Al via il G7 dei Ministri degli Esteri a Fiuggi e i dialoghi mediterranei a Roma

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imagesPrendono avvio oggi 25 novembre due importanti appuntamenti internazionali in Italia: i Dialoghi Mediterranei a Roma e la riunione dei Ministri degli Esteri G7 a Fiuggi-Anagni.

I lavori della decima edizione della Conferenza MED Dialoghi Mediterranei (Med Dialogues) sono stati aperti  alle ore 9:00, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. Il 27 novembre, il Ministro condurrà un panel dedicato ai Balcani Occidentali e interverrà alla cerimonia conclusiva insieme al Presidente del Consiglio Meloni.

Promossi dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), “i Dialoghi Mediterranei sono ormai divenuti un punto di riferimento a livello internazionale per discutere e confrontarci sui problemi strategici di un Mediterraneo allargato” ha commentato Tajani.

L’edizione di quest’anno è stata preparata in maniera da poter interagire con la riunione del G7. Fra i partecipanti ci saranno i Ministri degli Esteri di Croazia, Giordania, Egitto, India, Libia, Libano, Yemen, Palestina. Per la prima volta sono stati invitati a prendere parte ai MED anche i paesi dei Balcani occidentali, con i Ministri degli Esteri di Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord e Montenegro. Parteciperanno inoltre esponenti di alto livello di organizzazioni regionali e internazionali, tra cui il Segretario Generale della Lega Araba.

I lavori del G7 prenderanno invece avvio nel pomeriggio. Il Ministro Tajani accoglierà ad Anagni, nello storico “Palazzo della Ragione”, i Ministri degli Esteri dei Paesi G7. La prima sessione dei lavori sarà dedicata alla situazione in Medio-Oriente e nel Mar Rosso. Con i partner verranno discusse le modalità per sostenere gli sforzi per arrivare ad un cessate il fuoco a Gaza ed in Libano, le iniziative per il sostegno alla popolazione e la promozione di un orizzonte politico credibile per la stabilità della regione. Su iniziativa italiana verrà affrontato anche il tema delle decisioni della Corte Penale Internazionale e dei possibili effetti sulla attuale crisi in Libano e a Gaza.
Le discussioni proseguiranno a Fiuggi, presso il Palazzo dei Congressi, con una sessione di dialogo allargata ai Ministri di Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar, oltre al Segretario Generale della Lega Araba. “Come Presidenza italiana del G7 siamo impegnati per la pace in Medio Oriente. Abbiamo chiesto la presenza dei partner della regione per favorire il dialogo con i membri del G7. Solo insieme possiamo trovare soluzioni concrete che possano portare pace e stabilità nella regione” ha chiarito Tajani.

A conclusione della prima giornata dei lavori, quindi, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i Ministri degli Esteri dei Paesi G7 parteciperanno alla cerimonia di inaugurazione di una panchina rossa, che vedrà anche l’apposizione di una targa commemorativa. L’iniziativa simboleggia l’attenzione che l’Italia, in qualità di Presidenza del G7, dedica al tema della prevenzione e del contrasto alla violenza su donne e ragazze, anche nelle numerose situazioni di conflitto internazionale.

La seconda giornata dei lavori della Ministeriale G7, domani, martedì 26 novembre, si aprirà con una discussione sull’Ucraina alla presenza del Ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha. Nella sessione verranno discusse le modalità di sostegno al Paese per continuare a fronteggiare l’aggressione russa, le iniziative per la futura ricostruzione e le prospettive per arrivare ad una pace giusta.
I lavori proseguiranno quindi con un focus sull’Indo-pacifico, area strategica per la sicurezza e gli scambi globali. Saranno presenti i Ministri degli Esteri di importanti paesi asiatici come Corea del Sud, India, Indonesia e Filippine. Si discuterà, in particolare, di come garantire la difesa dell’ordine internazionale e di come approfondire la cooperazione e la connettività per favorire la prosperità regionale e mondiale.
I lavori si concentreranno poi sulle questioni regionali, con particolare attenzione al partenariato con l’Africa e alle situazioni di crisi come Haiti e Venezuela. “L’agenda dei lavori conferma l’attenzione che come Presidenza G7 stiamo dando per cercare di risolvere le numerose crisi internazionali. Con i partner invitati, lavoriamo per proteggere il sistema multilaterale comune, per garantire la pace e la prosperità globale mantenendo aperto il dialogo con tutti gli attori coinvolti” ha concluso il Ministro Tajani.




