Brasile. Il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo invita al “Piadina Week”

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downloadAppuntamento a San Paolo con “Piadina Week in Brasile”. Il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo invita alla manifestazione che si terrà l’8 febbraio nella megalopoli brasiliana, per celebrare il pane più conosciuto dell’Emilia-Romagna: un cibo che è diventato parte della storia e della cultura regionale. L’evento è realizzato con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.

Il programma si articola tra i seminari e il laboratorio di produzione delle piadine, che si svolgeranno presso Rua da Consolação, 930 – Edificio 38, 2° piano – Spazio per le Cucine Sperimentali della Facoltà di Gastronomia dell’Univ. Mackenzie, a San Paolo. Eventi con posti limitati.

Seminario dell’8 febbraio, ore 18.00 (ora locale): “Cultura gastronomica dell’Emilia-Romagna”, a cura di Gerardo Landulfo, delegato dell’Accademia Italiana della Cucina.

“Le piadine: storie, tecniche, armonizzazioni e l’arte del cibo di strada”, di Alfio Biagini, Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola, Laila Tentoni, Presidente di Casa Artusi e il Prof. Franco Mambelli, Comitato Scientifico di Casa Artusi.

Laboratorio  gastronomico il 9 febbraio , ore 18.00 (ora locale):  “Piadine con diverse possibilità di farcitura”, a cura delle famiglie emiliano-romagnole residenti a San Paolo.

Per iscrizioni e per partecipare a un sondaggio (in lingua portoghese) si veda  www.assemblea.emr.it/emilianoromagnolinelmondo/attivita/bandi-attivita/iniziative/brasile-piadina-week

Partner di progetto: Federazione italiana dei cuochi Brasile, Accademia italiana della cucina (Brasile), Casa Artusi (Italia), Consorzio di promozione e tutela della piadina romagnola Igp (Italia), Floorescâmara ítalo-brasileira de comércio, indústria e agricultura (Brasile) (Inform)




Carlos Morra, l’italiano che trasformò Buenos Aires

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downloadNel centro di Buenos Aires c’è una forte impronta architettonica italiana ed europea, parte integrante dell’identità culturale e sociale della capitale argentina, lasciata in parte dal prestigioso architetto e ingegnere militare italiano Carlos Morra Manhes, marchese di Monterocchetta.

A documentare questa eredita è il quotidiano argentino ‘La Nacion’, con un reportage dedicato a un enorme complesso edile di grande valore patrimoniale, che pochi conoscono, sito nel quartiere della Recoleta Al numero 1600 di Azcuènaga, un’insegna indica il Colegio Misericordia, ma dietro le mura che circondano l’isolato ci sono anche tre enti di beneficenza: la Casa di Cura, la Casa delle Ragazze e una Residenza Universitaria. È una piccola città di 6 mila mq coperti dove circolano quotidianamente circa 500 persone, tra dipendenti e quanti abitano il luogo creato dalla Società della Misericordia, un ente nato 150 anni fa, una delle associazioni più attive e benefiche del Paese.

Il monumentale edificio è stato progettato a fine ‘800 proprio dall’architetto Morra, che lo disegnò ad honorem, famoso tra l’altro per la costruzione di diverse “scuole di palazzo”, contribuendo alla trasformazione del paesaggio urbano di Buenos Aires assieme ad altri colleghi tra cui Juan Antonio Buschiazzo e Francesco Tamburini, come lui italiani.

Morra, nobile nato nel 1854 in provincia di Benevento, formatosi all’Accademia reale di Torino e alla Scuola di applicazione dell’artiglieria e ingegneria, si trasferì in Argentina nel 1881 dove ha lavorato come architetto al Consiglio nazionale dell’Istruzione e divenne direttore dell’ufficio tecnico del ministero delle Opere pubbliche della nazione. Negli anni 1880, sotto la presidenza di Julio Argentino Roca, firmò diversi progetti di scuole, veri e propri edifici monumentali, tra cui quella chiamata Presidente Roca, la Escuela Doctor Onesimo Leguizamon, la scuola normale superiore numero 9 Domingo Faustino Sarmiento.

