Una piazza per gli italiani a Chicago: l’orgoglio del CTIM

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piazza italia 2Dopo 2 anni d’intenso lavoro, si è inaugurata a Chicago la Piazza d’Italia nella zona della cosiddetta “Little of Italy”. La cerimonia è iniziata con gli inni nazionali statunitense e italiano, e dopo la benedizione da parte del parroco della chiesa della Madonna di Pompei, il Console Generale D’Italia a Chicago Thomas Botzios ha ringraziato il Comites, ed il pres. Vaniglia per l’iniziativa di alto significato, ed ha evidenziato l’importanza del contributo dell’emigrazione italiana in una delle più importanti città degli Stati Uniti.

Carlo Vaniglia ideatore della manifestazione ha sottolineato che assieme ai collaboratori del CTIM ha costantemente lavorato per circa due anni, interagendo con le Autorità locali affinché si ottenesse l’autorizzazione per dedicare all’Italia e agli immigrati italiani la piazza per la loro integrazione. Si tratta di cittadini e cittadine che hanno permesso di far crescere la metropoli di Chicago.

Alla cerimonia hanno partecipato più di cento connazionali. Anche la rappresentante dell’Associazione in Illinois delle donne Puertoricane Vilma Colom, si è voluta complimentare per la cerimonia, dopo la sfilata delle bandiere rappresentanti tutte le regioni d’Italia, delle due nazioni e della città Chicago.

Il Presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e rappresentante del CGIE, Vincenzo Arcobelli, ha osservato che grazie all’impegno costante del CTIM, e del Presidente del Comites Vaniglia, “si è riusciti a mettere assieme tutte le forze associative italiane, politiche, diplomatiche ed istituzionali per poter raggiungere con successo una giornata di italianità che certamente rimarrà nella storia”.

Foto di gruppo, con il Comites, guidato dal pres. Carlo Vaniglia, la delegazione CTIM promotrice dell’evento, ed il Capo della Rappresentanza Diplomatica Italiana a chicago Cons. Gen. Thomas Botzios.

