Vienna, presentata l’Associazione per Scambi Scientifici Austria Italia

vienna presentata lassociazione per scambi scientifici austria italia

vienna presentata lassociazione per scambi scientifici austria italiaL’Ambasciatore d’Italia in Austria, Giovanni Pugliese, ha presieduto a Palazzo Metternich, sede della Ambasciata d’Italia a Vienna, un importante evento di diplomazia scientifica dedicato al lancio istituzionale della Associazione per gli Scambi Scientifici Austria Italia (ASSAI) che riunisce gli accademici e i ricercatori italiani che vivono e lavorano in Austria.

“Contiguità geografica e culturale, e un ottimo ecosistema scientifico, rendono l’Austria un paese di grande attrazione per i ricercatori italiani. Sono certo che questa giornata sarà determinante nel rafforzare i rapporti scientifici dei nostri due paesi, che insieme possono non solo dialogare, ma suggerire, con gli strumenti di cui ci stiamo dotando, una vera e propria agenda di sviluppo e crescita delle collaborazioni scientifiche bilaterali e multilaterali”, ha dichiarato l’Ambasciatore Pugliese nel suo saluto di benvenuto.

Per parte italiana hanno partecipato all’iniziativa la Prof.ssa Maria Chiara Carrozza, già Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ed attualmente Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Prof. Antonio Zoccoli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e la Prof.ssa Caterina Petrillo, Presidente di Area Science Park Trieste, hub scientifico e tecnologico di interesse per l’ecosistema austriaco della ricerca.

Molto nutrita e rappresentata la comunità dei ricercatori italiani, che hanno dato luogo ad una conversazione sul loro ruolo e sulla loro esperienza in Austria e sulle potenzialità della nascente associazione.




150 anni di Immigrazione Italiana in Brasile: il Congresso brasiliano celebra l’Amicizia tra i due Paesi

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capturaIl Fronte Parlamentare Misto Brasile-Italia, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, ha organizzato in queste ore una sessione solenne del Congresso Brasiliano per celebrare il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile. L’evento ha segnato questo straordinario traguardo storico, ricordando l’arrivo della nave “La Sofia”, che portò i primi migranti italiani in Brasile nel 1874.
La cerimonia ha visto la partecipazione di diverse personalità, tra cui il Presidente del Fronte Parlamentare Brasile-Italia, Luiz Fernando Faria, il Presidente del Gruppo di Amicizia Parlamentare Italia-Brasile, Eros Biondini, il Deputato del Parlamento italiano eletto all’estero, Fabio Porta, e l’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese.
Durante la solennità, sono stati eseguiti gli inni nazionali del Brasile e dell’Italia, e uno dei momenti più emozionanti della cerimonia è stata la presentazione di un francobollo commemorativo, creato dalle Poste Brasiliane, celebrando i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile. Il francobollo è stato consegnato dalla Direttrice delle Poste, Maria do Carmo Lara Perpétuo, all’Ambasciatore e al Presidente del Fronte, Deputato Faria.
Inoltre, la cerimonia ha incluso la proiezione di un video commemorativo prodotto dall’Ambasciata d’Italia, mettendo in evidenza il significativo contributo degli immigrati italiani allo sviluppo e alla cultura del Brasile nel corso degli anni.
L’evento di oggi non solo rende omaggio alla ricca eredità italiana in Brasile, ma rafforza anche i solidi legami di amicizia e cooperazione che continuano a prosperare tra i due Paesi. (aise) 




L’Ambasciatore Modiano: “In Messico la voglia d’Italia è molto forte”

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ambamodianoraivertIntervistato nel corso del programma Casa Italia della Rai, l’ambasciatore in Messico, Alessandro Modiano, ha fatto il punto su diversi aspetti delle attività svolte nei primi mesi della sua missione in questo Paese latinoamericano.

«La cosa che mi ha sorpreso di più» —ha detto — «è non solo la presenza in Messico di un grandissimo patrimonio culturale e archeologico, ma l’approccio particolare di attenzione e promozione nei confronti di questa ricchezza».

