Il CGIE parla di emigrazione e Costituzione

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27cgiecostituzioneEmigrazione e Costituzione. Costituzione ed emigrazione. Un connubio fatto di principi e valori che sono esigibili ed estendibili anche agli italiani che vivono all’estero. Un connubio che deve essere rinvigorito, difeso, modernizzato, ma anche più conosciuto e applicato in modo concreto. La “Costituzione più bella del mondo” ha compiuto quest’anno 75 anni e per celebrarla, ma anche per riflettere riguardo questo connubio e sul futuro di questo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE ha proposto un incontro. Un incontro svolto questo pomeriggio online dove si è parlato di storia, di criticità del passato e criticità attuali (specie la rappresentatività), di volontà e di propositi per il futuro, ma anche e soprattutto di “rendere viva” la Carta Costituente italiana per gli italiani all’estero.
Ospiti dell’incontro, aperto, moderato e chiuso dal Segretario Generale, Michele Schiavone, sono stati Luigi Vignali, direttore generale della DGIT del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, intervenuto con un videomessaggio, Giulio Prosperetti, professore ordinario di diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata nonché Giudice della corte costituzionale, ed Emanuela Navarretta, professoressa di diritto privato dell’Università di Pisa anche lei Giudice della corte costituzionale. Le loro relazioni hanno preceduto gli interventi dei vari consiglieri ed ex consiglieri del CGIE, tra cui quello dell’estero con il Pd, Toni Ricciardi, ma anche quello dell’europarlamentare responsabile del dipartimento italiani nel mondo di Forza Italia, Salvatore De Meo.
Vignali, nel videomessaggio di apertura, ha spiegato l’assunto da cui è partita tutta la discussione odierna: la Costituzione stabilisce il diritto ad emigrare e il diritto ad essere rappresentati. Questa, secondo il Direttore Vignali, “è la più grande conquista per gli italiani all’estero”. Ed “è importante perché dà voce alle nostre comunità. Sono principi scritti a chiare lettere ma vanno mantenuti e in qualche modo anche difesi”, ha sottolineato ancora riferendo in particolare alla rappresentatività. “I parlamentari eletti all’estero sono pochi. Non tutti i territori sono rappresentati e questo deve far riflettere. Un parlamentare eletto in Italia rappresenta 100 mila elettori, quelli eletti all’estero circa 500 mila residenti all’estero”. Un altro problema ha voluto evidenziare Vignali, ossia quella della libertà e della segretezza del voto all’estero: “dobbiamo lavorare per rendere la costituzione ancora più attuale”. Poi non ha voluto trascurare “il diritto al lavoro” per il quale anche “dobbiamo lavorare a percorsi di rientro, a reinvestire in Italia. È un impegno che dobbiamo assumerci tutti, senza lasciare le migliori risorse all’estero”. Ma non solo, è importante e seria la riflessione che ha proposto riguardo il “diritto alla salute”, il “diritto all’istruzione” e al diritto alla “fiscalità equilibrata”. Per quanto riguarda quello alla salute ha spiegato che “dovremmo garantirlo anche gli italiani all’estero iscritti all’estero. Non ci devono essere discrasie”. Altrettanto importante, a suo parere, è il diritto all’istruzione: “mi viene in mente l’opportunità di apprendere lingua e cultura per essere parte della nostra comunità”. E infine la fiscalità equilibrata: “anche in questo settore c’è qualcosa da fare. La situazione degli italiani all’estero presenta alle volte una discrasia chiara”. “La realizzazione della Costituzione – ha infine concluso Vignali – merita approfondimenti. Per farlo è necessario il lavoro del CGIE e dell’amministrazione”.
