Dall’Italia al Sud America. L’idea di “fraternité” e il mutuo soccorso fra gli emigranti in Argentina e Brasile

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dallitalia al sud america. lidea di ‘fraternite e il mutuo soccorso fra gli emigranti in argentina e brasile immagine2“Dall’Italia al Sud America. L’idea di “fraternité” e il mutuo soccorso fra gli emigranti in Argentina e Brasile”: è il convegno internazionale  che si è tenuto il 28 e il 29 novembre nella Sala conferenze dell’Università di Siena.

Gli emigranti italiani, che raggiunsero in massa il continente americano, fondarono nei luoghi di arrivo le società di mutuo soccorso sul modello di quelle della madrepatria, ma con funzioni specifiche. Secondo i risultati di un’apposita inchiesta, al 31 dicembre 1896 esistevano nel mondo 1.159 società di mutuo soccorso fra italiani all’estero, il maggior numero di soci si aveva in Sud America, in particolare in Argentina. Come si organizzarono gli emigranti italiani in Sud America? Quali furono i loro modi di aggregazione? Cosa è rimasto oggi di questo importante fenomeno associativo? Queste alcune domande cui il convegno internazionale ha puntato a dare risposta, a partire dalla storiografia esistente, ma cercando di estendere le tematiche comparative e provando anche a fare il punto sull’Heritage di questo fenomeno (Inform)




Il vice ministro agli Esteri Cirielli sulle procedure di voto degli italiani in Gran Bretagna e Svizzera per le prossime elezioni europee

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camera dei deputati 1 dscn8662 scaledIl vice ministro agli Esteri Edmondo Cirielli ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione di Toni Ricciardi (Pd, ripartizione Europa) sulle procedure di voto degli italiani all’estero in occasione delle prossime elezioni europee.

Nell’interrogazione si domandava al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al ministro degli Esteri Antonio Tajani se intendessero adottare iniziative per prevedere forme transitorie di allestimento dei seggi elettorali presso i consolati italiani, e ove possibile presso i consolati onorari, della Gran Bretagna e della Confederazione Elvetica, per permettere e favorire la partecipazione al voto degli italiani ivi residenti.

“A legislazione vigente – segnala Cirielli, – la partecipazione al voto dall’estero per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia non è prevista per i connazionali residenti in Paesi che non siano membri dell’Unione europea”, ma “è fatta salva la possibilità per questi connazionali di votare in Italia, beneficiando delle agevolazioni di viaggio previste”.

“L’estensione del voto dall’estero anche agli elettori residenti nel Regno Unito e in Svizzera, Paesi non membri dell’Unione europea, potrebbe quindi essere prevista solo da un intervento legislativo – prosegue il Vice ministro, segnalando però che “un’eventuale modifica della legge che permetta a tutti i connazionali residenti all’estero, anche quelli in Paesi extra-UE, di votare per le elezioni parlamentari europee andrebbe valutata attentamente”. “Molte circoscrizioni consolari coprono infatti territori talmente vasti da rendere qualsiasi distribuzione di seggi inadatta ad assicurare una ragionevole prossimità agli aventi diritto – rileva Cirielli, prospettando dunque “una bassa partecipazione elettorale a fronte di un considerevole sforzo logistico-organizzativo delle rappresentanze diplomatico-consolari”.

“Inoltre, alcuni Paesi, compresi quelli che ospitano consistenti collettività italiane, sono caratterizzati da condizioni di sicurezza talora precarie, tali da rendere problematica la convocazione degli elettori ai seggi” mentre “l’eventuale estensione alle elezioni europee del sistema di voto previsto per le elezioni italiane – ossia il voto per corrispondenza con invio di plichi elettorali da parte delle Ambasciate e Consolati – presenterebbe un elemento di particolare complessità. Infatti – spiega Cirielli, – per le consultazioni nazionali esiste una circoscrizione estera suddivisa in ripartizioni, con la conseguenza che tutti gli elettori in un dato Paese estero votano per gli stessi candidati. La normativa sulle elezioni europee – invece – prevede la suddivisione del territorio nazionale in cinque circoscrizioni e i candidati sono votati sia dagli elettori residenti in Italia, sia da quelli residenti all’estero, nei Paesi UE. Nell’ipotesi di voto per corrispondenza, a ciascun elettore residente all’estero dovrebbe essere inviato un plico diverso a seconda della circoscrizione di appartenenza del Comune di iscrizione elettorale in Italia. Inoltre, a conclusione delle operazioni di voto, la «previa separazione» delle schede ai fini della trasmissione ai seggi costituiti presso ciascun capoluogo di circoscrizione sarebbe possibile solamente introducendo distinzioni nelle buste preaffrancate con cui i connazionali restituiscono le schede votate”.

