Vienna, in Ambasciata celebrazioni per Festa della Repubblica

vienna in ambasciata celebrazioni per festa della repubblica

vienna in ambasciata celebrazioni per festa della repubblicaSi sono svolte a Vienna le celebrazioni per la Festa della Repubblica, organizzate dall’Ambasciata d’Italia, dalla Rappresentanza Permanente presso le OO.II e dalla Rappresentanza Permanente presso l’OSCE.

Per l’occasione, sono state aperte le porte e i giardini di Palazzo Metternich – storica sede dell’Ambasciata – a rappresentanti del mondo istituzionale, diplomatico, accademico e delle Organizzazioni Internazionali con sede in Austria. Presente anche la comunità italiana in Austria, con i rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle Associazioni.

L’Ambasciatore Giovanni Pugliese, nel suo discorso di benvenuto agli ospiti, ha sottolineato l’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra Italia ed Austria, unite da profondi legami di amicizia e cooperazione. “L’Italia è il secondo partner commerciale dell’Austria e la prima destinazione turistica per gli austriaci”, ha dichiarato Pugliese, evidenziando la solidità dei rapporti tra i due Paesi e richiamando anche  la recente dichiarazione dei Presidenti Mattarella, Van der Bellen e Steinmeier che, in occasione delle prossime elezioni europee, hanno indicato come sia essenziale difendere le nostre istituzioni e i nostri valori democratici, così legati all’unificazione europea.

Le celebrazioni sono state l’occasione anche per ricordare i valori fondanti della Repubblica Italiana e il significato speciale del Referendum del 1946 nonché per valorizzare il ruolo svolto dall’Italia all’ONU e all’OSCE, come hanno sottolineato l’Ambasciatrice presso le OO.II, Debora Lepre e l’Ambasciatore presso l’OSCE, Stefano Baldi.




Odoguardi (MAIE): “Cittadinanza agli immigrati? Prima gli italiani all’estero”

odoguardi mic logo

odoguardi mic logo“Un dibattito che si sta diffondendo sempre più nel Parlamento Italiano è la possibilità di concedere agli immigrati il diritto di ottenere la cittadinanza. Noi del MAIE diciamo che prima vengono i discendenti degli italiani all’estero, che soffrono ogni volta che devono rinnovare il passaporto o fare una pratica nei Consolati, o che non possono esercitare il diritto di avere la cittadinanza perché ottenere un appuntamento è una missione quasi impossibile”. Lo dichiara sui social Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.

“Continuiamo senza sosta la battaglia per i nostri diritti. Uniti la vinceremo”, conclude Odoguardi.




