Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina: modificare il decreto e i disegni di legge sulla cittadinanza

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cava associazioni venete in argentina immagine16Il Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina (CAVA) esprime una nota perplessità per il decreto legge n. 36/2025 adottato dal Consiglio dei Ministri che introduce importanti modifiche intervenendo su uno dei principi cardini della legislazione italiana, la cittadinanza. Nel comunicato si ricorda come il CAVA, riunisca “i circoli e le associazioni venete in Argentina, e rappresenti la comunità veneto argentina integrata da emigrati e discendenti di prima, seconda e terza generazione”, interessati da un decreto “che, tra altro, impedisce a un gran numero di essi, cittadini italiani, di trasmettere la cittadinanza ai propri figli nati o che nasceranno all’estero”. Per il CAVA La limitazione a solo due generazioni del diritto del riconoscimento di cittadinanza per i nati all’estero mette a rischio il futuro del legame delle comunità all’estero con l’Italia. “Il CAVA – continua la nota – non rinuncia a continuare a svolgere il suo compito: tramandare alle nuove generazioni la propria identità e rafforzare sempre di più i legami con il Veneto e l’Italia. Auspica, pertanto, che il Parlamento, in sede di conversione del Decreto e nel corso del trattamento dei Disegni di Legge annunciati dal Governo, inserisca delle correzioni”, al fine di realizzare una riforma all’istituto di cittadinanza che “salvaguardi il diritto dei nati all’estero ad essere riconosciuti, senza limiti di generazioni ciò che siamo: italiani!”. (Inform)




Lucchesi nel Mondo preoccupati per l’approvazione del “pacchetto cittadinanza”

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7lucchesinelmondoContinua a far discutere l’approvazione del decreto legge “pacchetto cittadinanza”. Sul provvedimento, che ha acceso un ampio dibattito, ha espresso una forte preoccupazione anche Ilaria Del Bianco, presidente dell’associazione Lucchesi nel Mondo (4800 famiglie aderenti nel mondo ed 80 tra delegazioni e circoli sparsi in ogni continente), e presidente emerita di UNAIE (l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati ed Emigrati che rappresenta 20 associazioni storiche).
“Nel tempo, anche durante precedenti Governi, si è rafforzata l’intenzione di mettere mano alla legge sulla cittadinanza ed apportare ad essa delle modifiche onde regolamentare una questione effettivamente delicata: se infatti andiamo a verificare quantitativamente la platea di coloro che, potenzialmente, avevano diritto di ottenere la cittadinanza italiana con le precedenti regole, i numeri erano davvero enormi, con ipotizzabili ricadute gestibili con difficoltà in molti ambiti”, ha spiegato Ilaria Del Bianco. “Il taglio apportato è però forse eccessivo, andando ad escludere una larghissima, enorme fetta di oriundi che si sentono davvero Italiani”.
“Tale decisione, inoltre, è stata vissuta dai nostri conterranei all’estero come una manovra in totale contrasto con le politiche dello stesso Ministero degli Esteri che sul turismo delle radici, nel 2024, ha investito 20 milioni di euro del PNRR.”, ha aggiunto.
Il Decreto Legge numero 36 del 28 marzo 2025 introduce significative modifiche alla normativa sulla cittadinanza italiana. La misura, adottata con carattere d’urgenza, interviene su diversi aspetti chiave della normativa vigente, in particolare sulla legge 5 febbraio 1992, n. 91 che disciplina la cittadinanza italiana e in particolare pone nuove restrizioni sulla trasmissione automatica della cittadinanza ai nati all’estero limitandole alla seconda generazione e richiedendo la dimostrazione di vincoli effettivi con la Repubblica Italiana.
“È certamente poco coerente invitare i nostri conterranei all’estero a tornare nella propria terra di origine e poi dire loro che non sono e non potranno essere Italiani”, ha dichiarato ancora la presidente dei Lucchesi nel Mondo che proprio lo scorso gennaio a Mestre, nell’ambito di un evento organizzato da UNAIE, aveva avuto modo di incontrare il senatore Roberto Menia (FdI), vicepresidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri e difesa), membro del Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione e membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Iniziativa Centro Europea, il quale è stato primo firmatario di una delle molte proposte di revisione di criteri di riacquisto della cittadinanza depositate in Parlamento.
“Il senatore Menia è stato molto disponibile nell’ascoltare e recepire le istanze portate da UNAIE in rappresentanza di tutte le associazione ad essa aderenti – ha precisato la presidente – comprendendo con immediatezza la necessità di trovare un equilibrio tra i sentimenti di italianità dei nostri all’estero (ed i diritti sinora a loro garantiti) e l’urgenza di perimetrare in qualche modo la questione del riacquisto di cittadinanza anche nell’ottica, non secondaria, di evitare storture talvolta ai limiti della legalità.”
Questa restrizione ha generato grande preoccupazione tra le comunità lucchesi all’estero, in particolare in Sud America, dove il legame con le radici è ancora molto sentito.
La presidente Del Bianco ha convocato per oggi, 7 aprile, al fine di esaminare nel dettaglio le misure previste dal Decreto, un direttivo della Lucchesi nel Mondo per discutere anche sulle eventuali azioni dell’associazione al fine di portare al massimo livello politico la richiesta di una modifica al decreto che riequilibri le diverse istanze, anche in considerazione del fatto che, a livello parlamentare, sono già emerse fin da subito sensibilità diverse nella stessa maggioranza. (aise) 




