Carta d’Identità Elettronica: stesso diritto, ma non la stessa utilità per tutti





L’Italia è lontana migliaia di chilometri, ma per molti messicani continua a essere presente nei cognomi, nelle fotografie di famiglia, nei racconti dei nonni e nelle tradizioni tramandate di generazione in generazione.
È questo legame con le proprie origini che porterà nuovamente a Irapuato, nello Stato di Guanajuato, centinaia di discendenti italiani provenienti da diverse parti del Messico.

Il 18 e 19 settembre 2026 si svolgerà infatti la quarta edizione consecutiva del raduno nazionale organizzato dall’Unión de Descendientes Italianos en México, un appuntamento ormai diventato un punto di riferimento per la comunità italo-messicana.
Il programma comincerà venerdì 18 settembre alle 17 con una visita guidata di circa due ore attraverso sei piazze del centro storico di Irapuato.
Un modo per conoscere anche la città che ospita l’incontro, grazie alla collaborazione della Segreteria del Turismo locale.
La giornata principale sarà invece sabato 19 settembre, dalle 14 alle 21, nella sala eventi della Ex Hacienda Arandas, sede ormai tradizionale del raduno.
Sono previsti un pranzo a tre portate, uno spettacolo teatrale dedicato al rapporto tra Italia e Messico, musica e naturalmente l’immancabile fotografia collettiva dei partecipanti.
Ma forse le fotografie più significative saranno quelle organizzate per cognome d’origine.
Un dettaglio apparentemente curioso che racconta invece quanto sia ancora forte, per molte famiglie, la ricerca delle proprie radici italiane.
Dietro un cognome italiano in Messico può esserci una storia iniziata più di cento anni fa.
Veneti, lombardi, piemontesi, trentini, emiliani, calabresi, siciliani e persone provenienti da molte altre regioni italiane arrivarono in Messico in epoche diverse.
Alcune comunità conservarono tradizioni, dialetti e usanze per generazioni.
I discendenti di quegli emigrati sono oggi messicani a tutti gli effetti, ma molti continuano a considerare importante conoscere la storia della famiglia dalla quale provengono.
È una caratteristica comune a tante comunità italiane dell’America Latina.
L’identità non è necessariamente una scelta tra due Paesi.
Si può essere profondamente messicani e, contemporaneamente, sentire un legame particolare con l’Italia dei propri antenati.
Il fatto che l’appuntamento torni per il quarto anno consecutivo dimostra che non si tratta più di una semplice iniziativa occasionale.
Il raduno è diventato un momento nel quale persone che condividono una storia familiare simile possono incontrarsi, confrontare le proprie esperienze e magari scoprire di avere antenati provenienti dallo stesso paese o dalla stessa regione italiana.
E c’è anche un aspetto sociale importante.
In un’epoca nella quale i rapporti familiari diventano spesso più difficili da ricostruire, occasioni di questo genere possono aiutare i giovani a conoscere la storia dei propri nonni e bisnonni.
Conservare le proprie origini non significa necessariamente vivere guardando al passato.
Al contrario, la memoria può diventare uno strumento per costruire nuove relazioni.
Gli incontri tra discendenti italiani favoriscono infatti rapporti culturali, sociali e anche economici tra Messico e Italia.
Possono nascere amicizie, collaborazioni, viaggi alla ricerca dei paesi d’origine e, per alcuni, persino il desiderio di conoscere personalmente la terra dalla quale partì un bisnonno.
La storia dell’emigrazione diventa così qualcosa di vivo.
Iniziative come quella di Irapuato hanno anche un valore più ampio per l’Italia.
I discendenti degli emigrati rappresentano infatti una straordinaria rete di persone che, pur vivendo all’estero da una o più generazioni, mantengono un interesse verso la cultura italiana.
È un patrimonio che l’Italia dovrebbe saper valorizzare maggiormente.
Non soltanto attraverso le celebrazioni ufficiali, ma creando occasioni concrete di scambio culturale, turistico e formativo.
Perché un discendente italiano che cerca le proprie origini non sta semplicemente cercando un certificato o un cognome.
Sta cercando una storia.
E quella storia, spesso, comincia proprio in un piccolo paese italiano dal quale qualcuno partì molti decenni fa.
Il quarto raduno di Irapuato racconta dunque qualcosa che va ben oltre una festa.
Racconta la capacità dell’emigrazione italiana di sopravvivere attraverso le generazioni.
I figli dei figli di chi partì continuano a incontrarsi, a ricordare, a parlare delle proprie origini e a trasmettere quella memoria ai più giovani.
Il Messico ha accolto quelle famiglie e le ha trasformate in parte della propria storia.
L’Italia, invece, continua a essere presente nei loro ricordi.
E forse è proprio questa la cosa più bella dell’emigrazione:
partire significa lasciare un luogo, ma non necessariamente smettere di appartenergli.

