Cosa serve per entrare in Italia (fino al 31 marzo)

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L’Ambasciata Italiana di Santo Domingo comunica:

Ultimo aggiornamento: 01/03/2022

Dal 1˚ al 31 marzo 2022, gli spostamenti da/per l’estero, per la normativa italiana COVID-19, sono disciplinati dall’Ordinanza 22 febbraio 2022 del Ministero della Salute.

In assenza di sintomi compatibili con COVID-19, l’ingresso in Italia è consentito a condizione di presentare al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli:

1. il formulario digitale di localizzazione del passeggero (digital Passenger Locator Form o dPLF), mediante visualizzazione dal proprio dispositivo mobile oppure in copia cartacea;

2. una delle seguenti certificazioni:

a) Vaccinazione completa con vaccino autorizzato dall’EMA, effettuata da meno di 9 mesi (Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane);

b) Vaccinazione completa con vaccino autorizzato dall’EMA e dose di richiamo (cd. booster), in formato Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane;

c) Guarigione da COVID-19, da meno di 6 mesi (formato Certificazione Digitale UE o certificazione equivalente per le autorità italiane);

d) Risultato negativo di test molecolare condotto con tampone nelle settantadue (72) ore prima dell’ingresso in Italia o test antigenico condotto con tampone nelle quarantotto (48) ore prima dell’ingresso in Italia.

In caso di mancata compilazione del dPLF, il vettore può rifiutare l’imbarco.

In caso di mancata presentazione di una delle certificazioni di cui al punto 2, l’ingresso in Italia è possibile ma con obbligo di quarantena presso l’indirizzo indicato nel dPLF, per un periodo di cinque (5) giorni, con l’obbligo di sottoporsi a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, alla fine di detto periodo.

Le certificazioni di cui al punto 2 possono essere esibite in formato digitale o cartaceo.

I minori al di sotto dei 6 anni di età possono entrare in Italia senza ulteriori formalità e sono sempre esentati dall’obbligo di test molecolare o antigenico.

Per maggiori informazioni, consultare il sito web VIAGGIARE SICURI.




L’italiano bloccato in Ucraina: “Qui cielo rosso per le esplosioni, aiutateci”

itaiano

itaiano“Ieri sera dopo un’esplosione il cielo è diventato rosso; questa notte ha nevicato e spostarsi è impossibile, perché si spara e il ponte sulla via di Irpin e di Kiev è stato fatto saltare”: a parlare con l’agenzia Dire è Gianluca Miglietta, 46 anni, imprenditore italiano a Bucha, una cittadina alle porte della capitale ucraina. Il suo è anzitutto un appello: “Ho bisogno di aiuto, sono bloccato insieme con mia moglie; ho un’automobile che è già piena di bagagli ed è pronta a partire, ma senza una scorta o una protezione di qualche tipo muoversi è troppo rischioso“.

La testimonianza arriva nel sesto giorno dell’offensiva russa, cominciata giovedì. Oggi un convoglio di mezzi militari si sta avvicinando a Kiev da nord-ovest. Nei giorni scorsi combattimenti tra forze russe e ucraine hanno investito sia Bucha che Irpin, una località vicina, dove altre fonti della Dire hanno confermato la distruzione del ponte. Miglietta è originario della cittadina piemontese di Chieri e in Ucraina dirige un’azienda del settore del beauty, la Owestone Intercosmetic. “Ho vissuto qui per sei anni ed è sempre andato tutto bene” dice. “Ora invece perfino comunicare e restare in contatto con l’ambasciata italiana è difficile: le reti delle compagnie telefoniche ucraine sono disattivate e non funzionano più, mentre in strada si spara”.

