Plenaria CGIE: le conclusioni

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cgie 4 immagine12Nell’ultima sessione di lavoro l’Assemblea Plenaria ha provveduto a votare i vari ordini del giorno. Il primo Odg,  presentato  dal consigliere, Aldo Lamorte (Uruguay) prevedeva il recupero del rango di consolato generale a Montevideo. Il consigliere ha ricordato come storicamente ci siano molti connazionali in Uruguay e che molti presidenti in ambito politico sono di discendenza italiana, data anche l’alta presenza di italiani nel paese, che ammonta a circa 138mila persone, L’Odg è stato approvato all’unanimità.  Da Luigi Billè (Regno Unito) il secondo ordine del giorno sui servizi consolari. In particolare riguardante i problemi “del servizio del rilascio passaporto e le difficoltà di prendere appuntamento”. Il consigliere ha chiesto quindi l’adozione del metodo britannico che prevede un archivio per i dati biometrici che potrebbe risolvere o almeno agevolare tale problematica. Approvato anche il terzo ordine del giorno, sempre di Billè,  sulle apostille, un procedimento semplificato che evita la legalizzazione di un atto presso un Consolato o un’Ambasciata straniera. Il consigliere ha infatti chiesto, nel Regno Unito, di togliere tale procedura seguendo la Convenzione dell’Aja e di Bruxelles.. Anche il successivo Odg di Bille sul consolato di Manchester in cui si è chiesto più personale e più risorse finanziarie è stato approvato all’unanimità. Un Ordine del giorno similare, quello del consigliere  D’Angelo, è stato quindi ritirato. Altro Odg quello di Matteo Bracciali (Acli) sulle problematiche di funzionamento  ello Spid all’estero. “Il problema persiste – ha rilevato il consigliere – e quindi ripropongo lo stesso ordine del giorno dell’anno scorso”.  Odg approvato all’unanimità. Nel suo Ordine del giorno, la consigliera Barbara Sorce (Svizzera) ha chiesto la stabilizzazione delle situazioni del personale  a contratto determinato nei consolati in Svizzera per far fronte alla mancanza di organico. Questo Odg è stato approvato all’unanimità, come quello sui trans-frontalieri del consigliere Pancrazio Raimondo (Cgil- Cisl – Uil), il quale ha esposto la necessità della “sospensione della nuova tassa alla sanità per i lavoratori frontalieri” e della “convocazione del tavolo inter ministeriale” sullo statuto dei lavoratori trans-frontalieri italiani. Su tale ordine del giorno Gianluca Lodetti (Inas) ha aggiunto: “Appoggiando convintamente questo ordine del giorno, volevo ricordare che la creazione di questo tavolo inter ministeriale, è stata frutto di un lavoro che ha fatto il Cgie”. Anche il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord  Giuseppe Stabile ha detto che il CdP “non può che accogliere tale Ordine del Giorno”. Unanimità anche per l’ordine del giorno di Vincenzo Arcobelli per l’apertura di uno sportello consolare a Guayaquil in Ecuador, dato che altrimenti gli italiani nel paese dovrebbero andare a Quito passando per zone non sicure .

Il Presidente della V Commissione Massimo Romagnoli che  ha presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità, per l’aggiunta della dicitura “made in Italy” nel nome della Commissione. L’ordine del Giorno successivo, approvato all’unanimità, è quello di Pietro Mariani (Spagna) sul “progettare l’apertura di un vice consolato nella città di Malaga” collegato a Madrid e, a medio termine,  di un altro consolato nella città di Palma di Mallorca collegato a Barcellona . Di tono diverso l’Ordine del Giorno di Gianluigi Ferretti, che è stato approvato, in cui si chiede al Sottosegretario Silli una maggiore presenza ai lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie. Nell’ordine del giorno successivo Aniello Gargiulo (Cile) ha chiesto di “elevare a sportello consolare la sede onoraria di Val Paraiso in Cile” e quindi nel concreto aumentare di un impiegato il personale dell’ufficio. Un Odg che è stato approvato. A seguire tre gli ordini del giorno, approvati all’unanimità, proposti da consigliere Gerardo Pinto (Argentina). Il primo per la riapertura di vari consolati onorari e per richiedere incentivi in favore di funzionari di ruolo nelle sedi consolari in cui ci siano posti vacanti;  il secondo sulla riformulazione delle funzioni della rete onoraria e sulla necessità di un consolato a Santa Cruz in Bolivia ove “risiede il 72% della nostra comunità. Nel terzo Ordine del giorno si sollecita “l’unificazione delle procedure delle sedi consolari  di uno stesso paese”. Dopo l’approvazione dell’Odg di Marcelo Hector Romanello (Argentina) in cui si richiede la pec istituzionale per i Comites,  è stato dato il via anche all’Ordine del Giorno di Filippo Ciavaglia (Cgil) in cui si chiede l’impegno del Consiglio Generale e delle rappresentanze diplomatiche in occasione delle celebrazioni della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e delle altre tragedie del lavoro che hanno visti coinvolti i nostri connazionali. In un altro Odg approvato Lidia Campanale (Austria) segnala la riduzione dei fondi destinati agli enti promotori nel decreto attuativo 1247 Circolare 4 e chiede il ripristino delle risorse. Dopo l’Odg, approvato all’unanimità,  dei consiglieri del Cgie Germania  in cui si sollecita un finanziamento per lo Sportello Consolare di Saarbrucken, il Comitato di Presidenza ha recepito l’Ordine del Giorno di Alessandro Boccaletti (Lega) in cui si chiede alla Dgit la costruzione di un comitato interno per la vigilanza sul nuovo regolamento approvato dal Cgie. Sollecitata invece l’adozione di un vademecum unico per i servizi consolari in Brasile nell’Odg di Silvia Alciati (Basile) approvato dall’Assemblea.  Via libera anche all’Odg presentato da Nicola Carmignani (Francia) in cui si chiede al Maeci di aumentare le risorse logistiche nei consolati. Sì dell’Assemblea sia alla mozione della Commissione Cultura che auspica il ritorno del capitolo 3153 per gli enti gestori alla Dgit, sia all’Odg di Giuseppe Conte(Germania) che sollecita un tavolo permanente di confronto fra gli enti gestori e la Direzione Generale interessata. Illustrati infine del consigliere Gianluca Lodetti (Cisl)  vari ordini del Giorno, tutti approvati, elaborati dalla Commissione di nomina governativa. Nel primo si è chiesto di concludere velocemente l’iter parlamentare della proposta di legge che consentirebbe di reinvestire parte delle percezioni consolari nel miglioramento dei servizi dei Consolati. Nel secondo Odg si è chiesto di estendere anche per i casi non urgenti oltre i 90 giorni la copertura sanitaria dei cittadini italiani rientrati in Italia. Nel terzo ordine del giorno, che ha visto un voto contrario, si è richiesta  l’equiparazione del regime fiscale per la prima casa dei connazionali residenti in Italia e all’estero.  In un altro Odg, che ha avuto tre astenuti, è stata auspicata  la velocizzazione degli interventi normativi che prevedono la validità illimitata della carta d’identità e del passaporto per gli over 70. Approvato infine all’unanimità dell’assemblea l’Odg in cui si chiede ilvia libera da parte del Parlamento della proposta di legge di Porta (Pd) per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi attraverso agevolazioni fiscali. Concluso l’esame degli Ordini dei Giorno,  si è svolto un breve dibattito fra i consiglieri sui futuri appuntamenti dell’Assemblea del Cgie. La mancanza di fondi potrebbe infatti mettere a rischio lo svolgimento delle Commissioni Continentali che precederanno la prossima Assemblea Plenaria. Su questo punto ha preso la parola il Direttore Generale Luigi Maria Vignali che ha assicurato l’impegno delle Dgit a trovare nuove risorse, attraverso l’assestamento di bilancio,  per consentire lo svolgimento entro l’anno dell’Assemblea  del Consiglio Generale del Cgie e lo svolgimento delle Commissioni Continentali. Vignali ha inoltre segnalato la richiesta avanzata nei confronti del Mef per l’acquisizione di ulteriori risorse  volte a garantire il funzionamento del Cgie per il 2025. Il Direttore Generale ha anche sollecitato i consiglieri a lavorare in sintonia con il Comitato di Presidenza e a utilizzarlo per la presentazione delle istanze. Vignali ha infine auspicato che la proposta di riforma della legge sui Comites arrivi presto in parlamento. Un obiettivo da portare avanti insieme. (Alessio Mirtini – Inform)




CGIE. Odoguardi (MAIE): “Congratulazioni a Prodi e Stabile, ora al lavoro per gli italiani all’estero”

odoguardi prodi

odoguardi prodiVincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE, martedì 18 giugno ha partecipato alla prima giornata di lavori del Consiglio Generale degli italiani all’estero, riunito nella Sala Conferenze Internazionali della Farnesina.

