La XIX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, al centro del dibattito il tema della cittadinanza

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rapporto italiano nel mondo 2024 immagine14Si è svolta a Roma, presso il Carpegna Palace Hotel, la presentazione della XIX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes. Fra i presenti all’incontro anche il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Vignali. Ha introdotto il dibattito Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore Generale della Fondazione Migrantes che ha sottolineato come il giorno della presentazione del Rapporto rappresenti il momento finale di un lungo percorso di lavoro portato avanti assieme, fianco a fianco. “L’importanza del RIM sta soprattutto nel fare rete e nel rinsaldare rapporti” ha proseguito il Direttore Generale . Tra le finalità della Fondazione Migrantes Felicolo ha segnalato l’importanza “di percorrere insieme un cammino”, come richiamato recentemente anche da Papa Francesco nella giornata del Migrante e del Rifugiato 2024. “Dio cammina con il suo popolo” è il titolo del messaggio che il Santo Padre ha voluto per l’ultima giornata. Ripercorrendo la riflessione di Papa Francesco, il Direttore Generale ha focalizzato l’attenzione sul passaggio che afferma come oltre a camminare con il suo popolo “Dio cammina nel suo popolo”.  Felicolo poi ha rilevato come gli italiani all’estero siano “donne e uomini, nuclei familiari, giovani, minori, persone di diversa provenienza geografica, con diverse storie di vita che hanno scelto l’estero decenni fa o di recente, che hanno vissuto fuori dalla penisola da generazioni o da poco tempo e che nei paesi ove risiedono rappresentano l’altro”. Il Direttore ha infine ringraziato i relatori e chi ha lavorato al Rapporto Italiani nel mondo del 2024. A seguire è intervenuto il direttore dell’Agenzia 9 Colonne, Paolo Pagliaro che rilevato come il RIM  curato dalla Migrantes “accenda un faro su fenomeni importanti: la mobilità degli italiani all’estero, i rimpatri e le migrazioni interne”.  Il direttore ha evidenziato come i grandi flussi della migrazioni, al pari dei corsi d’acqua, cambino profondamente le terre che attraversano, modificano la società e la percezione che noi abbiamo. “La Fondazione Migrantes ha avvertito tutto questo per tempo – ha aggiunto Pagliaro – e da diciannove anni il suo Rapporto è il sismografo che registra e segnala le principali novità legate alla migrazione con lungimiranza, tanto che le tendenze segnalate sono diventate poi notizie ‘da prima pagina’”. Il direttore ha poi segnalato come il numero degli italiani iscritti all’AIRE conteggiati nella prima pubblicazione del Rapporto, sia praticamente raddoppiato passando dai circa tre milioni registrati ai più di sei milioni nel 2024. Tracciando il percorso storico del Rapporto, Pagliaro ha evidenziato come inizialmente il RIM fosse per lo più un manuale contenente i dati statistici sulla migrazione difficilmente reperibili in altra maniera, ma poi la pubblicazione si è irrobustita “divenendo una sorta di agorà”. E’ stato poi mostrato un video sui dati del RIM , realizzato dall’Agenzia 9 Colonne,  in cui viene segnalato che oggi la crescita degli italiani all’estero iscritti all’AIRE è dovuta soprattutto alle nascite all’estero, mentre nel 2006 la metà delle iscrizioni all’AIRE avveniva per espatrio. Nel video viene anche rilevato come l’andare all’estero abbia in qualche modo sostituito l’ascensore sociale, ossia quel meccanismo che in passato ha consentito a molti giovani il cambiamento sociale, in un’Italia allora caratterizzata da una società dinamica e in crescita.  Nell’intervento successivo Delfina Licata, sociologa delle migrazioni e curatrice del Rapporto, ha sottolineato come dal 2006 ad oggi “la presenza italiana all’estero sia cresciuta di oltre il 97%”. “Su 100 cittadini italiani residenti in Italia, dieci risiedono fuori dai confini nazionali”. La sociologa ha anche posto in evidenza come questi dati siano probabilmente destinati ad aumentare a seguito della legge 213 del 2023 che ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio per i cittadini italiani residenti all’estero che ancora non si sono iscritti all’AIRE e che quindi sono incentivati a farlo. “Il 50,6% di chi è espatriato nel 2022  ha tra i 25 e i 34 anni – ha aggiunto la sociologa – e lo ha fatto con una laurea in tasca, mentre nel 2012 questo dato non arrivava al 30%”. Oltre ad un depauperamento dovuto all’allontanamento di risorse umane dall’Italia, – ha precisato Licata – il dato preoccupante riguarda l’unilateralità della migrazione italiana. “Partire – ha aggiunto – è sempre abbandonare. E’ sul processo di rientro, in un’ottica di migrazione circolare, la cosa su cui bisogna lavorare”.

