Conferenza Internazionale dell’Italofonia, Maria Chiara Prodi (CGIE): La sinergia tra le istituzioni e le comunità all’estero rappresenta una ricchezza straordinaria

italofonia prodi immagine18

italofonia prodi immagine18Nel corso della Tavola rotonda “Italofonia come comunità di valori e dialogo” svoltasi nell’ambito della Conferenza Internazionale dell’Italofonia ha preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “Delle volte in Italia – ha affermato la Segretaria Generale – noi siamo capaci di grandi intuizioni e poi ci dimentichiamo di essere stati degli innovatori. Ecco allora voglio segnalarvi che nel 2026 festeggeremo 40 anni dall’istituzione dei Comites, ovvero il primo livello di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, In qualsiasi circoscrizione consolare ci siano almeno 3000 connazionali, allora troviamo i Comitato degli Italiani all’Estero con un gruppo di volontari eletti. I Comites poi eleggono i rappresentanti del Consiglio generale degli italiani all’estero, un organismo che compirà 35 anni e che rappresenta le nostre comunità nel mondo presso tutti coloro che mettono in atto delle politiche per gli italiani all’estero”. Prodi, dopo aver sottolineato l’importanza di mettere la diaspora italiana al servizio delle relazioni internazionali del nostro paese e della promozione della lingua e della cultura italiana, ha segnalato l’interesse di Kaja Kallas, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per la trasmissione del senso di cittadinanza europea attraverso le diaspore fuori dall’Unione Europea. “Noi abbiamo avuto questa grande capacità – ha aggiunto Prodi – di istituzionalizzare le comunità all’estero e l’abbiamo fatto proprio per cercare di renderle attive e operative rispetto alle nostre istituzioni di tutti i livelli, ovvero non solo il Parlamento o il ministero ma anche i comuni, le regioni. E è proprio questa sinergia tra le istituzioni e le comunità all’estero in tutta la loro diversità che fa questa ricchezza straordinaria”. La Segretaria Generale ha poi sottolineato come la legge sui Comites di 40 anni fa abbia permesso di avere informazioni su eventuali problematiche o fattispecie positive delle varie aree del mondo e di avviare di concerto progetti specifici. “Penso che la lingua e la cultura – ha poi rilevato Prodi – siano proprio quegli strumenti che possono dare nuovo slancio anche di partecipazione e di educazione alla pace e alla convivenza, come è stato ricordato da quasi tutti questa mattina.. Per quanto riguarda l’incontro odierno – ha continuato il Segretario Generale – pensavo all’immagine dei cerchi concentrici: i cittadini italiani che vivono in Italia, i cittadini italiani che vivono all’estero, poi quelli che sono appunto italofoni e che imparano la nostra lingua e si aggiungono al cerchio precedente attraverso l’amore per la lingua, fino ai famosi italici evocati da Piero Bassetti, coloro che amano la cultura italiana magari senza conoscere la nostra lingua. Avere questa immagine per me è molto promettente perché abbiamo cerchi concentrici che si alimentano nelle relazioni gli uni con gli altri, in una idea di complessità, complementarietà, collaborazione e sinergia che probabilmente può essere veramente una chiave di successo e di collaborazione dal punto di vista progettuale. Ecco, io credo – ha aggiunto Prodi – che una giornata come quella di oggi ci dia uno slancio verso obiettivi a cui tendere tutti insieme, attraverso strumenti di collaborazione che tengano a mente le specificità di ciascuno”. “In questo ambito vorrei veramente invitarvi – ha poi aggiunto la Segretaria Generale – a guardare il potenziale degli italiani all’estero come immediatamente disponibile, intrecciato con le altre comunità e i potenziali italofoni”. Dopo aver ribadito l’importanza di uno spazio istituzionale per una diaspora che comunque oggi è molto cambiata grazie alla facilità di viaggiare e alle nuove tecnologie di comunicazione, Prodi ha evidenziato: “dopo 40 anni siamo ancora capaci di essere un progetto innovativo e di esempio per il mondo. Vorrei incoraggiare anche chi magari ha diaspore inferiori alla nostra – che raggiunge ormai 7 milioni e 300 mila persone, quindi il 12% della popolazione italiana – di muoversi in questa direzione perché veramente in questo mondo interconnesso e complesso le persone in mobilità sono poi quelle che spesso hanno anche uno sguardo di costruzione di un mondo di pace, Nell’esperienza migratoria – ha concluso la Segretaria Generale – c’è grande prospettiva e penso che sia un contributo del quale non si possa fare a meno. Un’esperienza che mettiamo al servizio delle istituzioni”. (Nicolina Di Benedetto- Inform)




