L’ ambasciatore Modiano: «Stanno cambiando i paradigmi per l’Italia in Messico»

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modianomessicovertLa recente iniziativa del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani di riunire i capi missione del subcontinente, è «un segnale politico molto importante e mostra la volontà del nostro governo di definire una nuova strategia per l’America Latina». È la valutazione dell’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, raccolta dall’ANSA/Puntodincontro, sull’incontro avvenuto a Buenos Aires, con la partecipazione degli ambasciatori della regione, dei vertici dell’Ice, degli Istituti italiani di cultura e di altri rappresentanti del Sistema Italia.

«Il Messico è stato individuato come uno dei Paesi prioritari dell’area» —sottolinea il diplomatico— «e, anche per rafforzare i rapporti con il nuovo Governo della presidente Sheinbaum, è in corso una riflessione sull’organizzazione nei prossimi mesi di importanti visite istituzionali ed imprenditoriali», un’iniziativa che, spiega, mira a consolidare i rapporti bilaterali sul piano politico, a promuovere l’attività e gli interessi delle imprese italiane nel Paese, e a potenziare gli scambi anche in altri importanti settori, tra cui la cooperazione scientifica, lo sport e lo spazio.

Dopo l’insediamento del nuovo governo messicano, avvenuto il primo ottobre, la squadra dell’Ambasciata italiana in Messico sta allacciando i primi contatti con i funzionari del ministero degli Esteri, guidati da Juan Ramón de la Fuente. «È una personalità dall’alto profilo politico e accademico», afferma Modiano, sottolineando l’accoglienza positiva «della conferma di María Teresa Mercado come sottosegretaria agli Esteri competente per l’Europa, con la quale ci lega un rapporto di lavoro e di profonda stima. È una grande amica dell’Italia».

Il contesto di transizione è inevitabilmente influenzato dall’avvicinarsi di una delle elezioni presidenziali statunitensi più combattute e le incognite che riserva il futuro sono un tema di conversazione obbligatorio. L’ambasciatore Modiano, però, non prevede grandi cambiamenti: «La presidente Sheinbaum ha dichiarato che il suo governo è in continuità con l’opera del suo predecessore Andres Manuel López Obrador» —osserva— «e che manterrà una forte attenzione alle politiche sociali e alla crescita economica».

«Anche in caso di vittoria dell’ex presidente Trump a novembre» —prosegue— «non si prospettano grandi cambiamenti rispetto al passato. Fu lui a negoziare l’accordo commerciale nordamericano con López Obrador, ed è pienamente consapevole della sempre maggiore interdipendenza economica fra Stati Uniti e Messico, quindi, in generale, non mi aspetto cambiamenti strutturali nella relazione Usa-Messico nei prossimi anni, a prescindere da chi vincerà le elezioni negli Stati Uniti, proprio in ragione degli strettissimi legami fra le economie dei due Paesi».

In questo quadro, analizzando le prospettive di crescita del Messico e i suoi rapporti commerciali con l’Italia, il percorso verso il futuro parte da un interscambio bilaterale in forte crescita, oltre 7 miliardi di euro nel 2023, di cui 6 miliardi di esportazioni italiane, che «rendono il Messico il primo Paese di destinazione delle nostre vendite in America Latina».

«L’Italia» —spiega— «è un Paese con una vocazione storicamente più orientata al commercio internazionale che agli investimenti esteri, ma ritengo che questo paradigma con il Messico stia cambiando, e possa farlo ulteriormente».

«Alcuni fra i più importanti gruppi industriali italiani, cosi come numerose Pmi innovative» —aggiunge— «hanno già investito nel Paese e intendono rafforzare ancora la loro presenza. Il Messico presenta ampie potenzialità, anche come porta di accesso al mercato statunitense, e potremo vedere un’ulteriore intensificarsi dell’attività delle nostre imprese» —conclude Modiano— «specie alla luce della riconfigurazione delle catene globali di approvvigionamento, il cosiddetto nearshoring».

Foto: Valeria Ricci

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Meloni: “Al Consiglio Europeo la situazione del Venezuela dove vivono moltissimi discendenti italiani”

