Il Comites di Santo Domingo alla Biennale Internazionale di Architettura e Urbanistica della Repubblica Dominicana

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873b4e 064bee13b8664c0f8f6069d6ce23550d~mv2Lo scorso 5 di novembre, dopo ben dodici anni di assenza, è stata inaugurata la XII Biennale Internazionale di Architettura e Urbanistica (BIAU-RD), evento di prestigio tenutosi presso il “Museo de Arte Moderno” della Repubblica Dominicana.

Il Comites di Santo Domingo ha presenziato l’importante atto inaugurale, soprattutto visto che l’Italia ha avuto l’onore di essere il paese ospite, confermando il suo ruolo chiave nel panorama architettonico e culturale internazionale.

Durante la Biennale, che in questa occasione aveva come tema “Eutopias: construyendo ideas para el futuro”, gli architetti: Marco Casamonti, Alessandro Melis e Carlo Ratti, prossimo commissario della Biennale di Venezia 2025, hanno contribuito a che la presenza dell’Italia potesse risultare un valido contributo per le sfide future. Ad i noti professionisti e docenti universitari è stata dedicata una mostra dei loro principali progetti, evidenziando come l’architettura possa essere un potente strumento di sviluppo e innovazione. Presente all’evento anche l’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, S.E. Stefano Quierolo Palmas.

Francesco Gravina, Presidente della Commissione Lingua e Cultura Italiana del Comites di Santo Domingo e Presidente della Unione delle Scuole e Facoltà di Architettura della Repubblica Dominicana, ha sottolineato: “La presenza italiana a questa edizione della BIAU rappresenta una straordinaria vetrina per i nostri talenti in un contesto globale e riafferma l’importanza di promuovere la nostra cultura architettonica, che non solo affonda le sue radici nell’antica Roma, ma seguita ad essere di attualità.”

Licia Colombo, Presidente del Comites di Santo Domingo, ha aggiunto: “Accogliere il contributo italiano in una manifestazione di tale calibro è un chiaro segnale del prestigio e del rispetto che l’Italia si è guadagnata a livello internazionale. È motivo di orgoglio vedere come i nostri architetti siano capaci di ispirare e influenzare positivamente la scena architettonica mondiale.”

L’esposizione delle proposte progettuali dei professionisti nazionali ed internazionali, cosi come delle accademie locali, sarà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2024, permettendo ai visitatori di scoprire le innovazioni e le visioni che caratterizzano l’architettura contemporanea italiana.

Il Comites di Santo Domingo continuerà a supportare e promuovere iniziative che valorizzino il patrimonio culturale e professionale italiano nella Repubblica Dominicana.




Odoguardi (MAIE): “Dove c’è un italiano, ci siamo noi, c’è il MAIE!”

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captura“Da New York a tutti gli Stati Uniti, passando per il Centro America e finendo nei posti più sperduti del mondo: lì dove c’è un italiano, ci siamo noi, c’è il MAIE”.

Durante un evento organizzato dall’Associazione Italiana Culturale di New York, Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, ha elogiato l’incredibile lavoro di Tony Di Piazza e Tony Mule, definendoli iconici nel mantenere vive le nostre tradizioni, cultura e italianità.

L’incontro ha sottolineato l’importanza di preservare il legame storico tra Italia e mondo, sostenendo gli italiani ovunque essi vivano. Odoguardi ha ribadito che la missione del MAIE è quella di ascoltare e rispondere ai bisogni delle comunità italiane, da New York al Venezuela, fino ai luoghi più remoti del pianeta.

“Non perdiamo le nostre radici e trasmettiamole con orgoglio alle generazioni future.”

 




L’FBI sventa un complotto iraniano per assassinare Donald Trump

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donald trump 6 novembre 1024x785Il Dipartimento di Giustizia Usa ha rivelato un piano orchestrato da esponenti iraniani per assassinare Donald J. Trump prima delle recenti elezioni presidenziali.

Secondo i documenti processuali, depositati alla corte federale di Manhattan e desecretati dopo il voto, nel settembre scorso un contatto iraniano in USA avrebbe ricevuto l’incarico dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) di concentrare i propri sforzi sulla sorveglianza e uccisione dell’ex presidente Trump.

Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe informato un ufficiale dell’IRGC che un’operazione del genere avrebbe comportato costi significativi. In risposta, l’ufficiale avrebbe affermato: “Abbiamo già speso molti soldi, il denaro non è un problema”.

Parallelamente, l’FBI ha arrestato due individui, Carlisle Rivera e Jonathan Loadholt, accusati di essere stati reclutati per assassinare figure di spicco, tra cui un importante giornalista.

Un terzo sospettato, Farhad Shakeri, descritto come una “risorsa” dell’IRGC, è attualmente ricercato e si ritiene si trovi a Teheran.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Shakeri avrebbe coordinato le operazioni di sorveglianza e pianificato gli omicidi su commissione.

Il procuratore generale Merrick B. Garland ha dichiarato: “Ci sono pochi attori al mondo che pongono una minaccia così grave alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti come l’Iran”.

Le autorità statunitensi continuano a monitorare attentamente le attività dell’IRGC e a collaborare con le agenzie di intelligence per prevenire ulteriori minacce.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Borghese (MAIE): “Sulla cittadinanza il Governo fa la guerra agli italiani all’estero”

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borghese 600La cittadinanza è un argomento che negli ultimi mesi è tornato protagonista del dibattito politico. La manovra del governo, proprio per quanto riguarda il tema cittadinanza, si prepara a colpire gli italiani all’estero. Ancora una volta.

Mario Borghese, senatore MAIE e vicepresidente del Movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo, dichiara: “Sono davvero sorpreso e sconcertato che il governo italiano faccia una guerra ai poveri italiani che vivono all’estero e che richiedono la cittadinanza italiana”.

Poi spiega: “All’art. 106 della manovra, che riguarda la quantificazione del contributo unificato per le controversie in materia di cittadinanza italiana, il governo prevede il pagamento di un nuovo balzello di 600 euro a carico di ciascun discendente di cittadini italiani emigrati all’estero.

Come dire: chi se lo può permettere pagherà ed avrà la cittadinanza, chi è poco abbiente o povero non l’avrà mai.

Non è solo una misura anticostituzionale perché discrimina i diritti delle persone in base alle loro capacità economiche, è un attacco inspiegabile agli italiani all’estero. Cui prodest?

Il collega deputato Franco Tirelli, di comune accordo col sottoscritto, ha già presentato alla manovra un emendamento soppressivo di questa norma punitiva e irrazionale. Auspico che il governo ed il ministro Giorgetti lo accolgano prendendo atto di uno svarione probabilmente attribuibile alla burocrazia del Mef disinteressata alla tutela sociale dei cittadini”, conclude il senatore eletto in America Latina.

da italiachiamaitalia.it




Rafael è nel Golfo del Messico. Forti piogge su Porto Rico e RD

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115305 5day cone no line and windL’uragano Rafael si sta muovendo nel Golfo del Messico con direzione ovest. I suoi venti massimi raggiungono la velocità di 165 km all’ora.

Nelle isole Tortugas sono previsti venti con forza di tempesta tropicale fino a stamattina. Poi Rafael continuerà oggi ad apportare  forti piogge nella parte occidentale di Cuba occidentale. Sono possibili inondazioni improvvise e smottamenti nelle zone elevate.

Si prevede che Rafael vagherà, debilitandosi, nel Golfo centro-meridionale del Messico durante questo fine settimana e all’inizio della prossima.

two atl 7d0Mentre la zona di bassa pressione sulle Isole Sottovento settentrionali sta producendo rovesci e temporali disorganizzati. Un graduale sviluppo di questo sistema sarà possibile nei prossimi due giorni mentre si sposterà verso ovest, vicino alle Grandi Antille.
Localmente, forti piogge sono possibili in tutto il nord delle Isole Sottovento, Isole Vergini, Porto Rico, Hispaniola e le Bahamas sud-orientali fino a sabato.

 

Possibilità di formazione nell’arco di 48 ore…bassa…20%.
Possibilità di formazione in 7 giorni…bassa…20%.




