Il peso demografico degli italiani all’estero continua a crescere

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155245514 503178b0 e665 435c a106 b987fcde3883Gli italiani all’estero rappresentano ormai una realtà sempre più rilevante nel panorama demografico e politico nazionale. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero degli Affari Esteri, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) hanno superato quota 7,3 milioni, segnando un incremento costante che conferma una tendenza in atto da oltre due decenni.

Con oltre sette milioni di cittadini registrati ufficialmente, la comunità italiana all’estero è ormai paragonabile, per dimensioni, ad alcune delle più grandi regioni italiane. Si tratta di una “Italia parallela”, distribuita in tutti i continenti, con concentrazioni particolarmente significative in Europa, Nord America e America Latina.

In Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Messico e in molti Paesi dei Caraibi, la presenza italiana non è soltanto numericamente consistente, ma continua a giocare un ruolo attivo nelle dinamiche economiche, culturali e sociali.

Se storicamente le grandi emigrazioni italiane erano legate al dopoguerra e ai primi decenni del Novecento, oggi il fenomeno ha caratteristiche diverse. Ad alimentare la crescita sono:

  • giovani professionisti e studenti che si spostano per opportunità accademiche o lavorative;
  • famiglie in cerca di migliori condizioni di vita;
  • pensionati che scelgono Paesi con un costo della vita più sostenibile, come la Repubblica Dominicana o il Portogallo.

In particolare, negli ultimi anni si è registrato un forte aumento di italiani che hanno scelto l’America Centrale e i Caraibi, attratti dal clima, dalle opportunità imprenditoriali e da regimi fiscali più favorevoli.

L’aumento degli iscritti all’AIRE comporta inevitabilmente anche nuove sfide per i consolati italiani, spesso sovraccarichi di richieste per passaporti, certificati e pratiche burocratiche.
Il governo italiano ha annunciato investimenti per digitalizzare e snellire le procedure, promettendo un accesso più rapido ai servizi, soprattutto per i cittadini residenti lontano dalle grandi sedi diplomatiche.

La “nazione all’estero” non è solo una questione numerica. Gli italiani residenti fuori dai confini hanno diritto di voto e contribuiscono a eleggere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato.
Con oltre sette milioni di persone, il loro peso politico diventa sempre più rilevante, in grado di incidere sugli equilibri elettorali e sulle scelte legislative in materia di cittadinanza, fiscalità e servizi consolari.

Infine, c’è la questione identitaria. Le comunità italiane all’estero non rappresentano soltanto numeri, ma custodiscono tradizioni, lingua e cultura che si intrecciano con quelle locali. Scuole italiane, associazioni, camere di commercio e circoli culturali svolgono un ruolo decisivo nel mantenere vivo questo legame, soprattutto nelle nuove generazioni.

Per gli italiani che vivono in Nord America, Centro America e Caraibi, questi dati confermano una certezza: la loro voce e la loro presenza contano sempre di più, non solo come comunità locale, ma come parte integrante della nazione italiana allargata.

 




Canada. L’ambasciatore Cattaneo incontra la comunità italo-canadese in Ontario

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imagesNei giorni 4 e 5 ottobre 2025, l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, ha partecipato a incontri istituzionali e culturali con la comunità italo-canadese dell’Ontario.
La prima tappa è stata il gala annuale “President’s Ball” organizzato dalla Canadian Italian Business Professional Association (CIBPA) di Toronto, in occasione del 73° anniversario dell’associazione. Durante la serata, sei membri della comunità italo-canadese sono stati premiati per i loro contributi in diversi settori (impresa, cultura, professioni).
Il giorno successivo l’ambasciatore si è recato presso l’“Italian Centre” di Hamilton, dove ha avuto colloqui con autorità locali e ha assistito a un concerto d’arie d’opera, promosso da Festitalia come parte delle celebrazioni del 50° anniversario dell’associazione che promuove il patrimonio italiano.

Rilevanza per gli italiani in Canada
Questa iniziativa dimostra l’impegno diplomatico italiano per mantenere viva la rete delle comunità all’estero e rafforzare il senso di identità. Per molti italo-canadesi, è un’occasione per sentirsi ascoltati e riconosciuti, oltre che per consolidare legami culturali e professionali con la madrepatria.
Inoltre, eventi come questi offrono una piattaforma per discutere eventuali criticità pratiche: accesso ai servizi consulari, esigenze culturali, finanziamenti per iniziative italiane locali, programmi per giovani e famiglie, collaborazione con enti pubblici canadesi.

