Italiani all’estero con il MAIE, protagonisti sul territorio e nel dibattito politico

odoguardi maie lavoriamo

odoguardi maie lavoriamoProtagonisti sul territorio e nel dibattito politico, sempre. Questa è la principale differenza tra il Movimento Associativo Italiani all’Estero e le altre forze politiche. Questo è ciò che ci distingue da tutti gli altri più di ogni altra cosa, oltre al fatto che il MAIE si focalizza sulle problematiche degli italiani all’estero e con il proprio impegno e il proprio lavoro difende gli interessi degli italiani nel mondo dovunque essi siano.

Ai tanti connazionali che ci contattano attraverso i nostri canali social e le nostre email istituzionali, chiedendoci come possono contribuire a fare crescere ulteriormente il nostro progetto e il network del Movimento, rispondiamo che anche in questo ci differenziamo da quelli che noi chiamiamo i partiti romani: nel MAIE non è mai esistito un tesseramento vero e proprio, non chiediamo un centesimo agli italiani che ci seguono e che si riconoscono nelle nostre idee, nei nostri valori, nelle nostre battaglie. A loro chiediamo, se vogliono, di concederci un po’ del proprio tempo, per aiutarci a diffondere la voce del MAIE, che poi è quella delle comunità italiane nel mondo.

Per entrare nel nostro Movimento, per dare una mano con spirito di squadra e di volontariato, basta contattare uno dei nostri tanti coordinatori presenti in ogni circoscrizione consolare. Saranno loro, volta per volta, a spiegare ai connazionali.

Continueremo giorno dopo giorno a lottare per migliorare la qualità di vita degli italiani all’estero e per sostenere e promuovere il Sistema Italia nel mondo.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




“Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”: concorso per giovani under 25 residenti nei paesi sudamericani

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associazione famiglia veneta di rosario migrazione veneta in sudamerica. storie da raccontareimmagine4“Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”: è il concorso rivolto ai giovani under 25  residenti nei paesi sudamericani organizzato da Associazione Famiglia Veneta di Rosario, Società Italiana “Le Tre Venezie” di Mar del Plata, Wigwam Rosario Local Community, nell’ambito della terza edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana per under 25 “Giovani generazioni per Comunità resilienti 2024”. Il concorso “Migrazione veneta in Sudamerica. Storie da raccontare”- sponsorizzato dal Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina (CAVA), Wigwam Circuit (Italia) e Gens Turismo Genealogico na Italia (Veneto, Italia) –  è volto a raccogliere elaborati (scritti e immagini) realizzati da giovani che “attraverso il dialogo e la ricerca intergenerazionale, recuperino le storie degli immigrati di origine veneta dalle loro comunità locali”.

Obiettivi : “Preservare e conservare, attraverso la narrazione, le memorie e/o le usanze degli immigrati veneti nelle comunità dell’Argentina e del Sudamerica;  Promuovere la trasmissione intergenerazionale, rafforzando i legami tra le famiglie che sono emigrate dalla Regione Veneto. nel Sudamerica;  Incoraggiare la scrittura e la lettura come pratica per esprimere/descrivere esperienze/sentimenti; Stimolare le attività di comunicazione e ricerca tra i giovani; Incoraggiare la partecipazione dei giovani alle associazioni di emigrati veneti in Sudamerica”.  Possono partecipare i giovani residenti in qualsiasi Paese del Sudamerica , che siano o meno di origine veneta). I partecipanti devono elaborare documenti inediti in lingua italiana e originali che raccontino aneddoti sull’immigrazione veneta nella propria comunità e/o famiglia, attraverso un’intervista personale e/o la ricerca di fonti e materiale bibliografico.  Data di consegna: entro il 31 luglio 2024. (per il testo integrale del Bando si veda https://drive.google.com/file/d/1SlQxHWB3f0y5PciQEExvnQyoaVzyJKFO/view?usp=sharing ) (Inform)