da primadituttoitaliani.com




Referendum: il vademecum del Cgie per gli elettori all’estero

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23cgieIn vista del prossimo referendum sulla giustizia, il Consiglio generale degli italiani all’estero ha predisposto una sorta di vademecum in cui chiarisce il contenuto dei quesiti, su cui i connazionali dovranno esprimersi, e ricorda modalità e tempistiche del voto.
Il prossimo 12 giugno, infatti, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su 5 quesiti referendari sulla giustizia, promossi e presentati insieme dalla Lega e dai Radicali Italiani.
Alcuni hanno a che fare con l’ordinamento giudiziario e con temi che sono al centro della discussione da parecchio tempo, due riguardano invece profili specifici in materia di processo penale e di contrasto alla corruzione. Alla consultazione referendaria partecipano quasi cinque milioni di elettrici e elettori italiani residenti all’estero. A differenza delle elezioni legislative, per i referendum il voto degli italiani all’estero è determinante per il computo del quorum.
Vista la scarsa informazione sui contenuti referendari, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha deciso di redigere e pubblicare una puntuale spiegazione di ogni quesito per permettere e mettere in condizione le elettrici e gli elettori residenti all’estero di poter scegliere e votare consapevolmente.
Tutti gli approfondimenti sono pubblicati nel portale: www.cgieonline.it.
Cinque le schede per altrettanti quesiti sottoposti a referendum abrogativi, che, cioè, chiedono l’abrogazione totale o parziale di leggi o atti con valore di legge esistenti. Affinché il referendum sia valido deve essere raggiunto il quorum di validità: cioè deve partecipare alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto. Affinché la norma oggetto del referendum stesso sia abrogata, la maggioranza dei voti validamente espressi deve essere “sì”.
RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM
A differenza del referendum costituzionale confermativo, in Italia per un quesito abrogativo come quelli in votazione prossimamente è previsto il quorum perché l’esito delle urne sia valido. In parole povere: per i 5 referendum sulla giustizia posti in votazioni il 12 giugno 2022 dovrà esprimersi almeno il 50% più uno degli elettori.
SI PUÒ RIFIUTARE LA SCHEDA O ALCUNE DI ESSE?
Ai cittadini italiani all’estero sarà inviato per posta un plico contenente 5 schede, sulle quali saranno scritti i quesiti, e basterà tracciare una X sul “Sì” (per chiedere di abrogare e annullare una legge o una parte di essa) o sul “No” (perché resti tutto come adesso). Gli elettori avranno la possibilità di rifiutare una o più schede, per non essere conteggiate in quella determinata consultazione e, quindi, non influire sul relativo quorum. Tutte le informazioni sono pubblicate anche sul sito del Ministero dell’Interno.
QUANDO E COME SI VOTA ALL’ESTERO?
Il voto nella circoscrizione estero si svolgerà come sempre per corrispondenza. Entro il 25 maggio (i giorni saranno tra il 24-25) tutte le buste di voto verranno spedite dalle sedi della rete diplomatico-consolare via posta a tutte le elettrici e a tutti gli elettori residenti all’estero, iscritti all’AIRE e registrati nelle anagrafi consolari. È importante per chi avesse cambiato indirizzo e non lo avesse ancora comunicato al proprio Consolato, di farlo per essere certo di ricevere il plico alla propria residenza. La data importante è il 9 giugno: tutte le buste di voto devono esserci restituite entro le ore 16.00 del giorno 9 giugno. Il termine è perentorio, quindi voti recapitati oltre tale orario non potranno essere considerati validi. I connazionali all’estero potranno, quindi, votare la scheda non appena ricevuta a casa loro e rinviarla via posta, evitando di attendere all’ultimo giorno.
Dopo il 25 maggio le sedi della rete diplomatico-consolare segnaleranno la spedizione e informeranno su cosa fare nel caso non fosse pervenuto il plico alla propria residenza. Per imprevisti si suggerisce di consultare i portali delle Ambasciate e dei Consolati italiani.
VOTANO ANCHE I RESIDENTI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO
Anche i cittadini italiani temporaneamente all’estero, che hanno fatto domanda preventiva presso i loro comuni di partecipare alle votazioni, potranno votare per corrispondenza per il referendum del 12 giugno 2022.
SU COSA SI VOTA AL REFERENDUM DEL 12 GIUGNO 2022.
Sono 5 i quesiti ammessi dalla Corte Costituzionale per i referendum del 12 giugno. Per ciascuno, sul sito del Cgie è presente un approfondimento preceduto dal testo del quesito.
Il primo riguarda la modalità di elezione del Csm: si chiede che non ci sia più l’obbligo di un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura. Qui la scheda completa.
Il secondo, i Consigli Giudiziari: il quesito chiede che gli avvocati, parte di Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità. Qui la scheda completa.
Il terzo quesito riguarda la separazione delle funzioni dei magistrati: si chiede lo stop delle cosiddette “porte girevoli”, impedendo al magistrato durante la sua carriera di passare dal ruolo di giudice (che appunto giudica in un procedimento) a quello di pubblico ministero (coordina le indagini e sostiene la parte accusatoria) e viceversa. Qui la scheda completa.
Il quarto quesito riguarda le misure cautelari: si chiede di togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo. Qui la scheda completa.
Infine, il quinto riguarda l’abrogazione della Legge Severino sull’incandidabilità dei parlamentari, nella parte che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi. Qui la scheda completa. (aise) 

L’Ambasciata di Santo Domingo pubblica oggi un aggiornamento con le istruzioni per il voto. Di seguito il link per accedervi:

https://ambsantodomingo.esteri.it/ambasciata_santodomingo/resource/doc/2022/05/istruzioni_referendum_abrogativi_2022__1_.pdf




