Licia Colombo, Presidente Comites Santo Domingo: “Rapporto con la rete diplomatica ottimo, ma la Farnesina dovrebbe dedicare maggiori risorse alle sedi consolari e alle Ambasciate, per garantire un servizio più efficiente”

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image 110 426x570Da 39 anni risiede nella Repubblica Dominicana, dove ha impeccabilmente costruito la sua carriera nel settore del turismo e dell’aviazione, diventando contestualmente un punto di riferimento per i connazionali residenti: Licia Colombo, con grande passione e dedizione, da tempo lavora alacremente per promuovere iniziative culturali, sociali e di supporto alla collettività, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Comunità italiana residente e le Istituzioni.

“Sebbene questo impegno richieda molto tempo da sottrarre alle proprie attività imprenditoriali – ci spiega – sono convinta che lasciare un segno concreto per il benessere della nostra Comunità sia un obiettivo di fondamentale valore”.

Terminati gli studi in Inghilterra e in Italia, acquisita una solida specializzazione nel settore del turismo, Colombo ha fondato e diretto un tour operator in grado rappresentare alcuni tra i più prestigiosi gruppi italiani ed europei, oltre a diverse realtà emergenti nel panorama turistico internazionale. Successivamente, intrapreso un nuovo percorso nel settore aeronautico, ha legato il suo nome a Neos, grande compagnia aerea italiana, in qualità di rappresentante commerciale per il Paese, esperienza questa che le ha consentito di consolidare ulteriormente le competenze nel trasporto aereo e nelle dinamiche di collegamento tra l’Italia e la Repubblica Dominicana.

“Proprio la mia lunga esperienza a contatto con i connazionali residenti e la profonda conoscenza della realtà locale a livello sociale, commerciale e personale – aggiunge la Presidente – mi hanno portato a entrare a far parte del Com.It.Es con l’obiettivo di apportare un miglioramento per tutti attraverso proposte concrete”.

In modo assolutamente volontario, aggiungiamo noi, e con una passione davvero contagiosa.

Colombo, partiamo proprio da qui. Cosa significa per lei rappresentare, in qualità di Presidente del Comites, la Comunità italiana che vive a Santo Domingo? “Per me è una grande responsabilità, ma anche un’opportunità unica per fare la differenza. Sono una persona pragmatica e abituata a lavorare con obiettivi concreti, grazie alla mia lunga esperienza nel settore commerciale, questo approccio mi ha permesso di affrontare con determinazione le sfide legate a un ruolo così importante. Nonostante le risorse limitate che il governo ci mette a disposizione, ho sempre cercato di massimizzare i risultati e di portare a termine i progetti che mi sono prefissata. Posso dire con orgoglio che, lo scorso anno, il Comites di Santo Domingo è stato uno dei pochi a ricevere due finanziamenti per altrettanti progetti significativi, entrambi portati a compimento con successo. Questo risultato mi rende non solo fiera, ma anche consapevole del valore del nostro lavoro per la Comunità. Tuttavia, il mio impegno non si ferma qui, so che c’è ancora molto da fare e, nonostante le difficoltà, continuo a lavorare con determinazione per garantire che il nostro Comites riceva il supporto e le opportunità che merita”.

E’ possibile tracciare un profilo che ben rappresenti gli italiani che vivono lì? E come si è integrata la nostra comunità? “Tracciare un profilo unico della Comunità italiana in Repubblica Dominicana è complesso, proprio per la sua straordinaria varietà, essendo composta da persone provenienti da percorsi di vita e ambiti professionali molto diversi: abbiamo pensionati che scelgono di trascorrere qui gli ultimi anni della loro vita in un ambiente sereno e accogliente, imprenditori di successo che promuovono con orgoglio il Made in Italy a livello internazionale, piccoli commercianti, ristoratori e importatori che contribuiscono a diffondere la nostra cultura gastronomica e professionisti o lavoratori che si integrano nel tessuto economico locale. In un certo senso, possiamo dire che la comunità italiana in Repubblica Dominicana rappresenta una “piccola Italia”, caratterizzata da una straordinaria capacità di adattamento e intraprendenza. Questo è favorito anche dalla facilità di apprendimento della lingua spagnola e dall’ospitalità del popolo dominicano, che accoglie con entusiasmo nuove culture e persone provenienti da altri Paesi. È proprio questa sinergia tra le due culture che permette alla nostra Comunità di sentirsi parte di un contesto dinamico e inclusivo”.