Ha poi preso parola il Prof. Prosperetti, che si è detto commosso di parlare a una così estesa platea di italiani nel mondo. “In passato, gli emigrati sono stati trascurati dal nostro Paese. Quest’anno, in questi anni, si può riscontrare un nuovo, più acceso interesse da parte dello Stato. È interessante che quest’anno, il Forum Ambrosetti abbia dedicato una sua sessione a questo problema, spiegando quanto è importante recuperare il rapporto con gli italiani all’estero. Hanno enucleato un concetto interessante: anche gli italo-discendenti devono essere riconosciuti come cittadini. Nella scorsa legislatura, c’è stato un importante Disegno di Legge che non è riuscito ad arrivare a diventare legge perché è finita la legislatura, ma spero che sia riproposto. Cioè, la Costituzione di una Commissione Bicamerale per gli Italiani all’Estero, che aveva già iniziato un percorso virtuoso”. Questa Commissione, secondo Prosperetti, fra le tante attività essenziali che avrebbe dovuto ricoprire, come la “fuga dei cervelli”, il “contrasto all’emarginazione di italiani all’estero”, al “miglioramento delle aziende italiane all’estero e all’attenzione agli imprenditori italiani all’estero”, al “potenziamento degli IIC e alla promozione della lingua”, avrebbe dovuto contrastare anche una “certa emigrazione malsana che si verifica” e soprattutto avrebbe dovuto “rendere attrattiva l’Italia per le comunità di italiani all’estero”. Per il professore dell’Università Tor Vergata, c’è bisogno per gli italiani all’estero “non di una cittadinanza formale, ma di una cittadinanza che si sposi con la conoscenza della Costituzione e dell’ordinamento italiano”. Così come è necessario, ricordando la decadenza di Adriano Cario nella scorsa legislatura, “cercare nuove regole per le modalità di voto. Servono modalità più garantiste”.
In seguito, il giurista ha voluto parlare della legge n.459 che “è stata una grande conquista non solo dal punto di vista simbolico ma anche sostanziale”, così come degli articoli 1, 51 e 35 della Costituzione: “l’Art. 1 dice che la sovranità appartiene al popolo e quindi il voto degli italiani all’estero è un esercizio di sovranità”; l’art.35, invece, “riconosce il diritto di emigrazione e la tutela del lavoro di italiani all’estero”. E infine ha ricordato un po’ i numeri dell’emigrazione (6 milioni gli iscritti all’estero e circa 80 milioni gli italo-discendenti sparsi nel mondo). Per questo, a suo parere, “vanno rafforzati i rapporti con tutti gli italiani all’estero”. Ed è nel rapporto tra Università che si “potrebbe trovare un viatico importante”.
A seguire è intervenuta la professoressa Navarretta, che ha spiegato come la Costituzione sia “un documento che ha plasmato questo Paese. E a 75 anni dall’entrata in vigore, questo documento mostra la sua capacità di vedere lontano e di abbracciare l’esigenza di tutti, compresa quella degli italiani. La costituzione è un baluardo contro il rischio di abusi di potere”.
Riguardo al diritto alla salute, la professoressa Navarretta si è chiesta: “il cittadino all’estero ha una valenza effettiva? Certamente ci sono garanzie che gli sono riconosciute, ma questo è sufficiente? È un interrogativo che può essere posto alle istituzioni italiane. La sovranità appartiene al popolo perché si fonda sul lavoro, che è la radice della dignità delle persone. Ma perché sia garantito a tutti questo diritto, la Costituzione si occupa nell’Art.35, l’Italia riconosce l’emigrazione e tutela i lavoratori italiani all’estero. Una storia di resilienza e successi globali, una storia che tanti hanno vissuto in prima persona. Non è più un esodo di massa, oggi, ma quello di una speranza per migliorare il proprio futuro, per la realizzazione, una realtà non estranea alla Costituzione. Con la riforma del 2001 ha rafforzato gli obblighi internazionali, pensando l’Italia non più in una condizione isolata”.
“La libertà di emigrare è diventata parte essenziale di tutti gli italiani – ha evidenziato la Prof.ssa Navarretta -. Non c’è famiglia che non abbia qualcuno che sia andato all’estero. Questo pone un problema di avere la possibilità di ritornare, di una migrazione che non sia a senso unico. Siamo abituati a vivere l’emigrazione come una diaspora, che ha consentito di diffondere la nostra cultura ma che oggi ha bisogno di avere una via di andata e di ritorno. Emigrare un tempo voleva dire stare in una condizione di lontananza, oggi la telecomunicazione e i trasporti, consentono agli emigrati di essere parte della collettività italiana. Con le nuove tecnologie è necessario potenziare l’effettività e la partecipazione degli italiani all’estero per lo sviluppo del Paese, tramite diritto al voto, che ha bisogno di accorgimenti per dare sicurezza al voto. L’innovazione ci interroga su nuove modalità per riuscire ad avere un voto sicuro. È un dibattito aperto anche in Italia. Anche riguardo la rappresentanza bisogna interrogarsi se è giusta: è una ragione per sollecitare la leadership politica”.