«I messicani» —ha aggiunto— «hanno una vera e propria passione per il loro passato e hanno un modo di promuovere i loro beni in questo ambito che sotto molti aspetti assomiglia a quello italiano. L’attenzione della gente ai musei e alla storia mi ha davvero colpito: non credevo di trovare un Paese così attratto dalle radici. Allo stesso tempo è un popolo che ama molto la gastronomia ed ha una cucina tradizionale importante. Io ho girato molto l’America Latina e direi che la cultura culinaria messicana, assieme a quella peruviana, senza dubbio risalta nel subcontinente».

«Per quanto riguarda il numero dei membri della comunità italiana in Messico, rispetto ad altri Paesi i numeri sono limitati. Però qui circa un secolo e mezzo fa si registrò un’immigrazione molto significativa che si concentrò in particolare sulla costa del Golfo del Messico ed è oggi perfettamente integrata alla popolazione locale. Ma è anche interessante l’arrivo costante, in particolare di giovani, che si concentrano sia nella penisola dello Yucatan per lavorare nel settore del turismo, sia a Città del Messico, che si sta rapidamente trasformando in una delle capitali più importanti nell’ambito della cultura e dell’arte contemporanea. Qui molti italiani arrivano per svolgere attività in questi settori».

«Per celebrare i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra il Messico e l’Italia abbiamo organizzato diverse iniziative culturali di grande rilievo. Comincerei dalla visita della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci, che arriverà il 18 giugno a Puerto Vallarta e che consideriamo l’evento più visibile da parte italiana per festeggiare questo anniversario. Abbiamo, inoltre, coordinato l’allestimento di una mostra che è stata inaugurata lo scorso febbraio dal sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli sulle opere di arte contemporanea esposte stabilmente alla Farnesina. Abbiamo organizzato tante altre manifestazioni in diversi settori per un motivo molto semplice: oltre al contesto importante dei 150 anni, bisogna dire che in Messico la voglia di Italia e l’amore verso il nostro Paese è veramente molto forte. È facile avere successo».

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È online la petizione per il voto alle Europee degli italiani extra Ue

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5lobby“Ci opponiamo alla decisione di escludere gli italiani residenti nei Paese extra-Ue dalla possibilità di votare a distanza alle prossime elezioni per il Parlamento europeo. Chiediamo al governo di superare questa rigidità normativa estendendo questo diritto all’oltre 1 milione di italiani e italiane in Regno Unito e Svizzera, come primo passo verso un provvedimento completo che includa tutti i connazionali nel mondo. La maggior parte degli Stati europei si è da tempo convertita a un più fluido esercizio degli strumenti democratici consentendo il voto a chi vive oltreconfine. Perché il governo si ostina a rifarsi a una legge vecchia di 30 anni?”. A chiederselo sono i promotori della petizione “Se non voli non voti” rivolta al Governo italiano e, in particolare, ai Ministri dell’Interno e degli Esteri, Piantedosi e Tajani, cui si chiede di permettere ai residenti nel Regno Unito e in Svizzera di votare da remoto alle elezioni Europee.

