A Londra l’Italian Teachers Day 2022

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italianteachersday22LONDRA\ aise\ – Anche quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura di Londra supporta l’Italian Teachers Day, che si terrà il 5 marzo, dalle 9:00 alle 16:00, presso la Francis Holland School, in Ivor Place, a Londra.
Giunto alla quarta edizione, l’Italian Teachers Day è organizzato dall’associazione che riunisce gli insegnanti di italiano nel Regno Unito e sarà d’ingresso libero, grazie anche al sostegno della Society for Italian Studies, dell’Independent Schools Modern Languages Association oltre che dell’Istituto Italiano di Cultura e della Francis Holland School.
La giornata si articolerà in una sessione di condivisione di idee e risorse, informazioni e opportunità di incontro e networking. Gli indirizzi di saluto e l’introduzione all’evento saranno affidati alla direttrice dell’IIC di Londra Katia Pizzi. Seguiranno gli interventi in qualità di relatori dei professori John Foot della Bristol University, Giuliana Pieri della Royal Holloway presso la University of London, Cecilia Brioni del Trinity College di Dublino e Guido Bartolini della University of Cork. (aise)




SBS Italian/ Western Australia: come ha reagito la comunità italiana al prolungamento della chiusura dei confini

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PERTH\ aise\ – “Il Western Australia avrebbe dovuto riaprire i propri confini dal 5 febbraio. Lo scorso 20 gennaio è stata invece annunciata un’estensione dell‘hard border o “confine rigido”. L’ingresso nello stato dal resto dell’Australia e dall’estero sarà ancora soggetto a severe restrizioni”. Come sia stata accolta la notizia dai connazionali residenti a Perth e nello Stato australiano lo racconta un articolo a firma di Elisabetta Merati, Carlo Oreglia e Massimiliano Gugole, pubblicato oggi dal portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese.
“I confini, che avrebbero dovuto essere riaperti dal 5 febbraio, resteranno invece chiusi. L’opinione degli italiani residenti in Western Australia è divisa tra chi si sente protetto dalla politica statale e chi invece si sente in trappola.
Il premier del Western Australia, Mark McGowan, ha annunciato nuove indicazioni che riguardano gli studenti internazionali, dando loro un ultimatum per il rientro nello stato, che dovrà verificarsi entro le 11:59pm di venerdì.
La notizia, che molti hanno giudicato destabilizzante, è arrivata dopo che a fine gennaio il premier aveva rinviato l’apertura dei confini a data da destinarsi.
Come sta reagendo dunque la comunità italiana che vive in WA a questi repentini cambi di scena?
Stefano Tempesta, informatico che si occupa di sviluppo di software, con il WA ha un legame lavorativo. Intervistato ai microfoni di SBS Italian, si dice stanco della situazione e si augura che l’isolamento finisca presto.
Diametralmente opposta invece l’opinione di Francesca Costanza, proprietaria di un ristorante a Perth, che vede come un grosso vantaggio la politica protezionista del premier McGowan. “Siamo protetti e felici, l’economia funziona, mentre in altre città australiane le cose non vanno così bene“, spiega Costanza.
Maria Rosaria Francomacaro da circa un anno ha accettato un ruolo d’insegnante di italiano presso l’Università del WA. Giudica duramente le decisioni del governo statale, che a suo parere non ha saputo reagire all’emergenza. “Un governo che a più di due anni dall’emergere del problema non ha ancora trovato una soluzione alternativa alla chiusura non solo non ha vinto questa battaglia, ma per me non è nemmeno mai sceso in campo”, commenta Francomacaro.
Massimo Amuso, che vive da quattro anni a Perth dove si occupa di macchinari per miniera, si ritiene molto fortunato di poter vivere e lavorare in uno Stato dove per i due anni passati non ci sono state restrizioni interne.
“Mi sento in trappola”, commenta invece Giulio Paparesta; un’impressione condivisa anche da una mamma italiana, Giuliana (nome immaginario), che da anni vive in WA con il marito e il figlio e si dichiara ormai esausta a causa delle promesse non mantenute. “I cittadini hanno fatto quello che è stato chiesto di fare, vaccinandosi, ora spetta al premier mantenere la parola data”, dichiara esasperata.
Le regole che permettono l’accesso nel WA cambieranno in parte dal 5 febbraio, in particolare l’elenco delle possibili motivazioni per ottenere esenzioni includerà i residenti del WA con legami recenti o legami familiari diretti in WA, quelli che tornano per motivi compassionevoli, come funerali e cure palliative, e per cure mediche urgenti o essenziali. Tuttavia rimane ancora indefinita la data in cui verranno riaperti i confini dello Stato”. (aise)