Per il Vice ministro “non esistono scorciatoie o soluzioni facili” alla questione sollevata dall’interrogazione, ma “occorre invece un’iniziativa di modifica della legge e, prima di essa, un’attenta riflessione su pro e contro dei possibili meccanismi alternativi a quello attuale”.

In sede di replica, Ricciardi si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta del Governo, che a suo avviso evidenzia un orientamento favorevole a risolvere la problematica della partecipazione al voto degli italiani residenti in Gran Bretagna e nella Confederazione elvetica alle prossime elezioni europee. Il suo auspicio è quindi che emerga in Parlamento una convergenza sulla opportunità di apportare per via legislativa le modifiche necessarie a garantire la sperimentazione della nuova procedura di voto da lui indicata in questi due Paesi, che “appartengono entrambi allo Spazio economico europeo e sono caratterizzati da una rete diplomatico-consolare capillare, e dalla presenza, nell’ultimo decennio, di una numerosa comunità di giovani connazionali emigrati, particolarmente interessati a partecipare all’elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo”. (Inform)




Finlandia e Italia uniscono le forze nella lotta alla strumentalizzazione della migrazione

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downloadFinlandia e Italia metteranno in campo iniziative congiunte volte a promuovere un approccio coerente alla dimensione esterna delle politiche migratorie e a contrastare ogni tipo di pratica illecita legata al fenomeno migratorio.

Il Ministro degli Affari Esteri finlandese Elina Valtonen e il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, hanno avuto un incontro il 29 novembre a Bruxelles a margine della riunione dei Ministri degli Affari Esteri della NATO.

I due Ministri hanno annunciato che Finlandia e Italia metteranno in campo iniziative congiunte volte a promuovere un approccio coerente alla dimensione esterna delle politiche migratorie e a contrastare ogni tipo di pratica illecita legata al fenomeno migratorio, compresi il traffico di esseri umani e la strumentalizzazione dei migranti. Si tratta di sfide condivise che si estendono dal Nord al Sud dell’Europa.

Finlandia e Italia inizieranno a lavorare a una serie di idee per lo sviluppo di strumenti solidi atti a rafforzare i meccanismi messi in atto da NATO e UE, tra cui l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex, per contrastare le minacce ibride.

 “La Russia e gli altri attori ostili strumentalizzano la migrazione e sfruttano senza pietà i cittadini di Paesi terzi. La determinazione transatlantica è fondamentale per contrastare simili attività. Italia e Finlandia lavorano insieme per raggiungere tale obiettivo nel quadro dell’UE e della NATO”, ha dichiarato il Ministro Valtonen. 

“Siamo estremamente preoccupati per il crescente numero di migranti irregolari, soprattutto lungo la rotta del Mediterraneo centrale. È possibile che attori terzi siano interessati a strumentalizzare tali flussi al fine di destabilizzare la nostra società e ostacolare gli sforzi comuni compiuti per gestire le procedure di immigrazione e asilo. Occorre predisporre strumenti per evitare che ciò accada”, ha dichiarato il Ministro Tajani.




Missione del Sottosegretario Giorgio Silli in Australia

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imagesIl Sottosegretario di Stato, On. Giorgio Silli, ha effettuato una articolata missione in Australia dal 24 al 30 novembre. È stata la prima visita di un esponente del Governo italiano dal 2017, con tappe a Canberra, Sydney e Melbourne, con l’obiettivo primario di rilanciare il dialogo politico nei molteplici settori di collaborazione.

Nelle agende dei 15 incontri istituzionali, a livello federale e statale, sono stati prioritari i principali dossier multilaterali, anche in vista della prossima Presidenza italiana del G7, così come i temi regionali e globali, dalla transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico agli equilibri geostrategici nell’Indo-Pacifico.