Lanciata da The Good Lobby, in collaborazione con 3million, Limbo project, Migrant Democracy Project, Talented Italians in Uk e Comites Scozia – Irlanda del Nord, la petizione, ad oggi, è stata firmata da quasi 6mila persone.
Il testo.
“Tutte le cittadine e i cittadini italiani sono europei, ma alcuni sono più europei di altri.
È il caso di dirlo in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo dell’8-9 giugno quando oltre 1 milione di italiani che vivono alle porte dell’Unione, ovvero nel Regno Unito e in Svizzera, non potranno votare da remoto ma dovranno tornare al proprio Comune di origine per esercitare un diritto fondamentale protetto dalla Carta dei diritti dell’Ue (Articolo 39). Insieme a loro anche quelli che risiedono in tutti gli altri Paesi extra-Ue.
Lo stabilisce una legge vecchia di 30 anni – a cui il governo attuale decide di attenersi rigidamente – ormai inadeguata a regolare l’accesso al voto di una comunità di italiani all’estero sempre più ampia e anacronisticamente lasciata ai margini.
La maggior parte degli Stati europei, infatti, si è da tempo convertita a un più fluido esercizio degli strumenti democratici consentendo il voto a distanza alle Europee a tutti i connazionali che vivono oltreconfine.
A nome dei cittadini e delle cittadine italiane nel Regno Unito e in Svizzera chiediamo al governo di approvare una normativa che superi l’obsoleto Decreto-Legge 24 del 1994, n. 408, ripristinando il diritto al voto da remoto alle Europee per coloro che vivono nel Regno Unito – esclusi dopo la Brexit – e introducendolo per i residenti in Svizzera. Si tratterebbe di un primo passo rivolto alle due comunità più numerose e vicine geograficamente per poi estendere questo diritto a tutti gli italiani nel mondo.
Finora, a nulla sono valsi i tentativi dell’opposizione – che ha presentato un ddl e due emendamenti a firma dell’on.Crisanti (PD) della Circoscrizione Estero – di correggere questa rigidità. Considerando anche che il voto a distanza viene concesso a tutti i residenti all’estero per le Politiche e i Referendum, non si spiega in altro modo – se non con ragioni di opportunità politica – l’ostinazione del governo nel continuare a negarlo alle Europee.
In un anno cruciale per la democrazia nel mondo, in cui più di 60 Paesi sono chiamati alle urne, un esercito di italiani che vivono alle porte dell’Unione verrà dunque escluso da una possibilità garantita nella maggior parte dei Paesi occidentali. Oltre a essere l’unica in Europa, insieme alle piccole Malta e Cipro, che non permette il voto fuori sede a chi lavora sul territorio italiano lontano dalla propria residenza (mentre per gli studenti è in corso una prima importante sperimentazione di voto a distanza), l’Italia è rimasta tra le ultime a impedire il voto da remoto alle Europee a chi vive fuori dall’Unione. Insieme a noi restano indietro Slovacchia, Malta, Repubblica Ceca, Bulgaria e Irlanda (le ultime due vietano di votare in generale a chi non vive nell’Ue).
Una politica discriminatoria – si considerino i cittadini che non possono viaggiare per motivi di salute o di cura, o coloro che non hanno le risorse economiche per farlo – e antidemocratica. Si pensi inoltre alle ripercussioni in termini di impatto ambientale, costringendo centinaia di migliaia di persone a viaggiare in auto, treno, aereo, a spese del nostro Pianeta.
I tempi sono maturi per trovare soluzioni che garantiscano un esercizio equo e trasparente del diritto di voto per tutti gli italiani all’estero – allo stesso modo in cui viene concesso ai francesi, spagnoli, tedeschi, polacchi… che vivono oltre confine – nel rispetto dei principi della democrazia e dell’inclusione.
I risultati di queste elezioni determineranno i futuri equilibri geopolitici in tempi di guerre, instabilità finanziaria, disinformazione, cambiamenti climatici, intelligenza artificiale…
Limitare l’accesso al voto in questo contesto a comunità rilevanti come quelle degli italiani all’estero non solo mina la partecipazione democratica, ma indebolisce anche il legame tra i residenti all’estero e l’Italia.
Unisci la tua firma a quella di accademici e personalità italiane all’estero che sposano questa iniziativa.
Aderiscono all’iniziativa:
Giulia Gentile (University of Essex), Lorenzo Zucca (King’s College), Riccardo Crescenzi (The London School of Economics), Filippo Boeri (The London School of Economics), Federico Picinali (The London School of Economics), Eugenio Biagini (Cambridge University), Leonardo Felli (Cambridge University), Giulia Cavaliere (King’s College), Marta Minetti (Goldsmiths, University of London), Andrea Maria Pelliconi (University of Nottingham), Irene Bucelli (The London School of Economics), Elena Abrusci (Brunel University London), Andrea Pisauro (Plymouth University), Federico Varese (Oxford University), Niccolò Ridi (King’s College), Francesca Uberti (Oxford University), Valentino Larcinese (The London School of Economics), Brunello Rosa (City, University of London), Paolo Sandro (University of Leeds), Omar Hammoud Gallego (The London School of Economics), Elisabetta Fiocchi Malaspina (University of Zurich), Paola Gaeta (Graduate Institute of International and Development Studies), Edoardo Altamura (University of Manchester – University of Lausanne), Gian Luca Burci (Graduate Institute of International and Development Studies), Emanuela Ceva (University of Geneva), George Gill, (CEO the3million), Germana Canzi, (Consulente organismi internazionali sulla transizione energetica, ex-founding board member the3million), Giuseppina Arzillo, (Presidente Com.It.Es. della Scozia e Irlanda del Nord), Dimitri Scarlato, (Former eu advocacy lead at the3million e compositore), Elena Remigi, (Founder and Director In Limbo Project, Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) , Claudia Delpero, (Founder and editor of Europe Street News), Anna Cambiaggi, (Co-founder Famiglie Unite in UK), Federica Massagrande, (Co-founder Famiglie Unite in UK), Leni Cadullo, (Co-founder Famiglie Unite in UK), Silvia Polito, (Co-founder Famiglie Unite in UK)”. (aise




