Origini Italia: aperte le iscrizioni al programma per italo-discendenti

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21originiitaliaFavorire la collaborazione fra le imprese italiane e i cittadini di origine italiana nel mondo; rafforzare i legami professionali e culturali tra i discendenti degli emigrati e la terra d’origine; sviluppare nei giovani partecipanti nuove competenze di gestione aziendale e di international business con lezioni d’aula, seminari, workshop ed esperienze in azienda. Questi gli obiettivi del programma “Origini Italia in Export Management e Sviluppo Imprenditoriale” destinato ai discendenti degli emigrati italiani nel mondo, le cui iscrizioni si sono aperte in queste ore e lo resteranno fino al prossimo 31 maggio.
Il Corso prevede 2 mesi di sessioni formative a Roma e a Trieste, centrate sui temi dell’imprenditorialità, dell’international business e dell’export management e 3 mesi di stage aziendale. La durata completa del corso è di 5 mesi, di cui 2 che si svolgeranno in aula, e 3 in stage. Il corso, che sarà composto al 100% da studenti internazionali, si svolgerà in lingua inglese. L’età media dei partecipanti è tra i 25 e i 35 anni. È richiesta esperienza di un anno.
Grazie al sostegno finanziario degli enti e delle istituzioni partner, la partecipazione al programma è a titolo completamente gratuito.
Sono inclusi anche: il viaggio di andata e ritorno fra il paese di residenza e la città di Trieste; l’alloggio per il periodo relativo alla durata del corso (incluse le vacanze natalizie); il pranzo nelle giornate di formazione e lavoro per il periodo relativo alla durata del corso.
Il progetto è organizzato in collaborazione con l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e gode del patrocinio del Ministero Affari Esteri ed è supportato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Altre amministrazioni regionali italiane e le Associazioni che riuniscono le famiglie italiane nel mondo collaborano nel progetto.
Per iscriversi è necessario compilare il form nel sito del MIB Trieste – School of Management.