Morra è stato anche uno degli ideatori dell’edificio della Lotteria nazionale, della Biblioteca nazionale sita in Mexico Street, la Nation Bank e la Federal Tire. Si trattava di edifici dagli stili architettonici direttamente importati dall’Europa, sia quello italianizzante che il neoclassicismo francese e tedesco oltre a quello caratteristico dei ‘Beaux Arts.

doloadIl 14 settembre 1872 nasce l’opera della Misericordia quando un gruppo di Buenos Aires decide di unirsi per creare un grande asilo per aiutare le famiglie indigenti, dando lavoro e istruzione ai propri figli. Dopo aver occupato altre proprietà, il sindaco Torcuato de Alvear ha concesso loro un terreno tra le vie Azcuénaga, Peña, Larrea e Pacheco de Melo, consegnato a titolo di proprietà in perpetuo per asilo. Fiore all’occhiello dell’attività architettonica di Morra a Buenos Aires è stato appunto il complesso della Recoleta, la cui direzione dei lavori è stata affidata a un altro collega italiano, Francesco Pinaroli.

L’intero progetto ha preso il via nel 1884 per concludersi tre anni dopo, con fondi provenienti dalla beneficenza pubblica e dal governo nazionale del presidente Miguel Juárez Celman. In partenza sul sito è stata costruita una Casa per ragazze, successivamente un orfanotrofio, una casa universitaria, una casa per anziani oltre a una cappella in stile neogotico. All’interno di questo complesso architettonico, la cappella con linee sobrie ed eleganti e grandi finestre ogivali  è un collegamento tra lo spazio quasi nascosto dell’Hogar de Niñas e l’esterno del quartiere. Una costruzione a tappe cominciata nel 1890 quando i membri dell’opera della Misericordia decisero d’istituire una scuola per ragazze esterne di famiglia con disponibilità finanziarie che aiutassero a sostenere entrambe le opere, prendendo poi il nome di Colegio Nuestra Señora de la Misericordia con l’inaugurazione nel 1900 di un nuovo edificio, costruito dagli architetti Duncan e Clerici. Nel 1896 è stato poi aperto il primo padiglione per le anziane a basso reddito, che oggi si chiama Casa de Ancianas. I piani sono stati realizzati dall’ingegnere belga Julio Dormal, autore del Palazzo Ortiz Basualdo, del Ministero del Governo della Provincia di Buenos Aires e uno degli architetti del Congresso della Nazione Argentina e del Teatro Colón. Nel 1927 è stato invece inaugurato un nuovo padiglione denominato Casa di Pensione Studenti Universitari, che funziona ancora oggi accogliendo giovani da tutto il Paese.

Nel corso degli anni hanno visto la luce molti altri padiglioni e, nel 1979, sotto la presidenza di Riglos de Gowland, l’ultimo è stato abilitato. Oggi 750 ragazzi e ragazze vengono educati alla Misericordia e il complesso ospita l’unico convitto femminile rimasto in città, un edificio ottagonale, all’insegna della calma e dell’eleganza, dove spicca un grande patio centrale alberato, un’oasi in mezzo ai rumori della città. “Da allora e fino a oggi è diventato sempre più difficile per noi mantenere e conservare questi edifici secolari. Facciamo l’impossibile per superare le grandi difficoltà economiche che stiamo attraversando senza alcun tipo di sostegno statale o governativo. Siamo 100 volontari e 250 impiegati che fanno tutto con tanto amore” ha testimoniato a ‘La Nacion’ Angélica Riglos de Gowland, presidente della Ladies of Mercy Society. Più di 160 ragazze frequentano la Casa. Sono alunni dal lunedì al venerdì e nei fine settimana tornano a casa. L’età va dai 4 ai 14 anni e provengono dai quartieri poveri della città e dalla periferia di Buenos Aires.

Vengono offerti laboratori d’istruzione iniziale e primaria, attività sportive e artistiche”, hanno spiegato dal Consiglio di amministrazione. Nella Casa di Cura invece continuano a essere accolte donne anziane con situazioni economiche delicate e ad alta vulnerabilità.