Revoca immediata del Memorandum Italia-Libia: l’appello della società civile al Governo, Unhcr e Oim

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libia2ROMA\ aise\ – Oggi, 2 febbraio, giorno del quinto anniversario del Memorandum Italia-Libia, 96 organizzazioni italiane, libiche, africane ed europee presentano un documento di analisi e denuncia degli effetti del Memorandum e lanciano un appello al governo e alle organizzazioni internazionali: l’unica strada per tutelare le persone migranti in Libia è la revoca immediata del Memorandum.
“Il blocco delle partenze determinato dall’attuazione del Memorandum attraverso gli ingenti finanziamenti garantiti dall’Italia alle autorità libiche si è rivelato un fattore che agevola la strutturazione di modelli di sfruttamento, riduzione in schiavitù e violenze, definiti come crimini contro l’umanità dalla Missione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite”, denunciano le associazioni firmatarie. “Al contempo, le misure previste per consentire l’uscita legale delle persone migranti dal paese – evacuazioni, corridoi umanitari e resettlement – si sono dimostrate gravemente insufficienti a garantire l’accesso ai diritti e alla protezione in maniera generalizzata, sia per la limitatezza dei mezzi, sia per l’assenza di garanzie procedurali e il carattere concessorio proprio di questi sistemi”.
“Spesso, – proseguono – l’adesione a programmi di rimpatrio “volontario” rappresenta l’unico strumento per sottrarsi alle violenze e agli abusi, anche quando il ritorno nel Paese di origine espone le persone alle medesime persecuzioni da cui sono fuggite”.
“A fronte dell’esperienza maturata negli ultimi cinque anni e all’aumento di violenze e repressione a cui assistiamo negli ultimi mesi”, le organizzazioni firmatarie, attraverso l’appello, richiedono “al governo italiano di revocare immediatamente il Memorandum. Si tratta dell’unica scelta praticabile di fronte all’impossibilità strutturale di apportare miglioramenti significativi alle condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia e di garantire loro un adeguato accesso alla protezione, come dimostrato dall’evoluzione della situazione libica”.
All’UNHCR e OIM, invece, “in ottemperanza al loro mandato di tutela dei cittadini stranieri presenti in Libia, chiediamo di aderire alla richiesta di revoca del memorandum, così da evitare qualsiasi rischio di connessione tra le gravi violazioni dei diritti umani che derivano dal Memorandum e le proprie iniziative”.
L’appello da oggi può essere firmato anche da altre associazioni – attraverso questo form – e da singoli cittadini, che dovranno usare questo link. (aise) 




Nuovo strumento di tutela per gli italiani all’estero

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1doveROMA\ aise\ – Da oggi per gli italiani all’estero, lavoratori e studenti, viaggiatori e cooperanti, residenti o temporanei, la Farnesina offre un nuovo strumento di tutela. Sul sito www.dovesiamonelmondo.it ogni cittadino potrà registrare su una mappa la propria abitazione, per facilitare gli interventi in caso di necessità.
“Si tratta – spiega il Segretario Generale della Farnesina, Ettore Francesco Sequi – di un nuovo strumento con cui il Ministero degli Esteri conferma la propria volontà di porsi al servizio dei cittadini, sfruttando le opportunità offerte dalla transizione digitale: l’innovazione continua a essere uno degli assi portanti della nostra azione”.
Andando nella sezione per la registrazione dei singoli cittadini si potrà facilmente registrare il proprio indirizzo ed un contatto d’emergenza. L’Unità di Crisi e la rete diplomatica e consolare potranno così reagire con maggiore efficacia caso per caso, utilizzando ogni volta i canali disponibili secondo le possibilità del momento.
Il servizio sarà presto accessibile anche dalla APP “Unità di Crisi”, disponibile per Android e iPhone, che facilita la consultazione del sito www.viaggiaresicuri.it e consente di segnalare la propria posizione con il GPS del telefono in situazioni d’emergenza. (aise) 