I Piemontesi nel Mondo festeggiano i 50 anni del loro monumento

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23duttomonumentoDa venerdì 21 a domenica 23 giugno verrà celebrato il cinquantesimo anniversario del monumento “ai Piemontesi nel Mondo” di San Pietro Val Lemina. L’opera venne realizzata dall’artista e scultore Gioachino Chiesa, di fama internazionale, mancato nel luglio 2023 a Bra, all’età di 86 anni. Il monumento raffigura tre figure umane: due uomini e una madre che regge in braccio il suo bambino.
I loro volti sono segnati dalla fatica e dalla dignità che solo il lavoro può conferire. Uno degli uomini scava la terra con un badile, mentre l’altro lavora la pietra con martello e piccone. La madre sta in piedi tra loro, simbolo di forza e resilienza. Queste tre figure sono collocate su una base che richiama la geografia del mondo. Il blocco di cemento su cui poggiano simboleggia la prua di una nave, evocando il viaggio e la speranza di una vita migliore.
Il monumento ci ricorda che l’emigrazione, sebbene talvolta possa portare ricchezza, è sempre accompagnata da lavoro duro, sofferenza e privazioni.
Ad organizzare le manifestazioni per il cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione, che avvenne il 13 luglio 1974, è l’Associazione Piemontesi nel Mondo, guidata dal presidente Michele Colombino, con il patrocinio del Comune di San Pietro Val Lemina ed il sostegno della Regione Piemonte. I dettagli del programma sono in via definizione, ma l’impalcatura esiste già: venerdì 21 giugno vi sarà una serata dedicata al cinema dell’emigrazione. Sabato 22 giugno, in mattinata, un convegno internazionale a Torino e, nel pomeriggio, il trasferimento a San Pietro Val Lemina ed a Frossasco, cui seguiranno una “merenda sinoira” e, in serata, un concerto bandistico. Domenica 23 giugno il clou della festa, con in mattinata l’apposizione di una targa ricordo del cinquantesimo al monumento ed un convegno con i Comuni piemontesi gemellati in ogni parte del mondo dove vi sia la presenza organizzata di piemontesi e dei loro discendenti.
Seguiranno il pranzo e, nel pomeriggio, un concerto di musica popolare.
“Il monumento è dedicato alla fiumana immensa di corregionali che lasciarono nel corso di vari decenni il nostro Piemonte per emigrare, quasi sempre con dolore, sofferenza e rimpianto: moltissimi se ne andarono come esuli della miseria, ricchi però di un patrimonio di tradizione e valori che hanno caratterizzato la loro nuova realtà di pellegrini, costruttori di un mondo dai nuovi confini”, spiega il presidente Colombino. “Si svolgeranno incontri con figli e nipoti di emigrati provenienti da vari Paesi e tra Comuni gemellati in varie parti del mondo, con scambio di esperienze. Si terranno incontri istituzionali, approfondimenti culturali, con proposte per interscambi, collaborazioni e progetti di “turismo delle radici”, per la migliore accoglienza di coloro che vorranno assaporare il gusto e il profumo delle origini. Non potranno mancare alcuni momenti musicali per riproporre sentimenti, sensazioni, nostalgie in musica, vecchi canti delle nostre tradizioni coronati dall’inno ufficiale dei Piemontesi nel mondo: “Noi soma piemontèis””.
Sul sito web dell’associazione, www.piemontesinelmondo.org si sta realizzando un portale multimediale, uno spazio digitale in cui le associazioni, gli enti, i Comuni e tutti gli interessati potranno partecipare virtualmente all’evento, inviando documenti, saluti, foto, video, audio, da condividere con tutti i partecipanti e presentare le varie realtà a tutto il mondo (per informazioni si può scrivere alla vice presidente Luciana Genero, alla seguente mail: colombino@piemontesinelmondo.org).
Conclude il presidente Colombino: “trasmetteremo alle nuove generazioni il senso di appartenenza, unione e fraternità indipendente dalle distanze geografiche, confermando i valori risalenti alle origini del fenomeno migratorio, tuttora insiti nel nostro orgoglio “piemontese” aperto al mondo, all’umanità, messaggeri di concordia sull’esempio dei nostri emigrati, come scrisse il nostro grande poeta piemontese Nino Costa nella poesia “Rassa nostran-a – Ai Piemontèis ch’a travaja fòra d’Italia”:
“Tut ël Piemont ch’a va a cerchesse ‘l pan, tut ël Piemont con sua
parlada fiera, che ‘nt le bataje dël travaj uman a ten auta la front… e la bandiera
” (“Tutto il Piemonte che va a cercarsi il pane, tutto il Piemonte con la sua parlata fiera, che nelle battaglie del lavoro umano tiene alta la fronte e… la bandiera”)”. (renato dutto\aise) 