A seguire si è sviluppato un momento di dialogo fra l’onorevole Toni Ricciardi (Pd – ripartizione Europa) e il deputato  Paolo Emilio Russo (FI) sulla questione dell’acquisizione della cittadinanza . “Noi possiamo discettare sull’anno più o l’anno in meno per l’acquisizione della cittadinanza , ma noi tendiamo in Italia a drammatizzare la questione della cittadinanza, quando in realtà si parla di una questione amministrativa e dovremmo togliere quindi l’aspetto emozionale dal dibattito per capirci meglio”, ha esordito Ricciardi, rilevando come la richiesta di dimezzare i tempi per l’acquisizione della cittadinanza, prevista nel referendum popolare, non sia dovuta “al fatto di essere più lassisti o aperti di altri”, ma per un motivo pragmatico e pratico e che dia anche più certezze sulla procedura. In proposito l’onorevole Russo si è detto d’accordo sul fatto di portare il dibattito sull’aspetto pratico e ha ricordato come la legge sulla cittadinanza risalga al 1992 e quindi sia necessario rivederla e modificarla. “Abbiamo messo al centro della nostra proposta di legge, che per l’acquisizione della cittadinanza prevede il superamento di due cicli scolastici per un totale di 10 anni, la scuola, non solo come luogo formativo, ma anche come luogo d’integrazione dei ragazzi. Anche perché la scuola ad oggi forma cittadini e questo per noi è più che sufficiente”. Sulle possibili convergenze fra le due proposte di legge sulla cittadinanza Ricciardi ha ribadito come per prima cosa bisogna essere d’accordo sul fatto che l’identità italiana riguarda l’essere migranti, un aspetto che accomuna tutti gli italiani, senza dimenticare il problema demografico dell’Italia. “Chi va a scuola – ha aggiunto è cittadino italiano? Sì e allora da lì partiamo”. Dal canto suo Russo si è soffermato sulla questione dello ius Sanguinis e dello ius Scholae, rilevando come l’intenzione della proposta di legge del suo partito sia anche quella di restringere la concessione di cittadinanza per ius Sanguinis per chi non ha legami con l’Italia “mettendo al centro gli studenti, i ragazzi e i bambini che vivono in Italia e che contribuiscono anche al benessere della nostra società”. In proposito Ricciardi, dopo aver ricordato che se si concede un diritto non significa che si stia penalizzando qualcun altro, ha sottolineato la necessità, per l’ipotetica introduzione di restringimenti per la cittadinanza, di guardare alla specifica storia migratoria italiana dei singoli paesi e al momento spartiacque in cui i cittadini italiani hanno dovuto rinunciare alla propria cittadinanza. “Io sono dell’avviso che più italiani e italiane ci sono nel mondo – ha proseguito il deputato – e più assolviamo alla direttrice su cui soprattutto questo governo sta spingendo, ovvero della promozione del made in Italy il cui principale vettore sono gli italiani all’estero”. Dal canto suo Russo ha rilevato la necessità di ridurre i tempi tecnici e burocratici per la concessione della cittadinanza dato che lo Stato italiano per rispondere ad una richiesta di questo tipo “può impiegare anche tre anni”.

E’ poi intervenuto il deputato Fabio Porta (Pd- ripartizione America Meridionale): “Dobbiamo affrontare il tema della cittadinanza – ha esordito il deputato – uscendo dalle ideologie e dalla contrapposizione sterile fra ius sanguinis e ius soli”. Porta  ha poi ricordato la recessione demografica e lo spopolamento delle aree interne dell’Italia. “Noi nel 2050 saremo sotto i 50 milioni”.  Il deputato è inoltre tornato sul Brasile, un Paese citato in precedenza, evidenziando come questa nazione abbia inviato 30 mila soldati in Italia per liberarla dal nazi-fascismo. Una presenza in guerra contro l’Italia che portò il Brasile a chiudere le scuole italiane e a vietare l’uso della lingua italiana: così “Palestra Italia” diventò “Palmeiras”. Uno stop alla nostra lingua che certamente non ha favorito l’uso dell’italiano fra gli italo discendenti.