Possono entrare a partire dai 60 anni, pagano il 70% della pensione ed è condizione che siano autosufficienti. Vi risiedono in tutto 65 donne che hanno stanze singole e possono portare anche i loro mobili. Per coprire la grande quantità di spese legate alle opere di beneficenza, i volontari hanno creato l’attività Flox negli anni ’90, nello stesso isolato: una casa che vende regali e oggetti decorativi. Hanno anche allestito l’OGA Misericordia Vintage Fair dove vestiti e oggetti usati di ogni genere vengono regolarmente venduti nel cortile interno della scuola, ma ancora non basta per mettere al sicuro l’intero complesso.

agi.it




Emiliano Romagnoli nel mondo: “Voci del verbo partire”

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download“Voci del verbo partire”: è lo spettacolo  che andrà in scena al Teatro Massimo Troisi di Nonantola domenica 5 febbraio alle  ore 21, con ingresso libero.

Lo spettacolo, evento finale del corso di teatro per adulti condotto da Irma Ridolfini e realizzato in collaborazione con Ater Fondazione, racconterà di “Partenze e Ri-partenze” attraverso le storie delle famiglie partecipanti emigrate verso il Nuovo Mondo alla fine del XIX secolo, ma anche attraverso storie di “partenze e ritorni” più vicine a noi nel tempo e nello spazio.

Il corso di teatro rientra nel progetto e Ri-Partamm, rivolto ad adulti che abbiano già avuto esperienza teatrale (laboratorio gratuito realizzato all’interno del progetto “Ri-Partamm. Riuniamo i Partecipanti nel mondo e i mondi partecipanti”. Progetto finanziato grazie al contributo regionale L. R. 5/2015, Bando Enti Locali e APS 2022).

Proprio da questo contesto è nato lo spettacolo che sarà presentato dal Teatro Troisi , dal Centro Intercultura del Comune, in collaborazione con le Partecipanze Agrarie di Nonantola e Sant’Agata Bolognese,  e con Ater Fondazione. (Inform)




AIRE Sos: un webinar sulla sanità per gli italiani all’estero

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downloadNuovo appuntamento con i webinar di Aires Sos che domenica prossima, 5 febbraio, alle 20.00 (Cet) proporrà un focus sulla sanità per gli italiani residenti all’estero.
Relatore sarà il commercialista Stanislao Filice. All’incontro, moderato da Maurizio Fantato (giornalista Uk), interverranno il deputato eletto in Nord America Andrea Di Giuseppe (FdI), Antonio Mariniello (Presidente Comites Messico), Arik Bendaud (Presidente Comites Tel Aviv), Davide Accomazzo (Presidente Comites Los Angeles), Dario Zecchini (Presidente Comites Kenia), Duilio Dottarelli (Consigliere Comites Bangkok), Gerardo Tanga (Vice Presidente Comites Francoforte), Massimo Marengo (Presidente Comites Mosca), Maurizio Sauli (Presidente Comites Budapest), Silvia Rosato (Presidente Comites Polonia), Ubaldo Aglianò (Presidente Comites Melbourne), Maria Tallarico (Presidente Comites Panama), Germano Arnò (editore Corriere Malta) e Paolo Buralli (giornalista freelance in Australia).
Sarà possibile inviare domande attraverso il modulo disponibile qui.
Il webinar sarà trasmesso sul sito airesos.com e sulla pagina facebook dell’associazione. (aise) 




Lombardi nel mondo: nuove interviste sul sito dell’associazione

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3lombardiSpazio ai candidati alle ormai prossime elezioni regionali e alla nuova legge sui corregionali all’estero sul nuovo sito dei Lombardi nel mondo, associazione presieduta da Daniele Marconcini.
Quattro le nuove interviste pubblicate questa settimana: le prime due riguardano la nuova Legge sui Lombardi nel mondo su cui sono stati interpellati il Presidente uscente e ricandidato dalla Lega Attilio Fontata e il presentatore del testo, Francesco Ghiroldi (Lega).
Spazio, poi, ad alcuni candidati alle elezioni del 12 e 13 febbraio prossimi sui temi dell’emigrazione: il sito pubblica le interviste al Consigliere regionale Senna (Terzo Polo) e a Christian Garavaglia (FDI) e la dichiarazione di Carlo Borghetti, ex Vice Presidente Consiglio regionale lombardo. (aise) 