Dalla Legge di Bilancio l’ennesima discriminazione per i pensionati Aire?

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“Ancora una volta i pensionati all’estero vengono penalizzati, come già succede agli ex INPDAP che, ad esclusione di 4 stati, si trovano a pagare IRPEF, Addizionali Regionali e Comunali tra le più alte di Italia, visto che l’Inps ha sede legale a Roma”. Così Giuseppe Bucceri, Presidente di APICEC, Capogruppo della Lista Azzura e Segretario del Comites di Arona, che da 7 anni si batte contro la discriminazione dei pensionati ex INPDAP all’estero.
“La nuova proposta di legge contenuta nella manovra di bilancio 2025 – ricorda Bucceri – prevede all’articolo 27 che, in via eccezionale per l’anno 2025, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è riconosciuta ai pensionati residenti all’estero, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori al trattamento minimo INPS”.
“Si tratterebbe – sottolinea Bucceri – dell’ennesima discriminazione rivolta contro i pensionati residenti all’estero. Ci auguriamo che la bozza venga modificata e che anche i pensionati Aire possano fruire dei medesimi aumenti spettanti ai pensionati residenti in Italia. Sarà mia cura – conclude – interessare i deputati eletti all’estero. Se così non fosse, con i nostri legali inizieremo una nuova battaglia legale affinché giustizia sia fatta”. (aise) 




Il Senato approva il rafforzamento dei nostri servizi consolari

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palazzo madama1 e1593957143530 615x223E’ stato approvato all’unanimità e in via definitiva dall’Aula del Senato il disegno di legge sul rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani all’estero

Il disegno di legge stabilisce che il fondo strutturato abbia una dotazione pari a 4 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, e sia destinato al finanziamento di interventi per il rafforzamento dei servizi consolari in favore dei cittadini italiani residenti o presenti all’estero, con priorità per i servizi maggiormente richiesti, compresi quindi quelli relativi al rilascio dei passaporti.

Viene altresì previsto che le risorse del fondo siano ripartite annualmente tra gli uffici diplomatico-consolari in proporzione al numero dei passaporti ordinari rilasciati da ciascun ufficio nell’anno precedente. (Inform)




I frutti della collaborazione tra Spagna e Marocco: prospettive per l’Europa

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bcijLa collaborazione tra Marocco e Spagna si erge come un esempio virtuoso di cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo, offrendo un modello che anche l’Italia potrebbe guardare con interesse e ispirazione. L’operazione congiunta di sicurezza, culminata nello smantellamento di una pericolosa cellula terroristica affiliata a “Daesh”, sottolinea l’importanza della sinergia tra i due paesi, uniti da una visione comune per garantire la sicurezza dei loro cittadini e la stabilità regionale.

Il 22 novembre 2024, l’Ufficio Centrale di Investigazione Giudiziaria (BCIJ) del Marocco, operante sotto la Direzione Generale di Sorveglianza Territoriale (DGST), insieme alla Commissione Generale di Intelligence della Polizia spagnola, ha neutralizzato una cellula composta da nove individui. Le attività della cellula si estendevano tra Tetouan e F’nideq in Marocco e diverse città spagnole, come Madrid, Ibiza e Sebta. Durante le perquisizioni sono stati sequestrate armi e dispositivi informatici, confermando l’efficacia dell’intervento congiunto.

I membri della cellula, alcuni dei quali già noti per precedenti coinvolgimenti in casi di terrorismo in Spagna, erano dediti alla promozione dell’ideologia estremista e si preparavano a unirsi al ramo del gruppo terroristico attivo nella regione del Sahel. La loro neutralizzazione evidenzia la capacità dei servizi di intelligence di anticipare e prevenire minacce che avrebbero potuto avere conseguenze devastanti.

Questa operazione è l’ennesima dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dal coordinamento tra i servizi di sicurezza marocchini e spagnoli. La condivisione di informazioni, l’esecuzione di interventi simultanei e la profonda fiducia reciproca rappresentano i pilastri di questa collaborazione. È un esempio tangibile di come l’impegno congiunto possa generare risultati concreti nella salvaguardia della sicurezza nazionale e internazionale.

