Lombardia, Festa dell’Emigrante a Nembro dal 1° all’8 agosto

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lombardia festa dellemigrante a nembro dal 1° all8 agosto immagine7Festa dell’Emigrante a Nembro dal 1° all’8 agosto. La manifestazione , giunta alla XXIX edizione, si svolgerà presso il Museo della Miniera e dell’Emigrazione, Piazzetta dell’Emigrante. La Festa verrà inaugurata il 1° agosto ore 21 con la proiezione del film Manodopera (interdit aux chiens et aux italiens) di di Alain Ughetto (Francia, 2022, 70′). Il 3 agosto alle ore 18 andrà in scena lo spettacolo teatrale “E si finiva nel pozzo nero della miniera” a cura di Teatro Incontro. Il 4 agosto dalle ore 16 alle ore 18 sono in programma una visita guidata al Museo della Miniera e dell’Emigrazione e un laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni. Il 6 agosto ,ore 21, si terra la presentazione de “Gli angeli dei ‘Musi Neri’”, libro di Walter Basso dedicato alle donne dei minatori italiani in Belgio. Sarà presente l’autore. Il 7 agosto la Festa dell’Emigrante. Alle ore 9.30: ritrovo al Museo della Miniera e dell’Emigrazione, alle ore 10.30 la Messa (in caso di maltempo presso il Santuario dello Zuccarello), alle 11.30: commemorazione delle vittime della tragedia di Marcinelle e presentazione del progetto “Baracca del Minatore”. Alle 12.00 Saluto delle Autorità locali presenti. Seguirà il pranzo presso un ristorante di Nembro. L’ 8 agosto, dalle ore 16 alle 18, visita guidata al Museo della Miniera e dell’Emigrazione e laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 12 anni. (Inform)




Veneto, Zaia per la Giornata dei Veneti nel mondo

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veneto zaia a pian del cansiglio per la giornata dei veneti nel mondo e il cansiglio day immagine20Domenica 28 luglio il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sarà a Pian del Cansiglio – Tambre Alpago (Belluno) – per la 31^ Manifestazione Internazionale Cansiglio Day e la 14^ Giornata dei Veneti nel Mondo. L’arrivo del Presidente Zaia è previsto per le 10:10 alla sede di Veneto Agricoltura dove avrà inizio la giornata organizzata dall’Associazione Trevisani nel Mondo. “È con grande piacere e orgoglio che intendiamo celebrare la 31ª edizione del Cansiglio Day, tradizionale e imperdibile manifestazione dedicata ai Trevisani nel mondo che, in questa cornice ambientale di grande suggestione e dai  molteplici risvolti storico-culturali, accolgono un numerosissimo pubblico proveniente non solo dal Veneto, ma anche da altre Regioni d’Italia e dall’estero”.  Così il Presidente Zaia nel suo messaggio di benvenuto ai partecipanti. “Tale iniziativa, che quest’anno viene abbinata alla Celebrazione della Giornata dei Veneti nel mondo, costituisce – sottolinea Zaia – un appuntamento doppiamente importante. Rivolgendosi espressamente a tutte le comunità venete, esalta il carattere identitario, il passato, le tradizioni e i valori della nostra gente . Non mi stancherò di ripetere -prosegue – che i Veneti nel mondo costituiscono una risorsa viva, attiva e insostituibile per la nostra Regione. Sono, a tutti gli effetti, ambasciatori dei nostri territori poiché riescono a promuoverne un’immagine positiva. Il merito è da rintracciare in tutti quei valori che i nostri emigranti si portarono nei paesi che li ospitarono: impegno, tenacia, professionalità e competenza, tanta voglia di fare. Ringrazio pertanto di cuore tutti i partecipanti e rivolgo un particolare plauso agli organizzatori di questa splendida Giornata per l’impegno profuso. Il lavoro di squadra, oltre a rendere onore alla tempra di noi Veneti, dona a noi tutti la possibilità di vivere assieme un momento di gioia, come solo una grande famiglia sa fare”, conclude il Presidente della Regione Veneto . “Nel palcoscenico naturale della Piana del Cansiglio che delimita ben tre confini provinciali, ritorna con la sua 31^ edizione il Cansiglio Day, giornata di incontri gioiosi e di ricordi, occasione di scambi di esperienze tra persone che hanno un forte attaccamento alla terra di origine, alla propria lingua e alle proprie tradizioni. Portatori di principi e di valori che li hanno accompagnati in ogni più lontana parte del mondo, diventando protagonisti dello sviluppo dei paesi che li hanno accolti e facendosi ovunque apprezzare per la loro tenacia, per la dedizione al lavoro, per l’onestà”, sottolinea nel suo messaggio Franco Conte, Presidente AITM. “Uno sguardo sul passato -continua – per ricordare il ruolo che l’emigrazione ha avuto nella storia dell’Italia, con l’attenzione rivolta alla nuova emigrazione, quella dei tanti giovani che, per scelta o per necessità, continuano a lasciare il nostro paese. Nel ricordo del nostro fondatore mons. Canuto Toso, e come lui avrebbe voluto, sarà una grande festa allietata dallo sventolio di tante bandiere mosse dal comune sentire dell’appartenenza alla propria terra. Un’occasione per un omaggio speciale ai conterranei che percorrono le strade di tutto il mondo. Il Cansiglio  è festa, cuore e storia che non sarà dimenticata perché un paese che non dimentica il proprio passato ha un futuro in cui traghettare le nuove generazioni. Per volontà della Regione Veneto, alla quale va la nostra riconoscenza, il Cansiglio Day 2024 coincide con la Giornata del Veneti nel Mondo e con l’assegnazione di riconoscimenti a persone che hanno onorato il Veneto”, conclude Conte che “a tutti, a nome della Trevisani nel Mondo” dà “un caloroso benvenuto e un affettuoso saluto”. La manifestazione inizierà alle ore 10 con il ritrovo presso il piazzale del rifugio S. Osvaldo. Per le ore 10:15  è in programma la sfilata di benvenuto con gonfaloni, autorità e partecipanti, aperta  dalla Banda di Cappella Maggiore.  Alle 10:30  Messa celebrata dal Vescovo di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo e concelebrata da sacerdoti associativi. Canterà il Coro “Atelier Agogica” diretto da Elisabetta Battaglia con la collaborazione di Renzo Rostirolla e del M° Giovanni Campello. Alle 11:30 il saluto delle autorità presenti e alle 12:00 la consegna delle onorificenze “Premio Eccellenze Venete”. Alle 13:00  , pranzo comunitario nella tensostruttura allestita presso l’Hangar Cansiglio, dove per tutta la manifestazione sarà visitabile presso l’Hangar Cansiglio la mostra fotografica “Emigrazione della bonifica Veneti a Latina e ad Arborea”.  La cerimonia religiosa, come preannunciato dalla Trevisani nel Mondo,  verrà trasmessa in diretta televisiva e via streaming dall’emittente Antenna3 e sarà visibile anche sui canali social associativi. (Inform)