Da ultimo, la giurista dell’Università di Pisa ha voluto ricordare anche “le voci delle donne”. “Voglio ricordare che la costituzione hanno partecipato anche le donne, anche se pochissime (solo 21). Ma a loro si devono alcuni importanti tasselli. Ma non serve solo parificare la situazione, serve anche promuovere con azioni positive questa parità, per renderla effettiva. E questo è molto importante per una ragione: l’esclusione delle donne da ruoli importanti non è solo un’ingiustizia, ma un pregiudizio verso l’umanità. La Corte Costituzionale ha difeso la parità in tante situazioni. Ha adottato tante sentenze nella dimensione del lavoro e della famiglia. Serve per partire dai contesti sociali per diffondere una cultura della parità”.
Infine, la professoressa ha chiuso con l’auspicio che “voi italiani all’estero possiate difendere i principi della Costituzione. E spero che si affermi in Italia sempre di più. Mi auspico anche che la libertà di circolazione non sia soltanto un “uscire” ma che sia anche un “entrare”. Ci serve un nuovo mondo dove oltrepassare i confini e mantenere un senso di appartenenza alle nostre radici”.
Dopo le relazioni, è stata la volta degli intervenuti, iniziati con quello di Salvatore De Meo, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, che iniziando il suo intervento si è augurato che “questa legislatura possa dare una rappresentanza reale agli italiani all’estero. La nostra Costituzione guarda oltre, è un punto fermo tra i tanti ordinamenti, è unica e un modello per gli altri. Ma noi dobbiamo fare di più per dare, anche nella Costituzione, un riconoscimento formale agli italiani all’estero che sia un elemento di vanto. Dobbiamo essere coraggiosi, lo dico anche in senso autocritico. Mi auguro che questo sia il momento buono, anche per rivedere il sistema elettorale per gli italiani all’estero. Bisogna considerare queste riflessioni perché anche voi possiate stimolare un processo riformatore, per far sì che gli italiani all’estero siano riconosciuti non solo a parole ma anche nei fatti”.
Ha poi preso parola Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto in Europa e Consigliere del CGIE, che ha esordito con una frase eloquente: “siamo una Costituzione che racconta una verità incompleta” perché “siamo una Repubblica fondata sul lavoro…all’estero”. Secondo lui, infatti, “siamo stati sempre un Paese di emigrazione ma abbiamo sempre visto in modo strano questo fenomeno sociale. Il tema è sempre stato relegato in un aspetto di nicchia e marginale”. A suo parere, “ogni volta si sente parlare di forme di rappresentanza, ma ci sono alcune verità: siamo l’unica circoscrizione che non vive sulla proporzionalità. Abbiamo avuto un taglio quando meritavamo una crescita, anche perché la comunità italiana nel mondo è l’unica che cresce”. Per questo, secondo lui, “prima di parlare di sicurezza del voto bisognerebbe affrontare la discussione in maniera organica e completa”.
Anche Edith Pichler, professoressa di sociologia presso l’università di Potsdam (Germania) nonché ex consigliera del CGIE, ha voluto parlare degli Art.3, 4 e 35, costatando le difficoltà degli italiani all’estero ad avere accesso ai diritti di cittadinanza riportati da questi Articoli. E, anzi, “non sono ancora completamente esercitati”. Italiani e lavoro italiano all’estero hanno “sviluppato i Paesi” di arrivo ma anche contribuito al benessere dell’Italia stessa. “A volte la politica è chiara, a volte ci sono ancora delle ombre”, ha concluso.
Dopo di lei, ha parlato anche Alfredo Soto, ordinario di diritto internazionale dell’università di Rosario, in Argentina, che ha ricordato come anche Paese sudamericano sia fondato dal lavoro degli italiani immigrati, specialmente a Rosario. E poi ha parlato di “neo-costituzionalismo” e della costituzione italiana, che è “ancora viva e che ha grande importanza per i diritti delle persone”.
Anche Silvana Mangione, vicesegretaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, è stata chiara fin da subito: “la Costituzione italiana è la più bella del mondo. Perché? Perché i 12 principi fondamentali precedono di un anno l’approvazione della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che oltretutto è scritta male. E per fare un altro esempio, la Costituzione degli Stati Uniti non ha ancora inserito, oggi, un emendamento che riconosce alle donne una serie di capacità che sono di qualunque essere umano”. Infine, Mangione, dopo aver ricordato come sia stato un italiano a ispirare la Carta dei Diritti USA, ha voluto fare una proposta: “dovunque nel mondo viene insegnato l’italiano, si insegni la Costituzione italiana”.
