Il Comites Santo Domingo sulla cittadinanza “iure sanguinis”

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imagesRiceviamo e pubblichiamo:

Cari Connazionali,

Desideriamo informarvi riguardo alle recenti disposizioni legislative in materia di cittadinanza “iure sanguinis”, approvate dal Consiglio dei Ministri e pubblicate sul sito web dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo. Potete consultare il testo completo delle nuove normative attraverso il seguente link: https://ambsantodomingo.esteri.it/it/news/dall_ambasciata/2025/03/importanti-novita-normative-in-materia-di-cittadinanza-iure-sanguinis/.

Il Com.It.Es. di Santo Domingo, attento alle implicazioni di tali cambiamenti per i nostri connazionali, ha tempestivamente richiesto chiarimenti all’Ambasciata in merito alle disposizioni che prevedono la sospensione delle trascrizioni degli atti di nascita. In particolare, considerato quanto indicato all’articolo 1, lettera c) del nuovo decreto legislativo, sembrerebbe non esserci ambiguità riguardo la cittadinanza dei minori figli di cittadini italiani nati in Italia.

Ci è stato spiegato che la sospensione delle trascrizioni è una misura precauzionale, in attesa di istruzioni più precise dal Ministero degli Affari Esteri. È stato chiarito che, nonostante la riforma non influenzi direttamente i figli di cittadini italiani nati in Italia, la sospensione include prudenzialmente anche queste trascrizioni a causa della complessità delle nuove norme.

Abbiamo richiesto delucidazioni anche in merito alle tempistiche per il ripristino del servizio e a cosa accadrà a coloro che hanno già fissato un appuntamento. Ci è stato risposto che l’Ufficio Consolare conta di ottenere un chiarimento in tempi rapidi per capire come comportarsi e che vi è la possibilità di iniziare a prendere in carico le pratiche di chi ha già l’appuntamento, anche solo con una fotocopia dell’atto, tenendola in stand-by fino a quando non avranno linee guida chiare.

Il Com.It.Es. di Santo Domingo continuerà a seguire attentamente l’evolversi della situazione e si impegna a tenervi aggiornati su ulteriori sviluppi e chiarimenti riguardanti queste importanti modifiche normative.

Vi ringraziamo per l’attenzione e restiamo a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento.




Farnesina: Referendum abrogativi 2025

foto dle giono farnesina istruzione referedum abrogativi 2025 immagine1

foto dle giono farnesina istruzione referedum abrogativi 2025 immagine1Per cosa si vota?

Con i Decreti del Presidente della Repubblica del 31/03 2025, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 75, del 31/03/2025, sono stati indetti 5 referendum popolari abrogativi per:

  • Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana.
  • Contratto di lavoro a tutele crescenti – disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione.
  • Piccole imprese – licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale.
  • Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi.
  • Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione.

Chi può votare all’estero?

Gli elettori iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), che ricevono direttamente il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza all’estero

Gli italiani temporaneamente all’estero per almeno tre mesi, esclusivamente PER MOTIVI DI LAVORO, STUDIO O CURE MEDICHE, e i familiari con essi conviventi all’estero.

ATTENZIONE: l’elettore temporaneamente all’estero deve presentare apposita richiesta al Comune italiano di residenza ENTRO IL 7 MAGGIO per ricevere il plico elettorale.

Quando si vota?

In Italia si vota domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025.

Gli elettori all’estero votano in anticipo, per corrispondenza. I plichi verranno spediti all’indirizzo di residenza entro il 21 MAGGIO.

ATTENZIONE: gli elettori che ENTRO IL 25 MAGGIO non abbiano ancora ricevuto il plico elettorale potranno contattare il proprio ufficio consolare per ottenere il DUPLICATO

Come si vota?

Il voto avviene per corrispondenza. Le schede dovranno essere rispedite al consolato seguendo attentamente le indicazioni del foglio informativo presente nel plico elettorale ed utilizzando unicamente il materiale con esso fornito. Saranno trasmesse in Italia per lo scrutinio solamente le schede votate recapitate all’ufficio consolare di riferimento ENTRO E NON OLTRE le ore 16 locali di giovedì 5 GIUGNO. (www.esteri.it)




Il MAIE: Così ci rubano l’italianità. Il nuovo decreto sulla cittadinanza è uno scandalo!

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maiegSenza dibattiti pubblici qualcuno sta cercando di riscrivere cosa significa essere italiani.