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presidenza del consiglio giorgia meloni image 265x223Nell’Aula del Senato si sono tenute le comunicazioni del Premier Meloni in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Il Premier ha aperto il suo discorso con una riflessione sulla partecipazione del Ministro Raffaele Fitto al nuovo esecutivo europeo. “Si tratta di un notevole miglioramento per la nostra Nazione, rispetto alla composizione della Commissione uscente”, ha rilevato Meloni che vede in questo senso una ritrovata centralità dell’Italia in ambito europeo. “Significa che, a differenza di quello che vorrebbero alcuni, in Europa la forza degli Stati membri viene ancora prima di quella delle presunte maggioranze politiche, com’è giusto e normale che sia”, ha continuato il Presidente del Consiglio parlando di un obiettivo da raggiungere quanto prima per consentire alla nuova Commissione di essere pienamente funzionante dal 1° dicembre. “Non mancheranno le occasioni per dividerci nel corso di questa legislatura europea su tanti temi su cui le diverse forze politiche hanno opinioni spesso radicalmente diverse, ma credo che di fronte all’affermazione dell’interesse nazionale abbiamo il dovere di essere uniti”, ha aggiunto Meloni ricordando che quelle attribuite a Raffaele Fitto sono deleghe di primissimo ordine. “La delega sulla coesione vale nel complesso circa 378 miliardi di euro, di cui circa 43 per l’Italia, su un bilancio complessivo di 1.200 solo per il ciclo 2021-2027; tutto ciò senza contare il futuro ciclo di programmazione al momento non quantificabile, ma presumibilmente di portata simile, che sempre la prossima Commissione sarà chiamata a definire insieme agli altri Stati membri. Per una Nazione come l’Italia, e specialmente per il Mezzogiorno, si tratta di un interesse nazionale primario. A questa delega si aggiunge anche quella al PNRR, che vale ulteriori 600 miliardi di euro circa e rappresenta una garanzia per tutti”, ha spiegato Meloni evidenziando che dovrebbero rientrare tra le competenze di Fitto anche materie come agricoltura, trasporti e turismo. “L’Europa di domani non può essere uguale a quella di ieri e di oggi; deve cambiare, ripensare completamente le sue priorità, il suo approccio e la sua postura”, ha spiegato Meloni annunciando che questo è lo spirito con il quale il Governo italiano intende affrontare la legislatura europea che si è appena aperta. “Nel Consiglio europeo di giugno, il primo di questo nuovo corso, abbiamo adottato una nuova agenda strategica, quella per il periodo 2024-2029, cioè la bussola che orienterà il percorso comune nei prossimi anni. Nel documento approvato, l’Italia ha chiesto e ottenuto che venissero riaffermati due principi: quello di sussidiarietà e quello di proporzionalità, che sono sanciti dai Trattati che consideriamo centrali nell’Europa che abbiamo in mente”, ha ricordato Meloni sottolineando che l’altro grande focus di discussione a Bruxelles sarà rappresentato ovviamente dalle crisi geopolitiche in atto. “Il Consiglio europeo ribadirà il proprio sostegno alla causa ucraina perché l’obiettivo di tutti rimane sempre lo stesso: costruire le condizioni per una pace giusta e duratura e aiutare l’Ucraina a guardare al futuro, un futuro di prosperità e di benessere”, ha aggiunto Meloni ricordando che il Governo italiano è già fermamente impegnato nella tutela del patrimonio culturale ucraino, a partire da Odessa. “Il 10 e 11 luglio 2025 ospiteremo a Roma la Ukraine Recovery Conference, la conferenza sulla ricostruzione”, ha annunciato Meloni parlando poi di Medio Oriente. “Voglio condividere con voi la preoccupazione per l’escalation in corso in Libano, perché sono sinceramente preoccupata da come sta evolvendo lo scenario, nonostante gli sforzi innumerevoli nostri e dei nostri alleati. In questi giorni, per la prima volta in un anno di azioni militari israeliane, le postazioni del contingente militare italiano inquadrato nella missione UNIFIL delle Nazioni Unite sono state colpite dall’esercito israeliano. Pur se non si sono registrate vittime o danni ingenti, penso che non lo si possa considerare accettabile. Questa è esattamente la posizione che l’Italia ha assunto con determinazione a tutti i livelli, la posizione che io stessa ho ribadito al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu”, ha spiegato Meloni condannando l’atteggiamento del tutto ingiustificato delle forze israeliane che rappresenta una palese violazione di quanto stabilito dalla risoluzione n. 1.701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Difendiamo il diritto di Israele a vivere in pace e in sicurezza, ma ribadiamo la necessità che questo avvenga nel rispetto del diritto internazionale umanitario, perché non siamo insensibili di fronte all’enorme tributo di vittime civili innocenti a Gaza, che non a caso sono state dall’inizio al centro del nostro lavoro”, ha aggiunto Meloni. “Sempre in ambito internazionale, – ha aggiunto il Premier – il Consiglio si occuperà poi della situazione venezuelana, questione che ci sta particolarmente a cuore anche per i moltissimi cittadini di origine italiana che si trovano in una terra che perfino il nome collega a Venezia e all’Italia. Non riconosciamo la proclamata vittoria di Maduro a seguito di elezioni poco trasparenti e continuiamo a condannare l’inaccettabile repressione del regime, chiedendo la liberazione di tutti i prigionieri politici”. “Al Consiglio europeo torneremo a occuparci di un’altra sfida che vede in prima linea l’Italia e l’Europa nel complesso, ovvero il governo dei flussi migratori. Nell’agenda strategica che abbiamo approvato a giugno l’Unione europea ha fissato delle priorità ben precise: la difesa dei confini esterni, il contrasto all’immigrazione irregolare di massa, l’impegno per affrontare le cause profonde della migrazione e il sostegno ai canali di immigrazione legale. Sono direttrici di azione alle quali questa nuova legislatura europea deve dare seguito”, ha spiegato Meloni parlando di un’Italia geograficamente collocata al centro del Mediterraneo che la rende il naturale punto di incontro tra l’Occidente e il Sud del mondo: è stato menzionato anche il Piano Mattei per l’Africa, che ha visto già partire diversi progetti con le prime nove Nazioni africane coinvolte. (Inform)




