La pasta in valigia: ovvero il percorso storico-gastronomico sulle rotte dell’emigrazione piacentina

“La pasta in valigia : percorso storico-gastronomico sulle rotte dell’emigrazione piacentina”: è la mostra visitabile su MigrER, Museo virtuale dell’emigrazione emiliano-romagnola nel mondo.
La mostra è frutto del progetto coordinato dal Comune di Piacenza, con la collaborazione della Biblioteca comunale Passerini-Landi e realizzato con il contributo della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, volto a ricostruire il ruolo, storicamente rilevante, svolto dagli emigrati del territorio emiliano-romagnolo (in particolare piacentino) nella “diffusione” del cibo, della cultura e delle pratiche alimentari regionali all’estero. MigrER si possono scoprire straordinarie storie di emigrazione raccolte all’interno di questo progetto che testimoniano l’importanza della tradizione enogastronomica regionale all’interno delle famiglie emigrate. Nella storia di queste esperienze migratorie – si legge nella presentazione della mostra virtuale – entrano gestori di trattorie, dettaglianti, grossisti, titolari di negozi di quartiere che fornivano alle famiglie immigrate prodotti di consumo, ma anche una fondamentale presenza attorno alla quale cresceva la vita sociale della comunità. Fu proprio questa rete – che il progetto ha voluto ricomporre anche attraverso la raccolta di ricordi e testimonianze delle famiglie di emigrati – a mantenere viva la tradizione della cucina familiare. L’abilità nella trasformazione del cibo e il ricordo di ricette di famiglia davano la possibilità a chi era partito di mettere a frutto i saperi e le conoscenze della propria terra e a chi non era mai stato nel nostro paese – le generazioni successive – di poter fare, anche a tavola, “esperienza” dell’Italia. Ricerche documentaristiche ricompongono un quadro complessivo dal quale emergono, anzitutto, figure di grandi chef come Ettore Boiardi, conosciutissimo in America come Chef Boyardee, inventore degli spaghetti e dei ravioli in scatola, di imprenditori come Pablo Guglieri che nel 1902 fondò la cittadina di Daireaux o Francesco Sechi de Casali, promotore del primo giornale dedicato agli emigrati italiani ma anche fondatore, nell’ultimo Ottocento, della colonia agricola di Vineland.
Partner dell’iniziativa: AS.PA.PI. Associazione di Parma e Piacenza (Francia), Nuove generazioni TERRA Mar del Plata (Argentina), Piacenza nel Mondo APS (Italia). (Inform)


Sono tantissime le iniziative messe in campo dal ministero degli Esteri e da quello del Turismo per fare in modo che i discendenti dei nostri emigrati possano recarsi in Italia alla scoperta delle proprie origini e per fare visita a quei luoghi che videro partire i propri antenati”. “Un progetto”, il “2024, anno del Turismo delle Radici”, che secondo quanto detto da Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, “sarà in grado di restituire vitalità ai borghi italiani, troppo spesso dimenticati, alimentando anche l’economia locale, oltre a far conoscere le bellezze del nostro Paese a chi vive lontano dallo Stivale ma ha l’Italia nel sangue”.
Il sottosegretario di Stato al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Giorgio Silli è intervenuto stamattina a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma della commemorazione dei 150 anni di rapporti diplomatici Messico-Italia.


L’Ambasciatore italiano nei Paesi Bassi, Giorgio Novello, ha firmato ieri, 15 gennaio, il decreto di scioglimento del Comites Olanda.