Referendum: ultimi giorni per esercitare l’opzione per il voto in Italia

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7votofarneScade il 10 aprile il termine per presentare l’opzione per il voto in Italia ai referendum di giugno.
Come per le politiche, anche per i referendum gli italiani all’estero votano per corrispondenza, a meno che non decidano di votare in Italia, nel proprio comune di iscrizione elettorale.
Se sceglie di votare in Italia, il connazionale all’estero deve comunicarlo per iscritto al suo Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni (31 marzo), in questo caso, dunque, il 10 aprile.
Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali nel comune di riferimento.
La comunicazione al Consolato può essere scritta su carta semplice e – per essere valida – deve contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante (sui siti di Ambasciate e Consolati sono disponibili appositi moduli). La comunicazione va inviata o per email o recapitata a mano alla sede consolare entro il 10 aprile.
La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità, sempre entro il 10 aprile.
Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. (aise) 




Oggi l’assemblea straordinaria del Comites Santo Domingo

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imagesSi riunirà oggi pomeriggio in assemblea straordinaria il Comites di Santo Domingo.

L’Ordine del Giorno prevede:

1. Parere contributo editoriale Azzurro Caribe
2. Codice Etico del Comitato
3. Varie ed eventuali.

L’accesso al pubblico, come nelle precedenti occasioni, sarà garantito mediante la trasmissione dal vivo sulla pagina Facebook ufficiale del Comitato:

www.facebook.com/comitessd

 




Lunedì l’udienza pubblica per la sede per il Museo dell’emigrazione italiana a Buenos Aires:

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4meibariesLunedì prossimo, 7 aprile, alle 13:30, la Commissione Bilancio del Governo della città autonoma di Buenos Aires deciderà se concedere o meno una sede per il Museo dell’Emigrazione Italiana.
Durante l’udienza pubblica, infatti, la Commissione esaminerà la richiesta n. 3016-D-2024 che prevede la concessione, a titolo gratuito, per un periodo di 30 anni, dell’immobile sito in Avenida Costanera Rafael Obligado 4193T, alla Federazione delle Istituzioni Italiane del Distretto di Buenos Aires (FEDIBA).
L’immobile sarà utilizzato per la costruzione del Museo dell’Immigrazione Italiana, ispirato al Museo dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova. (aise) 




Rozzi Marin (Veneti nel Mondo): amareggiati dal decreto cittadinanza. Pronti a difendere i nostri diritti