Argentina, l’Ambasciata d’Italia celebra il primo centenario

argentina lambasciata ditalia celebra il primo centenario

argentina lambasciata ditalia celebra il primo centenarioLa residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Fabrizio Lucentini, è stata il palcoscenico di una serata storica per commemorare il primo centenario dell’Ambasciata d’Italia in Argentina. Questo evento esclusivo ha riunito circa 200 ospiti distinti, segnando un’occasione significativa per sottolineare 100 anni di lavoro dell’Ambasciata per rafforzare le relazioni politiche, commerciali e culturali tra Italia e Argentina.

L’evento ha visto la presenza di importanti autorità politiche, tra cui il Ministro degli Affari Esteri Gerardo Werthein, il Ministro dell’Economia Luis Caputo, il Ministro della Giustizia Mariano Cúneo Libarona e il Ministro della Salute Mario Lugones, alti dirigenti di aziende italiane nel paese, membri della comunità italiana locale, nonché personalità di spicco del mondo dello spettacolo, della comunicazione, della cultura e dell’industria.

La celebrazione ha incluso uno spettacolo appositamente progettato per commemorare il centenario di una delle istituzioni più emblematiche del legame politico, artistico, culturale, imprenditoriale e sociale tra Italia e Argentina, simbolo di fraternità tra le due nazioni. Durante l’evento, l’Ambasciatore ha presentato il nuovo libro dell’Ambasciata d’Italia: L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires – Il libro dei 100 anni, che offre un profondo percorso attraverso i momenti storici del Palazzo Alvear, dalla sua costruzione fino alla sua designazione come sede della missione diplomatica.

L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires – Il libro dei 100 anni è disponibile in formato digitale sul sito web dell’Ambasciata d’Italia e può essere scaricato gratuitamente da chiunque sia interessato a conoscere di più su questo simbolico Palazzo.




Brasile. Fortaleza: la storia dei fratelli Rossi

gerardo jereissati filho l'ospiteinvitato

Narrazione, fotografie, ricordi e storie di famiglia: le radici che aiutano a crescere.

Per il 150° anniversario della famiglia Rossi, un affettuoso omaggio, un ricordo dedicato a una celebre famiglia italiana e la storia dei fratelli Pierina e Natale.

Abbiamo realizzato il Secondo episodio del Progetto PARLIAMO NOI con gli studenti della scuola di lingue CASTILLA in Fortaleza, Brasile, per condividere un momento della storia di una famiglia che ha contribuito alla crescita della città.

gerardo jereissati filho l'ospiteinvitatoNe abbiamo parlato con l’architetto Gerardo Jereissati Filho (nella foto a destra), nato nel 1958 e laureato presso l’Università Federale del Ceará nel 1981, nipote di Natale Rossi e pronipote di Pierina Rossi.

Ci ha  raccontato il suo passato familiare, le vicende di vita dei nonni, i propri ricordi, la propria storia personale.

La narrazione, accompagnata da fotografie, costituisce una grande ricchezza dal punto di vista affettivo e ha creato un’atmosfera positiva.

Un bellissimo modo  per rafforzare i legami, costruendo un bagaglio culturale importante.

Un’ottima occasione per conoscere lo sviluppo della città di Fortaleza e rendere viva la nostra memoria spinta soprattutto da un istinto di curiosità.

Ci siamo chiesti, infatti, cosa significhi guardare oggi agli edifici, ai palazzi, alle costruzioni antiche della città non tanto come segno di uno sviluppo urbano, ma come frutto della creatività dei cittadini, il valore del lavoro dei nonni e la scoperta di un aspetto che non ci aspettavamo: ”la storia di una famiglia italiana”.

Ma non solo: un riferimento importante come è stato il ruolo dei nonni nella trasmissione del patrimonio culturale.

pierina rossiBuongiorno signor Gerardo, qual é la storia della sua famiglia? Chi sono Pierina e Natale e da dove vengono?

Pierina e Natale Rossi (nelle due immagini a lato) erano fratelli, erano nati a Bollate, vicino a Milano.