CGIE. Il gruppo di Consiglieri di nomina governativa: le sfide della mobilità, il supporto alle comunità italiane all’estero

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223L’analisi della situazione delle comunità italiane all’estero e dell’evoluzione della mobilità. L’approfondimento su temi cruciali come la scuola, la sanità e lo spopolamento, e l’individuazione di nuove politiche di incentivazione al rientro. Coinvolti Parlamentari di vari schieramenti per verificare le azioni messe in campo dalla politica su queste problematiche

Analizzare la situazione delle comunità italiane all’estero e l’evoluzione della mobilità concentrandosi su questioni chiave quali scuola, sanità, spopolamento e circolarità dell’emigrazione. È questo l’obiettivo principale che si è posto il gruppo dei Consiglieri di nomina governativa  riunitosi durante l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, svoltasi lo scorso giugno alla Farnesina. “Abbiamo inaugurato un metodo – ha spiegato il vicesegretario generale Gianluca Lodetti illustrando la relazione del gruppo che presiede – che mira ad avvicinare le istituzioni al CGIE per fornire informazioni e chiavi di letture utili a delineare le strategie”. Dai dati ISTAT emerge che all’invecchiamento della popolazione italiana e alla denatalità crescente, si somma un tasso di occupazione giovanile in calo di 10 punti negli ultimi 20 anni. In questo contesto è ripresa significativamente l’emigrazione, con oltre 100 mila cancellazioni di residenza nel 2023, principalmente di giovani dal Nord Italia verso l’Europa a fronte di una diminuzione dei rimpatri del 13%, con un saldo migratorio negativo. Tra le cause vi è sicuramente la positiva volontà di tanti giovani di confrontarsi con mondi professionali diversi e la ricerca di migliori opportunità lavorative, ma anche i bassi salari, un mercato del lavoro italiano asfittico, una cultura d’impresa gerontocratica, un sistema di welfare inadeguato. “Da un lato – ha sottolineato Lodetti – è quindi necessario contrastare fortemente questi elementi negativi e dall’altro, all’aumento esponenziale del numero di cittadini italiani all’estero, si deve far corrispondere una maggiore informazione per chi affronta il percorso migratorio, così come il miglioramento dei servizi consolari e di quelli erogati in via sussidiaria dagli altri soggetti deputati, in una chiave pienamente sinergica e funzionale dando seguito alla convenzione MAECI-Patronati”. Il Gruppo ha inoltre auspicato che si converga in maniera bipartisan in sede parlamentare sulle varie proposte di legge presentate in materia, come quella dell’onorevole Porta per la semplificazione amministrativa per il rientro dei giovani espatriati, quella a firma dell’onorevole Ricciardi per l’equiparazione della tassazione degli immobili tra residenti all’estero e in Italia, con le modifiche necessarie ad armonizzarla alla normativa europea. Esaminata anche la pdl dell’onorevole Di Giuseppe per mantenere l’iscrizione al SSN per i residenti all’estero, mirata ad assicurare l’assistenza per chi rientra temporaneamente in patria. Sullo stesso tema, le proposte degli onorevoli Di Sanzo, Carè, Giacobbe e altri. Si è discusso inoltre dell’opportunità di un intervento normativo per l’inclusione della storia dell’emigrazione italiana nei programmi scolastici allo scopo di avvicinare i giovani a tali tematiche. L’attenzione è stata anche rivolta agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiane all’estero attualmente in sofferenza finanziaria, sostenendo la ridefinizione delle modalità di erogazione delle risorse a essi destinati dal MAECI, già più volte richiesta dal CGIE. Allo scopo, è necessario arrivare a un confronto decisivo con la Farnesina per scongiurarne la chiusura.