Centrali nei colloqui anche i vari filoni di collaborazione bilaterale, a partire da quello economico-commerciale, con focus su industria della difesa, collaborazione energetica e infrastrutturale. Al riguardo, non sono mancate visite a stabilimenti industriali e cantieri strategici italiani, ed è emerso chiaramente il ruolo dell’accordo di libero scambio UE-Australia per rafforzare le opportunità d’affari tra i due Paesi.

La collaborazione accademica e scientifica si è contraddistinta quale area qualificante delle relazioni bilaterali, con al centro future collaborazioni universitarie e polimuseali.

La nutritissima comunità italiana, riconosciuta come architrave dell’identità multiculturale australiana, è stata filo conduttore della missione. Il suo valore e il suo dinamismo hanno fatto da sfondo agli eventi pubblici a Sydney e Melbourne cui il Sottosegretario ha partecipato. La nostra collettività è stata altresì al centro di incontri dedicati, nelle tre città, con gli organismi rappresentativi CGIE e Comites, così come nei contatti con personalità politiche di origine italiana ben inserite nei vertici istituzionali e nei gangli della società civile australiana.

In più occasioni è emersa l’importanza di un ulteriore rafforzamento delle iniziative culturali e della promozione della lingua italiana nel Paese, quale autentico volano del rapporto bilaterale.

La calorosa accoglienza al Sottosegretario Silli da parte delle autorità australiane e della comunità italiana e Italo-discendente ha testimoniato quanto la profonda amicizia, la comunanza di vedute e valori e la ricchezza delle relazioni tra i due Paesi possano essere solide basi propulsive per ampliare i perimetri di collaborazione, dando così ulteriore slancio al rapporto tra Italia e Australia.




Vignali va in Australia

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farnesina missione in australia di luigi vignali direttore generale per gli italiani allestero e le politiche migratorie immagine19 302x223“Bello scambio di vedute con il Comites di Sydney sulle prospettive della grande comunità italiana in Australia e sui prossimi progetti. Nell’occasione ho ringraziato il personale del nostro Consolato Generale per gli eccezionali risultati e la rapidità dei servizi consolari”. Così  su X il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina Luigi Vignali  che ha incontrato nei giorni scorsi con il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli il Comites di Sydney e i rappresentati delle associazioni e dei patronati nel Nuovo Galles del Sud, presso l’Istituto Italiano di Cultura. Poi, tappa a Melbourne dove, informa il Consolato Generale d’Italia su X , “insieme al Direttore Generale Luigi Vignali in visita con il Sottosegretario Giorgio Silli e l’Ambasciatore Paolo Crudele “abbiamo fatto il punto sui servizi consolari in Victoria e Tasmania nell’interesse del costante miglioramento della produttività e qualità del nostro lavoro”. Il Direttore Generale Vignali è stato poi accolto dalla “grande e attivissima” collettività italiana di Brisbane, sottolinea il Consolato italiano su X. “Nuova mobilità, CoAsIt, ComItEs e tutte le Associazioni presenti per raccontare le loro esperienze di vita down under e per saperne di più  sul 2024 Anno delle Radici” .  Il Direttore Vignali ha fatto visita al Consolato di Brisbane: “Con lui allo sportello per offrire servizi efficienti a 16000 km dall’Italia nella circoscrizione consolare più estesa d’Australia”. (Inform)




Migrantes favorevole alla promozione della conoscenza della storia dell’emigrazione italiana nelle scuole

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fondazione migrantes unnamedLa Fondazione Migrantes “saluta favorevolmente” la promozione, attraverso un Progetto nazionale, della “conoscenza della storia e del presente migratorio del nostro Paese e del nostro popolo, affinché le nuove generazioni si riconoscano pienamente inserite in un’epoca e in una società naturalmente migrante e dove la mobilità sia non depauperamento ma opportunità di arricchimento che nasce dal confronto con realtà nazionali e culturali altre, più o meno distanti, e che abbia pieno compimento nel processo di circolarità”. E’ quanto ha detto la curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, Delfina Licata, intervenendo il 28 novembre  davanti alla Commissione Cultura della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Disposizioni per la promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel quadro delle migrazioni contemporanee”.