Cile-Italia: l’Ambasciatore Bettocchi e la storia “eroica” di Valeria Valentin

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31bettocchiTRENTO\ aise\ – “Valeria Valentin è una delle italiane eroiche che durante il golpe cileno del 1973 ha agito per aiutare le persone in difficoltà e oggetto di repressione. La sua è una storia bella, di sacrificio, di aiuto, nata tra l’altro, nel contesto di una chiesa cattolica che si è conquistata sul campo una reputazione di vicinanza al popolo in una situazione di grande difficoltà”.
Ha esordito così l’Ambasciatore d’Italia in Cile, Mauro Battocchi, nel ricordare, nel corso di un’intervista realizzata da Paolo Tessadri al diplomatico stesso pubblicata sul sito della Provincia Autonoma di Trento, la figura della suora altoatesina Valeria Valentin, nata in Val Badia, ma che aveva scelto il Cile per la sua missione.
Nel 1973, durante i giorni del golpe di Pinochet, la suora si trovava a Santiago e riuscì a portare in salvo centinaia di persone perseguitate dal regime: poveri, operai, studenti. In una testimonianza del 1999 la Valentin – che nel frattempo aveva abbandonato la vita monastica e si era sposata con l’uomo con cui in Cile aveva sfidato il regime – ricordava che “io telefonavo ai nostri amici che erano all’interno dell’ambasciata e loro mi dicevano “due Marlboro, tre Hilton…”; la cifra indicava il numero di quelli che potevamo far scappare”.
Ed è proprio Battocchi a ricordare che in quegli anni l’ambasciata d’Italia visse un momento molto nobile perché “in assenza dell’ambasciatore che si trovava in Italia per una grave malattia del figlio, l’incaricato d’affari Pietro De Masi spalancò le porte alle persone che venivano perseguitate e ricercate dalla polizia segreta del regime. Aprendo le porte fece dell’ambasciata un punto di riferimento per tanti oppositori del regime. Tra il 1973 e il 1975 centinaia di persone sono passate dall’ambasciata d’Italia, hanno vissuto lì dentro per poi essere trasferiti fuori dal Cile con dei salvacondotti diplomatici messi a disposizione dalla nostra diplomazia. Oggi il popolo cileno ricorda con grande affetto, simpatia e riconoscenza quella pagina della nostra storia”.
Tutto questo entrerà a far parte di un documentario che la Fondazione Museo storico del Trentino ha deciso di dedicare a questa grande donna che ha visto gli orrori della dittatura cilena e ha rischiato la vita lei stessa pur di salvare dalla morte centinaia di persone. (aise) 




Kenya: firmato accordo per Programma Integrato di Sviluppo

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31kenyaNAIROBI\ aise\ – L’Ambasciatore italiano in Kenya, Alberto Pieri, e il Ministro del Tesoro keniano, Ukur Yatani, hanno siglato un accordo per realizzare il Programma Integrato di Sviluppo Socio-Sanitario di Malindi – Fase II. Presente alla firma, avvenuta a Nairobi lo scorso 26 gennaio, il Direttore dell’Ufficio di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Fabio Melloni.
Per l’Ambasciatore Pieri, la firma di questo accordo si inserisce nell’ambito della consolidata azione della Cooperazione italiana al percorso di sviluppo del Kenya e conferma l’impegno dell’Italia al riguardo.
Il programma oggetto dell’accordo sarà finanziato attraverso un credito d’aiuto agevolato di 6,4 milioni di euro finalizzato a migliorare le condizioni di vita della popolazione nelle sub-contee di Malindi e Magarini, nella Contea di Kilifi; si allinea, inoltre, al programma di sviluppo nazionale “Kenya Vision 2030”.
Gli interventi contribuiranno allo sviluppo socio-economico dell’area attraverso la costruzione di una strada asfaltata di 11.5 chilometri nella penisola di Ngomeni, un ponte pedonale sul fiume Sabaki, un sistema di approvvigionamento idrico, e fornitura e installazione di attrezzature per strutture scolastiche e sanitarie. L’attuazione del programma sarà affidata al CDA (Coastal Development Authority of Kenya) che si era già occupato con successo della prima fase, tra il 2006 e il 2012. (aise) 




Oslo: il Comites annuncia un nuovo progetto

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29oslocomOSLO\ aise\ – Presieduto da Elisabetta Cassina, il Comites di Oslo ha comunicato nei giorni scorsi di aver ricevuto dalla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina un finanziamento integrativo per la realizzazione di trailers illustrativi relativi quattro dei suoi progetti.
Si tratta del Gruppo di lettura: lettori italiani d’Islanda; della Pubblicazione del libro “Destinazione Norvegia” di Monica Miscali”, ed. Franco Angeli, sull’immigrazione italiana in Norvegia; del Progetto Sportello ascolto psicologico Drop in; e di Scienza senza Confini.
Nei prossimi giorni, il Comites inizierà le ricerche di videomaker disponibili a realizzare i video. (aise) 