AIRE, sanità e “rientri strategici”: la verità sulla zona grigia che nessuno vuole affrontare

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Negli ultimi giorni, dopo l’avvio della discussione parlamentare sulla proposta di legge che imporrebbe 2.000 euro l’anno agli italiani iscritti all’AIRE residenti in Paesi extra-UE per poter accedere al Servizio Sanitario Nazionale, è esplosa una domanda molto semplice e molto scomoda:

«E se rientrassi in Italia, riprendessi la residenza, mi facessi curare,
e poi tornassi all’estero senza reiscrivermi all’AIRE?»

È la domanda che circola nelle chat degli italiani in America Latina, Africa e Asia. Una domanda che nasce dalla paura di una misura percepita come punitiva nei confronti di chi vive in Paesi dove gli stipendi medi sono di poche centinaia di dollari al mese.

Ma questa domanda merita una risposta onesta, non ideologica.

La residenza “di ritorno”: un’area grigia che esiste davvero

La legge italiana è chiara: per essere residenti bisogna avere dimora abituale in Italia.
Eppure, nella pratica, migliaia di persone rientrano ogni anno per:

  • operazioni programmate,
  • visite specialistiche,
  • cure oncologiche,
  • riabilitazioni,
  • o per ottenere farmaci molto costosi.

Una volta riacquisita la residenza, si rientra automaticamente nel SSN e si ha diritto a tutte le cure necessarie, senza ticket aggiuntivi.

Questo accade perché il sistema sanitario italiano non è un’assicurazione privata:
non chiede “prova di presenza”, non controlla quanto tempo vivi davvero nel Paese, non revoca retroattivamente le prestazioni già erogate.

Dopo le cure, molti ripartono. E il sistema non se ne accorge.

Il punto centrale, il vero nodo politico, è questo:

Se ricevi cure mentre sei residente, quelle cure rimangono valide anche se dopo riparti e non torni più.

Il massimo che può accadere, a distanza di mesi:

  • il Comune ti cancella la residenza perché non ti trova;
  • l’ASL chiude il medico di base per irreperibilità;
  • oppure ti arriva una comunicazione che ormai non leggerai nemmeno, perché vivi all’estero.

Ma:

Le cure già ricevute non vengono annullate.
Nessuno ti chiede indietro visite o interventi ordinari.
Non esiste un recupero automatico dei costi.

Solo in casi eccezionali (trapianti, oncologia avanzata, interventi costosissimi) l’ASL può attivare accertamenti – ma riguarda numeri microscopici.

La verità, scomoda per lo Stato, è che il sistema non ha strumenti per impedire che questo accada.

Perché la proposta della quota annuale è nata?

Proprio perché migliaia di italiani nel mondo già utilizzano questa “zona grigia”.

Il legislatore vede:

  • chi rientra per operarsi,
  • chi sfrutta la residenza temporanea,
  • chi dopo le cure riparte.

E quindi tenta una misura rigida e generalizzata:
far pagare 2.000 euro l’anno a tutti gli italiani AIRE dei Paesi extra-UE.

Una sorta di “assicurazione obbligatoria” retroattiva.

Ma questa proposta ignora completamente due realtà:

1. Gli stipendi nei Paesi extraeuropei

In Repubblica Dominicana, come in gran parte dell’America Latina, uno stipendio comune oscilla fra 200 e 500 dollari al mese.
Non esiste possibilità concreta di pagare 2.000 euro all’anno.