Possibili sviluppi e osservazioni
Potrebbero emergere proposte operative – ad esempio, maggior supporto consolare in zone meno servite, promozione della lingua italiana nelle scuole locali, incentivi per startup italo-canadesi.
Sarebbe interessante verificare se nei prossimi giorni verranno adottate iniziative concrete a seguito di questi incontri – per esempio bandi, fondi per progetti culturali o imprenditoriali.
In ogni caso, per i connazionali residenti in Ontario (o altrove in Canada), questa vicinanza istituzionale è un segnale positivo che può essere valorizzato da associazioni locali per chiedere supporti tangibili.




Legge sulla cittadinanza: riconoscimento per i figli dei nati italiani all’estero

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legge sulla cittadinanza riconoscimento per i figli dei nati italiani allesteroimmagine19Un recente e più accurato chiarimento del D. Lgs n. 36/2025, che riforma i criteri di riconoscimento della cittadinanza italiana per i figli degli italiani all’estero, prevede la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana per i figli nati all’estero da genitori che sono cittadini italiani per nascita, anche quando hanno altra cittadinanza al momento della nascita del figlio. Questa precisazione normativa è particolarmente rilevante per le famiglie della comunità italiana residente all’estero. Durante questi primi mesi dall’emanazione della legge, si era ritenuto che il possesso di una seconda cittadinanza potesse costituire un ostacolo al mantenimento o al riconoscimento di quella italiana. L’interpretazione chiarisce invece che il vincolo originario con l’Italia resta valido, purché almeno uno dei due genitori sia italiano per nascita.

Quello che di fatto cambia è il procedimento amministrativo di riconoscimento della cittadinanza per i figli nati all’estero di cittadini italiani per nascita che al momento della nascita del figlio detengono anche un’altra cittadinanza e non rientrano nelle eccezioni previste dalla normativa all’art. 1 comma 1: prima della nuova legge, si trattava di un mero atto di trascrizione della nascita effettuato dall’ufficiale di stato civile. Dopo la legge, per coloro che non soddisfano uno dei casi dell’art. 1 comma 1 ma sono cittadini italiani per nascita è ancora possibile trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli nati all’estero facendo una domanda di cittadinanza per beneficio di legge, secondo quanto previsto dall’art 1 bis e ter della nuova norma. Le ricerche e le analisi giuridiche che hanno portato a questa conclusione sono state condotte dal Consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), Carmelo Vaccaro, di concerto l’On. Toni Ricciardi, con i Consiglieri del CGIE Svizzera e in collaborazione con l’avv. Alessandra Testaguzza. Si è trattato di un lavoro lungo, complesso e basato sul confronto con esperti del settore, volto a eliminare le incertezze interpretative della Legge.

Da un quesito inoltrato al MAECI la risposta qui di seguito è inequivocabile:

“Nel merito, tenuto conto che la normativa citata nella sua lettera riguarda segnatamente l’acquisto della cittadinanza dei minori per beneficio di legge ( articolo 1, commi 1-bis e 1-ter del decreto-legge n. 36/2025), Le segnalo che i requisiti che la normativa prevede per le istanze relative a tale fattispecie, sono la cittadinanza straniera o l’apolidia del minore, la cittadinanza per nascita del padre o della madre ( che deve essere posseduta, a prescindere dalla naturalizzazione) e la dichiarazione di volontà dell’acquisto di cittadinanza, resa dai genitori o dal tutore.” “La relativa domanda deve essere presentata al consolato di competenza, richiedendo il formulario e la documentazione da allegare, entro e non oltre il 31 maggio 2026.”

La Legge rimane comunque uno strappo inatteso e una negazione degli sforzi fatti dagli italiani emigrati, per quanto questo chiarimento ne contenga parzialmente gli effetti negativi e la delusione degli italiani di seconda e terza generazione, che fino al 1992 hanno dovuto affrontare procedure lunghe e incerte per vivere e lavorare all’estero senza perdere la cittadinanza italiana.  La novità riguarda dunque la possibilità, per i figli di cittadini italiani per nascita, di poter trasmettere ai propri figli la cittadinanza italiana anche se, per motivi di integrazione nel Paese di residenza, hanno acquisito successivamente un’altra nazionalità. Di seguito verranno illustrati i punti principali.

Acquisto della cittadinanza da parte del minore straniero nato all’estero 

Secondo la nuova norma, i genitori di un bambino nato all’estero possono chiedere la trascrizione della nascita all’ufficio di stato civile del consolato nei seguenti casi:

  • se uno dei genitori o uno dei nonni piede esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del bambino
  • oppure se uno dei genitori ha avuto la residenza legale continuativa in Italia per almeno 2 anni dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e prima della nascita (o adozione) del figlio.