Il XXIII Congresso Alpini del Nord America si è svolto a Vancouver dal 7 al 9 agosto 2026, con la partecipazione dei membri delle sezioni ANA di Montreal, Vancouver, Vaughan e con un folto programma di eventi culminato con la Cena di Gala dell’8 agosto nel salone del Centro Culturale Italiano di Vancouver, iniziata con l’esibizione del Coro dei Trevisani nel Mondo e la imponente sfilata degli Alpini con i loro stendardi .

Durante la serata hanno preso la parola il Presidente della Sezione di Vancouver, Vittorino Dal Cengio, il Presidente Nazionale Sebastiano Favero, il Consigliere Nazionale e delegato ai contatti all’estero Aldo Duiella, e il Console Generale d’Italia Dr. Paolo Miraglia Del Giudice. Randy Rinaldo, Presidente del Centro Italiano, che si trova attualmente in vacanza in Italia, ha inviato un messaggio di benvenuto.
Monsignor Bernardo Rossi, cappellano della Sezione ANA di Vancouver, ha pronunciato la preghiera di ringraziamento, mentre Silvia Boggio Ferraris ha condiviso con Dal Cengio il compito di presentare l’intero avvenimento.
Al termine, sono stati consegnati omaggi e premi sia alle autorità presenti sia agli Alpini distintisi per i loro meriti di volontariato e servizio presso le sezioni. Uno speciale riconoscimento è stato conferito ai rappresentati della Royal Canadian Legion che sono intervenuti alla serata.
Nel salone del Centro quella sera hanno brillato la cordiale vivacità e lo spirito di fratellanza e dedizione ai valori tradizionali tipici degli Alpini, per molti dei quali l’età avanzata non è uno ostacolo, tutt’altro! È solo un’altra sfida da affrontare e vincere.
Come scrive il Console Generale Dr. Miraglia Del Giudice nella suo messaggio di benvenuto per questo Congresso: “Il corpo degli Alpini rappresenta una delle più alte e gloriose tradizioni delle nostre Forze Armate. Il loro contributo alla difesa della Patria, alla tutela dei valori democratici e al servizio della comunità costituisce un patrimonio morale di straordinaria importanza per il nostro Paese.”
Monsignor Rossi afferma: “Oggi, in tempi piú, il ruolo degli Alpini si va trasformando: in campo militare e in campo civile gli Alpini sono veri ‘costruttori di pace’. Suscita ammirazione ed entusiasmo il vedere gli Alpini, ‘veci’ e giovani, tutti intenti in opere di soccorso ovunque c’è bisogno.” La comunità italiana di Vancouver ha salutato e accolto con con calore la presenza degli Alpini del Nordamerica, per la terza volta in visita nella nostra città in occasione del loro congresso.

C’è un filo che unisce ancora oggi molti piccoli centri italiani alle grandi comunità di italiani e italo-discendenti sparse nel mondo. Un filo fatto di memoria, cultura, storia familiare e, sempre più spesso, anche di collaborazione accademica.
È in questa prospettiva che nasce un nuovo accordo di cooperazione internazionale promosso dal Comune di Caccuri, in provincia di Crotone, insieme ad alcune importanti realtà universitarie e culturali dell’America Latina.