Grande esperta di turismo, impossibile non chiederle consigli di viaggio per gli italiani interessati a visitare il Paese. “La Repubblica Dominicana, più che un’isola, è un grande Paese che sorprende per la varietà dei suoi paesaggi e delle esperienze che offre. Qui, si passa dalle iconiche spiagge caraibiche, che molti immaginano guardando le pubblicità, alle imponenti montagne, tra cui il Pico Duarte, la vetta più alta dei Caraibi, che supera i 3.100 metri. Il territorio è arricchito da colline, laghi, fiumi, penisole e piccole isole che circondano il Paese, senza dimenticare la bellezza dei due mari che lo bagnano: il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, con barriere coralline mozzafiato. La Repubblica Dominicana non si limita al classico turismo balneare, è una destinazione ideale per chi cerca esperienze più dinamiche, come il trekking, il rafting, o le escursioni in montagna, per gli appassionati di storia e cultura, il Paese offre la prima città del Nuovo Mondo, Santo Domingo, il cui centro storico, patrimonio UNESCO, sta vivendo un’importante opera di ristrutturazione. Non mancano esperienze uniche, come l’avvistamento delle balene nella baia di Samaná durante l’inverno o le gare internazionali di kitesurf a Cabarete. Insomma, è una meta che accoglie tutti: dalle famiglie con bambini piccoli agli avventurieri e agli anziani in cerca di relax. La Repubblica Dominicana è una destinazione che consiglio senza esitazione: un mix perfetto di natura, cultura, storia e avventura, capace di regalare emozioni a ogni tipo di viaggiatore”

Come definirebbe il rapporto fra il Comites da lei presieduto e la rete diplomatica italiana? “Il rapporto con la rete diplomatica italiana è eccellente, caratterizzato da una forte sinergia. L’Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas, che dirige l’Ambasciata da quasi tre anni, ha avviato numerosi cambiamenti significativi, sia nel rafforzamento dei rapporti con le Istituzioni locali che nel miglioramento dell’operatività dell’Ambasciata stessa. Questo processo è stato particolarmente complesso, considerando che l’Ambasciata è rimasta chiusa per molti anni, causando ritardi nell’erogazione di documenti essenziali, come passaporti e certificati. Pur comprendendo le difficoltà legate alla carenza di personale e alle sfide organizzative, siamo consapevoli che ci sia ancora molto lavoro da fare. Il Comites si sta impegnando al massimo per supportare i connazionali, in particolare attraverso il progetto “Sportello Comites”, un servizio che funge da “anticamera” dell’Ambasciata, offrendo assistenza nella preparazione di documenti, nelle procedure di iscrizione all’AIRE e in altre pratiche fondamentali. È un aiuto concreto e prezioso per la nostra Comunità. Detto ciò, ritengo che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dovrebbe dedicare maggiori risorse alle sedi consolari e alle Ambasciate, al fine di garantire un servizio più efficiente, nonostante i progressi registrati nell’ultimo anno, la strada da percorrere è ancora lunga, e continueremo a fare il possibile per sostenere i nostri connazionali e agevolare il lavoro della rete diplomatica”.