Quando il bambino nato all’estero invece non rientra nei due casi sopra, può acquisire la cittadinanza mediante dichiarazione dei genitori (o tutore) se almeno uno dei genitori è cittadino italiano per nascita. In questo caso non serve che la cittadinanza italiana del genitore sia esclusiva.

In sede di conversione in legge del decreto-legge n. 36/2025, infatti, sono state introdotte le Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana.

L’Art. 1-bis prevede che il minore, straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, diviene cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e la dichiarazione è presentata entro un anno dalla nascita del minore o dalla data successiva in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano.

(“Art 1-bis. Il minore straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, diviene cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e ricorre uno dei seguenti requisiti: 

  1. successivamente alla dichiarazione, il minore risiede legalmente per almeno due anni continuativi in Italia;

 la dichiarazione è presentata entro un anno dalla nascita del minore o dalla data successiva in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano. )

E’ stata inoltre prevista una norma transitoria (comma 1-ter dell’articolo 1 del decreto-legge n. 36/2025) per i minori di età alla data di entrata in vigore del decreto (che non avevano cioè compiuto i 18 anni al 24 maggio 2025) e che non avevano presentato la suddetta dichiarazione all’autorità consolare prima del 27 marzo 2025.

1-ter. ((Per i minorenni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, figli di cittadini per nascita di cui all’articolo 3-bis, comma 1, lettere a), a-bis) e b), della legge 5 febbraio 1992, n. 91, la dichiarazione prevista dall’articolo 4, comma 1-bis, lettera b), della medesima legge può essere presentata entro le 23:59, ora di Roma, del 31 maggio 2026.))

 Quindi in tali casi il minore, straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, anche se possiedono altre cittadinanze, diviene cittadina/o se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell’acquisto della cittadinanza e la dichiarazione è presentata all’Ufficio consolare entro il 31 maggio 2026 per i bambini già nati prima dell’entrata in vigore della legge oppure entro un anno dalla nascita del bambino stesso.

Questo implica che la cittadinanza sarà riconosciuta da quando viene fatta la dichiarazione e non al momento della nascita.

I documenti richiesti per presentare la domanda e ottenere il riconoscimento.

– L’estratto dell’atto di nascita in originale in formato CIEC, ai fini della successiva trascrizione in Italia.

– Una copia dei documenti di identità e il certificato di residenza dei genitori e del minore.

– Di norma, lo status di cittadino per nascita del genitore risulta direttamente dalla documentazione già agli atti della sede consolare. Qualora ciò non fosse possibile, sarà necessario presentare anche un estratto per riassunto dell’atto di nascita del genitore, rilasciato dal Comune italiano di nascita o di trascrizione, e/o altra documentazione integrativa idonea ad accertarne la cittadinanza per nascita.

– In alcuni casi potrà essere richiesto anche l’estratto dell’atto di matrimonio dei genitori (se non ancora trascritto in Italia), oppure la dichiarazione di riconoscimento di paternità, nel caso di figli nati fuori dal vincolo matrimoniale.

Per maggiori informazioni, rivolgersi all’Ufficio cittadinanza del proprio Consolato di competenza.

Per la Circoscrizione Consolare di Ginevra apri questo link: https://consginevra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-straniero/cittadinanza/riconoscimento-a-figli/ (Carmelo Vaccaro-La Notizia di Ginevra/Inform)




Il MAIE si prepara al Congresso in Costa Rica e brilla a New York per il Columbus Day

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odoguardiDopo le tappe di Argentina e Brasile, il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) si appresta a vivere un nuovo appuntamento centrale per la sua crescita in America Latina. A novembre, infatti, sarà il Costa Rica a ospitare il Congresso MAIE, un evento atteso che consoliderà il percorso del Movimento nell’area centroamericana.

Secondo una nota diffusa dal MAIE, il coordinamento locale in Costa Rica ha saputo guadagnarsi negli ultimi anni la fiducia della collettività italiana, conquistando risultati significativi sia alle elezioni Comites sia a quelle Politiche. “Il MAIE è ormai un punto di riferimento riconosciuto per i connazionali del Paese”, si sottolinea nel comunicato.

Il vicepresidente del Movimento, Vincenzo Odoguardi, conferma: “Stiamo lavorando con grande entusiasmo al Congresso MAIE Costa Rica, grazie al contributo del coordinatore per il Centro America, Giuseppe Cacace, e della coordinatrice locale Paola Ceccon. Insieme stiamo preparando un evento che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza e il nostro radicamento nel territorio”.

Prima del congresso, però, il MAIE sarà protagonista anche negli Stati Uniti. Il prossimo 13 ottobre a New York, Odoguardi parteciperà al prestigioso Gala del Columbus Day, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità italoamericana. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Italiana fondata da Tony Di Piazza, vedrà la partecipazione di numerose realtà associative, tra cui la Società Polizzi Generosa di New York, rappresentata dal presidente Vincenzo Armano, da sempre vicina alle attività del Movimento.

