Cuba: Kalabriatv tra i partner della commemorazione dei 530 anni dallo sbarco di Colombo

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25staffL’AVANA – Sarà kalabriatv.it a rappresentare l’Italia tra i partner della commemorazione dei 530 anni dello sbarco di Cristoforo Colombo a Cuba, considerata la porta delle Americhe. La webtv, tramite il direttore Nicola Pirone, nei giorni scorsi ha incontrato ad Holguin il numero uno della Casa de Iberoamérica, Eduardo Rafael Ávila Rumayor, con il quale si è parlato dell’organizzazione dell’evento e il coinvolgimento dell’Italia in tale manifestazione organizzata proprio dall’ente culturale cubano tra il 24 e il 30 ottobre prossimo.
L’Italia non poteva mancare all’iniziativa, infatti, vista la provenienza di Colombo e per la Calabria è una nuova vetrina nella quale inserirsi, poiché parteciperanno numerosi paesi che tramite i propri corpi diplomatici e i legami con la Casa de Iberoamérica hanno garantito la propria presenza.
Si parlerà di Cristoforo Colombo come viaggiatore con il legame all’emigrazione, dove tanti italiani e calabresi hanno deciso di spostarsi nelle Americhe e di ciò si parlerà nel seminario curato da Barbara Martinez e che vedrà coinvolta l’università di Holguin. Un ruolo fondamentale nel rapporto tra kalabriatv e la Casa de Iberoamérica, lo ha recitato la specialista dei rapporti internazionali Lilian Avilés. Oltre alle attività nell’isola caraibica in programmazione ci sono due eventi in Italia per il mese di maggio. Il primo a Roma con la partecipazione della Filitalia International chapter della capitale e la Casa Madre di Philadelphia, dove si parlerà del ruolo dell’associazione fondata negli States dal dottor Pasquale Nestico per la difesa della cultura e storia italiana.
Il secondo evento, a Vibo Valentia, sede di kalabriatv e del chapter della Filitalia, dove si parlerà di Cristofaro Colombo come pioniere e delle nuove terre che hanno accolto a distanza di secoli milioni di italiani e soprattutto calabresi. In entrambi gli appuntamenti la Casa de Iberoamérica sarà presente con una sua rappresentanza.
Nelle iniziative italiane saranno coinvolte altre associazioni impegnate all’estero come il Comitato gestore Amicizia Cuba-Italia “Miguel d’Estefano Pisani”, l’UNAIE (Unione nazionale immigrati ed emigrati) e il CIM (Confederazione italiani nel mondo). Con quest’ultima si discuterà nell’incontro previsto ad Avana nei primi giorni di marzo. L’obiettivo sarà coinvolgere più associazioni possibili oltre che l’ambasciata di Cuba in Italia visto l’appuntamento mondiale. La vetrina che oggi Cuba offre alla Calabria è frutto di un lavoro partito dal Club Sannicolese di Toronto che nel 2019 nell’isola caraibica ha svolto un progetto di promozione, proseguito dal Club Vallelonga-Monserrato nel 2020 e dove in entrambe le occasioni kalabriatv ha recitato un ruolo primario visti i rapporti di collaborazione e di amicizia. Il programma dettagliato sarà presentato nei prossimi mesi. (aise) 




L’ambasciatore Azzarello alla firma dell’accordo tra Piemonte e Distretto Federale Brasilia

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25brasipieBRASILIA\ aise\ – Il Polo Tecnologico Piemontese e l’Associazione Commerciale del Distretto Federale di Brasilia hanno firmato ieri, 24 febbraio, in videoconferenza con la sede dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, un Protocollo di cooperazione per lo sviluppo delle relazioni commerciali, industriali, culturali, di servizio e di scambio tecnologico tra la Regione Piemonte ed il Distretto Federale.
Si tratta del primo accordo di cooperazione tecnologica che il Distretto Federale firma con una Regione italiana.
In occasione della firma l’Ambasciatore Francesco Azzarello, l’Assessore alle Attività Produttive della regione Piemonte, Andrea Tronzano, ed il presidente di HBW, Antonio Graziano, hanno discusso con il Presidente dell’Associazione Commerciale del Distretto Federale, Fernando Pedro de Brites, la Deputata distrettuale, Julia Lucy Marques Araújo, e la Presidente del Consiglio delle Donne Imprenditrici del Distretto Federale, Ivonice Campos, le prospettive di collaborazione in materia di imprese biomedicali di alta tecnologia in una delle aree economicamente più attive del Brasile.
Il Polo Tecnologico Piemontese è un centro di aziende innovative che ospita imprese tecnologiche d’avanguardia ed istituti di ricerca dedicati alla medicina, con capofila il Gruppo HBW, dal 2013 azienda leader nel campo delle biotecnologie mediche per la rigenerazione tissutale. (aise) 




