L’emigrazione sarda all’attenzione della Camera dei Deputati

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porta incontro sui sradi lallestero camera immagine16 502x223La Sardegna questa volta sarà al centro degli incontri che Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale, ha iniziato a organizzare per fare conoscere all’opinione pubblica nazionale e alla platea più generale dei parlamentari il valore dell’emigrazione regionale. E, analogamente a quanto capitato per il Molise, anche in questo caso si partirà da uno studio, quello di Aldo Aledda, “Sardi in fuga in Italia e dall’Italia. Politica, amministrazione e società in Sardegna nell’era delle moderne migrazioni”.  All’incontro, che avverrà martedì 14 febbraio alle ore 14 nella sala Stampa della Camera dei Deputati, Via Missione 4 Roma, parteciperanno autorità locali (l’assessore regionale competente nella materia, Ada Lai), parlamentari sardi (il senatore Silvio Lai e i deputati Salvatore Deidda, presidente Commissione trasporti della Camera, Pietro Pittalis e Ugo Cappellacci, presidente Commissione affari sociali della Camera) e i dirigenti dell’emigrazione sarda (il presidente della FASI Bastianino Mossa e la responsabile dei giovani Sara Nicole Cancedda).

La Sardegna, pur essendo stata l’ultima a dare il proprio contributo umano ai grandi flussi migratori italiani dell’Otto/Novecento, dal Secondo Dopoguerra, quando ha conosciuto essa stessa l’emigrazione di massa, è divenuta gradualmente la regione leader in Italia per consistenza degli interventi finanziari e per le specifiche politiche a sostegno dei propri emigrati. (Inform)




Famiglia italiana dispersa in Turchia

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downloadIl ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che una famiglia italiana di origine siriana è scomparsa ad Antiochia da lunedì scorso, quando la Turchia e la Siria sono state colpite da un forte terremoto.
In un’intervista al Tg1, il principale telegiornale italiano, il ministro degli Esteri ha spiegato che i tre adulti scomparsi e tre minorenni risiedono in Lombardia.
L’Italia ha inviato soccorritori in Turchia per aiutare a cercare le vittime del terremoto. Nonostante trovassero uno scenario di intere città devastate e migliaia di persone nelle strade, i vigili del fuoco sono riusciti a localizzare due giovani sotto le macerie degli edifici di Antioquia.
“Insieme al ministero della Difesa stiamo preparando un convoglio che possa partire via mare o via aerea per consegnare ambulanze o materiale medico donato da privati”, ha spiegato Tajani.
Secondo il ministro italiano, la “situazione in Siria è più complicata” che in Turchia, dove “i collegamenti sono devastati” anche a causa della guerra civile. “Il nostro incaricato d’affari è in contatto con la Mezzaluna Rossa per ottenere aiuti, che comunque devono passare per il Libano”, ha concluso. (ANSA).




Nominati sette nuovi ambasciatori

farnesinablu

farnesinabluIl Consiglio dei Ministri di ieri ha nominato 7 nuovi ambasciatori, su proposta del Ministro degli esteri Antonio Tajani.
Raggiungono il grado di ambasciatore, il più alto della carriera diplomatica, i ministri plenipotenziari Pier Francesco Zazo (Ucraina), Luca Ferrari (confermato nella posizione di fuori ruolo), Mario Cospito (confermato nella posizione di fuori ruolo), Aldo Amati (confermato nella posizione di fuori ruolo), Francesco Azzarello (Brasile), Nicoletta Bombardiere (Libano) e Giorgio Novello (Paesi Bassi). (aise)




Gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono 6 milioni

gazzetta22

gazzetta22È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Interno che, di concerto con la Farnesina e per la prima volta quest’anno con il Ministero della Giustizia, ogni anno pubblica il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, sulla base dei dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente, come stabilito dall’articolo 7, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, cioè dal regolamento di attuazione della Legge Tremaglia (549/2001) sul voto all’estero.
Il decreto è stato emanato il 30 gennaio, a firma dei ministri dell’Interno Piantedosi, degli Esteri Tajani e, per la prima volta, della Giustizia Nordio.
Al 31 dicembre 2022 gli italiani residenti all’estero erano 5.933.418, 127.350 in più rispetto all’anno precedente.
La maggior parte di loro risiede in Europa: 3.249.811 nell’elenco aggiornato, 59.906 in più rispetto ai dati dello scorso anno; segue l’America meridionale, con 1.859.354, con 55.063 persone in più; al terzo posto l’America settentrionale e centrale, con 515.170 residenti e un incremento di 9.603 connazionali; chiude l’Africa, Asia, Oceania e Antartide con 309.083, con 2.778 presenze in più. (aise) 