Figli di Gaetano e Rosa Rossi Tacconi, avevano, come fratelli, Ermenegildo che morì adolescente, e Maria che visse fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Natale nacque nel 1886 e Pierina nel 1889. Crebbero a Milano, dove, durante la giovinezza, hanno imparato diverse lingue come il francese, lo spagnolo, portoghese e inglese.

natale rossiNel 1909 andarono a vivere a Parigi con la sorella Maria, a causa della morte dei loro genitori. Lì Natale gestiva un piccolo caffè e Pierina ha iniziato a lavorare come contabile presso il Café Riche, un ristorante frequentato dalla elite dell’epoca, dove custodiva il libretto di cassa.

Fu al Café Riche che Pierina conobbe  Placido Barbosa de Carvalho, uomo d’affari del Ceará, proprietario di Casa Plácido, un negozio che vendeva oggetti importati dall’Europa a Fortaleza dal 1904.

Pierina da quel momento in poi divenne l’assistente dell’imprenditore, accompagnandolo nei suoi viaggi per acquisti periodici di capi di abbigliamento, calzature di pregio, borse, cappelli, mobili, argenterie, cristalli e lampadari per l’emporio di Fortaleza.

La sorella Maria tornò a Milano per esercitare il canto professionale mentre Pierina e Natale si stabilirono a Parigi.

Pierina aveva una figlia, Zaira, che andò a Milano per studiare sotto la cura di Maria.

Nel 1914 scoppiò la prima Guerra Mondiale. Il Café Riche chiuse nel 1916. Natale partì per combattere e Pierina tornò a Milano dove ricevette la visita di Plácido de Carvalho con l’invito a trasferirsi a Fortaleza.

Nel 1917 Pierina inizia il viaggio per Fortaleza, passando per i porti di Marsiglia, Cadiz e Montevideo.

cine teatro majesticArrivata a Fortaleza, assiste all’inaugurazione del Cine Teatro Majestic (foto), prima grande sala cinematografica della città costruita da Plácido de Carvalho e gestita da Luiz Severiano Ribeiro.

Il primo  spettacolo del Cine Teatro Majestic vide come protagonista Fátima Miris, artista di successo dell’epoca.

Finita la Prima Guerra Mondiale, muore a Milano la sorella Maria ed il fratello Natale viaggia per l’Europa.

Secondo lei, é stata facile l’esperienza della famiglia Rossi? La vita in Brasile era quella che volevano?

Si, sicuramente. Natale iniziò un viaggio verso Fortaleza con l’obiettivo di riportare Zaira dalla madre.

Zaira, da allora  poi usa il nome del padre adottivo: Zaira Rossi de Carvalho.

Plácido de Carvalho era un imprenditore talentoso. Oltre a Casa Plácido, chiusa pochi anni dopo la Prima Guerra Mondiale a causa delle difficoltà di navigazione, mantenne una rispettabile fabbrica di mosaici (la perforatrici idrauliche) e piastrelle, poi attività commerciali dell’area espositiva cinematografica (il cinema Majestic,Moderno e Luce) e una catena alberghiera.

Torna spesso nella terra dei suoi avi? Ha bei ricordi?

Si. Mio nonno era arrivato in Brasile non per viverci ma per  riportare sua nipote da sua  madre. Questa terra gli piacque e conobbe mia nonna. Si sposarono ed ebbero  dei figli. Hanno lasciato bellissimi ricordi, vissuto una bella esperienza e una vita molto interessante.

Per Natale il periodo dell’impegno del Brasile nella Grande Guerra fu più amaro. Poiché non era naturalizzato brasiliano. Dopo l’episodio chiamato “Quebra-Quebra”, quando le proprietà degli italiani, tedeschi, giapponesi e altri stranieri furono distrutte e incendiate a Fortaleza, fu detenuto per un certo periodo nel Quartier Generale dei Vigili del Fuoco con altri immigrati.

Qual è stato il patrimonio culturale lasciato dai suoi antenati in Brasile?

Ci fu rivalità nella città di Fortaleza nei primi decenni del XX secolo tra Plácido de Carvalho e il colonnello José Gentil de Carvalho.