L’Italia, con la sua posizione strategica nel Mediterraneo, potrebbe trarre spunto da questa partnership. Rafforzare la cooperazione con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, seguendo il modello di Marocco e Spagna, potrebbe rappresentare un passo decisivo per affrontare le sfide comuni legate al terrorismo e alla criminalità transnazionale, promuovendo un futuro di maggiore sicurezza e prosperità condivisa.




Brasile. Il Veneto a Rio Grande do Sul

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22venetibrasileSi è conclusa nei giorni scorsi la missione nel Rio Grande do Sul della delegazione veneta guidata dall’Assessore ai Veneti nel Mondo di Regione Veneto, Cristiano Corazzari, che negli ultimi giorni ha vistato Vila Flores, paese la cui popolazione è tutt’oggi essenzialmente composta da discendenti di immigrati veneti e italiani, poi Nova Bassano, paese degli struffoli, Casca, borgo ricco di edifici storici ben conservati, Guaporé, capitale della produzione di gioielli e prodotti tessili, e infine Serafina Correa, città colonizzata da immigrati veneti venuti in Brasile alla fine dell’Ottocento.
La storia di Villa Flores, un tempo Pinheiro Seco, è strettamente legata al Veneto. Nel 1884 venne infatti costruita la Chiesa di Sant’Antonio da Padova e alcune case, ad uso dei mandriani, in quanto posta nel mezzo tra le città di Alfredo Chaves (oggi Veranópolis) e Capoeiras (oggi Nova Prata). Nel 1920 fu ribattezzata Vila Flores, in onore della famiglia Fiori, una delle prime famiglie a stabilirsi lì.
La delegazione è stata accolta dal Sindaco Evandro Antonio Brandalise, dall’Associazione Veneta di Vila Flores e dai canti tradizionali dal gruppo del filò veneto.
Oltre all’incontro istituzionale, tante sono state le occasioni per conoscere e scoprire la realtà veneta locale, come ad esempio la storica Casa Fiori, con il suo piccolo museo, e al laboratorio artigianale di produzione della ceramica Arte Ceccato.
L’incontro si è concluso con il rinnovo della firma del gemellaggio tra Associazione Veneti nel Mondo e Associazione Veneta di Vila Flores.
Come seconda tappa della giornata, la visita a Nova Bassano, “la città degli struffoli”, fondata da immigranti veneti, i primi dei quali giunsero attorno al 1890. Tra loro si trovava un padre scalabriniano, Pietro Antonio Colbachini, considerato assieme ai suoi compagni il fondatore della città.
Il primo nome della città fu semplicemente “Bassano” in onore dell’odierna Bassano del Grappa (allora Bassano Veneto), da cui proveniva la maggioranza dei migranti, e città con cui il comune riograndense è gemellato.
La comitiva è stata accolta dalle autorità comunali, dal Sindaco Ivaldo Dalla Costa, e dal conterraneo Luis Molossi, Vice Presidente della Consulta dei Veneti nel Mondo.
Successivamente è stata visitata anche la sede dell’Associazione Veneta di Nova Bassano “con la quale – afferma Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo – valutate le iniziative comuni e gli obiettivi di valorizzazione della cultura veneta, sarà a breve firmato un gemellaggio per la realizzazione congiunta di attività formative”.
La giornata si è poi conclusa con l’incontro conviviale con Naura Bordignon, Consultrice del Comitato Veneto del Rio Grande do Sul (COMVERS) e Sindaco eletto di Marau, città situata nel nord dello Stato del Rio Grande do Sul.
Colonizzata da immigrati veneti, lombardi e trentini nel 1904, Marau fu trasformata in comune il 28 febbraio 1955 grazie al duro lavoro dei coloni italiani stanziatisi nel territorio. Con una popolazione di oltre 36.000 abitanti, mantiene oggi ancora vive le tradizioni e il legame con le radici venete e italiane. Ne sono un esempio la Festa Italiana, giunta alla trentatreesima edizione, il Coro Italiano e i Gruppi Folkloristici. La città è gemellata con Isola Vicentina (VI).
Il giorno seguente è iniziato presso Vila Historica Evangelista, quartiere storico di Casca, un borgo ricco di edifici storici ben conservati, dove il tempo sembra essersi fermato. Evangelista vanta alcune dimore secolari in una comunità rurale caratterizzata dalla semplicità e dall’ospitalità della sua gente. La maggior parte delle case sono realizzate in legno, come era usanza degli immigrati veneti e italiani.
A Casca l’incontro con la comunità veneta e con le autorità locali ha visto protagonista il film in lingua veneta Brava Zente, Storie della terra veneta dell’autore e regista vicentino Giancarlo Cappellaro. Ad accogliere i membri della missione era presente, oltre alle autorità e ad una sala gremita di discendenti veneti, la giovane rappresentante del Comitato delle Associazioni Venete del Rio Grande do Sul (COMVERS) Aline Nizzola Berton, organizzatrice dell’evento.
A seguire la delegazione si è spostata a Guaporé dove è stata accolta dal Vice Sindaco Leonardo Baldissera, da Ivaldino Lodi Rissini e José Petrella, rispettivamente Presidente Onorario e Presidente dell’Associazione dei Discendenti degli Immigrati dalle Terre di San Marco (ADISM), dal Sindaco di Vista Alegre do Prata Roberto Donim, e da numerosi rappresentanti dei settori culturali e imprenditoriali locali.
Il Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo ha sottolineato che essendo “Guaporé la capitale della produzione di gioielli e prodotti tessili, l’Associazione Veneti nel Mondo conferma la propria disponibilità a valutare iniziative specifiche grazie a missioni imprenditoriali e formative in Veneto co-organizzate con le realtà locali”.
Anche la città di Guaporé è stata fondata da parte di immigranti veneti e italiani, oltre che tedeschi. Al loro arrivo, e per tutto il 19° secolo, gli immigrati erano privi di qualsiasi cosa di valore e dovettero fare affidamento sulla loro forte volontà per costruire una nuova vita su una nuova terra. A distanza di oltre un secolo il ricordo di queste origini si sente ancora nella fede religiosa, con la parrocchia dedicata a Sant’Antonio, e nella disponibilità al lavoro della comunità.
Infine, per concludere si è conosciuta la realtà di Serafina Correa, città colonizzata da immigrati veneti venuti in Brasile alla fine dell’Ottocento. Il comune di Serafina Correa è il primo ad avere riconosciuto la lingua veneta nella sua variante Talian come lingua coufficiale affianco del portoghese. A Serafina Correa sono presenti le riproduzioni di alcuni monumenti veneti come ad esempio Villa La Rotonda, Castello Inferiore di Marostica e Casa di Giulietta. Al centro del paese sono presenti il monumento “La nave degli immigranti” e il Marco Inaugural, il leone alato di San Marco, simbolo di Venezia.
A Serafina la delegazione è stata accolta dalle autorità locali e da Paulo Massolini, Presidente della Federazione degli Italo Brasiliani. Al filò veneto serale erano inoltre presenti una ventina di Sindaci dei paesi limitrofi, intervenuti per rendere omaggio alla missione veneta in terra riograndense. (aise) 