Il valore degli emigrati per la rigenerazione di Settefrati

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23settefratiUna proposta innovativa che vuole diventare una best practice, un modello, che vuole collegare le comunità italiane all’estero, specie dall’America del Nord, e l’Italia; così come vuole creare un ponte generazionale e rivitalizzare una cittadina in spopolamento costante. Questo, in sintesi, è il progetto di “Rigenerazione di Settefrati attraverso il Turismo delle Radici”, presentato questo pomeriggio alla Camera promosso dalla deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, Fucsia Fitzgerald Nissoli. All’iniziativa ha partecipato, oltre a Claudia Bettiol, del Premio Town Ambassador nonché coordinatrice del progetto, Riccardo Frattaroli, il Sindaco di Settefrati, Tony Malizia, del Canneto Society di Toronto, e Giampaolo D’Andrea, Consigliere del Ministro Beni culturali e Storico, anche il Consigliere d’Ambasciata – Responsabile del Progetto “Turismo delle radici” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Giovanni Maria De Vita.
Un progetto che coinvolge i giovani originari di Settefrati che vivono all’estero, i discendenti degli emigrati che devono dare nuovi stimoli e nuove emozioni a una città in cui i giovani sostanzialmente non ci sono, stabilendo così delle relazioni continuative con il loro paese di origine. Un progetto “interculturale, intergenerazionale, internazionale e inclusivo di tutti gli operatori di eccellenza della Valle di Comino”. Un progetto il cui cuore si basa sull’arrivo di alcuni giovani italiani all’estero che si recheranno nella cittadina laziale coordinati da tutor senior per rivitalizzare in diversi settori la zona.
Per due mesi, i Town Ambassador di Settefrati, Tony Malizia dal Canada, Antonia di Preta e Antonio Vitti Jr dagli USA, coordinati da Claudia Bettiol, si sono incontrati digitalmente cercando di risolvere tutte le delicate questioni che nascevano da questa sfida.
Questo progetto rappresenta infatti “una proposta che unisce le diverse sponde dell’oceano e le diverse generazioni con un ponte di amore e di opportunità di impresa per ripopolare Settefrati”, ha spiegato Claudia Bettiol, che ha aggiunto: “ci sono più giovani settefratesi in Canada che nel territorio della cittadina laziale. Frequentando e avendo parlato con tantissimi di questi giovani settefratesi all’estero, ci siamo detti: “servono loro per rianimare il paese”. E per questo volevamo attrarre i nomadi digitali, li abbiamo coinvolti, specie quelli provenienti da USA, Canada, Inghilterra e Scozia. I giovani dall’America sono venuti in Italia per lavorare in vari settori, a partire da quello culturale, svolgendo i loro compiti come tutori. Un progetto ampio che coinvolge giovani. Abbiamo fatto tutto con amore, per il territorio, per i giovani e per il futuro”.
Il Sindaco Frattaroli, prendendo parola, ha evidenziato come “non vedesse l’ora di poter attuare questo progetto con gli emigrati. Stare lontano dal proprio paese fa capire l’animo dei connazionali all’estero. Andare negli USA o in Canada e parlare coi giovani di questi progetti ha avuto una risposta fortissima. Con questo progetto si è sfondata una porta già aperta, e per questo bisogna ringraziare Claudia Bettiol. Da quando abbiamo lanciato questa idea, questi giovani sono impazziti. Non mi lasciano in pace neanche la notte. È sorprendente l’entusiasmo di tutti i partecipanti, di tutte le età, che hanno voglia di stare in Italia. Una catena che va rafforzata. Perché questi settefratesi all’estero non vengono qui per “prendere”, ma vengono per “dare”. Io credo che la soluzione di questo progetto sarà un qualcosa di esplosivo. Noi stiamo mettendo una miccia. I giovani italiani all’estero vogliono considerazione. E diventano soldati, non solo del turismo delle radici, ma dell’economia del Paese”.
Dal Canada è intervenuto poi Tony Malizia, che ha esposto il valore dell’emigrazione nel Paese nordamericano: “siamo rimasti italianissimi, anche se da lontano. Io come tanti altri sono riuscito a intervenire nelle nostre comunità per tenere acceso la fiaccola dell’amore per il nostro Paese. Ho provato a trasferire questo amore alle seconde e terze generazioni. Siamo nella fase di fare questo, abbiamo un successo quasi incredibile, con queste nuove generazioni che sono pronte a riscoprire le radici. Il nostro scopo è stato ri-inseminare l’amore per l’Italia. E loro si stanno facendo trovare entusiasti”. “I giovani all’estero sono ansiosissimi di visitare la Val Comino e il Lazio – ha concluso -. Portano nel cuore il paese. E ci occorre una spinta affinché l’Italia accolga questi ragazzi, perché sennò sarà un’occasione che si perderà”.
La deputata Nissoli, promotrice dell’iniziativa odierna, ha spiegato in apertura come questa iniziativa possa diventare una best practice: “la prima volta che ho sentito di questo progetto è stato da una persona di Toronto. È un progetto ponte che unisce le due sponde dell’oceano, ma anche intergenerazionale. Un progetto di creazione di nuovi legami fra generazioni, che unisce. Un passaggio di testimone fra generazioni, le cui ultime vogliono conoscere le loro origini, ma spesso incontrano ostacoli insormontabili, e non riescono a sfruttare i vantaggi della loro doppia cultura”.
Per il MAECI ha preso parte a questa presentazione il Consigliere De Vita: “il Ministero è coinvolto in questa iniziativa in virtù del legame che ha con le comunità all’estero. Questo è un progetto di investimento che vuole consolidare una nuova sensibilità sull’argomento. È già emersa nei territori, questa sensibilità. E i territori guardano al MAECI come punto di riferimento e di coordinamento. Le comunità all’estero sono una realtà importantissima, non ci stancheremo mai di dirlo. Quasi 80 milioni sono gli italo-discendenti nel mondo e fanno parte di questa realtà perché conoscono e vivono il sentimento dei viaggi delle radici. Come MAECI vogliamo creare un’offerta strutturata di turismo delle radici. I fondi che noi gestiamo per questo tipo di turismo (20 milioni) guardano infatti ai piccoli borghi e al loro rilancio. Speriamo che quella del Turismo delle Radici sia un’opportunità per far conoscere non solo l’Italia alle comunità italiane all’estero, ma anche il valore delle comunità all’estero agli italiani in Italia. Per questo stiamo mettendo a punto un progetto di investimento per creare una situazione coordinata che passerà anche dagli enti locali. E questo di oggi può essere uno strumento importante per cementificare i rapporti tra comunità all’estero e l’Italia”. “Creare una collaborazione continuativa è lo scopo del nostro progetto – ha infine concluso -. L’Italia è fatta di campanili, e noi vorremmo che questi campanili funzionino da basi per creare un ponte. Per questo c’è grande bisogno di iniziative concrete come quella presentata oggi”. (l.m.\aise) 




