Belize: aperto il primo Consolato Onorario

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belizepuntovertApre a Placencia il primo consolato onorario d’Italia in Belize, il piccolo Stato dell’America centrale che affaccia sul mar dei Caraibi.

La sede consolare onoraria, guidata dall’architetto Andrea Bacher, è stata inaugurata dall’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, insieme al ministro degli Esteri del Belize, Francis Fonseca, nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato gli ambasciatori dell’Unione europea accreditati nel Paese centroamericano ed esponenti della comunità italiana.

«L’apertura del Consolato onorario a Placencia» —ha detto Modiano— «è una concreta testimonianza dell’attenzione crescente con cui l’Italia guarda al Belize, una nazione in cui abbiamo svolto nove visite negli ultimi tre anni e con la quale abbiamo avviato importanti progetti di cooperazione promossi dai nostri ministeri degli Esteri e dell’Ambiente».

L’ambasciatore ha inoltre sottolineato come il nuovo ufficio consentirà di facilitare l’erogazione dei servizi consolari per i connazionali e le procedure per il visto a beneficio dei residenti locali, fungendo da tramite con l’ambasciata a Città del Messico.

Dal canto suo, il ministro Fonseca, nell’esprimere soddisfazione per l’apertura della sede onoraria, ha sottolineato il positivo andamento delle relazioni bilaterali con l’Italia, un «partner di riferimento del Belize in Europa».

L’apertura del consolato onorario è avvenuta nell’ambito di una articolata missione dell’ambasciatore Modiano, il quale ha presentato le credenziali alla governatrice generale, Froyla Tzalam, e partecipato al dialogo politico Ue-Belize, valorizzando, tra l’altro, il contributo volontario erogato da diversi anni dall’Italia alla missione dell’Organizzazone degli Stati Americani alla frontiera con il Guatemala, favorendo il dialogo tra le due comunità.

puntodincontro.mx




Ontario: Comites e Consolato a Windsor

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29zelioli “Un fine settimana all’insegna della scoperta del territorio e della comunità italiana di Windsor e del sud ovest dell’Ontario”. Così il Comites di Toronto sintetizza le giornate di sabato 25 e domenica 26 maggio trascorse a Windsor nell’ambito di una due-giorni promossa dal Consolato generale.
In questa occasione, infatti, il Console Generale Luca Zelioli insieme alla Presidente del Comites, Michela Di Marco e ai consiglieri, Diana Di Mauro, Joseph Cafiso, Anna Stalteri e Sabrina Di Marco, ha incontrato i rappresentanti della comunità e i presidenti di club e associazioni: un’opportunità di confronto e conoscenza, di scambio, ricco di informazioni e esperienze.
Sabato 25, Console Generale e Comites sono stati ospitati al Ciociaro Club: durante la serata si è parlato della storia dei club, dello sviluppo della comunità nel tempo e delle esigenze attuali, inclusa la procedura di selezione e nomina di un Vice Console Onorario, indispensabile per l’espletamento di certi servizi consolari nell’area.
Domenica 26, invece, è stata una giornata segnata da svariate attività: un tour della “Little Italy” della città, la visita al Caboto Club, in è avvenuto un incontro allargato con la comunità, occasione questa per il Console Generale per fare una presentazione dettagliata sui servizi offerti dal Consolato, i progressi fatti e i miglioramenti attesi per il futuro, e per il Comites di parlare della sua funzione.
Nel pomeriggio, la delegazione è stata ospitata al Fogolar Furlan, altro club ricco di storia e tradizioni, per poi far visita all’industria OMEGA Tool Corp, leader globale per oltre 40 anni nell’industria dell’ingegneria e manifatturiera.
“L’esperienza di Windsor – commenta il Comites di Toronto – ha dimostrato ancora una volta quanto la comunità italiana è una tessitura vibrante di culture, tradizioni e storie che si intrecciano per creare un legame unico e speciale, dove identità, appartenenza, inclusività, passato e futuro, diventano elementi essenziali per preservare la nostra eredità culturale abbracciando il mondo che ci circonda”. (aise)




«I nostri bimbi nell’inferno di Haiti. Il governo agisca, come con Chico Forti». Dal Veneto l’appello dei genitori adottivi