Torna la festa dei Bellunesi nel Mondo

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5festabmTorna il tradizionale appuntamento estivo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Quest’anno a ospitare la “Festa dei bellunesi nel mondo”, nella giornata di domenica 16 giugno, sarà il comune di Falcade.

“Ringrazio il sindaco Mauro Salvaterra e tutte le realtà associative del suo comune, oltre al presidente della Famiglia ex emigranti dell’Agordino Luca Luchetta, per averci supportato nell’organizzazione della nostra festa”, le parole del presidente Abm, Oscar De Bona. “Invito tutti gli associati e i simpatizzanti a partecipare numerosi anche perché, il 16 giugno a Falcade, si terrà la festa di primavera “El bon de l’ansuda””.
L’evento rientra appieno nell’anno del “Turismo delle radici” voluto dal Ministero degli Esteri e sostenuto da uno specifico fondo del Pnrr.
A tal proposito verrà realizzata anche una guida sul turismo delle radici specifica dei comuni di Falcade, Vallada, Canale d’Agordo, Cencenighe Agordino e San Tomaso Agordino e un mini laboratorio dedicato alla costruzione di un albero genealogico.
Questo il programma della giornata: ore 10.00 ritrovo presso il piazzale dello sport di Falcade; seguirà corteo con i gagliardetti delle Famiglie verso la chiesa Parrocchiale di Falcade; ore 10.30 Santa Messa accompagnata dal coro parrocchiale e dalla musicista Silvia Tessari; ricordo degli amici dell’Abm venuti a mancare nel 2023/2024; dopo la Santa Messa possibilità di visitare la festa di Primavera “El bon de l’ansuda” sulla Piana di Falcade; ore 13.00 ritrovo presso la Sala Dolomiti, in via Trieste 23, per il pranzo in compagnia (antipasto, primo, secondo, dolce e caffè).
La prenotazione al pranzo è obbligatoria (0437 941160 – info@bellunesinelmondo.it). (aise) 




Alla Dante Alighieri di Clermont-Ferrand la mostra “Ciao Italia! Un secolo di immigrazione italiana in Francia (1860-1960)”

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dante“Ciao Italia! Un secolo di immigrazione italiana in Francia (1860-1960)”, potrà essere visitata dal 7 al 25 giugno, presso il Comitato di Clermont-Ferrand della Società Dante Alighieri (10 rue du Bon Pasteur).  La mostra “Ciao Italia! Un siècle d’immigration et de culture italiennes en France (1860-1960)” racconta la storia degli italiani emigrati in Francia, evidenziando il loro rapporto alla società ed alla cultura francese e indicando i loro percorsi geografici, socio economici e culturali dal Risorgimento degli anni 1860 fino al 1960,  tra diffidenza e desiderio, violenze e passioni, rifiuto e integrazione. L’esposizione a Clermont-Ferrand è organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lione e il Consolato Generale d’Italia a Lione.

Aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 17:30. (Inform)




“L’associazionismo dell’emigrazione italiana in transizione”: il 4 giugno la presentazione del volume a Roma, nella sede delle Acli

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lassociazionismo dellemigrazione italiana in transizione il 4 giugno la presentazione del volume a roma nella sede delle acli immagine13Domani 4 giugno nella sede nazionale delle Acli a Roma (via G. Marcora 18/20) sarà presentato il volume  “L’associazionismo dell’emigrazione italiana in transizione” di  Massimo Angrisano, Carlo Caldarini, Cristiano Caltabiano, Marco Di Gregorio, Grazia Moffa, pubblicato da Futura editrice (collana Saggi, 2022.) Prefazioni di Enrico Pugliese, Michele Schiavone e Rodolfo Ricci. Introduzione di Pietro Lunetto.  “L’associazionismo dell’emigrazione italiana in transizione” è un’indagine sulle associazioni italiane nel mondo, tra le generazioni di migranti del dopoguerra e i flussi di nuova emigrazione degli ultimi 20 anni, che hanno portato all’estero oltre un milione di giovani italiani. In pochi conoscono la realtà delle migliaia di associazioni nate nel corso degli oltre 150 anni di emigrazione dal nostro paese e diffuse in tutto il mondo. Le prime nacquero tra fine ‘800 e anni ’20 del ‘900 e furono associazioni di mutuo soccorso, di assistenza e tutela sociale e sanitaria in contesti di difficile integrazione. Durate il grande flusso emigratorio del dopoguerra ne nacquero altrettante, motivate dalle stesse necessità; nel corso degli anni, divennero solide realtà sociali alle quali in buona parte si deve il riconoscimento di diritti essenziali delle comunità italiane emigrate, la nascita degli organismi istituzionali dei Comites e del CGIE e la stessa rappresentanza parlamentare. Col riprendere dell’ultimo esodo emigratorio dopo la crisi del 2007-2008 il panorama associativo all’estero sta subendo importanti cambiamenti e, anche se parte delle più antiche forme di aggregazione attraversa un momento di crisi, i “nuovi mobili” si avvicinano a questa basilare forma di rappresentanza inaugurando esperienze innovative e rilanciando l’incancellabile necessità dell’agire collettivo, dopo anni di tentativi di smantellamento dei “corpi intermedi”. Attraverso un’indagine realizzata coinvolgendo 300 associazioni e una serie di interviste a testimoni privilegiati in diversi paesi europei e oltreoceano, il volume prova a riformulare, dopo molti anni di oblio, alcuni elementi di riflessione sull’evoluzione di questa basilare forma di rappresentanza della nostra emigrazione. Nella sezione finale del volume viene inoltre presentata parte della discussione tematica avvenuta nelle principali centrali associative raccolte prima nella CNE e, dal 2016, nel FAIM (Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo).   L’incontro alle Acli si aprirà alle ore 14.30 con l’intervento di Pietro Lunetto , portavoce FAIM, cui seguirà quello di Matteo  Bracciali, consigliere Cgie per le Acli .

Spazio poi all’associazionismo dell’emigrazione italiana in transizione con gli interventi degli autori del volume dott. Carlo Caldarini, dott.Cristiano Caltabiano, prof.ssa Grazia Moffa, dott. Massimo Angrisano . Seguiranno interventi dal pubblico  e dibattito. Alle 16.30. le conclusioni.

L’incontro potrà seguito anche via web tramite la piattaforma Teams. (Inform)




Paraná: alla Festa della Repubblica e la Giornata dell’Immigrato italiano in Argentina