Uomini facoltosi che costituirono gran parte della collezione di opere architettoniche Art Noveau dell’epoca. Agli ordini del colonnello José Gentil de Carvalho iniziarono i lavori della sede del Banco Frota Gentil, a Palacete Ceará (attuale filiale), l’ufficio Caixa Econômica situato nel centro di Fortaleza), la sua residenza, il Cinema Teatro Majestic, il Quartiere del Benfica, dove attualmente si trova il Rettorato dell’Università Federale del Ceará.

Plácido e il colonnello José Gentil lo utilizzarono per le opere architettoniche a contratto e contavano spesso con i servizi periodici dell’architetto José Sabóia Barbosa e  la costruzione a cura di Rodolfo F. da Silva & Filhos.

Tra i lavori di Plácido de Carvalho in questo periodo c’è il Cine Moderno che ha aperto le porte all’inizio degli anni ’20. Localizzato in Piazza del Ferreira e costruito secondo i parametri dell’Art Noveau, di stile neomoresco, era un salone più piccolo del Majestic e accoglieva persone delle classi più agiate della città.

Plácido de Carvalho decise di costruire in quella che allora era Outeiro, attualmente la Aldeota, la sua residenza, situata a est del centro città, dove si trovava la Chiesa di Pequeno Grande. Occupò tutto un blocco e affidò il progetto a Saboia Barbosa con la costruzione gestita dai Rodolpho F. da Silva & Filhos.

Il Palazzo di Placido, come si chiamava, fu finalizzato nella prima metà degli anni ’20.

Era conosciuto e apprezzato da tutta la popolazione di Fortaleza, che ha ricevuto commossa  la notizia della sua demolizione nel 1974 per far posto a un supermercato.

Dal 1926 in poi, Placido de Carvalho rivolse la sua attenzione a quella che sarebbe stata la sua più grande impresa: la costruzione di un grande albergo a Fortaleza.

Questa impresa non sarebbe stata possibile senza l’aiuto del sig Natale Rossi.

Placido visita la costruzione di Cinelandia, un gruppo di edifici costruiti nel centro di Rio de Janeiro nell’area dove si trovava il “Convento da Ajuda” nella seconda metà degli anni ’20 e attualmente ci sono dubbi sulla preparazione del progetto architettonico dell’hotel da 136 camere che si ispirano agli edifici attualmente conosciuto come Amarelinho costruito dall’ architetto costruttore Eduardo Pederneiras.

Il signor Natale e il maestro João Lucas sono stati responsabili dell’opera che continua a caratterizzare  “la Piazza del Ferreira” nel corso degli anni e che attualmente funge da cornice alle celebrazioni natalizie a Fortaleza.

Come furono gestite le differenze culturali e le tradizioni?

Dopo essersi sposata con il signor Friederick, Zaira si trasferisce a Pacoti, dove la coppia gestisce la fattoria Arvoredo, luogo di produzione del caffè in Ceará.

A Fortaleza trascorsero periodi in una fattoria vicino alla laguna di Messejana.

Nel 1935 Plácido de Carvalho morirà nell’Hotel Excelsior.

La coppia Pierina e Plácido non viveva già più nel Palazzo della Aldeota.

Il funerale di Plácido fu seguito da una grande folla e il suo testamento, pubblicato sui giornali dell’epoca, divenne noto a tutta la popolazione. La maggior parte dei suoi beni furono lasciati alla vedova Pierina e alla figlia adottiva Zaira.

Plácido lasciò anche alla sorella Maria das Mercedes Fernandes Vieira immobili e una pensione vitalizia, oltre ai nipoti Maria das Mercedes e Afonso Fernandes Vieira.

La Santa Casa de Misericórdia, il Colégio da Imaculada Conceição, l’Istituto di Protezione all’Infanzia e la Scuola Pio X ricevettero donazioni dal testamento di Plácido de Carvalho, così come il cognato Natale Rossi.

natale e nadir rossiCon l’aiuto ricevuto da Plácido,  Rossi costruì un complesso di case in Rua São Paulo nel centro di Fortaleza, dove si trasferì con D. Nadir e i figli (nella foto a lato Nadir e Natale Rossi).