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4venetirozziL’Associazione Veneti nel Mondo, per voce del suo Presidente, Aldo Rozzi Marin, si è detta “perplessa e amareggiata” dal decreto sulla cittadinanza che il Consiglio dei Ministri ha emanato una settimana fa e si è detta pronta a “difendere i diritti degli emigrati anche davanti alla Corte Costituzionale”.
Emanare questo decreto, infatti, secondo Rozzi Marin “significa disconoscere un diritto trasmesso iure sanguinis ai nostri oriundi, vicini a noi per cultura e religione”.
“Negare la cittadinanza italiana a chi ha avuto il bisnonno italiano non è condivisibile – ha aggiunto ancora -. Confidiamo che nell’iter di conversione del decreto nel parlamento italiano si affronti la questione e in aula arrivino proposte migliorative. A molti parlamentari abbiamo fatto sapere che la decisione non è giusta nel metodo, il mondo associativo e il parlamento ne sono stati tenuti all’oscuro, sia nel merito che stravolge il principio dello jus sanguinis”.
“La legge della cittadinanza va rivista e migliorata – ha spiegato ancora Rozzi Marin -. L’impegno a favore delle realtà associative italiane all’estero, e in particolare dei veneti nel mondo, ci spinge però a difendere i diritti dei nostri connazionali in ogni sede istituzionale, anche davanti alla Corte Costituzionale se necessario”.
“Il mondo associativo veneto e italiano deve essere compatto in questa battaglia giusta e morale in difesa di tanti che, come me, sono nati e cresciuti all’estero, fieri delle nostre radici”, ha concluso il Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo. (aise) 




Rigettato il ricorso ANFE: il Consiglio di Stato conferma il MAIE nel CGIE

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merlo scrivaniaRigettato dal Consiglio di Stato il ricorso dell‘ANFE, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrate, contro il Movimento Associativo Italiani all’Estero: il consigliere nominato dal MAIE, nella sua qualità di associazione – cioè il fondatore e presidente Ricardo Merlo – resta all’interno del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Ne dà notizia il Maie in una nota in cui ripercorre le fasi della vicenda: “tutto – vi si legge – ha inizio nel 2023, quando l’ANFE presenta ricorso nei confronti del Movimento fondato e presieduto da Merlo, ricorso che veniva articolato in un unico motivo: secondo i vertici ANFE il MAIE non avrebbe avuto diritto, come associazione, ad esprimere un membro all’interno del Consiglio Generale. Questo perché, adducevano, il MAIE è un partito e non, appunto, una realtà associativa. Alla domanda di annullamento, nel ricorso presentato si accompagnava la richiesta di nominare un componente che fosse espressione dell’ANFE al posto di quello del MAIE”.
Con nota del 9 gennaio 2024, continua il Maie, “il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha trasmesso la relazione istruttoria, prospettando l’infondatezza del ricorso sul presupposto della qualificazione del MAIE – alla luce della sua presenza in seno alla Consulta nazionale dell’emigrazione e allo stesso CGIE, nell’aliquota di estrazione associativa – in termini di associazione nazionale dell’emigrazione e, comunque, dell’impossibilità di rinvenire, nell’ordinamento, una distinzione tra partiti e associazioni (dal momento che i partiti sono associazioni di diritto privato). In altri termini, la qualificazione del MAIE in termini di partito politico non escluderebbe la natura di associazione nazionale dell’emigrazione, con conseguente possibilità di esprimere un componente del CGIE anche in tale qualità (come peraltro accaduto in passato)”.
Il Ministero “ha precisato inoltre che la scelta del componente designato dal MAIE in luogo di quello designato dall’ANFE è stata determinata dalla riscontrata maggiore rappresentatività della prima associazione rispetto alla seconda, in termini di numero di iscritti, capillarità della presenza delle sedi in cui si articola la rete associativa e attività effettivamente svolte. Con queste premesse, il Consiglio di Stato non ha potuto fare altro che respingere il ricorso ANFE, accogliendo le osservazioni della Farnesina e consentendo così al membro nominato dal MAIE – in questo caso, proprio il presidente Merlo – di restare all’interno del CGIE”.
“Conclusa questa battaglia con una vittoria – conclude il Maie – sarebbe anche possibile – al momento dunque è soltanto un’ipotesi – che i vertici del Movimento Associativo si preparino ora a presentare richiesta di risarcimento nei confronti dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrate”. (aise) 