Messico: lo Chef Maddalozzo nuovo presidente del Fogolar Furlan

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25cancunCANCUN\ aise\ – Il nuovo presidente del Fogolar Furlan del Messico è lo chef stellato Franco Maddalozzo, partito da Adegliacco (Udine) e arrivato a Cancun, dove è diventato in breve tempo Direttore Gastronomico del Xcaret Resort, dopo aver lavorato nei migliori ristoranti di tutto il mondo.
La foto simbolica del passaggio del testimone tra il presidente uscente Giovanni Paoletti e il neo presidente, insieme al socio Manuel Mascherin, è stata scattata durante un momento di relax nell’incantevole cittadina di Tulum, sulla costa dello Stato di Quintana Roo, chiamata anche Riviera Maya.
L’Ente Friuli nel Mondo ha dunque rivolto un ringraziamento a Giovanni Paoletti “per il lavoro svolto in questi anni” e, al contempo, ha rivolto “le più vive congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al neo presidente ed alla sua squadra”. (aise) 




Ucraina/ Schiavone (Cgie): abbiamo la guerra in Europa

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schiavoneserioROMA\ aise\ – “Quanto si sta verificando da alcuni giorni ai confini orientali europei con lo spiegamento di forze militari russe entrate in Ucraina per destabilizzare il regime democratico, che si è dato da due decenni quel popolo, rappresenta uno scenario bellico che la diplomazia europea ha scongiurato cercando di non cedere alla logica della guerra proponendo, invece, un tavolo negoziale che non ha trovato corrispondenza e disponibilità da parte del presidente russo”. Così scrive Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, a commento dell’attacco russo all’Ucraina.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero “deplora l’aberrante uso delle armi quale metodo e strumento per dirimere i contenziosi perché le guerre rappresentano sempre il fallimento della ragione umana e la strada di non ritorno in cui si perdono le speranze di una convivenza pacifica dei popoli”.
Il Cgie, prosegue Schiavone, “è preoccupato per il grave pericolo che porta con sé l’intervento militare sulla popolazione civile residente in Ucraina, un paese nel quale vivono alcune migliaia di nostri connazionali, sono presenti diversi interessi commerciali e industriali italiani e in particolare per i drammatici effetti che si ripercuotono sulle copiose famiglie miste italo-ucraine che si sono unite negli ultimi decenni”.
“La guerra in quel Paese – osserva Schiavone – riporta indietro le lancette del tempo di oltre mezzo secolo, traslandole in un’epoca nella quale il mondo è progredito e la civiltà ha raggiunto livelli di interdipendenza tali da scongiurare e debellare preventivamente ogni forma dispotica e di ingerenza militare, che non avremmo più voluto vedere. Chiediamo al Governo italiano – conclude – di salvaguardare l’incolumità dei nostri connazionali e di favorire il loro rientro in patria per tutti quei casi che lo richiedano”. (aise) 




