Agevolazioni fiscali per i pensionati dall’estero: avanti il ddl in Senato

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inpspensioniPassaggio rapido in Commissione Finanze del Senato per il disegno di legge presentato dal senatore Matera (Fratelli d’Italia), che introduce agevolazioni fiscali per i pensionati residenti fuori dall’Unione europea che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia, scegliendo piccoli comuni situati nelle aree comprese nella Strategia nazionale per le aree interne.

Nel corso della seduta di ieri, la Commissione ha accolto la proposta del presidente Massimo Garavaglia (Lega), stabilendo per le ore 12 di giovedì 5 marzo il termine ultimo per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno.

Il provvedimento prevede un’imposta sostitutiva con aliquota agevolata al 4% per un periodo di 15 anni a favore dei pensionati che trasferiscono la residenza in uno dei comuni interessati.




RDC 2026: Università, demografia e futuro — la strategia di Félix-Antoine Tshisekedi per costruire la nuova classe dirigente africana

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unnamedLa Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta vivendo una fase cruciale della sua storia. Con una popolazione che nel 2026 supera i 115 milioni di abitanti e un tasso di crescita tra i più elevati dell’Africa, il Paese si colloca tra le nazioni più popolose del continente. In questo contesto, la politica dell’istruzione superiore promossa dal Presidente Félix-Antoine Tshisekedi Tshilombo rappresenta una delle leve strategiche più rilevanti per il futuro nazionale.

Sotto la sua presidenza, l’attenzione si è concentrata su tre pilastri: modernizzazione, riabilitazione e costruzione di nuove infrastrutture universitarie. Non si tratta solo di edilizia pubblica, ma di una visione strutturale che collega demografia, sviluppo economico e formazione della futura classe dirigente africana.

Nuove infrastrutture universitarie: un cambio di passo

Negli ultimi anni sono stati inaugurati o avviati numerosi progetti universitari.

Università di Kananga (UNIKAN)

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La Université de Kananga ha inaugurato il 27 gennaio 2026 un nuovo campus con 16 auditori, 3 blocchi residenziali, laboratori e biblioteche. Un’infrastruttura moderna che segna un salto qualitativo importante per la regione del Kasaï.

Università Ufficiale di Mbuji-Mayi (UOM)

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La Université Officielle de Mbuji-Mayi ha inaugurato il 6 ottobre 2025 un nuovo campus con edifici moderni destinati ad auditori e alloggi per studenti, contribuendo a rafforzare l’offerta formativa nel centro del Paese.

Sviluppi a Bunia e Kolwezi

Sono in corso lavori di costruzione e ampliamento presso la Université de Bunia e la Université de Kolwezi, aree strategiche per l’est del Paese e per la regione mineraria del Katanga.

Parallelamente, sono attivi cantieri presso la Université Pédagogique Nationale (UPN) e l’Institut National du Bâtiment et des Travaux Publics (INBTP), con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi didattici e dei laboratori tecnici.

Le grandi università congolesi e il ruolo della riforma LMD

Il sistema universitario congolese si fonda su atenei storici e prestigiosi come:

  • Université de Kinshasa (UNIKIN), considerata la più prestigiosa del Paese
  • Université de Lubumbashi (UNILU)
  • Université de Kisangani (UNIKIS)
  • Université Président Joseph Kasa-Vubu (UNIKAVU)

Accanto agli investimenti infrastrutturali, il governo ha promosso l’implementazione del sistema LMD (Licence-Master-Doctorat), allineando l’istruzione superiore congolese agli standard internazionali. Questo passaggio favorisce la mobilità accademica, la cooperazione internazionale e l’integrazione nei circuiti scientifici globali.

Demografia e urgenza educativa

Con oltre 115 milioni di abitanti e una popolazione estremamente giovane (più del 60% sotto i 25 anni), la RDC affronta una sfida strutturale: trasformare la pressione demografica in dividendo demografico. Senza università, formazione tecnica e ricerca, la crescita della popolazione rischierebbe di tradursi in disoccupazione e instabilità sociale.

Investire nell’istruzione superiore significa invece:

  • Creare competenze locali in ingegneria, medicina, diritto e amministrazione pubblica
  • Ridurre la dipendenza dall’estero
  • Formare quadri dirigenti capaci di gestire le immense risorse minerarie e agricole del Paese

L’Africa nel suo complesso sta preparando il proprio futuro. Nei prossimi decenni sarà il continente con la maggiore crescita demografica globale. Chi saprà investire oggi in università e ricerca costruirà la leadership economica di domani.