Durante l’audizione – alla quale era presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo – dopo la presentazione dell’organismo pastorale della Cei e del Rapporto Italiani nel Mondo, Licata ha sottolineato che la mobilità italiana oggi, “proprio perché vede soprattutto protagonisti i giovani, non è più solo sfuggire da situazioni di fragilità economica e occupazionale. La mobilità è desiderio di rivalsa e di crescita. Questo bisogno lo si trova tanto nelle aree metropolitane medio-grandi quanto nelle città medio-piccole. Essa accompagna chi vive nelle aree depresse e chi risiede in zone ricche del nostro Paese, quelle aree apparentemente prive di problemi ma che, nell’epoca della mobilità e della fluidità dell’identità, diventano per alcuni troppo strette al punto da spingere a cercare spazi vitali più ampi”. Il nostro Paese  “non ha mai smesso di essere un paese di emigrazione e non ha mai subito la trasformazione da paese di emigrazione a paese di immigrazione come erroneamente spesso sentiamo dire o leggiamo.

Il nostro Paese è chiamato – ha spiegato la relatrice – oggi a fare un salto culturale importante e assolutamente necessario. L’Italia deve riconoscersi Paese della migrazione, società fondata sulla mobilità al punto tale che moltissimi connazionali non fanno rientro in Italia, ma sono pienamente protagonisti di quella mobilità circolare europea che produce ricchezza culturale, professionale ed economica all’interno del Vecchio Continente. Lo testimonia il fatto che non vi è paese al mondo in cui non vi sia presenza italiana e che, nell’ultimo anno, i nostri connazionali e le nostre connazionali sono partiti da tutte le province d’Italia raggiungendo 195 destinazioni diverse nel mondo”. Per questo serve una “rivoluzione culturale” attraverso la quale “sappia riconoscere e riconoscersi società interculturale già in essere, società plurale di uguali diritti e doveri dove non conta la nazionalità di partenza quanto la valorizzazione del background migratorio come di un elemento arricchente e portatore di novità. Ciò vale per gli italiani da sempre in mobilità, ma vale anche per i tanti cittadini di nazionalità non italiana che hanno scelto l’Italia come meta del loro progetto migratorio e vale anche per le seconde e terze generazioni che lottano per essere riconosciuti figli e figlie di questa Italia in crisi demografica, per i ‘nuovi’ italiani che hanno preso la cittadinanza italiana”.

La proposta di legge in discussione guarda a questo futuro e lo fa “partendo dal fatto che l’unica Italia che cresce oggi è quella che mette radici all’estero (+91% dal 2006), che a partire sono giovani e giovani adulti (il 44% delle partenze nell’ultimo anno per la sola motivazione espatrio), ma che l’Italia fuori dell’Italia è anche costituita da chi è all’estero da più di 15 anni (il 51,1% dei 6 milioni di residenti italiani all’estero) e da chi nasce con la cittadinanza italiana fuori dei confini nazionali (il 40,4% del totale, +175% dal 2006). Tutto questo patrimonio non può essere disperso, ma va innanzitutto riconosciuto come importante e prezioso e poi conosciuto e tramandato alle nuove generazioni che vivono nella cosiddetta epoca della mobilità e che, nel caso particolare degli italiani, hanno la mobilità come cifra caratteristica e strutturale della loro dimensione culturale e identitaria”.  Per questo Migrantes si dice favorevole il Progetto nazionale proposto in quanto “si avverte la necessità di rendere le nuove generazioni pienamente consapevoli del loro passato e presente migratorio, del loro vivere in un Paese della migrazione e in una società fondata sulla migrazione, dove l’interculturalità è abbondantemente abitata”. (R.Iaria-Migrantes Online/Inform)




Liceo Made in Italy, Odoguardi (Maie): “Coinvolgere i giovani italiani all’estero”

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odoguardi promesseLa Camera dei deputati ha approvato una modifica sostanziale all’articolo 13 del disegno di legge governativo sul Made in Italy. La novità principale è che il liceo Made in Italy non sarà più solo un’opzione, ma un istituto liceale a pieno titolo, equiparabile ai licei artistico, classico, linguistico, musicale, scientifico e delle scienze umane.

L’avvio del nuovo ciclo scolastico è previsto per l’anno 2024/2025. Gli studenti che completano il percorso di studio Made in Italy – viene spiegato – raggiungeranno risultati di apprendimento comuni a tutti i licei, ma acquisiranno anche una serie di competenze e conoscenze specifiche. Tra queste ci sarà la capacità di sviluppare competenze imprenditoriali in grado di promuovere e valorizzare quei settori specifici produttivi del Made in Italy.