Ha proseguito poi Tommaso Conte, medico e consigliere del Comitato di presidenza del CGIE, che ha portato il suo contributo riflettendo sulla storia dell’emigrazione dell’ultimo secolo. Un fenomeno che era precedente alla Repubblica e che non si è mai arrestato. Arrivando all’oggi ha spiegato: “l’emigrazione è penalizzata. Siamo fieri della nostra costituzione ma ci appare legittimo chiedere altrettanta fierezza dallo Stato nei nostri confronti, che abbiamo difeso la Costituzione ovunque senza mai tagliare il legame con la nostra Madre Patria”.
A seguire è intervenuto Mariano Gazzola, vicesegretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che invece ha concentrato il suo intervento ancora una volta sull’Art.35, definito “l’articolo più importante”: “nell’articolo si supera l’idea dell’emigrazione sull’andarsene, partire. È una concezione che apre un nuovo paradigma. Non è solo libertà di andarsene, ma anche di andare a lavorare, e non solo per una questione economica. Ma dava anche l’idea di un mondo in cui i confini non era divisivi quanto piuttosto che servivano a integrare. Siamo chiamati a riflettere su cosa significa tutelare il lavoro degli italiani all’estero. E dobbiamo capire che i discendenti sono parte integrante della comunità e che chi parte oggi non abbandona l’Italia, ma la porta con sé. L’Italia può diventare l’unica nazione globale”.
L’ultimo intervento è stato quello di Gianluca Lodetti, vicesegretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che ha voluto porre l’attenzione su due questioni che riguardano la “costituzione sostanziale”: cittadini e nuova migrazione. “Quante persone sanno cosa significa essere cittadini? Le istituzioni che cosa hanno fatto per rendere effettiva questa cittadinanza all’estero? Facciamo abbastanza per fare cittadinanza consapevole? Fino ad oggi manca un disegno articolato, una strategia, che possa partire dalla Costituzione per imprimere i nostri valori. Nelle nostre scuole non insegniamo la storia dell’emigrazione. Non insegniamo i valori costituzionali neanche qui in Italia, come potremmo farlo all’estero?”. Riguardo la “nuova emigrazione”, invece, Lodetti ha spiegato: “sono andati via in decina di migliaia nella totale indifferenza delle istituzioni, ma esiste ancora una mobilità di Serie A e di Serie B. Le differenze economiche si riflettono anche in questo fenomeno. Abbiamo i cervelli che vanno, ma ci sono anche gli orfani di modelli industriali che non esistono più, un’Italia che fa fatica e che ci è andata da sola all’estero, senza avere quella catena solidaristica che c’era negli anni ’50. Con questa Italia si è mossa l’Italia disillusa e frustrata che non si sente a posto nel nostro Paese, che non sente che si sia disegnando una visione di progresso. Un’Italia fatta da quelli che dicono “che ci sto a fare qui?”. La Costituzione non sappiamo dove l’abbiamo messa per tutta questa gente. L’Art.3 lo abbiamo realizzato per loro? Mah… Dobbiamo tornare a occuparci strutturalmente e sul serio su questo fenomeno, attraverso servizi e nuove forme di comunità e partecipazione, recuperando la fiducia delle persone con la rappresentanza sociale che garantisce la tenuta del Paese. Dobbiamo ripartire da qui, promuovendo azioni concrete e risolvendo problemi dell’Italia che arrivano all’estero”.
A chiudere la giornata di discussione, infine, il Segretario Generale Michele Schiavone: “Purtroppo la costituzione italiana, benché sia la più bella del mondo, non viene applicata. Anzi, in tante occasioni viene vituperata. E diventa un motivo in più promuovere iniziative per avvicinare i connazionali alla Costituzione. Il riferimento all’emigrazione, a questo sogno antico di trasferirsi per tante ragioni, ci deve portare a renderla viva questa Costituzione. Perché non sono solo sufficienti gli articoli”. “L’idea – ha spiegano in conclusione Schiavone – è di pubblicare la trascrizione di questo incontro e cercare di farla circolare tra le nostre comunità in giro per il mondo. D’altronde questa discussione è e resterà uno dei momenti più del CGIE”. (luc.matteuzzi\aise) 