2. La mobilità reale degli italiani nel mondo

Molti vivono all’estero, ma la loro “casa di cuore”—e spesso la loro unica possibilità sanitaria per malattie serie—rimane l’Italia.

Un rischio politico: colpire i più deboli, non i furbi

Chi già “approfitta” della residenza di ritorno continuerà a farlo: basta rientrare per qualche mese, riattivare la residenza, curarsi e poi ripartire.

Chi invece verrebbe punito dalla quota annuale?

  • i pensionati in America Latina,
  • i lavoratori a basso reddito,
  • gli italiani che vivono in Paesi con sanità carente,
  • chi ha malattie croniche e non può permettersi assicurazioni private.

La vera stortura è che si tenta di colpire un fenomeno complesso con un martello invece che con un bisturi, creando una nuova ingiustizia invece di risolvere quella precedente.

La domanda finale è politica, non burocratica

Lo Stato italiano vuole davvero spingere milioni di cittadini AIRE:

  • a rientrare “di corsa” per non pagare?
  • a cancellarsi temporaneamente dall’AIRE?
  • a tornare residenti solo per non essere tassati per la sanità?

O vuole creare una sanità a pagamento solo per gli italiani all’estero più poveri?

Perché, tolte le parole, questa legge rischia di fare proprio questo.

Il dibattito non può ignorare la realtà:

La residenza temporanea per cure esiste.
Il SSN non revoca cure già erogate.
Chi non potrà pagare cercherà comunque soluzioni alternative.
Una tassa fissa di 2.000 euro colpirebbe i più deboli, non i “furbi”.

Se l’Italia vuole davvero tutelare i suoi cittadini nel mondo, deve costruire un sistema equo, sostenibile e moderno, non punitivo.

Perché gli italiani all’estero non sono un costo:
sono una risorsa che lo Stato non può permettersi di perdere

 




Italiani all’estero e cittadinanza, domani il Maie presenterà una proposta di legge

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maie 2 615x223Si terrà mercoledì 19 novembre, alle ore 19, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la presentazione della proposta di legge targata MAIE depositata in Parlamento dall’On. Franco Tirelli, deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

Il testo, che verrà illustrato in conferenza stampa, propone alcune importanti modifiche alla legge di cittadinanza ius sanguinis. Oltre all’On. Tirelli, interverranno Ricardo Merlo, presidente Maie, il Sen. Maie Mario Borghese e il coordinatore Maie per le Americhe, Antonio Iachini. (Inform)




Costa Rica, il Paese più felice del mondo… dove i pensionati aspettano in silenzio il proprio denaro

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imagen de whatsapp 2025 11 17 a las 14.17.19 3c6cd7eaLa Costa Rica ama presentarsi al mondo come “il Paese più felice del pianeta”, un luogo di pace, natura e sorrisi.
E noi, italiani che viviamo qui, lo confermiamo con gratitudine e affetto: questo Paese è davvero meraviglioso, popolato da persone gentili e ricco di valori umani che ammiriamo profondamente.

Tuttavia, ci sono momenti in cui la felicità sembra fermarsi sulla soglia delle istituzioni pubbliche.
Dall’inizio di novembre, il Banco Nacional de Costa Rica (BNCR) si trova ad affrontare un “problema tecnico temporaneo” che ha causato la sospensione di numerose trasferenze internazionali, tra cui le pensioni di decine di cittadini italiani residenti nel Paese.

Secondo la comunicazione ufficiale emessa dallo stesso banco il 17 novembre (BNCR-SJG081-2025), l’istituto sta “lavorando in modo prioritario e ininterrotto per normalizzare il servizio”.
Ma la realtà è che, a 17 giorni dall’invio delle pensioni, molti non hanno ancora ricevuto il denaro sui propri conti.