Comites Montreal: 7 consiglieri chiedono le dimissioni del presidente Giordano

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montrealMONTREAL\ aise\ – È guerra aperta nel Comites di Montreal: sette consiglieri – gli stessi che avevano convocato un’assemblea “alternativa” il 16 febbraio scorso e poi richiesto al presidente Giordano di anticipare la seconda “ufficiale” al 23 febbraio – annunciano oggi di voler presentare una mozione in cui si chiedono le dimissioni di Giordano e l’assegnazione della presidenza a Margherita Morsella.
A firmare la mozione sono Renzo Orsi, Luisa Rabach, Paola Miserendino, Maria Ciccone, Santino Quercia, Vera Rosati e la stessa Morsella.
I firmatari chiedono che la mozione venga inserita all’ordine del giorno della assemblea di mercoledì.
I 7 consiglieri eccepiscono vizi di forma nella convocazione e tenuta della prima seduta del Comites – tra l’altro presieduta da Orsi, in qualità di “presidente provvisorio” – contestano a Giordano sia la diffusione di una bozza provvisoria del verbale della prima assemblea che la mancata integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea del 23 febbraio, come da loro richiesto, prevedendo la ripetizione della elezione del presidente.
Un diniego, sostengono, “non giustificato dalle norme che regolano i Comites”. I consiglieri, in particolare, citano il Direttore generale per gli italiani all’estero Vignali che – interrogato in merito – il 21 dicembre scorso scriveva che “la votazione relativa al presidente potrà comunque essere ripetuta se, all’inizio della prossima seduta, si esprimerà a favore della ripetizione del voto la maggioranza dei membri del Comitato”; affermazione, conclude la mozione, “ribadita dalla Console generale Silvia Costantini nella sua missiva del 24 dicembre alla pagina 5 paragrafo 5”.
Con la mozione, i 7 consiglieri chiedono “dimissioni immediate e irrevocabili del consigliere Vittorio Giordano dalla discussa carica di presidente del Comites di Montreal” e “che la consigliera avv. Margherita M Morsella subentri nella carica di presidente del Comites Montreal con effetto immediato”. (aise)




Comites Montevideo vs Gente d’Italia: Porta (Pd) interroga Di Maio

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porta22ROMA\ aise\ – Il Ministero degli Esteri dovrebbe “dare chiare e urgenti disposizioni ai rappresentanti diplomatico-consolari operanti in Uruguay affinché l’esercizio delle prerogative riconosciute agli organismi di rappresentanza locali, per la loro stessa efficacia, siano ricondotti rigorosamente nell’alveo delle leggi e della prassi amministrativa esistenti, superando prevenzioni di parte e scorie localistiche”. Così Fabio Porta, senatore Pd eletto in Sud America, che come preannunciato nei giorni scorsi, ha presentato una interrogazione al Ministro Di Maio sul parere negativo che la maggioranza dei consiglieri del Comites di Montevideo ha reso sul quotidiano “Gente d’Italia” diretto da Domenico Porpiglia.
Nella permessa, Porta ricorda che “la legge 23 ottobre 2003 n. 286, recante “Norme relative alla disciplina dei Comitati per gli italiani all’estero” attribuisce a tali organismi di rappresentanza la prerogativa di esprimere “parere obbligatorio, entro trenta giorni dalla richiesta, sui contributi accordati dalle amministrazioni dello Stato ai locali mezzi di informazione” (art.2, comma 4, lett. h); in virtù di tale funzione, che si traduce nell’espressione di un parere obbligatorio ma non vincolante per l’Amministrazione che dovrà procedere all’assegnazione dei contributi previsti dalla normativa sull’editoria all’estero, in data 17 febbraio il COMITES dell’Uruguay si è riunito in Montevideo per procedere agli adempimenti nel settore dell’informazione e, in tale occasione, ha espresso parere negativo sugli eventuali contributi da concedere alla testata “Gente d’Italia””.
“I pareri richiesti ai COMITES sui contributi che lo Stato riconosce alle testate che pubblicano all’estero – chiarisce il senatore – devono tenere conto dei criteri che l’Amministrazione pone come condizione di tali assegnazioni e risultare con essi coerenti; tali criteri consistono nell’attestazione dell’esistenza della testata, nella regolarità delle distribuzione delle copie dichiarate e nel rispetto della percentuale di scritti in lingua italiana nell’ambito di ciascun numero del giornale, con esclusione di qualsiasi interferenza nella linea editoriale, sia da parte dell’organismo che esprime il parere che da parte della stessa Amministrazione che riconosce il contributo”.
Al contrario, accusa Porta, “il parere espresso a maggioranza (con il voto contrario dei consiglieri di minoranza) dal Comites di Montevideo non fa alcun riferimento agli elementi obiettivi di esistenza della testata e di svolgimento della sua attività editoriale nel rispetto dei parametri fissati dall’Amministrazione centrale, ma per l’intero suo svolgimento – letteralmente dalla prima all’ultima parola – si concentra sulla linea editoriale del giornale, sulla quale riversa una serie di annotazioni critiche che alla fine assumono la forma di una sentenza senza appello”.
“Tale interferenza, che riguarda non solo il giudizio sul taglio della strategia informativa e sulle scelte editoriali, – continua Porta – si estende addirittura a prefigurare i possibili effetti critici che nel futuro potrebbero aversi nella comunità in conseguenza dell’operato del giornale, coniugando in tal modo un’illegittima pretesa censoria sul presente con una specie di preventivo “avvertimento” per il futuro”.
“È di vitale interesse per gli interessi generali del nostro Paese – sottolinea il senatore – cercare di salvaguardare, nel pieno rispetto delle normative esistenti e delle regole fissate, la vita e l’attività delle ormai poche testate in lingua italiana editate all’estero, in considerazione del ruolo che esse liberamente svolgono per incentivare la partecipazione dei cittadini italiani alla vita democratica e per sostenere le linee d’intervento che l’Italia persegue nel campo della promozione integrata del Sistema Paese e, di recente, in quello del turismo di ritorno”.
Per questo, Porta chiede a Di Maio “se non intenda dare chiare e urgenti disposizioni ai rappresentanti diplomatico-consolari operanti in Uruguay affinché l’esercizio delle prerogative riconosciute agli organismi di rappresentanza locali, per la loro stessa efficacia, siano ricondotti rigorosamente nell’alveo delle leggi e della prassi amministrativa esistenti, superando prevenzioni di parte e scorie localistiche” e “se non intenda fare in modo che nel percorso ulteriore della questione dei contributi pubblici a una testata in lingua italiana come «Gente d’Italia», tra le più autorevoli tra quelle sopravvissute a livello mondiale, vi sia da parte degli organi preposti a tali decisioni una valutazione più legata all’obiettività dei fatti e dell’attività che realmente la testata svolge”. (aise) 