ag. AISE – www.aise.it




Cooperazione Italia-Cina: l’Ambasciatore Li Junhua alla Città della Scienza

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21liLa Città della Scienza ha ospitato in queste ore l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese, Li Junhua, accompagnato dai Ministri Consiglieri per la scienza e tecnologia, Shen Jianlei, e per l’economia, Li Bin, e da altri membri della delegazione. Ad accoglierli il Presidente di Città della Scienza, Riccardo Villari, il Direttore Generale Massimo Cavaliere e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Idis rappresentato da Pina Tommasielli.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per presentare e dialogare con l’Ambasciatore sui risultati del programma di internazionalizzazione dei sistemi ricerca-innovazione che Città della Scienza coordina da diversi anni sia a livello regionale che nazionale: il Sino-Italian Exchange Event promosso dalla Regione Campania con la Beijing Association For Science and Technology-BAST dedicato all’internazionalizzazione dei sistemi regionali di ricerca e impresa attraverso una consolidata azione di cooperazione bilaterale che coinvolge imprese, start up, centri di ricerca e università nella costruzione di partenariati scientifici, tecnologici e commerciali tra Napoli e Pechino e il China-Italy Innovation Forum, programma di cooperazione scientifica e tecnologica promosso da governi dei rispettivi paesi attraverso il Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca e il Ministero Cinese della Scienza e della Tecnologia.
Entrambi i programmi vengono organizzati nell’ambito della Settimana Italia-Cina della Scienza, Tecnologia ed Innovazione organizzata alternativamente in Italia ed in Cina. In oltre 10 anni dell’iniziativa, sono stati firmati 140 nuovi accordi di cooperazione tra enti ed imprese italiane e cinesi.
Nell’ottica di valorizzare gli accordi e le tante collaborazioni nate con il programma, il confronto è avvenuto anche attraverso la diretta testimonianza di “buone pratiche” per evidenziare le opportunità offerte da questi eventi così significativi che si consolidano ogni anno con maggior intensità.
Dopo gli interventi istituzionali hanno preso la parola gli interlocutori di 4 realtà campane che hanno intrattenuto rapporti e dato seguito ad accordi: Luigi Ambrosio, Direttore dell’Istituto dei Polimeri Compositi e Biomateriali del CNR (per il Joint lab sui materiali avanzati con l’Università del Sichuan); Maria Teresa Coppola, Dipartimento di radioterapia oncologica, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale (per la cooperazione per la formazione dei medici cinesi); Giuseppe Morsillo, Presidente del CIRA (per la collaborazione nel campo aeronautico) e Amelia Menna, Ufficio Scientifico del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli (per gli scambi culturali in campo archeologico).
L’ambasciatore ha completato il programma visitando l’incubatore d’impresa Campania NewSteel, incontrando nello specifico due start-up: Tolemaica: PMI innovativa proprietaria della tecnologia brevettata IAC (Instant Automatic Certification) che consente di certificare con valore legale, data e luogo di immagini e audio attraverso smartphone ed altri devices come droni, action cam, satelliti, scanner, telecamere ed E-Lisa: azienda che conduce ricerche scientifiche, brevetta e sviluppa soluzioni digitali nel settore ICT nell’ambito della medicina personalizzata, in particolare per l’ortopedia (tecnologia 5G a supporto della chirurgia ortopedica) e la traumatologia.
Così si è espresso il Presidente di Città della Scienza, Riccardo Villari: “Oggi la presenza dell’ambasciatore qui a Città della Scienza è molto significativa. Le relazioni tra Italia e Cina, al cui sviluppo la nostra Fondazione ha da sempre contribuito, non si sono mai fermate durante questa fase della pandemia facendo tesoro della cooperazione tra operatori italiani e cinesi consolidata nel corso degli anni. La nostra struttura resta un punto cardine di questo meccanismo, anche in prospettiva, per rafforzare il dialogo tra enti di ricerca, università, cluster tecnologici ed aziende innovative con lo stesso spirito collaborativo verso la controparte cinese che ha sempre animato la nascita, la crescita e il consolidamento del Programma”.
L’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese, Li Junhua, si è detto invece “molto colpito dalla visita al vostro parco e dalle testimonianze di cooperazione che ho ascoltato, non solo in campo scientifico ma anche culturale. Pertanto, ribadisco la totale disponibilità mia e del mio staff per proseguire questa importante collaborazione tra Cina e Italia, per cui Città della Scienza gioca un ruolo così importante”.