Da Italodescendientes.com, in coordinamento con il COMITES della Costa Rica, l’ente governativo italiano che rappresenta ufficialmente la collettività italiana nel Paese, ci siamo rivolti al Banco Nacional per chiedere spiegazioni.
La risposta del banco è stata chiara, ma allo stesso tempo inquietante:

“Tranquilli, i soldi sono lì.”

Il problema è che, mentre “i soldi sono lì”, i pensionati non possono pagare i propri medicinali, l’affitto o il cibo, perché molti vivono esclusivamente della loro pensione mensile.
E nel frattempo, le carte di credito accumulano interessi, i mutui generano chiamate automatiche di sollecito, e le bollette continuano ad arrivare, senza tregua né comprensione.

Ciò che sorprende ancor di più è il silenzio dei media:
nessun giornale ha parlato del caso,
nessun telegiornale ha chiesto cosa stia realmente accadendo,
come se affrontare un malfunzionamento di una banca statale fosse un argomento tabù.

E non si tratta solo di italiani: anche cittadini costaricensi risultano colpiti dallo stesso problema.
Il malcontento cresce, ma in silenzio, perché nessuno vuole disturbare “la banca felice del Paese più felice del mondo”.

Il COMITES sta raccogliendo i dati di tutti i pensionati coinvolti, con l’obiettivo di presentare un rapporto ufficiale alle autorità italiane e agli organismi di vigilanza finanziaria costaricensi (SUGEF e CONASSIF).

Nel frattempo, il silenzio istituzionale continua, e la storia sembra ispirata ai tre scimmioni saggi:
non vedo, non sento, non parlo.
Solo che, questa volta, chi tace non è saggio, ma responsabile.

 

 

 




Avviato l’esame della proposta sull’assistenza sanitaria per i cittadini Aire residenti in Paesi extra Ue che non aderiscono all’EFTA

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aula panoramica gif w485 h1 485x223E’ stata avviato e poi rinviato al 18 novembre l’esame nell’Aula delle Camera dei Deputati della proposta di legge Di Giuseppe (Fdi – ripartizione America settentrionale e centrale) e delle abbinate proposte di legge a prima firma Di Sanzo (Pd- ripartizione America settentrionale e centrale) e Onori (Azione – ripartizione Europa) e altri volte a modificare della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio”.

Nel suo intervento il relatore Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia) ha ricordato che il dato comune a tutti i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero è che essi devono iscriversi all’Aire entro e non oltre 12 mesi dal trasferimento. Ad oggi, si riscontra una disparità di trattamento tra gli iscritti all’Aire, a seconda che essi risiedano in Paesi dell’Unione europea e in Stati aderenti all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), per i quali si mantiene la copertura sanitaria in Italia, ovvero in Paesi terzi, per i quali non sempre esiste una convenzione sanitaria stipulata con l’Italia.

L’attuale normativa in vigore, di cui al decreto del Ministro della Salute del 1° febbraio 1996, prevede che, in caso di rientro sanitario in Italia, il cittadino residente in Paesi extra UE e non aderenti all’EFTA con lo status di emigrato o titolare di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani, non avente una copertura assicurativa, abbia diritto gratuitamente alle prestazioni ospedaliere urgenti fino a un periodo massimo di 90 giorni. Tuttavia, il mancato possesso della tessera sanitaria, che certifica l’iscrizione del cittadino nell’Anagrafe nazionale sanitaria, rende la gestione operativa farraginosa per tutti gli ambiti della sanità nazionale.

Considerato, quindi, che la normativa attualmente in vigore, con la quale sostanzialmente si determina la perdita del diritto all’assistenza sanitaria per coloro che risiedono in un Paese extra UE e non aderente all’EFTA, costituisce un vero e proprio disincentivo all’iscrizione all’Aire, secondo il relatore la proposta di legge in discussione rappresenta un’opportunità rilevante per tutti i cittadini italiani regolarmente iscritti all’Aire, garantendo loro una continuità nella fruizione dell’assistenza sanitaria italiana.