Ricordo più bello da Presidente? “Devo dire che ci sono stati molti momenti belli nel mio percorso come Presidente, quindi non ne ho uno in particolare, ogni successo per me rappresenta un momento meraviglioso. Per esempio, come dicevo, ottenere due finanziamenti per il Comites è stato un traguardo enorme, considerando che non era mai successo prima nella Repubblica Dominicana. Un altro momento significativo è stata l’apertura della Biblioteca del Comites lo scorso ottobre, un progetto a cui tenevo moltissimo e che mi ha dato grande soddisfazione. Anche il lavoro svolto per ottenere accordi con diverse assicurazioni locali è stato un successo importante: abbiamo reso possibile la copertura assicurativa per i viaggiatori italiani, in particolare per chi trascorre lunghi periodi nel Paese, a prezzi molto vantaggiosi. Un altro traguardo di cui vado fiera è l’accordo stipulato con l’Istituto Europeo di Oncologia, che offre ai cittadini italiani sconti sulla “telemedicina” e sulla “second opinion”. Attualmente sto lavorando per mettere in contatto l’istituto con i più grandi centri oncologici locali, in modo da creare una collaborazione proficua. È un progetto ambizioso su cui lavoro da oltre un anno, e quando verrà realizzato sarà sicuramente uno dei momenti più belli di questo mio percorso. Ogni passo avanti è per me una grande gioia e motivo di orgoglio, perché significa contribuire concretamente al benessere della nostra Comunità”.

E il più brutto? “A dire il vero, non ricordo momenti davvero brutti, perché cerco sempre di mantenere un atteggiamento positivo e proiettato verso il futuro.
Ciò che però mi disturba è quando alcune persone, soprattutto sui social, scrivono commenti inutili o diffondono critiche infondate per attirare attenzione o screditare il lavoro che facciamo, questo è particolarmente fastidioso perché la maggior parte del nostro impegno non è visibile: si tratta di documenti, pratiche e un lavoro continuo che non possiamo certo trasmettere in diretta per dimostrarlo. Vorrei che le persone comprendessero che il nostro impegno è volontario, nessuno di noi riceve un compenso per ciò che facciamo, anzi, spesso sosteniamo spese personali, ad esempio, io vivo a quasi tre ore dalla Capitale e mi reco lì quasi ogni settimana per il Comites, coprendo personalmente tutte le spese di viaggio. Inoltre, il tempo che dedico al Comites è tempo sottratto alla mia attività imprenditoriale, e anche questo ha un costo. Nonostante tutto, lo faccio perché amo la comunità italiana e sento il desiderio di restituire qualcosa al Paese che mi ha accolto per gran parte della mia vita. Non permetto che certi commenti negativi mi influenzino, preferisco non rispondere a chi scrive queste cose, perché le loro parole, insignificanti per me e per il mio Comites, si commentano da sole. Mi concentro piuttosto sul lavoro che posso fare e sui risultati che possiamo ottenere per la nostra Comunità”.

Siete in contatto anche con Comites che operano in altre parti del mondo? “Sì, siamo in contatto con altri Comites, in particolare attraverso una piattaforma di comunicazione attiva che collega i rappresentanti dei Comites del Sud America. Questo spazio ci consente di condividere idee, best practices e progetti che ogni Comitato porta avanti nei rispettivi Paesi, favorendo così una collaborazione reciproca che arricchisce le nostre iniziative e promuove una visione comune per il rafforzamento della Comunità italiana all’estero”.