Il Cgie discute di cittadinanza, di messa in sicurezza del voto all’estero e di incentivi di rientro

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cgie immagine15Si sono conclusi a Roma i lavori del Comitato di presidenza de Cgie. Nel consueto incontro conclusivo con la stampa,  svoltosi alla Farnesina, la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ha ricordato che il Cgie è un’istituzione che rappresenta non solo gli italiani, ma anche gli italodiscendenti. “perché – ha spiegato – in ogni Assemblea Paese che elegge i consiglieri del Cgie ci sono i Comites, che hanno al loro interno dei cooptati italo discendenti, nonché le associazioni degli italiani all’estero”. Prodi ha anche rilevato come il Cgie,  che ha il compito di essere punto di collegamento tra gli italiani all’estero e coloro che fanno politiche per i connazionali nel mondo nel mondo, abbia in questo semestre tre priorità: la messa in sicurezza del voto all’estero, gli incentivi per il rientro – che il Cgie ha approfondito nell’incontro con il Cnel – e la riforma della legge sulla cittadinanza. Per quanto riguarda questo ultimo punto, ovvero il varo del Decreto-legge n. 36 “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”, la Segretaria Generale ha evidenziato come su questo tema siano state svolte  interlocuzioni con il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, con il Direttore Generale degli Italiani all’estero del Maeci Luigi Maria Vignali, nonché con la III Commissione della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. Sugli aspetti specifici del provvedimento, che ha già portato in vari consolati alla sospensione della trascrizione degli atti di nascita, Prodi ha sottolineato la necessità che, nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto, si apportino correttivi al provvedimento. In particolare la Segretaria Generale si è soffermata sul nodo relativo, al fine dell’acquisizione della cittadinanza, al requisito dell’ascendente cittadino italiano di essere nato in Italia o averci vissuto per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente. Un requisito che, insieme alla limitazione alle due generazioni e al fatto che tale cambiamento è avvenuto in 24 ore, disorienta i connazionali nel mondo e rischia di compromettere il futuro legame del Paese con le sue comunità all’estero. Su questa tematica Prodi ha ribadito come il Cgie , rimasto sorpreso per il cambio di passo compiuto dall’esecutivo, sia comunque pronto a fornire il proprio contributo e i necessari pareri.  Prodi, dopo aver parlato dell’importanza di costruire una cittadinanza consapevole basata sul legame della cultura, della conoscenza e della lingua, ha evidenziato l’esigenza di mettere in sicurezza il voto all’estero, senza fare torto a questo processo democratico, studiando soluzioni tecniche per migliorare le modalità di voto per corrispondenza. Il Segretario Generale ha anche rilevato l’importante contributo fornito dal Cnel, con propri contatti sociali, per quanto concerne la tematica degli incentivi di rientro. Segnalato inoltre il proseguimento degli incontri delle Commissioni tematiche del Cgie con i Comites, il prossimo è previsto per il 12 aprile, volti ad approfondire specifici temi come ad esempio l’accompagnamenti dei giovani nella mobilitò fuori dall’Italia. Prodi, dopo aver auspicato la convocazione della Conferenza Stato Regioni Provincie Autonome Cgie,  ha anche segnalato i prossimi appuntamenti del Consiglio Generale, come l’audizione dell’8 aprile in Senato sulla cittadinanza, e l’Assemblea Plenaria che si terrà dal 16 al 20 giugno presso varie sedi nella capitale. A seguire l’intervento del Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola che ha sottolineato come il Cgie sia pronto a dare il suo parere sul provvedimento relativo alla cittadinanza. Un decreto che per il Consigliere causa perplessità, in quanto tocca la discendenza di chi è già cittadino italiano, e andrebbe corretto nel corso dell’iter parlamentare, Dello stesso parere  Walter Petruzziello, Componente del Comitato di Presidenza per l’America Latina, che ha evidenziato come questo provvedimento incida sull’antica emigrazione del Brasile. Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei del Cgie Silvana Mangione che ha rilevato come il decreto sulla cittadinanza, introducendo la fattispecie del genitore nato o residente in Italia, possa aprire le porte anche in altri contesti al concetto dello ius soli. Mangione ha segnalato come, durante incontro con il referente del MEI, si sia parlato della possibilità di festeggiare il prossimo anno i 40anni della nascita dei Comites.  La Vice Segretaria Generale ha anche posto in evidenza la richiesta avanzata dal Cgie al CNEL di riproporre una ricerca sul rapporto fra la presenza dell’emigrazione italiana all’estero e la curva di crescita delle importazioni dei Paesi dove stanno crescendo le nostre comunità . Dell’importanza di superare l’inverno demografico e la stagnazione del nostro Paese favorendo attraverso condizioni favorevoli il ritorno dei nostri connazionali all’estero, ha invece parlato il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile. Il Consigliere ha ricordato come negli ultimi dieci anni vi sia stato un aumento dei residenti all’estero superiore al 40%, un problema di rilevanza nazionale. Stabile ha inoltre rilevato l’importanza attrarre gli italo discendenti che intendano veramente essere italiani vivendo e lavorando nel nostro Paese, anche attraverso la creazione di una sorta Green Card fino da utilizzare fino al raggiungimento dei termini per l’acquisizione della cittadinanza. Il Consigliere, dopo aver evidenziato che non bisogna parlare di cervelli in fuga ma di persone con talenti e competenze anche non universitarie, ha affermato come il provvedimento volto a modificare le norme sulla cittadinanza fosse necessario.  E’ poi intervenuto il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti che ha sottolineato come la cesura sulla trasmissibilità della cittadinanza possa rappresentare un rischio per il mantenimento del rapporto con le collettività all’estero. Un collegamento  che invece andrebbe incrementato attraverso  percorsi che portino ad una cittadinanza consapevole, rendendo i cittadini in Italia e all’estero consapevoli della conoscenza dei propri diritti, doveri, e valori, nonché della lingua italiana. Lodetti ha anche segnalato come mel corso dell’incontro con il direttore del MEI si sia anche parlato dell’esigenza di promuovere l’insegnamento della storia della nostra emigrazione nelle scuole italiane. In modo che i futuri italiani che vogliano andare all’estero lo possano fare con prospettive diverse basate su un’ide di circolazione migratoria. E’ infine intervenuto Tommaso Conte, Componente del Comitato di Presidenza per l’Europa e l’Africa del Nord, che, pur non essendo d’accordo con le modalità adottate per modificare la norma sulla cittadinanza,  ha rilevato come su questo tema un cambiamento fosse necessario. Conte, oltre a segnalare che in Germania arrivano a tutt’oggi circa 5000 connazionali al mese, ha parlato della proposta, accolta dal Comitato di Presidenza, di istituire un premio annuale in ricordo dello scomparso Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone. (Lorenzo Morgia – Inform)