Ciocchetti ha inoltre ricordato come, nel corso dell’esame del provvedimento presso la XII Commissione della proposta di legge di cui è primo firmatario Di Giuseppe, adottata come testo base, siano state abbinate due proposte di legge vertenti sulla stessa materia, presentate rispettivamente da altri due eletti all’estero come Di Sanzo e Onori. Si tratta, quindi, di un tema considerato rilevante a livello trasversale tra i gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. In sede referente sono state approvate dalla XII Commissione alcune proposte emendative, volte a modificare il testo rispetto alla versione originaria della proposta di legge, circoscrivendo la disciplina ivi prevista, per le ragioni anzidette, ai cittadini iscritti all’Aire che risiedono in Paesi non facenti parte dell’Unione europea e non aderenti all’EFTA.

Quindi ai sensi dell’articolo 1 del testo in discussione, viene novellata la legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, attraverso l’inserimento di una disposizione volta a prevedere che i cittadini iscritti all’Aire, residenti nei suddetti Paesi, vengano iscritti presso l’azienda sanitaria locale presente nel territorio, che raccoglie le loro schede individuali, o, in alternativa, presso l’azienda sanitaria locale competente per il domicilio di soggiorno. Nel testo si precisa inoltre che il rilascio della tessera sanitaria nazionale, valida sul territorio italiano, nei confronti degli utenti in oggetto, sarà subordinata al versamento del contributo che il successivo articolo 2 quantifica in 2.000 euro annui, non frazionabili. Dal relatore viene anche evidenziato come tale quantificazione sia stata determinata sulla base della spesa pro capite annuale che lo Stato italiano programma per la fruizione, da parte di ogni cittadino italiano, delle prestazioni sanitarie offerte dal Servizio sanitario nazionale. In particolare, la spesa programmata annualmente dallo Stato è calcolata secondo il criterio dei costi standard, di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo n. 68 del 2011, applicando a tutte le regioni italiane la spesa pro capite rilevata nelle regioni benchmark che per l’anno 2023 è pari circa a 2.000 euro. Si tratta quindi di un valore medio, la cui congruità è stata accertata dalla Commissione bilancio che, sul provvedimento in esame, ha acquisito una relazione tecnica.

In accoglimento di una condizione posta nel parere della Commissione bilancio, all’articolo 2 è stato approvato un emendamento ai sensi del quale con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, l’ammontare del predetto contributo può essere adeguato annualmente tenendo conto dell’attività di monitoraggio e della variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente. Sempre all’articolo 2, si prevede che il mancato versamento del contributo comporti la messa in mora dell’utente e la conseguente sospensione dell’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale.

In tal caso, l’accoglimento di una nuova richiesta di accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale è subordinato al versamento dei contributi dovuti per il periodo intercorrente tra la sospensione e la nuova richiesta di accesso, maggiorati degli interessi legali. Inoltre, si prevede l’esonero dal versamento del contributo per i cittadini minorenni iscritti all’AIRE, residenti nei Paesi individuati dalla norma, nel caso in cui almeno un genitore o il tutore legale abbia richiesto il rilascio della tessera sanitaria.

Viene poi precisato che il contributo debba essere versato dai soggetti interessati mediante gli strumenti di pagamento previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 82 del 2005 (codice dell’amministrazione digitale), disciplinante i pagamenti con modalità informatiche. Ciocchetti  ha poi rilevato come l’articolo 3, rechi le disposizioni finanziarie, mentre l’articolo 4 detti le disposizioni finali. In particolare, esso rimette a un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, l’individuazione delle modalità attuative per l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale dei cittadini regolarmente iscritti all’Aire residenti in Paesi extra UE e non aderenti all’EFTA, nonché la definizione degli aspetti relativi al procedimento amministrativo correlato e all’attività di monitoraggio degli effetti derivanti dalla legge in esame.




Venezuela. La madre di Trentini al Governo: “Si è speso troppo poco per Alberto”. È in carcere da un anno

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trentini madre 1024x576“Fino ad agosto il nostro governo non aveva ancora avuto alcun contatto telefonico con il governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio”. Lo ha detto Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da 365 giorni in Venezuela, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano. “Voglio ricordare che a mio figlio è stato tolto un anno di vita. È un’ingiustizia di cui non sappiamo darci pace”, ha aggiunto.