L’incontro è stato concluso da Mons. Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes.  “Il tema  della cittadinanza – ha spiegato – era stato scelto per il Rapporto prima delle polemiche di questa estate, perché da quasi vent’anni nell’ambito ecclesiale, dalla settimana sociale del 2006 di Reggio Calabria, talora in collaborazione con altri mondi associativi, è maturata una riflessione politica, sociale, pastorale e culturale sul tema, ritenendo che la mobilità crescente delle persone chieda una riflessione rinnovata sulla cittadinanza che, naturalmente tocca anche l’istituto giuridico della cittadinanza, in Italia regolato dalla legge 91del 1992, una legge che sostituiva una precedente del 1912 e che guardava ancora più agli emigranti che agli immigrati. Dal 1992 ad oggi in Italia è cambiata” con una immigrazione variegata e diversa e un’emigrazione italiana in costante crescita anche per le nascite all’estero. Per Perego, di fronte a questa evoluzione della mobilità umana  “non è possibile che la politica non riconosca i cambiamenti che stanno avvenendo nella polis, nella città, che devono essere interpretarli e governati con strumenti idonei e non pregiudiziali, per evitare che questa mobilità – da tutti riconosciuta come uno dei fattori necessari per la vita del Paese – rallenti o si fermi generando abbandoni e cambiamenti di progetti migratori che portano a povertà e insicurezza sociale” “In tal senso – secondo Perego – si interpreta la scelta del tema legato alla cittadinanza e alle cittadinanze. Il plurale è dettato in primo luogo dal fatto che molte persone, nate in Italia e all’estero hanno più cittadinanze; in secondo luogo perché l’aver ottenuto la sola cittadinanza non ferma le persone dal partire; in terzo luogo perché il cammino dell’Unione Europea nel suo percorso auspica anche una cittadinanza europea; infine perché alla luce della mobilitò molti paesi europei stanno configurando una cittadinanza globale”.  Perego ha poi evidenziato come il fatto, che coloro che ricevono la cittadinanza italiana per ius sanguinis o per residenza poi si rechino in un altro paese europeo, rappresenti un fallimento del processo di appartenenza e di radicalizzazione. Da qui la necessità di rivedere il sistema della cittadinanza legata al diritto di sangue e anche dello ius soli incarnato anche nello ius scholae. Mons. Perego ha anche segnalato come le leggi di alcuni paesi prevedano che la persona perda la cittadinanza acquisita,  qualora decidesse di prendere quella italiana, come ad esempio accade in Austria. Un aspetto che rappresenta un “disincentivo”. Sulla cittadinanza europea, Mons. Perego ha poi affermato come questa rappresenti un percorso di cittadinanza nuova. “Si tratta di una cittadinanza che, senza sostituire le cittadinanze nazionali, aggiunge diritti supplementari, una forma nuova di protezione. Oppure potrebbe essere un processo di europeizzazione della cittadinanza”. “Il dibattito sulla cittadinanza – ha concluso Perego – è una necessità culturale, politica e sociale anche per gestire la conflittualità e chiede anche un ripensamento normativo che sappia andare incontro al cambiamento e alla diversità senza negare i diritti fondamentali, ma estendendoli e facendoli diventare la base per la costruzione del mondo di domani, che sarà sempre più in movimento”. (Alessio Mirtini – Inform)




Toronto. Omaggio ai Caduti Italiani di tutte le guerre

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4zelioliSi è svolta ieri, domenica 3 novembre, la tradizionale cerimonia di deposizione di corone di fiori davanti al Monumento ai Caduti Italiani di tutte le guerre a Toronto in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si celebra oggi in Italia.
Il Consolato Generale, il Comites e le Associazioni d’Arma italiane in Ontario hanno onorato la memoria dei caduti italiani e ringraziato le Forze Armate per l’operato, anche con le missioni di pace in ambito UE, ONU e NATO a difesa di libertà e democrazia.
Il Console Generale Zelioli ha sottolineato, in un breve indirizzo di saluto, le origini ed il significato della giornata del 4 novembre. Nel ricordare l’Armistizio di Villa Giusti, che consentì all’Italia di rientrare nei territori di Trento e Trieste nel 1918, completando un’unità nazionale tanto difficile quanto fortemente voluta, oggi – ha evidenziato il Console – la Giornata è anche segno tangibile della fiducia e del rispetto che cittadini e istituzioni portano nei confronti delle Forze Armate, onorandone i caduti in tutte le guerre e missioni internazionali. (aise) 




Cgie: Vancouver ospita l’assemblea della Continentale Paesi anglofoni extraeuropei