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091422702 c162490a 9d2a 4d75 ba7f 75830b745dd4«I nostri bambini sono prigionieri nell’inferno della guerra civile ad Haiti, il governo italiano ci aiuti a portarli a casa». È il grido disperato di quattro famiglie italiane, tre delle quali venete ( Vicenza, Padova e Verona) e una milanese,che attendono di abbracciare i loro bambini adottati e riconosciuti come cittadini italiani. Guerra e lungaggini burocratiche stanno però minacciando gravemente i piccoli, e i loro genitori in Italia sono angosciati. I piccoli hanno tra i quattro e i dieci anni, sono bloccati nei loro orfanotrofi perché secondo l’ambasciata italiana di Santo Domingo, competente per l’area di Haiti, manca un ultimo atto burocratico per ottenere il passaporto: il riconoscimento facciale dei bambini che è impossibile fare dal momento che gli uffici pubblici sono fuori uso. Dal 2021 Haiti è devastata da una feroce guerra civile, buona parte del territorio è governato da spietate bande criminali.

Il riconoscimento facciale

«Pochi giorni fa tre missionari sono stati sgozzati proprio dentro a un orfanotrofio – spiega Silvia Giraldi, vicentina, che insieme al marito Massimo attende da mesi di abbracciare il suo piccolo Christian di 4 anni – quelli non sono posti sicuri per i nostri bambini». I piccoli sono stati adottati seguendo tutto il lungo e farraginoso iter delle adozioni internazionali, al quale si è aggiunto il dramma della guerra civile haitiana. «A gennaio il tribunale di Haiti si è espresso sulle nostre richieste di adozione con un verdetto favorevole – spiega ancora Silvia – ma non si riesce a far avere il passaporto ai bambini perché ad Haiti tutti gli uffici pubblici sono chiusi a causa della guerra, l’eurodeputata Alessandra Moretti si è adoperata affinché ai piccoli venisse data, tramite l’ambasciata di Santo Domingo, una carta che fungesse da lasciapassare, poi abbiamo coinvolto l’orfanotrofio che certificasse la corrispondenza dei bambini con i loro nomi, cognomi e fotografie – aggiunge ancora la mamma adottiva – tuttavia l’ambasciatore pretende il riconoscimento facciale davanti alle autorità, ma l’area è troppo pericolosa e non ci sono uffici pubblici, al contrario le autorità americane, canadesi e tedesche, con bimbi e famiglie nelle nostre stesse condizioni, sono riusciti a portare via i piccoli da quell’inferno, qualcuno dell’ambasciata dovrebbe andare ad Haiti a prenderli per noi».

Le videochiamate

«Possiamo vedere i nostri figli solo con le videochiamate – aggiunge la mamma veronese Laura, che assieme al marito Mauro ha adottato due piccoli di 5 e 8 anni – il tempo passa, avevamo promesso loro che li avremmo portati in Italia e ora ci chiedono continuamente quando potranno abbracciarci: sono piccoli, ogni giorno che passa è un’infinità, abbiamo l’impressione che in questo momento non si stia cercando l’unica cosa che conta, cioè il bene dei minori». «In tutta questa vicenda abbiamo incontrato persone straordinarie, nel nostro caso i servizi sociali di Padova e i cancellieri del tribunale dei minori di Venezia – aggiunge Elena Farinelli, padovana che con il marito Emanuele ha adottato un bimbo di 6 anni – poi però ci sono burocrati, persone che trattano il nostro caso come se fossimo delle pratiche fatte di carta, ma qui si parla delle vite dei bambini e delle nostre, a nostro figlio sono caduti due dentini in questi giorni, volevamo esserci, sono piccole cose, per noi grandissime».

L’interrogazione parlamentare

«Il governo italiano ha trovato un aereo per Chico Forti, ora si trovi un modo per aiutare questi genitori» afferma Alessandra Moretti che ha seguito la vicenda sin dall’inizio aiutando le famiglie a superare gli ostacoli burocratici dovuti alla loro adozione. «Il ministero degli Esteri italiano produca il massimo sforzo per aiutare queste persone, smetterò di interessarmi al caso solo quando i bambini saranno in sicurezza tra le braccia dei loro genitori». A invocare l’intervento del governo anche la deputata democratica Marianna Madia, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi e la sua collega senatrice Daniela Sbrollini. Il senatore Andrea Martella, segretario del Pd Veneto, ha depositato ieri, lunedì 27 maggio, un’interrogazione parlamentare: «Le famiglie stanno vivendo giorni drammatici, altri paesi occidentali come Stati Uniti, Canada e anche Germania per casi simili si sono già adoperate portando in salvo i bambini. Chiediamo che il governo italiano faccia altrettanto».