L’obiettivo è ambizioso: rafforzare i rapporti tra la Calabria e il Sud America attraverso la cultura e la valorizzazione del patrimonio italo-discendente.
L’intesa coinvolge il Comune di Caccuri, guidato dal sindaco Luigi Quintieri, la Cattedra Brasiliana di cultura Italica “Radici” del Dipartimento di Introduzione allo studio del diritto e diritto del lavoro dell’Università Federale di Minas Gerais, in Brasile, e la Cattedra di Civiltà Italica e Globalizzazione dell’Università Nazionale di Mar del Plata, in Argentina.
Partecipano inoltre la Fondazione Lined Global e il Premio Letterario Caccuri, rappresentato dal suo presidente Adolfo Barone.
Non si tratta quindi soltanto di un’iniziativa culturale locale.
Il progetto mette in relazione istituzioni italiane e latinoamericane che intendono lavorare insieme su identità, memoria storica, ricerca e formazione.
Per milioni di persone in America Latina, l’Italia non è soltanto il Paese indicato sul passaporto dei nonni o dei bisnonni.
È una parte della propria identità.
Cognomi, tradizioni, dialetti, ricette, feste religiose e racconti familiari continuano a sopravvivere a distanza di generazioni.
La Calabria, in particolare, è stata una delle regioni italiane maggiormente interessate dall’emigrazione verso le Americhe.
Per questo iniziative come quella di Caccuri assumono un significato particolare: trasformare la memoria dell’emigrazione in una relazione culturale contemporanea.
Non limitarsi a ricordare chi è partito, ma costruire qualcosa insieme a chi oggi vive dall’altra parte dell’Atlantico.
Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo è proprio il coinvolgimento delle università.
Il programma prevede infatti conferenze, pubblicazioni, attività di ricerca e programmi di mobilità accademica, creando possibilità di collaborazione tra studiosi e studenti italiani e latinoamericani.
È un modo intelligente per affrontare il tema dell’italianità nel mondo.
La memoria non rimane confinata alle celebrazioni o alle manifestazioni delle comunità.
Diventa materia di studio.
La storia dell’emigrazione italiana, l’evoluzione dell’identità degli italo-discendenti e i rapporti tra Italia e America Latina possono così essere analizzati anche dalle nuove generazioni.
La scelta di un piccolo centro calabrese è forse uno degli elementi più significativi dell’iniziativa.
Quando si parla di italiani all’estero, l’attenzione tende spesso a concentrarsi sulle grandi città: Buenos Aires, San Paolo, New York, Toronto, Caracas.
Ma la storia dell’emigrazione parte anche da migliaia di piccoli comuni italiani.
Caccuri rappresenta quindi idealmente uno di questi luoghi di origine.
Un paese dal quale sono partite persone che hanno costruito nuove vite oltreoceano e che oggi può diventare un punto di incontro con le comunità e le istituzioni dei Paesi nei quali quelle persone e i loro discendenti vivono.
Il concetto di patrimonio italo-discendente è particolarmente importante.
Gli italiani emigrati hanno portato con sé la propria cultura, ma nel corso delle generazioni hanno anche assorbito quella dei Paesi di accoglienza.
Il risultato è qualcosa di nuovo: una cultura che è contemporaneamente italiana e latinoamericana.
È proprio questo patrimonio ibrido che iniziative come quella di Caccuri cercano di valorizzare.
Non per stabilire chi sia più italiano degli altri.
Al contrario.
Per dimostrare che l’identità italiana può crescere anche lontano dall’Italia.
L’accordo calabrese potrebbe inoltre diventare un esempio per altri territori italiani.
Ogni regione, ogni provincia e spesso ogni piccolo comune italiano possiede una propria storia migratoria.
In America Latina esistono comunità di discendenti provenienti praticamente da ogni parte d’Italia.
Creare collegamenti diretti tra i luoghi di origine e quelli nei quali gli emigrati hanno costruito le proprie vite potrebbe produrre nuove opportunità culturali, turistiche e accademiche.
E potrebbe anche aiutare molti giovani italo-discendenti a conoscere meglio le proprie origini.
È questo forse l’aspetto più interessante dell’iniziativa.
La valorizzazione delle radici non deve necessariamente significare guardare soltanto al passato.
Può diventare uno strumento per costruire nuove relazioni internazionali, scambi universitari, progetti culturali e occasioni di collaborazione.
Caccuri, un piccolo comune della Calabria, prova così a dialogare direttamente con il Brasile e l’Argentina.
Un dialogo che attraversa l’Atlantico e mette insieme università, istituzioni, fondazioni e cultura.
E dietro tutto questo c’è una storia molto più grande.
Quella di milioni di italiani che un giorno lasciarono il proprio Paese per cercare un futuro altrove.
Oggi i loro figli, nipoti e pronipoti possono tornare a guardare verso quelle terre d’origine non soltanto per ricordare da dove vengono, ma anche per costruire qualcosa di nuovo.