“Cercando radici. Alla scoperta degli antenati italiani”, il webinar del Comites Washington

genealogia

genealogiaSi intitola “Cercando radici. Alla scoperta degli antenati italiani” il webinar organizzato dal Comites di Washington presieduto da Maby Palmisano.
L’incontro dedicato alla genealogia e alla storia di famiglia si terrà sulla piattaforma zoom domani, 23 marzo, alle 12.00.
L’incontro fornirà alcune essenziali indicazioni su come avviare una ricerca dei propri antenati italiani e presenterà al pubblico italiano, italo-americano, e non solo la “Mappatura generale di archivi, risorse e strumenti per la ricercar genealogica in rete. Antenati italiani”, recentemente pubblicata dall’archivio di stato di Modena (Ministero della Cultura).
Relatori saranno Miles Nerini e Matteo Borelli.
Miles Nerini, laureato in Storia medievale, ha collaborato per diversi anni con la cattedra di Storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Bologna. Funzionario archivista per il Ministero della cultura, è vicedirettore dell’Archivio di Stato di Modena, presso cui è responsabile della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica. Insegna Archivistica e Archivistica informatica all’Università di Bologna.
Matteo Borelli, dottore magistrale in Scienze storiche e orientalistiche, si occupa da diversi anni di genealogia e storia di famiglia; è l’autore della “Mappatura”, coordinatore del progetto “Genealogie d’Italia”, socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano (IAGI) e membro dell’Association of Professional Genealogists (APGN). (aise)




Il ruolo degli italiani in Costa Rica nel progetto ‘Le interviste del Comites’

camera di commercio

camera di commercioIl Comitato degli Italiani all’Estero in Costa Rica (Com.It.Es.) ha recentemente lanciato il progetto “Le Interviste del Comites”, una raccolta di interviste a italiani e italodiscendenti che hanno giocato un ruolo significativo nello sviluppo della società costaricana.

“L’iniziativa nasce dalla nostra passione per l’Italia e dalla volontà di condividere alcuni dei suoi aspetti, come le modalità di emigrazione alla fine del XIX secolo e quelle attuali, e il modo in cui le comunità si sono unite ieri e oggi”.

Spiega Giuseppe Cacace, in Costa Rica da 27 anni e attuale presidente del Com.It.Es. “Il progetto mira anche a evidenziare coloro che si sono distinti in Costa Rica, sia italiani che italodiscendenti. In alcuni casi, però, sarà necessario intervistare figli o nipoti, poiché i protagonisti non sono più tra noi. Abbiamo optato per interviste concise, limitate a sette domande, per renderle facili da leggere e coinvolgenti”. I dialoghi raccolti dal Comitato vengono pubblicati sul blog del Com.It.Es. e condivisi sui canali social e su altre piattaforme giornalistiche. Cacace racconta che la selezione dei protagonisti delle interviste è stata un processo delicato: “Abbiamo individuato oltre 100 persone con cittadinanza italiana che si sono distinte in vari settori qui in Costa Rica. I criteri di selezione variano e vengono valutati caso per caso, considerando aspetti imprenditoriali, onorificenze locali, cattedre universitarie, popolarità, e altri criteri”.
La comunità italiana in Costa Rica è numerosa, con circa 200.000 italodiscendenti su una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. Gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, secondo dati ufficiali del 2022, ammontano a circa 8.400. “Il contributo della comunità italiana al Costa Rica è diversificato e spesso sottovalutato”, conclude Cacace. “Con questo progetto, vogliamo mettere in luce l’importanza e il ruolo significativo che l’Italia e i suoi cittadini hanno avuto e continuano ad avere nel paese. Troviamo italiani e italodiscendenti che occupano posizioni di rilievo in importanti aziende costaricane, ma questo aspetto non sempre riceve l’attenzione che merita. Cerchiamo di comprendere le ragioni di questa sottovalutazione e di evidenziare l’apporto prezioso della comunità italiana al Costa Rica”.

da 9colonne.it




Gli italiani all’estero, per curarsi in Italia, dovranno pagare la Sanità?

servizisanitarivert

servizisanitarivertSei milioni di italiani all’estero potrebbero continuare a usufruire dei servizi di sanità offerti dallo Stato. La proposta viene da Fratelli d’Italia —il partito politico della premier Giorgia Meloni— ed è stata depositata in commissione Sanità e Affari sociali della Camera.

L’idea è nata dalla necessità di salvare i conti dello Stato: chi, tra gli italiani residenti all’estero, obbligati per legge a iscriversi all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), volesse mantenere il diritto all’assistenza sanitaria italiana, potrebbe dover versare un contributo annuale. Se la proposta fosse approvata, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della norma si convertirebbe in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm).