corriere.it




Boston: il 4 giugno l’incontro informativo del Comites

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cittadinanza2Con il sostegno del Consolato generale e in collaborazione con la Federazione delle Associazioni Italiane, il Comites di Boston ha organizzato il prossimo 4 giugno un incontro informativo aperto a tutta la comunità
L’incontro inizierà alle 17.00 presso l’Orsogna Plaza Banquet Hall: grazie alla presenza di diversi esperti saranno illustrati tutti i servizi per gli italiani all’estero. (aise) 




Bolivia: blocchi stradali e manifestazioni di protesta. La Farnesina consiglia prudenza

oip
oipSituazione difficile in Bolivia. Sono in corso diversi blocchi stradali, che possono interessare ampie parti del territorio nazionale.
Il nostro Ministero degli Esteri raccomanda ai connazionali presenti nel Paese sudamericano di evitare manifestazioni e assembramenti, che potrebbero improvvisamente degenerare, tenendosi informati sulla situazione, anche attraverso i media locali e internazionali.



Compartimos, un evento per ricordare l’emigrazione trentina in Argentina

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28compartimosUno spettacolo teatrale preceduto dalla presentazione di un libro, le danze dei tangheri, i gelati a tema “Argentina” e uno swap party in pieno stile “compartimos” (condividiamo). L’evento – organizzato dalla Compagnia Pequod, APS La Burrasca, Fondazione Museo Storico del Trentino, Ass. Trentini nel mondo, Unione Famiglie Trentine all’estero, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Caritro – sarà ospitato nello storico teatro di Piedicastello dalle 17.00 alle 20.00, a Trento, il prossimo 2 giugno.
All’apertura dell’evento (ore 17:00) il pubblico troverà una piacevole sorpresa: un gelato a tema Argentina offerto dalla UMSe Coesione territoriale e valorizzazione del capitale sociale trentino all’estero e dall’Ufficio coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento.
Il tangheri dell’Associazione Tango al buio balleranno il tango argentino.
Sarà inoltre possibile partecipare allo swap party organizzato da El Costurero Trento. Le regole sono semplici: portate massimo 5 abiti che non indossate più e potrete scambiarli con altrettanti abiti messi a disposizione da altri “swappisti”. Un modo ecologista di vivere la moda e gli acquisti.
Alle 17.30 ci sarà la presentazione del libro ” Le arie pure e libere del Plata: l’emigrazione trentina in Argentina (1870-1914)”, edito dallla Fondazione Museo storico del Trentino, con la presenza dell’autore Renzo Maria Grosselli intervistato da Michele Toss (Fondazione Museo Storico del Trentino) e da Chiara San Giuseppe (UMSe Coesione territoriale e valorizzazione del capitale sociale trentino all’estero).
Alle 19.00 è il momento di Compartimos _un sogno chiamato Argentina, uno spettacolo scritto e diretto da Maura Pettorruso che parte dai diari di viaggio in Argentina di Maria Vittoria Barrella (attrice, in scena). Ad accompagnarla le musiche e la chitarra di Lorenzo Bernardi, musicista che ben conosce le sonorità sud-americane grazie alle sue numerose tournée internazionali.
L’attrice Maria Vittoria Barrella ha passato un mese in Argentina – grazie al progetto di Interscambio giovanile della Provincia Autonoma di Trento – e ha incontrato i Circoli Trentini delle varie zone del paese: da Buenos Aires, alla Pampa, da Cordoba, a Avellaneda. Molte tappe, molti incontri, molte storie da raccontare.
E, naturalmente, continueranno tra la presentazione del libro e lo spettacolo, danze, gelati e swap party. (aise) 




Paolo Emanuele Rozo Sordini è il nostro nuovo Ambasciatore in El Salvador

paolo emanuele rozo sordini e il nuovo ambasciatore ditalia in el salvador immagine12