Marocco. Il 16 a Tangeri il funzionario itinerante del Consolato di Casablanca

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consolato ditalia a brisbane 167565698 1852344198266176 8627874018520919535 nSi terrà a Tangeri il 16 febbraio la prossima missione del funzionario itinerante del Consolato Generale d’Italia di Casablanca per il deposito delle domande dei passaporti per i cittadini AIRE e per i certificati di esistenza in vita. Per iscriversi, inviare una email con i propri dati entro il 10 febbraio a: v.consolatotangeri@hotmail.it (Inform)




Brasilia. Inizia la settimana dell’Immigrazione italiana

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catturaIn onore della prima ondata di italiani che sbarcò in Brasile, nel 1874, portata dalla nave La Sofia.

La data, creata dalla legge federale 11.687, è un riferimento ai legami stabiliti nel tempo tra i due paesi.
Attualmente il Brasile ospita circa 30 milioni di persone di origine italiana, un numero che colloca il Paese in cima alla lista delle nazioni con il maggior numero di persone che hanno qualche legame con il nostro Paese. Questo numero è il risultato dell’enorme flusso migratorio avvenuto tra il XIX e il XX secolo e che ha influenzato la cultura e i costumi brasiliani.




La storia dell’emigrazione piacentina

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downloadFocus a Piacenza sulla storia dell’emigrazione dal territorio. Al Salone Monumentale della Biblioteca Passerini Landi la presentazione della ricerca “Emilia Romagna altrove. Storie, caratteristiche, dinamiche dell’emigrazione piacentina nel mondo”. La ricerca viene illustrata da Paolo Rizzi, coordinatore del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica, e Ilaria Dioli, docente del liceo Gioia. Durante l’incontro anche la presentazione del  documentario “Stay in Valley” diretto da Stefano De Felici che interviene insieme ad Antonino Valvo e Federico Mazza di Lampo Tv. Entrambi i progetti sono stati finanziati negli anni passati dalla Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo v. https://comunicazioneinform.it/emilia-romagna-altrove-storie-caratteristiche-dinamiche-dellemigrazione-piacentina-nel-mondo/ )Presente per un saluto anche l’associazione “Piacenza nel Mondo”.

L’incontro si inserisce nella programmazione del progetto “Sconfinamenti”, realizzato con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura , che si propone di far emergere e condividere storie, scritte e narrate, di migranti del presente e del passato, di origine italiana e straniera, al fine di connettere persone in movimento di oggi e di ieri. Letture, narrazioni e letterature in movimento attraverso le quali ci si può incontrare in un percorso di reciproco arricchimento umano e culturale.

La ricerca “Emilia Romagna altrove” offre una lettura completa del fenomeno migratorio della provincia di Piacenza negli ultimi decenni. Emerge un quadro variegato di un fenomeno, che a fine ‘800 e nella prima metà del ‘900 registrò flussi imponenti di emigrazione, soprattutto dalle aree marginali della montagna piacentina. Tanto che ancora oggi in alcuni comuni appenninici i piacentini all’estero superano il 50% dell’attuale popolazione residente, con il comune della Val d’Arda che raggiunge addirittura il 100%. È questo l’esito della “vecchia emigrazione” che ha portato famiglie e singoli nelle nuove comunità di Londra, Parigi, New York, Buenos Aires, dove rimangono aggregazioni vivaci e ancora legate alle terre di origine. Il rapporto mette a fuoco anche la “nuova” emigrazione, che ha caratteristiche molto diverse, perché è rappresentata soprattutto da giovani, sempre spinti dalla volontà di trovare nuove opportunità di vita e di lavoro, ma non con la molla trainante della povertà delle situazioni di origine. Si tratta, in fondo, di una delle tante facce della globalizzazione, che porta i giovani di oggi a inserirsi nel mercato del lavoro globale, in una rete fitta e mutevole di esperienze di studio e professionali, che determina trasferimenti repentini e moltiplicati, talora senza definitivi radicamenti territoriali.