CGIE, riunione del Comitato di Presidenza dal 25 al 28 novembre alla Farnesin

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cgie comitato presidenza e1610129987916 615x223Si riunirà alla Farnesina dal 25 al 28 novembre il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, organismo di ricerca, proposta, programmazione e consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi che interessano le comunità italiane all’estero.

“Durante i quattro giorni di lavori – informa una nota – sarà impostata l’agenda del CGIE per il 2025 e verranno affrontati i temi connessi alla vita delle collettività italiane all’estero, alcuni dei quali al centro del dibattito politico nazionale come quello del riconoscimento della cittadinanza, che necessita di un’analisi approfondita e condivisa, e quello della messa in sicurezza del voto all’estero. Si parlerà inoltre della diffusione dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana nel mondo, della nuova mobilità, di servizi consolari e della riforma della rappresentanza per meglio rispondere alle esigenze dell’attuale diaspora, che vede l’organismo impegnato nell’elaborazione di una proposta di revisione della legge istitutiva del Consiglio Generale, dopo quella dei Com.It.Es. già approvata dall’Assemblea plenaria del giugno scorso.

Su queste materie il Comitato di Presidenza si confronterà con il Legislatore nel corso delle audizioni che si svolgeranno davanti alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato e al Comitato permanente per gli italiani nel mondo della Camera, previste per il 26 e 27 novembre; occasione, quest’ultima, per dialogare anche con i Parlamentari eletti nella Circoscrizione estero. Sarà inoltre posta estrema attenzione all’iter della legge di bilancio 2025 affinché vengano riconsiderati alcuni aspetti della bozza di manovra che così come attualmente formulati comporterebbero negative ricadute sulle comunità italiane nel mondo e potrebbero rivelarsi lesive della pari dignità di trattamento sancita dalla Costituzione. In apertura dei lavori il CdP incontrerà alla Farnesina il Sottosegretario Giorgio Silli, che illustrerà la relazione di Governo, e il Direttore generale della DGIT del MAECI Luigi Maria Vignali, con i quali si dibatterà delle politiche dell’Esecutivo nei confronti dei connazionali all’estero e delle questioni legate ai capitoli di bilancio concernenti gli organismi di rappresentanza di base e intermedia (Com.It.Es. e CGIE), ai quali devono essere garantite le risorse necessarie a svolgere le funzioni previste dalla legge. Un’intera giornata sarà dedicata all’attività interna del Consiglio Generale, tracciando le risultanze delle riunioni continentali appena svolte sui territori, pianificando l’operatività delle Commissioni tematiche e dei gruppi di lavoro, nonché avviando la preparazione della V Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE, che deve essere auspicabilmente convocata dal Presidente del Consiglio entro il 2025 e che ha il compito di indicare le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all’estero; linee programmatiche che costituiranno l’indirizzo politico-amministrativo dell’attività del CGIE. La riunione a Roma consentirà anche ai componenti del CdP di ricordare, con profondo cordoglio e commozione, l’amato amico e collega Carlo Erio scomparso di recente, Consigliere CGIE per quattro mandati”. Le conclusioni dei lavori verranno illustrate giovedì 28, alle 14:30 durante la conferenza stampa che si terrà nella sala Zuppetti della Farnesina. (Inform)