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cgie gSi riunisce da oggi, 5 novembre, a Vancouver l’assemblea della Commissione continentale Paesi anglofoni extraeuropei del Consiglio Generale degli italiani all’estero, presieduta dalla vicesegretaria generale Silvana Mangione (USA). I lavori, ospitati nella sede della Presidenza della Camera di Commercio italiana (1075 West Georgia Street, proseguiranno fino al 7 novembre.
L’assise continentale, avendo subito due rinvii, si trova a svolgere i suoi lavori in un momento particolarmente delicato a causa della concomitanza con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e per gli attuali problemi interni del Governo canadese. Sarà pertanto caratterizzata – anticipa il Cgie – da un’impostazione territoriale italo-canadese che parte dall’analisi dei temi specifici del Paese ospitante per poi affrontare i punti condivisi all’ordine del giorno, prima con i rappresentanti della comunità italiana locale e successivamente con tutti i componenti della Commissione nel corso del dibattito generale. I consiglieri, inoltre, si impegneranno a recuperare il dialogo e la condivisione con i connazionali residenti in Sudafrica, Paese non più rappresentato in seno al CGIE e nella Commissione, avvalendosi del contributo del presidente del Comites di Johannesburg Piergiorgio De Valle, che partecipa ai lavori in qualità di esperto.
I temi in agenda: messa in sicurezza del meccanismo di voto degli italiani all’estero per le consultazioni politiche e referendarie e per le elezioni di Com.It.Es. e CGIE; proposte di modifica della legge istitutiva del CGIE; esame delle disposizioni relative al riconoscimento e al riacquisto della cittadinanza italiana e le relative proposte di modifica; promozione della lingua e della cultura italiane nei Paesi anglofoni extraeuropei e suggerimenti di riforma della circolare ministeriale n. 4; preparazione dell’Assemblea plenaria della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE; situazione della comunità italiana in Sudafrica; servizi consolari e la rete diplomatico-consolare nei Paesi di competenza della Commissione.
Molti gli ospiti che forniranno il proprio contributo ai lavori: l’Ambasciatore d’Italia in Canada Andrea Ferrari, il Console generale d’Italia a Vancouver Paolo Miraglia del Giudice, il Direttore generale della DIGIT del MAECI Luigi Maria Vignali, il vicesindaco di Burnaby Pietro Valentino, la consigliera della Città di Vancouver Elena Dominato, il consigliere comunale North Vancouver Tony Valente, il coordinatore Intercomites e presidente del Comites di Vancouver Vito Bruno, il presidente della Camera di commercio di Vancouver Celso Boscariol, la dirigente scolastica Laura Sanfilippo, la lettrice presso l’Università di British Columbia Michela Valmori, le presidenti dei Comites di Toronto e Montreal Michela Di Marco e Anna Colarusso.
Nel corso dei lavori, i consiglieri renderanno omaggio alla memoria del Console generale a Vancouver, già Segretario esecutivo del CGIE e Console a Detroit, Marco Nobili, scomparso nel gennaio di quest’anno. (aise) 




Repubblica Dominicana. Confermata la continuità del progetto “Sportello Comites”

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imagesRiceviamo e pubblichiamo.

A un anno dall’inaugurazione, il Com.It.Es. di Santo Domingo celebra i successi ottenuti nel supportare la comunità italiana nella Repubblica Dominicana e conferma la continuità del progetto “Sportello Comites”. Attivo dal mese di ottobre 2023, lo sportello ha assistito gratuitamente oltre 300 utenti, dimostrando di essere una importante risorsa per i connazionali iscritti all’AIRE e residenti nella circoscrizione consolare.

Nel corso dell’anno, le richieste più frequenti allo sportello hanno riguardato l’iscrizione all’AIRE, la trascrizione di atti di stato civile, la richiesta di passaporti e le richieste di visto per l’Italia da parte di cittadini dominicani, familiari di cittadini italiani. Non sono mancate anche richieste legate allo SPID, all’assistenza per l’ottenimento dell’E-Ticket richiesto dall’ufficio migrazione della Repubblica Dominicana e all’utilizzo della piattaforma Prenotami, essenziale per la gestione degli appuntamenti online.

Flavio Bellinato, Segretario del Com.It.Es. di Santo Domingo e Presidente della Commissione Diritti Civili, Politiche Sociali e Rapporti con l’Autorità Consolare, ha sottolineato l’efficacia del servizio: “Grazie allo Sportello Comites, abbiamo potuto offrire assistenza concreta a numerosi connazionali, facilitando loro la risoluzione di questioni burocratiche in un contesto estero.”

Licia Colombo, Presidente del Com.It.Es. di Santo Domingo, ha aggiunto: “La presenza di uno sportello come il nostro dimostra l’importanza di supportare i nostri cittadini all’estero. Il servizio gratuito che offriamo è fondamentale per aiutare i connazionali a espletare pratiche che richiedono competenze digitali.”