Il 18 ottobre alla Camera dei Deputati il seminario sugli italo discendenti: “Cittadinanza Italiana: Uno sguardo al futuro senza dimenticare le radici”

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montecitorio1 e1591381324645 615x223Il 18 ottobre 2024, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, si terrà il seminario “Cittadinanza Italiana: Uno sguardo al futuro senza dimenticare le radici”, organizzato dall’AUCI (Avvocati Uniti per la Cittadinanza Italiana) e dall’AGIS (Associazione Giuristi Iure Sanguinis). “L’obiettivo dell’evento – spiega la nota degli organizzatori – è affrontare il delicato tema del riconoscimento della cittadinanza italiana, offrendo uno spazio di ascolto alle istanze degli Italo Discendenti, che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro dell’Italia. Il seminario si inserisce sul dibattito relativo al tema della cittadinanza, in cui si confrontano diverse visioni: da un lato, i promotori di un referendum propongono di ridurre il periodo di residenza necessario per gli stranieri per avanzare la richiesta di concessione della cittadinanza da dieci a cinque anni; dall’altro, Forza Italia sostiene l’introduzione dello Ius Italiae che permetterebbe agli stranieri nati in Italia che risiedono ininterrottamente per dieci anni e completano il ciclo scolastico obbligatorio di ottenere la cittadinanza, riducendo al contempo l’albero genealogico rispetto al riconoscimento della cittadinanza Ius Sanguinis”. Per gli organizzatori dell’evento in questo quadro è urgente dare voce agli italo discendenti – che, secondo l’art. 1 della legge n. 91/92 e le leggi che l’hanno preceduto, hanno il diritto al riconoscimento del possesso della cittadinanza attraverso il principio dello Ius Sanguinis . “Nonostante il profondo legame che gli italo discendenti hanno con la loro terra di origine in termini culturali, linguistici, affettivi e di valori, – prosegue la nota – questi cittadini affrontano da sempre numerosi ostacoli burocratici per richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana”. Secondo gli organizzatori l’evento del 18 ottobre intende offrire una risposta tecnica e concreta. “Proprio grazie al loro radicamento culturale e affettivo verso l’Italia, – spiega il comunicato – gli italo discendenti agiscono come ambasciatori naturali del nostro Paese offrendo un contributo significativo in ambiti che vanno dal turismo delle radici – stimato in 90 miliardi di euro – all’attrazione di investimenti internazionali fino alla promozione del soft power italiano a livello globale. Il seminario rappresenta dunque un’opportunità unica per comprendere meglio la realtà degli italo discendenti, superare visioni pregiudiziali e approfondire le conoscenze su un tema cruciale per il futuro del Paese”. (Inform)




USA. Onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana alla Direttrice degli Istituti Nazionali di Salute Monica Bertagnolli

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stati uniti lambasciatrice zappia conferisce lonorificenza di cavaliere della repubblica italiana alla direttrice degli istituti nazionali di salute monica bertagnolli immagine5L’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha conferito a Washington l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana alla Dottoressa Monica Bertagnolli, Direttrice degli Istituti Nazionali di Salute (National Institutes of Health, NIH), la più grande agenzia di ricerca scientifica biomedicale del mondo. “È davvero un grande piacere poter dare un riconoscimento così prestigioso a Monica Bertagnolli proprio nel mese in cui celebriamo negli Stati Uniti l’eredità italo-americana: in quanto nipote di immigrati italiani, la sua storia è emblematica dello straordinario contributo dato a questo Paese da chi è arrivato e arriva ancora oggi dall’Italia”, ha commentato l’Ambasciatrice. “Il partenariato strategico tra Italia e National Institutes of Health, sotto la guida della Direttrice Bertagnolli, ha dato importanti frutti nel campo della ricerca, aprendo la porta a nuove collaborazioni tra ricercatori italiani e americani in settori come le scienze biomediche e la salute pubblica”. Alla cerimonia a Villa Firenze hanno partecipato il Capo della Food and Drug Administration americana, Robert Califf, e alti funzionari degli Istituti Nazionali di Salute. Oncologa e ricercatrice con un’incomparabile esperienza nella ricerca sul cancro, Bertagnolli è stata nominata Direttrice di NIH dal Presidente Biden dopo aver guidato con successo il National Cancer Institute e aver svolto un ruolo fondamentale nel rilancio della Cancer Moonshot Initiative, ambiziosa iniziativa della Casa Bianca per la lotta contro il cancro, e nel lancio del National Cancer Plan 2023. Come rappresentante della comunità italo-americana negli Stati Uniti, Bertagnolli ha dato visibilità e riconoscimento all’Italia. Ha sempre mantenuto un forte legame professionale con l’Italia, anche facendo da mentore a giovani ricercatori italiani e collaborando con l’Ambasciata d’Italia a Washington alla realizzazione di attività e progetti del settore scientifico.(Inform)




