il reportage si basa sul libro “Il Prezzo degli Innocenti” di Maria Laurino (Longanesi 2023) e sulle testimonianze di numerosi americani adottati. Nella lettera inviata a Papa Francesco si legge: “Abbiamo deciso di portare alla Sua attenzione questo caso, poiché molti adottati americani stanno ancora lottando per ritrovare le loro madri biologiche italiane. Durante il recente viaggio in Belgio, Lei ha riconosciuto e chiesto scusa per le adozioni forzate, simili a quelle trattate nella nostra indagine. Viste le Sue parole, ci chiediamo se il Vaticano intenda scusarsi anche con gli adottati americani e le loro madri italiane.”

 

foto La Stampa




Legge di bilancio, Odoguardi: Maie contrario al pagamento di 600 euro come contributo unificato per le controversie in materia di cittadinanza italiana

legge di bilancio odoguardi maie immagine23

legge di bilancio odoguardi maie immagine23“All’art. 106 della manovra economica , che riguarda la quantificazione del contributo unificato per le controversie in materia di cittadinanza italiana, il governo prevede il pagamento di 600 euro a carico di ciascun discendente di cittadini italiani emigrati all’estero. La normativa vigente, invece, dispone il pagamento di un unico contributo pari ad € 518 + € 27 di marca da bollo indipendentemente dal numero di ricorrenti”.

Così il vice presidente del Maie Vincenzo Odoguardi segnalando “la preoccupazione di tanti discendenti” causata dalla differenza in termini di spesa per i ricorrenti. “Tante famiglie numerose si troverebbero a dover pagare una fortuna” dice Odoguardi, che rimarca la contrarietà del Maie alla “nuova tassa sulle spalle degli italiani nel mondo” e annuncia che “attraverso i nostri parlamentari a Roma, stiamo già lavorando per presentare emendamenti tesi ad eliminare questa norma”. (Inform)




Città del Messico: la Settimana della cucina italiana

giorgionepuntovert

giorgionepuntovertL’Ambasciata d’Italia in Messico ha diffuso oggi il programma degli eventi della IX Settimana della cucina italiana, la rassegna tematica annuale dedicata alla promozione della gastronomia e dei prodotti agroalimentari di qualità del Bel Paese, promossa dalla rete di rappresentanze diplomatiche, consolati, istituti di cultura e uffici Ice all’estero.

L’edizione 2024, in programma nella capitale del Paese latinoamericano dal 18 al 25 novembre, si svolgerà sotto il tema Dieta mediterranea e cucina delle radici: salute e tradizione.

Il primo appuntamento —al quale parteciperanno solo i media espressamente invitati— è fissato per lunedì 18 alle ore 18.00 con una conferenza stampa di presentazione presso il ristorante La Trattoria Palacio nel quartiere Polanco di Città del Messico.

Saranno presenti l’ambasciatore d’Italia, Alessandro Modiano, la direttrice dell’agenzia Ice/Ita, Olga Gravela, l’addetta culturale, Ilaria Giacomi, il presidente della Camera di commercio italiana, Lorenzo Vianello, e —come ospite d’onore— lo chef Giorgio Barchiesi, alias Giorgione (nella foto), che sarà protagonista di uno show cooking.

Mercoledì 20 alle 16, presso l’Istituto italiano di cultura (Iic), si svolgerà un altro evento ad invito rivolto ad alcuni gruppi di studenti universitari: una masterclass di Giorgione, seguita dal tavolo di discussione L’evoluzione dell’olio d’oliva: tra storia e tradizione, condotto dalla professoressa Elena Mazzetto —della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Unam— e dal professor José Luis Curiel Monteagudo, dell’Università Iberoamericana.

Alle 18 il programma prevede una degustazione di oli extravergini di oliva e alle 19 ai partecipanti verrà offerto un aperitivo a cura di Giorgione, durante l’inaugurazione della mostra Italiani in cucina, che avrà luogo in concomitanza con un’esibizione di body percussion dell’artista Anselmo Luisi.