Università e opportunità per gli imprenditori italiani

La costruzione di 14 nuove università moderne annunciata per il 2026 apre prospettive economiche significative. Non si tratta solo di edifici, ma di interi ecosistemi: campus, residenze, biblioteche digitali, laboratori scientifici, impianti energetici, infrastrutture idriche e sistemi informatici.

Per gli imprenditori italiani, tradizionalmente forti nei settori dell’edilizia, dell’ingegneria civile, dell’architettura, della progettazione energetica e delle tecnologie per l’istruzione, la RDC rappresenta un mercato potenziale di grande interesse. L’esperienza italiana nella riqualificazione urbana e nella costruzione sostenibile potrebbe trovare applicazione in un contesto che richiede soluzioni resilienti, adattate al clima e alle condizioni locali.

Inoltre, la cooperazione universitaria può favorire joint venture accademiche, programmi di doppia laurea e partnership nella formazione tecnica, creando un ponte strutturale tra Italia e Africa centrale.

Povertà e nascita della nuova classe dirigente

È innegabile che la RDC presenti ancora sacche di povertà significative. Tuttavia, paradossalmente, proprio queste difficoltà stanno contribuendo alla formazione di una nuova classe dirigente africana. L’accesso all’università per giovani provenienti da contesti svantaggiati genera mobilità sociale, ambizione e spirito imprenditoriale.

La scarsità di risorse spesso stimola creatività, resilienza e capacità di adattamento: caratteristiche fondamentali per leader politici, economici e sociali. Le università diventano così non solo luoghi di formazione tecnica, ma incubatori di leadership.

In una nazione vasta, complessa e ricca di risorse naturali strategiche, la formazione di una classe dirigente competente è la condizione imprescindibile per trasformare il potenziale in sviluppo reale.

Conclusione

La strategia universitaria di Félix-Antoine Tshisekedi non può essere letta esclusivamente come politica educativa. Essa rappresenta una scelta geopolitica e socioeconomica di lungo periodo: investire nel capitale umano per accompagnare la crescita demografica, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la sovranità nazionale.

Se sostenuta da stabilità politica, trasparenza amministrativa e partnership internazionali equilibrate, questa politica potrebbe trasformare la RDC in uno dei poli formativi più dinamici dell’Africa centrale. In un continente che si prepara a diventare il baricentro demografico del mondo, le università non sono un lusso: sono l’infrastruttura invisibile del futuro.




Orlando: il Consolato Onorario d’Italia amplia la sua area di competenza in Florida

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imagesIl Consolato Generale d’Italia a #Miami ha reso ufficiale un importante ampliamento territoriale della circoscrizione del Consolato Onorario d’Italia a #Orlando, con l’obiettivo di rafforzare e rendere più capillare l’assistenza consolare ai cittadini italiani residenti nella Florida nord-orientale.

Fino ad ora l’Ufficio Consolare Onorario di Orlando serviva una parte della Florida, ma con la recente decisione la sua competenza territoriale si estende ora su ben 15 contee dello Stato, oltre alla città di #Jacksonville. Questo significa che un numero molto maggiore di italiani e loro famiglie potrà avere accesso locale più semplice ai servizi consolari, come informazioni, assistenza nelle pratiche burocratiche e supporto istituzionale, senza doversi recare fino al Consolato di Miami.

Tra le contee ora incluse nella circoscrizione ci sono: Flagler, Putnam, Saint Johns, Clay, Duval, Volusia, Lake, Seminole, Orange, Brevard, Osceola, Indian River, Polk, oltre naturalmente a Jacksonville, una delle città più popolose della Florida settentrionale.

L’ampliamento è stato deciso per rispondere alla crescita della comunità italiana in questa vasta area geografica e migliorare l’efficacia dell’assistenza consolare, soprattutto per chi vive lontano dalla sede principale di Miami.

Il Consolato Generale ha anche voluto ringraziare la Console Onoraria di Orlando, Antonella Brancaccio, per il suo costante impegno e la dedizione con cui ha servito la collettività italiana, contribuendo a consolidare i legami tra istituzioni e cittadini sul territorio.

Questo allargamento facilita le pratiche consolari di base, come il riconoscimento di documenti, l’assistenza in caso di difficoltà o emergenze, e l’accesso alle informazioni istituzionali per chi vive lontano dagli uffici principali. Per molti italiani residenti nella vasta area tra Orlando e Jacksonville, significa avere un punto di riferimento più vicino e facilmente raggiungibile.