Tajani e Crosetto riuniscono il primo Tavolo Esteri-Difesa della XIX legislatura

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3tavoloHa preso il via oggi, 3 febbraio, a Roma, con l’incontro tra il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il primo Tavolo Esteri-Difesa della XIX legislatura. L’iniziativa si pone l’obiettivo di approfondire tematiche di comune interesse e che richiedono un’azione coordinata e congiunta delle capacità della Difesa e del MAECI.
Sulla scorta del positivo risultato ottenuto con la visita dei due ministri in Serbia e Kosovo, che ha ribadito l’impegno dell’Italia per la stabilizzazione dei Balcani Occidentali, è stato fissato questo appuntamento per favorire il raggiungimento di risultati collegiali, aumentare il coordinamento tra i due Dicasteri ed affrontare le nuove sfide con una visione univoca e continuativa nel tempo.
“Nell’attuale contesto di crisi in Europa e alla luce dei riflessi in altre aree strategiche per la nostra sicurezza nazionale – dalla situazione in Ucraina ai Balcani e al Mediterraneo, dall’Africa sub-sahariana fino all’area dell’Indo-Pacifico – è essenziale uno stretto coordinamento e scambio d’informazioni tra Ministero degli Esteri e Ministero della Difesa”, ha dichiarato il ministro Tajani. “Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di influenzare i processi decisionali politico-militari nei consessi internazionali. Il Tavolo Esteri-Difesa è uno strumento fondamentale per assicurare un’azione univoca e coerente del Paese”.
Per il ministro Crosetto, “Difesa e Esteri devono muoversi all’estero insieme e nell’interesse dell’Italia. L’attuale situazione all’orizzonte è colma di sfide. Ciò impone scelte immediate, pragmatiche e, soprattutto, condivise e questo Tavolo rappresenta uno strumento essenziale per migliorare il coordinamento e dare maggiore incisività alle azioni dei due Dicasteri”. Crosetto ha poi aggiunto che “la Difesa e il MAECI hanno il compito di rafforzare il ruolo della Nazione. Una strada che il Governo e il Presidente Meloni stanno percorrendo in maniera corale anche costruendo rapporti solidi con Paesi cruciali in diversi settori. Penso alla differenziazione degli approvvigionamenti energetici, ma anche alla sicurezza e all’immigrazione, e per questo sono fermamente convinto che occorra una visione strategica a 20-30 anni”.
I principali argomenti oggetto di discussione sono stati: il prossimo vertice NATO di Vilnius, il Fianco Est e Sud dell’Alleanza Atlantica, la Difesa Europea, il supporto a Kiev, l’impegno a sostegno della pace nel Continente europeo, la strategia italiana in Africa, la sicurezza del “Mediterraneo Allargato” e la “delibera missioni internazionali 2023”.
L’incontro odierno è stato, inoltre, un utile momento di confronto anche sulle attuali crisi che coinvolgono i nuovi domini cyber e spazio ed il cognitive warfare, che utilizza campagne di disinformazione diffondendo fake news.
Le Forze armate italiane sono attualmente presenti in 40 operazioni (di cui 37 internazionali in 24 Nazioni) con oltre 11.000 unità impiegate, oltre 6.000 in operazioni internazionali in ambito NATO, ONU e UE: dai Balcani, all’Iraq, al Mediterraneo, al Libano. (aise)




Il nostro Consolato più grande è in Uruguay

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173a484bbe2d43152acca6b7aa9bf553L’Uruguay ha una comunità di circa 134.000 italiani, che lo rende il più grande ufficio consolare del mondo per numero di membri.
La maggior parte di loro sono discendenti di immigrati arrivati ​​tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, soprattutto dal nord Italia. Qui si trasmettono i dialetti liguri, piemontesi, lombardi, trentini, friulani, veneti e toscani. Ma c’è anche una presenza di comunità del sud Italia, in particolare della Basilicata e della Calabria.
A descrivere la situazione all’ANSA è Alessandra Crugnola, 31 anni, capo della cancelleria consolare dell’ambasciata italiana, la più giovane diplomatica a occuparsi di attività consolari in America Latina.
Qui i tassi di richiesta della cittadinanza sono alti, anche perché oltre il 40% degli uruguaiani è di origine italiana.
“La nostra legge per la concessione della cittadinanza jure sanguinis ai discendenti è ampia e il numero di domande è inevitabilmente alto. Questo perché, soprattutto per i giovani, è un’importante facilitazione per l’accesso al mercato del lavoro in Italia e in Europa”. spiega Crugnola.
Dall’Uruguay l’Italia è vista “come eccellenza in vari campi, dalla cultura, alla cucina, alla moda, al design, e sono tanti gli uruguaiani che ogni anno si recano in Italia, mantenendo così vivo il legame con il Paese”.
Ma Italia a Montevideo è anche sinonimo di solidarietà, con tre organizzazioni -Coasit, Aiuda e Casa di Riposo- che, insieme all’Ambasciata, prestano assistenza agli italiani in difficoltà. I fondi provengono dal governo italiano e vengono raccolti per iniziative di beneficenza, mentre gli assistiti sono solitamente persone indigenti, single o anziane, con figli e nipoti a carico; con richieste crescenti dopo la pandemia.
In particolare, la casa di riposo italiana accoglie 32 anziani, che pagano le quote in base alle loro possibilità. Coasit e Aiuda forniscono sussidi, assistenza psicologica, supporto per l’acquisto di medicinali, dispositivi sanitari e beni di prima necessità, oltre all’organizzazione di eventi sociali e di socializzazione. (ANSA).