Il nuovo decreto sulla cittadinanza è una bomba a orologeria, un attacco diretto all’identità nazionale, e nessuno sembra volerlo dire chiaramente: ci stanno spingendo verso lo ius soli!

Con la scusa di “semplificare”, questo decreto prevede che se non sei nato in Italia, potrai trasmettere la cittadinanza solo fino ai tuoi nipoti. Dopo, addio Italia. Come se bastassero tre generazioni per cancellare radici, sangue, storia.

Ma non è finita: se sposi un italiano o un’italiana, non potrai più acquisire la cittadinanza, nemmeno dopo anni di convivenza, nemmeno se costruisci una famiglia. Un colpo basso anche alle coppie miste, che da sempre fanno parte della nostra realtà.

Chi scrive queste leggi sa bene dove vuole arrivare: far sì che la cittadinanza venga data solo a chi nasce in Italia. E l’Italia, ricordiamolo, non è uno Stato basato sullo ius soli. Stanno cercando di cambiare le regole del gioco senza dirlo, penalizzando milioni di italiani all’estero, figli e nipoti di emigranti che da generazioni mantengono viva la nostra lingua, la nostra cultura, i nostri valori.

Il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) si oppone con forza a questo decreto pericoloso e propone una visione chiara, coerente e rispettosa dell’eredità italiana:

– Trasferimento della cittadinanza fino ai nipoti, a prescindere dal luogo di nascita. L’identità non si misura con il luogo, ma con il sangue e la cultura.

– Oltre i nipoti, possibilità di ottenere la cittadinanza tramite ricostruzione genealogica, ma con obbligo di conoscenza della lingua italiana a livello B2. Serietà e rispetto.

– Per i matrimoni, mantenere i tempi attuali: 18 mesi con figli, 36 mesi senza figli, ma sempre con conoscenza linguistica B2. Niente scorciatoie, solo integrazione reale.

Chi difenderà gli italiani nel mondo, se non lo facciamo noi? Questo decreto cancella secoli di storia migratoria, chiude le porte agli italiani all’estero e nega il diritto a sentirsi parte della nostra nazione.

Noi non ci stiamo!




Antonio Iachini nuovo Coordinatore del MAIE per l’America

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3iachiniIl Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), sotto la guida del suo presidente, Ricardo Merlo, ha annunciato ufficialmente la nomina di Antonio Iachini a Coordinatore del MAIE per l’America (Nord, Centro e Sud). La sua designazione, si legge in una nota del Movimento, “è il risultato del suo costante impegno nella difesa dei diritti e dell’identità delle comunità italiane all’estero”.
Ingegnere di professione, consigliere del Comites Caracas e consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per il Venezuela, Iachini ha svolto un’intensa attività sociale e culturale, promuovendo l’identità italiana, sostenendo i suoi connazionali e rafforzando i legami tra la diaspora e la Madrepatria.
“Il suo impegno nei confronti degli italiani all’estero lo ha reso un punto di riferimento essenziale all’interno della comunità”, sottolinea il Maie che, dalla sua fondazione, l’8 marzo 2008, è cresciuto significativamente.
“Oggi più che mai dobbiamo essere il punto di riferimento e la voce dei nostri connazionali di fronte alle sfide che minacciano la nostra unità”, ha sottolineato il senatore Merlo durante la cerimonia di nomina, tenutasi nella Sala del Senato della Repubblica.
Nel suo discorso di accettazione, Iachini ha dichiarato: “come Coordinatore del MAIE per l’America, assumo questa responsabilità in un momento cruciale per le nostre comunità. La riforma dello ius sanguinis non minaccia soltanto un diritto storico, ma l’essenza stessa della nostra identità: il sangue italiano che ci lega alla Patria. Chi ha sangue italiano è italiano – senza condizioni, senza gerarchie, senza distinzioni. Difenderemo questo principio da ogni tentativo di divisione. La cittadinanza non è un privilegio che si estingue con le generazioni; è un legame eterno che dobbiamo preservare. All’Italia diciamo con orgoglio e fermezza: il nostro legame non è negoziabile. Il sacrificio di milioni di famiglie che hanno mantenuto viva la loro italianità non sarà cancellato con imposizioni. Siamo l’eredità viva di una storia che ha superato i confini e continueremo ad esserlo”.
Merlo ha quindi sottolineato l’importanza di rafforzare la struttura del MAIE in America, evidenziando che la crescita del movimento richiede un’organizzazione territoriale più solida: “oggi siamo chiamati a consolidare la nostra presenza in ogni regione e a mappare in dettaglio la nostra rappresentanza nel continente”, ha affermato.
Da parte sua, il senatore Mario Borghese, vicepresidente del MAIE, ha ufficializzato la nomina con la seguente dichiarazione: “Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, in riconoscimento del suo costante impegno nella promozione della cultura italiana in tutte le sue forme, conferisce ad Antonio Iachini la carica di Coordinatore Territoriale del MAIE con la facoltà di organizzare il partito in tutto il territorio americano, incluso il Comitato per il continente americano”.
Il documento è stato firmato dal presidente del MAIE, Ricardo Merlo, e dai vicepresidenti Vincenzo Odoguardi e il senatore Mario A. Borghese.
Per Odoguardi “con Antonio Iachini, il MAIE amplia la sua rappresentanza, integrando non solo gli italiani di lingua italiana e inglese, ma anche la comunità di lingua spagnola”.
Durante la cerimonia, Iachini ha riaffermato il suo impegno nei confronti della comunità italiana all’estero: “è un onore essere nella Sala del Senato della Repubblica Italiana e far parte del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Questo incarico rappresenta una piattaforma fondamentale per tutti gli italiani che risiedono fuori dal Paese. Contate sul mio impegno e sulla mia determinazione per far rispettare i nostri diritti”. (aise) 