Venerdì 22 novembre, in orario ancora da definire, si terrà presso la sede della Società Dante Alighieri una conferenza sulla dieta mediterranea, dal 2010 inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Durante il fine settimana del 23 e 24 novembre, si svolgerà dalle 11:00 alle 18:30 all’Iic il Mercatino di Natale dell’Associazione italiana assistenza, bazar e festival gastronomico che prevederà anche —alle ore 15.30 di domenica 24— un concerto del gruppo Accento Italiano.

Lunedì 25 novembre il programma della IX Settimana della cucina in terra azteca si concluderà con la gran finale del 9° Campionato messicano della pizza —organizzato dalla Camera di commercio italiana— presso l’Istituto italiano di cultura. I concorrenti prepareranno ciascuno una pizza margherita, una pizza creativa e una pizza estetica tra le 16:00 e le 20:15 davanti ad una giuria di esperti che sceglierà il vincitore assoluto ed i primi classificati di ogni categoria.

Foto: mowmag.com

puntodincontro.mx




Il Comites di Santo Domingo alla Biennale Internazionale di Architettura e Urbanistica della Repubblica Dominicana

comites 11.11.24 w.v.

873b4e 064bee13b8664c0f8f6069d6ce23550d~mv2Lo scorso 5 di novembre, dopo ben dodici anni di assenza, è stata inaugurata la XII Biennale Internazionale di Architettura e Urbanistica (BIAU-RD), evento di prestigio tenutosi presso il “Museo de Arte Moderno” della Repubblica Dominicana.

Il Comites di Santo Domingo ha presenziato l’importante atto inaugurale, soprattutto visto che l’Italia ha avuto l’onore di essere il paese ospite, confermando il suo ruolo chiave nel panorama architettonico e culturale internazionale.

Durante la Biennale, che in questa occasione aveva come tema “Eutopias: construyendo ideas para el futuro”, gli architetti: Marco Casamonti, Alessandro Melis e Carlo Ratti, prossimo commissario della Biennale di Venezia 2025, hanno contribuito a che la presenza dell’Italia potesse risultare un valido contributo per le sfide future. Ad i noti professionisti e docenti universitari è stata dedicata una mostra dei loro principali progetti, evidenziando come l’architettura possa essere un potente strumento di sviluppo e innovazione. Presente all’evento anche l’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, S.E. Stefano Quierolo Palmas.

Francesco Gravina, Presidente della Commissione Lingua e Cultura Italiana del Comites di Santo Domingo e Presidente della Unione delle Scuole e Facoltà di Architettura della Repubblica Dominicana, ha sottolineato: “La presenza italiana a questa edizione della BIAU rappresenta una straordinaria vetrina per i nostri talenti in un contesto globale e riafferma l’importanza di promuovere la nostra cultura architettonica, che non solo affonda le sue radici nell’antica Roma, ma seguita ad essere di attualità.”

Licia Colombo, Presidente del Comites di Santo Domingo, ha aggiunto: “Accogliere il contributo italiano in una manifestazione di tale calibro è un chiaro segnale del prestigio e del rispetto che l’Italia si è guadagnata a livello internazionale. È motivo di orgoglio vedere come i nostri architetti siano capaci di ispirare e influenzare positivamente la scena architettonica mondiale.”

L’esposizione delle proposte progettuali dei professionisti nazionali ed internazionali, cosi come delle accademie locali, sarà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2024, permettendo ai visitatori di scoprire le innovazioni e le visioni che caratterizzano l’architettura contemporanea italiana.

Il Comites di Santo Domingo continuerà a supportare e promuovere iniziative che valorizzino il patrimonio culturale e professionale italiano nella Repubblica Dominicana.




Odoguardi (MAIE): “Dove c’è un italiano, ci siamo noi, c’è il MAIE!”

captura

captura“Da New York a tutti gli Stati Uniti, passando per il Centro America e finendo nei posti più sperduti del mondo: lì dove c’è un italiano, ci siamo noi, c’è il MAIE”.