Sul tema della cittadinanza, che sta assumendo proporzioni enormi, soprattutto nelle Americhe, “vanno individuati percorsi formativi e informativi adeguati – ha aggiunto Lodetti – che riempiano di significato tale riconoscimento e conducano a una cittadinanza consapevole”.

I Consiglieri di nomina governativa, ribadendo la disponibilità a supportare il Comitato di Presidenza e le Commissioni nelle loro iniziative, proseguiranno prioritariamente nel loro impegno rispetto ai temi indicati.

Per la relazione completa clicca qui.

Il gruppo dei componenti di nomina governativa del CGIE è composto dai 20 Consiglieri nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e sono espressione di associazioni nazionali dell’emigrazione (7), di partiti con rappresentanza parlamentare (4), di confederazioni sindacali e patronati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale presenti nel CNEL (6), di Federazione nazionale della stampa (1), di Federazione unitaria della stampa italiana all’estero (1), dell’organizzazione più rappresentativa dei lavoratori frontalieri (1). Il suo scopo consiste nell’avvicinare al CGIE il mondo istituzionale per fornire informazioni e chiavi di lettura utili a delineare le strategie dell’organismo. (Inform)




Il Sottosegretario Silli in Nuova Zelanda

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x missione in nuova zelanda del sottosegretario agli esteri silli immagine20 227x223Missione in Nuova Zelanda del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli. Il Sottosegretario ha avuto un incontro in Parlamento con Tim Van de Molen, Presidente del comitato degli Affari Esteri, Difesa e Commercio e presidente Gruppo di Amicizia Unione Europea-Nuova Zelanda. Successivamente Silli ha incontrato il Ministro dell’Energia e dei Trasporti neozelandese🇿, Simeonn Brown. Al centro del colloquio, collaborazione e opportunità per il settore privato negli ambiti infrastrutturale e della transizione energetica. (Inform)




Mattarella ha entusiasmato gli italiani del Brasile

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24mattabrasileSi è chiusa domenica la visita di Stato del Presidente Mattarella in Brasile. Una visita che ricambia quella del Presidente brasiliano Lula, avvenuta nel 2023. Dopo il cerimoniale, Mattarella ha visitato Porto Alegre, teatro delle recenti devastanti alluvioni, poi San Paolo, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia. E ovunque sia stato, Mattarella ha entusiasmato.
“Siamo tutti un po’ migranti”. Così ha detto durante la visita al Museo dell’Immigrazione a San Paolo. Una frase quasi storica, che ha dato il senso della sua visita. Una visita che molti considerano un successo e non una delle tante visite che la diplomazia e il protocollo che regolano i rapporti tra i vari Paesi dettano. Una visita di un Presidente che suscita rispetto ma anche simpatia. Ovunque si trovi. E in Brasile non poteva andare differentemente. Ha visitato cinque città, cosa fuori del comune nelle visite di Stato, e c’è un perché: il Capo dello Stato ha voluto incontrare tutte le comunità italiane più consistenti numericamente, anche se molto distanti una dall’altra. Un gesto di affetto, che gli italiani fuori dell’Italia hanno apprezzato e non poco.
In sostanza, il Presidente ha voluto rendere omaggio a tutte le comunità italiane in Brasile e dare nel contempo un segnale significativo al governo brasiliano e ai cittadini dei due Paesi: sono qui, sono venuto a stringervi la mano per quello che avete fatto, per quello che farete e per quanto faremo assieme: congratulazioni e promesse.
Gli aiuti fatti pervenire attraverso la Croce Rossa Internazionale al popolo gaucho; il riconoscimento della laboriosità italiana; del legame tra due “popoli fratelli”, latini e cattolici; l’accoglienza entusiasmante riservata ad ogni sua visita, nonché i numerosi accordi stipulati tra i due governi sono la prova concreta di quanto sia stata coronata dal successo la visita di Mattarella in Brasile.
Certo è che dopo Ciampi nel 2000 il Brasile meritava la visita da parte di un Capo di Stato italiano e a colmare il vuoto è stato uno tra i più amati: Sergio Mattarella. Le memorie del passato, i successi del presente e le speranze per il futuro sono stati in sostanza i tre elementi predominanti durante la visita del Presidente. Una visita che non a caso ha coinciso con l’anniversario dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile.
La stampa italiana in Brasile, conclusa la visita, ha ringraziato il Presidente Mattarella per “averci fatto sentire orgogliosi di essere italiani con la sua presenza autorevole e paterna”. (aise) 




Trevisani nel Mondo: 31° Cansiglio Day il 28 luglio, abbinato alla Giornata dei Veneti nel Mondo