Cittadinanza: per il Maie una legge ingiusta che discrimina gli italiani all’estero

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maieg“L’ultimo decreto-legge sulla cittadinanza, emanato il 28 marzo 2025, rappresenta un attacco diretto ai diritti degli italiani all’estero e un pericoloso passo indietro nella tutela dell’italianità nel mondo”. Così, in una nota congiunta, Francesco Sanci e Luigi Demartino, rispettivamente coordinatore MAIE Toronto e coordinatore MAIE Ontario, che si dicono “profondamente preoccupati per le gravi lacune legislative contenute in questa normativa, che introduce criteri arbitrari e discriminatori nei processi di riconoscimento della cittadinanza italiana”.
“Questa legge colpisce milioni di discendenti italiani, limita i loro diritti e mina i principi fondamentali della Costituzione italiana”, incalzano Sanci e Demartino parlando di “una legge discriminatoria e incostituzionale”.
Tra le disposizioni contenute nel decreto che i due coordinatori Maie più contestano vi sono le “restrizioni ingiustificate alla cittadinanza iure sanguinis: il provvedimento complica il percorso per il riconoscimento della cittadinanza agli italiani di origine, imponendo nuovi ostacoli burocratici e limitazioni arbitrarie. Questo”, osservano, “contraddice il principio della continuità della cittadinanza italiana, sancito dalla legge n. 91/1992”.
Altro vulnus per il Maie i “tempi di attesa spropositati per chi vive all’estero: il decreto”, spiegano Sanci e Demartino, “impone ulteriori dilazioni procedurali per chi presenta domanda di cittadinanza attraverso i consolati. Mentre in Italia il riconoscimento avviene in tempi relativamente brevi, gli italiani all’estero subiscono attese che possono durare anche più di dieci anni”.
C’è poi la “revoca della cittadinanza senza garanzie adeguate”, continuano, sottolineando che “alcune disposizioni introducono la possibilità di revocare la cittadinanza italiana per motivi discrezionali, un principio che va contro l’art. 22 della Costituzione, che vieta la privazione della cittadinanza per un cittadino italiano”.
E infine i due coordinatori Maie segnalano il “doppio standard per la naturalizzazione: mentre da un lato vengono irrigiditi i requisiti per i discendenti di italiani, dall’altro non vengono previste tutele adeguate per gli stranieri che da anni risiedono in Italia e contribuiscono alla società italiana”.
“Questo decreto è un attacco senza precedenti alla nostra comunità all’estero”, accusano Sanci e Demartino. ”Gli italiani nel mondo sono una risorsa, non un problema e non possiamo accettare che vengano trattati come cittadini di serie B”.
Ricordando poi che “milioni di discendenti italiani, soprattutto in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Australia, portano avanti con orgoglio la cultura e i valori italiani, investendo nei rapporti economici e culturali con la madrepatria”, i due coordinatori Maie aggiungono: “imporre barriere alla cittadinanza significa allontanare queste persone dall’Italia, privandola di una rete internazionale fondamentale per la sua crescita economica e diplomatica”.
Al Governo il MAIE chiede dunque “con forza”: “l’immediata revisione del decreto per eliminare le norme discriminatorie e incostituzionali; un processo più rapido e trasparente per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis attraverso una digitalizzazione delle pratiche consolari e una riduzione dei tempi di attesa; l’abolizione delle nuove restrizioni discriminatorie che penalizzano gli italiani all’estero; il rispetto della Costituzione e delle convenzioni internazionali per evitare abusi nei processi di revoca della cittadinanza”.
In qualità di rappresentanti del MAIE, Francesco Sanci e Luigi Demartino assicurano che si impegneranno “a portare avanti questa battaglia in ogni sede, coinvolgendo parlamentari, istituzioni e comunità italiane all’estero per contrastare questa legge ingiusta. L’Italia”, concludono, “deve tutelare i suoi figli nel mondo, non escluderli”. (aise)