“Desidero congratularmi pubblicamente con Maria Chiara Prodi per l’elezione a Segretario generale del CGIE” dichiara Odoguardi in una nota, che continua: “Per la prima volta il Consiglio generale sarà guidato da una donna, una novità assoluta che però ci fa ben sperare, perché siamo convinti da sempre che le donne abbiano una marcia in più e una sensibilità, anche politica, che a volte a noi uomini manca”.

“L’elezione di Prodi – prosegue – rappresenta anche un cambiamento generazionale: sono convinto che con Maria Chiara al timone del Cgie il “parlamentino” degli italiani nel mondo saprà guardare al futuro con rinnovato entusiasmo”.

“Congratulazioni anche a Giuseppe Stabile, neo vicesegretario Europa: con il suo lavoro e la sua esperienza potrà certamente contribuire a rinvigorire le capacità di ascolto e sintesi sulle diverse posizioni dei consiglieri”.

“Come vicepresidente MAIE credo che questo CGIE – anche grazie al contributo del Movimento Associativo Italiani all’Estero – abbia saputo trovare il giusto equilibrio al suo interno tra le diverse forze politiche che lo compongono: ora – conclude Odoguardi – tutti a rimboccarsi le maniche per lavorare per i nostri connazionali all’estero. Ce n’è tanto bisogno”.




Approvato dall’Assemblea Plenaria il nuovo regolamento del Cgie

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logo cgie1 615x223La terza mattinata di lavoro dell’Assemblea Plenaria del Cgie, presso la sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, si è aperta con la discussione e la votazione sul nuovo Regolamento del Cgie.   Ad illustrare i punti salienti di questa riforma il presidente della Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione del Cgie Filippo Ciavaglia, il quale ha voluto sottolineare, menzionando l’ampio lavoro dietro a tale documento, che le modifiche “non stravolgono nella sua impalcatura generale il regolamento”, ma servono a puntualizzare alcuni aspetti, tra cui la composizione di commissioni e gruppi e soprattutto il richiamo esplicito al metodo della videoconferenza anche per le votazioni. Sebbene tali modifiche siano poi state approvate articolo per articolo, comma per comma, si sono verificati ampi dibattiti su due punti fondamentali: il metodo per scegliere chi dirige il Cgie in assenza del segretario generale e il numero di consiglieri minimo per formare una commissione. La modifica all’art.2, con l’inserimento di un nuovo comma, prevede che in assenza del segretario generale, la plenaria sia presieduta dal vice segretario generale “più anziano di età”. In proposito per il consigliere Tommaso Conte (Germania) sarebbe stato più congruo seguire il criterio del voto per non scavalcare la scelta espressa a livello personale e per seguire le volontà dell’assemblea. Su questo tema il consigliere Neves Taddone (Brasile) ha spiegato come sia più semplice adottare il criterio dell’età. Anche per Silvana Mangione (Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei),  l’età corrisponde ad un “criterio assoluto”, non “legato a variabili che possono cambiare in ogni momento”, precisando che la Segretaria Generale possa in ogni caso scegliere chiunque per sostituirla. La necessità di avere un meccanismo automatico come questo, ha proseguito Mangione, è data da eventi imprevisti dell’ultimo momento. Walter Petruzziello (Brasile) ha precisato che “si parla di assenza temporanea” e non permanente che quindi non andrebbe a necessitare una nuova elezione.

Anche per Giangi Cretti (Fusie)l’anzianità rappresenta un criterio logico come potrebbe esserlo quello alfabetico,  ma ha ipotizzato l’idea di eleggere un segretario generale “vicario”, per “valorizzare all’assemblea”. La proposta di Cretti ha trovato appoggio in Mariano Gazzola (Vice Segretario Generale per l’America Latina) che, definendo ogni criterio valido, ha affermato che questa possibilità si dimostra necessaria se dovesse succedere di nuovo una situazione di emergenza. Dal Canto suo Salvatore Tabone (Francia) ha richiamato il rispetto per il lavoro della Commissione evidenziando  che l’assemblea deve approvare o rifiutare le proposte. Il consigliere Giuseppe Scigliano (Germania) ha poi espresso le sue perplessità per l’utilizzo di tale metodo per un’assenza prolungata. Per Francesco Papandrea (Australia) quello dell’anzianità resta invece un criterio di “buon senso”, mentre Giuseppe Stabile (Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord), seguendo il richiamo di Tabone, ha ribadito la necessità di  “rispettare” il lavoro svolto dalla Commissione per non “delegittimarla”, definendo l’esigenza  che il Cgie sia un organismo “snello”. Stabile ha quindi proposto semplicemente di considerare la possibilità da parte dell’Assemblea di decidere nei casi cui vi fossero dubbi interpretativi. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale di Nomina governativa) che ha suggerito di inserire nel testo , per maggiore chiarezza, i termini di assenza temporanea ed aggiungere la “discrezionalità” della scelta da parte del Segretario Generale oltre al criterio dell’anzianità.  A seguire la III Commissione ha chiesto l’approvazione dell’articolo nella forma in cui è stato presentato e l’Assemblea ha approvato a maggioranza il testo.   Le votazioni sono proseguite senza particolari discussioni fino al comma 2 art. 4, che ha modifica il numero minimo dei componenti delle Commissioni tematiche dagli attuali 8 a 6. In particolare il dibattito si è  fatto intenso perché alcune commissioni sono composte attualmente da 5 membri e quindi ci si è chiesto cosa succedesse nel caso in cui i membri fossero meno dei 6 previsti. Un dubbio presentato dal consigliere Conte e che ha visto appoggio da parte di alcuni colleghi.  In proposito Toni Ricciardi (Svizzera) ha ricordato però che una Commissione, sebbene non raggiunga i numeri previsti, non decade, ma rimanga , data l’esistenza della vacatio. “Una Commissione istituita per legge  – ha ricordato il consigliere – può essere abolita solo con una votazione”. Anche Silvana Mangione ha rammentato che la Legge istitutiva all’art.9 comma 4 attribuisce al CdP una serie di doveri, tra cui la cura del “coordinamento e del funzionamento delle attività delle Commissioni”, garantendo quindi che rimangano in vita e che possano proseguire i propri lavori. In proposito Mangione ha richiamato la necessità da parte dei consiglieri di comunicare la volontà al Comitato di Presidenza di cambiare Commissione e di aspettare la sua risposta. Scigliano, riprendendo la parola, ha posto il focus sulla necessità di maggiore elasticità chiedendo di diminuire il numero minimo e porre un tetto massimo, mentre per Luciano Vecchi (Pd)bisogna lasciare spazio alla libertà di scelta del singolo consigliere. Il testo del nuovo regolamento con le sue modiche è infine stato approvato all’unanimità dall’Assemblea. (Alessio Mirtini – Inform)




Parigi, una “Panchina rossa” per dire “basta” alla violenza e alla discriminazione contro le donne

parigi panchina rossa in ambasciata basta violenza discriminazione contro donne

parigi panchina rossa in ambasciata basta violenza discriminazione contro donneIn occasione della sua partecipazione al Forum Globale sui Vaccini e Innovazione a Parigi, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, si è soffermato nel giardino della sede storica dell’Ambasciata d’Italia dinanzi alla panchina rossa ivi collocata come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa delle “Panchine rosse” nelle Ambasciate italiane si iscrive nella campagna lanciata dal Ministro Tajani lo scorso 8 marzo con la presentazione di una panchina rossa permanente all’ingresso della Farnesina quale “simbolo del vuoto lasciato nella società quando una donna cade vittima di femminicidio”.

Nella foto il Ministro Tajani insieme all’Ambasciatrice a Parigi, Emanuela D’Alessandro, e alle quattro tirocinanti MAECI-CRUI dell’Ambasciata, per dire “basta” alla violenza e alla discriminazione contro le donne.