A rilanciare l’appello di Miglietta è un’amica, di Chieri come lui. Si chiama Rachele Sacco e nella cittadina piemontese è consigliera comunale. “Gianluca si è trasferito nella regione di Kiev dopo essersi sposato in Italia con Irina, sua moglie, originaria dell’Ucraina” ricorda l’amica. “Stava bene ed era tranquillo”. Secondo Sacco, oggi nonostante le incertezze e i rischi far conoscere la situazione di Miglietta è importante. “I media hanno un grande potere” dice. “Devono accendere i riflettori per aiutarlo a rientrare”.

dire.it




Marco Bocchi nuovo Console Generale a Rosario: il messaggio ai connazionali

marcobocchi

marcobocchi“Sono molto felice e orgoglioso di poter rivolgere il mio più caloroso saluto a tutti voi e agli amici del nostro Paese vicini al Consolato Generale d’Italia a Rosario, che ho l’onore di dirigere per i prossimi anni. Mi accingo a iniziare questa nuova missione con grande entusiasmo, felice di trasferirmi in una città tra le più italiane al mondo e in cui le precedenti generazioni di connazionali emigrati hanno rivestito un ruolo cruciale nello sviluppo economico, sociale e culturale della comunità locale”. Così scrive Marco Bocchi, da giovedì scorso nuovo Console generale a Rosario, nel messaggio che indirizza idealmente a tutti i connazionali residenti nella circoscrizione attraverso il sito web della sede.
“L’attuale presenza di oltre 156.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE – scrive Bocchi – rende il nostro Consolato il secondo più grande dell’Argentina e il terzo di tutto il continente americano, per numero di connazionali residenti. Sono ben consapevole del fatto che tale circostanza attribuisca grande rilevanza al mio incarico, soprattutto alla luce del fatto che, come scriveva Prospero Fedozzi agli inizi del secolo scorso, “il console all’estero è quello che all’interno sono, contemporaneamente, per i cittadini e per lo Stato stesso, il prefetto ed il questore, il notaio e l’ufficiale di stato civile, il capitano di porto e il provveditore agli studi”. Ebbene, nonostante la contingenza delle risorse disponibili, l’ampio bacino di utenza e le vaste dimensioni della circoscrizione di competenza, cercherò, con l’insostituibile aiuto dei miei preziosi collaboratori, di offrirvi un’erogazione dei servizi consolari efficace, efficiente e affidabile; promettendovi sin da ora un impegno costantemente rivolto al servizio del cittadino e degli interessi della nostra comunità”.
“Come sapete, – aggiunge – la costante evoluzione del processo di digitalizzazione coinvolge anche le tradizionali modalità di espletamento del lavoro consolare, rendendo indispensabile il ricorso allo strumento telematico come modalità ordinaria di diffusione di informazioni e di allestimento di talune pratiche e servizi. Vorrei, pertanto, invitarvi a consultare con regolarità questo sito internet, che aggiorniamo costantemente e nel quale potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno per accedere ai servizi di vostro interesse. Desidero, in particolare, attirare la vostra attenzione sulla necessità di utilizzare due servizi informatici di essenziale importanza: il Portale FAST-IT per iscrivervi e mantenere aggiornati i vostri dati e recapiti sul profilo AIRE e il sistema Prenot@Mi per prenotare il vostro appuntamento in Consolato in piena autonomia e in modo assolutamente gratuito. Ho, inoltre, il piacere di invitarvi a seguire i nostri canal sociali ufficiali per rimanere sempre aggiornati sulle attività di promozione della lingua, della cucina e delle varie eccellenze italiane che organizzeremo periodicamente per promuovere i legami culturali, economici e sociali che caratterizzano lo storico rapporto tra la comunità italiana qui residente e la nostra Madrepatria”.
“Infine, tengo a concludere questo saluto manifestandovi la mia volontà di conoscere, durante l’arco del mio mandato, tutti i rappresentanti delle comunità, istituzioni e organizzazioni italiane dell’intera circoscrizione consolare, al fine – spiega Bocchi – di stabilire un rapporto proficuo e di raccogliere idee e suggerimenti sulle sfide e sulle criticità da affrontare, con l’obiettivo di perseguire un continuo e costante miglioramento dell’azione di questo Consolato. Nella speranza di essere all’altezza del mio incarico e delle vostre aspettative, – conclude – vi dico, con grande sincerità, che la mia porta sarà sempre aperta per voi”. (aise) 