Decreto cittadinanza, Acli: no alle semplificazioni, serve una cittadinanza italiana consapevole

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logomarchio acli cmyk scrittadx“La cittadinanza italiana non può essere solo una questione generazionale, si tratta di una questione molto complessa che le Acli, anche grazie all’esperienza maturata attraverso le associazioni della Federazione delle Acli internazionali, attive in 21 Paesi, stanno seguendo da tempo”, ha dichiarato il Presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, che si chiede: “Perché non si è proceduto con un iter parlamentare, in cui le tante sensibilità che hanno già prodotto proposte di legge sul tema possano trovare in sintesi, anche grazie al contributo degli organi rappresentativi degli italiani all’estero?”

Il decreto legge numero 36 del 25 marzo ha modificato le regole per acquisire la cittadinanza italiana per gli italo discendenti ed è un cambiamento radicale perché modifica la natura della legge 91 del 1992, che riconosce il diritto ad essere cittadino italiano a tutti i figli di genitori italiani, mettendo un limite a due generazioni (genitori o nonni) nati in Italia per richiedere la cittadinanza italiana. Nel decreto vengono richiamati i concetti di “urgenza” e “sicurezza nazionale”.

Le Acli , che da tempo richiamano l’attenzione delle istituzioni sulla regolamentazione di una cittadinanza consapevole, sono critiche rispetto al decreto-legge . Entrando nel merito del decreto, “la ratio pare quella di riconoscere la cittadinanza in base ad una presunta maggiore italianità rispetto ad oggi dei soli nipoti dei nati in Italia”, ma per le Acli “la semplificazione della legge 91 del 1992 non rende giustizia alla nostra storia di emigrazione perché invece di valorizzare il rapporto tra “sangue” e appartenenza alla comunità italiana attraverso la conoscenza della lingua e della cultura italiana, si riduce tutto ad una questione “generazionale” che, come abbiamo sempre sostenuto, avrebbe potuto essere un elemento riformabile della legge 91 ma insieme a questi elementi”.

“Sarebbero necessari dei correttivi in particolare con una regolamentazione che dia la possibilità di trasmettere la cittadinanza quando sussiste, ad esempio, la certificazione di una profonda conoscenza linguistica”, ha detto Matteo Bracciali, Vicepresidente nazionale della Federazione delle Acli Internazionali. “Un altro rilievo sui disegni di legge annunciati riguarda le modifiche delle procedure di richiesta della cittadinanza italiana” e “anche sul rapporto cittadinanza-diritti sociali, chiediamo al Governo un reale ascolto delle rappresentanze degli italiani all’estero: l’idea di alleggerire la pressione sui Consolati non deve essere un’ulteriore complicazione nel rapporto con l’Amministrazione Pubblica né un rallentamento per l’ottenimento della cittadinanza”. “Dall’altra parte – ha continuato Bracciali – sul tema della partecipazione dei nuovi italiani alla vita pubblica non è sufficiente chiedere di esercitare diritti o doveri almeno una volta in 25 anni, perché non è una cittadinanza “compilativa” quella a cui dobbiamo tendere, ma la norma deve prevedere investimenti in strumenti di consapevolezza, come informazione, educazione e prossimità tra Italia e chi è italiano e vive in altro Paese del mondo. Si chiamano investimenti perché il ritorno di relazioni si trasforma in dati economici e sociali dando sostanza all’Italia fuori dall’Italia orgogliosa del proprio passato e con una identità ricca e plurima. Per Bracciali, secondo cui sulla materia andavano ascoltate le rappresentanze degli italiani all’estero, come Comites e Cgie e le reti associative, “vi è ancora speranza di poter contribuire a costruire una normativa inclusiva, per sostenere una cittadinanza consapevole.” (Inform)




Alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”

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alla camera dei deputati lincontro verso il giubileo delle migrazioni nel ricordo di santa francesca cabrini immagine1 e1743513711368Si è svolto alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”. L’evento è stato moderato da Gianni Lattanzio direttore editoriale “Meridianoitalia”. “ La religiosa Cabrini è stata una donna che con la forza della fede – ha rilevato Lattanzio introducendo il dibattito – ha costruito un impero di solidarietà”. “Noi vogliamo ricordare questo momento – ha aggiunto Lattanzio – che ha cambiato la storia dell’assistenza ai migranti”. Ha poi preso la parola il deputato Fabio Porta (PD – Ripartizione America Meridionale). “Oggi riflettiamo – ha esordito Porta – sulla figura di Santa Francesca Cabrini, la patrona dei migranti, proprio nella ricorrenza del suo arrivo a New York. , quindi oggi abbiamo una particolare coincidenza ed oltre a quella, ovviamente ancora più bella, con l’anno giubilare. L’arrivo a New York di Santa Francesca Cabrini, è un evento che segnerà una vita straordinaria, che ha trasformato a sua volta le vite di tanti nostri emigrati, in particolare negli Stati Uniti, ma anche lasciato un’impronta indelebile nella storia sociale e spirituale del tempo. Madre Cabrini – ricordato il deputato, nacque a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850, giunse in America con 6 consorelle della congregazione missionaria del Sacro cuore di Gesù, rispondendo all’appello di Papa Leone XIII, che la esortò a dirigersi non verso l’est, ma verso l’ovest. Aveva una missione chiara, portare conforto materiale e spirituale, agli emigrati italiani, spesso relegati ai margini della società americana, vittime di povertà estrema e di discriminazione etnica. L’opera di Madre Cabrini – ha continuato Porta – si inserisce in questo contesto storico complesso, caratterizzato da una forte emarginazione dei nostri connazionali e questo emerge bene dalle riflessioni nel libro “Migranti” della professoressa Katia Ranieri ed emerge dalle opere bellissime e struggenti di Meo Carbone dedicate a Santa Francesca Cabrini. Questa umanità italiana, a volte legata ai quartieri degradati, sono sfide che madre Cabrini ha affrontato con grande determinazione, ha fondato scuole, orfanotrofi, ospedali, che offrivano non solo assistenza materiale, ma anche quel senso di dignità e di appartenenza culturale, che mancava ai nostri emigrati nelle Americhe. La capacità di trasformare difficoltà in opportunità, – ha concluso il deputato – è stata di ispirazione per tante generazioni”. A seguire stato proiettato un video, in cui si sono state mostrate le opere di Meo Carboni su Santa Francesca Cabrini e la professoressa Katia Ranieri ha letto una poesia in dialetto abruzzese presa dal suo libro “I Migranti, Ieri e oggi. La speranza di un futuro migliore”. È poi intervenuta Suor Patricia Argentina Godoy. La quale ha ripercorso la storia delle missionarie del Sacro cuore e di Santa Francesca Cabrini. “136 anni fa – ha ricordato Sour Godoy – le prime missionarie del Sacro Cuore varcavano l’oceano verso gli Stati Uniti. La decisione come sappiamo non fu facile, Francesca Cabrini aveva sempre sognato la Cina e il cambiamento di rotta missionaria dovette essere laborioso per Madre Cabrini… Fu il suo incontro con il Vescovo di Piacenza, Mons. Giovanni Battista Scalabrini, ad aprire i progetti sull’emigrazione italiana, infatti tutti i preparativi, le previsioni e i progetti dalla fine del 1888 all’inizio del 1889 sono legati alla collaborazione con Mons. Scalabrini e successivamente con i padri missionari di San Carlo”. È poi intervenuto in collegamento dagli Stati Uniti il professor Dominic Candeloro (American Italian Historical Association) . “Gli americani e gli italiani – ha esordito Candeloro – devono conoscere la storia dell’emigrazione, perché la storia italiana è una storia di emigrazione, mentre quella americana è caratterizzata dalla storia dei migranti che sono venuti negli Stati Uniti. Madre Cabrini e il Mons. Scalabrini – ha proseguito Candeloro – hanno avuto un grande impatto sulla storia degli italiani a Chicago… Sono contento che l’artista Meo Carbone abbia dato un’immagine moderna all’opera realizzata da Madre Cabrini”. Fra gli altri interventi segnaliamo quello della giornalista Fausta Speranza che si è soffermata sull’importanza del Giubileo, definendolo il “giubileo della speranza”. “L’arte ha la sintesi – ha proseguito Speranza – che non perde l’efficacia e che non perde di significato. Oggi abbiamo una comunicazione che punta troppo sulla semplificazione, che porta alla banalizzazione. L’arte non banalizza mai, quando è vera arte riesce ad essere sintetica ed efficace”. È anche intervenuto Dario Nanni Presidente della Commissione Giubileo di Roma Capitale: “Questo Giubileo, come ha detto Fausta, è il Giubileo della speranza, e la speranza è anche, per le persone meno fortunate, di trovare un futuro migliore. Le migrazioni – ha proseguito Nanni – sono un fatto storico molto complesso, sul quale le semplificazioni e i ragionamenti pretestuosi non servono a nulla, perché chi fa l’amministratore a tutti i livelli, deve avere la consapevolezza della necessità di lasciare un segno positivo”. Ha infine ha preso la parola Nicola Mattoscio economista e Presidente dell’Associazione Abruzzesi nel mondo. “Abbiamo capito tutti – ha esordito – che Francesca Saverio Cabrini è stata un’emblematica interprete della speranza coniugata alla fede, come percorso di emancipazione dalla sofferenza, in una dimensione prima di tutto spirituale. Le emigrazioni – ha proseguito Mattoscio – dall’inizio della storia dell’umanità sono l’origine delle sofferenze, ma anche le origini dei principali cambiamenti, attraverso la coltivazione della speranza per l’umanità intera. Madre Francesca Cabrini è stata anche un interprete esemplare di un saper fare solidale, collegato all’idea di welfare State”. Mattoscio ha concluso la sua riflessione parlando dell’impatto sociale che ha avuto sulla realtà americana la figura di Santa Francesca Cabrini. (Lorenzo Morgia – Inform)