ag. AISE – www.aise.it




Certificazione del friulano: presentati i nuovi strumenti didattici

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20arlefarlefL’Agjenzie Regjonâl pe lenghe furlane e l’Università di Udine, alla presenza dell’Assessore all’Istruzione, ricerca e università di Regione Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, hanno presentato in queste ore ufficialmente i nuovi strumenti didattici che permetteranno l’avvio della certificazione della lingua friulana. Si tratta di uno dei primi passi previsti dall’accordo stipulato dai due enti e attraverso il quale, ambo le parti, si sono impegnate a collaborare nell’organizzazione di corsi di formazione e nella realizzazione e pubblicazione di testi e strumenti didattici per l’apprendimento della lingua friulana con l’obiettivo di preparare chiunque lo desideri al conseguimento proprio della certificazione linguistica per la marilenghe, in attuazione alla legge regionale 29 del 2007.
I tre volumi – curati dalla professoressa Fabiana Fusco e frutto del lavoro pluriennale svolto dall’ateneo friulano con il sostegno dell’Assessorato regionale all’Istruzione – consentiranno di valutare i livelli progressivi di competenza (A, B e C), secondo quanto previsto dal Quadro comune europeo sulle lingue. La seconda fase del progetto – che prenderà avvio a breve – prevede la formazione dei primi certificatori ai quali spetterà valutare le competenze linguistiche di coloro i quali domanderanno, a loro volta, di essere certificati in quanto a capacità di ascolto, lettura, conversazione, scrittura e interazione in marilenghe. L’ARLeF conta di partire con i primi esami di certificazione fra la fine del corrente anno e gli inizi del prossimo.
Come ricordato dall’assessore, la Regione crede nel plurilinguismo, che la rende unica a livello nazionale, costituendo valore determinante della sua autonomia e della sua specialità; per la lingua friulana ha puntato su una programmazione pluriennale, fissando in maniera chiara le tappe di un percorso che porterà alla formazione e alla certificazione di docenti e allievi. Nel ringraziare ateneo, ARLeF e Cirf, ha inoltre ricordato come la certificazione sia un passaggio fondamentale per l’elevazione dello status della lingua friulana, così come lo è per tutte le lingue oggetto di passaggi di verifica, di formazione continua e di accesso a percorsi collegati, in ultima analisi, alla loro certificazione finale.
Il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino, in occasione della presentazione ufficiale dei tre volumi, ha definito l’avvio del sistema di certificazione come una svolta storica, rimarcando come affinché una lingua si espanda e svolga il proprio ruolo in modo efficace, è necessario anche accertarsi che venga usata – soprattutto nello scritto – in maniera corretta, da parte di insegnanti, operatori linguistici, funzionari pubblici o altri soggetti chiamati per legge a conoscere la lingua. Perciò – come ha voluto precisare ancora Cisilino – si tratta di un passaggio fondamentale, finalizzato a elevare lo status del friulano e a consentirne il pieno sviluppo in quanto codice di comunicazione adatto a ogni ambito, e dunque ben inserito nella società contemporanea, dove la comunicazione riveste un ruolo molto importante. Il sistema, peraltro, permetterà ad ogni cittadino di certificare la propria conoscenza della lingua, anche grazie alla frequenza di corsi di preparazione ad hoc.
“I nuovi strumenti didattici per la certificazione della lingua friulana, frutto del continuo impegno dell’Università di Udine, e sviluppati grazie al sostegno della Regione e alla collaborazione di ARLeF– ha affermato il rettore Roberto Pinton – costituiscono un risultato di grande importanza per la salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale del Friuli”.
“La certificazione di competenza per la lingua friulana – ha sottolineato il professor Enrico Perterlunger, delegato dal Rettore per la promozione della lingua e della cultura friulana dell’Università di Udine e direttore del Cirf – è uno strumento fondamentale per il consolidamento degli aspetti formativi, ma anche amministrativi, della lingua friulana, e per favorirne un utilizzo sempre più consapevole e competente. L’Università degli Studi di Udine ha condotto con rigore scientifico, precisione e completezza l’elaborazione di criteri e materiali necessari a tal scopo, in particolare grazie alla competenza della professoressa Fabiana Fusco e del suo gruppo di lavoro. Davvero, questo è un ulteriore, basilare passo per realizzare il compito che la legge istitutiva ci ha affidato, ovvero di operare per contribuire al progresso culturale, sociale ed economico del nostro Friuli”. (aise) 




Voto all’estero: è ora di eliminare le liste?