«Poiché il costo di un paziente italiano in Italia è, stando ai dati Istat, di 3mila euro l’anno» —ha affermato il deputato di Fdi eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale Andrea Di Giuseppe— «e poiché si presume che queste persone si recherebbero in ospedale solo in casi eccezionali, è alquanto probabile che l’importo sarà di 1.500 euro l’anno, 200 euro in più, 200 euro in meno».

Il parlamentare aveva anticipato l’iniziativa poco meno di un anno fa.

Secondo Di Giuseppe, «nelle casse dello Stato entrerebbero ogni anno 8,9 miliardi, ovvero il 31% circa dei 28 stanziati con la manovra 2024 e il decreto legislativo che avvia la riforma fiscale. Questa legge farà emergere i due terzi in più di italiani che oggi sono residenti stabilmente fuori dall’Italia, e che non si sono iscritti all’Anagrafe in quanto se lo avessero fatto avrebbero perso la tessera sanitaria».

Il deputato ha spiegato come l’obiettivo sia «recuperare risorse economiche ingenti», partendo dalla considerazione che «ci sono persone che vivono e versano tasse all’estero, non contribuiscono in nessun modo a livello fiscale e usano l’assistenza sanitaria in Italia, pesando sulle casse dello Stato» (tg24.sky.it).

puntodincontro.mx




Sud Africa, numerosi eventi per l’Italian Design Day

sud africa numerosi eventi per litalian design day

sud africa numerosi eventi per litalian design dayL’Ambasciata d’Italia in Sud Africa, il Consolato Generale d’Italia a Johannesburg, il Consolato d’Italia a Cape Town e l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria hanno celebrato l‘ottava edizione dell’Italian Design Day – la rassegna annuale dedicata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano al design e architettura “Made in Italy” – con una serie di eventi dal 18 al 20 marzo 2024 che hanno visto protagonista la fondatrice e curatrice del Salone.Satellite, e Ambasciatrice delle Relazioni internazionali del Salone del Mobile, Marva Griffin.

Il tema di quest’anno, “Fabbricare valore: inclusività, innovazione e sostenibilità”, poneva l’accento sull’importanza del processo produttivo e sulla sua capacità di creare oggetti di disegno industriale “belli” da un punto di vista estetico, ma anche di elevato valore “materiale”, come risultato di materie prime di qualità e di processi di fabbricazione che a tradizione e artigianalità uniscono tecnologie e sostenibilità ambientale. Quest’anno in modo particolare, l’Italian Design Day ha permesso di promuovere efficacemente in Sudafrica il Salone del Mobile di Milano, che si terrà dal 16 al 21 aprile 2024 e che rappresenta uno dei più importanti appuntamenti per il settore dell’arredamento e del design a livello globale.

Nella mattinata del 18 marzo Marva Griffin ha partecipato a un incontro con gli studenti di interior design, design industriale e architettura dell’Università di Johannesburg, curato dal Consolato Generale a Johannesburg, che la sera ha organizzato un evento conviviale con esponenti selezionati del settore presso lo showroom multipiano interamente dedicato all’arredamento italiano “Il Lusso”.

Il 19 marzo Marva Griffin ha tenuto una conferenza presso la Facoltà di Architettura e Design Industriale della Tshwane University of Technology (TUT) di Pretoria, aperta dall’Ambasciatore d’Italia in Sudafrica Alberto Vecchi. Durante l’evento sono state premiate le due studentesse vincitrici del concorso di design ideato appositamente dalla facolta’ per l’Italian Design Day 2024.

Per gli ultimi appuntamenti della rassegna Marva Griffin si e’ recata a Cape Town, dove il 20 marzo il Consolato italiano ha organizzato un seminario dal titolo “SaloneSatellite: Connecting Design since 1998”, presso la Slave Church, con studenti di architettura e design di diverse università della citta’ e architetti locali, seguito in serata da un evento conviviale con designer ed esperti di settore.