Una idea per riformare il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223Durante un incontro con la comunità italiana nella città catalana, Pietro Mariani, esponente del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), ha proposto un ambizioso progetto di riforma dell’organo che rappresenta gli italiani nel mondo.

Il CGIE è l’ente consultivo che collega gli italiani residenti all’estero con le istituzioni italiane, offrendo pareri e proposte su temi che spaziano dai diritti civili alla promozione culturale e sociale delle comunità italiane nel mondo. È composto da 63 membri: 43 eletti tra le comunità all’estero e 20 nominati dal governo italiano.

Secondo Mariani, la struttura attuale del #CGIE potrebbe essere aggiornata per renderla più efficace e vicina ai bisogni delle comunità italiane, soprattutto in un’epoca in cui il mondo globalizzato richiede forme di rappresentanza più agili e partecipative.

La proposta di riforma — ancora in fase di elaborazione — mira a rafforzare il ruolo consultivo e decisionale del Consiglio, migliorando la sua capacità di incidere sulle politiche che riguardano gli italiani all’estero e potenziando la collaborazione tra CGIE, Com.It.Es (Comitati degli Italiani all’Estero) e istituzioni italiane.

Mariani ha discusso l’idea con delegati e membri della comunità italiana a Barcellona, auspicando un dibenere costruttivo e condiviso su eventuali modifiche, anche attraverso confronti con esponenti istituzionali in Italia e nelle circoscrizioni estere.

Questa proposta interviene in un momento di rinnovata attenzione verso la partecipazione degli italiani all’estero alla vita politica e culturale del nostro Paese, con l’obiettivo di creare un dialogo più stretto e moderno tra le comunità globali e le istituzioni italiane.




Un ponte tra Sicilia e America: 21 mila motivi per credere nella solidarietà

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983256La comunità di #Letojanni riceve un importante segnale di vicinanza dalla comunità italo-americana. Grazie all’iniziativa promossa da #Tony Di Piazza e dall’#Associazione Culturale Italiana di New York, è stata raccolta una significativa somma destinata alla ricostruzione del parco giochi comunale, gravemente danneggiato dal ciclone Harry.

Il Sindaco di Letojanni ha espresso profonda gratitudine per il gesto di solidarietà:

«Questo contributo rappresenta molto più di un aiuto economico. È la dimostrazione concreta che la nostra comunità non è sola. Restituire ai bambini uno spazio sicuro, inclusivo e sereno significa investire nel futuro del nostro territorio e rafforzare il senso di comunità».

Alla dichiarazione del Sindaco si unisce Fucsia Nissoli Fitzgerald, che racconta come sia nata questa iniziativa:

«Dopo aver pubblicato un post di solidarietà per Letojanni, Tony Di Piazza lo ha visto e mi ha chiamata immediatamente per chiedere come potersi rendere utile. Questo è il tratto che più lo distingue: una disponibilità sincera, immediata. un uomo sinceramente umano e generoso, che sente forte il legame con la propria terra e che, davanti a una difficoltà, non resta spettatore ma si attiva con responsabilità

Un gesto che conferma come il legame tra la #Sicilia e i suoi figli nel mondo non sia solo memoria delle radici, ma responsabilità viva e concreta verso la propria terra.




L’ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo in visita ufficiale nella British Columbia

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visita ufficiale dellambasciatore ditalia in canada cattaneo nella provincia di british columbia immagine1Dal 11 al 13 febbraio, l’Ambasciatore d’Italia in #Canada, Alessandro Cattaneo, ha compiuto una visita ufficiale nella Provincia della #British Columbia, rafforzando legami istituzionali, economici e con la comunità italiana presente nella regione.

A #Victoria, capitale provinciale, Cattaneo è stato accolto dalla Lieutenant Governor Wendy Cocchia, con la quale ha discusso il profilo in crescita delle relazioni economiche, sociali e culturali tra l’Italia e la British Columbia.

Durante la sua permanenza, l’ambasciatore ha partecipato al tradizionale “Discorso del Trono” presso l’Assemblea legislativa e ha firmato il libro di condoglianze in memoria delle vittime della recente tragedia scolastica di Tumbler Ridge.

Ampio spazio è stato dedicato agli incontri di carattere economico e commerciale: Cattaneo ha incontrato rappresentanti di imprese italiane e canadesi impegnate nei settori della difesa, delle infrastrutture e dell’edilizia. Ha inoltre preso parte al Forum italo-canadese sull’edilizia sostenibile, evento organizzato dalla #Camera di Commercio italiana per il Canada occidentale durante la Fiera #Buildex.