Durante la serata verranno conferiti importanti riconoscimenti: Ernesto Madeo, sindaco di San Demetrio Corone (Calabria) e imprenditore, riceverà un premio per la sua opera di promozione del Made in Italy; Demetrio Albertini, ex calciatore della Nazionale, sarà premiato come Sportivo dell’Anno; infine, Paolo Mangia, presidente della Casa d’Italia di Miami, verrà insignito del Christopher Columbus Award per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana in Florida.

Due appuntamenti, quello di New York e quello di San José, che confermano la strategia del MAIE: essere presente nei luoghi chiave delle comunità italiane all’estero e rafforzare il senso di appartenenza e orgoglio nazionale.

 




Canada: allerta per i passaporti con genere “X” negli USA

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canadian passportIl governo canadese ha lanciato un avvertimento inusuale ai propri cittadini: chi viaggia con passaporti che riportano la designazione di genere “X” – utilizzata per persone non binarie – potrebbe incontrare problemi all’ingresso negli Stati Uniti.

Il Canada, pioniere nell’introduzione di questo indicatore, ha da anni garantito ai propri cittadini la possibilità di scegliere, oltre a “M” e “F”, anche la lettera “X”. Ma la normativa statunitense non è chiara e alcune autorità di frontiera continuano a non riconoscerla pienamente. Questo significa che ai varchi aeroportuali o terrestri alcuni viaggiatori potrebbero essere fermati, interrogati o addirittura respinti.

La notizia ha sollevato preoccupazione tra le associazioni per i diritti civili, che parlano di discriminazione velata e chiedono al governo americano una presa di posizione ufficiale. Intanto Ottawa consiglia ai cittadini interessati di informarsi prima del viaggio e, se possibile, di munirsi di documentazione aggiuntiva che attesti la corrispondenza tra la persona e il passaporto.

Per gli italiani all’estero che vivono in Canada o che viaggiano con questo tipo di documento, il messaggio è chiaro: meglio prepararsi a controlli più severi e prevedere tempi più lunghi in dogana. Per chi lavora tra Canada e Stati Uniti, il rischio è quello di subire ritardi o complicazioni nelle trasferte, un elemento che potrebbe incidere anche su affari e rapporti familiari.




Consulta Emiliano-Romagnoli: aumentano gli emiliano-romagnoli all’estero. In 3 anni finanziati 112 progetti con oltre 1 milione di euro

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logo consulta ernelmondo 615x223Sono sempre più numerosi gli emiliano-romagnoli che si trasferiscono all’estero. Dai 242.303 nel 2022 si è passati ai 265.103 nel 2024, con una crescita di quasi il 10%. Questo aumento è frutto soprattutto della partenza di molti giovani (18-34 anni) e giovani adulti (35-49) che si trasferiscono in gran parte in Paesi Europei (Regno Unito e Germania da sole assorbono il 25% delle partenze). Le partenze si registrano soprattutto dalle grandi città, contrariamente a quanto avveniva in passato, quando le grandi migrazioni interessavano in particolare le periferie. Oltre un milione di euro la cifra investita dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo – strumento della Regione Emilia-Romagna per l’attuazione degli interventi in favore dei concittadini all’estero – per i 112 progetti rivolti ai nostri concittadini che vivono all’estero. Attività a cui si sommano 30 borse di studio per un valore di oltre 50mila euro destinati a giovani di origine emiliano-romagnola per la frequenza del master in Relazioni internazionali Europa-America latina organizzato dall’Università di Bologna, sede di Buenos Aires. A queste borse di studio vanno aggiunti anche i 24 alloggi concessi agli studenti di origine emiliano-romagnola che vengono in Emilia-Romagna per corsi di studio.

È il quadro tracciato da Matteo Daffadà e da Elena Ugolini rispettivamente presidente e vicepresidente della Consulta, in commissione Parità e Cultura, presieduta da Elena Carletti. La commissione ha espresso parere favorevole al Piano triennale 2026-2028 degli interventi per gli emiliano-romagnoli all’estero, da cui emerge l’impegno a consolidare la rete associativa, valorizzare il ruolo degli emiliano-romagnoli all’estero e promuovere interventi a favore degli italiani emigrati che rientrano in Emilia-Romagna attraverso attività culturali, formative, di ricerca e informazione. I progetti verranno sostenuti attraverso specifici bandi, fra i quali Boomerang, che finanzia percorsi in Emilia-Romagna, focalizzati su competenze professionali e artistiche in settori come l’enogastronomia e il turismo. Il Piano ora passa all’attenzione dell’Assemblea legislativa per il voto finale. “La Consulta tiene insieme passato, presente e futuro. Sentiamo tutti il bisogno di essere vicini, tenere dialogo e relazioni”, ha sottolineato Carletti in apertura di seduta.