La Meloni agli italiani di Argentina

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presidenza del condsiglio giorgia meloni giorno foibe immagine3“Italia e Argentina sono due Nazioni sorelle“. E lo sono grazie a “quegli italiani che nonostante fossero lontani da casa, non hanno mai dimenticato le loro origini e hanno continuato a tramandare quella tradizione di generazione in generazione”. Per questo ” Ad affermarlo, eloquentemente, è stata in queste ore la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo l’incontro con i connazionali in Argentina che si è tenuto ieri sera allo storico Teatro Coliseo di Buenos Aires. La Premier, che prima ha incontrato anche il Presidente argentino, Javier Milei, ha potuto parlare dunque davanti alla folta comunità italiana presente, a partire dal Console della capitale argentina e dall’Ambasciatore.
Quella tra Italia e Argentina è dunque “una fratellanza che è cominciata ancora prima che l’Italia e l’Argentina guadagnassero la loro indipendenza. Una fratellanza che è stata costruita dall’amore, dalla dedizione, dal sacrificio” di quegli italiani “che non hanno mai dimenticato le loro origini”.
“Non avrei potuto concludere la mia prima visita ufficiale in Argentina e la mia prima visita in America Latina senza passare del tempo con voi in questo magnifico teatro che, come veniva ricordato, è uno dei simboli del legame tra Italia e Argentina” ha spiegato ancora la Premier agli astanti, che hanno anche assistito alla performance dell’orchestra diretta dalla Direttrice Beatrice Venezi.
“Così l’Italia, per quelle milioni di persone che discendono da italiani, anche per quelle persone che in Italia non sono mai state, continua a essere, per usare la definizione di un eroe del nostro risorgimento, la patria del cuore: una casa, perché la casa è quel posto che i tuoi piedi possono lasciare ma il tuo cuore non lascia mai”, ha proseguito la Meloni.
“Quel legame è la base di quello che oggi ancora può essere un rapporto molto forte tra Italia e Argentina, deve essere un rapporto molto più forte tra Italia e Argentina, però ancora prima voglio dire che quel legame che voi avevate con la vostra casa, con la vostra madrepatria, non è mai stato un impedimento, no? Perché l’identità, alla fine, non è mai un limite, non è mai un fardello, è sempre un valore aggiunto, quel legame non vi ha reso più deboli, ma vi ha reso più forti, non vi ha isolato, ma vi ha dato gli strumenti per integrarvi meglio – ha aggiunto ancora Meloni -. È stato quel legame, è stata quella identità, è stata quella consapevolezza a consentirvi di contribuire alla crescita di questa comunità, come avete saputo fare”.
“Quel legame – ha sottolineato ancora la Presidente del Consiglio italiano – ancora oggi può e deve fare la differenza per l’Italia come per l’Argentina, perché, diciamoci la verità, voi avete sempre fatto la vostra parte, la politica forse non l’ha fatto sempre. Allora, io sono qui soprattutto per colmare quell’assenza, per riannodare, rafforzare i fili di questo rapporto. Ne ho parlato a lungo con il Presidente Milei, il rapporto tra i nostri Governi deve saper riflettere questo legame”.
Ma la Meloni ha preso parte a questo incontro “fondamentalmente per dirvi una cosa: non so se vi sia mai capitato di non sentirvi abbastanza supportati dall’Italia, non so se possa addirittura esservi capitato di pensare di non essere sufficientemente considerati se fosse mai accaduto, ma voglio dirvi che non accadrà di nuovo. Voglio dirvi che l’Italia ci sarà perché è importante per voi, ma perché è importante per lei. I nostri italiani, figli di italiani sparsi nel mondo, sono la più straordinaria rete diplomatica che noi abbiamo mai avuto e dobbiamo saper fare per loro quello che loro hanno saputo fare per noi. Quindi questa è una promessa che vi faccio per oggi e per il futuro”, ha concluso la Premier. “Viva l’Italia, viva l’Argentina, viva il nostro legame”.