Durante un evento organizzato dall’Associazione Italiana Culturale di New York, Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, ha elogiato l’incredibile lavoro di Tony Di Piazza e Tony Mule, definendoli iconici nel mantenere vive le nostre tradizioni, cultura e italianità.

L’incontro ha sottolineato l’importanza di preservare il legame storico tra Italia e mondo, sostenendo gli italiani ovunque essi vivano. Odoguardi ha ribadito che la missione del MAIE è quella di ascoltare e rispondere ai bisogni delle comunità italiane, da New York al Venezuela, fino ai luoghi più remoti del pianeta.

“Non perdiamo le nostre radici e trasmettiamole con orgoglio alle generazioni future.”

 




Borghese (MAIE): “Sulla cittadinanza il Governo fa la guerra agli italiani all’estero”

borghese 600

borghese 600La cittadinanza è un argomento che negli ultimi mesi è tornato protagonista del dibattito politico. La manovra del governo, proprio per quanto riguarda il tema cittadinanza, si prepara a colpire gli italiani all’estero. Ancora una volta.

Mario Borghese, senatore MAIE e vicepresidente del Movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo, dichiara: “Sono davvero sorpreso e sconcertato che il governo italiano faccia una guerra ai poveri italiani che vivono all’estero e che richiedono la cittadinanza italiana”.

Poi spiega: “All’art. 106 della manovra, che riguarda la quantificazione del contributo unificato per le controversie in materia di cittadinanza italiana, il governo prevede il pagamento di un nuovo balzello di 600 euro a carico di ciascun discendente di cittadini italiani emigrati all’estero.

Come dire: chi se lo può permettere pagherà ed avrà la cittadinanza, chi è poco abbiente o povero non l’avrà mai.

Non è solo una misura anticostituzionale perché discrimina i diritti delle persone in base alle loro capacità economiche, è un attacco inspiegabile agli italiani all’estero. Cui prodest?

Il collega deputato Franco Tirelli, di comune accordo col sottoscritto, ha già presentato alla manovra un emendamento soppressivo di questa norma punitiva e irrazionale. Auspico che il governo ed il ministro Giorgetti lo accolgano prendendo atto di uno svarione probabilmente attribuibile alla burocrazia del Mef disinteressata alla tutela sociale dei cittadini”, conclude il senatore eletto in America Latina.

da italiachiamaitalia.it




Argentina, l’Ambasciata d’Italia celebra il primo centenario

argentina lambasciata ditalia celebra il primo centenario

argentina lambasciata ditalia celebra il primo centenarioLa residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini, è stata il palcoscenico di una serata storica per commemorare il primo centenario dell’Ambasciata d’Italia in Argentina. Questo evento esclusivo ha riunito circa 200 ospiti distinti, segnando un’occasione significativa per sottolineare 100 anni di lavoro dell’Ambasciata per rafforzare le relazioni politiche, commerciali e culturali tra Italia e Argentina.

L’evento ha visto la presenza di importanti autorità politiche, tra cui il Ministro degli Affari Esteri Gerardo Werthein, il Ministro dell’Economia Luis Caputo, il Ministro della Giustizia Mariano Cúneo Libarona e il Ministro della Salute Mario Lugones, alti dirigenti di aziende italiane nel paese, membri della comunità italiana locale, nonché personalità di spicco del mondo dello spettacolo, della comunicazione, della cultura e dell’industria.

La celebrazione ha incluso uno spettacolo appositamente progettato per commemorare il centenario di una delle istituzioni più emblematiche del legame politico, artistico, culturale, imprenditoriale e sociale tra Italia e Argentina, simbolo di fraternità tra le due nazioni. Durante l’evento, l’Ambasciatore ha presentato il nuovo libro dell’Ambasciata d’Italia: L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires – Il libro dei 100 anni, che offre un profondo percorso attraverso i momenti storici del Palazzo Alvear, dalla sua costruzione fino alla sua designazione come sede della missione diplomatica.