Pugliesi nel Mondo: l’associazione lancia un concorso per il nuovo logo

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29logopugliesiBARI\ aise\ – L’Associazione Internazionale “Pugliesi nel Mondo” ha bisogno di un nuovo logo. Ne dà notizia il presidente Giuseppe Cuscito: “l’associazione ha necessità di rinnovarsi per stare al passo con i tempi”, scrive il presidente. “Per questo, propone, attraverso un concorso cui possono partecipare tutti, pugliesi e non, artisti, designer, studenti e istituti scolastici, Accademie ecc…la realizzazione del nuovo logo che ci rappresenterà anche istituzionalmente”.
I lavori devono essere inviati per posta alla sede sociale entro e non oltre il 15 settembre 2022.
“La vincitrice/re – continua Cuscito – sarà invitata, a nostre spese compreso un week end presso una struttura alberghiera sita in Puglia, per la presentazione e ufficialità del nuovo logo alle autorità istituzionali e ai mass media e a tutti i nostri associati, durante una iniziativa ad hoc”. (aise) 




Hong Kong: nuove regole d’ingresso dall’Italia

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22coronavirusmobilitaHONG KONG\ aise\ – Il Dipartimento della Salute di Hong Kong ha annunciato l’inserimento dei Paesi in cui sono stati rinvenuti contagi da variante Omicron, tra cui l’Italia, nella categoria ad alto rischio (Gruppo A).
Come ricorda il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, a partire dalle ore 00.00 di giovedì 2 dicembre possono fare rientro a Hong Kong dall’Italia solamente i residenti in possesso di un certificato di vaccinazione riconosciuto dalle autorità locali, oltre che del certificato di negatività al Covid rilasciato da laboratori autorizzati.
A partire dalle ore 00.00 di sabato 5 febbraio, la quarantena obbligatoria negli alberghi autorizzati a cui essi devono sottoporsi verrà ridotta da 21 giorni a 14 giorni.
I non residenti che siano stati in Italia nei 21 giorni precedenti il previsto arrivo a Hong Kong non potranno pertanto farvi ingresso.
Inoltre sino al 18 febbraio sarà vietato l’atterraggio a Hong Kong di tutti i voli passeggeri provenienti da Australia, Canada, Francia, India, Pakistan, Filippine, Regno Unito e Stati Uniti d’America e, allo stesso tempo, l’imbarco sui voli per Hong Kong sarà vietato ai passeggeri che sono stati in questi Paesi per più di due ore nei 14 giorni precedenti.
Tutti i passeggeri in arrivo a Hong Kong dall’estero dovranno presentare all’imbarco del volo per Hong Kong: un certificato di negatività al Covid-19 (esclusivamente di tipo PCR), in lingua INGLESE o CINESE, emesso da laboratori riconosciuti dalle autorità nazionali del paese in cui viene effettuato il test. A partire dal 24 dicembre il campione deve essere prelevato entro le 48 ore dall’orario previsto di partenza dell’aereo con cui si atterrerà ad Hong Kong.
Le Autorità di Hong Kong accettano solo certificati rilasciati da laboratori certificati ISO15189 o riconosciuti dalle autorità sanitarie nazionali del Paese in cui si effettua il test. In Italia occorre pertanto prenotare il test scegliendo uno dei laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute italiano presenti sull’elenco, costantemente aggiornato, e reperibile anche sul seguente sito web. Si raccomanda di effettuare la ricerca con anticipo e di contattare il laboratorio prescelto per ricevere assicurazioni sulle tempistiche del rilascio dei certificati.
Il certificato di negatività al Covid-19 deve essere redatto integralmente in lingua inglese e deve contenere tutti gli elementi presenti nel Covering of Lab Report (nome, cognome, data di nascita, nome del laboratorio con indirizzo, data e ora del prelievo e risultato del test) richiesto dalle compagnie aeree, pena il mancato imbarco.
Occorre inoltre la dichiarazione consolare firmata digitalmente. Per il Governo di Hong Kong, tale dichiarazione e la lista possono essere presentati al check-in della linea aerea sia in formato cartaceo che elettronico sullo smartphone, tuttavia alcune compagnie aeree richiedono la versione cartacea da presentare all’imbarco, per cui si raccomanda di informarsi direttamente con la linea aerea stessa circa l’accettazione o meno del formato digitale.
Le autorità di Hong Kong richiedono anche una conferma di prenotazione alberghiera per tutta la durata della quarantena prevista in base alla categoria di rischio del paese di provenienza. E’ possibile effettuare la quarantena alberghiera solo in uno degli alberghi designati dal governo elencati in questa lista.
Le misure predisposte dal governo di Hong Kong prevedono che ci si sottoponga ad un ulteriore test all’arrivo in aeroporto a Hong Kong e se ne attenda l’esito. È necessario tenere in considerazione diverse ore di attesa.
Se negativi al test Covid-19 effettuato in aeroporto, recarsi negli alberghi preposti alla quarantena utilizzando mezzi predisposti ad hoc dalle autorità locali. Qualora il test all’arrivo all’aeroporto internazionale di Hong Kong risulti positivo, le autorità locali organizzano il ricovero del passeggero presso le strutture ospedaliere adibite. I passeggeri che risultano negativi ma sono contatti stretti di passeggeri positivi vengono trasferiti invece presso i centri di quarantena governativi.
Nel caso di voli con scalo è necessario che il passeggero accerti eventuali ulteriori condizioni previste dalle autorità dei paesi di transito (tipologia del test Covid-19, lingua richiesta per la certificazione, condizioni di quarantena/autoisolamento) rispetto a quelle richieste dalle autorità di Hong Kong.
Il Governo di Hong Kong riconosce la “Certificazione verde COVID-19, Certificazione di vaccinazione” rilasciata dall’Italia, come valida ai fini dell’ingresso in Hong Kong con i limiti di tipologia di somministrazione specificati nel paragrafo “Quarantine Measures for Inbound Travellers” and “Documentary proof for completion of vaccination” del sito web del Governo: https://www.coronavirus.gov.hk/eng/inbound-travel.html
Non è invece riconosciuta valida ai fini dell’ingresso in Hong Kong la “Certificazione verde COVID-19, Certificazione di test” in luogo della certificazione test di negatività al Covid-19 rilasciata dai laboratori di analisi.
Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito del Consolato Generale d’Italia a Hong Kong. (aise)