Comites Santo Domingo: nuovo indirizzo del Centro Ricezione Visti Almaviva

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imagesRiceviamo e pubblichiamo.

Si informa l’utenza che il centro visti Almaviva, incaricato della ricezione e consegna delle domande di visto per l’Italia agli Uffici dell’Ambasciata, ha cambiato sede.

Il centro non si trova più presso la Torre Piantini, in Avenida Gustavo Mejía Ricart, Santo Domingo (Distrito Nacional), ma è stato trasferito al seguente indirizzo:

Avenida Rómulo Betancourt No. 1516, Plaza Thalys, 3º piano, locale 307 – Santo Domingo

– Indirizzo email: do.info-visa@almaviva-visa.services
– Recapito telefonico:+1 849-944-5592
– Orari dell’ufficio (dal lunedì a venerdì dalle 9am alle 6pm).

Per ulteriori informazioni si invita a consultare il sito ufficiale di Almaviva: https://do.almaviva-visa.services




CGIE, Italia e italo-discendenti: un legame da mantenere

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3cgieconf2Fra incontri, nuove collaborazioni e confronti pratici, quelli che sta vivendo in questi giorni il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE sono dei giorni ubiqui. Ricchi di analisi, convergenze e discussioni sui grandi temi che sta affrontando con vista sull’assemblea plenaria che si terrà nella seconda metà di giugno. A partire dal decreto che venerdì scorso ha scosso il mondo dell’emigrazione italiana, quel “pacchetto cittadinanza” con cui il Governo, per voce del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha riformato la disciplina in materia di cittadinanza. Una riforma “necessaria” alla quale però andranno attuati in sede parlamentare dei “correttivi”. Ma la strategia del CdP del CGIE è ampia e riguarda diversi temi. Tre, in particolare, sono le priorità di cui questo pomeriggio il CdP ha discusso in una conferenza stampa tenutasi alla Farnesina, ossia la messa in sicurezza del voto all’estero, la legge di cittadinanza e gli incentivi di rientro.
“L’attualità ci dimostra che non ci eravamo sbagliati nello stilare queste priorità”, ha spiegato Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del CGIE aprendo la conferenza. E proprio dell’attualità si è discusso in modo accentuato durante la conferenza: “stiamo raccogliendo spunti migliorativi al decreto cittadinanza – ha continuato la Segretaria Generale -. Il CGIE ha come base elettorale gli italo-discendenti. E l’Italia si è dotata di una forma di rappresentanza che allarga lo spettro a chi non solo è dentro i crismi della cittadinanza italiana ma ascoltando chi è fuori e desidera riacquistarla. Siamo stati e siamo all’ascolto degli italo-discendenti che sono rimasti stupiti dagli eventi”. Prodi ha poi parlato di quanto fatto in questi giorni dal CdP, discutendo riguardo questo tema e non solo prima con il Sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, poi con il Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, e infine con le commissioni affari esteri dei due rami del parlamento oltre che con diversi gruppi parlamentari: “abbiamo incontrato tutti gli interlocutori istituzionali. E tutti hanno riscontrato l’evidenza del ruolo del CGIE, e quindi l’attuazione della legge che prevede i nostri pareri obbligatori su temi che riguardano gli italiani all’estero”. E “noi siamo pronti per questo ruolo che la legge ci attribuisce” poiché “siamo il collegamento con gli italo-discendenti e i custodi di questo legame“. E proprio in quanto custodi, Prodi ha voluto evidenziare: “questa trasformazione della cittadinanza crea disorientamento“. Per questo il CGIE crede ci siano da mettere a punto dei correttivi, nello specifico “va sciolto il nodo relativo al requisito dell’ascendente cittadino italiano di essere nato in Italia o averci vissuto per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente. Questa misura, unita al limite di 2 generazioni, disorienta e rischia di recidere il legame dell’Italia con gli italo-discendenti”. E insieme al problema delle trascrizioni, crea un tema immediato e un “cambiamento radicale”. Tutto ciò rischia di “fratturare il legame” che li unisce all’Italia. “Noi stavamo facendo una proposta in modo autonomo – ha aggiunto ancora Prodi -. Perché per noi la “cittadinanza consapevole” resta fondamentale, e questo continueremo a farlo presente”.