Rapporto Istat: italiani che se ne vanno, italiani che tornano

logo istat 426x223

logo istat 426x223Dal 2014 l’andamento delle emigrazioni dall’Italia presenta un trend crescente fino al 2019, anno in cui si è rilevato il valore massimo (180mila) dagli anni Settanta del secolo scorso, e una successiva contrazione durante la pandemia da Covid-19. L’accelerazione del trend dal 2016 al 2019 è dovuta principalmente all’aumento degli espatri per effetto della Brexit, che, tuttavia, non è riconducibile a un vero e proprio movimento di persone ma piuttosto a un incremento di iscrizioni in AIRE di cittadini italiani già presenti sul territorio britannico, al fine di confermare il proprio settled status prima dell’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione europea. Tale ipotesi è resa ancora più evidente dal numero di espatri verso il Regno Unito rilevato nel 2020 (36mila), anno in cui tutti i movimenti in uscita dal Paese hanno subìto un brusco rallentamento a causa delle limitazioni internazionali di contrasto al virus imposte ai trasferimenti. Negli anni successivi, esaurito l’effetto Brexit e dopo lo shock pandemico, le emigrazioni verso l’estero riprendono lentamente quota, ma con livelli molto lontani rispetto a quelli osservati negli anni 2016-2019 . Il volume delle emigrazioni verso l’estero è dovuto in larga parte agli espatri dei cittadini italiani, che nell’ultimo decennio, sono in media circa sette su 10. Tra il 2014 e il 2023 si conta oltre un milione di espatri, a fronte di poco più di 515mila rimpatri; i saldi migratori dei cittadini italiani sono quindi sempre negativi e la perdita complessiva di popolazione italiana dovuta ai trasferimenti con l’estero è pari a 566mila unità. Nello stesso decennio, tra la componente straniera si osserva un trend oscillante quanto a cancellazioni per l’estero con un picco nel 2021, anno in cui si sono contate circa 64mila emigrazioni. A differenza di quanto si osserva tra gli italiani, i saldi migratori degli stranieri sono quindi largamente positivi, ma tale misura potrebbe in parte risentire della sotto-copertura del fenomeno dovuta alla mancata notifica, da parte del cittadino straniero, della partenza dal territorio italiano. Nel biennio 2022-23 oltre la metà degli espatri ha origine nel Nord (52,7%): in particolare sono partiti dal Nord-ovest del Paese complessivamente circa 61mila italiani (29,6% degli espatri) e dal Nord-est 48mila (23,2%). Numerose anche le partenze dal Sud (in totale 41mila nel periodo 2022-23, 19,8%) e dal Centro (35mila, 16,7%), mentre dalle Isole hanno espatriato in due anni complessivamente 22mila italiani (10,7%). Il tasso di emigratorietà degli italiani, che nel 2021 era pari all’1,7 per mille, nel 2022 all’1,8 e nel 2023 al 2,0 per mille, testimonia una lieve ripresa della propensione a espatriare: si registrano tassi superiori alla media nazionale al Nord (mediamente 2,2 per mille nel biennio 2022-23) e inferiori al Centro-sud (1,7 per mille). Nei due anni 2022-23 la distribuzione degli espatri per regione di provenienza è eterogenea: i tassi più elevati si hanno in Trentino-Alto Adige, grazie anche alla posizione geografica di confine che facilita gli spostamenti con l’estero (3,4 per mille nel biennio 2022-23). Seguono Molise, Valle d’Aosta/ Vallée d’Aoste e Veneto con tassi superiori al 2,5 per mille. Le regioni con tassi più bassi sono invece Puglia, Campania e Lazio (valori pari a 1,3 per mille). A livello provinciale, i tassi più elevati si rilevano a Bolzano/Bozen (4,5 per mille), Treviso (3,4 per mille) e Mantova (3,1 per mille); quelli più bassi si registrano nelle province di Caserta, Taranto e Barletta-Andria-Trani (1,1 per mille)

Il Regno Unito continua ad attrarre italiani nativi e di origine straniera

Anche negli anni 2022-23 l’Europa si conferma la principale area di destinazione delle emigrazioni dei cittadini italiani, sebbene in misura inferiore rispetto agli anni precedenti (75,7% degli espatri, in calo di sette punti percentuali rispetto al 2021). Tra i paesi europei, Regno Unito, Germania, Francia, Svizzera e Spagna accolgono complessivamente il 55% degli espatri dall’Italia. In aumento, invece, l’incidenza degli espatri verso i paesi dell’America Latina (10,7% del totale, cinque punti percentuali in più rispetto al 2021), in parte per l’effetto dei nuovi cittadini italiani che dopo la permanenza in Italia, necessaria per l’ottenimento della cittadinanza, rientrano in patria. Durante il decennio 2014-2023, infatti, la quota di espatri di italiani nati all’estero è in significativa crescita (dal 22% del 2014 al 31,4% del biennio 2022-23). Per quanto il progressivo aumento della popolazione residente straniera in Italia (da 4,8 milioni nel 2014 a 5,3 milioni al 1° gennaio 2024) possa giustificare tale tendenza, in realtà questo flusso comprende anche immigrati stranieri che, una volta acquisita la cittadinanza italiana, lasciano il Paese come cittadini dell’Unione europea. Tra il 2022 e il 2023 le emigrazioni degli italiani nati all’estero sono state complessivamente 65mila (circa un terzo del totale degli espatri, +40% rispetto al 2021), di questi, tre su 10 sono nati in Brasile (poco meno di 20mila), il 13,7% in Argentina, il 6,8% in Marocco, il 3,5% in Albania. Nel biennio 2022-23, il Regno Unito è la meta europea favorita sia dagli espatriati nativi (complessivamente 21mila), sia da quelli nati all’estero (11mila). Seguono la Germania (21mila espatriati nativi e 6mila di origine straniera), la Svizzera (17mila e 3mila), la Francia (14mila e 6mila) e la Spagna (11mila e 4mila), Paesi nei quali gli espatri sono decisamente appannaggio degli italiani nativi. Tra i paesi extra europei, le mete preferite sono il Brasile (13 mila espatri), gli Stati Uniti (10mila espatri) e l’Argentina (5mila espatri). Mentre il flusso di espatri verso gli Stati Uniti è composto prevalentemente da nativi (75%), le emigrazioni verso Brasile e Argentina sono costituite in larghissima parte (oltre il 92%) da cittadini nati all’estero , I cittadini italiani di origine africana emigrano per lo più in Francia (48%), quelli nati in Asia nella stragrande maggioranza si dirigono verso il Regno Unito (78,9%), quelli nati in un paese dell’Unione europea invece emigrano soprattutto in Germania (25%)