Ius sanguinis, Odoguardi (MAIE): “Proposta Tajani irricevibile”

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odoguardi cittadinanza“So di parlare a nome di tantissimi italiani all’estero, di moltissimi emigrati e discendenti, quando affermo che la proposta di Antonio Tajani sul tema della cittadinanza, in particolare sull’aspetto che riguarda lo ius sanguinis, è assolutamente irricevibile”. Lo dichiara Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

“L’ha detto molto chiaro il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, Ricardo Merlo, nelle sue recenti dichiarazioni alla stampa: limitare lo ius sanguinis, così come vorrebbe fare il ministro degli Esteri, rasenta l’incostituzionalità. Per fortuna, come nel caso che riguarda il voto all’estero e il premierato, la Costituzione italiana è la nostra maggiore garanzia, per usare ancora le parole del presidente Merlo”.

“No, non regge affatto il paragone tra gli immigrati italiani e i figli dei nostri fratelli oltre confine; no, non è vero che lo straniero residente in Italia si sente più italiano di chi l’Italia ce l’ha nel sangue. Ma dico io, stiamo forse scherzando? Questo paragone è totalmente inaccettabile. Di più: è un’offesa nei confronti di tutti gli italiani che sono emigrati nei decenni scorsi, che hanno lavorato duro e con forza per conquistarsi un pezzo di futuro lontano dalla Madre Patria. Tutti loro, ancora oggi, insieme ai loro discendenti, portano avanti con fierezza la bandiera dell’italianità per ciò che riguarda la cultura, la lingua, il cibo, la cucina, le tradizioni. Chi l’ha detto a Tajani che i discendenti dei nostri emigrati non parlano italiano o non vogliono parlare italiano? Generalizzare in questo modo è un grave errore”.

“Come MAIE siamo nati per difendere i diritti degli italiani all’estero, dovunque si trovino nel mondo. Continueremo a farlo, a prescindere da tutto il resto, difendendoli a spada tratta senza se e senza ma ogni volta che ce n’è bisogno. Ci rincuora il fatto che Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, abbia lanciato da New York un messaggio molto chiaro: la legge sulla cittadinanza va bene così com’è. Le ha fatto eco Daniela Santanchè, ministro del Turismo: la cittadinanza non è una priorità per il governo. A quanto pare, dunque, il segretario di Forza Italia è solo, all’interno del centrodestra, in questa battaglia. Di certo il ministro Tajani, che è anche presidente del CGIE ovvero del parlamentino degli italiani nel mondo, portata la sua proposta in Parlamento, in questa battaglia non ci troverà al suo fianco”.




Presentata al Senato la XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione

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al senato la xvii edizione delle giornate dellemigrazione immagine22E’ stata presentata al Senato la XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione. Il primo panel dell’incontro, moderato dalla giornalista della Rai Nadia Pedicino, è stato dedicato al tema : “Italiani protagonisti di tempi e luoghi lontani”. Si è parlato delle storie di cinque italiani all’estero: Amadeo Giannini, Fiorello La Guardia, Filippo Gagliardi, Tina Modotti e Anna Malfatti. Il dibattitto è stato aperto da del deputato Toni Ricciardi (Pd – Ripartizione Europa), il quale ha definito il fenomeno migratorio italiano, come “il più grande fenomeno sociale del nostro paese”. “La migrazione – ha affermato il deputato – è l’unico elemento in grado di accomunare una persona nata in Val D’Aosta, quando ancora non faceva parte dell’Italia, con qualcuno nato a Lampedusa, secondo me quindi questa è chiave di volta che dovremmo utilizzare”. Ricciardi si è poi soffermato sulla storia di Tina Modotti, “Tina – ha spiegato il deputato – era una grandissima fotografa del XX secolo ed era friulana, un pezzo di territorio che è sempre stato un crocevia di popoli di idee ed ideologie… Tina – ha continuato Ricciardi – ha vissuto la sua prima esperienza migratoria nel 1905 in Austria con la famiglia, ma il punto di svolta avviene nel 1913, quando arriva a San Francisco. L’anno 1913 fa parte di quel periodo in cui la storiografia individua la grande migrazione, che va dal 1900 al 1915. Questo viaggio la porterà poi nel 1920 a vivere qualche esperienza Hollywoodiana, parteciperà a qualche pellicola e nascerà la passione per la fotografia, ma in realtà questa esperienza non sarà positiva. Siamo in una fase in cui Hollywood inizia la sua ascesa significativa, perché il cinema diverrà un elemento di comunicazione di massa. Dopo l’esperienza Hollywoodiana Tina si reca in un altro paese, che per lei sarà molto importante, che segnerà la sua parte più rivoluzionaria, il Messico. La sua esperienza messicana la spinge ad entrare in contatto con il mondo del partito comunista internazionale, conosce molte personalità, a partire da Frida Kahlo. Il 1927 si caratterizza per il suo far parte del comitato a difesa di Sacco e Balzetti. Questa vicenda – ha proseguito il deputato – la porterà in Europa, passando per Berlino, dove diventerà uno degli elementi trainanti del soccorso rosso internazionale. Nel 1936 assisterà alla guerra di Spagna, e poi allo scoppio della seconda guerra mondiale, ,ma non vedrà la fine di questo conflitto perché nel 1942 verrà colpita da un infarto fulminante”. Al termine del suo intervento, tornando all’attualità, Ricciardi ha sottolineato l’importanza del Progetto del Maeci sul turismo delle radici e della necessità di portare avanti questa iniziativa. Ha poi preso la parola , intervenendo da remoto, il Console Generale d’Italia a New York Fabrizio Di Michele che ha espresso apprezzamento per la nuova iniziativa del Maeci che intende raccontare alle nuove generazioni attraverso i fumetti le storie degli italiani all’estero. “Le nuove generazioni di migranti che arrivano negli Stati Uniti, – ha affermato il Console Generale – giungono già con le capacità ed il potenziale per occupare i vertici di questo paese, nel mondo della ricerca, della finanza del business, magari meno nel mondo della politica e della pubblica amministrazione, che richiedono invece generazioni ed una storia anche famigliare, per poter entrarci. Se noi pensiamo al passato, ai milioni di italiani venuti qui nel secolo scorso, – ha proseguito Di Michele – le storie di successo non sono numerose, e non ce ne possiamo stupire, perché la gran parte degli italiani erano venuti negli Stati Uniti per necessità, erano quelli con la valigia di cartone che con il loro lavoro hanno aiutato a costruire la prosperità di questo paese”. Il Console Generale si è poi soffermato storia di Fiorello La Guardia: “Dobbiamo immaginarci il figlio di un pugliese e di una triestina arrivati negli Stati Uniti alla fine dell’800’. La Guardia prima di diventare sindaco è già una figura eroica, un poliglotta, un musicista, ma anche un eroe di guerra, un procuratore e un antiproibizionista. Una figura che si candidò con il partito Repubblicano sulla spinta dalla lotta contro il crimine. La Guardia per realizzare quello che ha realizzato, pur essendo dotato di una personalità eccezionale, come tutti gli italiani dell’epoca ha dovuto faticare molto, superando la enorme barriera del pregiudizio. Fiorello La Guardia fu quindi il capostipite dei politici italo-americani, che hanno segnato la storia di questo Paese”. Di Michele ha poi parlato della figura di Madre Francesca Cabrini prima Santa americana ,nata in Italia in Lombardia, missionaria del Sacro cuore Gesù, inviata