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votournatricoloreNella prossima legislatura la pattuglia degli eletti all’estero sarà così ridotta che si potrebbe pensare di eliminare le liste con le preferenze per passare a collegi uninominali. La proposta è di Tommaso Edoardo Frosini, Professore ordinario di diritto pubblico comparato e diritto costituzionale della Facoltà di giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sentito oggi pomeriggio dalla Giunta delle elezioni della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero” sul voto all’estero.
Dopo gli interventi su schede e spoglio di Giuseppe Meliadò e Tommaso Picazio, della Corte di appello di Roma, i deputati hanno ascoltato il docente che, nel 2001, fu interpellato per un parere sulla legge Tremaglia nella parte in cui stabiliva che all’estero potevano candidarsi solo gli iscritti Aire.
Una norma abbracciata dal giurista che oggi, a 20 anni di distanza, ha sostenuto che è ora di fare qualche bilancio, alla luce delle esperienze vissute.
“Nel momento in cui il Legislatore ha voluto ridurre il numero dei parlamentari, forse poteva intervenire per eliminare dalla Costituzione il numero preciso dei seggi attribuibile alla circoscrizione estero, ritoccando l’articolo 48”, ha sostenuto Frosini, secondo cui, vista la riduzione degli eletti da 18 a 12 – 8 alla Camera e 4 in Senato – si potrebbe “pensare di eliminare le liste di candidati”, semplificando con “l’introduzione del collegio uninominale e un sistema maggioritario: a ogni seggio vince che arriva primo”.
La lista “comporta inevitabilmente un clima difficile di competizione elettorale” e, secondo il docente, è la ragione prima che dà vita ai brogli elettorali.
D’altra parte, ha aggiunto, il timore che gli eletti all’estero influissero tanto da spostare gli equilibri nazionali – che condizionò il dibattito sulla legge 359/01 – è rimasto disatteso.
“Mi sembra – ha sostenuto Frosini – che i parlamentari eletti all’estero siano difficilmente identificabili con i movimenti politici, anche perché tendenzialmente, e lo dico con tutto il rispetto, mi sembra che siano frequenti i casi di cambiamenti”, segno “che non sono portatori di idee politiche, quanto piuttosto degli interessi degli italiani all’estero”. Dunque “non rappresentano quello che si pensava potessero rappresentare, cioè un aumento del consenso a favore dei tradizionali partiti politici esistenti nel nostro territorio. Perché sono lontani e forse non conoscono nemmeno la storia dei partiti vecchi e nuovi che sorgono in Italia. Forse non hanno una “spinta” di tipo politico tale da farsi portatori di quella volontà politica, ma piuttosto, come è giusto che sia, di rappresentare gli interessi degli italiani che risiedono all’estero”.
Quanto al voto per corrispondenza che nel 2001 “poteva essere l’unica soluzione, ha dimostrato tutta la sua fallacità”, come dimostrato da inchieste e ricorsi. Quindi la soluzione è il voto elettronico, magari introdotto come opzione. “Oggi ci sono una serie di perfezionamenti tali che difficilmente può essere violato”.
La proposta di Frosini, quindi, sarebbe introdurre “un collegio uninominale, con voto maggioritario per eleggere i 12 parlamentari tramite il voto elettronico, con una riduzione dei rischi di possibili imbrogli e la garanzia nell’arrivo dei voti direttamente tramite la telematica, da introdurre almeno come opzione, come seconda scelta rispetto al voto per corrispondenza”.
Modalità, ha ricordato concludendo, già messa in discussione dalla Corte Costituzionale nell’ordinanza 63 del 2008. (m.c.\aise) 




Voto all’estero: gli iscritti Aire e l’astensionismo

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circesteroLa bassa percentuale di votanti all’estero influisce sui dati sull’astensionismo in Italia. Un dato “poco esplorato” su cui si è soffermato Paolo Feltrin, già Professore ordinario di Scienza dell’amministrazione e metodologia della ricerca della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Trieste, sentito oggi pomeriggio dalla Giunta delle elezioni della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero” sul voto all’estero.
Dopo gli interventi su schede e spoglio di Giuseppe Meliadò e Tommaso Picazio, della Corte di appello di Roma, e i rilievi giuridici di Tommaso Edoardo Frosini dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Frosini si è scagliato su quanti all’estero si iscrivono all’Aire per motivi “opportunistici”, riferendosi con questo alla affaire cittadinanza visto che, come ricordatogli da Elisa Siragusa (Ev), iscriversi all’Aire è un obbligo.
Comunque. Gli iscritti all’Aire, ha detto il docente, “sono più che raddoppiati in 20 anni, passando dai 2.200.000 del 31 dicembre 2001 ai 4.800.000 del 21 giugno 2021. Con ogni probabilità alle prossime elezioni supereranno i 5 milioni. Al tempo stesso, si stanno riducendo i residenti italiani che votano in Italia. Quindi, la percentuale degli Aire è passata dal 4,7% del totale degli elettori al 10,3%, ma, al tempo stesso, non c’è stato un aumento così rilevante dei votanti”.
“Quello che colpisce – ha osservato Feltrin – è che nelle circoscrizioni extraeuropee a fronte di un aumento di 800mila iscritti Aire, i votanti sono stati appena 100mila, segno che ci si iscrive anche per ragioni di tipo opportunistico”. Dunque, per il docente servono “norme più stringenti” e “controlli più severi”, se no “ci si trova tutti nella situazione di un comune italiano tristemente noto alle cronache che ha 360 elettori residenti in Italia e 691 all’estero, non esistendo nessuna immigrazioni neanche nei secoli passati che giustifichi 691 iscritti all’Aire”.
In secondo luogo, per il professore non ci si è mai riflettuto abbastanza “sugli effetti del voto all’estero sugli altri tipi di elezioni”. Mentre alle politiche i risultati sono separati – circoscrizioni nazionali e circoscrizione estero – nelle altre – comunali, regionali, europee – non avviene, con il risultato di aumentare i dati sull’astensionismo.
Se alle politiche “gli elettori all’estero votano per il 29,8%”, alle comunali o regionali – che li costringe a tornare in Italia – le percentuali sono molto inferiori, influendo così sul dato dell’astensionismo: soprattutto nei comuni con molti iscritti Aire, insomma, il dato sarebbe sfalsato a causa dei residenti all’estero: “alle regionali il dato sull’astensione passa dal 5% al 15%”, ha detto il docente parlando di un “astensionismo apparente” che tra i sue effetti avrebbe anche “l’effetto imitazione di chi pensa “se così pochi vanno a votare allora non vado neanche io”. La soluzione – ha aggiunto – è togliere il quorum alle elezioni comunali e al referendum, e, al tempo stesso, chiedere che nella comunicazione ufficiale del Ministero dell’Interno il voto degli italiani residenti in Italia sia sempre separato da quello degli italiani all’estero, così da dare un’informazione corretta”.
Unica ad intervenire dopo il professore è stata, come detto Elisa Siragusa (Ev), deputata eletta all’estero, che ha colto l’occasione per ribadire la necessità di riformare la legge sulla cittadinanza.
“La questione è la cittadinanza perché ogni italiano residente all’estero deve iscriversi all’Aire per legge, quindi il problema è chi ha la cittadinanza italiana. Noi oggi abbiamo una serie di cittadini che prendono cittadinanza all’estero che non hanno vissuto un giorno in Italia, ma non solo loro, neanche i loro genitori o i loro nonni. E poi – ha aggiunto – ci sono i nuovi italiani: nell’ultimo Rapporto sugli Italiani nel Mondo del 2020 si parlava di circa 20mila stranieri naturalizzati in Italia, dunque diventati italiani e poi emigrati all’estero. A Londra abbiamo una comunità di 20.000/30.000 italo bengalesi”.
La soluzione, ha ribadito, è stringere le maglie della legge, per escludere chi vuole solo un passaporto europeo ma non ha nessun legame con il nostro Paese. (m.c.\aise)