Circa quattro giovani emigrati italiani su 10 hanno almeno la laurea

Il trasferimento di residenza all’estero può essere considerato una scelta, transitoria o di lungo periodo, volta a soddisfare le proprie esigenze di conoscenza, ad acquisire e arricchire il proprio bagaglio di esperienze di studio o lavoro, a migliorare la propria condizione economica e ad ampliare le proprie opportunità di crescita e di realizzazione. Negli ultimi 10 anni i giovani italiani che hanno trasferito all’estero la residenza sono costantemente aumentati, mentre molto meno numerosi sono i rientri in patria. Nel decennio 2013-2022 è espatriato dall’Italia oltre un milione di residenti, di essi oltre un terzo (352mila) con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. Con riferimento a questo collettivo di giovani espatriati, si osserva che oltre 132mila (37,7%) erano in possesso della laurea al momento della partenza. D’altro canto, i rimpatri di giovani della stessa fascia d’età sono stati circa 104mila nell’intero periodo 2013-2022, di cui oltre 45mila in possesso di laurea: la differenza tra i rimpatri e gli espatri dei giovani laureati è costantemente negativa e restituisce una perdita complessiva per l’intero periodo di oltre 87mila giovani laureati. Dopo il calo del 2021, nel 2022ii si assiste a una significativa ripresa degli espatri di giovani laureati tra i 25 e i 34 anni (18mila, +23,2% sull’anno precedente). Aumenta la quota dei laureati sul flusso dei giovani espatriati (uno su due è in possesso di almeno la laurea), a testimonianza del cambiamento strutturale in atto: solo 10 anni prima, infatti, tale quota era pari a un terzo dei flussi di emigrazione giovanile.  Nel 2022 si riduce il numero dei rientri in patria dei giovani laureati (6mila, -18,9% sul 2021). La contingenza delle due dinamiche, l’aumento degli espatri e il calo dei rimpatri, determina un saldo migratorio negativo che si traduce in una perdita di 12mila giovani risorse qualificate, in linea con le consistenze rilevate prima della pandemia . I paesi europei sono le mete favorite dai giovani laureati. Nel 2022, per la prima volta dall’inizio del decennio, nella classifica delle destinazioni preferite la Germania (con quasi 3mila espatri di giovani laureati) sorpassa il Regno Unito (2,6mila). Seguono la Svizzera (1,8mila), la Francia (1,7mila) e i Paesi Bassi (1,2mila). Tra i paesi extra-europei, al primo posto si trovano gli Stati Uniti (quasi 1.000 giovani laureati). (Sul sito www.istat.it/ il testo integrale del rapporto).  (Inform)




Bolivia, “Serenata alla Repubblica” in Ambasciata

foto 2

foto 2Nei giardini della Residenza dell’Ambasciata d’Italia in Bolivia, l’Ambasciatore Fabio Messineo ha ospitato, lo scorso 29 maggio, il concerto di musica italiana “Serenata alla Repubblica” quale preludio alla celebrazione della Festa Nazionale. Durante l’evento musicale sono stati eseguiti brani tratti da famosi film italiani e arie d’opera interpretate da cantanti locali. Il concerto è stato anche l’occasione per rendere omaggio a Giacomo Puccini, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

Durante l’iniziativa in Ambasciata sono poi stati salutati i cinque istruttori della Scuola Alpina di Predazzo della Guardia di Finanza che, per celebrare il 250esimo anniversario di fondazione del Corpo, hanno dato vita ad un’iniziativa di solidarietà in favore di una scuola di guide turistiche di montagna fondata sull’altopiano andino da un missionario italiano, Padre Antonio Zavatarelli, di “Operazione Mato Grosso”.