Silli incontra il Comites di Sidney

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capturaSabato 25 novembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, il Comites di Sydney, insieme ai rappresentanti delle associazioni e dei patronati nel Nuovo Galles del Sud, ha incontrato il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli e il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci, Luigi Vignali. Nella nota diffusa in proposito dal Comites, il presidente Luigi Di Martino segnala di aver presentato alla delegazione le seguenti priorità per gli italiani che vivono nel Nuovo Galles del Sud: accessibilità dei servizi al cittadino all’estero, incluso l’accesso ai servizi digitali come lo SPID per i più anziani e ai documenti come la Carta d’Identità Elettronica; accorciamento dei tempi di attesa per le richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana, anche tramite l’allocazione di maggiori risorse umane ai consolati con salari più competitivi e prospettive di carriera anche per i contrattisti locali. I patronati – suggerisce la nota – potrebbero assistere in tal senso, soprattutto per facilitare la transazione digitale per i connazionali più anziani.

Altra priorità segnalata è la valorizzazione della conoscenza diretta dei Consolati, dei Comites e delle organizzazioni italiane che lavorano con la comunità italiana all’estero “coinvolgendoli nella pianificazione di progetti e nella distribuzione delle risorse, come per esempio nel caso dei fondi del PNR per il turismo delle radici”. Poi, la formalizzazione del ruolo che i Comites già ricoprono all’interno del sistema paese, “anche come riconoscimento del fatto che le opportunità economiche in paesi come l’Australia derivano prima di tutto dal lavoro e dalla passione delle nostre comunità diasporiche”; l’avvio di una riflessione seria sulle modalità di espressione del voto all’estero, in particolare sull’opzione inversa applicata alle elezioni del Comites.

Infine, tra i punti più importanti, la promozione della lingua e la cultura italiana. “L’Australia – ricorda Di Martino – è un paese multiculturale con forti comunità diasporiche. Mentre altri paesi offrono incentivi finanziari per promuovere l’insegnamento della lingua, noi purtroppo stiamo assistendo al declino dell’italiano sia nelle scuole e sia nelle università. È necessario che il governo italiano continui a investire su questo fronte”. (Inform)




Repubblica Dominicana. Italiano di 73 anni muore mentre nuota verso l’isola di Cabra de Montecristi

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captura 3Il defunto è stato identificato come Lorenzo Volpe, che giovedì alle 12 è andato a nuotare da La Playita verso l’isola di Cabra, insieme a un altro amico della stessa nazionalità di nome Carlo Cirodane.

Secondo la testimonianza raccontata alle autorità da Cirodane, entrambi nuotavano uno dopo l’altro e a un certo punto sentì che l’amico si stava allontanando troppo e tornò indietro a cercarlo, accorgendosi lì che non si sentiva bene, così ha cercato di portarlo in un luogo sicuro, ma l’uomo è morto tra le sue braccia.

Il medico legale Rosibel Grullón ha precisato che l’italiano potrebbe essere morto di infarto, ma che sarà inviato all’Istituto nazionale di scienze forensi (Inafic) di Santiago, dove verrà eseguita l’autopsia.

Lorenzo Volpe viveva nel settore Francisco Javier (El Play) a Montecristi e nuotava sempre da La Playita a Isla Cabra.




La Settimana della Cucina Italiana approda ad Adelaide (Australia)

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24adelaidescimDal 13 al 19 novembre scorsi è tornata in Adelaide, nella sua ottava edizione, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, iniziativa di promozione per valorizzare all’estero le eccellenze del settore enogastronomico quest’anno dedicata al tema “A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto”.
Lunedì 13 novembre, presso la nota venue Mercato in Campbelltown, il nuovo console Ernesto Pianelli ha presieduto la serata inaugurale della Settimana nell’evento “The Ancient Menu: Well-Being with Taste”, durante il quale, attraverso una coinvolgente dimostrazione gastronomica, Rosa Matto e Alessandro Boria hanno riportato gli ospiti del Consolato alla cucina dell’Antica Roma.
Insieme alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo il 19 novembre si è concluso anche l’Adelaide Italian Festival, iniziativa con la quale il Consolato collabora e che nella sua edizione di quest’anno ha previsto un programma di 10 giorni ricchi di eventi per festeggiare la cultura italiana riscuotendo grande successo. Nell’ambito di tale programma si sono svolte numerose iniziative di carattere culinario patrocinate dal Consolato e realizzate dalle varie realtà locali operanti nel settore eno-gastronomico e della ristorazione.
In questo contesto, il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha annunciato la candidatura della Cucina Italiana a patrimonio dell’UNESCO. Aspetto quest’ultimo che il console d’Italia in Adelaide non ha mancato di valorizzare nel suo intervento nel corso della serata inaugurale della Settimana della cucina italiana. (aise)




Cucina italiana nel mondo, Odoguardi (MAIE): “Valorizziamo la vera ristorazione italiana all’estero”

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Andare a mangiare in un ristorante italiano vuol dire avere la certezza di ingredienti di qualità e ricette tipiche della nostra tradizione. Insomma, un ristorante tricolore è sinonimo di eccellenza, quando si parla di cucina ed enogastronomia.

Proprio per questo come MAIE siamo da sempre molto attenti al mondo della ristorazione. Durante l’esperienza di governo, siamo riusciti a trovare fondi importanti per promuovere la ristorazione italiana oltre confine. Perché la nostra cucina è una parte importante della nostra cultura, della nostra identità.

Bene l’approvazione da parte del Governo del Disegno di Legge su ”Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy” che prevede l’istituzione di un ente per la certificazione di qualità a favore della ristorazione italiana all’estero. E’ quanto mai necessario, visto che non sono pochi i locali italiani nel mondo che si spacciano per ristoranti italiani mentre di italiano non hanno nulla, né gli ingredienti, né le ricette – completamente falsate – né lo chef.