Una tappa significativa della visita è stata al #TRIUMF, il prestigioso centro di ricerca nucleare di Vancouver, dove lavorano molti scienziati italiani ed è forte la cooperazione tra istituzioni scientifiche dei due Paesi.

Sul fronte dell’internazionalizzazione delle imprese, l’ambasciatore ha visitato l’#Ufficio ICE e la #Camera di Commercio italiana a Vancouver, accentuando l’importanza dello sviluppo commerciale tra Italia e Canada.

Infine, Cattaneo ha avuto incontri calorosi e partecipati con la collettività italiana locale e con i suoi organismi rappresentativi, ComItEs e CGIE, presso il Centro Culturale Italiano di Vancouver e il Centro di assistenza italiana di Victoria, sottolineando il ruolo vitale delle comunità italiane nella promozione dei legami tra i due Paesi.




Oggi l’assemblea del Comites di Montreal

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comites montreal logo imageStasera, alle ore 19,30, nella sede del Comitato ed in modalità telematica sulla piattaforma Zoom, si riunirà il Comites di #Montreal. All’ordine del giorno figurano, tra l’altro l’approvazione del Bilancio preventivo (Cap.3103 e 3106) per l’anno 2026; la decisione definitiva sulla data del convegno informativo dedicato alle nuove disposizioni sulla cittadinanza italiana; varie ed eventuali.




Cittadinanza minori all’estero: ok alla proroga fino al 31 maggio 2029

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capturaÈ stata approvata in Parlamento la proroga dei termini per la registrazione e l’acquisto della #cittadinanza italiana dei minori nati all’estero, fissando la nuova scadenza al 31 maggio 2029.

La notizia è stata resa pubblica dal vicepresidente del MAIE, #Vincenzo Odoguardi   (nella foto) che ha dato comunicazione dell’approvazione dell’emendamento promosso dal Movimento Associativo Italiani all’Estero.

L’emendamento consente ai genitori cittadini italiani per nascita di presentare la dichiarazione di volontà per l’acquisto della cittadinanza da parte dei figli minorenni entro le ore 23:59 del 31 maggio 2029, superando il precedente termine del 31 maggio 2026 previsto dalla normativa transitoria.

La misura riguarda in particolare i minori nati all’estero prima del 25 maggio 2025 che risultavano ancora minorenni al momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, offrendo tre anni aggiuntivi per completare le procedure consolari.

Secondo quanto sottolineato dal #MAIE, la proroga rappresenta una risposta concreta alle difficoltà operative dei consolati e ai ritardi amministrativi, evitando che molte famiglie italiane residenti all’estero possano perdere un diritto fondamentale per cause non dipendenti dalla loro volontà.




Italiani all’estero, il MAIE chiede il voto nel 2026: stop ai rinvii

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regolecomitesvertNegli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito il tema del rinnovo dei #Comites e del #CGIE, gli organismi che rappresentano gli italiani che vivono fuori dai confini nazionali. Sul tavolo ci sono due visioni molto diverse su come e quando questo rinnovo dovrebbe avvenire.

Da una parte, realtà storiche come il #MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero e il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) hanno ribadito con forza una posizione chiara e responsabile: non si possono accettare proroghe che rinviano ancora il voto. Per MAIE e #CTIM, il 2026 deve essere l’anno in cui finalmente si torna a votare, rispettando le scadenze previste dalla legge e dando così voce agli italiani all’estero.

Il MAIE, attraverso il senatore Mario Borghese, ha sottolineato che prorogare il rinnovo degli organismi rappresentativi significa indebolire il principio democratico fondamentale del voto. È una posizione coerente con la volontà di molti italiani residenti all’estero, che chiedono di scegliere i propri rappresentanti attraverso elezioni regolari e trasparenti, non attraverso continui slittamenti.

Al contrario, alcune frange politiche – incluse parti di #Fratelli d’Italia e del #Partito Democratico – stanno spingendo per rinvii che potrebbero portare il rinnovo ben oltre il 2026. In particolare il deputato Andrea Di Giuseppe, eletto all’estero con FDI, ha espresso orientamenti che si allineano più a posizioni prorogatrici che non alla richiesta di rinnovare l’impegno democratico attraverso il voto. Questa posizione non solo appare distante da quelle del CTIM e del MAIE, ma – secondo molti – rischia di lasciare un segnale negativo agli italiani nel mondo, facendo sembrare prioritario l’interesse politico di parte rispetto alla partecipazione democratica dei cittadini.