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Si rinnova l’appuntamento in Cansiglio per tutti i trevisani nel mondo. Come da tradizione è fissato all’ultima domenica di luglio l’appuntamento con la manifestazione internazionale del trevisai nel mondo aitm logo 200Cansiglio Day organizzato dall’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo . Quest’anno la 31^ edizione si terrà domenica 28 luglio a partire dalle ore 10:00 e sarà abbinata alla 14^ Giornata dei Veneti nel Mondo. La manifestazione inizierà alle ore 10 con il ritrovo presso il piazzale del rifugio S. Osvaldo. Per le ore 10:15  è in programma la sfilata di benvenuto con gonfaloni, autorità e partecipanti, aperta  dalla Banda di Cappella Maggiore.  Alle 10:30  Messa celebrata dal Vescovo di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo e concelebrata da sacerdoti associativi. Canterà il Coro “Atelier Agogica” diretto da Elisabetta Battaglia con la collaborazione di Renzo Rostirolla e del M° Giovanni Campello. Alle 11:30 il saluto delle autorità presenti e alle 12:00 la consegna delle onorificenze “Premio Eccellenze Venete”. Alle 13:00  , pranzo comunitario nella tensostruttura allestita presso l’Hangar Cansiglio, dove per tutta la manifestazione sarà visitabile presso l’Hangar Cansiglio la mostra fotografica “Emigrazione della bonifica Veneti a Latina e ad Arborea”. “Pensando a tutti quei Trevisani che tornavano a casa per partecipare al raduno in Cansiglio, manifestazione dall’alto valore emotivo, e per ribadire l’ispirazione cristiana della nostra associazione, la cerimonia religiosa verrà trasmessa in diretta televisiva e via streaming dall’emittente Antenna3 e sarà visibile anche sui canali social associativi”, annuncia l’Associazione Trevisani nel Mondo. (Inform)




Montevideo. I Trentini fanno festa con la Polenta

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22polentaSi è tenuta sabato scorso, 20 luglio, l’XI edizione della Festa della Polenta organizzata nella propria sede dal Circolo Trentino di Montevideo.
È stata una festa molto partecipata per la quale gli organizzatori si sono detti particolarmente soddisfatti. I soci Raul Berti e Alfredo Santoni hanno organizzato la preparazione della polenta nella sua forma tradizionale. A inizio pranzo, il Presidente del Circolo, Gabriele Murara, ha salutato i partecipanti ringraziandoli per la loro presenza. L’attività è poi iniziata con l’esibizione del coro “Stella Alpina”, il coro del Circolo. Poi si è esibito anche il gruppo Brindis, concludendo la festa con un gran ballo.
Era presente il gruppo dei giovani che hanno accompagnato l’evento vestiti con i costumi tipici.
Il menù prevedeva strudel salato, polenta con gulasch e tiramisù per dessert. (aise)




MAIE: Tullio Marino nominato Coordinatore di Santo Domingo

tullio marino

tullio marino Massimiliano Atrigna, Coordinatore dei Caraibi per il MAIE, e Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente del MAIE, hanno recentemente annunciato la nomina di Tullio Marino come coordinatore di Santo Domingo e responsabile del sistema Italia per il MAIE. Marino, già presidente della Fondazione Mondo Italia, è pronto ad affrontare questa nuova sfida con entusiasmo e dedizione.

Le Parole di Tullio Marino

Abbiamo chiesto a Tullio Marino le ragioni dietro la sua decisione di unirsi alla squadra dei coordinatori del MAIE. Ecco cosa ci ha detto:

“Sono onorato di poter collaborare gomito a gomito con Massimiliano Atrigna, che conosco e apprezzo da vari anni. Condividiamo valori e principi, e l’idea della ‘politica del Fare’, nella quale credo fermamente. In passato, ho avuto il privilegio di poter collaborare con il Dott. Odoguardi e apprezzare il suo impegno ed entusiasmo a favore della comunità italiana. La sua presenza mi ha spinto a unirmi alla causa.”

Marino ha poi elencato ulteriori motivi che lo hanno portato a entrare a far parte del MAIE:

  1. Un Movimento Rappresentativo:“È l’unico movimento, a mio giudizio, rappresentativo di tutti gli italiani all’estero e non solo di un piccolo gruppo o elite.”
    2. Esperienza Associativa: “La mia esperienza in ambito associativo mi ha dato la competenza necessaria per affrontare questa nuova sfida.”
    3. Supporto alla Comunità Italiana: “Mi piacerebbe poter essere utile alla comunità italiana che lavora, che fa azienda, che investe e porta avanti il Made in Italy nel mondo.”
    4. Progetti per le Eccellenze Italiane: “Vorrei poter creare insieme al Movimento dei progetti per mettere in luce e far brillare quelle che sono le eccellenze del nostro Paese.”
    5. Serietà e Qualità: “Il mio motto è che la serietà e la qualità diano testimonianza di te.”
    6. Compattare la Comunità: “Spero di poter organizzare dei meeting affinché la comunità italiana sia sempre più compatta e faccia sentire la sua voce.”
    7. Valorizzazione degli Italodiscendenti: “Credo sia molto importante sottolineare la presenza e l’importanza degli italodiscendenti, italiani che sono parte integrante della società e che hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo della stessa, rappresentano un orgoglio del Paese.”
    8. Aiuto alla Comunità: “Aiutare la comunità attraverso incontri, informazioni e massima disponibilità.”

Un Futuro Brillante per la Comunità Italiana

Con la nomina di Tullio Marino, la comunità italiana di Santo Domingo può guardare al futuro con ottimismo. La Fondazione Mondo Italia, sotto la sua guida, continuerà a organizzare eventi su temi culturali e sociali, promuovendo il patrimonio italiano nella Repubblica Dominicana. Marino è determinato a lavorare instancabilmente per unire e rafforzare la comunità, creando un ambiente dove gli italiani all’estero possano prosperare e far sentire la loro voce.