Gli alpini italiani hanno, inoltre, scalato due vette inviolate (di un’altezza di 5400 metri) della Cordigliera Reale, sulle quali hanno issato le bandiere che avevano ricevuto al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella prima di partire per la Bolivia. Infine, durante l’evento sono stati ricordati, con profonda commozione, i tre finanzieri del soccorso alpino della Guardia di Finanza che erano deceduti poche ore prima nell’incidente in Valtellina e che erano stati allievi degli istruttori presenti a La Paz.




Brasile. Trasporto umanitario in risposta alle conseguenze delle alluvioni nello Stato di Rio Grande do Su

floods rio grande do sul brazil july 2020 civil defence rs 1024x768

floods rio grande do sul brazil july 2020 civil defence rs 1024x768Su richiesta del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, e d’intesa con il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Edmondo Cirielli, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha organizzato un volo umanitario in risposta all’emergenza in Brasile causata dalle alluvioni nello Stato di Rio Grande do Sul.

“Abbiamo disposto questo volo umanitario per dare un segno della vicinanza del Governo italiano alle popolazioni coinvolte dalle drammatiche inondazioni” ha commentato Tajani. Il Ministro ha poi osservato che “il contributo permetterà di intervenire a favore di un’ampia fascia della popolazione attraverso un supporto di emergenza di tipo logistico, abitativo, medico e per l’erogazione di acqua potabile nelle aree colpite”. Il Ministro ha infine espresso vicinanza alla comunità italo – brasiliana: “Guardando le immagini di questo dramma un pensiero particolare corre alla grande comunità di cittadini italiani e brasiliani di discendenza italiana che abita questa regione. A loro un abbraccio e un messaggio: non vi lasceremo soli”

Il volo era partito oggi dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi con a bordo circa 25 tonnellate di beni di prima emergenza, tra cui kit sanitari, tende, generatori elettrici, filtri e soluzioni per la potabilizzazione dell’acqua ed è atterrato alle 17:00 ora locale (le 22 italiane) all’aeroporto di Canoas. Il carico verrà successivamente trasportato nelle aree colpite per consolidare la risposta delle Autorità del Paese. In particolare verrà assicurato il supporto sanitario di emergenza sia ospedaliero che extra-ospedaliero per almeno 100.000 persone per tre mesi, comprensivo di farmaci e presidi sanitari per il trattamento delle principali patologie riscontrate. I generatori permetteranno inoltre l’erogazione di energia elettrica per il ripristino e la continuità di tutte le attività fondamentali.




Belize: aperto il primo Consolato Onorario

belizepuntovert

belizepuntovertApre a Placencia il primo consolato onorario d’Italia in Belize, il piccolo Stato dell’America centrale che affaccia sul mar dei Caraibi.

La sede consolare onoraria, guidata dall’architetto Andrea Bacher, è stata inaugurata dall’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, insieme al ministro degli Esteri del Belize, Francis Fonseca, nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato gli ambasciatori dell’Unione europea accreditati nel Paese centroamericano ed esponenti della comunità italiana.

«L’apertura del Consolato onorario a Placencia» —ha detto Modiano— «è una concreta testimonianza dell’attenzione crescente con cui l’Italia guarda al Belize, una nazione in cui abbiamo svolto nove visite negli ultimi tre anni e con la quale abbiamo avviato importanti progetti di cooperazione promossi dai nostri ministeri degli Esteri e dell’Ambiente».

L’ambasciatore ha inoltre sottolineato come il nuovo ufficio consentirà di facilitare l’erogazione dei servizi consolari per i connazionali e le procedure per il visto a beneficio dei residenti locali, fungendo da tramite con l’ambasciata a Città del Messico.

Dal canto suo, il ministro Fonseca, nell’esprimere soddisfazione per l’apertura della sede onoraria, ha sottolineato il positivo andamento delle relazioni bilaterali con l’Italia, un «partner di riferimento del Belize in Europa».