CGIE: serrato dibattito sui servizi consolari

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Non era all’ordine del giorno, ma un serrato dibattito sui servizi consolari ha animato questa mattina i lavori dell’Assemblea Plenaria del CGIE, riunita a Roma nella sala Conferenze Internazionali della Farnesina. Presente il direttore generale per gli Italiani all’Estero, Luigi Maria Vignali.
Tutto è partito dalla relazione del Gruppo di lavoro presieduto dal consigliere Scigliano, che ha illustrato il frutto della sinergia con i colleghi consiglieri: una “risonanza magnetica”, così l’ha definita Scigliano, dei servizi consolari in Germania, dalla quale sono emersi alcuni dati importanti. Raccolti in apposite “schede”, tali dati costituiscono una base di partenza, che sarà ora consegnata al Comitato di Presidenza perché elabori proposte fattive atte a risolvere una situazione che diversi consiglieri non hanno esitato a definite ancora “emergenziale”.
Come ha spiegato il vice segretario Conte, il metodo adottato dal Gruppo di lavoro è stato semplice: si è chiesto all’Ambasciata il numero di iscritti Aire, quante siano le ore di apertura al pubblico delle sedi, il numero di impiegati nei vari Consolati e la loro distribuzione negli uffici che si occupano dei servizi ai cittadini piuttosto che degli archivi e dell’amministrazione interna.
Il quadro emerso è risultato piuttosto eterogeneo, ma comun denominatore, ha rilevato Scigliano, sono parse le “lungaggini” per ottenere un appuntamento. Molto dipende anche dai consoli, che, ha osservato ancora il coordinatore del gruppo di lavoro, “possono contribuire a migliorare lo stato dei servizi consolari, ma anche distruggerli”, specie se si ritrovano a gestire un Consolato problematico senza aver maturato la dovuta esperienza.
Occorre ovunque “strutturare meglio il lavoro”, prendendo spunto dalle buone pratiche che possono emergere in varie realtà. Si dovrà però attendere che le sollecitazioni del Gruppo di lavoro siano accolte anche dai consiglieri delle altre realtà territoriali per avere un quadro più esteso della situazione consolare nel mondo. “Il Sud America”, che più di ogni altro continente soffre lunghe attese per avere un appuntamento in Consolato, ad oggi “non ha fatto pervenire alcun contributo”, ha lamentato Scigliano, invitando i colleghi ad approfittare delle riunioni convocate in Ambasciata prima di ogni Plenaria per “pretendere” questi dati e poter presentare al CdP un documento unico e completo.
Ad aprire il dibattito è stato il vice segretario Conte, membro del gruppo di lavoro, che ha riportato alcuni dati tedeschi. “Due anni fa la situazione era gravissima” con liste di attesa che nei “grandi Consolati” erano in genere di 10 mesi. Ora, ha riferito Conte, si è scesi a 5/6 mesi. Quanto all’apertura al pubblico delle sedi si è passati da una media di 17 ore a settimana alle attuali 21/22. Certo, ha rilevato il consigliere, la situazione varia a seconda delle dimensioni della sede e dei consoli che “a volte non sono capaci di gestire il personale”.
“In America Latina tutti abbiamo percepito un miglioramento”, grazie allo sforzo del personale consolare. Lo ha detto Alciati, che ha puntato il dito piuttosto sulla “mancanza di personale” e sulla “disomogeneità” nel trattamento delle pratiche non solo tra Consolati ma anche da Paese a Paese. In alcuni casi è stata persino rilevata la migrazione dei cittadini da una circoscrizione all’altra per poter ricevere quei trattamenti e servizi altrimenti impossibili.
Per Arcobelli il problema è a monte: “i disastri sono cominciati quando hanno iniziato a chiudere le sedi consolari nel 2012”. A ciò si aggiunga la scarsità di risorse dovuta a quel “2% di budget annuale” che spetta alla Farnesina. Serve dunque un “sollecito politico affinché l’amministrazione possa gestire tutto in maniera più efficiente”.
Dal Regno Unito è giunta la proposta di Zaccarini di utilizzare per tutti il parametro del “Performance related pay”, ovvero il pagamento a prestazioni, in modo tale da stimolare quella “piccola percentuale di personale che non lavora al meglio”.
Il Cgie può “aiutare l’amministrazione ad efficientare il servizio” facendo emergere buone pratiche alternative, ha osservato Billè, ma bisogna partire dall’analisi del “rapporto tra personale, utenza e risorse”.
“Controcorrente” l’intervento di Tabone che ha riconosciuto “la buona volontà dei consoli e del personale che in Francia fanno un lavoro eccezionale”. È vero che “molto Consolati sono sotto organico” e “ci sono problemi ovunque”, ma va anche detto che Comites e Cgie hanno aperto un “filo diretto” con i consoli che ha consentito di gestire molte emergenze, come quelle per le persone più anziane. Resta il fatto che “la politica deve dare più risorse al Maeci” da destinare ai Consolati.
“In ogni territorio ci sono delle difficoltà. La fotografia delle difficoltà è già un passo in avanti” e “i dati ci dicono che il paziente è malato”. Così Ricciardi che, nella sua doppia veste di consigliere e parlamentare, ha ammesso anche ‘esistenza di “singole realtà dove ci sono sperimentazioni che producono dei risultati” e “le buone pratiche sperimentate sono un primo punto di partenza”. Una di queste potrebbe essere il modello spagnolo che abolisce la necessità di rinnovare i documenti dopo i 70 anni: “non risolverà i problemi, ma aiuterà a risolverli” perché consentirà un abbattimento dell’affollamento del 30%. Ricciardi ha invitato inoltre i colleghi consiglieri a seguire l’attività legislativa in iter per far arrivare la voce del Cgie direttamente nelle stanze della politica.
Mangione ha sollevato la necessità di trovare un modo per monitorare le richieste di servizi presentate tramite il sito Prenotami o telefonicamente, attualmente non disponibili, ma ha anche invitato i colleghi a non presentare “denunce generiche sui Consolati che non funzionano”, senza che vi siano dati che lo dimostrino.
“Prenotami ha un solo merito che è quello di nascondere i veri dati”, perché non consentirà mai di sapere qual è il numero delle richieste inoltrate. Senza filtri l’intervento di Gazzola, che ha parlato di un “problema di sistema”. Un tempo, ha detto, “questi erano problemi rilevanti solo in America Latina. Ora se ne parla anche in Europa” e ciò vuol dire che, al netto della mancanza di personale, il “problema” sta in “un sistema che non riesce a far lavorare bene i nostri Consolati”. Senza contare la mancanza di “sensibilità non tanto da parte dei consoli, quanto di alcuni funzionari e operatori dei Consolati che pensano che il problema stia solo nel numero dei residenti nella circoscrizione”.
Carmignani ha portato la sua esperienza personale a Lione, dove secondo la relazione di governo l’attesa media per il rinnovo dei documenti è di 5/6 settimane. Nel suo caso ha impiegato un mese per riuscire a prendere appuntamento che gli è stato dato dopo 9 mesi. Sarebbe dunque “opportuno equilibrare i tempi di attesa tra Consolati in uno stesso Paese”.