Prossime iniziative in programma? “Tra le nostre iniziative in programma quest’anno, uno dei progetti di maggiore importanza è sicuramente l’accordo con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), che mira a stabilire collaborazioni con alcuni dei principali centri oncologici locali. Questo permetterebbe di accedere a servizi di alta qualità grazie alle nostre assicurazioni private, favorendo una connessione diretta con un’eccellenza internazionale come l’IEO, che è riconosciuto tra i primi dieci al mondo nel suo settore. Credo fermamente che tale accordo potrà rappresentare un valore significativo per tutti, portando benefici concreti sia ai pazienti che ai professionisti del settore. Un’altra priorità è il rafforzamento dello sportello Comites, per il quale è fondamentale garantire il finanziamento da parte del Ministero. Questo servizio rimane un punto di riferimento cruciale per i nostri connazionali, e continueremo a lavorare attivamente affinché venga supportato nel lungo periodo.
In merito alla biblioteca, quest’anno stiamo preparando un progetto di biblioteca itinerante, con l’intento di rendere i libri più accessibili a tutti i cittadini italiani, offrendo loro la possibilità di ritirare o donare libri in diverse località del Paese. Un’iniziativa che mira a rafforzare la nostra identità culturale e a favorire l’accesso alla lettura. Infine, stiamo lavorando in stretto contatto con l’Ambasciata per cercare di risolvere le difficoltà relative alla fornitura dei passaporti, sebbene questo aspetto non dipenda direttamente da noi, faremo il possibile affinché il Ministero possa inviare più personale, accelerando così il processo e migliorando l’efficienza dei servizi per la nostra Comunità. C’è un altro progetto molto rilevante su cui stiamo lavorando, ma per il momento preferisco non entrare nei dettagli, poiché siamo ancora in fase di sviluppo. È un’iniziativa complessa, ma sono fiduciosa che, se tutto procederà come previsto, riusciremo a portarla avanti. Tuttavia, il suo successo dipende in larga parte dal supporto del nostro governo, quindi non possiamo fare altro che incrociare le dita e sperare che venga accolto positivamente”.

Intervista di Marco Finelli per Gazzetta Diplomatica




Indagine FILEF: “Esperienze migratorie di giovani donne italiane”

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filef download 225x223La dimensione dell’emigrazione femminile degli ultimi 15 anni è ancora scarsamente conosciuta. La FILEF ha realizzato una prima indagine attraverso interviste e ricerche in diversi paesi europei e in Argentina. Ne è nato questo e-book (scaricabile gratuitamente sul sito della Filef) appena pubblicato che vuole essere un contributo alla riflessione su un fenomeno che sta assumendo un rilievo quantitativo e qualitativo importante e che sta caratterizzando la nuova emigrazione italiana.

Presentazione

“Esperienza migratoria delle giovani donne italiane” è il titolo di un progetto di indagine di cui proponiamo, con questo e-book, un primo risultato parziale. Esso è parte del progetto originario  “Dai racconti di vita alla ricerca socio-economica”, alla cui definizione hanno partecipato Grazia Moffa e, prima della sua scomparsa, Maria Immacolata Macioti, che definiva l’intelaiatura complessiva del progetto FILEF sulle emigrazioni femminili dal 2008 in poi. L’e-Book è appunto una prima raccolta di storie di vita che offrono alcune coordinate utili alla comprensione del fenomeno migratorio femminile di oggi. Attraverso i casi che pubblichiamo è possibile esaminare il nuovo protagonismo delle giovani donne che sono emigrate dal 2008 in poi (anno di inizio della grande crisi economica e a cui generalmente si fa riferimento per la ripartenza di nuovi flussi di emigrazione dall’Italia), le loro attività lavorative all’estero, i vincoli familiari e ambientali con i luoghi di partenza, i percorsi di inserimento sociale, culturale e di partecipazione nei luoghi di arrivo. I racconti e le testimonianze sono stati raccolti dalle dirigenti e attiviste della Rete FILEF all’estero. Preliminarmente le donne della Rete FILEF hanno elaborato la scheda comune di riferimento che trovate in appendice. La diversità – sia nei contenuti che nei modelli – dei testi che pubblichiamo è la testimonianza dell’articolazione più complessiva della nostra rete nel mondo. Si va dall’Argentina, qui rappresentata da Adriana Bernardotti, sociologa, che propone, attraverso i racconti di giovani donne italiane arrivate dopo il 2008 e iscritte alla mailing list La Tanas, la sintesi di una ricerca più ampia da lei sviluppata, alle singole testimonianze dal Belgio proposte da Angela Gulotta, tra le quali prevalgono le esperienze di ragazze del Sud d’Italia; dal ricco racconto di una giovane pugliese in Francia proposto da Maria Vitali Volant (ex insegnante e bibliotecaria) alle interviste realizzate da Maurella Carbone (ex insegnante a Francoforte), attraverso le quali vengono fornite, tra l’altro, utili coordinate per conoscere i problemi legati al riconoscimento dei titoli di studio acquisiti in Italia; dal lavoro di ricerca promosso da Maria Luisa Caldognetto (storica dell’emigrazione italiana in Lussemburgo), alle rielaborazioni e integrazioni delle inchieste promosse da Morena La Barba (sociologa) in Svizzera che soffermandosi, tra l’altro, sul periodo del Covid, fornisce elementi utili alla conoscenza delle norme che regolano gli ingressi e i soggiorni nel Paese unitamente a quelle per affrontare le differenze di genere (salario, lavoro etc). A sua volta, Lara Olivetti, (giurista), partendo da una più ampia indagine, ci propone un quadro molto dettagliato delle caratteristiche sociodemografiche della popolazione femminile di nuova emigrazione in Svezia.