negli Stati Uniti a fine 800’ ad occuparsi degli immigrati italiani. Una suora che a fine 800’ lottò contro la discriminazione razziale anti italiana, e in primis contro le autorità di New York, che non erano interessate al sostegno, all’assistenza dei poveri migranti, che vivevano in condizioni catastrofiche. “La storia di Madre Cabrini – ha continuato Di Michele ricordando i risultato raggiunti dalla suora con l’apertura di orfanotrofi e di centri di assistenza – è quella di una missionaria, che poi passò la sua vita anche in sud America, ma anche una storia di affermazione femminile”. Il Console Generale ha poi parlato della figura di Leonard Riggio, uomo di origine siciliane, nato in Little Italy, il quale riuscì a realizzare il sogno americano, attraverso il mercato delle librerie, e creò la più grande catena di librerie nel mondo. È poi intervenuto, sempre da remoto, Anthony Tamburri CEO John Calandra Institute “Aggiungerò solamente qualche passo su La Guardia – ha esordito Tamburri – perché era un personaggio unico nella storia, non solo in quella degli italiani in America, ma anche nella storia della politica statunitense. Nel 1993 un gruppo di studiosi lo ha identificato, come il miglior Sindaco di una grande città degli Stati Uniti”. Tamburri ha anche ricordato come dopo La Guardia, che ha imparato l’italiano in età adulta, vi furono a New York altri tre sindaci Italo – Americani: Vincent Impellitteri, Rudolph Giuliani e Bill De Blasio. A seguire ha preso la parola Delfina Licata (Fondazione Migrantes), la quale ha parlato della figura Amedeo Peter Giannini, nato a San Josè California nel 1870. “La storia di Amedeo Peter Giannini – ha rilevato Licata – è davvero incredibile, nel 2020 Giorgio A. Chiarva gli ha dedicato il romanzo “Il banchiere galantuomo”, nel 2017 Guido Crapanzano ha pubblicato “Il banchiere che investiva nel futuro”, il 6 giugno 2024 è arrivato nelle sale italiane il documentario “Made in Deams”. “Giannini – ha proseguito Delfina Licata – era figlio della migrazione. Orfano di padre all’età di 8 anni, la sua esperienza della migrazione lo rese particolarmente sensibile alle persone migranti, a coloro che sognavano una vita diversa. Credendo anche lui nel sogno americano divenne difensore delle minoranze e di quella italiana in particolare. Iniziò poco più che adolescente a lavorare con il patrigno in una società di consulenze bancarie, le sue capacità finanziarie furono subito palesi, a 30 anni era un uomo ricchissimo. Sposò la figlia di un magnate italo-americano nel campo immobiliare e iniziò a lavorare nella banca della Little Italy di San Francisco, dove si rese conto che potevano avere prestiti sono solo i ricchi. Non smentendo la sua sensibilità per i migranti e le sue umili origini, Amedeo volle cambiare prospettiva, facendo in modo che le banche si trasformino in luoghi di accoglienza, anche per chi ha il sogno di riuscire. Nel 1904 fondò la Bank of Italy con 150mila dollari. L’obiettivo era quello di aprire casse di deposito e risparmio alle classi meno abbienti, concedendo a loro anche prestiti. Far passare i soldi dei materassi dalla banca – ha aggiunto la sociologa – fu la sua grande sfida, per farlo girò porta a porta guadagnando la fiducia della gente, la Bank of Italy diventa così la banca del popolo”. Nel 1922 Giannini fondò la Bank of America con 400 filiali in tutti gli stati americani e negli successivi he finanziò gli innovatovi progetti animati della Walt Disney. E’ poi intervenuto da remoto il Direttore di Rai Italia Fabrizio Ferragni che ha illustrato alcune iniziative della rete da lui diretta, come ad esempio la trasmissione Casa Italia, della durata di circa due ore, che per la prima volta, nell’offerta internazionale della Rai, verrà trasmessa in diretta e tradotta in 200 paesi nel mondo, dopo la pausa delle feste di Natale. Un’altra trasmissione che va in onda tutti i giorni – ha segnalato Ferragni – è “Paparazzi” che viene proposta in lingua inglese insieme a Rai News. Tutte queste nostre produzioni possono essere viste su Rai Play. Stiamo inoltre lavorando – ha proseguito il Direttore – per raccontare il turismo delle radici, è un qualcosa che stiamo raccontando da tempo, ma lo faremmo da qui ad un mese circa, con una trasmissione apposita, che si chiama “Lo zio d’Italia”, che girerà tutte e 20 le regioni italiane, per raccontare le storie dei nostri connazionali che dall’estero tornano in Italia”. Il panel si è concluso con l’intervento dell’architetto e studioso di Emigrazione Felice De Martino che ha parlato della storia del magnate Filippo Gagliardi sottolineando come questa figura di successo, che lavorando ha costruito la sua fortuna in Venezuela, sia ritornato in patria e abbia saputo aiutare i connazionali del suo paese d’origine. (Lorenzo Morgia – Inform)