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3paanarepIeri la collettività italiana a Paraná, in Argentina, ha celebrato la Festa della Repubblica e la Giornata dell’Immigrato Italiano in Argentina in Piazza Italia. Presenti alcuni rappresentanti delle differenti associazioni italiane attive in città, autorità municipali, altre istituzioni amiche e un variegato pubblico.
María Elisa Sartori, della Dante Alighieri locale, a nome della comunità italiana, ha fatto un riassunto storico della data e l’importanza della presenza italiana in Argentina. Sono poi intervenuti il presidente della Confederazione Argentina delle Collettività, José Gareis, e il presidente dell’Unione delle Collettività della provincia di Entre Ríos, Sebastián Tommasi.
In rappresentanza del sindaco di Paraná, Rosario Romero, ha partecipato alla cerimonia il Segretario per lo Sviluppo Sociale del Comune, Nicolás Mathieu. Ogni rappresentate delle Associazioni Italiane ha rivolto un breve saluto ai presenti. Il tenore Fabián Solaro, d’origine piemontese, ha quindi cantato gli Inni d’Argentina e d’Italia, mentre Nelson Rey Pastorella, d’origine siciliana, ha eseguito alcune canzoni tradizionali italiane. La cerimonia si è conclusa con l’Inno d’Europa. (aise) 




Bellunesi nel Mondo: eletto il nuovo Consiglio

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logo rettangoloare1 e1581342008567Commissione elettorale dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) ha concluso nella mattinata di lunedì 3 giugno lo spoglio delle schede elettorali per il rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio 2024-2027.

Sono stati eletti i membri del nuovo Consiglio Direttivo e del Collegio dei probiviri, e sono stati approvati il bilancio consuntivo 2023 e quello preventivo 2024. I candidati per il Consiglio Direttivo erano 27, mentre per il Collegio dei probiviri erano 3. Alla votazione hanno partecipato 1397 soci. Di seguito i risultati delle elezioni per il Consiglio Direttivo, in ordine di preferenza: 1. De Bona Oscar (1277 voti); 2. Dazzi Antonio (1125 voti); 3. Burigo Patrizia (1104 voti); 4. Sacchet Gioia (1067 voti); 5. Simoes Venecia Maria (988 voti); 6. Balcon Sara (950 voti); 7. Burlon Mila (898 voti); 8. Budel Rino (888 voti); 9. Tavi Luciana (874 voti); 10. Carniel Luisa (834 voti); 11. Dalle Mule Emilio (782 voti); 12. Dalla Corte Lucio Ernestina (768 voti); 13. Luchetta Luca Giuseppe (738 voti); 14. Simonetti Riccardo (704 voti); 15. Carrera Giuseppe (678 voti); 16. Paganin Angelo (663 voti); 17. Contini Davino (595 voti); 18. Vantaggi Giuliano (564 voti); 19. Savaris Irene (561 voti); 20. De Rosa Raffaele (556 voti); 21. Cugnach Sergio (552 voti) *

* A parità di voti con Cornaviera Samanta, Sergio Cugnach è stato eletto per la maggiore età anagrafica. Per il Collegio dei probiviri sono stati eletti: Chiarelli Lorenzo; Della Lucia Cipriano; Giaier Michele. I neoeletti consiglieri si riuniranno a settembre per eleggere il Presidente, il Vice Presidente Vicario, il Presidente e i componenti del Comitato Esecutivo. Una curiosità interessante: nel nuovo Direttivo Abm ci sono consiglieri residenti in Brasile, Germania e Svizzera, a testimonianza dell’internazionalità dell’Associazione e dell’ampia rappresentanza dei bellunesi nel mondo. (Inform)




Al via da oggi il Visto Nazionale

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oipA partire da oggi, 1° giugno, ai familiari stranieri di cittadini italiani o dell’Unione europea che si trasferiranno in Italia ai fini del ricongiungimento familiare non verrà più rilasciato un visto Schengen per turismo, ma un visto nazionale della durata di 365 giorni per “motivi familiari” (D.I. 850/2011, allegato A, punto 10).
Alla luce della recente modifica dell’art.23 del DL 30/2007, infatti, per i familiari stranieri di cittadini italiani o dell’Unione Europea che intendono ricongiungersi con il familiare stabilmente residente in Italia non è più possibile rilasciare un visto di corto soggiorno per turismo/visita a familiare.
Ai familiari stranieri di cittadini italiani/UE che si recheranno in Italia per periodi fino a tre mesi, invece, continueranno ad essere rilasciati visti Schengen per turismo/visita familiare. (aise)