Erika Bucca, della Filef Basilicata, ci propone invece i racconti di quattro giovani donne meridionali in 4 Paesi europei (Inghilterra, Irlanda, Scozia, Danimarca) e se, da un lato, fornisce spunti per apprezzare la permanenza di forti vincoli con i luoghi di partenza, dall’altro sottolinea la scarsa probabilità di qualsiasi ipotesi di rientro in Italia da parte delle interessate, come riporta anche Adriana per il suo campione intervistato. Infine l’approfondito saggio di Edith Pichler, ci fornisce, dallo scenario tedesco, e berlinese in particolare, un approccio storico molto interessante del passaggio da un’emigrazione femminile prevalentemente al seguito di quella maschile, a quella contemporanea ampiamente indipendente e talvolta maggioritaria rispetto a quella maschile, soprattutto, proprio dal 2008 ai giorni nostri. Con efficacia scrive nella prefazione Antonella Dolci, presidente della Filef, che il loro obiettivo comune è chiaro: integrarsi, inserirsi nel Paese di accoglienza, acquistarvi tutti i diritti di cittadinanza. Un messaggio molto forte da parte della Filef che nel suo programma e nelle sue iniziative propone non da oggi l’urgenza di politiche pubbliche sui temi delle migrazioni con una visione integrata tra emigrazioni e immigrazioni a partire dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza. (Laura Salsi – Elisa Castellano /Emigrazione Notizie/Inform)




Italiani nel mondo: in 13 anni oltre 2 milioni in più si sono spostati all’estero

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imagesSecondo il Rapporto della Fondazione Migrantes, negli ultimi 13 anni oltre 2 milioni di italiani hanno lasciato il Paese, portando il numero totale di connazionali residenti all’estero a superare gli stranieri presenti in Italia.

La maggior parte dei nuovi emigranti proviene dal Meridione e sceglie come destinazione principale il Regno Unito.

Questo fenomeno riguarda soprattutto persone con un livello di istruzione medio-alto, che spesso cambiano più volte paese di residenza.




Multe fantasma in Repubblica Dominicana: cittadini segnalano sanzioni per infrazioni mai commesse

la amet aplica mas de 2000 multas morales por violacion al trafico

la amet aplica mas de 2000 multas morales por violacion al traficoIn Repubblica Dominicana, numerosi cittadini stanno segnalando la ricezione di multe per infrazioni stradali che affermano di non aver commesso. Questo fenomeno sta destando preoccupazione tra gli automobilisti locali e stranieri residenti nel paese.