Montreal: l’Ambasciatore visita Aeromart

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31cattaneoL’Ambasciatore d’Italia in Canada Alessandro Cattaneo ha visitato giovedì scorso, 27 marzo, il padiglione italiano ad Aeromart di Montreal, uno dei principali appuntamenti internazionali del comparto aerospaziale.
L’Agenzia ICE ha curato la partecipazione di 16 aziende italiane, cui si sono aggiunte 17 aziende al seguito della Regione Campania. Sforzi congiunti che, sottolineano da Ottawa, hanno contribuito a fare dell’Italia il Paese europeo più rappresentato alla fiera, con 37 partecipanti totali.
A margine del Salone, l’Ambasciatore Cattaneo ha aperto la tavola rotonda “Italy-Québec: A Space for Opportunities” organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Montreal con il supporto dell’ICE. Nel suo intervento, Cattaneo ha sottolineato il significativo aumento negli ultimi anni dell’interscambio tra Canada e Italia nel settore aerospaziale, nel contesto di una rinnovata collaborazione bilaterale, propiziata dal Memorandum siglato dalle due agenzie spaziali nel 2021.
Di fronte ad un pubblico di circa 100 operatori, ad animare il dialogo tra attori italiani e canadesi del settore aerospaziale sono stati il centro di ricerca italiano CIRA, il centro di ricerca quebecchese CRIAQ, il cluster Aéromontréal, la regione Campania e il consorzio aerospaziale della regione Emilia-Romagna.
Le aziende italiane intervenute ad Aeromart vantano competenze consolidate nel settore aerospaziale e operano, tra gli altri, nei sottosettori ingegneria, automazione, robotica e intelligenza artificiale, lavorazione meccanica, componenti grezzi e finiti, assemblaggio, collaudo, foratura e saldatura laser, controllo qualità, trattamento superficiale, prototipazione meccanica e 3D, sistemi di produzione e processi speciali, assemblaggio di aerostrutture integrate, manutenzione, riparazione e revisione di aeromobili e sistemi elettronici e digitali.
Aeromart ha offerto anche la cornice per annunciare l’accordo quinquennale di partenariato fra l’azienda campana DeAms e la multinazionale canadese Bombardier, con un primo progetto che prevede la creazione di una filiale DeAms a Montréal e la progettazione e costruzione di piattaforme elevatrici automatizzate per un valore totale iniziale di 1,5 milioni di dollari. (aise) 




