L’Italia all’estero ha celebrato la Giornata della Memoria

A ottanta anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, è stato forte il ricordo dei sopravvissuti che, in presenza di delegazioni di oltre 50 paesi, hanno testimoniato l’anelito ad una società giusta e rispettosa della vita umana.
Tra le manifestazioni realizzate:
l’Istituto Italiano di Cultura di Praga ha proposto il focus “Giusti tra le Nazioni”, incentrato sulle persone che aiutarono disinteressatamente gli ebrei durante gli anni dello sterminio; tra questi, l’italiano Giorgio Perlasca che tra il 1944 e il 1945 salvò dalla deportazione migliaia di ebrei ungheresi. L’incontro ha preso il via con la proiezione del film “Perlasca – Un eroe italiano” di Alberto Negrin, con Luca Zingaretti e Amanda Sandrelli.
L’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha proposto la conferenza del Professor Tonai Tetsuya “Segregazione o simbiosi? Ghetto ed ebrei di Venezia nella prima età moderna”, che ha offerto un’analisi del ghetto e degli ebrei di Venezia nella prima età moderna, prendendo spunto dal libro “Storia del ghetto di Venezia 1516-2016” di Riccardo Calimani, recentemente tradotto in giapponese grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’Istituto Italiano di Cultura di Lione, in collaborazione con il CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica), ha organizzato il concerto “ITalYa. Canti ebraici dall’antichità ad oggi, dal Medioriente all’Occidente”, con Delilah Gutman, al canto e alla parola, e Refael Negri, al violino. I due artisti hanno messo in scena uno spettacolo in grado di ripercorre con l’uso di più lingue, dall’ebraico al giudeo-spagnolo, dal tedesco all’italiano e allo yiddish, un viaggio nei canti ebraici dall’antichità fino ad oggi.
L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney il 30 gennaio proietta “Il respiro di Shlomo”, documentario prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah in collaborazione con Rai Cinema. Il film racconta la testimonianza di Shlomo Venezia (1923-2012), deportato e membro del Sonderkommando ad Auschwitz, raccolta quasi 30 anni fa dallo storico della Shoah Marcello Pezzetti e dal regista Ruggero Gabbai. La narrazione affronta temi come la perdita della propria comunità, il dolore della separazione dai propri cari e la necessità di sopravvivere in condizioni disumane.
Anche quest’anno le Ambasciate d’Italia e gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo hanno organizzato eventi in occasione del Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale che ogni 27 gennaio commemora le vittime dell’Olocausto perché proprio in questa data, nel 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia.
Il sottosegretario di Stato Giorgio Silli ha svolto oggi una missione istituzionale in Messico, per prendere contatto con i nuovi interlocutori del governo della presidente Claudia Sheinbaum.

È stata convocata il prossimo 11 febbraio la prima assemblea del 2025 del Comites di San Paolo. I lavori inizieranno alle 18.45 nella sede del Comites e saranno trasmessi anche online.


L’Aeroporto Internazionale di Miami (MIA), attualmente sottoposto a un processo di ristrutturazione con progetti ambiziosi, promette di “rilassare” i viaggiatori dopo un cambiamento in una delle aree della struttura.
La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana; viva, viva la Befana! L’Accademia dei Ragazzi, scuola di italiano con sede a Toronto, in Canada, ha celebrato l’antica tradizione della Befana. L’evento, svoltosi in collaborazione con Villa Charities, si è tenuto lo scorso 10 gennaio al Columbus Centre con la partecipazione di oltre 70 invitati, tra bambini e genitori.

Regno del Marocco, sotto la guida di Sua Maestà il Re Mohammed VI, ha svolto un ruolo determinante nel contesto delle recenti dinamiche relative al conflitto israelo-palestinese, in particolare per quanto concerne l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, entrato in vigore il 7 ottobre 2023. Il Marocco, con la sua tradizione di diplomazia discreta ma costantemente attiva, ha accolto con favore i progressi verso una de-escalation della violenza, ribadendo il suo impegno nel favorire una soluzione pacifica e giusta per tutte le parti coinvolte.
La posizione del Marocco non si limita a un semplice appoggio formale all’accordo, ma riflette un impegno concreto verso la ricerca di una soluzione duratura. Fin dai primi giorni del conflitto, il Marocco ha adottato una linea diplomatica che punta a ridurre le tensioni senza mai dimenticare l’obiettivo a lungo termine della creazione di uno Stato palestinese indipendente, con Gerusalemme Est come capitale, all’interno dei confini del 1967. Questo impegno è stato ribadito dallo stesso Re Mohammed VI, che in qualità di presidente del Comitato Al-Quds – un organismo arabo volto alla tutela dei diritti della popolazione palestinese e al rafforzamento della solidarietà araba – ha richiamato la comunità internazionale a non permettere che una crisi apra la strada a nuove guerre o conflitti.