Il Friuli ricorda la tragedia di Izourt

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tragedia di izourt commemorazione nellaula del consiglio regionale del friuli venezia giulia regione friuli venezia giulia immagine3Durante gli anni ’30  del Novecento, il governo francese promosse la realizzazione di grandi opere, volte ad aumentare la produzione di elettricità:  la Compagnia idroelettrica dei Pirenei aveva progettato la costruzione di un sistema di numerosi bacini idrici, in particolare quelli situati presso le località di Gnioure e Izourt.

Con la guerra ormai alle porte, il completamento dei bacini idrici divenne cruciale e la Compagnia assunse numerosi lavoratori stranieri: fu così che tra il 1937 e il 1940 i cantieri impiegarono 349 lavoratori, di cui 180 francesi, 107 italiani, 39 spagnoli, 18 di Andorra, 2 polacchi, uno svizzero.

La costruzione della diga di Izourt fu segnata da un drammatico incidente sul lavoro: la mattina del 24 marzo 1939, una violenta bufera riuscì a scardinare i tetti di due edifici adibiti ad alloggi per i lavoratori, in gran parte occupati da italiani. Morirono 31 persone, 29 delle quali italiane.

La vicenda venne dimenticata per 63 anni quando, nel 2002, alcuni cittadini delle valli locali, con il supporto dell’Alleanza Franco-italiana di Tolosa, fondarono l’Associazione “Souviens-toi d’Izourt – Ricordate Izourt”, per non dimenticare mai più questa triste pagina di storia dell’emigrazione italiana.

Nell’Aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, il 1° febbraio, la rievocazione della tragedia, lontana nel tempo ma “ancora viva nella memoria” e  che “va ricordata”, ha sottolineato il presidente Piero Mauro Zanin nell’introdurre la commemorazione di questo drammatico evento  “emblema delle sofferenze e delle difficoltà connesse all’emigrazione di quegli anni”. “Va onorato – ha proseguito Zanin – il sacrificio degli italiani che, lontani dalle loro terre, lavorarono per contribuire al progresso sociale ed economico della Francia e di molti altri Paesi, come avviene oggi con tanti stranieri in Italia. A volte si preferisce non soffermarsi su queste tragedie perché ricordano un’Italia povera e disgregata, e invece l’oblio delle istituzioni è la dimenticanza peggiore”. “Fortunatamente le comunità conservano la memoria di queste storie di ultimi. E noi oggi dobbiamo invertire la piramide che purtroppo vede il capitale prevalere sul lavoro e il lavoro sull’uomo, perché quando una persona esce di casa per andare al lavoro e non vi fa ritorno è una sconfitta per l’umanità. Va in questa direzione – ha concluso il presidente – l’idea di un Osservatorio dedicato alla sicurezza sul lavoro, che contiamo di mettere in piedi nella prossima legislatura”.

È stata la consigliera Maddalena Spagnolo (Lega) il motore di questa prima iniziativa pubblica e istituzionale in Friuli Venezia Giulia, mentre il Consiglio regionale del Veneto – presente in aula ai massimi livelli con il suo presidente Roberto Ciambetti e il consigliere regionale Fabiano Barbisan – si era già occupato di Izourt per commemorare i tanti corregionali deceduti in quel cantiere sui Pirenei.