Brasile: l’ambasciatore Azzarello in visita ufficiale negli stati di Bahia e Pernambuco

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23azzarelloSi è conclusa ieri, 22 maggio, con la visita al centro assistenziale di eccellenza della Fraternità Francescana di Betania, nella favela di San Cristoforo a Salvador, la visita ufficiale dell’Ambasciatore d’Italia a Brasilia, Francesco Azzarello, negli stati di Bahia e Pernambuco.
Il diplomatico si è recato anche nella favela di Novos Alagados di Salvador, visitando il centro educativo Giovanni Paolo II dell’Associazione Umano Progresso, progetto cui l’AVSI lavora con successo dal 1992.
A Salvador, l’Ambasciatore, accompagnato dalla Console per la Regione Nord-est Fioroni e dal Console Onorario per Bahia Garziera, ha incontrato il Vice Governatore ed il Sindaco, con i quali ha discusso di cooperazione bilaterale nei settori infrastrutturale, turistico, agroalimentare, città intelligenti, sicurezza urbana e gestione rifiuti. Salvador è gemellata con Firenze e Sciacca. Al Teatro Castro Alves è stato approfondito un progetto culturale cine-musicale. L’Ambasciatore ha anche visitato la Casa d’Italia, il Consolato Onorario e gli importanti restauri a guida italiana nella Cattedrale.
Nello stato di Pernambuco, Azzarello ha visitato il Consolato di Recife, la sede del Comites del Nord-est, la Casa d’Italia e la Società Dante Alighieri, incontrando poi Governatore, Sindaco e Federazione Industriali, ai quali ha chiesto un’analisi delle potenzialità bilaterali. Recife sta finalizzando un gemellaggio con Venezia.
In entrambi gli stati l’Ambasciatore si è intrattenuto con le collettività e gli imprenditori italiani, approfondendo le realtà ed opportunità locali, nonché il livello dei servizi consolari.
Sia a Pernambuco che a Bahia sono presenti importanti società italiane ma, secondo l’Ambasciatore Azzarello, “i margini di miglioramento nei diversi settori sono notevolissimi. Abbiamo tutti molto lavoro da fare. Alle Autorità locali ho manifestato il vivo interesse e disponibilità dell’Italia a contribuire allo sviluppo di una regione di straordinaria cultura e potenziali ricchezze, onde favorire il superamento delle criticità sociali”. (aise) 




Passaporti in Colombia: missione consolare a Cartagena

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passaportocartinaL’Ambasciata italiana in Colombia sta organizzando una missione consolare a Cartagena: il prossimo 31 maggio, funzionari consolari saranno in città per raccogliere le impronte digitali dei connazionali residenti nel Dipartimento del Bolivar, Cordoba, Sucre, San Andres e Providencia che hanno bisogno di rinnovare il passaporto.
L’appuntamento va prenotato attraverso il portale Prenot@mi dopo essersi registrati secondo le istruzioni presenti nel sito web dell’Ambasciata.
Nel dare notizia della prossima missione, l’Ambasciata invita i connazionali interessati a leggere con attenzione le istruzioni relative ai documenti che dovranno essere presentati il giorno dell’appuntamento nella pagina web dedicata.
La tariffa consolare dell’articolo 27 relativa al trimestre aprile – giugno, il cui pagamento è requisito essenziale per il rilascio del passaporto, è pari a 517.400 COP. (aise) 