paolo emanuele rozo sordini e il nuovo ambasciatore ditalia in el salvador immagine12Paolo Emanuele Rozo Sordini è da oggi il nuovo Ambasciatore d’Italia in El Salvador.  “Numerosi i settori – scrive il neo Ambasciatore – nei quali mi appresto a lavorare con entusiasmo: dialogo politico, assistenza ai connazionali, progetti di cooperazione, collaborazioni imprenditoriali, questioni regionali, iniziative di diplomazia giuridica”        Nato a Roma nel 1971, Paolo Emanuele Rozo Sordini  nel 1994 si laurea in giurisprudenza all’Università Luiss di Roma. Entra in carriera diplomatica nel 2001. Nel 2002 è alla Segreteria Generale, Unità per le attività di rilievo internazionale delle Regioni e degli altri Enti territoriali italiani. Console a Mar del Plata dal 21 luglio 2003 e Primo segretario a Madrid dal 3 settembre 2007. Dal 15  settembre 2011è alla  Direzione Generale Affari Politici e Sicurezza. Il 4 giugno 2014 è incaricato di svolgere le funzioni di Capo Uff. II della Dir. Gen. Affari Politici e Sicurezza. Dal 3 ottobre 2014 è Consigliere a Parigi. Il 2 novembre 2017 è incaricato di svolgere le funzioni di Capo Uff. II del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. Dal 2 luglio 2019 è Consigliere di ambasciata, e dal 4 settembre 2019 Capo Uff. II del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. Dal 3 maggio 2021 è Primo consigliere alla Rappresentanza permanente presso l’UE in Bruxelles. Dal 27 maggio 2024 è Ambasciatore d’Italia in El Salvador. Nel 2016  Paolo Emanuele Rozo Sordini è stato nominato dal Capo dello Stato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. (Inform)




New Orleans. Inizia Nafsa Annual Conference & Expo con uno spazio tutto italiano

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27nafsaInizia domani a New Orleans la 76^ edizione della Nafsa Annual Conference & Expo. Ne dà notizia Eduitalia che parteciperà alla fiera – la più importante del Paese nel determinare gli equilibri del flusso studentesco mondiale – insieme a circa un centinaio di colleghi italiani in rappresentanza di Università, AFAM, Accademie, istituti specializzati nei semestri abroad statunitensi, e scuole di lingua italiana.
Presente in fiera uno Spazio Italiano composto da un padiglione espositivo gestito dall’associazione Uni-Italia e da uno spazio coordinato da Eduitalia e altre realtà coinvolte nell’incoming studentesco.
A questa nuova edizione della Nafsa, sottolinea Eduitalia, “l’Italia si presenta con il primato di essere la prima meta di destinazione di studio degli studenti USA (le statistiche, pubblicate nel novembre 2023 e relative all’anno accademico 2021/2022 nel quale 188.753 statunitensi studiarono abroad, decretarono il 1° posto con 30.610 studenti che scelsero il nostro splendido territorio; a seguire l’U.K. con 27.503 studenti e la Spagna con 25.348 – nda). Primato in parte merito dei numerosi contatti/accordi che la Nafsa determina in una fiera in cui, oltre che con i colleghi statunitensi, è possibile avviare relazioni con rappresentanti delle relazioni internazionali provenienti da 100 nazioni”.
Venerdì prossimo, 31 maggio, è il termine ultimo per la presentazione della domanda da parte degli studenti per poter concorrere a vincere una delle borse di studio messe a disposizione dagli Istituti associati a Eduitalia.
Il bando è relativo all’AP-Italian, programma che, lo scorso anno, ha visto il coinvolgimento di 444 scuole e di 2.194 iscritti all’esame per un totale, dal 2013 a oggi, di 24.607 sostenitori dell’esame. (aise) 




Emigrazione dei valdostani all’estero. Una interpellanza alla Regione

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oipL’emigrazione dei valdostani all’estero è stata al centro di un’interpellanza presentata dalla Lega Vallée d’Aoste nella seduta consiliare del 22 maggio.

In particolare, la Lega VdA ha chiesto quale sia il numero dei valdostani emigrati all’estero (iscritti all’Aire)  negli ultimi 10 anni e di quelli tornati in Valle d’Aosta. Ha inoltre voluto conoscere le motivazioni che portano a emigrare e cosa si intenda fare per arginare il fenomeno.