Spagnolo è stata la prima a prendere la parola, riepilogando i fatti avvenuti a pochi mesi dall’inizio della Seconda guerra mondiale e sottolineando come “quella tragedia cadde nell’oblio e riemerse solo all’inizio degli anni Duemila grazie a un sindaco francese, Jean Pierre Ruffet, che trovò la collaborazione dell’Alleanza franco-italiana di Tolosa, dando vita all’associazione Ricordate Izourt”.

“Amici francesi” presenti anche in aula, a partire da Ruffet, e ringraziati più volte dagli intervenuti. “Si sono fatti 1300 chilometri per venire qui e onorare ancora una volta gli emigranti italiani morti in Francia – ha messo in evidenza Barbisan -: potevano lasciar perdere e invece si sono attivati per andare a trovare i documenti della tragedia e rintracciare le famiglie delle vittime. Del resto i nostri connazionali hanno contribuito allo sviluppo di quelle zone: attorno a Tolosa le ville più belle sono state costruite dagli italiani”.

Il presidente Ciambetti è poi entrato nei dettagli parlando “di 56mila lavoratori italiani operanti in Francia in quegli anni, 32mila dei quali nella regione di Tolosa” e ricordando che la vittima più giovane di Izourt, Giuseppe Giampaoli da Pagnacco, aveva solo 23 anni. “Quella tragedia – ha detto ancora il presidente del Consiglio regionale del Veneto – è la testimonianza di modelli di sviluppo che non tutelavano i diritti e la sicurezza dei lavoratori, anteponendo l’arricchimento al bene comune”.

Bruno Giuseppe Moretto, dell’Associazione Veneziani nel mondo, e il presidente di Friuli nel mondo Loris Basso, hanno invece passato in rassegna la storia dei tanti incidenti in cui persero la vita lavoratori veneti e friulani, tragedie più o meno conosciute come quella di Arsia in Istria, con 185 minatori deceduti, o quella di Marcinelle in Belgio.

Mentre Renza Bandiera, autrice del libro che racconta con ampia documentazione i fatti di Izourt, ha raccontato come, nello scrivere, si sia “immedesimata nel dramma di quegli operai che per più di 60 anni restarono in una fossa comune. Oggi in qualche modo rispondiamo a una loro chiamata”.

Il minuto di silenzio e un filmato girato nelle valli dei Pirenei in occasione di precedenti commemorazioni hanno reso ancora più partecipe l’Aula, con tutti i consiglieri in piedi durante l’esecuzione degli inni nazionali italiano e francese. (Inform)




Comites Santo Domingo oggi in assemblea

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downloadOggi, alle 11 in prima convocazione, si riunirà il Comites di Santo Domingo in assemblea ordinaria.

Questi i punti all’ordine del giorno:

1. – Approvazione del Rendiconto Consuntivo del Com.It.Es. Santo Domingo per l’anno
2022, corredato dalla Relazione Annuale del Presidente sulle attività svolte, ex Art. 2
comma 4, lett. d) della Legge 286/2003 (bozze degli Allegati 5 e 6 Circ. n.2 del 28
Luglio 2020 e bozza della relazione annuale in allegato alla presente convocazione);

2. – Approvazione dei due Revisori dei Conti (non remunerati) nominati dal Comitato (Vi
comunico che. a seguito di intense ricerche, si sono gentilmente resi disponibili a
svolgere tale ruolo i signori DAVIDE BELLINI e IRENE RUMIZ);

3. – Ratifica della decisione già concordata mediante scambi di e-mail avvenuti, di
sottoscrivere un account Zoom a nome del Com.It.Es. Santo Domingo, con il relativo
abbonamento, per lo svolgimento delle Assemblee in modalità virtuale e per consentire
la loro trasmissione dal vivo sulla pagina Facebook ufficiale del Com.It.Es.;




Tirelli (Maie) incontra il Sottosegretario Sgarbi: progetti per gli italiani all’estero

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2tirelliDeputato del Maie eletto in Sud America, Franco Tirelli ha incontrato oggi Vittorio Sgarbi, Sottosegretario alla Cultura.
Con Sgarbi, “abbiamo parlato di diversi progetti, da portare avanti in comune con gli italiani residenti all’estero, in Sud America in particolare”, ha dichiarato Tirelli sui social. Poi ha aggiunto: “il Sottosegretario mi ha anche chiesto di preparare questi progetti per lavorare insieme e realizzarli durante quest’anno”. (aise)