In parte libro, in parte film in parte album di famiglia, “Stay in Valley” scopre invece un legame di solidarietà che ha mantenuto unita una comunità nel tempo e oltre i confini. Un documentario interattivo e partecipato, che ricostruisce legami tra luoghi e persone, culture e tradizioni, sulle tracce degli emiliani dall’Alta Val Nure e le loro migrazioni negli ultimi 150 anni.

Paolo Rizzi insegna Politica economica ed Economia applicata all’Università Cattolica di Piacenza. Si occupa di sviluppo locale e politiche territoriali, economia sociale e pianificazione strategica.

Ilaria Dioli è docente di lingue presso il Liceo M. Gioia di Piacenza, dove si occupa anche della gestione della piattaforma GioiAlumni e di progetti internazionali di scambio con altre scuole. Collabora con il Laboratorio di Economia Locale dell’UCSC come ricercatrice sui temi di identità e marketing territoriale dal 2006.

Stefano De Felici, regista, Antonino Valvo, produttore creativo e Federico Mazza, autore e montatore, fanno parte di Lampo Tv, uno studio creativo orientato alla ricerca nell’ambito della comunicazione visiva. Lampo Tv realizza progetti filmici e multimediali con l’obiettivo di ispirare la creatività attraverso l’arte, l’esplorazione e il gioco in modo che l’immaginazione ci aiuti a trasformare il nostro mondo. (Inform)




Puerto Plata, culla dell’italianità nella Repubblica Dominicana

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downloadEsiste una comunità di immigrati italiani e dei loro discendenti che si stabilì a Puerto Plata, Santiago, La Vega, pioniera nella fabbricazione di prodotti che, fino al loro arrivo, venivano importati. Altri erano medici, insegnanti, musicisti, alcuni hanno partecipato al complotto per giustiziare Trujillo o si sono opposti al regime.

Antonio Nicodemo Patta
Erano affascinati dalla campagna, come Antonio Nicodemo Patta, arrivato a Puerto Plata il 6 settembre 1907, in vacanza dal convento dove studiava per diventare prete. Suona il mandolino e conosce musicisti con i quali fonda il gruppo “La Estudiantina”, che si esibisce presso la rotonda del paese.

Ha fondato il “Café Trípoli” e “La Teresita”, le attività commerciali più importanti e come tali compaiono negli elenchi e nei censimenti aziendali. Introdusse a “La Teresita” la fabbricazione di bibite, e vi erano liquori pregiati” nel “Tripoli”.

Lì sposò Eleonora Rossi, madre dei suoi figli Teresa, Rosa, Vicente e Inmaculada. La signora morì e Antonio sposò per la seconda volta Antonia Lantigua. Hanno procreato María Luisa, Leonardo Antonio, Andrea, Héctor Darío, Rosialba e Ilka.

Suo figlio Darío, storico, professore universitario, fondatore del Centro Italia Settentrionale e curatore della Casa de Italia a Santo Domingo, racconta la storia di Antonio.

“La Teresita” è fallita durante la seconda guerra mondiale “perché tutti gli input e i prodotti provenivano dall’Italia”, dice. Antonio emigrò a Santiago nel 1945 e aprì una caffetteria, “La gran Parada”. Ha ricevuto offerte da Pepsicola e dal dittatore Anastasio Somoza per acquistare la fabbrica di bibite, ma era troppo tardi.

Nicodemo era anti-Trujillo e influenzò suo figlio Vicente Andrés che partecipò al complotto per eliminare Trujillo. La sua missione era quella di bruciare i serbatoi della Esso Standard Oil quando Luis Amiama annunciò che l’atto era compiuo. Nicodemo Patta muore il 2 settembre 1970.

Niccolò Nardi. Parla il suo pronipote Umberto Nardi, italiano arrivato a Puerto Plata nel 1967 sulle orme del suo avo, studente di medicina a Napoli che venne nel 1897 e si stabilì a Joba Arriba, Gaspar Hernández, dove lo chiamavano “il guaritore” parla di questo immigrato. Si prendeva cura dei malati, anche se senza laurearsi.

Ha curato un signore molto ricco con un problema alla gamba che i medici della capitale non erano stati in grado di diagnosticare. Trujillo lo mandò a chiamare, impressionato dalla sua abilità, ma Nardi pensò che fosse per arrestarlo per pratica illegale di medicina e si nascose. Ha continuato a risolvere problemi di salute ed è stato pagato con appezzamenti di terra. Nicola morì all’età di 103 anni, nel 1964.