Gran parte delle iniziative che il Movimento Associativo Italiani all’Estero metterà in atto nelle prossime settimane sono collegate alla cucina italiana e dunque a ristoranti e pizzerie tricolori: un modo per trascorrere insieme ai connazionali un momento conviviale, in occasione delle feste natalizie, durante cui tenere alta la bandiera dell’italianità con prodotti italiani doc. Anche così si promuove l’identità italiana nel mondo.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




Basilea. La nuova Casa delle Associazioni

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23casabasileaNata per iniziativa dell’Associazione Campani di Basilea, Gir – Giovani italiani in rete, Itaca e Culturae, la Casa delle Associazioni sarà inaugurata il prossimo 1° dicembre, dalle 18.30, al primo piano del Quartiertreffpunkt Erlenmatt in Erlkönigweg 30, a Basilea.
Presenti alla inaugurazione la Console d’Italia a Basilea, Benedetta Romagnoli e Toni Ricciardi, deputato Pd eletto all’estero e residente in Svizzera. In questa occasione, le associazioni coinvolte avranno il piacere di illustrare il progetto della Casa e i servizi offerti alla comunità.
Seguirà il vernissage della mostra “You call that equality?” dell’artista Anna S. Tedone, intervistata per l’occasione dallo storico dell’arte Antonio Russo.
L’evento inaugurale si concluderà con la band basilese The Revatos che eseguirà per noi lo spettacolo musicale “Music Across The Border – Musica oltre il confine”. (aise)




“Napoli e la Campania nel mondo”: “I campani residenti all’estero costituiscono un patrimonio umano e di competenze di grande valore che va sostenuto e valorizzato”

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download“Napoli e la Campania nel mondo” : questo il titolo dell’incontro svoltosi recentemente nella Sala Nassirya  del Consiglio Regionale della Campania, e che ha avuto come temi centrali fenomeno migratorio e interventi regionali in favore dei cittadini campani residenti all’estero.

All’iniziativa, promossa dall’Associazione culturale “Ateneum-Accademia del Fair Play”, presieduta da Francesco Campana, hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, il presidente de “ I Sedili di Napoli”  Giuseppe Serroni, il vice presidente della Cim-Confederazione Italiani nel Mondo Salvo Iavarone. “I campani residenti all’estero – ha detto Oliviero – costituiscono un patrimonio umano e di competenze di grande valore che va sostenuto e valorizzato – per questo abbiamo dato nuovo slancio alla Consulta Regionale dell’Emigrazione, prevista dalla legge regionale 19 febbraio 1996 n. 2, in materia di ‘Interventi regionali in favore dei cittadini campani residenti all’estero’, la quale, mettendo allo stesso tavolo rappresentanti istituzionali regionali e associazioni dei campani all’estero, costituisce un punto di riferimento certo per promuovere forme di partecipazione e di solidarietà e relazioni economiche particolarmente nell’ambito turistico, favorire relazioni stabili con la nostra Regione, promuovere consolidare l’appartenenza e la conoscenza al nostro territorio”.

“Sono – ha sottolineato Campana – cinque milioni e mezzo i campani emigrati nel mondo che portano con sé le proprie radici culturali, le bellezze, la storia, e la cultura della nostra terra, per questo ogni emigrato rappresenta un’emozione e ad essi vanno dedicate politiche volte a favorire gli scambi culturali e le relazioni tra paesi di origine e di arrivo. In tale ottica, presenteremo, tra le nostre iniziative, la Parete d’Onore dedicata a tutti i napoletani e campani nel mondo”.

“Il sentimento identitario che – ha evidenziato Serroni –  accompagna sempre i nostri concittadini emigrati nel mondo è fortemente presente soprattutto nel centro storico di Napoli , dove, insieme con l’Associazione Botteghe di San Gregorio Armeno guidata da Vincenzo Capuano, siamo impegnati per valorizzare il nostro grande patrimonio storico e culturale”  Serroni ha ricordato anche che dal 27 al 29 novembre Napoli ospiterà la Conferenza Unesco “occasione importantissima anche per la rilanciare la sfida del centro storico che ha ottenuto questo importante riconoscimento”. “La valorizzazione dei campani nel mondo –  ha detto Iavarone – significa anche rinsaldare le radici con i Comuni di origine nell’ambito di politiche finalizzate a favorire il ripopolamento dei piccoli borghi, dai quali sono partiti ;  ciò si ottiene puntando sul turismo delle radici e mettendo in campo strumenti e misure per favorire il loro rientro, anche solo a fini turistici”. All’incontro è seguita la cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti  “Napoli nel mondo” e “Ambasciatori Napoli nel mondo” .