“Portatore di buone notizie”, Stabile ha riferito di un accordo politico a livello di parlamento europeo per la definizione di un quadro comune relativo all’identità digitale di tutti i cittadini europei, che “potrebbe limitare l’ingolfamento dei nostri Consolati”.
“Quando parliamo di 3 o 5 o 9 mesi per ottenere un passaporto stiamo parlando di una situazione veramente emergenziale. Non è credibile che in un Paese come il nostro sia possibile portare avanti servizi con questi ritmi”, ha tuonato Lodetti. “Tutto questo dipende da risorse umane e finanziare che non sono adeguate alla necessità”, ha proseguito, auspicando poi che parte degli introiti dei Consolati possano essere “convogliati” nell’applicazione delle “buone prassi che si iniziano a registrare in alcune sedi”.
Si è rivolta direttamente al dg Vignali la consigliera Puton per sapere se l’uso del servizio Prenotami sia obbligatorio o a discrezione delle sedi, visto peraltro che in quella di Porto Alegre tutto avviene via email e “nel giro di 8 settimane l’utenza può accedere a un servizio passaporti” e “in 48 ore a quello dello stato civile”. Tutto ciò, ha tenuto a sottolineare Puton, grazie a un console generale “giovane e coraggioso”, il reggente Caruso, “che ha implementato e reso più agile il Consolato”, gestendolo “come un’azienda che deve dare i suoi frutti”. Con sette nuove postazioni, quello di Porto Alegre è ora uno dei 4 Consolati “più efficienti e virtuosi al mondo”. Peraltro, ha concluso Puton, la mail è utile anche a capire i numeri delle richieste inoltrate dalla cittadinanza.
Morello ha auspicato l’intervento della Farnesina con l’indicazione di “procedure specifiche” in ogni ambito ed una “preparazione previa” dei consoli, mentre Merlo ha segnalato una “grave” prassi iniziata in Sud America, poi estesasi in Centro e Nord America e che “presto arriverà in Europa”. Nella pratica per la richiesta della cittadinanza “gli avvocati stanno sostituendo i Consolati”. Si tratta di un “fenomeno legittimo”, ha precisato Merlo, ma, ha aggiunto, “siamo davanti alla perdita di sovranità dello Stato nel diritto di cittadinanza”. Inoltre, ha denunciato chiedendo un intervento politico, “entriamo nella plutocrazia: può diventare cittadino italiano solo chi ha i soldi per pagare un avvocato”.
Ha ascoltato tutti gli interventi per poi rispondere ad ognuno Luigi Maria Vignali, nella convinzione che i servizi consolari siano il “cuore dell’attività della nostra Direzione Generale”. Ed è partito da un “presupposto importante”: “ci sono consoli che possono fare la differenza”. Quando poi il console in qualche modo abdica al suo compito “il controllo dall’alto che qualcuno ha evocato c’è” e continueremo a “monitorare la situazione”, ha assicurato Vignali. In generale però e sebbene vi siano delle differenze, “c’è un miglioramento percepito” nell’erogazione dei servizi, che in alcuni Consolati vengono dati “quasi a vista”, mentre in altri hanno “tempi più lunghi”. Il “nodo” per Vignali sta nella mancanza di personale Che fare? “Assumerlo o incentivarlo a andare in sedi più complicate, in cui c’è una maggiore pressione consolare”. Su questo l’amministrazione sta lavorando, ha detto il dg, che personalmente ha avanzato una “proposta formale” per l’introduzione di una sorta di “ricompensa funzionale”.
La Farnesina è aperta a “soluzione alternative e innovative”, come la proposta di rinnovo della Carta d’identità a tempo indeterminato oltre i 70 anni, che però dipende dal Ministero dell’Interno, o altre “sperimentazioni che hanno dato buoni risultati”, sebbene “ogni sede fa scuola a sé”. Ad ogni modo “se avete proposte, avanzatele”, è stato l’invito ai consiglieri. “Se poi c’è qualche console refrattario, fatemelo sapere. È già successo…”.
Sul caso specifico di Lione sollevato durante il dibattito, Vignali ha assicurato: “farò i miei approfondimenti”.
Al momento Vignali sta sostenendo anche la proposta di legge che consentirebbe di reinvestire nelle sedi, almeno in parte, le percezioni consolari, ma intanto “il numero dei passaporti emessi aumenta del 10/20% l’anno. Vuol dire che la rete riesce a dare delle risposte. Purtroppo anche i tempi di attesa a volte aumentano”.
Per il direttore generale non si può dunque parlare di “emergenza” visto che i tempi per il rilascio del passaporto all’estero sono migliori rispetto all’Italia, dove a volte “ci vuole un anno, quando si riescono ad aprire gli slot”. Certo, ha ammesso, “c’è margine di miglioramento” e se la collaborazione con patronati ed enti da più parti auspicata può essere d’aiuto “cercherò di favorirla”, ha detto.
Quanto alle modalità di prenotazione, quella telematica non è obbligatoria: “ci si organizza in base alla sede”, sebbene Vignali abbia espresso la propria “perplessità” sul mancato uso di Prenotami. “La media di utilizzo del portale Fast it è dell’85%”, ha riferito, “c’è un 15% che utilizza invece i canali normali”.
Parlando di “procedure standardizzate”, si corre il rischio di cadere nei gangli della “burocrazia”, ha detto Vignali, per il quale sarebbe meglio lasciare “un margine di flessibilità organizzativa” alle sedi.
Sulla “sensibilità” degli operatori “stiamo insistendo molto”, anche se non sempre l’idea di “accogliere con il sorriso” ha un seguito; come pure la formazione dei consoli prima della loro partenza già è prevista con “moduli importanti” che preparino gli operatori.
Il fenomeno preoccupante sollevato infine da Merlo “sta assumendo numeri importanti”, ha confermato Vignali, ed “è un problema che dobbiamo affrontare”.
Il dibattito sembrava concluso, ma il vice segretario Conte è intervenuto rivolgendosi direttamente a Vignali. “Ferma restando la sua buona fede, chiudiamo con una menzogna sui tempi di attesa” e “questo vuol dire che i consoli le danno informazioni non veritiere”.
Il direttore generale ha accolto la preoccupazione del Cgie. “Scriverò personalmente a tutti i consoli entro una settimana per chiedere conto della discrasia tra le informazioni che mi sono state date” – 5/6 settimane – “e quelle che il Cgie mi ha riferito” – da 5/6 a 8/9 mesi –. “Ci potrebbe essere qualche console che imbroglia, in altri casi però la situazione è migliore”.
Non è finita qui.
Per Gazzola “non si tratta di chi imbroglia, ma per colpa del sistema non è possibile calcolare realmente i tempi”, tanto più se una Ambasciata, come è accaduto in America Latina, “blocca le richieste di appuntamento per la cittadinanza perché non ha personale”. In questo caso “come contiamo i tempi? Se l’appuntamento non esiste, il tempo di attesa non è misurabile”.
Sempre in Sud America è stato sollevato il caso di San Paolo, dove il Consolato ha deciso di aprire lo slot di prenotazione a orari casuali e variabili. Una scelta dettata dalla volontà di “non facilitare i faccendieri”, ma che di fatto penalizza il cittadino che non può passare l’intera giornata al computer cercando di prenotare. Se ci riuscisse i tempi di attesa per l’appuntamento possono arrivare fino a 12 mesi. Il consigliere Taddone ci ha provato 18 volte, poi mi si è affidato a un’agenzia che il giorno stesso ha ottenuto l’appuntamento. (r.aronica\aise) 