Incontrando il Presidente Milei, invece, la Meloni ha spiegato: “siamo d’accordo che le relazioni tra Italia e Argentina abbiano un potenziale enorme da esplorare, da liberare. L’Argentina è il punto di riferimento dell’Italia in America Latina. Con il Presidente Milei abbiamo deciso di lavorare fondamentalmente su tre direttrici. La prima è ovviamente la collaborazione politica. Abbiamo concordato di scrivere insieme un piano d’azione Italia-Argentina 2025-2030, che individui i settori principali della collaborazione bilaterale su cui concentrare i nostri sforzi e le nostre energie. La seconda direttrice verso la quale vogliamo rilanciare il nostro impegno comune è quella del contrasto al crimine organizzato”.
Ma “siamo determinati a combattere anche il narcotraffico, la corruzione, il riciclaggio, l’infiltrazione nel sistema economico e sociale, il traffico di esseri umani. Siamo orgogliosi, come Italia, di offrire la forza e la solidità della nostra esperienza che si fondano anche su quei metodi di indagini che due grandi italiani, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno costruito e sono diventati oggi base per ogni strategia di contrasto all’illegalità. L’Italia è protagonista dell’iniziativa europea EL PACCTO 2.0, di assistenza tecnica nella lotta alla criminalità organizzata, è costantemente impegnata con il programma che si chiama proprio Falcone-Borsellino, che è uno dei fiori all’occhiello della nostra diplomazia giuridica e di sicurezza, che è dedicata alla formazione di magistrati e di funzionari di polizia. La terza direttrice, ovviamente, sono i nostri rapporti economici e commerciali che vogliamo rilanciare”. (aise) 




Gli Stati Uniti riconoscono González Urrutia come presidente legittimo del Venezuela

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edmindoGli Stati Uniti hanno riconosciuto Edmundo González Urrutia come “presidente eletto” del Venezuela, mesi dopo che Nicolás Maduro si era autoproclamato vincitore delle elezioni tra le accuse di frode.

“Il popolo venezuelano si è espresso con forza il 28 luglio” e ha eletto presidente “Edmundo González”, ha dichiarato il capo della diplomazia statunitense Antony Blinken sul social network X.

Pochi giorni dopo le elezioni, il governo del presidente democratico Joe Biden aveva già dichiarato che l’opposizione ha ottenuto il maggior numero di voti, ma è la prima volta che lo definisce “presidente eletto”.

 




Messico, in arrivo il Mercatino italiano di Natale 2024

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mercatinopuntovertNell’ambito della Settimana della cucina italiana, si svolgerà il 23 e 24 novembre, presso l’Istituto italiano di cultura di Città del Messico (Iic), l’edizione 2024 del Mercatino di Natale, il tradizionale bazar dell’Associazione italiana di assistenza che, in questa occasione, sarà realizzato in collaborazione con il Comites, la rappresentanza ufficiale della comunità italiana locale.

L’iniziativa, che giunge quest’anno alla dodicesima edizione, è stata concepita fin dall’inizio come un progetto di beneficenza, per aiutare chi ha meno: i fondi ricevuti saranno destinati alle attività dell’Aia, che opera, attraverso diversi programmi, interventi rivolti ai connazionali e ai loro parenti che si trovano in situazioni di disagio.