A seguito della misura di ritorsione del Governo Sanchez di ripristinare i controlli alle frontiere interne nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia, la Farnesina ha rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio.

E’ stata aggiornata la pagina dedicata alla Spagna sul portale Viaggiare Sicuri (https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/ESP). Si invitano tutti i cittadini italiani presenti nel Paese o in partenza per la Spagna a consultarla per gli ultimi aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità locali. Restano validi i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità validi per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno all’estero.
L’Unità di Crisi ha creato un canale Whatsapp dedicato “Unità di Crisi – Spagna” (https://whatsapp.com/channel/0029VbD9FaiFXUuUe0Mu5o3n) ed è stata rafforzata la sala operativa dell’Unità di Crisi che risponde h24, 7 giorni su 7, al numero +39 0636225.
È inoltre disponibile, negli stessi orari, il numero dell’ACI +39 06491115.
Sono inoltre disponibili i seguenti recapiti:
– Consolato Generale d’Italia a Madrid – competente per le Comunità autonome di Galizia, delle Asturie, della Cantabria, del Paese basco, di Navarra, di La Rioja, di Castilla y Leon, Castilla-La Mancha, di Madrid, di Andalusia e di Estremadura; le Città autonome di Ceuta e di Melilla; le isole Chafarinas, le isole Alhucemas e la rocca di Velez de la Gomera.
Tel. +34 629842287
– Consolato Generale d’Italia a Barcellona – competente per la regione dell’Aragona (province: Huesca, Teruel, Saragozza), regione della Catalogna (province: Barcellona, Gerona, Lérida, Tarragona), la regione Valencia (province: Alicante, Castellòn, Valencia), la regione della Murcia (provincia: Murcia), la regione delle isole Baleari (provincia: Baleari).
Tel. +34 659 790 266
– Vice Consolato di Italia in Arona (Tenerife) – con competenza sulla Comunità autonoma delle Canarie
Tel. +34 630051176

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) rafforza la propria presenza in Centro America con la nomina dell’Avv. Aldo Fabrizio Enrique Grazioso Bonetto a Coordinatore Nazionale MAIE del Guatemala.