“Per intercettare i giovani e le nuove mobilità – ha spiegato Daffadà – nel corso del triennio 2022-2024 la Consulta ha realizzato un percorso strutturato, concretizzatosi nell’elaborazione di un questionario multilingue che ha raccolto risposte provenienti soprattutto da Sud America ed Europa. Il questionario ha evidenziato quelli che sono i maggiori interessi per i nostri giovani, ovvero: arte, cultura ed enogastronomia; opportunità formative e istruzione; agevolazioni e misure per il rientro dei talenti. Con alcuni giovani intercettati con il questionario, sono stati selezionati 11 ragazzi che hanno partecipato a gruppi di lavoro ad hoc e alle Conferenze d’area di Berlino e San Paolo”. La vice presidente Ugolini ha evidenziato come i dati emersi rappresentino “una potenzialità enorme che dovremmo mettere a frutto con tutti i consiglieri. Molti nostri concittadini hanno costruito industrie e promosso attività all’estero e metterci in relazione con queste persone può sicuramente aprire una finestra sul mondo e diffondere la nostra cultura e capacità imprenditoriale. In questo momento ne abbiamo bisogno. Le nuove migrazioni riguardano i giovani e tenere un contatto con queste nuova realtà può essere importante per riportare quei talenti all’interno della nostra regione. Altra finalità riguarda l’occasione che può avere rete di rapporti per i nostri studenti universitari e delle superiori per aprirsi al mondo”.

Guardando nel dettagliato i dati riferiti al triennio 2022-2024, in questi 3 anni sono stati finanziati 112 progetti per oltre un milione di euro (nel 2022, 37 progetti finanziati con 328.946 euro, nel 2023, 35 progetti finanziati con 290.804 euro, nel 2024, 40 progetti finanziati con 383.718 euro) ripartiti tra i vari soggetti individuati dalla legge regionale 5, ovvero enti locali, associazioni di promozione sociale (Aps), organizzazioni di volontariato (Odv), Università e Associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo.

Il presidente Daffadà ha aggiunto una considerazione sulla rete associativa: “Al 31 dicembre 2024 risultano iscritte nell’elenco della Consulta 79 Associazioni e 2 Federazioni di associazioni, per un totale di 81, con una forte preponderanza dei Paesi del Sud America (44 associazioni) seguita da Nord America 7 e Centro America 1, dall’Europa con 24, Africa e Asia con una ciascuna. Registriamo un leggero calo di circa il 10% e su questo aspetto abbiamo già iniziato a muoverci ottenendo le prime importanti risposte”.

“Ora la palla passa a noi che intendiamo proseguire il cammino e rinnovare, ampliandolo, il parco delle nostre associazioni, intercettando la nuova emigrazione, soprattutto in Europa, coinvolgendo i giovani sia di recente emigrazione che quelli nati all’estero. Intendiamo farlo insieme, con i tanti settori della nostra comunità regionale, con il mondo delle istituzioni, delle Università, del lavoro e delle imprese”, ha concluso Daffadà. Nell’ultima settimana di novembre sarà organizzata l’assemblea generale con i rappresentanti della Consulta nel mondo, con una serie di eventi collaterali, a testimonianza di un legame che dura da 50 anni. Niccolò Bosi (Pd) ha commentato: “Il lavoro della Consulta evidenzia un grande lavoro svolto in questi anni, anche tenendo conto dell’impatto che ha avuto il periodo della pandemia. La tenuta del sistema è un elemento qualificante dell’attività che svolge. I nostri ragazzi girano il mondo e sicuramente è un elemento importante su cui elaborare progetti per il futuro. Spesso sono le terze e quarte generazioni che cercano le radici nel nostro territorio, un elemento positivo in un mondo che ha bisogno di relazioni e di conoscenza. Le scuole possono svolgere un ruolo importante, mettendo in contatto ragazzi emiliano-romagnoli con le seconde e terze generazioni sparse per il mondo”.(Lucia Paci/Inform)