L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires – Il libro dei 100 anni è disponibile in formato digitale sul sito web dell’Ambasciata d’Italia e può essere scaricato gratuitamente da chiunque sia interessato a conoscere di più su questo simbolico Palazzo.




Brasile. Fortaleza: la storia dei fratelli Rossi

gerardo jereissati filho l'ospiteinvitato

Narrazione, fotografie, ricordi e storie di famiglia: le radici che aiutano a crescere.

Per il 150° anniversario della famiglia Rossi, un affettuoso omaggio, un ricordo dedicato a una celebre famiglia italiana e la storia dei fratelli Pierina e Natale.

Abbiamo realizzato il Secondo episodio del Progetto PARLIAMO NOI con gli studenti della scuola di lingue CASTILLA in Fortaleza, Brasile, per condividere un momento della storia di una famiglia che ha contribuito alla crescita della città.

gerardo jereissati filho l'ospiteinvitatoNe abbiamo parlato con l’architetto Gerardo Jereissati Filho (nella foto a destra), nato nel 1958 e laureato presso l’Università Federale del Ceará nel 1981, nipote di Natale Rossi e pronipote di Pierina Rossi.

Ci ha  raccontato il suo passato familiare, le vicende di vita dei nonni, i propri ricordi, la propria storia personale.

La narrazione, accompagnata da fotografie, costituisce una grande ricchezza dal punto di vista affettivo e ha creato un’atmosfera positiva.

Un bellissimo modo  per rafforzare i legami, costruendo un bagaglio culturale importante.

Un’ottima occasione per conoscere lo sviluppo della città di Fortaleza e rendere viva la nostra memoria spinta soprattutto da un istinto di curiosità.

Ci siamo chiesti, infatti, cosa significhi guardare oggi agli edifici, ai palazzi, alle costruzioni antiche della città non tanto come segno di uno sviluppo urbano, ma come frutto della creatività dei cittadini, il valore del lavoro dei nonni e la scoperta di un aspetto che non ci aspettavamo: ”la storia di una famiglia italiana”.

Ma non solo: un riferimento importante come è stato il ruolo dei nonni nella trasmissione del patrimonio culturale.

pierina rossiBuongiorno signor Gerardo, qual é la storia della sua famiglia? Chi sono Pierina e Natale e da dove vengono?

Pierina e Natale Rossi (nelle due immagini a lato) erano fratelli, erano nati a Bollate, vicino a Milano.

Figli di Gaetano e Rosa Rossi Tacconi, avevano, come fratelli, Ermenegildo che morì adolescente, e Maria che visse fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Natale nacque nel 1886 e Pierina nel 1889. Crebbero a Milano, dove, durante la giovinezza, hanno imparato diverse lingue come il francese, lo spagnolo, portoghese e inglese.

natale rossiNel 1909 andarono a vivere a Parigi con la sorella Maria, a causa della morte dei loro genitori. Lì Natale gestiva un piccolo caffè e Pierina ha iniziato a lavorare come contabile presso il Café Riche, un ristorante frequentato dalla elite dell’epoca, dove custodiva il libretto di cassa.

Fu al Café Riche che Pierina conobbe  Placido Barbosa de Carvalho, uomo d’affari del Ceará, proprietario di Casa Plácido, un negozio che vendeva oggetti importati dall’Europa a Fortaleza dal 1904.

Pierina da quel momento in poi divenne l’assistente dell’imprenditore, accompagnandolo nei suoi viaggi per acquisti periodici di capi di abbigliamento, calzature di pregio, borse, cappelli, mobili, argenterie, cristalli e lampadari per l’emporio di Fortaleza.

La sorella Maria tornò a Milano per esercitare il canto professionale mentre Pierina e Natale si stabilirono a Parigi.

Pierina aveva una figlia, Zaira, che andò a Milano per studiare sotto la cura di Maria.