Panama: l’Ambasciatore Nicoletti visita il cantiere del Data Center dell’italiana Sparkle

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24panamaPANAMA\ aise\ – L’Ambasciatore d’Italia a Panama, Fabrizio Nicoletti, ha visitato nei giorni scorsi il cantiere del nuovo Data Center di Panama Digital Gateway (PDG), progetto frutto di un accordo strategico di joint venture tra l’italiana Sparkle – primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi dieci nel mondo – e la società panamense Trans Ocean Network, operatore che possiede, gestisce e mantiene una rete terrestre di cavi in fibra ottica a Panama.
La visita al Data Center, organizzata dalla società italiana rappresentata per l’occasione dall’Amministratore Delegato di Sparkle Americas e della stessa PDG Carmine Sorrentino, ha visto la presenza di una folta delegazione di autorità e tecnici panamensi, tra cui il Ministro per gli Investimenti Privati, José Alejandro Rojas Pardini, il Vice Ministro del Commercio e Industria Juan Carlos Sosa, e l’Amministratore Generale dell’Autorità Governativa per l’Innovazione (AIG) Luis Oliva.
Il Panama Digital Gateway (che dovrebbe ricoprire una superficie totale superiore ai 5.000 metri quadrati, distribuiti su 4 piani) sarà localizzato in una zona strategica dell’area urbana adiacente al Canale di Panama e costituirà una stazione di atterraggio e connettività che aspira a diventare uno snodo digitale non solo per tutta l’America centrale, ma anche per la regione andina e i Caraibi, integrandosi con la dorsale globale di Sparkle – una rete in fibra che si estende per oltre 600.000 km attraverso Europa, l’Africa, le Americhe e l’Asia.
Tale naturale punto di approdo per cavi sottomarini alla ricerca di un ingresso diversificato in America Centrale, rafforzerà sia la presenza imprenditoriale italiana nel Paese, sia il ruolo di Panama come snodo strategico tra Nord e Sud America e la sua stessa ambizione di proporsi come “hub” regionale anche per l’innovazione e la digitalizzazione, grazie a questo progetto dalla grande valenza strategica, capace di ospitare giganti globali e multinazionali in settori ad alta intensità tecnologica, come logistica e finanza, ma soprattutto i grandi player globali del mondo digitale quali, ad esempio, Google, Facebook o Amazon. (aise)