Il No alla guerra del Comites di Monaco di Baviera

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1monacdibacMONACO\ aise\ – Le consigliere e consiglieri del Comites di Monaco di Baviera si sono uniti in queste ore al coro della comunità internazionale che si stringe in un forte e sentito abbraccio di solidarietà attorno al popolo ucraino, ribadendo sia costituzionalmente sia soprattutto umanamente la ferma e decisa condanna nei confronti della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (come recita l’art. 11 della Costituzione Italiana).
Come ci ha insegnato il fondatore della ONG Emergency, nostro compianto connazionale e straordinario esempio di umanità, Gino Strada, le vittime civili sono il 90% del totale e sono donne, uomini, bambini che non vestono uniformi militari, che non si fregiano del titolo di combattenti per la patria e che pure finiscono per farsi testimoni dell’orrore con ferite indelebili o con il proprio involontario sacrificio.
“Prendendo dolorosamente atto della nostra disarmante impotenza – hanno spiegato dal Comites -, non possiamo che suggerire all’intera comunità di unirsi alle tante manifestazioni di solidarietà che si stanno moltiplicando in queste ore e di farlo nei modi più variegati e dignitosi che i nostri paesi democratici per nostra fortuna ancora ci consentono: ogni singolo gesto – sia esso una semplice bandiera (della pace, dello stato ucraino) appesa fuori dalle nostre finestre, la sentita partecipazione a uno dei tanti eventi organizzati in giro per l’Italia e per il mondo o anche solo la filastrocca “Promemoria” di Gianni Rodari letta ai più piccoli – è l’unico modo che ancora abbiamo per prendere le distanze da questa e ogni forma di violenza e bilanciare questo eccesso di crudeltà con un eccesso di umanità. Non vogliamo eroi e tantomeno martiri. No alla guerra!”. (aise) 




Nuovo Consiglio Direttivo tutto al femminile al Fogolar Furlan Nevada-Arizona-Utah

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25fogolarnevadaPHOENIX\ aise\ – Ventata al femminile alle elezioni tenutesi lo scorso 20 febbraio per il rinnovo del Fogolâr Furlan Nevada, Utah e Arizona, che hanno visto la nomina a presidente di Ilaria Rispoli, giovane medico chirurgo nata, cresciuta e laureatasi a Udine. Oltre a lei, sono state elette Janis Mella McCarthi, in qualità di tesoriere, Emanuela Fagotto, in qualità di segretaria, e Natascia Rui Giles, in qualità di Vice Presidente.

Dopo l’elezione, la neo presidente si è rivolta ai soci dichiarando: “Vivere lontano da casa non è facile. Si è privati del calore della famiglia lontana e delle risate con gli amici. Si riduce la possibilità di scoprire e riscoprire i borghi, le ville ed i monumenti simboli del nostro passato. Manca la vista delle nostre meravigliose montagne, il verde delle splendide colline e dei vigneti, le fredde acque del Tagliamento e il profumo del mare. La nostalgia si sopporta meglio quando si sta assieme, quando si incontrano persone con cui condividerla. E questa malinconia si trasforma in desiderio, in volontà di incontrarsi, aiutarsi; voler mantenere viva la nostra cultura diventa intenzione comune. Mi auguro che il nostro legame si rafforzi, che si possa essere sempre più uniti, affiatati, e che si mantengano condivisione e supporto, idee e partecipazione”.
L’Ente Friuli nel Mondo ha dunque voluto ringraziare la Presidente uscente, Francesca Comand, facendo altresì “le più vive congratulazioni e gli auguri di buon lavoro” alla neo presidente ed alla sua squadra. (aise) 




A Belgrado la riunione di coordinamento degli ambasciatori italiani dell’area adriatico-balcanica

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28belgradosIl ruolo dell’Italia nella regione e l’integrazione europea di tutti i paesi balcanici, ma anche un rinnovato approccio alla cooperazione regionale e le relazioni economiche e culturali tra l’Italia e i Paesi della regione: sono stati questi i temi al centro dell’agenda della riunione degli Ambasciatori d’Italia nei Paesi dell’area adriatico-balcanica svolta il 23 febbraio scorso a Belgrado.
Ospitato in Ambasciata, l’incontro è stato presieduto dal Direttore Generale per l’Europa e la politica commerciale Internazionale della Farnesina, Vincenzo Celeste.
La riunione – riporta l’Ambasciata a Belgrado – ha ribadito il sostegno dell’Italia alla prospettiva di integrazione europea dei Balcani e al rafforzamento della cooperazione regionale, una priorità nelle linee d’azione del nostro Paese. Nel corso della riunione si è discusso anche dell’ulteriore rafforzamento delle relazioni economico commerciali, del sostegno delle attività già presenti nonché delle nuove opportunità d’investimento anche attraverso la promozione di nuove partnership in settori innovativi, dal digitale all’economia sostenibile.
Gli incontri sono anche stati l’occasione per porre le basi di un piano di promozione culturale dedicato all’area balcanica, passando al vaglio iniziative specifiche da realizzare nel prossimo futuro. (aise) 