 




ASMEF: XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione. Vignali: facciamo conoscere le storie di successo degli italiani all’estero

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vignali immagine20E’ stata presentata a Roma, presso il Senato,  la  XVII edizione delle Giornate dell’Emigrazione promossa dall’Associazione ASMEF. L’iniziativa, che gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, approfondisce quest’anno il tema “Italiani protagonisti di tempi e luoghi lontani”. I lavori sono stati introdotti da Presidente dell’ASMEF Salvo Iavarone che ha sottolineato come in questa edizione si guardi al passato per rendere attuale il futuro. “Non si può parlare sempre della valigia di cartone che tutti conoscete e che dagli inizi del secolo ha caratterizzato l’emigrazione dei poveri che andavano all’estero – ha spiegato Javarone – perché è anche giusto capire il contesto attuale dove siamo oggi e dove potremo andare domani. Due anni fa – ha ricordato il Presidente – abbiamo parlato di Turismo delle radici, un grande progetto a cui sta lavorando la Farnesina per fare in modo che tanti italiani che sono all’etero possano tornare come turisti o come acquirenti di immobili nei piccoli borghi, Un progetto molto attuale. L’anno scorso invece abbiamo parlato delle nuove povertà che generano l’emigrazione moderna. La fuga dei cervelli esiste , ma si emigra principalmente per povertà e per l’impossibilità ad andare avanti nel proprio Paese”. “Quest’anno parliamo – ha continuato Javarone – degli italiani nel mondo che si sono particolarmente distinti in tempi e luoghi lontani. Tanti italiani sono andati all’estero, molti sono riusciti nella loro esperienza migratoria , alcuni sono diventati famosi dando onore al nostro Paese. Oggi abbiamo deciso di approfondire le storie di cinque di loro: Amadeo Giannini, Fiorello La Guardia, Filippo Gagliardi, Tina Modotti e Anna Malfatti”.  Ha poi preso la parola il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali: “Quello di oggi– ha esordito Vignali – è un appuntamento tradizionale per quanti gravitano intorno al mondo degli italiani all’estero. Queste Giornate ogni anno gettano un focus sul mondo dell’emigrazione e non tradiscono mai la loro vena propositiva e innovativa”.  Il Direttore Generale si è poi soffermato sull’anno delle Radici Italiane nel Mondo che prevede una serie di eventi all’estero, il prossimo si terrà a New York,  volti alla promozione del turismo delle radici. Vignali ha anche segnalato un’altra iniziativa dedicata alla Cucina delle Radici che verrà lanciata nel corso della Settimana della Cucina Italiana nel mondo che partirà il prossimo 18 novembre. “Intanto bisogna riconoscere – ha poi rilevato il Direttore Generale tornando al tema del dibattito odierno sui connazionali protagonisti nel mondo – quanto gli italiani all’estero hanno saputo fare. Si parla spesso dei sacrifici e della difficoltà affrontate dai nostri connazionali nel mondo, ma ci si dimentica di narrare i loro successi, e non solo come collettività all’estero, ma anche come singoli.  Vi sono delle storie eccezionali che vanno valorizzate e di cui bisogna preservare il racconto, non solo per motivazioni di riconoscimento, ma anche conoscitive soprattutto verso le nuove generazioni. Io ritengo – ha proseguito Vignali – che la storia della nostra emigrazione andrebbe insegnata nella scuola italiana, ma intanto facciamo conoscere le storie di successo degli italiani all’estero, parlando alle nuove generazioni, perché non dimentichiamo che tanti giovani italiani ancora oggi lasciano l’Italia. Quindi una nuova mobilità proiettata al futuro”. In proposito Vignali ha segnalato l’avvio da parte del Ministero degli Esteri di un’iniziativa volta a veicolare nel mondo una narrazione illustrata fumettistica che,  tramite pubblicazioni e bevi video, racconta le storie di successo degli italiani all’estero.  Il Progetto è stato poi illustrato dal consigliere Andrea Canepari (Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese- Maeci) che ha sottolineato come con questa iniziativa il Ministero degli Esteri voglia far emergere nella loro interezza le storie di successo degli italiani all’estero che spesso appaiono visibili solo in maniera parziale. Canepari ha spiegato come, grazie alle segnalazioni giunte dalla rete all’estero, siano già stati scelti i primi 50 personaggi, provenienti da tutto il mondo, a cui dedicare delle tavole a fumetti e delle pillole di trenta – sessanta secondi da diffondere attraverso i social, nonché una mostra reale e virtuale per far conoscere questi personaggi ma anche i loro luoghi di origine di arrivo. Un modo, in scia con il progetto del Turismo delle Radici, per far vedere alle nostre collettività e agli amici dell’Italia nel mondo da dove sono venuti e quindi stimolare il turismo. Canepari si è anche soffermato sull’iniziativa della Cucina delle Origini in cui si lavora per far conoscere, non solo ai discendenti degli italiani all’estero ma anche agli italici e agli aspiranti italiani, i cibi e le ricette di famiglia che i nostri emigranti portavano all’estero, contaminando in maniera positiva il contesto dei luoghi di accoglienza. (L.M. – Inform)




Partito un secondo volo charter organizzato dal Ministero degli Affari Esteri per il rientro degli italiani dal Libano

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capturaÈ decollato questa sera un secondo volo organizzato, su indicazione del Vice Presidente del Consiglio Tajani, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, diretto all’aeroporto di Roma Fiumicino, con a bordo circa 150 persone fra cui un centinaio di cittadini italiani e i loro familiari di nazionalità libanese, oltre a una ventina di cittadini di vari Paesi europei e più di trenta rifugiati siriani. Quest’ultimi saranno accolti dalla Comunità di Sant’Egidio nell’ambito di un’iniziativa di solidarietà e accoglienza.

Con questa operazione, resa possibile grazie anche al contributo dell’Unione europea attraverso il Meccanismo di Protezione Civile, il Ministero degli Esteri ha facilitato il rientro di tutti i connazionali che avevano manifestato l’esigenza di lasciare il Libano nei giorni scorsi, ma che si erano trovati in difficoltà a causa della saturazione dei collegamenti aerei commerciali. Su impulso del Ministro Tajani è stato possibile organizzare anche questo secondo volo in tempi rapidi, assicurando il rimpatrio in sicurezza e garantendo l’assistenza necessaria ai cittadini italiani in Libano.




Martina Benedetti nuova Coordinatrice delle Pari Opportunità del MAIE nella Repubblica Dominicana

martina benedetti maie

capturaIl Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) ha recentemente annunciato la nomina di Martina Benedetti come nuova Coordinatrice delle Pari Opportunità in Repubblica Dominicana, una decisione strategica voluta dal Coordinatore Caraibi Massimiliano Atrigna e fortemente supportata dal Vicepresidente Commendatore Vincenzo Odoguardi.

Questa nomina si inserisce in un piano più ampio di sviluppo e consolidamento delle attività del MAIE nel Paese, con un focus specifico sulle tematiche delle pari opportunità e l’inclusione delle donne. Benedetti, con una lunga esperienza in organizzazioni internazionali come l’ACNUR e l’OIT, sarà responsabile della promozione di iniziative volte a garantire l’equità di genere, favorendo l’inclusione sociale e l’emancipazione delle comunità più vulnerabili.