Ucraina: le raccomandazioni dell’Ambasciata d’Italia a Mosca ai connazionali

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MOSCA\ aise\ – L’Ambasciata d’Italia a Mosca sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione attuale in Russia e, “data la fluidità della situazione e i rischi di sicurezza connessi agli sviluppi nel teatro ucraino”, raccomanda ai connazionali di “esercitare massima prudenza e cautela, in particolare nelle zone di confine con l’Ucraina. Non si ravvisano al momento rischi particolari sul restante territorio della Russia”. Nel giorni un cui il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via ai bombardamenti e, di fatto, all’invasione dell’Ucraina, l’Ambasciata d’Italia a Mosca ha diramato questo avviso ai connazionali nel Paese.
L’Ambasciata invita, fra l’altro, gli italiani “in procinto di intraprendere un viaggio aereo” a “verificare con la compagnia l’effettiva operatività del volo, in quanto in alcune aree del Paese, più prossime al confine con l’Ucraina, risultano al momento sospesi i collegamenti aerei”.
L’Ambasciata invita inoltre tutti i connazionali in Russia a tenersi aggiornati sulla situazione di sicurezza nella Federazione Russa, consultando regolarmente il sito www.viaggiaresicuri.it, nonché i siti e i profili social dell’Ambasciata stessa e dei Consolati Generali a Mosca e San Pietroburgo. Infine raccomanda “vivamente” ai connazionali in transito di registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it dell’Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
In caso di necessità, i Consolati Generali a Mosca e San Pietroburgo sono pienamente operativi e possono essere raggiunti ai numeri di emergenza +79060382441 per Mosca e +79219365191 per San Pietroburgo. I connazionali potranno in ogni caso segnalare la propria presenza in Russia anche inviando una mail all’indirizzo email di Consolati Generali a Mosca presenzetemp@esteri.it e a San Pietroburgo consolare.spb@esteri.it.
“Anche la rete consolare onoraria è pronta a fornire l’assistenza necessaria sul territorio”, conclude l’Ambasciata. (aise)




Ucraina, italiano nel Donbass: ”40mila miliziani pronti, meglio rischiare con armi che senza”

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donbassSono ”giornate tese, intense”, ma ”dopo il riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Luhansk” da parte del presidente russo Vladimir Putin ”sono diminuiti i bombardamenti. Sempre presenti sì, ma in maniera minore”. Anche se ”l’escalation e la tensione militare di questi giorni” ha riportato gli uomini del Donbass nell’ottica di essere pronti a combattere. ”Le due repubbliche si sono svuotate” di donne, bambini e anziani, ma ci sono ”40mila miliziani che si erano ritirati a vita civile e che ora hanno ripreso le armi. Sono pronti a combattere”. Lo racconta ad Adnkronos Vittorio Rangeloni, 30 anni e da sette nel Donetsk, ”la capitale della Repubblica popolare riconosciuta dalla Russia”.

Rangeloni era andato in vacanza dai nonni a Kiev, nell’estate del 2015, e da allora non se n’è più andato. Per ”raccontare quello che vive la gente del Donbass, per far sentire la sua voce. Per testimoniare il cambiamento e la spaccatura interna al Paese che ha portato la rivoluzione”. Qui ”gli uomini e le donne vorrebbero la pace, non tutti sono entusiasti di rischiare prendendo parte al conflitto. Ma molti comprendono che nel caso di una vera guerra, imbracciare le armi è una decisione da tenere in conto. Rischierebbero la vita in ogni caso, meglio farlo da militari che da civili”. Perché negli ultimi anni ”la guerra era di trincea e non ce n’era bisogno, oggi è diverso”. Così ”i civili che nel 2014 avevano preso le armi e poi le avevano abbandonate, ora sono tornati”.

Rangeloni, nato e Barzio in provincia di Lecco e un diploma da geometra, spiega che finora ”700mila persone sono state evacuate, sono le stime ufficiali, su un totale di 4 milioni di persone che vivono nelle due repubbliche”. Accanto ai miliziani ”ci sono i militari, i riservisti richiamati alle armi”.

Autore del libro ‘Le mie cronache di guerra’, spiega che nel Donbass si registrava ”un periodo di relativa calma e stabilità sulla linea del fronte fino a inizio novembre quando Biden e la Nato hanno cominciato a parlare di una possibile invasione russa”. Ora è ”difficile capire cosa accadrà nei prossimi giorni. Il riconoscimento delle due repubbliche da parte russa ha segnato la fine degli Accordi di Minsk siglati nel 2015 per risolvere il conflitto in modo pacifico e diplomatico”. Ma ”la stessa Ucraina sapeva che questi accordi non avrebbero portato a nulla, che era solo un compromesso per risolvere un conflitto violento, ma che prima o poi bisognava fare i conti con la realtà’.