La Commissione Affari Esteri istituisce i sette Comitati permanenti

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montecitorio1 e1591381324645 615x223Sono stati costituiti sette comitati permanenti. Il Comitato sugli italiani nel mondo sarà così composto: per il gruppo Noi Moderati (MAIE– Noi con l’Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-Centro Popolare, la deputata Carfagna;per il gruppo Fratelli d’Italia, i deputati Caiata, Di Giuseppe e Mura; per il gruppo Lega, i deputati Billi e Giglio Vigna; per il gruppo Partito Democratico, i deputati Porta e Provenzano; per il gruppo Movimento 5 Stelle, il deputato Francesco Silvestri; per il gruppo Forza Italia, la deputata Marrocco; per il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, il deputato Fratoianni; per il Gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe, la deputata Onori;  per il gruppo Misto, il deputato Della Vedova. Simone Billi (Lega – ripartizione Europa) è stato confermato alla Presidenza del Comitato. La Vice Presidenza è andata a Fabio Porta (Pd), mentre il segretario sarà Andrea Di Giuseppe (FDI). L’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, della Commissione ha concordato anche la composizione degli Uffici di presidenza degli altri Comitati permanenti. Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico: Paolo Formentini (LEGA), presidente; Andrea Orsini (FI-PPE), vicepresidente; Benedetto Della Vedova (MISTO-+EUROPA), segretario; Comitato permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030 e lo sviluppo sostenibile: Federica Onori (AZ-PER-RE- ripartizione Europa) , presidente; Nicola Fratoianni (AVS), vicepresidente; Francesco Silvestri (M5S), segretario; Comitato permanente sui diritti umani nel mondo: Laura Boldrini (PD-IDP), presidente; Emanuele Loperfido (FDI), vicepresidente; Patrizia Marrocco (FI-PPE), segretario; Comitato permanente sul commercio internazionale: Andrea Di Giuseppe (FDI- Ripartizione America settentrionale e centrale ), presidente; Vincenzo Amendola (PD-IDP), vicepresidente; Dimitri Coin (LEGA), segretario; Comitato permanente sulla politica estera per l’Africa: Stefano Giovanni Maullu (FDI), presidente; Francesco Silvestri (M5S), vicepresidente; Patrizia Marrocco (FI-PPE), segretario; Comitato permanente sulla politica estera per l’area indo-mediterranea: Deborah Bergamini (FI-PPE), presidente; Maria Rosaria Carfagna (NM(N-C-U-I)M-CP), vicepresidente; Giangiacomo Calovini (FDI), segretario. (Inform)




Onde tropicali in arrivo: i Caraibi restano in allerta

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capturaIl National Hurricane Center (NHC) di Miami ha segnalato questa mattina tre aree di disturbo atmosferico nell’Atlantico. Una di queste, la più estesa, potrebbe evolvere nei prossimi giorni in una tempesta tropicale con traiettoria verso i Caraibi.

Tre zone sotto osservazione

  • Golfo del Messico: una bassa pressione in movimento verso le coste del Texas e del Messico. Rischio di sviluppo basso, ma piogge e temporali restano possibili.

  • Vicino a Porto Rico e Hispaniola: un’area di instabilità con possibilità di organizzarsi ulteriormente. Per la Repubblica Dominicana e Haiti potrebbe significare piogge intense nei prossimi giorni.

  • Atlantico centrale: l’onda tropicale più importante, segnalata in arancione, si sta muovendo dall’Africa verso ovest. Ha buone probabilità di trasformarsi in una tempesta tropicale e raggiungere le Antille entro la prossima settimana.

Attenzione per i residenti in Repubblica Dominicana

Ottobre è storicamente uno dei mesi più delicati della stagione degli uragani. Le comunità costiere, come quelle della penisola di Samaná e della zona nord della Repubblica Dominicana, sono invitate a monitorare gli aggiornamenti meteo e a prepararsi a eventuali allerte.

Molti italiani residenti a Las Terrenas e in altre località turistiche del Paese seguono con apprensione l’evoluzione della situazione: dopo un’estate relativamente tranquilla, il mare dei Caraibi potrebbe tornare a farsi minaccioso.

Fatti Nostri continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione dei sistemi tropicali, con aggiornamenti dedicati alla comunità italiana nei Caraibi. Restare informati e pronti è la miglior difesa in questa fase della stagione.