L’apertura del consolato onorario è avvenuta nell’ambito di una articolata missione dell’ambasciatore Modiano, il quale ha presentato le credenziali alla governatrice generale, Froyla Tzalam, e partecipato al dialogo politico Ue-Belize, valorizzando, tra l’altro, il contributo volontario erogato da diversi anni dall’Italia alla missione dell’Organizzazone degli Stati Americani alla frontiera con il Guatemala, favorendo il dialogo tra le due comunità.

puntodincontro.mx




Ontario: Comites e Consolato a Windsor

29zelioli

29zelioli “Un fine settimana all’insegna della scoperta del territorio e della comunità italiana di Windsor e del sud ovest dell’Ontario”. Così il Comites di Toronto sintetizza le giornate di sabato 25 e domenica 26 maggio trascorse a Windsor nell’ambito di una due-giorni promossa dal Consolato generale.
In questa occasione, infatti, il Console Generale Luca Zelioli insieme alla Presidente del Comites, Michela Di Marco e ai consiglieri, Diana Di Mauro, Joseph Cafiso, Anna Stalteri e Sabrina Di Marco, ha incontrato i rappresentanti della comunità e i presidenti di club e associazioni: un’opportunità di confronto e conoscenza, di scambio, ricco di informazioni e esperienze.
Sabato 25, Console Generale e Comites sono stati ospitati al Ciociaro Club: durante la serata si è parlato della storia dei club, dello sviluppo della comunità nel tempo e delle esigenze attuali, inclusa la procedura di selezione e nomina di un Vice Console Onorario, indispensabile per l’espletamento di certi servizi consolari nell’area.
Domenica 26, invece, è stata una giornata segnata da svariate attività: un tour della “Little Italy” della città, la visita al Caboto Club, in è avvenuto un incontro allargato con la comunità, occasione questa per il Console Generale per fare una presentazione dettagliata sui servizi offerti dal Consolato, i progressi fatti e i miglioramenti attesi per il futuro, e per il Comites di parlare della sua funzione.
Nel pomeriggio, la delegazione è stata ospitata al Fogolar Furlan, altro club ricco di storia e tradizioni, per poi far visita all’industria OMEGA Tool Corp, leader globale per oltre 40 anni nell’industria dell’ingegneria e manifatturiera.
“L’esperienza di Windsor – commenta il Comites di Toronto – ha dimostrato ancora una volta quanto la comunità italiana è una tessitura vibrante di culture, tradizioni e storie che si intrecciano per creare un legame unico e speciale, dove identità, appartenenza, inclusività, passato e futuro, diventano elementi essenziali per preservare la nostra eredità culturale abbracciando il mondo che ci circonda”. (aise)




«I nostri bimbi nell’inferno di Haiti. Il governo agisca, come con Chico Forti». Dal Veneto l’appello dei genitori adottivi

091422702 c162490a 9d2a 4d75 ba7f 75830b745dd4

091422702 c162490a 9d2a 4d75 ba7f 75830b745dd4«I nostri bambini sono prigionieri nell’inferno della guerra civile ad Haiti, il governo italiano ci aiuti a portarli a casa». È il grido disperato di quattro famiglie italiane, tre delle quali venete ( Vicenza, Padova e Verona) e una milanese,che attendono di abbracciare i loro bambini adottati e riconosciuti come cittadini italiani. Guerra e lungaggini burocratiche stanno però minacciando gravemente i piccoli, e i loro genitori in Italia sono angosciati. I piccoli hanno tra i quattro e i dieci anni, sono bloccati nei loro orfanotrofi perché secondo l’ambasciata italiana di Santo Domingo, competente per l’area di Haiti, manca un ultimo atto burocratico per ottenere il passaporto: il riconoscimento facciale dei bambini che è impossibile fare dal momento che gli uffici pubblici sono fuori uso. Dal 2021 Haiti è devastata da una feroce guerra civile, buona parte del territorio è governato da spietate bande criminali.