Con elmetto e giubbotto antiproiettile racconta che ieri, ad esempio, ”sono finito in mezzo a una sparatoria. Ero sull’autostrada che collega Donetsk e Luhansk, la linea del fronte non corre molto lontana. Mi sono riparato in un posto sicuro ed è andato tutto bene”. Intanto la popolazione resiste, ma ”è logorata da una guerra silenziosa che va avanti da otto anni”. Una popolazione che vede, racconta Angeloni, ”l’ingresso dell’esercito russo come una garanzia della stabilità e della pace”. Perché ”nessuno vuole un conflitto come nel 2014”.

”Decine di migliaia di persone sono state fatte evacuare nella Federazione russa come misura preventiva, l’Ucraina sul suo versante sta facendo lo stesso. Chi è rimasto cerca di trovare una parvenza di normalità”‘. Rangeloni, personalmente, dice che ”non ho mai pensato di prendere le armi. In questo contesto quella che uso io è l’arma dell’informazione, perché è in atto anche una guerra mediatica e diplomatica. Una guerra che può essere più pericolosa di quella combattuta con carri armati e mortai. La stessa Ucraina ha chiesto alla Cnn e ai media occidentali di abbassare i toni per non creare panico e allarmismo”. Quello che l’autore lecchese si propone di fare, quindi, è di ”dare la possibilità a queste persone di raccontare, superando la visione di questo conflitto come contrapposizione tra mondo russo ed Europa, per costruire ponti superando stereotipi e il ricorso alle armi”.

”La maggioranza della popolazione del Donbass non è semplicemente filo russa, ma è russa etnicamente. Migliaia di persone hanno cittadinanza e passaporto russo”, afferma. Nel Donbass ”hanno molto più in comune con Mosca che con Kiev dove vengono portate avanti le istanze degli ucraini nazionalisti dell’Ovest che vanno in contrasto con i principi storici del resto del Paese”, conclude.

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Italiani in Ucraina: l’invito dell’ambasciata a lasciare il Paese

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ambakievKIEV\ aise\ – “L’Ambasciata d’Italia a Kiev rimane pienamente operativa a Kiev e segue assiduamente l’evolversi della situazione in Ucraina a tutela dell’incolumità e della sicurezza dei connazionali”. Ad una settimana dal primo messaggio ai connazionali, ma soprattutto all’indomani della decisione di Putin di riconoscere l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, con il conseguente invio di armi “a tutela della pace”, l’Ambasciata italiana a Kiev dal suo sito web invita tutti i connazionali a lasciare il Paese.
“Dallo scorso 12 febbraio – si ricorda nel nuovo messaggio diramato ieri sera – è stato deciso, a scopo precauzionale, di consigliare alla comunità italiana in Ucraina di lasciare temporaneamente il Paese e di raccomandare di posticipare tutti i viaggi verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e sul sito Viaggiare Sicuri. A causa di eventuali rapidi sviluppi della situazione, a quanti fossero tuttora presenti è ribadito l’invito a lasciare il Paese con i mezzi commerciali al momento disponibili e a seguire tutte le indicazioni delle Autorità locali”.
Ai connazionali che dovessero comunque decidere di non lasciare il Paese, l’Ambasciata raccomanda di “usare la massima prudenza, di assicurarsi di avere documenti d’identità validi ed aggiornati”. Inoltre, “si suggerisce, a titolo precauzionale, di valutare l’opportunità di predisporre alcune scorte di acqua, cibo e vestiti caldi e di carburante per le auto”.
A coloro che a qualsiasi titolo dovessero trovarsi in Ucraina l’Ambasciata rinnova – come già fatto nelle ultime settimane – l’invito a registrarsi sul sito Dove Siamo nel Mondo con la nuova funzione di geolocalizzazione, indicando su mappa la propria abitazione e fornendo un recapito d’emergenza.
In caso di necessità, l’Ambasciata d’Italia a Kiev è operativa e raggiungibile al numero di emergenza: +380 50 310 2111, che i profili social (Facebook, Twitter, Instagram) e il sito internet della Sede sono costantemente aggiornati e che gli Uffici restano raggiungibili ai consueti recapiti.
“Continueremo a profondere ogni sforzo a tutela degli interessi dei nostri connazionali”, conclude il messaggio. “Potete contare sul pieno supporto e sulla costante attenzione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’Ambasciata e l’Unità di Crisi”. (aise)