Grazie al sostegno unanime dei membri del Com.It.Es. di Santo Domingo e al rinnovato supporto del Cav. Paolo Dussich, che ha messo a disposizione uno spazio presso la sede dell’associazione CTIM senza alcun costo, il progetto continuerà per il secondo anno consecutivo.

Per contattare lo Sportello Comites e usufruire dei servizi offerti, i connazionali possono comunicare dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 13:00, tramite WhatsApp al numero +1 (829) 467-1317 (solo messaggi scritti e vocali) o via email all’indirizzo urp.comitessantodomingo@gmail.com.

Comites Santo Domingo




A Madrid inaugurato il nuovo Consolato Generale

ambasciata italia madrid

ambasciata italia madridSu impulso del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, On. Antonio Tajani, il Segretario Generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, inaugurerà domani a Madrid il nuovo Consolato Generale d’Italia, istituito nel quadro dell’azione della Farnesina volta a rafforzare la rete diplomatico-consolare.

“Con l’apertura del Consolato Generale a Madrid continuiamo a potenziare la presenza di Ambasciate e Consolati italiani nel mondo, per essere sempre più vicini ai nostri connazionali all’estero e fornire loro servizi più efficienti” ha commentato il ministro Tajani, ricordando che la comunità italiana nella capitale spagnola è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, così come il flusso di turisti, per i quali “il nuovo Consolato diventerà un punto di riferimento sul quale potranno sempre contare” ha concluso il Ministro.

Il nuovo Consolato Generale eserciterà la propria giurisdizione su circa 124.000 connazionali residenti, che crescono a un ritmo di circa 1.000 unità al mese, coronando un periodo di grande accelerazione dei rapporti tra le cittadinanze italiana e spagnola dal punto di vista sociale, culturale, economico e scientifico.

Alla cerimonia di apertura prenderanno parte, oltre al segretario generale della Farnesina, Guariglia, anche l’ambasciatore a Madrid, Giuseppe Maria Buccino Grimaldi e il console Generale a Madrid, Spartaco Caldararo, insieme a esponenti della collettività italiana e a rappresentanti delle autorità locali.




Città del Messico, messa per i defunti al Cimitero italiano

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cimiteroitalianopuntovertDiversi membri della comunità italiana in Messico assisteranno anche quest’anno alla celebrazione della tradizionale messa in commemorazione dei connazionali defunti, in programma il 4 novembre al Cimitero italiano della capitale del Paese, situato nel Pantheon Civile di Dolores.

Sotto il coordinamento dell’Associazione italiana assistenza (Aia), la messa sarà celebrata alle ore 10.00 dal Padre Arturo Andrei. Sono attesi il capo della Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia in Messico, Andrea Lay, e il presidente dell’Aia, Marco Cannizzo.

«I nomi dei cittadini italiani che ci hanno lasciato nel corso di quest’anno saranno ricordati nel giorno della celebrazione», ha detto all’ANSA/Puntodincontro Regina Casalini, presidente onoraria dell’Aia.

Il Cimitero italiano è dal giugno 1898 uno dei siti di rilievo della storia dell’immigrazione in terra azteca e, nel corso dei decenni, è stato adornato da monumenti e costruzioni di grande valore artistico.

I veicoli privati possono accedere al Pantheon di Dolores e avvicinarsi al Cimitero attraverso l’ingresso A, situato in Calzada de las Lomas, o l’ingresso B su Avenida Constituyentes.

Foto: wikiwand.com

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Incontro prospicuo tra Com.It.Es Costa Rica, Unione Nazionale Pro Loco Italia e Associazione Borghi più Belli d’Italia

comites pro loco

comites pro locoIl 23 ottobre 2024, si è tenuto in Costa Rica un incontro importante che ha visto protagonisti il Com.It.Es Costa Rica, rappresentato dal presidente Giuseppe Cacace e dalla vicepresidente Paola Ceccon, e due illustri associazioni italiane: l’Unione Nazionale Pro Loco Italia, con il presidente Antonio La Spiena e la segretaria nazionale Sara Cavallaro, e l’Associazione Borghi più Belli d’Italia, rappresentata dal presidente Fiorello Primi.

Questo incontro ha posto le basi per un’alleanza strategica volta a rafforzare i legami culturali tra le comunità italiane nel mondo, partendo proprio dal Costa Rica.

Il Com.It.Es Costa Rica: Ruolo e Obiettivi

Il Com.It.Es (Comitato degli Italiani all’Estero) è un organismo essenziale per supportare e rappresentare gli italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali. Il suo obiettivo è garantire che le comunità italiane, spesso numerose e culturalmente rilevanti, mantengano una connessione viva con la loro eredità culturale e la madrepatria. Il Com.It.Es Costa Rica si distingue per il suo impegno nel promuovere iniziative culturali e progetti che valorizzano le tradizioni italiane, anche nelle nuove generazioni di italo-discendenti.