Nel 1914 scoppiò la prima Guerra Mondiale. Il Café Riche chiuse nel 1916. Natale partì per combattere e Pierina tornò a Milano dove ricevette la visita di Plácido de Carvalho con l’invito a trasferirsi a Fortaleza.

Nel 1917 Pierina inizia il viaggio per Fortaleza, passando per i porti di Marsiglia, Cadiz e Montevideo.

cine teatro majesticArrivata a Fortaleza, assiste all’inaugurazione del Cine Teatro Majestic (foto), prima grande sala cinematografica della città costruita da Plácido de Carvalho e gestita da Luiz Severiano Ribeiro.

Il primo  spettacolo del Cine Teatro Majestic vide come protagonista Fátima Miris, artista di successo dell’epoca.

Finita la Prima Guerra Mondiale, muore a Milano la sorella Maria ed il fratello Natale viaggia per l’Europa.

Secondo lei, é stata facile l’esperienza della famiglia Rossi? La vita in Brasile era quella che volevano?

Si, sicuramente. Natale iniziò un viaggio verso Fortaleza con l’obiettivo di riportare Zaira dalla madre.

Zaira, da allora  poi usa il nome del padre adottivo: Zaira Rossi de Carvalho.

Plácido de Carvalho era un imprenditore talentoso. Oltre a Casa Plácido, chiusa pochi anni dopo la Prima Guerra Mondiale a causa delle difficoltà di navigazione, mantenne una rispettabile fabbrica di mosaici (la perforatrici idrauliche) e piastrelle, poi attività commerciali dell’area espositiva cinematografica (il cinema Majestic,Moderno e Luce) e una catena alberghiera.

Torna spesso nella terra dei suoi avi? Ha bei ricordi?

Si. Mio nonno era arrivato in Brasile non per viverci ma per  riportare sua nipote da sua  madre. Questa terra gli piacque e conobbe mia nonna. Si sposarono ed ebbero  dei figli. Hanno lasciato bellissimi ricordi, vissuto una bella esperienza e una vita molto interessante.

Per Natale il periodo dell’impegno del Brasile nella Grande Guerra fu più amaro. Poiché non era naturalizzato brasiliano. Dopo l’episodio chiamato “Quebra-Quebra”, quando le proprietà degli italiani, tedeschi, giapponesi e altri stranieri furono distrutte e incendiate a Fortaleza, fu detenuto per un certo periodo nel Quartier Generale dei Vigili del Fuoco con altri immigrati.

Qual è stato il patrimonio culturale lasciato dai suoi antenati in Brasile?

Ci fu rivalità nella città di Fortaleza nei primi decenni del XX secolo tra Plácido de Carvalho e il colonnello José Gentil de Carvalho.

Uomini facoltosi che costituirono gran parte della collezione di opere architettoniche Art Noveau dell’epoca. Agli ordini del colonnello José Gentil de Carvalho iniziarono i lavori della sede del Banco Frota Gentil, a Palacete Ceará (attuale filiale), l’ufficio Caixa Econômica situato nel centro di Fortaleza), la sua residenza, il Cinema Teatro Majestic, il Quartiere del Benfica, dove attualmente si trova il Rettorato dell’Università Federale del Ceará.

Plácido e il colonnello José Gentil lo utilizzarono per le opere architettoniche a contratto e contavano spesso con i servizi periodici dell’architetto José Sabóia Barbosa e  la costruzione a cura di Rodolfo F. da Silva & Filhos.

Tra i lavori di Plácido de Carvalho in questo periodo c’è il Cine Moderno che ha aperto le porte all’inizio degli anni ’20. Localizzato in Piazza del Ferreira e costruito secondo i parametri dell’Art Noveau, di stile neomoresco, era un salone più piccolo del Majestic e accoglieva persone delle classi più agiate della città.