Comitato italiani nel mondo: domani alla Camera l’audizione del Comites di Londra

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comiteslondra22Presieduto da Simone Billi (Lega), il Comitato italiani nel mondo e promozione del Sistema Paese della Commissione Esteri della Camera sentirà in audizione il Presidente del Comites di Londra Alessandro Gaglione.
Al centro dell’audizione – che inizierà alle 8.30 e che potrà essere seguita in diretta dalla web tv della Camera – le best practice nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare.
Italiani che, ricorda Billi, secondo l’Aire sono più di 450.000.
“Sollecito in particolare i nuovi membri dei Comites in tutto il mondo a seguire questa audizione, – sottolinea il deputato eletto all’estero – per avere buoni spunti di riflessione ed eventuali suggerimenti per le proprie attività sul territorio”. (aise) 




Bratislava: la Giornata della ricerca italiana in Ambasciata

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19flumiIn occasione della Giornata della Ricerca Italiana nel mondo, l’Ambasciatrice italiana a Bratislava, Catherine Flumiani ha ricevuto il Presidente dell’Accademia slovacca delle Scienze, Pavol Šajgalík, insieme ai ricercatori italiani che collaborano con l’istituzione slovacca.
Hanno partecipato all’incontro in Ambasciata Domenico Pangallo, Capo del Dipartimento di Ecologia microbica presso l’Istituto di Biologia Molecolare, che assieme a due dottorandi, Francesca Maisto e Pierluca Nuccetelli, sta effettuando importanti ricerche sul biodeterioramento del patrimonio artistico e culturale; Gianmarco Taveri che, presso il locale Centro di applicazione dei materiali, realizza progetti di ricerca di biomateriali per protesi per corpo umano e materiali ceramici per transizione energetica; Mirco Sambrotta e Matteo Pascucci, specializzati nello studio della logica e della filosofia del linguaggio presso l’Istituto di Filosofia Analitica.
Le esperienze e il lavoro dei ricercatori italiani in Slovacchia sono al centro della campagna di comunicazione diffusa sulle piattaforme social dell’Ambasciata, con l’obiettivo di valorizzare il loro contributo nel quadro della collaborazione scientifica tra Italia e Slovacchia.
Nel suo intervento, l’Ambasciatrice ha ringraziato Sajgalik e i ricercatori italiani per aver aderito all’iniziativa, richiamando l’accordo tra l’Accademia slovacca delle Scienze ed il CNR, nell’ambito del quale è stato pubblicato un nuovo bando – disponibile sul sito del CNR – per progetti multisettoriali che prenderanno avvio dal gennaio 2023.
Nell’ambito dello stesso accordo sono stati approvati per il biennio 2020-2021 quattro progetti la cui conclusione è prevista per il prossimo dicembre, alcuni dei quali sul recupero di materie prime critiche da scarti industriali e sui materiali polimerici innovativi. (aise) 