La nomina di Tullio Marino segna un importante passo avanti per il MAIE e la comunità italiana di Santo Domingo. Con la sua esperienza, dedizione e visione, Marino è pronto a portare avanti i valori e le tradizioni italiane, lavorando a stretto contatto con figure chiave come Massimiliano Atrigna e Vincenzo Odoguardi. La sua leadership promette di creare un forte legame tra gli italiani nella Repubblica Dominicana, celebrando e promuovendo il patrimonio culturale italiano.




ISTAT: Più italiani residenti all’estero soprattutto per acquisizione di cittadinanza

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logo istat 426x223Cinque milioni e 940mila al 31 dicembre 2022 residenti all’estero. 3 milioni e 246mila risiedono  in Europa e 2 milioni e 384mila in America.  Nato in Italia solo un terzo dei residenti all’estero. Londra sede consolare con più italiani residenti, al secondo posto Buenos Aires, al terzo San Paolo. oltre 85mila le acquisizioni di cittadinanza italiana all’estero, nell’America centro-meridionale soprattutto per effetto dei riconoscimenti iure sanguinis.

Al 31 dicembre 2022 i cittadini italiani abitualmente dimoranti all’estero sono 5 milioni e 940mila. Circa 3 milioni e 246mila risiedono in Europa e 2 milioni e 384mila in America. Solo il 31,6% degli italiani residenti all’estero è nato in Italia (1 milione e 900mila), ma in Europa questa quota è pari al 41,8% mentre in America centro-meridionale è di gran lunga inferiore al 10%. E’ la fotografia dell’Istat che ha pubblicato i dati il 18 luglio scorso. Nel 2022 a Londra risiedono quasi 375mila connazionali. Al secondo posto Buenos Aires, con poco più di 322mila italiani e al terzo San Paolo con oltre 239mila italiani. Nel 2022 i nati degli italiani residenti all’estero sono 25mila (tasso complessivo pari a 4,3 nati per 1.000 residenti). I decessi, invece, ammontano a poco più di 8mila (1,4 per 1.000 italiani residenti all’estero).

Nel corso del 2022 sono 100mila gli espatri e 75mila i rimpatri dei connazionali dall’estero, con un saldo migratorio pari a +25mila per la popolazione italiana all’estero. Ammontano a oltre 85mila le acquisizioni di cittadinanza italiana all’estero, nell’America centro-meridionale soprattutto per effetto dei riconoscimenti iure sanguinis.

I dati Istat

In aumento la popolazione italiana abitualmente dimorante all’estero. Al 31 dicembre 2022 i cittadini italiani che dimorano abitualmente all’estero sono 5 milioni e 940mila , 97mila individui in più rispetto all’inizio dell’anno. Tuttavia, in termini relativi, l’incremento risulta  lieve (+1,7%). Il numero di cittadini italiani residenti all’estero cresce nel 2022 per varie cause: nei flussi migratori con l’Italia gli espatri oltrepassano di oltre 25mila unità i rimpatri (un po’ più donne che uomini), la dinamica naturale è positiva (25mila nascite contro 8mila decessi) e si registrano 85mila acquisizioni di cittadinanza italiana (la stima comprende, oltre alle acquisizioni per matrimonio e per trasmissione al minore convivente, circa 13% e 38% rispettivamente, soprattutto i riconoscimenti della cittadinanza Italiana iure sanguinis, 49%). Le acquisizioni sono molto numerose nei Paesi dell’America centro-meridionale (circa 65mila; 34,1 per mille residenti), in particolare in Brasile (oltre 27mila; 49,7 per mille) e Argentina (circa 26mila; 28,2 per mille), soprattutto per effetto dei riconoscimenti iure sanguinis. I primi due consolati per numerosità del fenomeno sono Buenos Aires (oltre 13mila acquisizioni; 41,7 per mille residenti) e San Paolo (quasi 10mila; 40,7 per mille) che, nell’insieme, raggruppano il 27,1% del totale delle acquisizioni. Sono molte di meno invece nei Paesi europei (circa12mila; 3,8 per mille residenti).

Oltre la metà degli italiani dimoranti all’estero vive in Europa .Tra i cittadini italiani all’estero più della metà (3 milioni e 246mila) è residente in Europa e più di 2 milioni e 384mila in America (nei due continenti risiede circa il 95% dei residenti all’estero)

L’analisi per luogo di nascita aiuta a interpretare la particolare struttura di questa popolazione che, di fatto, è la “sintesi storica” di migrazioni avvenute in epoche anche molto differenti. Solo il 31,6% degli italiani residenti all’estero è nato in Italia (1 milione e 900mila). Nei Paesi dove questa quota risulta meno significativa la presenza degli italiani è dovuta prevalentemente alla conservazione della cittadinanza di origine dei genitori o alla sua riacquisizione per discendenza (iure sanguinis) da un progenitore italiano. È il caso, ad esempio, dei Paesi dell’America centro-meridionale, dove la quota di cittadini italiani nati in Italia è pari al 10,5% in Argentina, al 5,9% in Perù, al 5,6% in Brasile, al 4,7% in Uruguay e al 3,8% in Cile. Ben più alte risultano le quote di italiani residenti nei Paesi di più recente emigrazione come il Regno Unito (48,8%), il Lussemburgo (50,1%) o l’Austria (51,3%).Inoltre, tra i nati in Italia si osserva una prevalenza della componente maschile (l’unica eccezione rappresentata dall’Argentina), mentre tra i nati all’estero la distribuzione per sesso risulta più equilibrata.