Plácido de Carvalho decise di costruire in quella che allora era Outeiro, attualmente la Aldeota, la sua residenza, situata a est del centro città, dove si trovava la Chiesa di Pequeno Grande. Occupò tutto un blocco e affidò il progetto a Saboia Barbosa con la costruzione gestita dai Rodolpho F. da Silva & Filhos.

Il Palazzo di Placido, come si chiamava, fu finalizzato nella prima metà degli anni ’20.

Era conosciuto e apprezzato da tutta la popolazione di Fortaleza, che ha ricevuto commossa  la notizia della sua demolizione nel 1974 per far posto a un supermercato.

Dal 1926 in poi, Placido de Carvalho rivolse la sua attenzione a quella che sarebbe stata la sua più grande impresa: la costruzione di un grande albergo a Fortaleza.

Questa impresa non sarebbe stata possibile senza l’aiuto del sig Natale Rossi.

Placido visita la costruzione di Cinelandia, un gruppo di edifici costruiti nel centro di Rio de Janeiro nell’area dove si trovava il “Convento da Ajuda” nella seconda metà degli anni ’20 e attualmente ci sono dubbi sulla preparazione del progetto architettonico dell’hotel da 136 camere che si ispirano agli edifici attualmente conosciuto come Amarelinho costruito dall’ architetto costruttore Eduardo Pederneiras.

Il signor Natale e il maestro João Lucas sono stati responsabili dell’opera che continua a caratterizzare  “la Piazza del Ferreira” nel corso degli anni e che attualmente funge da cornice alle celebrazioni natalizie a Fortaleza.

Come furono gestite le differenze culturali e le tradizioni?

Dopo essersi sposata con il signor Friederick, Zaira si trasferisce a Pacoti, dove la coppia gestisce la fattoria Arvoredo, luogo di produzione del caffè in Ceará.

A Fortaleza trascorsero periodi in una fattoria vicino alla laguna di Messejana.

Nel 1935 Plácido de Carvalho morirà nell’Hotel Excelsior.

La coppia Pierina e Plácido non viveva già più nel Palazzo della Aldeota.

Il funerale di Plácido fu seguito da una grande folla e il suo testamento, pubblicato sui giornali dell’epoca, divenne noto a tutta la popolazione. La maggior parte dei suoi beni furono lasciati alla vedova Pierina e alla figlia adottiva Zaira.

Plácido lasciò anche alla sorella Maria das Mercedes Fernandes Vieira immobili e una pensione vitalizia, oltre ai nipoti Maria das Mercedes e Afonso Fernandes Vieira.

La Santa Casa de Misericórdia, il Colégio da Imaculada Conceição, l’Istituto di Protezione all’Infanzia e la Scuola Pio X ricevettero donazioni dal testamento di Plácido de Carvalho, così come il cognato Natale Rossi.

natale e nadir rossiCon l’aiuto ricevuto da Plácido,  Rossi costruì un complesso di case in Rua São Paulo nel centro di Fortaleza, dove si trasferì con D. Nadir e i figli (nella foto a lato Nadir e Natale Rossi).

Nel 1937 Pierina chiese all’architetto ungherese Emílio Josef Hinko di realizzare un progetto per sei edifici da costruire sul terreno dove sorgeva il Palazzo di Plácido, affittato alla Scuola Domestica di Fortaleza per aumentare i redditi.

Con il Emílio Hinko, D. Pierina visse fino alla fine della sua vita, nel 1958.

Hinko fu chiamato in questo periodo a sviluppare importanti progetti per Fortaleza, che sarebbe diventata una delle città più importanti, insieme a Natal, nello sforzo brasiliano contro l’Asse nella II Guerra Mondiale: il porto di Mucuripe e la Base Aerea di Fortaleza. Il porto avrebbe seguito il progetto sviluppato a Grenoble, in Francia, e il signor Emílio avrebbe realizzato i primi magazzini.

Nella Base Aerea la sua attività fu significativa nel progettare caserme e hangar.