Lucani nel mondo: Mattarella “premia” il medico emigrato in Brasile dal Melandro

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22medaglia“Siamo lieti di apprendere che il Presidente Mattarella, su proposta del Ministero per gli Affari Esteri, ha conferito al nostro concittadino, dottor Francesco Agoglia, l’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia”. Così il sindaco di Satriano di Lucania, Umberto Vita, in una notizia anticipata dalla testata giornalistica “Basilicata24”.
L’onorificenza – si legge nell’articolo – sarà consegnata il 2 giugno nell’ambito delle manifestazioni previste in occasione della Festa della Repubblica, presso la sede del Consolato di Rio de Janeiro.
Agoglia, continua il sindaco, “nato a Savoia di Lucania in provincia di Potenza e cresciuto a Satriano di Lucania è un affermato professionista in Brasile, dove ha lavorato come medico epato-gastroenterologo presso l’Ospedale Italiano di Rio de Janeiro. È stato altresì Presidente del “Gruppo del fegato”, associazione che raggruppa i medici epato-gastroenterologi dello Stato di Rio de Janeiro ed anche presidente ed animatore dell’Associazione dei “Satrianesi e della Valle del Melandro” che raggruppa parte dei lucani residenti a Rio de Janeiro”.
Dalle pagine del giornale online, quindi, Vita invia “a nome mio personale, di tutta l’amministrazione comunale e della cittadinanza le più sincere congratulazioni per i traguardi professionali raggiunti da Francesco Agoglia e le più vive felicitazioni per l’importante onorificenza conseguita””. (aise) 




Enzo Odoguardi, coordinatore MAIE per il Nord America, incontra il presidente del Comites di Boston

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Enzo Odoguardi, coordinatore MAIE per il Nord America, ha incontrato oggi il presidente del Comites di Boston, Alberto Mustone.

“È stato, come sempre, un grande piacere dialogare con lui e soprattutto trattare tematiche inerenti a ciò che più sta a cuore alla comunità italiana residente nel Massachusetts” ha dichiarato Odoguardi al termine del proficuo e cordiale incontro.




Passaporti e non solo: da Tel Aviv missione consolare a Beer Sheva

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passaportiUn team della Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Israele si recherà a Beer Sheva giovedì prossimo 26 maggio per erogare una serie di servizi consolari a favore dei connazionali residenti nel Sud del Paese, con priorità alle persone più anziane e con problemi di mobilità.
In particolare i servizi consolari previsti per l’occasione sono: l’acquisizione delle impronte digitali e l’accoglimento delle domande per il rilascio di un nuovo passaporto; l’identificazione personale per il rilascio delle credenziali di identità digitale SPID; e l’accertamento di esistenza in vita a favore dei beneficiari di pensioni INPS e MEF.
L’iniziativa, organizzata con il supporto del Comites di Tel Aviv e in collaborazione con l’agente consolare dell’Ambasciata a Beer Sheva, rappresenta la seconda tappa di un tour che lo scorso marzo ha già interessato, riscuotendo notevole successo, la città di Haifa, ricorda l’Ambasciata che, con questa iniziativa intende, da un lato, rendere più immediatamente accessibili i propri servizi alle persone che abitano in aree del Paese distanti da Tel Aviv, specie se anziane o con problemi di mobilità; e, dall’altro, di favorire una maggiore diffusione della “cittadinanza digitale”, coadiuvando i connazionali residenti in Israele nell’ottenimento di SPID e illustrando i servizi online della Pubblica Amministrazione cui è possibile accedere tramite le credenziali di identità digitale.
In questa occasione, il personale dell’Ambasciata resterà a disposizione degli utenti anche per informazioni/chiarimenti sulle modalità di voto all’estero in vista delle prossime consultazioni referendarie del 12 giugno.
L’Ambasciata incontrerà la comunità di Beer Sheva in Shay Agnon 4/10. È possibile prenotare l’appuntamento scrivendo una mail entro lunedì, 23 maggio, a consolato.telaviv@esteri.it e avendo cura di inserire nell’oggetto “BEER SHEVA_26 maggio 2022”; specificare il tipo di servizio richiesto; e indicare il proprio nome, cognome e contatto telefonico.
Il personale del Consolato risponderà alla mail confermando l’appuntamento e fornendo tutti i dettagli utili. (aise) 