L’età mediana degli italiani all’estero è di 43 anni. Il 53% della popolazione italiana dimorante all’estero è composto da uomini, per quanto la distribuzione per genere risulti eterogenea tra i vari Paesi di residenza. Analogamente è differenziata l’età mediana che per il complesso degli italiani all’estero è pari a 43 anni, ma mostra una forte variabilità: si va dai 33 anni tra chi risiede in Austria ai 58 anni di chi risiede in Canada. I percorsi migratori degli italiani nel corso del tempo sono ancora oggi ben visibili attraverso la lettura delle piramidi per età distinte per luogo di nascita (in Italia o all’estero) e Paese di residenza (Figura 1). Tra i principali Paesi di residenza estera degli italiani si osserva in primo luogo una più forte concentrazione nelle classi di età più anziane e una predominanza maschile quando si considerino i soli nati in Italia, conseguenza di una storia migratoria meno recente. Al contrario, tra gli italiani nati all’estero, si evidenzia una distribuzione per genere più equilibrata ma soprattutto un profilo per età più giovane in Paesi come Argentina, Brasile e Canada i nati in Italia sono concentrati nelle classi di età più anziane (dai 70 anni) mentre negli Stati Uniti la distribuzione per età dei nativi italiani risulta più omogenea, perlomeno dopo i 30 anni di età. Ciò si spiega attraverso le emigrazioni più recenti degli ultimi 15 anni, per quanto queste abbiano interessato come mete di destinazione maggiormente i Paesi europei. Da questo punto di vista, Paesi come la Germania e la Francia, e in misura minore la Svizzera, presentano una distribuzione per età dei residenti nativi in Italia molto simile a quella degli Stati Uniti. Nel Regno Unito, Paese assai interessato alle recenti emigrazioni di italiani, la distribuzione per sesso ed età è più equilibrata tra i nati in Italia e i nati all’estero. Inoltre, a prescindere dal luogo di nascita, il Regno Unito vanta in ogni caso un profilo per età nettamente più giovane tra i suoi residenti italiani rispetto al resto del mondo.

Londra e Buenos Aires i consolati con più italiani residenti all’estero.Il cittadino italiano che si trasferisce stabilmente all’estero deve chiedere all’ufficio consolare competente per territorio l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), pertanto questo atto formale rappresenta una buona approssimazione di quali siano le città o le zone limitrofe raggiunte dagli italiani residenti all’estero. Il consolato che registra la presenza più alta di Italiani è quello di Londra, dove nel 2022 risultano risiedere quasi 375mila connazionali (su 456mila dell’intero Regno Unito). Gli italiani iscritti alla sede consolare di Londra sono per lo più uomini e tra i più giovani dell’intero contingente residente all’estero. Segue Buenos Aires, con poco più di 322mila italiani, in questo caso sono di più le donne e l’età mediana è pari a 49 anni. Restando in Argentina, tra le prime venticinque città sedi di consolato con più registrazioni di italiani ci sono anche Rosario, Cordoba e La Plata (rispettivamente con 137mila, 101mila e 86mila italiani), in lieve prevalenza donne e con un’età

mediana compresa tra i 42 e i 47 anni. In Brasile, San Paolo registra 240mila residenti, precedendo Curitiba (105mila) e Porto Alegre (83mila). Zurigo, in Svizzera, raccoglie 214mila italiani residenti, seguono Ginevra (138mila), Lugano (122mila) e Basilea (104mila). In Germania, la sede consolare con più italiani si trova a Stoccarda (182 mila), seguita da Francoforte (156mila), Colonia (129mila) e Monaco di Baviera (126mila). In Francia, ben il 38% degli italiani che sceglie tale Paese si è registrato nel consolato di Parigi (177mila su 464mila) Tra le altre città europee sedi di consolato con più italiani si segnalano Charleroi e Bruxelles in Belgio (rispettivamente 168mila e 108mila), Madrid e Barcellona in Spagna (111mila e 102mila), mentre nel continente americano si registrano significative presenze anche a Montevideo in Uruguay (111mila italiani), Caracas in Venezuela (91mila) e New York negli Stati Uniti (91mila).

Più nascite di italiani in Germania, Svizzera e Regno Unito. Nel 2022 i nati da genitori italiani dimoranti all’estero sono 25mila (Prospetto 4), con una prevalenza di nascite nei Paesi europei (70,4%), in particolare in Germania (17,4%), Svizzera (14,6%) e Regno Unito (10%). Il consolato con il maggior numero di nati da italiani residenti è Londra (oltre 2mila in valore assoluto, 8% del totale), seguono Zurigo (oltre 1.400, pari al 5,6%) e Parigi (oltre 1.000, con il 4,1% in termini relativi). Le nascite avvengono quasi esclusivamente all’estero (98,8%) ma vi sono anche poco meno di 300 nati in Italia, che sono stati successivamente registrati come residenti all’estero soprattutto nei Paesi europei (Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia). Nel 97,8% dei casi il Paese estero di nascita coincide con il Paese estero di residenza, mentre tra i nati in Italia solo nel