Le cause di queste sanzioni ingiustificate possono essere molteplici. Una delle principali è l’errata registrazione delle targhe dei veicoli da parte delle autorità competenti, che può portare all’attribuzione di infrazioni a conducenti innocenti. Inoltre, la complessità del sistema burocratico e la mancanza di aggiornamento dei database possono contribuire all’emissione di multe errate.

Per affrontare questa problematica, è fondamentale che i cittadini controllino regolarmente lo stato delle proprie infrazioni e, in caso di sanzioni ingiustificate, presentino tempestivamente un ricorso alle autorità competenti. È consigliabile conservare tutta la documentazione relativa al veicolo e ai propri spostamenti, in modo da poter fornire prove concrete in caso di contestazione.

Le autorità dominicane stanno lavorando per migliorare l’accuratezza del sistema di registrazione delle infrazioni e ridurre al minimo gli errori che portano all’emissione di multe non dovute. Tuttavia, la collaborazione dei cittadini è essenziale per identificare e correggere eventuali anomalie nel sistema.

Inoltre, si raccomanda agli automobilisti di prestare particolare attenzione durante la guida, data la presenza di comportamenti imprevedibili da parte di altri conducenti, come sorpassi azzardati e mancato rispetto delle regole del traffico. Una guida prudente e difensiva può contribuire a ridurre il rischio di incidenti e di eventuali sanzioni.

Per ulteriori informazioni sulle normative locali e su come contestare una multa ingiusta, è possibile consultare il sito ufficiale del Ministero dei Trasporti della Repubblica Dominicana o rivolgersi direttamente agli uffici competenti.




Giornata Internazionale della Lingua Madre: iniziative per la diffusione dell’italiano all’estero

giornata lingua madre

giornata lingua madreIn occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il 21 febbraio 2025, le ambasciate e i consolati italiani nel mondo stanno organizzando eventi e corsi per promuovere la diffusione della lingua italiana.

L’obiettivo è rafforzare l’identità culturale tra le comunità italiane all’estero e incentivare l’apprendimento dell’italiano anche tra le nuove generazioni di oriundi.




Cresce la comunità italiana all’estero: superata quota 6,4 milioni di residenti

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italianiestero modSecondo l’ultimo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, al 31 dicembre 2024, gli italiani residenti all’estero hanno superato i 6,4 milioni.

Questo dato evidenzia una crescita costante della diaspora italiana, con un aumento significativo negli ultimi anni.

Le principali destinazioni includono paesi europei come Germania, Svizzera e Regno Unito, ma anche nazioni oltreoceano come Stati Uniti, Canada e Australia.

Questa tendenza sottolinea l’importanza di politiche mirate a supportare i connazionali all’estero e a mantenere vivi i legami con la madrepatria.




Costa Rica. Missione passaporti a San Vito de Coto Brus

costa rica il 27 e il 28 febbraio missione dellambasciata itinerante a san vito de coto brusimmagine5

costa rica il 27 e il 28 febbraio missione dellambasciata itinerante a san vito de coto brusimmagine5Il 27 e il 28 febbraio si svolgerà una nuova missione di personale dell’Ambasciata d’Italia  in Costa Rica (Pop-up Embassy – Ambasciata itinerante) nella città di San Vito de Coto Brus. Lo comunica la Rappresentanza precisando che nel corso delle due giornate  saranno erogati alcuni servizi consolari: si potranno rilevare le impronte per i passaporti dei connazionali, rilasciare atti notarili e richiedere trascrizioni di atti di stato civile. L’Ambasciata avvisa che gli appuntamenti con i membri della missione si possono prenotare solamente via e-mail all’indirizzo consolare.sanjose@esteri.it, indicando il nome e cognome del richiedente. L’Ambasciata contatterà poi gli interessati via e-mail per fissare un appuntamento.(Inform)




Carrozza (Cnr), «Ampliamo la collaborazione con il Messico»

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carrozzaguanajuatopuntocompAccompagnata da una delegazione di nove persone, la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Maria Chiara Carrozza, è in Messico per un fitto programma di incontri istituzionali.