“Emigrazione: Dalla Liguria al mondo”, evento organizzato da Italea Liguria in collaborazione con la Fondazione Casa America ETS e con il MEI

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emigrazione dalla liguria al mondo il 15 marzo convegno al museo nazionale dellemigrazione italianaimmagine2Nei giorni scorsi il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova ha ospitato una giornata di studi dedicata al tema “Emigrazione: Dalla Liguria al mondo”, organizzato da Italea Liguria in collaborazione con la Fondazione Casa America ETS e con il MEI. Il convegno, moderato da Antonella Riccardi (Italea Liguria) ha analizzato il fenomeno migratorio ligure a 360 gradi e il suo impatto sulle società di destinazione, esplorando le connessioni tra le comunità emigrate e il territorio d’origine. Obiettivo della giornata è stato dunque quello di diffondere presso i liguri la conoscenza della storia dell’emigrazione da questa Regione, valorizzando storie, personaggi ed avvenimenti di particolare interesse. L’incontro si è aperto con un video messaggio del Cancelliere della Repubblica orientale dell’Uruguay Mario Lubetkin che ha sottolineato l’esigenza di approfondire, in questo mondo che cambia molto rapidamente, i rapporti culturali sociali ed economici tra il Sud America e l’Unione Europea e tra Uruguay e l’Italia. Una vicinanza e un modo per guardare avanti, da sviluppare anche con le regioni italiane, come ad esempio la Liguria, più vicine all’Uruguay. Dal canto suo Matteo Campora (Consigliere della Regione Liguria ha sottolineato l’importanza di raccontare ciò che hanno saputo compiere i liguri nel mondo, attraverso l’integrazione con le diverse comunità locali. “Alcuni sono tornati, altri si sono stabiliti altrove: ci raccontano tutti una storia positiva”, ha spiegato Campora evidenziando che l’incontro tra popoli genera sempre un qualcosa di interessante. Luca Lombardi (Assessore al turismo della Regione Lombardia) ha ribadito in un video messaggio l’importanza di raccontare storie di emigrazione regionale, per recuperare le origini e le tradizioni di quegli italiani che hanno cercato fortuna altrove. Lombardi ha ricordato che il 2024 è stato l’anno delle radici e che per l’occasione sono state organizzate diverse iniziative che proseguiranno nel 2025. Marina Gabrieli (Coordinatrice nazionale del progetto PNRR “Turismo delle radici” del MAECI) intervenendo da remoto ha espresso soddisfazione per questa iniziativa organizzata da Italea Liguria: “questi momenti sono fondamentali perché sensibilizzano il territorio su alcuni temi e permettono di far conoscere il turismo delle radici”, ha precisato Gabrieli ricordando che ci sono gruppi Italea nei diversi territori d’Italia interessati al progetto sul turismo delle radici. “Abbiamo creato una rete di Comuni che sono quasi 800”, ha aggiunto Gabrieli rilevando l’importanza del lavoro diretto portato avanti nei territori anche per far capire il ruolo che può avere un viaggio delle radici alla riscoperta delle origini. Melbourne, Buenos Aires, New York, Toronto e San Paolo sono alcune delle città del mondo nelle quali è stato promosso il progetto di Italea. Gabrieli ha anche ricordato la possibilità di aderire alla Italea Card che consente ai viaggiatori delle radici di ottenere sconti o agevolazioni da parte degli enti erogatori di servizi. E’ stata poi la volta di Mariangela Dalfovo (Italea Liguria e Toscana) che ricordato come la città di Genova, da cui partiva la grande migrazione, sia un luogo particolarmente rilevante e fortemente simbolico per queste tematiche. Dalfovo ha anche rimarcato come esista “un’Italia fuori dall’Italia” stimabile in circa 80 milioni di italo-discendenti, definendo questo progetto come un’opportunità per riallacciare relazioni con chi vive lontano dall’Italia. Anna Maria Saiano (membro del MEI) ha definito il Museo dell’Emigrazione Italiana, come un hub culturale rivolto all’estero ma anche come un luogo di studio dell’emigrazione ligure e più in generale italiana. Sempre per quanto riguarda l’emigrazione, Saiano ha precisato che le radici non solo fanno crescere una pianta altrove ma affondano nella cultura di partenza: un processo bilaterale che si costruisce abbracciando storie e racconti di quanti hanno lasciato il proprio territorio per erigere una nuova cultura mischiata con quella dei luoghi d’approdo. Fabio Capocaccia (Presidente Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana ) ha ricordato come il CISEI sia stata una delle prime ad occuparsi di questioni legate all’emigrazione. L’auspicio di Capocaccia è stato quello di una sempre maggiore valorizzazione del MEI; allo stesso modo è stata evidenziata l’importanza della collaborazione tra tutte le entità coinvolte nelle tematiche dei flussi migratori. Mario Menini (Presidente dell’Associazione Liguri nel Mondo) ha espresso il desiderio che il cosiddetto hinterland delle regioni torni ad essere vivo e attrattivo anche per il turismo. L’auspicio di Menini è anche quello di poter vedere giovani che abbiano voglia di “rimettere le radici qui”, andando in sostanza oltre il semplice viaggio di ritorno: l’obiettivo sarebbe quello di rivitalizzare i borghi che hanno vissuto il problema dello spopolamento. Andrea Pedemonte (Italea Liguria) ha spiegato che “il viaggio delle radici funziona se il viaggiatore si sente accolto come a casa sua: questo succede se le persone che incontra durante il viaggio sentono un vincolo verso il viaggiatore”. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Roberto Speciale (Fondazione Casa America) che sottolineato come sull’emigrazione ligure sia necessaria, vista anche l’entità del fenomeno, una maggiore iniziativa pubblicistica: l’idea è quindi favorire nuove ricerche, studi e pubblicazioni. Speciale ha anche ricordato il ciclo di conferenze organizzato insieme alla Società Dante Alighieri proprio sul tema dell’emigrazione; in passato sono state inoltre pubblicate alcune ricerche, condotte da giovani ricercatori, incentrate su America del Nord e America Latina. (Inform)