Insomma, mentre CTIM e MAIE chiedono con determinazione di rispettare i tempi e restituire dignità alla rappresentanza degli italiani all’estero, altre forze sembrano più inclini a rinviare ancora il momento del voto, con motivazioni che suscitano perplessità e critiche.




Una mostra per i “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo”

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50 anni insieme agli emiliano romagnoli nel mondoimmagine10Si intitola “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” la mostra progettata e realizzata dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo per celebrare mezzo secolo di storia della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un’istituzione che dal 1974 accompagna, rappresenta e valorizza le comunità regionali all’estero. La mostra inaugurata il 13 febbraio presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa e resterà visitabile fino al 27 febbraio, negli orari di apertura della biblioteca. (lun.-ven. 9-13; mar. 9-17)

Il percorso espositivo ricostruisce, attraverso pannelli, immagini, documenti, materiali multimediali e contenuti audiovisivi, l’evoluzione della Consulta e delle politiche regionali rivolte agli emiliano-romagnoli nel mondo, intrecciando storia istituzionale e storie di persone, associazioni e territori. Il cuore della mostra è una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici, che raccontano la nascita, la trasformazione e il consolidamento della Consulta fino alla sua configurazione attuale, mettendo in luce i passaggi legislativi fondamentali, i cambiamenti organizzativi e le principali priorità politiche di ciascuna fase. Accanto alla dimensione storica e istituzionale, un’ampia sezione è dedicata alle comunità emiliano-romagnole nel mondo: i numeri dell’emigrazione, la diffusione geografica, il ruolo delle associazioni, le reti di solidarietà, l’impegno culturale e sociale che, nel tempo, ha reso queste comunità un patrimonio vivo per la Regione. Un focus specifico è riservato alle politiche giovanili della Consulta, che negli anni hanno promosso il protagonismo delle nuove generazioni, il ricambio associativo, la formazione, la mobilità e il dialogo tra giovani all’estero e territorio regionale. Progetti ed esperienze che raccontano un’idea di emigrazione non solo come memoria, ma come risorsa contemporanea. La mostra è pensata come esperienza multimediale: QR code accompagnano il visitatore lungo il percorso e consentono di accedere a immagini, podcast, video, documenti e approfondimenti, in gran parte disponibili anche sul Museo virtuale delle migrazioni MIGRER, che arricchisce e prolunga la visita oltre lo spazio fisico (migrer.org). La mostra è impreziosita dal documentario “Fili invisibili”, realizzato dall’Ufficio informazione e comunicazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che attraverso voci, testimonianze e immagini restituisce il senso profondo dei legami che uniscono l’Emilia-Romagna alle sue comunità nel mondo. Il documentario verrà proiettato sempre durante l’evento di inaugurazione della mostra presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa, alle ore 18. “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” è una mostra che racconta una storia collettiva fatta di partenze e ritorni, di identità che si trasformano, di relazioni che resistono al tempo e alla distanza, e di un’istituzione che ha saputo evolversi facendo tesoro del proprio passato. Oltre alla mostra, anche “Fili invisibili”: il documentario realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa della Regione in occasione dei 50 anni della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo . Un racconto per immagini e testimonianze che attraversa oltre cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna. In circa 50 minuti si racconta come è cambiata l’emigrazione dalla regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. Arricchito da materiali d’archivio, dalle interviste a ex presidenti, filmati d’epoca, testimonianze di emigrati che hanno formato le prime comunità all’estero, il documentario racconta anche storie poco conosciute, come quella del naufragio dell’Arandora Star del 1940 raccontato dal presidente, Matteo Daffadà, e quella del Piccolo Museo dell’emigrante di Monghidoro con le sue lanterne, i suoi zoccoli e le sue lettere “scoperto” dalla vicepresidente Elena Ugolini. Non mancano le testimonianze dei “discendenti”, i figli di seconda e terza generazione di emigrati, come Paola, che dall’Argentina è tornata a San Giovanni in Persiceto seguendo le sue origini, e come Maura e Catalina che grazie ai progetti realizzati dalla Consulta hanno potuto conoscere la terra dei loro nonni. Il documentario, in circa 50 minuti, racconta come è cambiata l’emigrazione dalla nostra regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. Il documentario è disponibile dal 13 febbraio su YouTube (Inform)