Coppia canadese chiama il bimbo Celle come il paese foggiano del nonno: sarà cittadino onorario

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bimbo celle“Lo abbiamo chiamato Celle in onore della città natale di mio nonno. A Celle di San Vito inizia la storia dei Melfi e questo era il modo per ricordare sia il piccolo paese sia le origini della nostra famiglia”. Così Josh Melfi spiega la scelta di aver chiamato suo figlio Celle come il comune in provincia di Foggia che al piccolo conferirà la cittadinanza onoraria.

“Una notizia tanto inaspettata quanto curiosa e gradita – commenta il sindaco di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini – Nel prossimo mese di dicembre, in occasione del suo primo compleanno, provvederemo a dare la cittadinanza onoraria al bambino. Sono orgogliosa”.
Il nome completo del neonato che vive in Canada è Celle Ren Melfi e sua madre, Marshneill Abraham specifica di essere rimasta stregata dal paese più piccolo della Puglia. “Lo abbiamo visitato per la prima volta nel 2014 ed è stato allora che con Josh abbiamo deciso che se avessimo avuto un bambino lo avremmo chiamato con il nome del paese”, dice la donna evidenziando che “Celle di San Vito è un posto bellissimo con persone accoglienti e adorabili non potevamo immaginare un nome più adatto per il nostro bambino“.

Il bisnonno del piccolo Celle si chiamava Leonardo Melfi, nato a Celle di San Vito il 10 marzo del 1933. Si sposò nel 1957 con Lucia Patierno e un anno dopo il matrimonio la coppia si trasferì in Canada a Brantford, nel sud dell’Ontario. A Hamilton, non lontano da Brantford, è nato il 21 dicembre scorso Celle Ren Melfi. I genitori del bambino stanno insieme da circa 10 anni e si sono sposati nel 2018. Le fedi nuziali sono state comprate, pochi mesi prima del matrimonio, a Castelluccio Valmaggiore, comune confinante con quello di Celle di San Vito e paese originario della bisnonna Lucia.

agenzia DIRE – www.dire.it




Argentina: ad Avellaneda la Festa Nazionale del Cotone con il Fogolar Furlan

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15friulanosIl Centro Friulanos Avellaneda – Santa Fe, con tutta la sua passione, ha creato un ambiente speciale attraverso il calore del fogolâr per festeggiare la 53^ edizione della Festa Provinciale e la 36^ Festa Nazionale del Cotone tenutasi ad Avellaneda di Santa Fe, svolta tra il 25 e il 27 marzo.
“Tre giorni meravigliosi di friulanità vissuta nella sua massima espressione, condividendo l’allegria della nostra musica e delle nostre danze, partecipando alla sfilata delle istituzioni locali, accompagnando le serate con i tradizionali “crostui”. Non è mancato il laboratorio di mosaico per bambini che hanno formato la scritta MANDI” ha commentato il Centro di corregionali in Argentina. (aise)




Colombia: chiusura temporanea del consolato onorario a Cartagena

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16colombiaGli uffici del Consolato onorario a Cartagena saranno chiusi al pubblico dal 19 aprile al 24 maggio per temporanea assenza del titolare. Ne dà notizia l’Ambasciata italiana a Bogotà, spiegando che i connazionali residenti nella circoscrizione di competenza del Consolato onorario (Bolivar, Cordoba, Sucre, San Andrès Isla e Providencia) per l’erogazione dei servizi consolari e le urgenze in quel periodo dovranno far riferimento all’Ambasciata. (aise)