34,9% dei casi il Comune di nascita coincide con quello di iscrizione in AIRE. Il tasso di natalità complessivo è pari a 4,3 per mille, ma si osservano oscillazioni significative tra i continenti esteri. di residenza. Tra essi, i valori più elevati si riferiscono agli italiani residenti in Europa (5,5 per mille). A un maggior dettaglio territoriale, tra i Paesi dell’Unione europea, la Spagna presenta il tasso di natalità più elevato (5,9 per mille), seguita dalla Germania (5,4) e dalla Francia (5,1), mentre tra i Paesi extra-Ue spiccano la Svizzera (5,8) e il Regno Unito (5,5). I tassi di natalità nel continente americano risultano più contenuti (2,5 per mille), anche laddove si concentra una quota importante di italiani, come ad esempio in Brasile (3,3 per mille) o in Argentina (1,9) Nel 2022, si sono verificati 8mila 300 decessi di italiani residenti nel mondo corrispondenti a un tasso di mortalità complessivo dell’1,4 per mille. Si tratta per l’87,8% dei casi di decessi di persone nate in Italia. I decessi riguardano prevalentemente persone anziane (ultrasettantacinquenni in oltre il 67% dei casi). Così come per le nascite, la più alta incidenza di decessi riguarda residenti in Europa (83,9%), dove la quota di nativi italiani è più elevata. I primi quattro consolati per numero di decessi sono Stoccarda, Zurigo, Parigi e Francoforte, in cui complessivamente si registrano 2mila morti. Considerando l’insieme dei Paesi esteri si assiste a un consistente divario di genere per quel che concerne la  mortalità. Infatti, poco più di un quarto dei decessi riguarda le donne, per un rapporto di mascolinità al decesso del 272%. Almeno tre sono le cause alla base di tale squilibrio. La prima è da imputare alla ben nota più favorevole sopravvivenza delle donne rispetto agli uomini, un’altra decisiva ragione si deve al fatto che tra il collettivo dei residenti italiani all’estero si rileva un rapporto tra i sessi sbilanciato a favore della componente maschile soprattutto nei Paesi europei. Infine, nei Paesi in cui l’emigrazione italiana affonda radici molto antiche, in particolar modo in quelli dell’America centro-meridionale, è verosimile che parte degli eventi di decesso non vengano comunicati alle autorità italiane, non avendo più gli emigrati o i loro discendenti rapporti in essere con il Paese di origine (di tipo parentale o lavorativo, ad esempio).

Espatri di italiani diretti principalmente verso l’Europa. Nel 2022 gli espatri, ossia i flussi di cittadini italiani verso l’estero, sono quasi 100mila, mentre i rimpatri, ovvero  i movimenti di cittadini italiani dall’estero all’Italia, ammontano a circa 74mila3. La differenza tra espatri e rimpatri determina per la popolazione di italiani all’estero un saldo positivo di circa 25mila unità. La maggior parte degli espatriati (79,6%; 79mila) si dirige in un Paese del continente europeo .In particolare, nel 2022, il 67,6% (67mila in valori assoluti) dei flussi di cittadini italiani all’estero ha come meta di destinazione un Paese appartenente all’Ue, mentre quelli diretti verso paesi europei extra-Ue sono il 12% (12mila).  Al continente europeo segue l’America Latina dove, nel complesso, nello stesso anno, gli espatri sono quasi 7mila (7,0% sul totale dei flussi). I Paesi principali verso i quali emigrano i cittadini italiani sono il Regno Unito, la Germania, la Francia, la Svizzera e la Spagna che, nel loro insieme, accolgono il 58,5% del totale degli espatri. Tra le mete extra europee seguono gli Stati Uniti (4,6%) e il Brasile (3,7%). Verso i Paesi dell’America Latina si dirigono soprattutto i cittadini italiani nati all’estero, cioè individui precedentemente giunti in Italia che, una volta acquisita la cittadinanza italiana iure sanguinis (in quanto discendenti di generazioni di emigrati italiani) fanno rientro nel Paese di origine. Dei 100mila italiani espatriati nel 2022, quasi 53mila (52,8%) sono partiti dal Nord Italia (30% dal Nord-ovest e 22,8% dal Nord-est), poco meno di 17mila dal Centro (17%) e 30mila dal Mezzogiorno (19,3% dal Sud e 10,9% dalle Isole). Le regioni da cui prevalentemente ci si sposta sono la Lombardia (19mila espatri, pari al 19,2% del totale),il Veneto (poco meno di 10mila espatri, 9,6%), la Sicilia (8mila, 8,2%) e l’Emilia-Romagna (poco meno di 8mila, 7,6%). Le province che registrano i numeri più elevati di espatri sono quelle di Milano, Roma, Torino, Napoli e Brescia: nel 2022 un quinto delle partenze ha origine nel complesso di queste province. Gli individui espatriati nel 2022 sono per lo più giovani: il 54% ha, infatti, un’età compresa tra i 20 e i 39 anni e il 18,4% ha meno di 20 anni. Per quest’ultimo gruppo si tratta, prevalentemente, di bambini e giovani che si muovono con i genitori. Gli individui nella fascia d’età 40-64 anni formano il 22,8% dei flussi verso l’estero e, a differenza di quanto si osserva nelle altre classi di età, lo squilibrio a vantaggio degli uomini e più elevato (60,8%, contro il 54,8% del complesso). Tra gli espatriati del 2022, quasi 31mila (30,7%) sono in possesso di almeno  laurea e 32mila in possesso di un diploma (32,5%).