Svizzera, Segretaria di Stato della migrazione: A fine 2021 Italiani il maggior gruppo di cittadini stranieri residenti permanenti (331.379)

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downloadBERNA –  Alla fine del 2021 risiedevano in Svizzera 1.452.089 cittadini dell’UE/AELS e 738.204 cittadini di Stati terzi. 36.917 stranieri hanno acquisito la cittadinanza svizzera, di cui 7.947 erano di origine tedesca, 4.207 di origine italiana e 3.152 di origine francese. Gli italiani rappresentavano il maggior gruppo di cittadini stranieri residenti a titolo permanente in Svizzera (331.379 persone), seguiti da tedeschi (313.702 persone), portoghesi (258.943) e Francesi (151.551).

Sono dati della Segretaria di Stato della migrazione (SEM) riguardanti la Statistica degli stranieri 2021 e diffusi con una nota  .

Nel 2021 il saldo migratorio della popolazione residente permanente straniera è rimasto stabile rispetto al 2020, attestandosi a 61 526 persone (+136 persone). L’immigrazione totale ha segnato un aumento del 3,3% mentre l’emigrazione è aumentata del 5,9%. L’immigrazione di cittadini dell’UE/AELS è diminuita, quella di cittadini di Stati terzi è aumentata. A fine dicembre 2021, 2.190.293 cittadini stranieri risiedevano in Svizzera a titolo permanente. (Inform)




Giorgia Meloni in Florida: l’incontro con la comunità

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28meloniInvitata alla Conservative Political Action Conference, appuntamento politico annuale dei conservatori Usa, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni questo fine settimana è volata ad Orlando, in Florida, dove sabato ha tenuto il suo intervento.
Ad accogliere Meloni Vincenzo Arcobelli, presidente del Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo e consigliere Cgie, che ha introdotto la deputata italiana – dal 2020 anche presidente di Ecr, il partito dei conservatori europei – alla Senatrice Jane Nelson dalle cui mani ha ricevuto la Proclamation del Senato del Texas, rilasciata proprio su proposta della senatrice.
Ad Orlando, si legge in una nota di FdI Usa, si è vissuto uno “straordinario momento di patriottismo e orgoglio nazionale”; Meloni “invitata dal CPAC a partecipare come speaker tra i leaders politici più importanti nello scenario internazionale, alla più grande convention dei Conservatori e Repubblicani Americani, ha voluto cogliere l’occasione di incontrare gli esponenti della comunità italo americana. Un discorso toccante il suo, nel corso del quale ha saputo rimarcare il senso dell’amor di patria, valore universale che ogni popolo illumina in qualunque posto della terra: vale per ogni uomo, anche negli angoli più inospitali della terra, per noi italiani, come per i saharawi che amano il loro deserto…”.
“Giorgia Meloni – continua la nota – ha voluto sottolineare il valore della nazione, richiamandosi alla famosa definizione di Renan, un “plebiscito che si rinnova” anche sulla dimensione dei sacrifici compiuti e di quelli che un popolo è ancora disposto a compiere insieme, insistendo sulle sfide e le vittorie che ogni giorno affrontano e sanno vincere le nostre comunità degli italiani all’estero”.
Il richiamo al valore del sacrificio, riporta FdI Usa, è stato sottolineato dal Presidente Arcobelli – presente assieme ai delegati Anna Zuccarone, Pasquale Cetera ed altri partecipanti dalla Florida – che, nel suo benvenuto alla leader di FdI accompagnata dalla delegazione europea, ha evidenziato “le sofferenze, le denigrazioni, i sacrifici in passato nel campo del lavoro dai nostri connazionali, ma soprattutto il cammino dell’integrazione ed i successi ottenuti dai tanti che si sono distinti e si stanno distinguendo nei più svariati campi, dall’industria alla ricerca scientifica, dell’aerospazio alla medicina, dall’arte alla ristorazione; e tutto ciò con l’orgoglio dell’identità nazionale, la promozione della nostra lingua e cultura, del made in Italy, con la difesa dell’Italian heritage e dei nostri simboli contro la follia della cancel culture”.
Rivolgendosi a Meloni, nel ricordo di Mirko Tremaglia, fondatore del CTIM, e padre del Voto all’estero, Arcobelli ha voluto esprimere la richiesta che venga ripristinato il “Ministero per gli Italiani nel Mondo”, per avere “una costante interlocuzione diretta con il Governo e poter contribuire efficacemente al Sistema Italia, augurandole con grande affetto di continuare il suo cammino, con cuore ed entusiasmo, per portare l’Italia sempre più in alto”.
Meloni, conclude la nota, nel ringraziare gli organizzatori ed i partecipanti per la calorosa accoglienza ha voluto dedicare il suo saluto con un brindisi finale, citando il Patriota Nazario Sauro nella lettera indirizzata al figlio prima di essere giustiziato: “Su questa Patria Nino giurami e farai giurare ai tuoi figli quando avranno l’età per ben comprendere che sarete sempre e comunque prima di tutto italiani!”. (aise)