“Napoli nel mondo” è stato assegnato a  Mimmo Di Francia,  coautore della canzone di Peppino Di Capri “Champagne“, per il 50° anniversario della  pubblicazione; al  maestro orafo Gerardo Sacco per i 60 anni di attività ; a Corrado Ferlaino, presidente del Calcio Napoli per 33 anni.

Il riconoscimento “Ambasciatori Napoli nel mondo” è andato  al direttore de “Il Mattino” Francesco de Core, a Laura Tibaldi, produttrice teatrale e vedova del grande attore e commediografo Luigi De Filippo, all’ex campione di pugilato Patrizio Oliva, al presidente Ussi nazionale Gianfranco Coppola e all’attore Gino Rivieccio.(Inform)




Il Viceministro Sisto presiederà l’evento dei Pugliesi Nel Mondo che si svolgerà a Canosa Di Puglia

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thumbnailimageManca meno di un mese dal grande evento annuale.

La XIII Edizione si terrà nel Teatro Lembo a Canosa di Puglia, sabato 16 dicembre 2023.

E’ già tutto pronto, con gli illustri pugliesi assegnatari del Premio Internazionale “Pugliesi nel Mondo” Edizione 2023 e con gli ospiti, naturalmente, tutto Top Secret e saranno ufficializzati a breve con una conferenza stampa.

A presiedere questa Edizione, il Vice Ministro della Giustizia Sen. Avv. Francesco Paolo Sisto.
La manifestazione gode del Patrocinio gratuito de Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, delle Ambasciate del Belgio e dell’Uruguay in Italia, dell’Ambasciata del Perù presso la Santa Sede, della Regione Puglia, della Provincia BAT, del Comune di Canosa di Puglia, del Gal Magna Grecia, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università del Salento e del Politecnico di Bari.




Ginevra. I pugliesi festeggiano San Martino

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la notizia di ginevra i pugliesi di ginevra festeggiano la tradizionale festa di san martino immagine2 358x223Oggigiorno tutti parlano dell’associazionismo che vive un periodo storico della sua esistenza e patisce una realtà di sopravvivenza. Tutto ciò è vero! Ma è vero anche che, almeno a Ginevra, malgrado non sfugga a questo periodo negativo, ci sono ancora associazioni che vantano un cambio generazionale di tutto rispetto, tramandato dai valori regionali che indicano la strada dell’associazionismo storico all’estero. L’Associazione Regionale Pugliese di Ginevra è proprio una di queste realtà associative che persegue con forza quei valori associativi che hanno fatto grande l’Italia nel mondo.  Con il suo programma annuale si distingue come una delle associazioni più seguita e longeve nel Cantone di Ginevra, lo dimostra il folto pubblico che accoglie nelle sue serate danzanti e incontri tra i pugliesi ginevrini.

Nell’avvolgente atmosfera autunnale in cui gli alberi lasciano cadere le foglie ingiallite, in cui le nuvole nascondono il sole e il paesaggio si prepara all’inverno, si trova nei toni caldi del caminetto e dei centri storici pugliesi un motivo per far festa.

Tra le note musicali della storica Orchestra Giuliano e i Baroni, lo scorso 18 novembre, il Presidente dell’Associazione Regionale Pugliese di Ginevra, Cosimo Petruzzi e il suo Comitato hanno accolto circa 250 invitati tra pugliesi e simpatizzanti, per festeggiare la tradizionale festa di San Martino. Come di consueto, i cuochi pugliesi hanno proposto una cena tipica della Regione con orecchiette con sugo e arrosto, vino pugliese, con caldarroste a volontà e panettone, per una serata all’insegna della tradizione.  Il presidente Petruzzi ha avuto come ospiti il Com.It.Es. di Ginevra, rappresentato da Riccardo Galardi, il Coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro i rappresentanti delle associazioni Calabresi, Tommasina Isabella, ACAS, Vincenzo Bartolomeo ed altri amici. Tra gli invitati spiccava anche il neo eletto al Consiglio Nazionale, Daniel Sormanni. Nel suo discorso Petruzzi ha ringraziato il suo numeroso comitato, composto anche da molti giovani, per l’eccellente lavoro svolto. Inoltre, Il presidente pugliese ha ringraziato gli sponsor senza la quale non si potrebbero realizzare questo tipo di feste.

Festa di San Martino pugliese

Sin dall’antichità la ricorrenza religiosa di San Martino è annoverata nel calendario enologico come una tappa fondamentale del ciclo produttivo. I contadini, infatti, usano dire che “a San Martino ogni mosto diventa vino”. Ed è proprio per festeggiare la nascita del “vino nuovo”, quello ottenuto dalla recente vendemmia, che la seconda domenica di novembre le cantine accolgono gli enoturisti per una degustazione “in anteprima” delle proprie etichette, insieme a gustosi prodotti di stagione del territorio e ai vini novelli, con il loro carico di profumi freschi e invitanti.