Aveva sposato in Italia Magdalena Longo Nardi, madre di Pietro, Francesca, Giuseppina, Maria Immacolata. Pietro, sopravvissuto alla prima guerra mondiale, nella quale combatté, portò Giuseppina, che andò a La Vega dove suo zio Ricardo Longo, anche lui italiano.

Umberto è stato agente di viaggio, agente generale per Iberia ed è produttore di cioccolato “tropicale”. È stato professore presso le università O&M e UTESA.

Ha una ricca collezione sull’immigrazione italiana nel paese. Espone cataloghi, lettere, verbali, libri inediti di autori italiani come Luciano Tossut, che nel 1964 si fece avanti per proporre “tutto ciò che Puerto Plata è oggi”.

Nato il 2 gennaio 1951, figlio di María Rosa Espósito e Giuseppe Nicola Nardi, è sposato con Doris García Lizardo, madre di Roselí, Giuny e Marisol.

Vincenzo Anzelotti Consentino. Arrivò nel 1891 e rimase a Puerto Plata. Poi si stabilì a Santiago come venditore ambulante. Successivamente ha installato “La Italiana”, un’azienda di tessuti e forniture. “Portava cappelli di feltro, importava olio d’oliva e olive”, racconta il pronipote Marlon Anzellotti, che fallì nel 1914 quando ebbe luogo il “Sitio de Santiago”. Andò a Navarrete a vendere merce.

Sposò Candelaria Contín e da loro procrearono Italia, America, Patria, Roma, Vicente e Rinaldo. “Le femmine si dedicavano alla professione d’insegnante”. Vincenzo morì nel 1956. Lasciò un figlio in Italia, Pasquale, con discendenza in Calabria.

Nardi cita storie, contributi, inoltre, Carlos e Antonio Oliva, Manuel Divanna, Silverio Capobianco, Guido Nardi, i dottori Grisolía, Cantisano e Silvio Senise, Balter Taparro, gli Ariosto, i Martisano… poi il sacerdote Luca Burato, ex parroco di La Altagracia, zona coloniale, e ora Jesús Maestro.

Strade

La Italia, di Santiago, è stata un’idea di Giuseppe Zanón, imprenditore italiano, ed è stata richiesta dal Centro Nord Italia. Quella di Puerto Plata è stata un’iniziativa di Aldo Costa, l’italiano fondatore del Museo dell’Ambra.

da Hoy Digital




Argentina. Gli italiani di Paraná celebrano Sant’Agata

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7prestiSi è celebrata domenica scorsa, 5 febbraio, nella Cattedrale di Paraná, in Argentina, la Santa Messa in onore di Sant’Agata, la Protettrice di Catania.
L’evento è stato organizzato da un gruppo della comunità italiana locale, in particolare siciliana, con due donne alla testa, Olga Chicco e María Rosa Vaccalluzzo.
Ogni anno, alla manifestazione si aggiungono sempre più persone appartenenti alla comunità italiana. La Chiesa quest’anno infatti era piena. La bandiera argentina e quella italiana, con la bandiera della provincia di Entre Ríos e la bandiera siciliana, hanno sventolato insieme per la durata dell’omelia del parroco della Cattedrale, padre Eduardo Tanger. Molte persone si avvicinano a questa celebrazione perché è la Protettrice dell’infermiere e delle donne che soffrono di cancro al seno. Al termine si è intonato, adattato allo spagnolo, l’inno a Sant’Agata, cantato da una solista locale, Verónica Romero, accompagnato dall’organista ufficiale della Cattedrale, Jorge Beades. (aise) 




Cordoglio per la morte di Nino Antonelli, segretario del Comitato Tricolore in Nord America

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downloadIl Comitato tricolore per gli italiani nel mondo (Ctim) esprime il suo cordoglio per la perdita di Nino Antonelli, segretario del Comitato in Nord America, e già rappresentante del Comites del Tristate ( CT, NJ e  NY).

Il presidente del Ctim e consigliere del Cgie, Vincenzo Arcobelli, ricorda in particolare l’impegno di Antonelli, “amico e militante di lungo corso”, nel mondo dell’associazionismo regionale laziale e della collettività, in particolare nel Connecticut e New York.

“Con Nino abbiamo trascorso numerosi  eventi, iniziative, ed era sempre presente a rappresentare il Ctim alla parata del Columbus Day di  New York. Era un gran punto di riferimento. Nino ci mancherà – conclude Arcobelli, esprimendo il cordoglio del Ctim a tutta la sua famiglia. (Inform)