Cgie: Comitato di Presidenza a Roma dal 31 marzo al 3 aprile

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cgie gIl Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunisce a Roma dal 31 marzo al 3 aprile con all’ordine del giorno, tra l’altro, la preparazione dell’Assemblea plenaria del prossimo giugno.
Fitta l’agenda degli incontri istituzionali, a cominciare dal tradizionale scambio con il Sottosegretario agli Affari esteri Giorgio Silli, che a inizio confronto illustrerà la Relazione di Governo. Con il direttore generale della DGIT del MAECI Luigi Maria Vignali si affronteranno le questioni legate al funzionamento della rete consolare, dei Com.It.Es. e del Turismo di Ritorno.
Due giornate saranno prevalentemente dedicate agli incontri con i Gruppi parlamentari, alle audizioni davanti al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, e alla Commissione Affari esteri e difesa del Senato, che verteranno sulle materie d’interesse degli italiani all’estero anche oggetto di proposte di legge, nonché dell’agenda 2025 del CGIE, quali la cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e la nuova mobilità con gli incentivi al rientro; tematiche su cui il CGIE sta coinvolgendo i Com.It.Es. anche attraverso la realizzazione di webinar da parte delle Commissioni tematiche competenti relativi ai temi del welfare e della sostenibilità per i lavoratori italiani all’estero, all’accompagnamento di chi espatria e per il mantenimento del legame con l’Italia dei giovani nati all’estero.
La questione degli incentivi al rientro, oggetto di confronto tra il CGIE e le altre istituzioni, costituisce la base dell’importante accordo di collaborazione tra il Consiglio Generale e il Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma del 2016, sen. Guido Castelli, che verrà siglato il 2 aprile a Palazzo Chigi e che prevede l’impegno da parte del Consiglio Generale a pubblicizzare presso le comunità all’estero le misure adottate dallo Stato per il ripopolamento delle aree del Centro Italia interessate e, da parte del Commissario straordinario, a presentare proposte normative tese ad allargare la platea dei beneficiari di tali incentivi.
In programma anche gli incontri con il presidente del cda della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova Paolo Masini, con il quale saranno riallacciati i fili della collaborazione avviata durante la scorsa Consiliatura, e con il vicepresidente del CNEL Claudio Risso a Villa Lubin.
La riunione costituirà inoltre l’occasione per commemorare, a un anno dalla sua scomparsa, Michele Schiavone, alla guida del Consiglio Generale dal 2016 al 2024. (aise)