Durante l’incontro, il presidente Giuseppe Cacace e la vicepresidente Paola Ceccon hanno sottolineato l’importanza di stabilire collaborazioni internazionali, partendo proprio dal legame con associazioni storiche italiane come l’Unione Nazionale Pro Loco Italia e l‘Associazione Borghi più Belli d’Italia.

L’Unione Nazionale Pro Loco Italia

L’Unione Nazionale Pro Loco Italia (UNPLI) è un’associazione di promozione sociale che opera per preservare e valorizzare le tradizioni locali italiane. Le Pro Loco sono enti radicati nelle comunità locali (comuni) che organizzano eventi culturali, sagre, feste popolari e altre iniziative legate alla promozione del patrimonio culturale italiano.

Il presidente Antonio La Spiena e la segretaria nazionale Sara Cavallaro, presenti all’incontro in Costa Rica, hanno discusso l’importanza di coinvolgere le comunità italiane all’estero, affinché anche loro possano beneficiare di questa tradizione di promozione e tutela delle culture locali.

L’Associazione Borghi più Belli d’Italia

L’Associazione Borghi più Belli d’Italia nasce per promuovere i piccoli centri storici italiani, autentici scrigni di bellezze artistiche, storiche e naturali. Questi borghi, spesso legati all’emigrazione italiana del passato, rappresentano un simbolo di italianità che molti discendenti all’estero riconoscono con affetto. Durante l’incontro in Costa Rica, era presente anche Fiorello Primi, presidente dell’associazione, che ha discusso l’importanza di mantenere viva la memoria di questi borghi tra le comunità italiane all’estero.

L’associazione lavora per mantenere vive le storie di questi borghi, permettendo agli italiani all’estero di scoprire o riscoprire le loro radici, contribuendo così a unire ulteriormente la diaspora italiana con il loro passato storico e culturale.

Obiettivi dell’incontro in Costa Rica

L’incontro mirava a creare una collaborazione strategica tra i Com.It.Es dell’America Centrale e Meridionale e le associazioni italiane partecipanti. L’obiettivo principale é quello di sviluppare progetti condivisi per rafforzare il legame tra le comunità italiane all’estero e il patrimonio culturale italiano, spesso trascurato nelle terre di emigrazione. Un punto focale della discussione è stata la valorizzazione dei dialetti italiani ancora parlati dai discendenti all’estero.

La valorizzazione dei dialetti italiani

Un aspetto fondamentale emerso dall’incontro riguarda la preservazione dei dialetti italiani che, in molti casi, sono ancora utilizzati dai discendenti italiani in vari Paesi del mondo. Questi dialetti rappresentano un patrimonio linguistico unico, contenente espressioni e parole ormai dimenticate in Italia. Il progetto di valorizzazione, promosso da Com.It.Es Costa Rica e dalle due associazioni italiane, mira a riscoprire e conservare questo tesoro culturale.

Il progetto “Pro Loco Costa Rica”

Uno dei risultati più tangibili dell’incontro sarà la creazione della Pro Loco Costa Rica, seguendo il modello di successo già avviato dalla comunità italiana di New York. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità per portare anche all’estero la struttura e la missione delle Pro Loco italiane, coinvolgendo i discendenti di italiani nella promozione della cultura e delle tradizioni locali italiane. La nascita della Pro Loco Costa Rica sarà un passo importante per far sentire più vicine le comunità italiane sparse per il mondo.

I borghi italiani e il legame con l’emigrazione

L’interesse per i borghi italiani, luoghi pieni di storia e tradizione, è forte tra gli italo-discendenti, che spesso ne hanno sentito parlare dai loro nonni o bisnonni emigrati. Attraverso il progetto dei Borghi più Belli d’Italia, le nuove generazioni di italiani all’estero potranno riscoprire i luoghi da cui provengono le loro famiglie e sentirsi più vicini alla loro terra d’origine.

L’incontro si è concluso con la promessa di ulteriori collaborazioni, con l’obiettivo di realizzare nuovi progetti a favore delle comunità italiane all’estero, consolidando un legame che affonda le sue radici nella storia e nell’identità culturale italiana. Le sinergie create da questa alleanza avranno certamente un impatto positivo sia per i discendenti italiani che per i borghi e le comunità locali in Italia, rafforzando un senso di appartenenza globale.

L’auspicio è che questi progetti futuri possano crescere e dare vita a collaborazioni sempre più fruttuose, mantenendo vivo il patrimonio italiano all’estero e costruendo ponti tra le generazioni, le tradizioni e le nazioni.