«La visita» —ha detto — «ha come scopo principale il rafforzamento dei contatti con l’Istituto nazionale di Antropologia e Storia e la collaborazione con varie università, tra cui l’Unam e l’Università Autonoma di Guadalajara, nei settori del patrimonio culturale, della storia e dell’archeologia».

«Crediamo» —ha aggiunto— «che il Messico possa avere un ruolo molto importante nell’ambito del consolidamento e dell’ampliamento della collaborazione con il mondo scientifico italiano, anche in seguito alla creazione del ministero della Scienza, delle Scienze umane, della Tecnologia e dell’Innovazione, con particolare attenzione a settori come il patrimonio culturale, la fisica, le scienze della vita, la chimica, la biologia molecolare e cellulare e la ricerca sui vaccini».

La delegazione del Cnr che accompagna la presidente è composta da direttori di vari dipartimenti e istituti, inclusi quelli di chimica, medicina e bioeconomia, «con l’intento di stabilire relazioni durature e significative».

«Nel corso degli incontri» —ha sottolineato Carrozza— «la reazione del Messico è stata molto positiva, con un’ottima accoglienza e un forte interesse da parte delle università e dei centri di ricerca nel collaborare con le nostre istituzioni, evidenziando l’importanza della diplomazia scientifica nel rafforzare i legami tra i due Paesi».

Foto: X @LibiaDennise

puntodincontro.mx




Domani assemblea del Comites Santo Domingo

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imagesIl Comites Santo Domingo si riunirà domani, lunedì 10, alle 16, in asssemblea ordinaria.

Chi lo desidera, come sempre, potrà seguirne la trasmissione dal vivo attraverso la pagina Facebook dello stesso Comitato.

L’ordine del giorno prevede

1. – Approvazione del Rendiconto Consuntivo del Com.It.Es. Santo Domingo per l’anno 2024, corredato dalla Relazione Annuale del Presidente sulle attività svolte, ex Art. 2 comma 4, lett. d) della Legge 286/2003 (bozze degli Allegati 5 e 6 Circ. n.2 del 28 Luglio 2020 e bozza della relazione annuale in allegato alla presente convocazione);

2. – Approvazione dei due Revisori dei Conti (non remunerati) nominati dal Comitato

3. – Aggiornamento del Progetto Assicurazioni di Viaggio

4. – Varie ed Eventuali




Studiare all’estero: un investimento per il futuro

studiare estero borse studio

studiare estero borse studioSempre più giovani italiani scelgono di studiare all’estero, attratti da sistemi educativi di qualità e dalla possibilità di ampliare le proprie prospettive professionali. Ma quanto costa realmente questa esperienza?

Negli Stati Uniti, una laurea può costare fino a 17.000 euro l’anno, cifra che comprende tasse universitarie, vitto e alloggio. Un investimento importante, ma che molte famiglie italiane sono disposte a sostenere per garantire ai propri figli un’educazione di livello internazionale. Tuttavia, chi desidera un’alternativa più accessibile può guardare all’Europa, dove esistono università pubbliche che offrono corsi a prezzi molto più contenuti.

Germania, Francia e Paesi Bassi, ad esempio, hanno ampliato la loro offerta di corsi in inglese e molte università offrono programmi gratuiti o a costi ridotti per gli studenti dell’Unione Europea. Anche le borse di studio internazionali rappresentano un’opportunità da non sottovalutare, permettendo a molti studenti di coprire gran parte delle spese.

Per chi sogna di studiare all’estero, la chiave è pianificare con attenzione: informarsi sui costi, verificare le opportunità di borse di studio e prepararsi a un’esperienza che può cambiare la vita, sia dal punto di vista accademico che umano. Un’opzione che, per molti italiani, si traduce in migliori prospettive di carriera e in una formazione più completa e internazionale.