Prosegue alla III Commissione della Camera l’esame del provvedimento volto all’istituzione del Portale unico telematico per gli italiani all’estero

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camera dei deputati 1 dscn8662 scaledLa Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha proseguito l’esame del provvedimento volto all’istituzione del Portale unico telematico per gli italiani all’estero (C. 994 Onori ed altri).  Il Presidente della Commissione Giulio Tremonti ha segnalato la presentazione , entro la scadenza dei termini previsti , di quattro emendamenti. Il relatore Simone Billi (Lega – Ripartizione Europa) ha sottolineato la necessità di approfondire taluni profili delle proposte emendative presentate e ha proposto di rinviare l’esame del provvedimento ad altra seduta. Federica Onori (Azione – ripartizione Europa), intervenendo come prima firmataria della proposta di legge si è detta concorde con la richiesta del relatore.  L’esame è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)




Costa Rica, “Closing the Caribbean Plastic Tap”: lanciato il progetto finanziato dall’AICS

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costa rica closing the caribbean plastic tap lanciato il progetto finanziato dallaics immagine4 615x223Il 19 marzo, a San José (Costa Rica), si è tenuto l’evento di lancio del progetto” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ed eseguito dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN) in coordinazione con l’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali (OECS), il Programma per l’Ambiente dei Caraibi (UNEP/CEP) e il Consorzio Bandiera Blu dei Caraibi (BFCC).

All’evento hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Costa Rica, Alberto Colella, la Direttrice Regionale di IUCN, Úrsula Parrilla, e il Titolare della Sede regionale AICS di San Salvador, Paolo Gallizioli. Presenti anche rappresentanti di istituzioni locali, cooperazioni europee e organizzazioni internazionali. «Per la sua posizione geografica, l’Italia si qualifica come una nazione marittima. Attraverso la nostra Cooperazione, mettiamo a disposizione le conoscenze e le capacità del Sistema Italia per affrontare le sfide che riguardano i mari a livello globale. Oggi presentiamo non solo un progetto, bensì anche la nuova politica regionale italiana nel settore della cooperazione» con queste parole ha aperto l’evento l’Ambasciatore Colella.

Il progetto, finanziato dall’AICS per un importo di € 2 M e della durata di tre anni, ha l’obiettivo di ridurre la dispersione dei rifiuti di plastica nelle isole dei Caraibi orientali di Antigua e Barbuda, Saint Lucia, Grenada, Saint Vincent e Grenadine, Saint Kitts e Nevis.

“Grazie al generoso sostegno del Governo italiano, il progetto Closing the Caribbean Plastic Tap ci permetterà di progredire nell’implementazione di soluzioni efficaci e socialmente inclusive per promuovere l’economia circolare e ridurre l’inquinamento da plastica nei Caraibi. In una regione la cui incomparabile ricchezza naturale è gravemente minacciata dalla triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento, e la cui prosperità dipende fortemente dalla salute degli ecosistemi marini e costieri, iniziative come questo progetto sono urgenti e indispensabili per aprire la strada a un impegno collettivo verso uno stile di vita più sostenibile” ha dichiarato Úrsula Parrilla.

Il progetto si concentrerà in particolare sui settori della pesca e del turismo, che hanno il maggiore impatto inquinante, puntando allo sviluppo di modelli integrati e socialmente sostenibili di blue economy. “Con questa iniziativa, AICS riafferma il suo impegno per la salvaguardare degli ambienti marini e terrestri, garantendo da un lato la sostenibilità ecologica attraverso la tutela delle risorse naturali, dall’altro la sostenibilità socioeconomica attraverso la creazione di opportunità di lavoro per le comunità locali” ha aggiunto Paolo Gallizioli. (Inform)




Baires. Il Fogolar Furlân, la lingua e il Turismo delle Radici

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21fogolarfurlanbuenosairesSi è tenuto lo scorso 12 marzo l’incontro alla Sociedad Friulana di Buenos Aires durante la quale la Biblioteca multimediale “Emilio Crozzolo” del Fogolâr ha ospitato una lezione aperta sulla storia e l’origine della lingua friulana. Al contempo, è stato presentato anche il Progetto PNRR dedicato al Turismo delle Radici 2024 con, in collegamento da Udine, Cristina Lambiase, coordinatrice per il Friuli Venezia Giulia del Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
All’evento, a cui hanno parteciperanno il direttore dell’Ente Friuli nel Mondo Christian Canciani e il consigliere Pierino Chiandussi, erano presenti il Console d’Italia a Buenos Aires, Antonio Puggioni, le autorità di FEDIBA (Federazione delle istituzioni italiane della Circoscrizione Consolare di Buenos Aires), di FEDITALIA (Confederazione delle Federazioni italiane in Argentina) e i rappresentanti del Fogolârs Furlans di Florencio Varela, della Familia Friulana di La Plata e dell’Unione Friulana Castelmonte. (aise)