È un’occasione imperdibile per apprezzare il profondo legame culturale tra il vino e la tradizione e quando si parla di attaccamento alla tradizione, l’Associazione Regionale Pugliese di Ginevra è seconda a pochi.

Ancora una bella festa quella dell’ARPG, che si conferma una delle associazioni più numerosa del Cantone e che, ancora una volta, ha saputo essere all’altezza nel promuovere una delle tradizioni più sentita dai pugliesi, soprattutto i pugliesi nel Mondo: la festa di San Martino.. (Carmelo Vaccaro*-La Notizia di Ginevra, SAIG/Inform)




Esistenza in vita: le campagne Inps per gli anni 2024 e 2025

inps esistenzainvita

inps esistenzainvitaMentre è in corso la seconda campagna 2023 – destinata ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania – con esclusione dei Paesi scandinavi e dei Paesi dell’est Europa già interessati dalla prima fase – l’Inps ha annunciato la programmazione del processo di accertamento dell’esistenza in vita, per gli anni 2024 e 2025, dei pensionati che riscuotono all’estero.
La verifica sarà articolata in due fasi. La prima, riferita all’anno 2024, che si svolgerà da marzo a luglio 2024, riguarderà i pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi. Citibank curerà la spedizione delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita a partire dal 20 marzo 2024 e i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni entro il 18 luglio 2024.
Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di agosto 2024, laddove possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 agosto 2024, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di settembre 2024.
La seconda fase della verifica, che si svolgerà da settembre 2024 a gennaio 2025, riguarderà i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania.
Le comunicazioni saranno inviate ai pensionati a partire dal 20 settembre 2024 e i pensionati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 18 gennaio 2025. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di febbraio 2025, laddove possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2025, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di marzo 2025.
Con l’obiettivo di ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario, alcuni pensionati potranno essere interessati dalla verifica generalizzata dell’esistenza in vita, indipendentemente dalla propria area geografica di residenza o domicilio.
Per razionalizzare lo svolgimento dell’attività di verifica in un’ottica di semplificazione amministrativa, precisa l’Istituto, sono esclusi dall’accertamento alcuni gruppi di pensionati quali, ad esempio, quelli che risiedono in Paesi in cui operano Istituzioni con le quali l’Inps ha stipulato accordi di collaborazione per lo scambio telematico di informazioni sul decesso dei pensionati comuni.
COME FORNIRE LA PROVA DI ESISTENZA IN VITA
a) inviando il modulo di attestazione dell’esistenza in vita alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom. Tale modulo dovrà essere restituito a Citibank N.A. controfirmato da un “testimone accettabile” ossia da un rappresentante di un’Ambasciata o di un Consolato Italiano o da un’Autorità locale abilitata ad avallare la sottoscrizione dell’attestazione;
b) attraverso operatori di Patronato aventi la qualifica di “testimoni accettabili”, autorizzati ad accedere al portale predisposto da Citibank N.A. al fine di attestare telematicamente l’esistenza in vita dei pensionati. La medesima funzionalità di attestazione telematica è a disposizione anche dei funzionari delle Rappresentanze diplomatiche indicati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. A tal proposito si ricorda che, al fine di agevolare i pensionati, l’Istituto e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno condiviso un progetto che prevede anche la possibilità di rapportarsi con i funzionari delle Rappresentanze diplomatiche tramite un servizio di videochiamata;
c) riscuotendo personalmente la pensione presso gli sportelli Western Union.
SERVIZIO DI SUPPORTO CITI
È attivo il servizio di supporto della Banca per pensionati, funzionari delle Rappresentanze diplomatiche, Patronati, delegati e procuratori che necessitino di assistenza riguardo alla procedura di attestazione dell’esistenza in vita.
Il servizio di supporto Citi può essere contattato dai pensionati con le seguenti modalità:
consultando la pagina web www.inps.citi.com;
inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo inps.pensionati@citi.com;
telefonando a uno dei numeri indicati nella lettera esplicativa.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 (ora italiana), in lingua italiana, inglese, spagnola, francese, tedesca e portoghese.
Le informazioni in merito all’avvio dell’accertamento generalizzato e alle modalità da seguire per il completamento del processo, anche con riguardo alla localizzazione del pagamento presso gli sportelli Western Union, sono disponibili nel sito web della Banca.
Tutte le informazioni sono contenute nel Messaggio Inps numero 4071 del 16 novembre 2023 disponibile qui. (aise)