Enzo Odoguardi, coordinatore MAIE Nord America, incontra il coordinatore MAIE Miami, Paolo Mangia

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283289217 556976699126134 4874653536784211354 nIl nuovo coordinatore del MAIE per il Nord America, Enzo Odoguardi, ha incontrato nelle ultime ore il Coordinatore MAIE per Miami, Paolo Mangia (foto).
Nelle prossime settimane avrà luogo il primo incontro operativo con il Coordinamento locale al completo.
É la prima di una serie di visite ai rappresentanti delle comunità italiane negli USA che Odoguardi effettua nella sua veste di Coordinatore del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) – Nord America.
“É l’inizio di un nuovo percorso e desidero, assieme a tutti voi, raggiungere obiettivi concreti in favore della comunità italiana negli Stati Uniti d’America e il Canada!” afferma.
Le prossime tappe lo vedranno a Boston e a New York.



Referendum 12 giugno. Per cosa voteremo

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img Potremmo quasi dire “referendum, questo sconosciuto” visto che di quanto saremo chiamati a votare il prossimo 12 giugno se ne parla poco anche in patria.

Si tratta di cinque referendum abrogativi in tema di giustizia cui gli italiani,  tanto quelli residenti in Italia come quelli che vivono all’estero, dovranno esprimersi.

Vediamoli nel dettaglio, secondo le informazioni che riprendiamo da Sky Tg24.

1) ABROGAZIONE DECRETO SEVERINO – Uno dei quesiti di bandiera mira ad abolire il decreto legislativo 235 del 2012, detto anche legge Severino. Prescrive che chi viene condannato in via definitiva a più di due anni di carcere per reati di allarme sociale, contro la pubblica amministrazione e non colposi (per i quali è comunque prevista la reclusione) diventa incandidabile. La condanna definitiva per uno dei reati suddetti determina la decadenza del mandato.

Se vincerà il sì al referendum i concetti d’incandidabilità e decadenza verranno abrogati e anche ai condannati in via definitiva verrà concesso di candidarsi o di continuare il proprio mandato. Eventuali divieti di ricoprire cariche torneranno a essere decisi dal giudice, chiamato a decidere caso per caso, come è avvenuto fino al 2012 prima dell’entrata in vigore della legge Severino.

 

2) RIFORMA CSM – Viene indetto il referendum per l’abrogazione delle norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Attualmente, un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme.

Nel caso vincesse il sì, verrebbe abrogato l’obbligo della raccolta firme. Si tornerebbe alla legge del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del Csm presentando semplicemente la propria candidatura.

 

3) VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI – Il referendum mira ad abrogare le norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari. I Consigli giudiziari sono organi ausiliari composti da cariche appartenenti alla magistratura e laici (professori universitari e avvocati). Esprimono “motivati pareri” su diversi ambiti, tra cui le valutazioni di professionalità dei magistrati.

La valutazione della professionalità e della competenza dei magistrati viene poi fatta dal Csm che decide anche sulla base di queste valutazioni. Se vincesse il sì, anche avvocati e professori potranno partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

 

4) SEPARAZIONE DELLE CARRIERE – Si voterà anche il referendum per la separazione delle funzioni dei magistrati, con la richiesta di abrogazione di quelle norme che attualmente consentono il passaggio nella carriera dei magistrati dalle funzioni giudicanti (giudice) a quelle requirenti (pubblico ministero) e viceversa.

Se al referendum vinceranno i sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero o giudice e non potrà scegliere di cambiare indirizzo (cosa che ad oggi avviene con un limite di 4 volte e se sussistono le condizioni).

 

5) MISURE CAUTELARI – Il quesito vuole limitare le misure cautelari, con abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p., in materia di misure cautelari e di esigenze cautelari nel processo penale.

Attualmente le misure cautelari possono essere motivate dal pericolo che la persona indagata sia a rischio reiterazione del reato, di fuga o di alterazione delle prove a suo carico. Se vincerà il sì al referendum verrà abrogata la motivazione della possibile reiterazione del reato.

 

Per quanto concerne gli italiani all’estero, la tradizionale busta con all’interno le schede votate deve pervenire all’Ufficio consolare corrispondente entro – e non oltre – le ore 16:00 (ora locale) di GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2022