“L’emigrazione nel Cilento tra diaspora e ritorno possibile”: il 7 luglio a Marina di Camerota

“L’emigrazione nel Cilento tra diaspora e ritorno possibile”: il 7 luglio sarà presentato a Marina di Camerota (Piazza San Domenico, ore 21) il volume curato da Luciana Gravina e Ezio Martuscelli .
Con questo libro continua la riflessione sul tema dell’emigrazione, scaturita dalle ricerche del Gruppo Mingardo Lambro e di Progetto Centola fatte nel 2022 sulle problematiche dell’emigrazione e dello spopolamento che ne consegue nel Cilento “Era sembrato – spiegano Gravina e Martuscelli – che l’ottica di partenza fosse quella di una terra avara di ricchezza e di opportunità e, per questo, una madre poco amorevole. Il volume “Cilento Terra Matrigna : emigrazione, spopolamento, diaspora dei giovani” (*), che ne è testimonianza e che, nell’estate del 2022, fu presentato in alcuni luoghi del Cilento, aveva innescato un dialogo denso e aveva indotto a elaborare nuovi punti di vista. Erano emersi altri spunti e altre provocazioni. Tra l’altro, ne risultavano, in qualche modo, levigati gli spigoli dolorosi dell’emigrazione relativi al distacco, alla lontananza e all’abbandono, allo spaesamento, al disadattamento in terra straniera, attraverso l’elaborazione della nostalgia e della consolazione del nóstos , il ritorno. Qualcuno aveva cominciato a parlarne, a latere, anche in quella sede. Chi torna, nel tentativo di stemperare l’emozione disforica che lo ha accompagnato in misura più o meno sofferente, durante il tempo in cui è stato straniero, ha bisogno di riagganciarsi alle radici e di vivere la terra, che sente propria, in dignità e gratitudine. Inoltre apporta al territorio il vantaggio economico della sua conquistata miglioria finanziaria, sia pure con grandi sacrifici. Molti emigranti sono partiti giovani e tornano maturi, con figli già cresciuti che, qualche volta, decidono anche di restare. Cosicché la riflessione e la ricerca, attivate in questo anno 2023, e che presentiamo in questo volume, è stata in parte centrata sull’evento del ritorno”. (*)https://comunicazioneinform.it/nel-volume-cilento-terra-matrigna-emigrazione-spopolamento-diaspora-dei-giovani-gli-atti-del-convegno-organizzato-dallassociazione-storico-culturale-progetto-cen/ (Inform)

Riceviamo e pubblichiamo.

Chi gira il mondo, anche nelle sue aree più remote, lo sa: gli italiani sono ovunque. E anche laddove non siano presenti fisicamente, si trova almeno una traccia del loro passaggio. Ne sono un esempio i cognomi di chiare origini italiane che si possono trovare in tutti i continenti, e che raccontano un viaggio lungo più di un secolo. Un viaggio non sempre facile e che continua, sotto nuove forme, ancora oggi: è la storia dell’emigrazione italiana. Che cosa ha portato gli italiani a mettere radici lontano dal proprio Paese già dalla fine del 1800? Quali sono state le destinazioni più ambite e in cui si sono create vere e proprie comunità italiane? Come si è evoluto e come si manifesta, oggi, il fenomeno migratorio dei giovani italiani? La nuova serie podcast Voci dalla Farnesina “Storia dell’emigrazione italiana”, figlia della collaborazione tra l’Agenzia 9Colonne e la Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prova a rispondere a queste domande, ricostruendo, attraverso un racconto di sei episodi, le cause e i percorsi che hanno portato, e portano, i nostri connazionali lontano dall’Italia.

“New York dichiara guerra alla pizza tradizionale cucinata nel forno a legna. Secondo un nuovo provvedimento che il Department of Environmental Protection della città sta cercando di approvare, le pizzerie con un forno a legna installato prima del maggio 2016 devono ridurre le loro emissioni del 75%. Si stima che sarebbero circa un centinaio le pizzerie coinvolte, ma il danno comunque sarebbe enorme per ciascuna di loro”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente del MAIE 
“È lodevole l’attività portata avanti dall’Ontario per tutelare e mantenere viva sia la lingua italiana che quella friulana, senza dimenticare inoltre l’importanza dei dialetti. Gli amministratori della Provincia canadese hanno compreso che questo è il modo migliore per difendere la cultura italiana. Uno sforzo che si concretizza anche nel potenziamento degli scambi in grado di coinvolgere soprattutto i più giovani, che ci riempie di orgoglio e soddisfazione e che siamo pronti a sostenere”.
Dopo la cerimonia di inaugurazione della settimana scorsa, alla quale hanno partecipato le istituzioni italiane all’estero e le più importanti associazioni italoamericane, “The Wall of Fame” dell’emigrazione italiana da oggi è ufficialmente affisso presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York all’interno della mostra “Orgoglio e Memoria – emigrazione italiana verso le Americhe”.