Il Consolato onorario a Port au Prince passa nella circoscrizione di Santo Domingo

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farnesina2021gDal prossimo 1° marzo il Consolato generale onorario a Port au Prince (Haiti) sarà posto alle dipendenze dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo.

È quanto stabilito in un decreto del Ministero degli esteri firmato dal Direttore generale per le risorse e l’innovazione Renato Varriale, con cui vengono modificate le circoscrizioni territoriali delle cancellerie consolari delle Ambasciate a Panama e Santo Domingo.
Nel primo articolo, si stabilisce che “a decorrere dal 1° marzo 2022, la circoscrizione territoriale della cancelleria consolare presso l’Ambasciata d’Italia in Panama (Panama) è modificata come segue: il territorio dello Stato, Saint Kitts e Nevis, Antigua e Barbuda, Barbados, Dominica, Grenada, Guyana, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago”.
Il secondo articolo, invece, riguarda la circoscrizione territoriale di Santo Domingo che, sempre dal 1° marzo, “è modificata come segue: il territorio dello Stato, Haiti”.
L’articolo 3 chiarisce che dalla stessa data “il Consolato generale onorario in Port au Prince (Haiti), è posto alle dipendenze dell’Ambasciata d’Italia in Santo Domingo (Repubblica Dominicana)”. (aise) 