Alla scoperta delle comunità trentine in Brasile nel 150° dell’emigrazione

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associazione trentini nel mondo logoNel maggio 2025 le comunità trentine del Brasile celebreranno i 150 anni della grande migrazione. Il 1875 è una pietra miliare per la loro storia: solo in quell’anno migliaia di persone lasciarono la loro terra tirolese per le foreste e le piantagioni del sud del Brasile. Oggi una sessantina di Circoli trentini in Brasile testimoniano il profondo legame con il Trentino, una comunità fiorente e ben organizzata che rappresenta le decine di migliaia di trentini che vivono negli Stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina e San Paulo. Per celebrare questo anniversario, l’Associazione Trentini nel mondo organizzerà un viaggio di due settimane dal 23 maggio al 9 giugno. Partendo da Porto Alegre e terminando a San Paulo, i partecipanti visiteranno tutti i principali luoghi della cultura trentina e avranno la possibilità di godere di una prospettiva particolare ed emozionante sul Brasile e sulle sue bellezze culturali e naturali uniche. L’iniziativa è aperta a tutti i trentini di ogni parte del mondo.(Inform)




La Tripodi in Cile incontra autorità governative, imprenditori e collettività italiana

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g7 il sottosegretario maria tripodi alla conferenza ministeriale del commercio foto i twitter mmagine5Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Maria Tripodi, dopo la partecipazione al G20 di Brasilia, è da ieri in missione in Cile. Al centro dell’agenda gli stretti legami bilaterali e le ulteriori prospettive di reciproca collaborazione.

Il Sottosegretario ha avuto proficui bilaterali con l’omologa agli Affari Esteri, Gloria De la Fuente e con la Sottosegretaria alla Giustizia Maria Ester Torres Hidalgo. Tra i temi trattati, oltre alle relazioni politiche e commerciali, i focus su: cooperazione in ambito culturale, scientifico, universitario e diplomazia giuridica. Sono state inoltre approfondite le eccellenti collaborazioni tra i due Paesi sia nella lotta al crimine organizzato, con il Programma Falcone-Borsellino, sia tra Carabinieri e Carabineros cileni in diversi settori, inclusa la formazione.

Il Sottosegretario è stata successivamente ricevuta dalla Presidente del Tribunale Costituzionale, Daniela Marzi Muñoz. Inoltre, nel quadro della diplomazia della crescita promossa dalla Farnesina a sostegno delle imprese italiane, Tripodi ha inaugurato il Seminario “Investire in Cile”, organizzato da Ambasciata e Camera di Commercio. A margine ha avuto una colazione di lavoro con esponenti del mondo imprenditoriale italo-cileno e della collettività italiana. “Sono particolarmente soddisfatta dell’intensa missione”, ha dichiarato il Sottosegretario prima di partire alla volta di Asunción in Paraguay. “Il Cile è un importantissimo attore regionale intriso di italianità ad ogni livello. Ci avviamo alle prossime consultazioni politiche bilaterali, previste nel primo semestre 2025, in un clima di ritrovato slancio che costituisce un seme prezioso per il futuro”.

 

 




Rapporto “I giovani e la scelta di trasferirsi all’estero” della Fondazione Nord Est: “In 13 anni 550 mila espatriati”

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italaini allesttero disegno di gabrela morzilli immagine7 e1676897152955 615x223In tredici anni, dal 2011 al 2023, sono 550 mila i giovani italiani di 18-34 anni emigrati all’estero. Al netto dei rientri, il dato è pari a 377 mila. Si stima che al capitale umano uscito corrisponda un valore di 134 miliardi, cifra che potrebbe triplicarsi se si considera la sottovalutazione dei dati ufficiali.  È quanto emerge dal Rapporto “I giovani e la scelta di trasferirsi all’estero”, realizzato dalla Fondazione Nord Est e presentato ieri al CNEL. Per ogni giovane che arriva in Italia dai Paesi avanzati, otto italiani fanno le valigie e vanno all’estero. L’Italia si piazza all’ultimo posto in Europa per attrazione di giovani, accogliendo solo il 6% di europei, contro il 34% della Svizzera e il 32% della Spagna. Il 35% dei giovani residenti nel Nord Italia è pronto a trasferirsi all’estero. Tra le motivazioni principali, spiccano le migliori opportunità lavorative (25%), le opportunità di studio e formazione (19,2%) e la ricerca di una qualità della vita più alta (17,1%). Solo il 10% considera il salario più elevato come principale ragione per l’espatrio. Benessere percepito, visione del futuro e condizione professionale spiegano perché il 33% degli expat ha intenzione di rimanere all’estero, contro il 16% che sa che ritornerà in Italia (prevalentemente per ragioni familiari). Il 51% andrà dove si presenteranno le migliori opportunità. Non a caso, l’87% degli expat valuta positivamente l’esperienza all’estero. La principale ragione per restare all’estero è la mancanza in Italia di analoghe opportunità di lavoro, seguita dall’opinione che nel Bel Paese non ci sia spazio per i giovani, che non ci sia un ambiente culturalmente aperto e internazionale e che la qualità della vita sia migliore negli altri Paesi “La scarsa attrattività dell’Italia per i giovani – ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta – è una vera e propria emergenza nazionale, economica e sociale. Siamo entrati in una fase critica di carenza e fuga di giovani dal Paese. I giovani scarseggiano per le imprese, mancano nel sistema della PA e mancheranno sempre di più in ogni ganglio vitale della vita civile ed economica dell’Italia. Insensibilità e immobilismo sono scandalosamente inaccettabili”.