“Quella del Liceo del Made in Italy – dichiara Vincenzo Odoguardi, vicepresidente Maie – è un’iniziativa che fin da subito ha ricevuto il nostro plauso, perché siamo convinti che sia più che mai opportuno formare giovani che sappiano essere capaci in futuro di “vendere” nel modo giusto tutto ciò che è Italia, dalle bellezze del nostro Paese alle nostre eccellenze enogastronomiche”.

“Oggi – prosegue Odoguardi – come Maie rilanciamo: perché non trovare il modo di agevolare il rientro di quei tanti giovani italiani all’estero che volessero tornare in Patria per studiare? Un discorso che vale in generale e a maggior ragione se parliamo di un liceo dedicato al made in Italy”.

“Coinvolgeremo i nostri parlamentari – assicura in conclusione il vicepresidente Maie – e insieme a loro cercheremo di capire quali possibilità esistono e quali sono quelle più fattibili. Potrebbe essere una grande opportunità per tanti giovani italiani nel mondo, che porterebbero in dote – dal punto di vista culturale – anche la loro esperienza di italiani all’estero”.(Inform)




Tajani incontra gli studenti di “Italyou – L’Italia nel tuo futuro”

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tajanimessicovertll Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi i giovani studenti del programma di eccellenza di borse di studio “ITALYOU – L’ITALIA NEL TUO FUTURO: la formazione universitaria per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo”.

Realizzato dalla Farnesina, in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia, il programma ha l’obiettivo di formare giovani professionisti del continente africano nel settore dell’insegnamento dell’italiano, attraverso la frequenza del corso di laurea magistrale in “Italiano per l’insegnamento a stranieri” presso l’ateneo perugino.

“Voi siete oggi chiamati a una grande responsabilità” – ha affermato il Vice Premier- “quella di rappresentare un ponte fra i nostri Paesi, di divenire veri e propri Ambasciatori dell’Italia in Africa. Un continente al cui sviluppo l’Italia guarda oggi con inedito impegno e dedizione, nel quadro del nuovo rapporto di collaborazione paritaria che è alla base del Piano Mattei”.

Nell’esprimere gratitudine all’Italia per l’opportunità, gli studenti hanno mostrato forte apprezzamento per il programma promosso dalla Farnesina. Parole cui ha fatto eco il Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, che ha sottolineato il rinnovato impulso fornito dal Governo italiano all’attrazione nel sistema formativo italiano dei migliori talenti internazionali e alla diffusione della lingua italiana del mondo.

Proprio allo scopo di favorire le sinergie tra formazione e mondo delle imprese, su invito del Vicepremier, una delegazione dei borsisti prenderà parte, il prossimo 5 dicembre, alla Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese.




Parigi. L’Ambasciatrice D’Alessandro in visita all’ITER

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lambasciatrice dalessandro visita il sito iterL’Ambasciatrice d’Italia a Parigi, Emanuela D’Alessandro, ha visitato nei giorni scorsi ITER, nei pressi di Cadarache (Aix-en-Provence), principale sito sperimentale al mondo in materia di fusione termonucleare, il cui obiettivo primario è quello di dimostrare la fattibilità di produzione di energia in modo sostenibile e potenzialmente inesauribile. Accolta dal Direttore Generale, Pietro Barabaschi, l’Ambasciatrice ha visitato il cantiere ed incontrato i circa 100 italiani che vi lavorano.

“Sono molto lieta – ha affermato l’Ambasciatrice D’Alessandro – di visitare uno dei principali siti di ricerca al mondo, dove si lavora a ricreare sulla Terra lo stesso meccanismo di funzionamento del Sole, potenzialmente illimitato e pulito, e sono ancora più lieta di vedere quanta Italia sia qui presente, in termini di personale, di contributo scientifico e di partecipazione industriale”.