Rimpatriati meno giovani e meno istruiti rispetto agli espatriati. Dei 74mila rimpatri registrati nel 2022 quasi 48mila (63,9%) sono quelli provenienti dall’Europa (52,6% da Paesi Ue e 11,3% da Paesi extra Ue). In particolare, Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia sono i Paesi dai quali origina, nel complesso, il 43,0% dei rimpatri. Sono in prevalenza Paesi che in passato, soprattutto a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, hanno costituito mete principali dei flussi di emigrazione dall’Italia. A questi, seguono l’Argentina (5,5%), il Brasile (5,3%) e gli Stati Uniti (5,1%). Anche in questo caso, si tratta dei tre paesi oltreoceano  che, nel periodo della “Grande Emigrazione” della prima metà del Novecento, hanno ospitato ingenti flussi di emigrati italiani.

Il 45,9% dei rimpatri è diretto verso il Nord, il 19,7% al Centro e il 34,4% nel Mezzogiorno. La prima regione per numero di rimpatri è la Lombardia, dove si registra il 17,8% dei rientri, seguita dal Lazio (10,6%), dalla Sicilia (9,5%) e dalla Campania (8,2%). A differenza di quanto si osserva per gli espatri, tra i flussi di cittadini italiani provenienti dall’estero è più contenuta la quota di giovani tra i 20 e i 39 anni (34,6%) a vantaggio sia degli individui nelle classi di età inferiori  (25,3% sotto i 20 anni) e superiori (30,6% per la fascia 40-64 e 9,5% per gli over 65) .Come per gli espatri, nelle fasce di età superiori è maggiore la quota di uomini (61,6% e 62,0%, rispettivamente nelle classi 40-64 e 65+). Risulta differente, rispetto agli espatriati, la composizione per titolo di studio dei rimpatriati. Il 47,7% circa ha un titolo di studio inferiore al diploma mentre i laureati costituiscono solo il 22,8%. Nel 2022 gli spostamenti di residenza degli italiani tra Stati esteri (esclusa l’Italia) sono poco meno di 41mila. Le differenze tra entrate e uscite tra Paesi esteri di residenza determina un saldo complessivo pari a zero, ma a livello di area di residenza estera, il saldo migratorio fornisce importanti indicazioni su dinamiche finora non

esplorate. Ad esempio, i tassi migratori degli italiani tra Paesi esteri sono negativi sia per l’America centro-meridionale (-1,4 per mille) che per l’Africa (-0,3 per mille). Il tasso migratorio più elevato si osserva in America settentrionale (+8,1 per mille) e nei Paesi dell’Unione europea (+6,5 per mille).A livello di singolo Paese estero di residenza, la Spagna fa registrare il tasso migratorio più elevato (+30,8 per mille), seguita dagli Stati Uniti (+10,2) e dall’Austria (+7,5), mentre valori più bassi si osservano in Brasile e in Argentina (rispettivamente -1,5 e -2,3 per mille) (https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/Italiani-residenti-allestero.pdf ). (Inform)




Piemonte, “Gli emigranti della vallata: storie di emigrazione dalla Bürsch e dal fondovalle” a Bürsch in Festival 2024 (27 luglio-17 agosto)

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piemonte gli emigranti della vallata storie di emigrazione dalla bursch e dal fondovalle a bursch in festival 2024 27 luglio 17 agosto immagine5Alla scoperta della Valle Cervo (Biella) attraverso il racconto, il teatro e la musica

Al Santuario di San Giovanni d’Andorno di Campiglia  la  mostra “Radici di carta: l’emigrazione dei valìt negli archivi della Valle Cervo” (21 luglio-20 settembre)

“Gli emigranti della vallata: storie di emigrazione dalla Bürsch e dal fondovalle” è la proposta tematica di Bürsch in Festival per l’estate 2024. Giunto alla sua quarta edizione, il festival culturale che si propone di valorizzare i piccoli borghi della Valle Cervo  , riscoprendoli attraverso la loro storia, questa volta intende far (ri)scoprire e valorizzare il patrimonio storico e, soprattutto, umano legato alle storie degli emigranti valligiani. Bürsch in Festival è organizzato dalla Fondazione Opera Pia Laicale del Santuario San Giovanni D’Andorno  di Campiglia Cervo, in collaborazione con il Centro di Documentazione Alta Valle Cervo – La Bürsch, i Comuni di Campiglia, Miagliano, Piedicavallo, Rosazza, Sagliano, Andorno e l’Unione Montana Valle del Cervo La Bürsch. Bürsch in Festival 2024 , che si terrà dal 27 luglio al 17 agosto, propone otto serate alla scoperta della Valle Cervo attraverso il racconto, il teatro e la musica. Prima dell’apertura della manifestazione, il 21 luglio alle ore 18.00 presso il Santuario di San Giovanni d’Andorno si terrà l’inaugurazione della mostra “Radici di carta: l’emigrazione dei valìt negli archivi della Valle Cervo”. Il percorso tematico è curato da Danilo Craveia per il Centro di Documentazione dell’Alta Valle Cervo – La Bürsch . La mostra potrà essere visitata fino al 20 settembre . (Inform)