Cgie, le relazioni delle Commissioni Continentali e Tematiche

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223La sessione pomeridiana di mercoledì 19 giugno dell’Assemblea Plenaria del Cgie, in corso a Roma presso la Farnesina, è stata dedicata alle relazioni delle Commissioni Continentali e Tematiche. Il primo a prendere la parola è stato Walter Petruzziello che ha illustrato la relazione della Commissione Continentale per l’America Latina,. Molti i punti portati all’attenzione da Walter Petruzziello anche attraverso video-conferenze con tutti i Presidenti dei Comites i cui Paesi non sono rappresentati nel CGIE. “E’ stata una riunione molto interessante. – ha rilevato Petruzziello –  Abbiamo dato la parola anche alla consigliera Stephania Puton da Porto Alegre, che ha fatto una relazione su quanto è accaduto nel Brasile del sud, veramente una tragedia, centinaia di morti, migliaia di dispersi per l’inondazione , il Consolato sotto l’acqua. Abbiamo pensato se fosse possibile istituire una canale istituzionale per raccogliere dei fondi e Come impostare una cosa del genere per un futuro se ci fosse bisogno”. Petruzziello ha segnalato sia problematiche relative all’accesso ai corsi di lingua italiana, sia la necessità di uniformità nelle procedure per la fruizione dei servizi consolari nell’America Latina. Dopo l’intervento del  Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile , che si è riservato “di produrre un documento molto più proficuo e produttivo dopo aver analizzato i dati che riguardano anche alcune tematiche che sono state oggetto della relazione di Governo”, ha preso la parola il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti: “Abbiamo analizzato gli ultimi dati disponibili sulla mobilità circolare e ci siamo concentrati su alcuni questioni puntuali e concrete come il discorso su lingua, cultura e scuola, i programmi di rimpatrio, lo spopolamento, l’assistenza sanitaria per i frontalieri, il rilascio dei passaporti e i servizi ai connazionali. In sintesi – ha aggiunto – abbiamo cercato di fornire un supporto al Cgie, al Comitato di Presidenza e alle Commissioni tematiche”. La nostra attenzione prioritaria l’abbiamo concentrata poi su tre temi citati: rimpatrio, spopolamento e mobilità circolare, ma diciamo anche sanità e un accenno finale a lingua e cultura”. Lodetti ha quindi segnalato come i consiglieri di nomina governativa ritengano che l’aumento di cittadini all’estero debba portare a lavorare su due temi: il primo “è quello del miglioramento dei servizi, sia di quelli consolari che di quelli di altri soggetti deputati a farli, secondo la legge, come Patronati, Camere di Commercio, etc, in una chiave sinergica e funzionale; il secondo tema è connesso al riconoscimento della cittadinanza che ha toccato un numero considerevole di persone”.  A seguire l’intervento del Direttore generale per gli Italiani all’Estero del Maeci Luigi Maria Vignali, che ha fornito  risposte ad alcuni punti sollevati nel corso del dibattito , iniziando ad esempio dal tema del recente voto, per quanto riguarda il possibile ricevimento da chi ha optato di votare nel paese in cui vive anche della cartolina dallo Stato italiano. In proposito il Direttore Generale ha segnalato il dialogo complesso fra il Ministero dell’Interno italiano e i ministeri di altri paesi per l’allineamento dei dati. Sul tema della cittadinanza Vignali ha ricordato che la competenza è del Ministero dell’Interno, ma ha suggerito la realizzazione di proposte comuni da parte del Maeci e del Cgie per affrontare il problema delle grandi richieste di cittadinanze. Sulla questione della prenotazione degli appuntamenti presso i consolati il Direttore Generale, dopo aver rilevato che il servizio Prenotami funziona, ha sottolineato come nel giro di alcuni mesi sarà messo disposizione delle sedi all’estero un sistema sempre più sicuro e omogeneo. Per quanto riguarda la mancanza di un consigliere nel Cgie per l’Africa Vignali ha suggerito che il Coniglio Generale inviti ai suoi lavori un rappresentante della nostra comunità in quell’area.    Passando alle relazioni dei presidenti delle Commissioni tematiche il primo a prendere la parola è stato Cretti Giangi, Presidente della Prima Commissione (Informazione e Comunicazione). “La nostra commissione – ha esordito Cretti –  ha avuto la possibilità di una serie di interlocuzioni autorevoli, importanti avendo anche l’opportunità di affrontare tematiche molto concrete e attuali”. “Il primo incontro – ha sottolineato Cretti – è stato con i rappresentanti del Dipartimento dell’Editoria della Presidenza del Consiglio, che sono sempre interlocutori preziosi e che ci danno risposte concrete a questioni che riguardano l’edizione di pubblicazioni per gli italiani nel mondo realizzate all’estero o in Italia. Legate evidentemente sull’accesso ai contributi”. Cretti ha poi ricordato che per il 2023 sono entrate 15 richieste di contributo di testate edite in Italia e diffuse all’estero, e 40 da parte di imprese che sono operative all’estero e che il numero delle testate o imprese che richiedono il contributo è in costante diminuzione. Secondo Cretti vi sono una serie di problemi ancora irrisolti e “all’orizzonte c’è una revisione del regolamento, attenzione non di una riforma della legge dell’editoria ma del regolamento di applicazione”. Un regolamento che dovrebbe partire dal 2025. Cretti ha poi riferito di aver incontrato Fabrizio Ferragni, il direttore dell’offerta estero della Rai il quale ha confermato che la loro comunicazione viene veicolata attraverso quattro canali, che sono diversificati per fasce e fusi orari. Un segnale, quello di Rai Italia, previsto anche per l’Europa.  Per la Seconda Commissione Tematica (Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria), è intervenuta alla presidente Maria Candida Imburgia. “Da decenni – affermato Imbrugia – oramai è superato lo stereotipo dell’emigrato partito con la valigia di cartone. Oggi gli italiani all’estero sono, giovani, studenti lavoratori, famiglie e pensionati che ogni giorno chiedono assistenza in merito a problematiche previdenziali, fiscali, socio-economiche, e di rapporto con interlocutori istituzionali stranieri”. La presidente ha poi ricordato come un recente studio della Fondazione Migrantes metta in evidenza come tra le prime cinque regioni dalle quali partono per l’estero i nostri concittadini, ben quattro siano del nord. “Un dato che deve far riflettere tutti noi. L’emigrazione è in crescita e con essa aumentano le motivazioni che la generano e conseguentemente le necessità di consulenza e supporto”.  Imbrugia si è anche soffermata sulle connotazioni dell’emigrazione femminile;  “Le donne italiane non si recano più all’estero per ricongiungersi ai propri uomini, ma soprattutto per inseguire un maggiore benessere economico e una carriera professionale più qualificante”.  Per il Presidente della Terza Commissione (Diritti Civili, Politici e Partecipazione), Filippo Ciavaglia il programma di lavoro ha posto all’ordine del giorno della Commissione tre temi condivisi e ritenuti urgenti dall’Assemblea stessa: riforma del regolamento del Cgie, legge istitutiva di Comites e legge istitutiva del Cgie. “Voglio fare due considerazioni – ha esordito Ciavaglia – sul metodo e il merito adottato da questa commissione e voglio condividere con tutta l’assemblea il percorso unitario e non unilaterale che ha portato al licenziamento dei testi posti alla vostra attenzione, la professionalità e la disponibilità di tutta la commissione che presiedo, ha sottolineato”.  “Non siamo partiti da zero – ha continuato – abbiamo condiviso quelle proposte elaborate che più soggetti hanno messo in campo. Una massima condivisione indipendentemente dalla provenienza di questa o di quella parte, più o meno sensibile in alcuni temi. Questo metodo ci ha permesso di avere un’ampia visione sul tema in oggetto, assorbendo più punti di vista, con il percorso che ci ha visto interloquire sia con il CDP che con il Comites. Il metodo invece – ha aggiunto Ciavaglia – ci ha permesso di sintetizzare punto per punto, articolo per articolo, comma per comma, i due elaborati consegnati all’Assemblea che sono il frutto di un lavoro collegiale e condiviso che vi consegna un lavoro unitario”. Dopo il  saluto del deputato della Lega Simone Billi (ripartizione Europa), che si è detto disponibile a lavorare con il Cgie e ha rivolto un pensiero particolare allo scomparso Segretario Generale Schiavone, ha preso la parola Fabio Porta (Pd – ripartizione Europa) “Sulla cittadinanza, – ha esordito  il deputato – ecco io inviterei tutti a maneggiare con cura come si dice per le cose fragili, delicate, questo tema è molto delicato, molto importante nella nostra emigrazione. Voglio ricordare a tutti che la nostra legge di cittadinanza è anche figlia della nostra emigrazione. Il secondo invito è a considerare la nostra legge sulla cittadinanza come un’opportunità. Evitare di considerarla sempre e solo come un problema, come una fonte di questioni problematiche che noi ovviamente non facciamo finta di non vedere”. “Un Paese come il nostro – ha continuato il deputato – che ha un drammatico bisogno di nuova linfa, di nuova immigrazione, di nuove figure sia parlando di lavoro che parlando di università, di studio, dovrebbe vedere l’immigrazione come un’opportunità e non come un problema e per questo motivo, io che sono un sostenitore dello jus scholae, sono anche sostenitore di uno jus sanguinis, che magari si possa, addolcire, possa anche diventare uno jus culturae”.  Per quanto riguarda la cittadinanza Porta che, si è detto contrario all’introduzione per l’acquisizione del limite generazionale,  ha sottolineato la necessità di renderla  più vicina all’Italia, parlando della lingua italiana, della Costituzione italiana, dei nostri valori e cercando di avvicinare gli italici.  Pe quanto riguarda la messa in sicurezza del suffragio all’estero Porta si è detto favorevole ad un sistema misto di voto , che metta insieme vari meccanismi per dare comunque a tutti la possibilità di votare e per evitare l’inversione dell’opzione  di voto che non ha favorito la partecipazione nelle elezioni dei Comites. Il deputato ha infine parlato della sua risoluzione presentata in Parlamento sul Progetto del Turismo delle Radici in cui si segnalano sia le grandi potenzialità di questa iniziativa, sia varie criticità. In proposito Porta ha auspicato un maggior coinvolgimento nel Progetto del mondo degli italiani all’estero. I lavori della Quinta Commissione (Promozione Sistema Paese all’Estero), sono stati illustrati dal Presidente Massimo Romagnoli “Con grande spirito di squadra – ha spiegato Romagnoli – abbiamo cercato di far conosce la nostra commissione, il nostro impegno anche attraverso organi di stampa nazionali e internazionali, catturando anche l’attenzione di un mensile importante come Forbes. A Bruxelles abbiamo organizzato un progetto pilota favorendo gli prenditori italiani. Abbiamo fatto visita ai responsabili commerciali delle ambasciate di Belgio, Germania, Spagna, Albania, Montenegro e Grecia, e incontrato importanti sindaci italiani come quello di Palermo”. “Vorremmo agevolare – ha aggiunto il Presidente – la penetrazione nei mercati esteri di tante piccole e medie imprese e dei prodotti del Made in Italy, vorremmo attirare l’attenzione e informare i produttori italiani delle opportunità messe a disposizione dalla Commissione europea dei fondi europei diretti, e vorremmo fare una banca dati dei soli imprenditori italiani che risiedono e operano all’estero. Continuare quindi a comunicare le nostre attività, organizzare altri eventi nel mondo come il Premio degli imprenditori italiani nel mondo”. I lavori della sesta Commissione (Conferenza Permanente Stato, Regioni, Provincie Autonome, CGIE) sono stati illustrati da Pietro Mariani che ha spiegato come la sesta Commissione, la più numerosa con quindici componenti, abbia il compito di indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità degli italiani all’estero. Tanti i punti discussi, affrontati anche con l’On. Porta che ha partecipato ai lavori. “Si è parlato della questione del finanziamento delle consulte regionali e di tutto l’associazionismo regionale nel mondo che negli ultimi anni è stato ridotto ai minimi termine o praticamente azzerato”, ha segnalato Mariani che segnala come ci siano molte regioni che sul fronte delle consulte sono praticamente ferme . Questi sono argomenti che la Commissione vuole affrontare ma chiede al Comitato di Presidenza delle linee direttrici. Mariani si è inoltre detto rammaricato  per l’impossibilità di svolgere la Conferenza Stato, Regioni, Provincie Autonome Cgie nei tempi prevosti. Per l’attività della Settima Commissione (Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove) ha preso la parola il Presidente Matteo Bracciali che ha parlato di obiettivi precisi da raggiungere come ad esempio provare a coinvolgere e allargare le iniziative ai nuovi espatriati, aprire a nuovi contributi, anche fine di raccontare altre storie. E poi focalizzarsi sui contenuti e sulla progettualità, anche attraverso la realizzazione di un evento pubblico che consenta di scambiare buone prassi individuando una linea progettuale sostenuta dalle istituzioni. Vi è poi stato un intervento del consigliere di nomina governativa   Raimondo Pancrazio, che ha fatto il punto su varie questioni, come quelle dei frontalieri e della sanità.  Nel chiudere la sessione sulle esposizioni delle Commissioni tematiche, la Segretaria Generale Prodi ha ricordato la necessità di affrontare i vari punti in discussione con organizzazione senza sovrapporre il lavoro volontario con quello delle istituzioni. Ha infine preso la parola Silvana Mangione, Vice Segretaria per i Paesi Anglofoni Extraeuropei, che ha sottolineato come la riduzione dei consiglieri del Cgie abbia fatto sì che l’intero continente africano non abbia un suo rappresentante nell’Assemblea. La Mangione ha inoltre ricordato come le registrazioni all’Aire stiano crescendo del 6% negli Stati Uniti, “la maggior parte degli arrivi – ha spiegato il Vice Segretario – sta andando a New York, un punto in cui si arriva e poi si decide dove andare…. Molti dei nuovi iscritti Aire nel continente – ha aggiunto – provengono dai riconoscimenti di cittadinanza dell’America Latina. C’è inoltre una grande rappresentanza di italo americani che sta crescendo in Florida”, si sta crescendo del 2% anche Canada e in Australia con una diaspora di tipo diverso rispetto al passato.  (Nicolina Di Benedetto- Inform)