Il Ruolo di Vincenzo Odoguardi nello Sviluppo del MAIE in Repubblica Dominicana

La crescita e il rafforzamento del MAIE in Repubblica Dominicana sono il risultato dell’impegno instancabile del Vicepresidente Vincenzo Odoguardi, il cui contributo è stato determinante nel consolidare la presenza del Movimento nel Paese. Odoguardi ha promosso una serie di iniziative volte a sostenere la comunità italiana all’estero e a rafforzare i legami con le istituzioni locali, assicurando che i valori del MAIE siano ben rappresentati.

Grazie alla sua leadership, il MAIE è diventato un punto di riferimento per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana, offrendo servizi e supporto attraverso programmi di cooperazione, assistenza legale e consulenza per le famiglie italiane. La nomina di Benedetti rappresenta un ulteriore passo avanti verso il rafforzamento delle politiche di inclusione e pari opportunità, in linea con la visione di Odoguardi.

Martina Benedetti: Un Profilo di Eccellenza nella Cooperazione Internazionale

Martina Benedetti è una professionista con oltre 15 anni di esperienza nel campo della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario, avendo lavorato per numerose agenzie delle Nazioni Unite e ONG in vari Paesi. In particolare, ha maturato competenze in ambiti cruciali come i diritti umani, la protezione dei rifugiati e la gestione dei progetti di cooperazione, il che la rende la persona ideale per ricoprire un ruolo di leadership nel MAIE.

Nel suo curriculum, spiccano ruoli di responsabilità presso l’ACNUR e l’OIT, con incarichi specifici in Repubblica Dominicana, dove ha già operato per promuovere la protezione e i diritti delle comunità migranti. Queste esperienze le permetteranno di affrontare con competenza le sfide legate alla promozione dell’equità di genere e dell’inclusione sociale all’interno della comunità italiana in Repubblica Dominicana.

La nomina di Martina Benedetti come Coordinatrice delle Pari Opportunità del MAIE segna un momento cruciale per il futuro delle politiche sociali del Movimento in Repubblica Dominicana. Con il sostegno del Coordinatore Massimiliano Atrigna e la visione strategica del Vicepresidente Vincenzo Odoguardi, Benedetti è pronta a guidare nuove iniziative per garantire un futuro più equo e inclusivo per tutti i membri della comunità.




A San Paolo Tajani incontra il Governo e gli imprenditori del Brasile. “Il Sistema Italia deve rafforzarsi in America Latina”

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47792888 690x362Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, è giunto ieri a San Paolo, dove inaugurerà oggi con il Ministro della Casa Civil brasiliano, Rui Costa Dos Santos, i lavori del Forum imprenditoriale Italia-Brasile.

Organizzato in collaborazione con la Federazione delle Imprese dello Stato di San Paolo, l’evento vedrà la partecipazione di più di 300 rappresentanti di imprese italiane e brasiliane, oltre ai principali attori del sistema italiano dell’internazionalizzazione. “Faremo in modo che le nostre sedi diplomatiche diventino lo strumento chiave per radicare sempre più la nostra presenza imprenditoriale” – ha dichiarato Tajani – “e con, la squadra dell’internazionalizzazione, ICE, SIMEST, CDP e SACE stiamo mettendo a punto anche iniziative di finanza innovativa. L’export rappresenta il 40% del nostro Pil, e anche in America Latina il Sistema Italia deve rafforzarsi”, ha proseguito il Ministro.

Al Forum, cui prendono parte anche Confindustria e Confapi, saranno organizzati cinque tavoli in settori di prioritario interesse: agroindustria; infrastrutture, energie e biocarburanti; macchinari industriali; tecnologie estrattive e siderurgia; trattamento delle acque.

Ai margini dell’evento, verranno firmati anche importanti accordi fra aziende e istituzioni finanziarie italiane e brasiliane, nel settore degli investimenti e della logistica. Tra questi, un’intesa tra Cassa Depositi e Prestiti, SACE e Banco do Brasil per una linea di finanziamento fino a 250 milioni di euro (suddivisa tra stanziamenti diretti a progetti di ricostruzione nel Rio Grande do Sul e linee di credito dirette a favorire la transizione energetica in Brasile), un accordo fra SIMEST e Invest Sao Paulo e un contratto fra imprese italiane e brasiliane per la realizzazione del nuovo porto logistico ad Aracruz.

Ieri, il Ministro ha incontrato il Governatore dello stato di San Paolo, Tarcísio de Freitas, proprio per approfondire il partenariato economico e rafforzare la presenza delle imprese italiane, e ha inaugurato il nuovo ufficio SIMEST a San Paolo. “Dobbiamo serrare i ranghi e fare sistema per crescere” ha affermato Tajani, “L’obiettivo per l’Italia è raggiungere i 700 miliardi di export nel 2026. In questo senso una maggiore cooperazione economica con Brasile e i paesi dell’America Latina e’ essenziale”.