Farnesina: aggiornamenti sul rientro dei cittadini dall’estero

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“Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario”, iic orda il Ministero degli Affari Esteri. “In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso in Italia o per il rientro nel nostro Paese da una destinazione estera, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova. Tali procedure interessano, con alcune possibili differenze dovute alle diverse normative locali, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali del Paese in cui ci si trova e che, a tutela della salute pubblica, potranno far rientro in Italia al termine del periodo di isolamento previsto. Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19”.
Quanto alla nuova Ordinanza, questa ha prorogato “fino al 30 giugno 2022 la validità delle regole specifiche per i “Corridoi turistici Covid-free”, che si applicano anche verso Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (limitatamente all’isola di Phuket), Oman e Polinesia francese. Inoltre a partire dal 1 febbraio 2022 le misure di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del 14 dicembre 2021 (relative ai Paesi dell’Elenco C) cessano di applicarsi. Dal 1 febbraio, quindi, gli ingressi dai Paesi dell’elenco C potranno avvenire con l’esibizione di una qualsiasi delle certificazioni verdi (certificato vaccinale, certificato di guarigione oppure tampone) e non più del cosiddetto green pass rafforzato”. Inoltre “viene abrogato il regime degli ingressi da Sud Africa, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 26 novembre 2021. A questi Paesi si applica pertanto il regime previsto per gli Stati e territori di cui all’elenco E dell’Allegato 20 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021, come disciplinato dalle ordinanze del Ministro della Salute 22 ottobre 2021 e 14 dicembre 2021”.
Di seguito tutte le indicazioni e le raccomandazioni della Farnesina.
“Con questa circolare il Ministero della salute ha fornito una serie di chiarimenti in relazione all’Ordinanza del Ministro della salute del 14 dicembre 2021. In particolare,
• per quanto riguarda i transiti aerei: si precisa che tutti i soggetti che, indipendentemente dal Paese di provenienza, non lasciano l’area transiti degli aeroporti, o non soggiornano nel nostro Paese, ma utilizzano come aeroporto di destinazione uno scalo italiano e poi si dirigono alla propria residenza/domicilio esteri, devono presentare all’atto dell’imbarco la certificazione di aver effettuato il tampone secondo la disciplina prevista dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 14 dicembre 2021;
• per quanto riguarda i transiti marittimi o terrestri (pullman o treno), valgono le stesse regole indicate per i transiti aerei, ovvero, la presentazione all’atto dell’imbarco della certificazione di aver effettuato il tampone;
• i soggetti che fanno ingresso in Italia da uno dei Paesi confinanti attraverso mezzo privato, per imbarcarsi su un volo o una nave/traghetto in uno scalo italiano con destinazione un Paese estero e permangono in territorio italiano per meno di 36 ore sono tenuti a seguire le regole del Paese di destinazione e, pertanto, esonerati dall’effettuazione del tampone in virtù della deroga che prevede che chi transita in territorio italiano con mezzo privato per meno di 36 ore è esonerato dall’effettuazione del tampone e della quarantena laddove previsti. Tale deroga è applicabile esclusivamente se si utilizza il mezzo privato per raggiungere il porto, l’aeroporto o la stazione ferroviaria di partenza verso la destinazione finale;
• si chiarisce che le nuove regole in materia di trasporti in vigore dal prossimo 10 gennaio 2022, ai sensi del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229 che estendono l’obbligatorietà del green pass rafforzato all’accesso ai mezzi di trasporto indicati all’art. 9-quarter, del decreto-legge n.52 del 2021, più precisamente, al comma 1 lett. a) “aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone” non si applicano ai servizi di trasporto internazionali. Pertanto, le norme transfrontaliere per l’ingresso in Italia in vigore restano quelle previste dalla Ordinanza del Ministro della salute del 22 ottobre 2021 e dall’Ordinanza del Ministro della salute del 14 dicembre 2021, viceversa valgono quelle del Paese di destinazione per i passeggeri in uscita.