ITER è un ambizioso progetto internazionale in fase di realizzazione nel sud della Francia, ad altissimo contenuto scientifico, tecnologico ed industriale. I sette membri (Unione Europea, Giappone, USA, India, Repubblica di Corea, Cina e Russia) hanno firmato il relativo accordo istitutivo nel novembre 2006. Il sistema industriale italiano contribuisce in modo essenziale alla progettazione, alla fornitura ed alla realizzazione di ITER, essendosi aggiudicato in gare internazionali attività ad altissimo valore aggiunto capaci di divenire espressione della tecnologia e della scienza più innovative (camera a vuoto, magneti superconduttivi, assemblaggio macchina e istallazione impianti). Anche le Università italiane sono coinvolte in modo qualificato nelle attività sperimentali del progetto; fra queste l’Università di Padova con apparati per simulare sistemi di iniezione di calore nel plasma o l’Università di Pisa per la verifica dei sistemi di condensazione sotto vuoto.




Ottawa celebra la Settimana della Cucina Italiana

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29ottawaIn occasione dell’ottava edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia in Canada ha organizzato il 15 novembre scorso presso il Rideau Club, storica e prestigiosa sede della capitale canadese, una cena ideata e preparata dallo chef stellato e “Ambasciatore del Gusto” Stefano Masanti, premiato inoltre con la “stella verde” Michelin per la cucina sostenibile.
Hanno partecipato alla cena circa 50 invitati di alto profilo fra esponenti del mondo politico, economico, culturale e dei media del Canada, tra cui il Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Peter Boehm, il Capo della Polizia federale, Michael Duheme, e lo storico fondatore del Business Council, di origine italiana, Tom d’Aquino.
Il menù è stato incentrato su rivisitazioni in chiave moderna di alcuni piatti della tradizione italiana, con prodotti legati alla dieta mediterranea, accompagnati da vini italiani di qualità. Lo chef Masanti ha presentato personalmente i vari piatti, terminandone alcuni direttamente in sala in uno speciale momento di showcooking molto gradito dagli ospiti.
Il 16 novembre, l’Ambasciata d’Italia a Ottawa ha organizzato nella medesima sede e in partnership con il Rideau Club l’evento “A Taste of Italy” dedicato al tema “Dieta mediterranea, salute e benessere”, focus dell’edizione 2023 della Settimana della Cucina italiana nel Mondo. All’evento hanno preso parte oltre 150 ospiti, fra i quali il Vice Ministro per gli Affari Esteri, David Morrison, il Vice Ministro della Giustizia, Michael Sousa, e alcuni Professori del Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Ottawa.
La manifestazione è stata aperta da due interventi di Professori dell’Università Carleton e dell’Università di Ottawa, uno di stampo storico ed archeologico sull’evoluzione delle abitudini alimentari di Etruschi e Romani fino ai nostri giorni ed uno di stampo scientifico e medico sulle caratteristiche benefiche di alcuni prodotti alimentari tipici della dieta mediterranea per la salute ed il sistema immunitario. È poi seguito uno showcooking con degustazione riguardante un piatto della tradizione culinaria italiana a cura dello Chef Masanti e un ricevimento.
Nel corso di entrambi gli eventi, apprezzatissimi da tutti i presenti, sono stati proiettati il video riassuntivo dell’evento di presentazione dell’ottava edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo presso la Farnesina, con la partecipazione del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e l’episodio “Taste of history” sul patrimonio gastronomico italiano tratto dalla rassegna “Benfatto”. È stata inoltre esposta nella sala in cui si sono svolte le due iniziative una selezione di fotografie sull’artigianato italiano, anch’esse tratte dalla mostra “Benfatto”, messa a disposizione e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Confartigianato, che mostra la bellezza, la creatività, la qualità e la modernità del saper fare italiano nei settori dell’oreficeria, dell’arredo, dell’agroalimentare, della moda e dell’innovazione.
Lo slogan dell’edizione 2023 della Settimana della Cucina italiana nel Mondo “Il benessere con gusto” è stato interpretato alla perfezione dallo chef Masanti e dagli speaker intervenuti nella seconda celebrazione, che hanno saputo rappresentare alla perfezione come i prodotti della tradizione culinaria italiana e della dieta mediterranea, notoriamente sana, sostenibile ed accessibile a tutti, siano non soltanto piacevoli al gusto ma abbiano un effetto benefico sulla salute e sul benessere delle persone. A tale riguardo, negli interventi di apertura dei due eventi, sono stati evidenziati l’importanza dell’eredità e della tradizione della cucina italiana ma anche l’impareggiabile know-how, la straordinaria creatività, l’eccezionale qualità e la grande capacità innovativa dell’Italia in questo settore. (aise)