Le relazioni delle Commissioni e dei Vicesegretari del Cgie

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19cgielucaNuova mobilità, editoria italiana all’estero, rappresentatività, comunicazione mirata, problematiche nei servizi consolari, problematiche riguardo al diritto di voto, possibili riforme per un futuro più inclusivo, relazione con le Istituzioni, turismo delle radici, brexit e parità di genere. Sono tanti gli argomenti affrontati nel pomeriggio di questa terza giornata di Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE, in corso fino a venerdì alla Farnesina, che ha visto protagonisti i Vice Segretari Generali per area geografica, i Presidenti di sei delle otto Commissioni tematiche e le Coordinatrici di tre Gruppi di lavoro.
Ad aprire la discussione del pomeriggio è stato Walter Petruzziello, componente del comitato di presidenza, che ha fatto le veci del Vice Segretario Generale per l’America Latina, Mariano Gazzola. “Abbiamo parlato con tanti comites, anche quelli tra i paesi non rappresentati nel Cgie”. E “abbiamo parlato della tragedia del Rio grande do Sul, per la quale si è pensato di istituire un canale istituzionale per raccogliere dei fondi. Lo hanno già fatto i comites ma è difficile fare uscire le risorse raccolte”. Inoltre, ha manifestato “l’appoggio a cambiare sede al Consolato di Porto Alegre, speriamo in una inaugurazione a breve”. Petruzziello ha poi voluto evidenziare la sua preoccupazione per la tabella del Cgie e per la sparizione di diversi paesi, compresi quelli nell’America Centrale. “Nella prossima consiliatura, alcuni paesi avranno un aumento di consiglieri e altri ancora non averne affatto. È una questione seria, dobbiamo pensare a fare qualcosa di diverso per rivedere la tabella”. Infine, ha spiegato di avere sul tavolo delle questioni anche un maggiore accesso alla diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero in America Latina. Ma ancor più preoccupazione, il componente del CDP l’ha manifestata riguardo l’incapacità di riempire tutte le cariche per i funzionari dei consolati: “non c’è mai copertura totale dei posti. Servono modifiche e incentivi per coprire e trasformare il ruolo dei funzionario all’estero. Mancando personale, mancano anche i servizi adatti ai nostri connazionali”. Da ultimo, Petruzziello ha chiesto “uniformità nelle procedure dei consolati in tutto il Sud America. Lo dobbiamo fare uniti. Perché alcuni funzionari non sono dovutamente preparati. E questa è una questione che va gestita dalla nostra direzione”.
Dopo il breve intervento di Giuseppe Stabile, neo vicesegretario per l’Europa e i paesi del nord Africa, che ha spiegato che nei prossimi giorni verrà prodotto un documento più proficuo, è potuto intervenire Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa, che ha spiegato come, con i consiglieri di nomina governativa, abbiano affrontato nelle riunioni di questo periodo diversi punti partendo dall’analisi degli ultimi dati sulla mobilità, ossia: impatrio, spopolamento, sanità e lingua e cultura, con anche una piccola appendice su cittadinanza e servizi, confrontandosi con diversi parlamentari eletti all’estero e altri sono già in programma nel prossimo futuro. Ma soprattutto, Lodetti si è detto soddisfatto per aver inaugurato “un metodo che mira ad avvicinare ulteriormente il mondo istituzionale, il parlamento nello specifico, in modo da avere un rapporto fluido con i parlamentari che aiutino la vita dei nostri connazionali nel mondo”. “Vogliamo riprendere il discorso sugli italiani all’estero nelle istruzioni ma anche nella società civile. Abbiamo analizzato i dati Istat: si nota una grande ripresa della mobilità, specie dei giovani (oltre 100 Mila quest’anno). In Italia aumenta la denatalità, la popolazione e la forza lavoro invecchiano e si accentua lo spopolamento. In un fenomeno migratorio come questo è fondamentale sostenere rapporti tra i paesi di provenienza e gli emigrati. Servono mantenimento del legame e incentivi, tra cui le agevolazioni fiscali per chi possiede la casa. In modo da pensare, nel lungo periodo, alla circolarità del fenomeno”. Il vice segretario di nomina governativa ha poi spiegato come il “nostro gruppo vuole verificare alcune politiche del governo e l’azione dei parlamentari eletti all’estero. Con i deputati abbiamo lavorato sul fronte fiscale, pareggiare le condizioni degli italiani all’estero a quelli italiani; abbiamo parlato di denatalità e dei provvedimenti del deputato Fabio Porta così come del DDL del deputato Andrea Di Giuseppe sul tenere i servizi del SSN con un contributo. Continueremo a lavorare, auspicando un rapporto continuo con il MAECI per ciò che riguarda gli enti gestori”. Secondo quanto comunicato da Lodetti, infatti, è “necessario migliorare i servizi, anche attraverso patronati e CCIE, e migliorare il modo in cui vengono riconosciute le cittadinanze per una cittadinanza consapevole anche attraverso percorsi formativo spiegando diritti e doveri dei cittadini”.
Prima dei Presidenti delle Commissioni Tematiche, ha preso parola anche Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, che ha risposto a diverse questioni e dubbi fuoriusciti dalla prima parte della giornata di lavori, tra cui le problematiche legate alle schede elettorali all’estero, il dialogo spesso complesso fra Ministeri dell’interno dei diversi paesi e sulla mancanza di rappresentatività di tutte le comunità italiane all’estero, specie quella dall’Africa, ad oggi Continente senza nessun rappresentante nel Consiglio Generale. “Il cgie – ha suggerito Vignali – potrebbe invitare rappresentanti dell’Africa per avere un riscontro su quelle comunità”. Poi ha potuto parlare anche del rilascio dei passaporti e delle cittadinanze, specificando come le regole, per la questione, siano fatte dal Ministero degli Interni, ma “insieme, Farnesina e CGIE possiamo portare proposte per risolvere il problema del grande faldone delle cittadinanze”. Così come riguardo il problema degli intermediari sugli appuntamenti per richiedere il Passaporto: “un problema che stiamo contrastando” e che non può annoverarsi solo con le difficoltà del servizio “Prenotami”, che secondo Vignali “funziona”, ma possono verificarsi perché “le richieste sono tante”. Una cosa ha voluto assicurare il Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, ossia che “nel giro di alcuni mesi riusciremo a mettere a disposizione delle sedi un sistema sempre più sicuro”, e forse anche più “omogeneo” nonostante le sedi all’estero siano “molto diverse tra loro”, così come gli utenti.