La nomina è stata formalizzata dal Vicepresidente del MAIE, Comm. Vincenzo Odoguardi, nell’ambito del processo di consolidamento e ampliamento della struttura territoriale del Movimento in Centro America.
Odoguardi ha accolto con grande onore e soddisfazione la disponibilità dell’Avv. Grazioso a mettere la propria esperienza al servizio del Movimento e della collettività italiana residente in Guatemala.
Una scelta che nasce anche dal territorio. Il nome di Grazioso è stato infatti indicato e sostenuto da diversi rappresentanti della comunità italo-guatemalteca, che ne riconoscono il lungo impegno professionale, associativo e istituzionale. Alla sua candidatura ha espresso il proprio sostegno anche Alberto Floriani, Coordinatore Nazionale MAIE di Panama, nell’ambito del dialogo e della collaborazione tra le realtà MAIE dell’area centroamericana.
Un profilo profondamente legato alla comunità italiana
Italiano-guatemalteco, avvocato e notaio e Magister Scientiae in Proprietà Intellettuale, Aldo Grazioso vanta una lunga esperienza professionale e un altrettanto importante percorso all’interno delle istituzioni e delle associazioni della comunità italiana in Guatemala.
Dal 1994 è socio direttore dello studio Grazioso Bonetto & Associati ed è stato, tra i numerosi incarichi ricoperti, consulente legale dell’Ambasciata d’Italia in Guatemala.
Il suo rapporto con la collettività italiana viene da lontano: è stato membro del COMITES del Guatemala dal 2002 al 2014, dal 2012 è Vicepresidente della Camera Italiana di Commercio in Guatemala e ha ricoperto per anni incarichi di responsabilità nell’Associazione Italiana di Beneficenza – Club Italiano di Guatemala.
Nel 2023 gli è stata inoltre conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, riconoscimento che sottolinea ulteriormente il suo legame con l’Italia e il contributo prestato nel contesto della comunità italiana.
Grazioso: “Dobbiamo lottare per i diritti degli italiani all’estero”
Accettando il nuovo incarico, Grazioso ha voluto mettere al centro soprattutto la difesa della collettività:
«Ho interesse a partecipare perché credo che dobbiamo lottare per i diritti degli italiani che vivono all’estero, in particolare di quelli che vivono in Guatemala. Credo che questa sia la strada giusta per raggiungere insieme gli obiettivi che ci siamo prefissati».
Parole che si inseriscono pienamente nella missione del MAIE, fondata sulla difesa dei diritti e degli interessi degli italiani all’estero, sulla valorizzazione della cultura e della lingua italiana e sulla promozione della partecipazione democratica e della cittadinanza attiva.
Un nuovo punto di riferimento per il MAIE in Guatemala
Con la nomina di Aldo Grazioso, il MAIE intende aprire una nuova fase della propria presenza in Guatemala, costruendo una struttura sempre più vicina alle esigenze concrete degli italiani e degli italo-discendenti e capace di dialogare con le associazioni, il mondo imprenditoriale e le diverse realtà della collettività.
Il nuovo Coordinatore Nazionale avrà il compito di promuovere i valori e gli obiettivi del Movimento, coordinare iscritti e simpatizzanti, favorire iniziative sul territorio e rappresentare il MAIE nei rapporti con le istituzioni e con gli altri soggetti della società civile.
La nomina di Grazioso rappresenta così non soltanto il riconoscimento di una lunga storia personale al servizio della comunità, ma anche un investimento sul futuro della presenza del MAIE in Guatemala e, più in generale, sul rafforzamento della rete del Movimento in Centro America.
MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) continua il suo percorso di radicamento nelle comunità italiane dell’America Latina. Sabato 9 agosto, nella provincia argentina di La Pampa, si terrà un nuovo congresso regionale dedicato agli italiani residenti nell’area, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con il territorio e definire le priorità dell’attività politica e associativa dei prossimi mesi.
L’iniziativa riunirà dirigenti del movimento, rappresentanti delle associazioni italiane, amministratori locali e numerosi esponenti della collettività. Al centro dei lavori ci saranno i temi che più interessano gli italiani all’estero: servizi consolari, cittadinanza, rappresentanza istituzionale, sostegno alle nuove generazioni e tutela dell’identità culturale italiana.

La provincia di La Pampa ospita una comunità di origine italiana profondamente radicata nella storia dell’immigrazione argentina. Come in molte altre regioni del Paese, i discendenti degli emigrati italiani continuano a mantenere vivo il legame con le proprie origini attraverso associazioni, circoli culturali e iniziative dedicate alla lingua e alle tradizioni del nostro Paese.
Il congresso rappresenta quindi anche un momento di incontro tra generazioni diverse, accomunate dalla volontà di mantenere forte il rapporto con l’Italia.
Secondo il MAIE, l’incontro di La Pampa rientra in un più ampio programma di appuntamenti organizzati in Sud America per favorire un confronto diretto con le comunità italiane e raccogliere proposte, esigenze e suggerimenti provenienti dai territori. Il movimento sottolinea l’importanza di una presenza costante tra i connazionali, considerata essenziale per affrontare questioni che spaziano dai servizi consolari alle politiche per gli italiani residenti all’estero.
Tra gli argomenti che saranno affrontati figurano anche il ricambio generazionale all’interno delle associazioni italiane, la valorizzazione dei giovani di origine italiana e il rafforzamento dei rapporti economici e culturali tra Italia e Argentina.
Il congresso di La Pampa si inserisce in un calendario di iniziative che il MAIE sta promuovendo in diversi Paesi dell’America Latina, con l’obiettivo di consolidare la rete delle comunità italiane e mantenere vivo il dialogo con i connazionali residenti oltreconfine.

Una notizia utile per tutti gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana.
È stato aggiornato l’elenco ufficiale dei Patronati che operano nel Paese e che offrono assistenza ai connazionali in materia di previdenza, pensioni e sicurezza sociale.

L’elenco, pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, comprende i recapiti dei Patronati autorizzati a fornire supporto per pratiche previdenziali, assistenza ai pensionati e altri servizi rivolti ai cittadini italiani residenti all’estero.
Per garantire la massima imparzialità, i Patronati sono riportati in ordine alfabetico, così da consentire ai connazionali di individuare facilmente il recapito di proprio interesse.
L’elenco aggiornato è consultabile sul sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia:
Servizi pensioni e sicurezza sociale – Ambasciata d’Italia a Santo Domingo
Si invitano tutti gli interessati a verificare i contatti aggiornati prima di avviare una pratica o richiedere assistenza.