Dal 16 dicembre e fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 gennaio 2022, con questa Ordinanza del Ministro della Salute è stato disposto che chi fa ingresso in Italia provenendo dai Paesi inclusi nell’Elenco C dell’Allegato 20 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 deve: compilare il Passenger Locator Form, presentare la certificazione verde Covid-19 di vaccinazione o guarigione (o certificazione equipollente) ed effettuare un test (molecolare nelle 48 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, oppure antigenico nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale) con esito negativo. In caso di mancata presentazione della certificazione verde Covid-19 di vaccinazione o guarigione, e fermo restando l’obbligo del test sopra citato, è obbligatorio sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario di 5 giorni, al termine del quale è obbligatorio sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico).
È stata anche aggiornata la lista dei Paesi inclusi nell’elenco D dell’Allegato 20. Chi proviene da questi Paesi deve: compilare il Passenger Locator Form, presentare la certificazione verde Covid-19 di vaccinazione (o certificazione equipollente) ed effettuare un test (molecolare nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, oppure antigenico nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale) con esito negativo. Il termine del test molecolare è ridotto a 48 ore per gli ingressi da Regno Unito. In caso di mancata presentazione della certificazione verde Covid-19 di vaccinazione (solo da USA, Canada e Giappone si può presentare la certificazione di guarigione in alternativa alla vaccinazione), e fermo restando l’obbligo del test sopra citato, è obbligatorio sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario di 5 giorni, al termine del quale è obbligatorio sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico).
Il regime degli ingressi da Sud Africa, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini, previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 26 novembre 2021, viene inoltre prorogato fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 gennaio 2022.
Dal 23 settembre il Ministero della Salute ha riconosciuto (con questa Circolare) l’equivalenza di alcuni vaccini, somministrati da autorità sanitarie estere, a quelli effettuati nell’ambito del Piano nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2.
Si tratta, in particolare, di: vaccini riconosciuti da EMA – Agenzia Europea per i Medicinali (vedi Allegato n. 1 alla Circolare); Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.
A seguito di tale riconoscimento:
– i cittadini italiani (anche residenti all’estero) e i loro familiari conviventi, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al Servizio Sanitario Nazionale o al SASN (Assistenza Sanitaria al Personale Navigante), e tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero con i summenzionati vaccini o che sono guariti all’estero da COVID-19, potranno richiedere, se si trovano già sul territorio italiano, il rilascio del Green Pass recandosi presso le Aziende Sanitarie locali di competenza territoriale;
– tutti gli altri cittadini stranieri vaccinati all’estero con i summenzionati vaccini avranno diritto ad accedere, sul territorio nazionale, a tutti i luoghi e servizi per i quali è richiesto il Green Pass (vedi box seguente). Per poter essere riconosciute come equivalenti al Green Pass, le certificazioni sul vaccino ricevuto all’estero dovranno contenere le seguenti informazioni: dati identificativi del titolare, dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato; dovranno inoltre essere redatte in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco oppure, ove fossero rilasciate in un’altra lingua, essere accompagnate da una traduzione giurata”. (aise)