Il riconoscimento facciale

«Pochi giorni fa tre missionari sono stati sgozzati proprio dentro a un orfanotrofio – spiega Silvia Giraldi, vicentina, che insieme al marito Massimo attende da mesi di abbracciare il suo piccolo Christian di 4 anni – quelli non sono posti sicuri per i nostri bambini». I piccoli sono stati adottati seguendo tutto il lungo e farraginoso iter delle adozioni internazionali, al quale si è aggiunto il dramma della guerra civile haitiana. «A gennaio il tribunale di Haiti si è espresso sulle nostre richieste di adozione con un verdetto favorevole – spiega ancora Silvia – ma non si riesce a far avere il passaporto ai bambini perché ad Haiti tutti gli uffici pubblici sono chiusi a causa della guerra, l’eurodeputata Alessandra Moretti si è adoperata affinché ai piccoli venisse data, tramite l’ambasciata di Santo Domingo, una carta che fungesse da lasciapassare, poi abbiamo coinvolto l’orfanotrofio che certificasse la corrispondenza dei bambini con i loro nomi, cognomi e fotografie – aggiunge ancora la mamma adottiva – tuttavia l’ambasciatore pretende il riconoscimento facciale davanti alle autorità, ma l’area è troppo pericolosa e non ci sono uffici pubblici, al contrario le autorità americane, canadesi e tedesche, con bimbi e famiglie nelle nostre stesse condizioni, sono riusciti a portare via i piccoli da quell’inferno, qualcuno dell’ambasciata dovrebbe andare ad Haiti a prenderli per noi».

Le videochiamate

«Possiamo vedere i nostri figli solo con le videochiamate – aggiunge la mamma veronese Laura, che assieme al marito Mauro ha adottato due piccoli di 5 e 8 anni – il tempo passa, avevamo promesso loro che li avremmo portati in Italia e ora ci chiedono continuamente quando potranno abbracciarci: sono piccoli, ogni giorno che passa è un’infinità, abbiamo l’impressione che in questo momento non si stia cercando l’unica cosa che conta, cioè il bene dei minori». «In tutta questa vicenda abbiamo incontrato persone straordinarie, nel nostro caso i servizi sociali di Padova e i cancellieri del tribunale dei minori di Venezia – aggiunge Elena Farinelli, padovana che con il marito Emanuele ha adottato un bimbo di 6 anni – poi però ci sono burocrati, persone che trattano il nostro caso come se fossimo delle pratiche fatte di carta, ma qui si parla delle vite dei bambini e delle nostre, a nostro figlio sono caduti due dentini in questi giorni, volevamo esserci, sono piccole cose, per noi grandissime».

L’interrogazione parlamentare

«Il governo italiano ha trovato un aereo per Chico Forti, ora si trovi un modo per aiutare questi genitori» afferma Alessandra Moretti che ha seguito la vicenda sin dall’inizio aiutando le famiglie a superare gli ostacoli burocratici dovuti alla loro adozione. «Il ministero degli Esteri italiano produca il massimo sforzo per aiutare queste persone, smetterò di interessarmi al caso solo quando i bambini saranno in sicurezza tra le braccia dei loro genitori». A invocare l’intervento del governo anche la deputata democratica Marianna Madia, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi e la sua collega senatrice Daniela Sbrollini. Il senatore Andrea Martella, segretario del Pd Veneto, ha depositato ieri, lunedì 27 maggio, un’interrogazione parlamentare: «Le famiglie stanno vivendo giorni drammatici, altri paesi occidentali come Stati Uniti, Canada e anche Germania per casi simili si sono già adoperate portando in salvo i bambini. Chiediamo che il governo italiano faccia altrettanto».

corriere.it




Boston: il 4 giugno l’incontro informativo del Comites

cittadinanza2

cittadinanza2Con il sostegno del Consolato generale e in collaborazione con la Federazione delle Associazioni Italiane, il Comites di Boston ha organizzato il prossimo 4 giugno un incontro informativo aperto a tutta la comunità
L’incontro inizierà alle 17.00 presso l’Orsogna Plaza Banquet Hall: grazie alla presenza di diversi esperti saranno illustrati tutti i servizi per gli italiani all’estero. (aise) 




Bolivia: blocchi stradali e manifestazioni di protesta. La Farnesina consiglia prudenza

oip
oipSituazione difficile in Bolivia. Sono in corso diversi blocchi stradali, che possono interessare ampie parti del territorio nazionale.
Il nostro Ministero degli Esteri raccomanda ai connazionali presenti nel Paese sudamericano di evitare manifestazioni e assembramenti, che potrebbero improvvisamente degenerare, tenendosi informati sulla situazione, anche attraverso i media locali e internazionali.