PD SENATO: “UN ANNO DI SILENZIO DA PARTE GOVERNO, ALBERTO LIBERO ORA”

“Un anno senza Alberto, un anno di carcere in Venezuela, un anno di solitudine della sua famiglia, un anno di silenzio da parte del governo. Il quadro geopolitico non può essere un alibi per non fare l’impossibile per avere Alberto Trentini di nuovo a casa. Un anno come il primo giorno: Alberto libero. Ora”. Così le senatrici e i senatori del Partito Democratico nella Commissione Diritti Umani, Susanna Camusso, Cecilia D’Elia, Tatjana Rojc, Filippo Sensi, in occasione dei 365 giorni di prigionia in Venezuela di Alberto Trentini.




Messico. L’Ambasciatore Modiano: «Primo sì alla cucina italiana dall’Unesco»

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ambasciatoresettimanapuntovert«La Settimana della Cucina Italiana è un’iniziativa lanciata dieci anni fa dal Ministero degli Affari Esteri, che mette in risalto l’eccellenza della tradizione culinaria italiana attraverso un tema annuale. Quest’anno, il filo conduttore sottolinea gli aspetti della nostra gastronomia legati alla salute, alla cultura e all’innovazione».

Lo ha detto l’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, durante l’evento principale della celebrazione presso l’Istituto italiano di cultura della capitale del Paese (Iic).

Il programma dell’edizione 2025 si è aperto il 3 novembre con la finale del Campionato messicano della pizza, è proseguito l’11 novembre con una conferenza stampa e uno show cooking dello chef ospite d’onore Francesco Bordone ed una giornata di eventi il giorno dopo nell’Istituto italiano di cultura, dedicati alla sostenibilità e conclusisi con un aperitivo preparato dagli chef Bordone e Vinod Sookar e accompagnato dal concerto di musica jazz del quintetto Sabor y Swing. Culminerà il 21 novembre con un incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Città del Messico, e il Museo del Cioccolato della capitale del Paese.

«Alla luce del primo sì» —ha detto il Capo missione— «della proposta di inserimento della nostra cucina nell’elenco dei patrimoni immateriali Unesco, un’onorificenza che il Messico vanta dal 2010, ritengo personalmente che, se esiste una gastronomia nel mondo che merita questo premio, è proprio quella italiana».

Le attività della serata del 12 novembre in Iic hanno avuto inizio con una masterclass impartita dallo Chef ospite d’onore a giovani studenti di alcune università gastronomiche messicane, a cui ha fatto seguito la conferenza scientifica dal titolo Saperi e sapori che alimentano un futuro sostenibile, con la partecipazione della professoressa Giovanna Rossi Márquez e il professor Cristian Aarón Dávalos Saucedo del Tecnológico Nacional de México, Instituto José Mario Molina Pasquel y Henríquez, e la professoressa Maria Itria Ibba, direttrice del Laboratorio di chimica e qualità del grano presso il Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo (Cimmyt), moderati da Roberto Marani, addetto scientifico dell’Ambasciata.

L’Iic ospita, inoltre, tre mostre: Food Heroes, un omaggio a chi lavora dietro le quinte della gastronomia —agricoltori, pescatori, trasportatori e produttori—, Sparkling Wine, che mette in luce l’importanza degli spumanti italiani e la loro storia, e Pellegrino Artusi: la ciencia en la cocina y el arte de comer bien, una mostra sull’autore che ha unificato la lingua e la tradizione culinaria italiana nel XIX secolo.

puntodincontro.mx




I 99 anni del presidente Colombino. Festeggiato il fondatore e presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo

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michele colombino 633x305Festa a San Pietro Val Lemina per i 99 anni di Michele Colombino, fondatore nel 1981 dell’Associazione dei Piemontesi nel Mondo di cui è da sempre presidente. Grazie alla sua instancabile attività, l’Associazione ha favorito e sostenuto la nascita di oltre duecento realtà autonome in Europa, America, Africa Asia e Oceania , creando una rete di rapporti culturali e sociali che ancora oggi rafforza l’identità piemontese. Colombino è stato festeggiato, con una grande torta, da molti amici e dal sindaco Anna Balangero, nella serata di giovedì 30 ottobre. Primo cittadino di San Pietro Val Lemina dal 1964 al 1975 e consigliere regionale dal 1970 al 1975, Colombino promosse la costruzione del monumento “Ai Piemontesi nel Mondo”, inaugurato nel 1974 e considerato il primo al mondo dedicato agli emigrati piemontesi. La sua opera si è arricchita nel 2006 con la nascita del Museo regionale dell’emigrazione di Frossasco, un centro di documentazione e memoria che raccoglie storie, oggetti e testimonianze di chi lasciò il Piemonte per cercare fortuna altrove, recentemente rilanciato con un rinnovato allestimento multimediale. Si deve al festeggiato anche l’inno ufficiale dei Piemontesi nel Mondo, “Noi soma ed Piemontèis”, che dal 1989 accompagna raduni e cerimonie. Nel 2021 il Consiglio regionale del Piemonte conferì a Colombino il Sigillo della Regione, massima onorificenza istituzionale, riconoscendone il valore culturale e umano. Colombino ha ringraziato dei festeggiamenti e sottolineato «l’importanza del volontariato», ribadendo l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza. In attesa del compleanno numero 100, Colombino resta il simbolo di un Piemonte che non dimentica i suoi emigrati e le comunità piemontesi all’estero. La sua vita è un ponte tra passato e futuro, tra memoria e identità, tra radici e nuove generazioni. (Renato Dutto- Cerèa Piemontesi nel Mondo del 14 novembre- Piemonte News*(Inform)