È stata poi la volta di sei dei presidenti delle otto commissioni tematiche. A prendere parola, il presidente della I commissione, “Informazione e Comunicazione”, Giangi Cretti, che spiegato di aver avuto, nella riunione di ieri, diverse interlocuzioni per affrontare diverse tematiche accompagnati da due esperti, Franco Sitti e Patrizia Perilli. Tra questi incontri, la Commissione ha incontrato il dipartimento dell’Editoria della Presidenza del Consiglio che “ci hanno dato risposte concrete”. Specie riguardo i contributi per gli editori italiani all’estero e per i quotidiani che fanno informazione per loro. “La prima rata è stata già erogata – ha spiegato Cretti – e il saldo avverrà entro la fine dell’anno, rispettando i tempi. Con la sola esclusione, per mancanza di anzianità, de L’eco di Londra”. Per quanto riguarda i periodici, i “tempi sono più dilatati, è stato liquidato il contributo del 2022”. Ma una cosa è già riscontrabile, ha aggiunto: “il numero delle testate che richiedono contributi è in costante diminuzione”. “Il contributo complessivo rimane attorno ai 2 milioni di euro”. Ma ci sono ancora problemi, specie riguardo la criticità dell’invio dei documenti in tempo utile. Un problema che “riguarda anche gli uffici consolari”. Altro problema segnalato da Cretti è il ruolo dei comites che “non hanno obbligo di inviare la tenuta contabile, ma devono mandare solo un parere. E spesso i pareri sono di natura politico-culturale e bloccano contributi”. È importante, ha informato ancora il Presidente della Commissione I, “che gli statuti stabiliscano in modo chiaro che ogni editore ha diritto a una testata. E i costi che ha devono essere tracciabili, i documenti presentati in lingua italiana e l’invio delle copie fatte a spese proprie”. Cretti ha infine segnalato che all’orizzonte “c’è una riforma del regolamento (non della legge) che dovrebbe entrare in vigore nel 2025 e che punta a una semplificazione che a noi però potrebbe sembrare una complicazione”. Riguardo alle testate digitali, invece, non sono previsti contirbuti al momento in quanto non ci sono i requisiti per capire il valore della testata e i contributi che gli spetterebbero. Infine, ha parlato anche dell’incontro avuto con Fabrizio Ferragni, direttore dell’offerta per l’estero della Rai, e il consigliere d’Ambasciata, Giovanni Maria De Vita, per il turismo delle radici: “c’è ancora da capire i fondi per le pubblicità istituzionali, ci sono ancora dubbi”. E per concludere ha auspicato una collaborazione più intensa con Davide Marotta, responsabile dell’informazione del MAECI, che si è detto disponibile per consulenza al Cgie.
È intervenuto poi Maria Candida Imburgia, della Commissione II “Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria” che ha spiegato a grandi linee il programma operativo, ossia “monitorare bisogni ed esigenze dei flussi migratori”, specie in un mondo come quello dell’emigrazione sempre più giovane, fatto di lavoratori e studenti “che chiedono risoluzione a problemi fiscali e burocratici. L’Italia fuori è sempre più giovane e l’Italia in Italia è sempre più anziana. La mobilità è sempre più inquieta, c’è chi parte, c’è chi resta e c’è chi torna. Una realtà poi composita rispetto al passato. Da parte nostra serve attenzione sempre più qualificata”. E più in particolare riguardo la sanità “serve ricerca, informazione puntuale ed efficace, capire come procedere alla ricerca”. Ma serve, secondo Imburgia, una “interlocuzione tra MAECI e patronati e definire questa sinergia”.
Dopo di lei, ha preso parola Filippo Ciavaglia, della Commissione II Dirti Civili, Politici e Partecipazione, che ha spiegato di aver discusso principalmente di tre temi: la riforma del regolamento Cgie, la legge istitutiva del comites e la legge istituiva del Cgie. Con una postilla sulla legge elettorale. “C’è stata massima condivisione nella commissione. E conveniamo sul fatto che servano delle riforme”.
Tra una Commissione ed un’altra, hanno preso parola brevemente anche i deputati eletti all’estero Fabio Porta, del Pd, e Simone Billi, della Lega. “Vogliamo dialogare con la nuova segretaria generale – ha spiegato Porta che è stato presente tutto il giorno ai lavori -. Emigrazione e immigrazione sono due realtà che stanno salvando l’Italia”. C’è “da migliorare sul voto: ad ogni tornata elettorale ci sono brogli” ha spiegato ancora. Sul turismo delle radici, invece, ha detto: “la gestione del progetto ha uno strabismo, si rivolge agli italiani all’estero ma si svolge tutto in Italia. Servivano progetti più complessivi per un progetto che ha criticità molto grandi. Ma possiamo migliorarlo.
Billi si è invece detto pronto ad aiutare la causa per qualsiasi cosa.
Ha parlato poi il Presidente della V Commissione, Massimo Romagnoli, Promozione del Sistema Paese all’Estero, che ha evidenziato come in questi mesi di lavoro “abbiamo cercato di farci conoscere alle istituzioni. Abbiamo presenziato a diversi incontri. E abbiamo parlato con organi di stampa. Ma stiamo pensando ancora al futuro affinché gli italiani all’estero ci conoscano meglio. Diverse sono le iniziative pensate: come una banca dati degli imprenditori italiani all’estero”.
In seguito, è intervenuto il Presidente della Commissione VI, Pietro Mariani, Conferenza Permanente Stato, Regioni, Province Autonome, CGIE: che si è detto rammaricato per l’impossibilità di svolgere la conferenza permanente nella scadenza dei tre anni, come da legge (che ricadrebbe quest’anno). “Vorremmo farlo nel 2025”. A tal ragione, Mariani ha pensato alla possibilità di diverse consulenze e si è rammaricato anche sul fatto di essere “esclusi dalla vita politica della regione, non ci possiamo candidare alla regionali. Un tema di cui abbiamo discusso e che dovrebbe cambiare”.
Infine, ha preso parola Matteo Bracciali, della commissione 7, Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove: “entro metà novembre vorremo provare a ragionare insieme in un momento pubblico”, ha spiegato. Questo porterebbe a: “allargare e coinvolgere la partecipazione dei nuovi expat, tema che coinvolge tutte le nostre comunità; focalizzare i contenuti e le finalità, scambiando buone prassi; riuscire a isolare una linea progettuale per gli expat sostenuto dalla rete consolare e dalle istituzioni”.
Sul tema, ha parlato anche il Consigliere Raimondo Pancrazio, che ha aggiunto una nota sullo stato dell’arte della questione sanità, frontalieri e iscrizione al SSN.
Hanno preso poi parola 3 delle esponenti di 3 Gruppi di Lavoro: prima Barbara Sorce, del gruppo di lavoro sul Turismo delle Radici: “ci siamo posti
l’obiettivo di sviluppare strategie per esperienze autentiche. Nel frattempo abbiamo creato reti di contatto, abbiamo stabilito partenariati, delineato i profili di viaggiatori, partecipato a dibattiti locali in seguito ai bandi dei comuni e pensando anche al giubileo”.
Poi la consigliera Maria Elena Rossi, del gruppo Parità di Genere, che ha spiegato: “abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione, “soli insieme si può”. Abbiamo coinvolto figure diverse. Cercando di coinvolgere anche uomini e adolescenti, per cercare di attivare un cambiamento complessivo nella società. Abbiamo fatto rete. Abbiamo creato premi e contributi e vogliamo continuare la campagna e creare un manuale per l’uso del linguaggio inclusivo. Il passo in avanti non è più prorogabile. E abbiamo ancora tanti progetti per contribuire alla diffusione di una nuova cultura per una società in cui equità e inclusione sono rappresentati al meglio”.
Infine, ha preso parola Elena Remigi, che ha parlato dell’impatto della brexit sulle difficoltà degli italiani in UK, i problemi alle frontiere, i problemi con la tessera sanitaria europea. “Abbiamo sentito il parlamentare Crisanti e speriamo di risolvere questi problemi”. (l.m.\aise) 