Una buona notizia per tutti i pensionati italiani iscritti all’AIRE nella Repubblica Dominicana.
Da oggi tutti i pensionati iscritti all’AIRE, indipendentemente dall’età, potranno ottenere gratuitamente il Certificato di Esistenza in Vita presso l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo dal lunedì al venerdì, dalle ore 11:30 alle ore 12:30, senza necessità di appuntamento.

In precedenza, infatti, l’accesso senza prenotazione era riservato ai soli connazionali che avevano compiuto il 75° anno di età.
Una volta ottenuto il certificato, sarà possibile rivolgersi a uno dei Patronati presenti sul territorio per la trasmissione della documentazione a Citibank.
Si tratta di un primo importante passo verso una maggiore semplificazione delle procedure, auspicato dal Com.It.Es. di Santo Domingo nel corso dell’ultima Assemblea Straordinaria dedicata alla previdenza sociale, alla quale hanno partecipato anche l’Ambasciata d’Italia e i rappresentanti dei Patronati operanti nella Repubblica Dominicana.
Ringraziamo l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo per questa iniziativa, che faciliterà l’accesso al servizio per un numero sempre maggiore di pensionati.
Il lavoro del Com.It.Es. proseguirà ora con un obiettivo preciso: ridurre ulteriormente le difficoltà logistiche e i costi sostenuti dai pensionati, favorendo la creazione di una rete di “testimoni accettabili” distribuiti sul territorio nazionale che possano rilasciare il certificato secondo modalità quanto più possibile uniformi e, ove possibile, gratuitamente o con costi amministrativi contenuti.
Com.It.Es. Santo Domingo

Dal 3 agosto 2026 la tradizionale carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se riporta una data di scadenza successiva. La novità interessa migliaia di cittadini italiani, sia residenti in Italia sia iscritti all’AIRE, ed è il risultato dell’applicazione del Regolamento europeo 2019/1157, che introduce standard di sicurezza più elevati per i documenti d’identità nell’Unione Europea.

Da questa data, chi intende viaggiare nei Paesi in cui è sufficiente la carta d’identità dovrà essere in possesso della Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure del passaporto. La vecchia carta cartacea non potrà più essere utilizzata per attraversare le frontiere internazionali, indipendentemente dalla scadenza indicata sul documento.
Il provvedimento riguarda tutti coloro che sono ancora in possesso della carta d’identità cartacea. Chi ha già la Carta d’Identità Elettronica non dovrà fare nulla fino alla naturale scadenza del documento.
Per evitare problemi in occasione di viaggi programmati, il Ministero dell’Interno e la rete consolare invitano i cittadini a richiedere per tempo il nuovo documento, tenendo conto dei tempi necessari per il rilascio.
Anche gli italiani iscritti all’AIRE devono verificare quale documento possiedono. Se dispongono ancora della carta cartacea e intendono viaggiare utilizzandola come documento di espatrio, dovranno sostituirla con una Carta d’Identità Elettronica, ove disponibile tramite la rete consolare, oppure utilizzare il passaporto.
Per molti connazionali residenti all’estero, il passaporto resta comunque il documento più pratico e universalmente riconosciuto per i viaggi internazionali.
La sostituzione della carta cartacea con quella elettronica rientra nel programma europeo di modernizzazione dei documenti d’identità. La CIE incorpora infatti avanzati sistemi di sicurezza e protezione contro la contraffazione, oltre a un microchip contenente i dati identificativi del titolare.
L’obiettivo è rendere i documenti più sicuri e uniformi in tutti i Paesi dell’Unione Europea, riducendo il rischio di falsificazioni e facilitando i controlli alle frontiere.
Chi è ancora in possesso della vecchia carta cartacea è quindi invitato a verificarne quanto prima la sostituzione, soprattutto se ha in programma un viaggio all’estero nei prossimi mesi. Evitare di arrivare in aeroporto con un documento non più valido può risparmiare spiacevoli inconvenienti e il rischio di vedersi negare l’imbarco.