*Giornale della Regione Piemonte




L’emigrazione lucchese di oggi nel Rapporto Italiani nel Mondo 2025

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lucchesi nelk mondo ilaria del biancoimmagine4Lucca ne “L’Italia delle emigrazioni plurime che cercano cittadinanza attiva”, il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 pubblicato ieri. L’associazione “Lucchesi nel Mondo” accoglie ogni anno con particolare interesse la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo, tradizionalmente organizzata a Roma e curata dalla Fondazione Migrantes, che per il 2025 reca il titolo “L’Italia delle emigrazioni plurime che cercano cittadinanza attiva”, un appuntamento che rinnova la riflessione su un fenomeno che appartiene profondamente alla storia e alla vita del nostro territorio. “Questi dati – sottolinea la presidente dell’associazione, Ilaria Del Bianco – ci ricordano che l’esperienza lucchese va oltre la fuga con talenti, cervello o braccia – per citare la frase utilizzata nel rapporto -, e che con la sua lunga storia di emigrazione, continua a parlare al presente, non più come partenza definitiva, ma come forma di mobilità costante, che costruisce reti, relazioni, partenze e ritorni, anche se la circolarità del fenomeno è un obiettivo ancora lontano dall’essere conseguito. Su queste esperienze, del passato e del presente, intendiamo continuare a lavorare affinché diventino una risorsa per il futuro del nostro territorio”. Il Rapporto 2025 fotografa una realtà in costante evoluzione: al 1° gennaio 2025 gli italiani iscritti all’AIRE sono 6.412.752, pari a circa un italiano su nove, e tra il 2006 e il 2024 si contano 1.644.271 espatri a fronte di 826.785 rientri, per un saldo negativo di 817.486 unità, mentre nel solo 2024 sono stati registrati 155.732 nuovi espatri, confermando la persistenza e la stabilità del fenomeno, con l’Europa che rimane la principale destinazione, pari al 76% dei flussi del periodo, seguita da America Latina e Nord America. In Toscana, il quadro regionale aiuta a comprendere la portata del fenomeno: i dati relativi agli elettori toscani all’estero raccolti in vista delle regionali 2025 indicano circa 203.000 cittadini residenti fuori regione, un numero che, pur non coincidente con il totale AIRE, riflette la consistenza della comunità toscana nel mondo. Di questi, circa un quarto proviene dalla provincia di Lucca, a conferma del peso storico e attuale dell’emigrazione lucchese e della vitalità dei legami con il territorio d’origine. La Toscana si colloca nella macro-area del Centro-Nord, dove la mobilità in uscita proviene soprattutto dalle aree interne e periferiche, e il Centro Italia nel suo complesso rappresenta circa un milione di iscritti AIRE, pari al 15,7% del totale nazionale, con la Toscana che contribuisce in modo rilevante, mantenendo la destinazione europea come scelta prevalente, coerente con il dato nazionale e con una mobilità di prossimità legata a studio, lavoro e nuove opportunità di vita. Il tema dell’emigrazione italiana, storica e contemporanea, e del legame tra le comunità all’estero e la terra d’origine, rappresenta uno degli ambiti centrali dell’attività dell’associazione, che da anni intrattiene un rapporto di collaborazione solido e costante con la Fondazione Migrantes. Nel tempo, la Lucchesi nel Mondo ha promosso a Lucca numerose presentazioni del Rapporto, alle quali è spesso intervenuta Delfina Licata, curatrice e anima della pubblicazione, offrendo al pubblico lucchese la possibilità di confrontarsi con analisi sempre nuove e stimolanti in un territorio dove l’esperienza migratoria ha lasciato un’impronta profonda. Questa collaborazione si è arricchita anche attraverso la partecipazione diretta della presidente Ilaria Del Bianco e del vicepresidente Bruno Micheletti alla redazione di precedenti edizioni del Rapporto, con contributi dedicati all’emigrazione toscana e lucchese, e si è ulteriormente consolidata con la pubblicazione, da parte della Fondazione Migrantes, del volume di Micheletti “Dalle bancarelle alle gipsoteche”, dedicato alla straordinaria epopea dei figurinai lucchesi, simbolo della capacità del territorio di trasformare il lavoro artigiano e l’esperienza migratoria in patrimonio culturale condiviso. Alla luce di tali evidenze, l’associazione Lucchesi nel Mondo APS ETS rinnova il proprio impegno nel mantenere e rafforzare i rapporti con le comunità lucchesi e toscane all’estero, promuovendo la memoria dell’emigrazione, la valorizzazione delle eccellenze culturali e artistiche del territorio e il riconoscimento del contributo che gli emigrati di ieri e di oggi continuano a offrire alla Lucchesia e alla Toscana. (Inform)




Campani nel mondo: “Sosteniamo Cirielli, un vero campano per il futuro della Regione”

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Riceviamo e pubblichiamo.

imagesIn vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, in cui la Campania sarà chiamata a rinnovare la Presidenza della Regione, i coordinatori del centrodestra in Nord America Nissoli, Mainieri e Braga rivolgono un appello ai campani nel mondo:
“Invitiamo tutti i cittadini di origine campana che vivono all’estero a incoraggiare amici e parenti in Italia ad andare a votare e a sostenere Edmondo Cirielli, candidato alla Presidenza della Regione Campania.”

“Cirielli è un campano vero, radicato nei valori della sua terra e impegnato a guidarla verso una stagione di rinnovamento, sviluppo e buona amministrazione” – proseguono Nissoli, Mainieri e Braga – “Con lui la Campania può finalmente voltare pagina e costruire un futuro fatto di opportunità, trasparenza e crescita.”

L’appello sottolinea l’importanza della partecipazione e dell’unità di tutti i campani, in patria e all’estero, per dare forza a un progetto politico che metta al centro le persone, il territorio e il lavoro.

“Questa è un’occasione storica per restituire alla Campania la dignità e l’energia che merita” – concludono Nissoli, Mainieri e Braga, “Con Cirielli Presidente, la Regione potrà tornare protagonista.”