Stabile nuovo vice segretario del CGIE per Europa e Nord Africa

giuseppe stabile bis immagine12

giuseppe stabile bis immagine12Con 31 voti favorevoli l’Assemblea Plenaria del Cgie ha eletto il consigliere della Spagna Giuseppe Stabile, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord. Stabile prende il posto di Chiara Prodi che in mattinata era stata eletta alla carica di Segretario Generale. In questa elezione ha inoltre ottenuto 27 voti Tommaso Conte (Germania), due le schede bianche. “Colgo l’occasione per esprimere il mio pensiero – ha esordito Stabile nel suo discorso introduttivo – riguardo a come dovrebbe essere un componente del Comitato di Presidenza. Chi conosce la mia persona sa, che nell’esercizio delle mie azioni e anche nella professione, ho l’obbligo di guardare le cose sempre in maniera oggettiva. Ritengo che nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nel momento in cui noi acquisiamo una carica, dobbiamo spogliarci di tutto ciò che noi rappresentiamo, se non la parte che riguarda la tutela dei nostri connazionali, perché noi solo a loro dobbiamo rispondere. In questo contesto – ha aggiunto Stabile – il rappresentante del Consiglio Generale del Comitato di Presidenza, dovrebbe esprimere la sua totale oggettività nelle sue decisioni… Come consiglieri nel Consiglio Generale –  ha concluso Stabile – questo dobbiamo fare, gli interessi degli italiani all’estero”.  “È nostro compito – ha affermato Conte – garantire a questo organismo un costante dialogo con le collettività italiane all’estero e, con costante impegno, raccoglierne le aspettative, i bisogni e le esigenze da presentare alla nostra amministrazione. Si tratta di mantenere vivo un dialogo a doppio binario, con la nostra gente da una parte e con i responsabili politici dall’altra. In questa doppia azione l’essere radicato su un territorio, l’avere una visione quotidiana della vita da italiano all’estero è di fondamentale importanza. L’emigrazione – ha ricordato il consigliere – è in costante aumento, nello stesso tempo il nostro paese è alle prese con problemi territoriali, nazionali di immense dimensioni. È nostro compito, sempre nelle sedi opportune, mettere sotto gli occhi di chi ci governa la realtà degli oltre 7 milioni di cittadini italiani all’estero”. “Il tempo a disposizione – ha aggiunto Conte – è sufficiente per occuparci con serietà e massima attenzione, della salvaguardia dell’intervento scolastico culturale, anche a favore dei bambini italiani nati o che vivono all’estero. Il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale. Istruzione significa anche la cura della lingua madre, la conoscenza del paese di origine, per onorare una cittadinanza da cui scaturiscono, anche se ci si trova all’etero. diritti e doveri alla pari di qualsiasi altro cittadino italiano nato e residente in patria”.  Conte ha poi parlato della necessità di migliorare i servizi consolari e di equiparare il regime fiscale nell’applicazione dell’imposta municipale, così come della tassa sui rifiuti, sugli immobili posseduti in Italia dagli iscritti all’Aire. “Particolare attenzione – ha continuato Conte – va dedicata ai connazionali anziani, che sono stati pionieri del fenomeno migratorio, e quelli che hanno onorato la nazione lasciando l’Italia e imponendosi all’estero con tenacia, intelligenza e serietà. Liberiamo gli anziani dalla burocrazia, ad esempio attraverso il rilascio dei passaporti di durata illimitata a coloro che hanno compiuto 70 anni” . Per Conte è inoltre necessario un pacchetto di riforme riguardanti la modifica della legge sulla cittadinanza, le leggi dei Comites e del Cgie,  l’editoria, la revisione sulla disciplina per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero e la ratifica della convenzione tra Maeci e patronati. (Lorenzo – Morgia – Inform)




“Verso le Americhe. Canzoni e racconti dell’emigrazione italiana tra Argentina e Stati Uniti”

fonte comune di genova 1 mei facciata giorno 550x223

fonte comune di genova 1 mei facciata giorno 550x223“Verso le Americhe. Canzoni e racconti dell’emigrazione italiana tra Argentina e Stati Uniti”: è il recital di e con Elena Buttiero (pianoforte) e Ferdinando Molteni (voce, chitarra e narrazione) in programma per la Festa della Musica al MEI -Museo  Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova . Il 21 giugno sarà una serata speciale . Alle 19 l’apertura del museo, con visita libera. Alle 20:30: verrà offerto ai presenti un piccolo brindisi in compagnia della dott.ssa Anna Maria Saiano e dello scrittore Mario Bozzi Sentieri, in rappresentanza del Consiglio di amministrazione del MEI. Alle 21.00 inizio spettacolo e ultimo ingresso. Al primo piano del museo sarà possibile assistere al recital di e con Elena Buttiero e Ferdinando Molteni che, attraverso musica e parole, racconteranno le storie degli emigrati italiani nelle Americhe nei secoli scorsi.

L’evento, gratuito e aperto al pubblico, sarà fruibile previa prenotazione online al link: https://bit.ly/4el6x2y . (Inform)




Toronto. Anche una mappa dell’Italia da firmare dove sono le proprie radici

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toronto italea a taste of little italy per celebrare le radici immagine3 370x223Un’occasione per mostrare e celebrare l’identità italiana e promuovere il Turismo delle Radici tra cultura, tradizioni, gastronomia, musica: è stata un successo la missione di Italea in Canada. Il programma di promozione del Turismo delle Radici, lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU, è stato protagonista al Festival “Taste of Little Italy”, organizzato da Chin Radio/TV International nel weekend del 15 e 16 giugno a College Street, il quartiere degli italiani a Toronto.

LA COMUNITÀ ITALIANA Il progetto Italea mira ad attrarre italiani all’estero e italo-discendenti intenzionati a scoprire i luoghi e le tradizioni delle proprie origini, fornendo un insieme di servizi per agevolare il viaggio in Italia. “Per noi è molto importante essere qui perché la comunità italiana ha dato un contributo importante alla crescita di Toronto e del Canada e noi vogliamo ringraziare gli Italocanadesi proponendo loro il viaggio delle radici per portarli in Italia, a visitare la loro terra d’origine”, ha detto Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Esteri. Un entusiasmo condiviso da Giovanni Maria De Vita, responsabile del Progetto per il Ministero degli Esteri. “Con la nostra presenza a Little Italy abbiamo invitato gli italo canadesi a tornare nei loro luoghi di origine per riscoprire le proprie radici”.

LE AUTORITÀ AL TAGLIO DEL NASTRO Molte le autorità presenti al taglio del nastro dell’area di Italea: in particolare sono intervenuti, oltre a Vignali e De Vita, anche Luca Zelioli (Console Generale di Toronto), Chrystia Freeland (Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze del Canada), Anthony Rota (parlamentare canadese ed ex presidente della House of Commons), Francesco Sorbara (parlamentare canadese), Mike Colle (consigliere comunale e vicesindaco di Toronto), Salvatore Basile (manager dell’ENIT), Michela Di Marco (presidente del Comites di Toronto), i rappresentanti delle varie Regioni presenti, fra i quali Paolo Giuntarelli (Direttore della Direzione Regionale Affari della Presidenza, turismo, cinema, audiovisivo e sport della Regione Lazio), Antonio Nicoletti (direttore generale Apt Basilicata) e l’assessore regionale Salvatore Micone con delega al Turismo e Cultura della Regione Molise. Presente anche Lenny Lombardi di Chin Radio.

LE ITALEE REGIONALI Con Italea, sono sbarcati a College Street i gruppi regionali di Abruzzo, Lazio, Molise, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Sicilia: ognuno ha portato le proprie tradizioni negli stand appositamente allestiti lungo la “strada degli Italiani a Toronto”, insieme ai tantissimi altri operatori presenti. Italea è stato presentato nel corso di una conferenza stampa al Fairmont Royal York di Toronto, organizzata in collaborazione con ENIT. Il progetto ha riscosso un grande successo tra la stampa, il mondo delle imprese, dell’Associazionismo e degli italodiscendenti presenti all’appuntamento.

LA MAPPA DELLE ORIGINI Ad attirare l’attenzione di centinaia di italocanadesi è stata una mappa dell’Italia che ognuno poteva “firmare” con il nome del proprio luogo di origine. E tanti, tantissimi italocanadesi hanno voluto, orgogliosamente, apporre il nome del borgo o della città d’Italia nelle quali affondano le loro radici, riempiendo in poche ore la cartina collocata a fianco dello stand principale di Italea. (Inform)