Conclusi i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie

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conclusi alla farnesina i lavori del comitato di presidenza del cgie immagine16 302x223Si sono conclusi alla Farnesina i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie. I risultati di questa settimana, ricca di incontri e di impegni, sono stati illustrati alla stampa dalla Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi e dagli altri componenti del Comitato di Presidenza. “Il tema degli italiani all’estero – ha esordito Prodi – non può essere confinato, abbiamo bisogno che tutto il Paese riesca a comprendere, sia la necessità di mantenere un rapporto con le comunità all’estero, con i dovuti investimenti, sia la miniera d’oro che sono italiani all’estero, una realtà disponibile ad aiutare la crescita del nostro paese”. “In questa settimana – ha proseguito la Segretaria Generale – ci siamo concentrati sugli incontri con le Commissioni in  Parlamento, ma abbiamo anche firmato un accordo interistituzionale con il CNEL e scritto a tutte le regioni, per intrattenere un rapporto più ordinario. Stiamo cioè facendo un lavoro sistematico per fare in modo che lo sguardo verso gli italiani all’estero cambi grazie al nostro lavoro di rappresentanza, in fondo è questo che ci viene chiesto”. Prodi ha poi rilevato come il Cgie stia lavorando su specifiche tematiche: promozione della lingua e cultura,  insegnamento della storia dell’emigrazione e riforma del Consiglio Generale. Un punto, quest’ultimo, su cui si tornerà a dicembre anche in considerazione del fatto che il 2026 sarà l’anno che festeggerà i quarant’anni dall’insediamento dei Comites, ricordando quanto è stato ottenuto negli anni passati, come ad esempio la creazione dello stesso Cgie e della circoscrizione Estero.   “Abbiamo avuto in questi giorni la conferma  – ha poi aggiunto la Segretaria Generale –  che gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono ad oggi 7 milioni 300mila, è un dato impressionante e soprattutto per la velocità con cui questo numero aumenta. Noi siamo convinti che di fronte a queste cifre l’unica risposta possibile sia un lavoro congiunto con le istituzioni, al fronte a tutte le problematiche che questa realtà comporta”.  Prodi ha poi ricordato sia l’accordo siglato con il Cnel, che darà al Cgie strumenti nuovi, sia la necessità convocare la Conferenza Stato, Regioni, Province autonome e Cgie, che ha una programmazione triennale, nonché l’esigenza di fornire al Consiglio Generale risorse adeguate per il suo funzionamento dettato dalla legge istitutiva. La Segretaria Generale ha anche rilevato che il Cgie parteciperà al lavoro portato avanti dalla Farnesina per la  nascita di una comunità sull’italofonia, in quanto “non ci può essere una comunità dell’italofonia senza le comunità degli italiani all’estero”  “Nei prossimi mesi – ha sottolineato Prodi – continueremo ad insistere per avere attenzione sulle modifiche della legge sulla cittadinanza, la più urgente è ovviamente la richiesta di proroga sui termini della prescrizione dei minori, termine che per ora è definito al 31 maggio del 2026”. Dopo aver ricordato l’importanza dei pareri obbligatori ma non vincolanti espressi dal Cgie, la Segretaria Generale ha sottolineato come, mentre l’Europa vede nella nostra forma di rappresentanza uno strumento innovativo di contatto con le diaspore, “si stia lavorando per celebrare i settant’anni di Marcinelle, la tragedia dell’8 agosto del 2026, non solo come l’immagine della sacrificio italiano nel mondo, ma anche come luogo che ha dato l’impulso alla nascita dell’Unione Europea attraverso il lavoro”.

Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha sottolineato la necessità di portare avanti adeguati investimenti per la promozione dell’italofonia, sottolineando come in Paesi di lingua non romanza i figli della nuova emigrazione ,quando giungono all’asilo o alla scuola, si allontanino dall’italiano, preferendo la lingua locale. “Per quanto riguarda gli Stati Uniti una delle cose che ci preoccupano –  ha poi rilevato Mangione – sono l’applicazione dei dazi e la delocalizzazione delle imprese italiane, perché questa potrebbe portare a delle conseguenze e cioè che venga considerato come prodotto Made in italy, qualcosa che in realtà sia prodotto altrove, laddove le maestranze siano totalmente locali. Quindi ci si troverebbe di fronte ad una imperfezione nel portare avanti lo stile inconfondibile della produzione italiana”. Segnalata dalla Vice Segretaria Generale anche la totale mancanza di presenza nella rappresentanza sia dell’Africa, sia dell’Asia, un continente, quest’ultimo, dove stanno crescendo micro comunità italiane.  A seguire è intervenuto il Vice Segretario per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile che si è soffermato sull’esigenza di potenziare le politiche economiche e fiscali miranti al rientro dei nostri connazionali in patria. Per Stabile bisogna far sapere agli italiani all’estero che sono state emanate dall’Italia varie misure specifiche per favorire il rientro in Italia. “ Il problema – ha spiegato Stabile – è che fino ad oggi non c’è stato un interlocutore unico che raccogliesse tutte quelle misure poste in essere dalle varie articolazioni dello Stato. Vi sono i comuni, le regioni, i vari ministeri interessati e così le varie iniziative si disperdono.  Noi abbiano pensato di raccogliere tutte queste misure e di renderle conoscibili in maniera capillare anche all’estero”. In partica un’iniziativa informativa che coinvolga le componenti del nostro sistema Paese nel mondo, come i consolati , le ambasciate, le camere di commercio, le associazioni e i Comites. Stabile ha anche precisato che tutte le proposte volte a migliorare il sistema delle politiche economiche e fiscali atte a incentivare il rientro sono a costo zero.