A rispondere all’interpellanza è stato il Presidente della Regione Renzo Testolin: “Al 31 dicembre  2016 -ha riferito – l’Aire contava  5.856 iscritti, contro i 7.891 della fine del 2022. Questi “dati di stock”  non forniscono informazioni sulle fasce di età per Regione ma solo a livello globale. Dai dati di flusso forniti dall’Osservatorio economico e sociale regionale emerge che nel 2002 gli emigranti valdostani all’estero erano 60, e gli emigranti verso altre regioni italiane 1.148, mentre nel 2022 gli emigranti all’estero erano 391,e gli emigranti verso le altre regioni italiane 1.201. Di questi 391 emigrati  nel 2022, 106 erano “stranieri” ovvero persone immigrate in Valle d’Aosta, che hanno lasciato la regione e hanno trasferito la propria residenza altrove ,nel Paese di origine o in un altro Stato.  Per quanto concerne le fasce d’età i dati disponibili attestano che, di questi 391 emigranti, 198 erano di età compresa tra i 18 e i 39 anni, circa il 50%. Sono stati 682 gli immigrati in Valle d’Aosta provenienti dall’estero nel 2022, contro i 319 del 2002. Un dato superiore a quello dell’emigrazione, ma meno analizzabile nel dettaglio. In base ai dati disponibili sappiamo, ad esempio, che 386 dei 682 immigrati appartenevano alla fascia di età 18-39 anni. Abbiamo quindi nel 2022, 185 italiani immigrati in arrivo in Valle d’Aosta dall’estero, ma non necessariamente valdostani”.

Il Presidente Testolin ha poi detto: “I giovani valdostani vanno all’estero per cercare migliori prospettive di studio e di lavoro, una migliore qualità della vita, ambienti che premino il merito individuale, la possibilità di progettare un futuro a lungo termine. L’emigrazione è un fenomeno complesso che comprende anche il calo della natalità e l’attrattività della Valle d’Aosta e dell’Italia. L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare le condizioni affinché la mobilità possa essere possibile in entrambe le direzioni: la possibilità di lasciare la Valle per studiare, lavorare, fare esperienza e realizzare progetti di vita, ma anche la possibilità di ritornarci. La Giunta Regionale cerca di creare opportunità in termini di crescita, ricerca, diversità dei posti di lavoro e proposta di remunerazioni adeguate per il lavoro nelle attività, nelle pubbliche amministrazioni e nelle imprese del territorio, così da diventare un punto di arrivo e non solo di partenza” . Il gruppo Lega VdA ha replicato segnalando il rischio che i legami con la storia e la cultura valdostana vengano definitivamente interrotti per molti giovani emigrati: “Si tratta di un fenomeno di tipo sociologico, prima ancora che economico: la Valle d’Aosta è percepita come un luogo di transito, dove si nasce o si cresce ma che si può lasciare per altri luoghi, senza percepire quel “mou de mèizón” che era, invece, sentito dai vecchi emigrati”. Pe la Lega VdA è pertanto  “necessario poter lavorare su dati specifici e investigare a fondo le motivazioni personali, e non generali, che sono alla base della scelta di emigrare”.(Inform)




Maie in Centro America: iniziative in Costa Rica, Honduras e Guatemala

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maiegContinua il lavoro del MAIE Centro America, coordinato da Giuseppe Cacace, in stretto contatto con il vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi.
Fitta l’agenda delle iniziative sul territorio previste per le prossime settimane.
I giorni 22 e 23 di giugno la delegazione MAIE guidata da Cacace e Paola Ceccon (coordinatrice MAIE Costa Rica) farà visita alla colonia italiana di San Vito, Costa Rica, al confine con Panama. L’evento targato MAIE con la comunità italiana si terrà presso la pizzeria La Liliana.
Nel pomeriggio, incontro alla Dante Alighieri, per capire come portare avanti un lavoro comune con l’obiettivo di dare ulteriore impulso alla promozione della cultura italiana.
Il 29 giugno, in Honduras, riunione con la comunità italiana locale. A organizzare l’incontro è il coordinatore MAIE Honduras Giuseppe Vijil.
Inoltre, anticipa Cacace, “sono in cantiere importanti iniziative in Guatemala, a cui si sta lavorando alacremente. Presto annunceremo tutte le novità”.
Soddisfatto del lavoro che si sta portando avanti il vicepresidente Odoguardi: “Un numero sempre maggiore di connazionali si avvicina al Movimento Associativo Italiani all’Estero, segno che oggi più che mai c’è bisogno di una forza indipendente che sappia raccogliere la voce degli italiani nel mondo e portarla a Roma, al fine di individuare soluzioni possibili alle loro richieste. Dopo l’America Centrale – annuncia il vicepresidente MAIE – sarà il turno del Nord America. Previste tappe in tutte le circoscrizioni consolari del Canada e in quelle degli Stati Uniti. Presto renderemo pubblico il calendario degli eventi e lo divulgheremo nel modo giusto, con l’obiettivo di informare i connazionali circa le iniziative in programma”, conclude Odoguardi. (aise)