Il presidente Brunetta ha anche annunciato il lancio dell’Osservatorio sull’attrattività per i giovani: “Vogliamo accendere un faro su una questione cruciale. Chiameremo a partecipare tutte le istituzioni coinvolte e sarà aperto ai contributi del mondo accademico e dei centri di ricerca”.

“Il valore del capitale umano uscito è stimato da Fondazione Nord Est in 134 miliardi. Ma il deflusso reale – ha affermato Luca Paolazzi, direttore scientifico della Fondazione Nord Est – è tre volte più grande e alimenta la competitività e la crescita degli altri Paesi europei. Nel movimento di giovani persone tra i Paesi europei l’Italia partecipa da grande fornitrice di persone ed è quindi fuori dalla circolazione di talenti perché è ultima per attrattività. È pericoloso continuare a cullarsi nella favola bella che facciamo parte di quella circolazione, perché vuol dire fingere che la bassa attrattività non esista. L’emigrazione dei giovani italiani non solo rende più difficile per le imprese la ricerca di persone da assumere ma accentua enormemente il mis-match tra domanda e offerta di competenze”.

“I giovani tra 11 e 35 – ha evidenziato Cinzia Conti (ISTAT) – che risiedono all’estero sono 1,6 milioni. Una popolazione che sta aumentando e che sta cambiando, perché un segmento rilevante sta acquisendo la cittadinanza dei Paesi dove sono emigrati. La quota di ragazzi di 11-19 anni che vorrebbero vivere all’estero da grandi sono il 30,7% e le ragazze il 37,9%. Il Paese più indicato sono gli Stati Uniti. I dati mostrano anche una relazione che vede una maggiore propensione ad andare all’estero per chi appartiene a una condizione socio-familiare meno buona”.

“Entro il 2040 la popolazione tra i 15 e i 64 anni – ha sottolineato Eliana Viviano (Banca d’Italia) – si ridurrà di 5,4 milioni di individui (-14,4%). Ipotizzando che la partecipazione al mercato del lavoro segua i trend attuali, il calo demografico potrebbe comportare una riduzione della forza lavoro nel 2040 di circa il 9% rispetto a oggi, che può corrispondere a un analogo calo del PIL. Sul mercato del lavoro incide soprattutto la scarsa partecipazione di giovani e donne. In particolare, per la componente femminile si registra ancora una marcata child penalty. La nascita di un figlio spinge le donne a lasciare l’occupazione: la probabilità per le donne occupate di non avere più un impiego nei 2 anni successivi alla maternità è quasi doppia rispetto alle donne senza figli”.

“Il Sud ha sempre vissuto un intenso fenomeno di emigrazione. Ma ora è un dramma – ha detto Luca Bianchi, direttore generale di Svimez – perché avviene in un contesto demografico molto diverso dal passato. Un tempo l’emigrazione aiutava quanto meno a ridurre la pressione sul territorio, ora non è così. Un tempo l’emigrazione riguardava più gli over 40, ora avviene il contrario. Gli under 40 dal 2002 al 2024 sono diminuiti di 2,1 milioni (-12,4%) nel Centro-Nord, contro i 3,1 milioni nel Mezzogiorno (-28%). Uno su due dei giovani meridionali che vanno al Nord è laureato. Si va via dal Sud per lo stesso motivo che spinge i giovani settentrionali ad andare all’estero. I nodi sono nel mercato lavoro, nei servizi, in particolare per quel che riguarda la conciliazione, nello spopolamento dei territori, che determina bassa partecipazione dei giovani. Su tutto questo dobbiamo intervenire”.(Inform)

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