L’agenda, che per entrambe le giornate è prevista dalle 11 alle 18 presso la sede dell’Iic in Francisco Sosa 77, nel quartiere di Coyoacán, prevede diverse attività rivolte ai bambini, tra cui una sessione di racconti di Natale e uno spettacolo di bolle giganti (rispettivamente sabato e domenica alle 12:30). Babbo Natale arriverà entrambi i giorni per portare dolci e caramelle.

Come nelle precedenti edizioni, parteciperanno le associazioni piemontesi e trentine in Messico e la kermesse gastronomica vedrà la presenza di rinomati ristoranti italiani stabiliti in Messico, che proporranno in vendita piatti della cucina regionale e prodotti alimentari e vitivinicoli del Bel Paese.

L’evento sarà messo in musica dal concerto del trio Jarocho ‘Versos y sones’ (sabato alle 14.30) e dall’esibizione del gruppo ‘Accento Italiano’ (domenica alle 15.30).

In programma anche l’incontro con tre affermati protagonisti italiani del mondo dello spettacolo messicano, gli attori Assira Abbate, Angelo Antonioli e Valentina Buzzurro.

Foto: Associazione italiana di assistenza

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“L’ho visto bendato e sfinito dalla tortura”: al processo Regeni spunta un testimone

giulio regeni

giulio regeni“Giulio Regeni era ammanettato con le mani dietro la schiena, con gli occhi bendati. L’ho rivisto che usciva dall’interrogatorio, sfinito dalla tortura. Era tra due carcerieri che lo portavano a spalla. Lo stavano riportando alle celle”: È la testimonianza riportata in un video proiettato oggi in aula, nel processo per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ritrovato senza vita il 3 febbraio 2016. Per la sua morte devono rispondere alla giustizia italiana quattro 007 egiziani: il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamal e Uhsam Helmi e il maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif.

Il video è parte di un documentario mandato in onda da Al Jazeera e diffuso nell’aula della Prima Corte di Assise di Roma:  a parlare è un cittadino palestinese che è stato detenuto in una struttura degli apparati egiziani e ha visto il ricercatore italiano in uno dei suoi ultimi giorni di vita, il 29 gennaio 2016. “Non era nudo- ha proseguito il testimone nell’intervista- indossava degli abiti, dei pantaloni scuri e una maglietta bianca. Ho visto un altro detenuto con segni di tortura sulla schiena”. Il palestinese racconta poi dei dettagli sull’interrogatorio-tortura a Regeni: “I carcerieri insistevano molto con alcune domande, ‘Giulio dove hai imparato a superare le tecniche per affrontare l’interrogatorio? Dove hai conseguito il corso anti interrogatorio?’ Ricordo più volte queste parole ripetute in dialetto egiziano. Non so se Giulio abbia risposto a meno. Erano nervosi, usavano la scossa elettrica e lo torturavano con la corrente”.

Oltre ai carcerieri, secondo il testimone, erano presenti nell’interrogatorio del ricercatore anche gli investigatori, “ufficiali che non avevo visto prima” e “un colonnello, un dottore specializzato in psicologia”. Non c’era nessun altro contatto con l’esterno. E riferendosi a quanto lui stesso ha vissuto in quei giorni, spiega: “La sensazione era quella di stare in un sepolcro. Sono stato sequestrato, detenuto e poi liberato senza un perché”.

Nel corso dell’udienza odierna è stata ascoltata anche la sorella di Giulio, Irene Regeni che si è soffermata sugli aspetti privati della relazione fraterna: “Mio fratello era un ragazzo normalissimo, la persona che per me c’è sempre stata e non avrei mai pensato di vivere senza- lo ha descritto- Era generoso e buono. Lo vedevo come un esempio. Era il mio fratellone che dava consigli”.
Poi sulla scelta di andare a proseguire il suo lavoro di ricerca in Egitto: “Ci sentivamo tramite chat e tramite mail. Giulio è stato sempre appassionato di storia, studiava l’arabo. Dopo il corso triennale andò per la prima volta in Egitto. Era aperto a conoscere culture diverse, in particolare quella egiziana: era entusiasta di andare lì, era contento per la ricerca sul campo”.

Agenzia DIRE – www.dire.it