Reddito di cittadinanza: i risultati dell’indagine Inapp Plus

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redditodicittadinanzaOltre 814 mila cittadini, in rappresentanza di altrettante famiglie, hanno percepito il Reddito di cittadinanza già da prima dell’emergenza Covid19, pari al 45% dei percettori. Poco più di 1 milione di famiglie (il 55%), invece, ha iniziato a percepire il RdC durante la crisi sanitaria. Complessivamente la platea di percettori di RdC è stata di circa 1,8 milioni di famiglie. A questi beneficiari si aggiungono circa 1,6 milioni di famiglie che intendono fare richiesta della misura di sostegno a breve e 1,4 milioni di nuclei la cui domanda non è stata accolta. La domanda evasa e potenziale di sostegno è dunque assai rilevante.
È quanto emerge dal policy brief che l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) dedica al Reddito di cittadinanza attraverso l’indagine Plus, rappresentativa dell’intero territorio nazionale su un campione di oltre 45.000 individui dai 18 ai 74 anni.
“Il Reddito di cittadinanza ha rappresentato un’ancora di salvezza per 1,8 milioni di famiglie, ma va notato che circa il 46% dei percettori risultano occupati (552.666 standard e 279.290 precari) con impieghi tali da non consentir loro di emergere dal disagio e da costringerli a ricorrere al RdC per la sussistenza”, spiega Sebastiano Fadda, Presidente dell’INAPP. “Si potrebbe dire che basterebbe migliorare le condizioni retributive e lavorative di questi lavoratori per quasi dimezzare immediatamente l’attuale numero dei percettori del Reddito di cittadinanza. Peraltro, anche la grande domanda potenziale (rilevata sempre tramite le risposte degli intervistati) rivela un 49,8% di simili “working poors” e ciò conferma la necessità di osservare il mercato del lavoro ben oltre il semplice aspetto del numero degli occupati per spingere analisi e interventi sul tema della qualità del lavoro, delle retribuzioni, della produttività, e della riduzione della precarietà”.
Un’ulteriore conferma della grande debolezza e parcellizzazione del mercato del lavoro italiano si evidenzia anche guardando ai motivi addotti per il rifiuto delle proposte di lavoro pervenute ai beneficiari del RdC: il 53,6% indica l’attività non in linea con le competenze possedute, il 24,5% attività non in linea con il proprio titolo di studio, l’11,9% lamenta una retribuzione troppo bassa. Solo il 7,9% indica la necessità di spostarsi come causa prevalente del rifiuto. Al di là dell’identificazione dell’offerta congrua, quanto mai difficile da definire – scrivono i ricercatori dell’INAPP – il rifiuto per circa il 78% dei rispondenti beneficiari di RdC è attribuito alla modesta qualità delle proposte ricevute.
Tuttavia, la stessa presa in carico dei beneficiari del Reddito di cittadinanza da parte dei Centri per l’Impiego o dai Servizi Sociali ha riguardato una quota troppo bassa di essi. Solo il 39,3% ha dichiarato di essere stato contattato dai Centri per l’Impiego e il 32,8% dai Comuni. Ma di quel 40% circa contattato dai Centri per l’Impiego, a sua volta, solo il 40% ha sottoscritto il Patto per il Lavoro, e solo alla metà di questi è stata avanzata una proposta di lavoro (peraltro rifiutata dal 56% degli stessi, con le motivazioni sopra illustrate). Invece, tra coloro che sono stati contattati dai Comuni, solo il 30% ha sottoscritto un patto per l’inclusione sociale, e tra questi solo il 20% ha partecipato a Progetti di Utilità Collettiva. Emerge la difficoltà dei servizi sociali e dei centri per l’impiego a prendere incarico i beneficiari e quella degli enti locali ad attivare progetti di utilità collettiva (PUC).
È importante considerare i benefici di carattere psico-sociale percepiti dai fruitori del RdC: il 64% dichiara di avere maggior fiducia nelle istituzioni, il 63% di aver avuto più tempo per la cura dei figli, il 61% di aver migliorato la sua condizione economica, il 58% ha fatto volontariato, il 54% percepisce un miglioramento della sua salute psico-fisica e, in generale, 1 su 2 dichiara di aver aumentato la fiducia in sé stesso, nel futuro, nei rapporti con gli altri e nella classe politica.
“Il sistema socioeconomico italiano è fragile e la pandemia ne ha peggiorato le dinamiche”, sottolinea Fadda. “Il Reddito di cittadinanza si è dimostrato una misura utile per fronteggiare la diffusa povertà, notevolmente peggiorata sotto l’impatto del coronavirus, ma il perimetro della popolazione in condizione di vulnerabilità è più ampio. Una parte della popolazione resta esclusa in ragione degli stessi requisiti formali di accesso o per la scarsa informazione sulla policy”.
“Inoltre, gli strumenti che al RdC sono stati affiancati per promuovere un miglior inserimento lavorativo e una maggiore inclusione sociale, stando ai dati sopracitati, si sono mostrati poco efficaci. È urgente guardare alle cause per giungere ad una ristrutturazione organica sia del sistema delle politiche attive del lavoro sia dei servizi sociali ed evitare che anche gli ultimi due programmi lanciati in proposito (GOL e Fondo Nuove Competenze) si rivelino poco efficaci. Il problema – annota, concludendo – non è solo, e non tanto, quello della disponibilità di risorse, quanto quello di utilizzarle in maniera efficiente nell’ambito di una pianificazione integrata delle politiche del lavoro con le politiche industriali e in genere con le politiche di sviluppo”. (aise)