La cittadinanza consapevole, inoltre, si collega anche all’altra priorità del CGIE, la sicurezza del voto all’estero: “non dobbiamo criminalizzare gli italiani all’estero in modo generalizzato. Dobbiamo razionalizzare la sicurezza al voto. Ci sono tanti scandali ma dobbiamo continuare a studiare le possibilità e le alternative che abbiamo. I mezzi a nostra disposizione non sono miliardi, dobbiamo continuare a ragionare sul voto per corrispondenza”.
Infine l’ultimo tema prioritario, gli incentivi di rientro, sul quale il CdP del CGIE si è mossa in questi giorni attuando l’accordo con il CNEL: “ci dà grande aiuto anche per accedere a un sistema istituzionale che sennò sarebbe più complicato mentre attendiamo l’auspicata convocazione per la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Contiamo, anche con l’aiuto delle Consulte Regionali, di avere per giugno e per l’Assemblea Plenaria una proposta sintetica”.
Tornando, inevitabilmente, alla questione sulla cittadinanza, Prodi ha poi aggiunto: “noi portiamo la parola degli italo-discendenti che in 24 ore hanno visto fare una rivoluzione copernicana del messaggio che l’Italia trasmetteva. C’era la necessità di una riforma, ma lo strumento del decreto legge ci ha lasciato spiazzati. Noi eravamo disponibili per collaborare e fare sentire la nostra voce. Una situazione inedita che speriamo non diventi prassi”. Ma ora “abbiamo anche un’opportunità che vogliamo cogliere, ossia di dare i nostri pareri e dire cosa non ci ha convinto. Le trasformazioni vanno accompagnate”.
È intervenuto poi Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale per l’America Latina, spiegando la distinzione tra il decreto e i disegni di legge. Questi ultimi “non li conosciamo ancora e non possiamo esprimere un parere. Non ci riconosciamo nel decreto – ha sottolineato -. Non siamo stati consultati, e ci sono normative che causano tante perplessità. Non ci riconosciamo e speriamo che in sede parlamentare ci siano dei correttivi. In questi gioni abbiamo verificato la disponibilità di quasi tutte le forze politiche per applicare questi correttivi per un testo che evidentemente attacca anche chi è già cittadino italiano”. Facendo un parallelismo che lui stesso ha definito duro, Gazzolla ha concluso: “da venerdì non trasmettono la cittadinanza, oggi ci sono dei bambini, dei figli che sono desaparecidos perché non si possono registrare nell’anagrafe della Repubblica italiana”.
Prendendo parola, Silvana Mangione, Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, ha poi sottolineato come secondo lei questo decreto “potrebbe cambiare concetto interno di cittadinanza”, rimanendo in attesa del disegno di legge. Poi ha ricordato l’incontro con il presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova avvenuto in questi giorni, con il quale si è discusso della possibilità di celebrare i 40 anni dei Comites il prossimo anno.
Giuseppe Stabile, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, prendendo parola ha parlato prima degli incentivi per il rientro, per il quale è necessario “mettere fine all’inverno demografico” anche attraverso la possibilità di attirare “gli italo-discendenti che vogliono veramente, e sottolineo veramente, diventare italiani”, poi riguardo la cittadinanza, sulla quale ha detto in maniera ferma: “il provvedimento era necessario, poi in parlamento si attueranno i correttivi, ma il provvedimento era necessario”.
Per Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa, il decreto desta comunque delle “perplessità”. “Non ci ha convinto in tanti elementi. Soprattutto quella di troncare la trasmissibilità. Rappresenta un grave rischio per il rapporto con le nostre comunità. Stiamo cercando di incrementare questo rapporto tramite la cittadinanza consapevole, ma è importante non rescindere quel legame”.
Infine Tommaso Conte, Componente per l’Europa e l’Africa del Nord, che anche lui, in conclusione, ha rimarcato la necessità del provvedimento: “il mercato delle vacche doveva finire”, ha spiegato, ma allo stesso tempo “il modus con cui l’ha fatto questo Governo è inaccettabile”.
Per concludere, Conte ha anche dato notizia dell’istituzione di un Premio annuale in memoria di Michele Schiavone, ex Segretario Generale scomparso poco più di un anno fa. (l.matteuzzi\aise)