Da segnalare anche l’intervento del componente del CdP per l’Europa e l’Africa del Nord Tommaso Conte che ha rilevato come il decreto legge approvato quest’anno vada ad incidere negativamente sulla possibilità di trasmettere la cittadinanza da parte dei possessori di doppia cittadinanza. Una fattispecie che in Europa è molto diffusa. Conte ha inoltre rilevato le difficoltà incontrate dagli Enti Gestori che in Germania si stanno riducendo di numero. Alla luce di ciò per il consigliere si corre il rischio che rimangano senza corsi di lingua italiana aree dove la presenza delle comunità italiane è ancora numerosa e dinamica, con molti nuovi arrivi ogni anno. Anche il Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola ha parlato del problema della doppia cittadinanza, sottolineando come con la nuova legge sulla cittadinanza rischi di aumentare ulteriormente l’uso delle vie legali. Gazzola ha anche rilevato come dal decreto flussi siano esclusi oriundi italiani provenienti da alcuni paesi. Una interpretazione che, per Gazzola, andrebbe ampliata aumentando il numero dei paesi di provenienza. Dal canto suo il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti ha sottolineato come grazie all’accordo con il Cnel, un ente molto propositivo in campo normativo, il Consiglio Generale voglia sviluppare anche propria la possibilità di proposta legislativa verso il Governo. “Vi sono vari ambiti – ha poi spiegato Lodetti – nei quali abbiamo ritenuto importante lavorare con il Cnel. Il primo è quello della crescita economica del sistema paese, quindi la valorizzazione del contributo delle collettività all’estero, ma vi è anche il problema della tutela dei lavoratori italiani all’estero, le politiche di rientro e di incentivazione. Vi è poi la politica studentesca e universitaria con la necessita a creare quella mobilità circolare che facciamo difficoltà a portare avanti, nonché la diffusione della lingua italiana, la ricerca scientifica e l’innovazione, con la valorizzazione dei ricercatori italiani all’estero. Infine la partecipazione e l’associazionismo all’estero”.  Lodetti ha anche evidenziato l’esigenza di una informazione strutturata e sistematica per gli italiani all’estero, ad esempio sulla cittadinanza e gli incentivo di rientro.  “L’insegnamento della storia dell’emigrazione – ha infine rilevato Lodetti – non ha solo un intento educativo per identificare il percorso dell’emigrazione italiana, ma ha anche quello di insegnare ai nostri figli quello che è stato il percorso migratorio, affinché loro abbiano gli strumenti per comprendere i processi migratori del mondo e sentire vicina una diaspora che fino ad oggi è stata vista come lontana”. A seguire l’intervento di Walter Petruziello, componente del CdP per l’America Latina, che ha evidenziato il costante lavoro svolto dal Comitato di Presidenza sulla questione della nuova legge di cittadinanza e la necessità di una proroga per il termine di registrazione dei minori all’estero nati prima dell’entrata in vigore di questa norma.  A infine preso la parola il componente di nomina governativa del CdP Ricardo Merlo che ha criticato la nuova legge sulla cittadinanza, auspicando un cambiamento della norma, anche alla luce del prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale.(G.M.- Inform)




Atlantico inquieto: due perturbazioni minacciano i Caraibi

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capturaL’autunno caraibico non concede tregua. Le prime luci di questo 3 ottobre hanno portato con sé l’immagine di un Atlantico in fermento, segnato da due ampie aree di instabilità che, come minacce silenziose, si muovono verso ovest.

La prima, più vicina, si agita tra la Florida e le Bahamas. Un piccolo vortice, nato quasi in sordina, che per ora non sembra destinato a crescere troppo. Ma intanto regala cieli coperti, piogge a tratti torrenziali e vento nervoso lungo la costa americana. Poco probabile che diventi un uragano, ma abbastanza fastidioso da disturbare la tranquillità delle isole vicine.

La seconda perturbazione, invece, è la vera protagonista della mappa di oggi. Ancora lontana, a metà strada tra l’Africa e le Antille, occupa un’ampia fascia di oceano e si muove con lentezza. Qui le probabilità che nasca una tempesta tropicale sono ben più concrete, e gli occhi dei meteorologi restano fissi sul suo cuore pulsante di nubi.

Per i Caraibi, ottobre è sempre stato un mese insidioso: l’estate cede, ma il mare resta caldo e pronto ad alimentare mostri di vento e pioggia.

Per ora non ci sono allarmi, solo la raccomandazione di seguire gli aggiornamenti e non sottovalutare i segnali.