Mentre Hinko era impegnato in questi progetti, su richiesta del Brigadier Eduardo Gomes e del Colonnello Macedo, la figlia Zaira e il genero Friederick vendettero le proprietà di Arvoredo e Messejana e si trasferirono con i figli a Caldas, vicino a Poços de Caldas, dove si stabilirono.

Nel 1949 Natale morì e la sua famiglia, composta da D. Nadir e dai figli Rosita Fernanda, Marilena Yolanda e Pedro Natale Rossi, dovette contare sull’aiuto di D. Pierina e del signor Hinko.

I fratelli ebbero l’opportunità di visitare Rio de Janeiro e altre città.

Pedro Natale accompagnò l’ultimo anno di vita di Dona Pierina, che era diventata cieca a causa del diabete.

Rosita Fernanda sposò Roberto Gerardo Jereissati, imprenditore e figlio di immigrati libanesi. Marilena Yolanda sposò Fernando Alcántara Mota, di una famiglia di politici locali e che sarebbe stato deputato statale per due mandati.

Pedro Natale Rossi si laureò in Ingegneria Civile presso l’Università Federale del Ceará e eseguì molti progetti residenziali con enorme successo, a Fortaleza e altre città del paese.

Quali sono le iniziative della comunità italiana di Fortaleza per promuovere la cultura italiana?

Esiste un gruppo su WhatsApp dove le famiglie riuniscono i membri frequentemente e realizzano degli eventi in base agli argomenti culturali.

Parliamo di lei. Da dove nasce il suo amore per l’architettura?

Ho sempre amato l’architettura, mio nonno ha sempre avuto la passione per gli spazi contemporanei e penso abbia contribuito moltissimo a darmi la visione che tutt’oggi conservo.

Vuole lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Il vostro lavoro è interessantissimo. Un modo per mostrare alla società di Fortaleza cosa ha lasciato qui la comunità italiana (i lavori dei nonni) e come attuano i membri di questo piccolo gruppo delle famiglie storiche.

 

famiglia dell' intervistato moglie e figlioNella foto a lato Gerardo Jereissati Filho con la famiglia.

Intervista disponibile sulla piattaforma online, che può essere ascoltata da tutti, cliccando il seguente link https://wwwradioitaliaoc.com

 

 




Emigrazione sarda in Canada: l’incontro all’Italian Cultural Centre di Vancouver

5sardivancouver

5sardivancouverLa vivace comunità dei Sardi in Canada si è data appuntamento a Vancouver per riaffermare l’attaccamento alle proprie radici.
L’occasione è stata fornita dalla proiezione dei cortometraggi della rassegna Visioni Sarde avvenuta il 27 ottobre presso gli spazi dell’Italian Cultural Centre.
Ha organizzato l’evento Vito Fiore Bruno, presidente del Comites e del Centro Culturale Italiano di Vancouver.
I sardi di Vancouver, rappresentati da Antonio Fadda, sono accorsi numerosi per manifestare la volontà di mantenere vivi i contatti con l’isola. Emozionati si sono stretti intorno alle note di “Ambasciadores de Sardegna”, l’inno dedicato ai sardi di tutto il mondo. Le parole “a manos tentas, istrintas impare, frades chin frades devimos istare” di Angelo Curreli, cantate da Maria Giovanna Cherchi, sulle melodie di Gino Marielli dei Tazenda hanno ben interpretato i sentimenti di fratellanza e unione che rendono speciale l’emigrazione sarda.
I film “Quello che è mio di Gianni Cesaraccio, “La punizione del prete” di Francesco Tomba e Chiara Tesser e “Tilipirche” di Francesco Piras sono stati proiettati nella versione originale per ribadire la centralità della limba nella conservazione dell’identità e della specificità culturale.
La stretta relazione tra cibo e identità culturale ha, infine, indotto Maria Giovanna Filia, consultore Sardi del Canada, a proporre ai convenuti un rinfresco a base dei prodotti tipici sardi. (bruno mossa\aise)