Nel 1937 Pierina chiese all’architetto ungherese Emílio Josef Hinko di realizzare un progetto per sei edifici da costruire sul terreno dove sorgeva il Palazzo di Plácido, affittato alla Scuola Domestica di Fortaleza per aumentare i redditi.

Con il Emílio Hinko, D. Pierina visse fino alla fine della sua vita, nel 1958.

Hinko fu chiamato in questo periodo a sviluppare importanti progetti per Fortaleza, che sarebbe diventata una delle città più importanti, insieme a Natal, nello sforzo brasiliano contro l’Asse nella II Guerra Mondiale: il porto di Mucuripe e la Base Aerea di Fortaleza. Il porto avrebbe seguito il progetto sviluppato a Grenoble, in Francia, e il signor Emílio avrebbe realizzato i primi magazzini.

Nella Base Aerea la sua attività fu significativa nel progettare caserme e hangar.

Mentre Hinko era impegnato in questi progetti, su richiesta del Brigadier Eduardo Gomes e del Colonnello Macedo, la figlia Zaira e il genero Friederick vendettero le proprietà di Arvoredo e Messejana e si trasferirono con i figli a Caldas, vicino a Poços de Caldas, dove si stabilirono.

Nel 1949 Natale morì e la sua famiglia, composta da D. Nadir e dai figli Rosita Fernanda, Marilena Yolanda e Pedro Natale Rossi, dovette contare sull’aiuto di D. Pierina e del signor Hinko.

I fratelli ebbero l’opportunità di visitare Rio de Janeiro e altre città.

Pedro Natale accompagnò l’ultimo anno di vita di Dona Pierina, che era diventata cieca a causa del diabete.

Rosita Fernanda sposò Roberto Gerardo Jereissati, imprenditore e figlio di immigrati libanesi. Marilena Yolanda sposò Fernando Alcántara Mota, di una famiglia di politici locali e che sarebbe stato deputato statale per due mandati.

Pedro Natale Rossi si laureò in Ingegneria Civile presso l’Università Federale del Ceará e eseguì molti progetti residenziali con enorme successo, a Fortaleza e altre città del paese.

Quali sono le iniziative della comunità italiana di Fortaleza per promuovere la cultura italiana?

Esiste un gruppo su WhatsApp dove le famiglie riuniscono i membri frequentemente e realizzano degli eventi in base agli argomenti culturali.

Parliamo di lei. Da dove nasce il suo amore per l’architettura?

Ho sempre amato l’architettura, mio nonno ha sempre avuto la passione per gli spazi contemporanei e penso abbia contribuito moltissimo a darmi la visione che tutt’oggi conservo.

Vuole lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Il vostro lavoro è interessantissimo. Un modo per mostrare alla società di Fortaleza cosa ha lasciato qui la comunità italiana (i lavori dei nonni) e come attuano i membri di questo piccolo gruppo delle famiglie storiche.

 

famiglia dell' intervistato moglie e figlioNella foto a lato Gerardo Jereissati Filho con la famiglia.

Intervista disponibile sulla piattaforma online, che può essere ascoltata da tutti, cliccando il seguente link https://wwwradioitaliaoc.com

 

 




Emigrazione sarda in Canada: l’incontro all’Italian Cultural Centre di Vancouver

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5sardivancouverLa vivace comunità dei Sardi in Canada si è data appuntamento a Vancouver per riaffermare l’attaccamento alle proprie radici.
L’occasione è stata fornita dalla proiezione dei cortometraggi della rassegna Visioni Sarde avvenuta il 27 ottobre presso gli spazi dell’Italian Cultural Centre.
Ha organizzato l’evento Vito Fiore Bruno, presidente del Comites e del Centro Culturale Italiano di Vancouver.
I sardi di Vancouver, rappresentati da Antonio Fadda, sono accorsi numerosi per manifestare la volontà di mantenere vivi i contatti con l’isola. Emozionati si sono stretti intorno alle note di “Ambasciadores de Sardegna”, l’inno dedicato ai sardi di tutto il mondo. Le parole “a manos tentas, istrintas impare, frades chin frades devimos istare” di Angelo Curreli, cantate da Maria Giovanna Cherchi, sulle melodie di Gino Marielli dei Tazenda hanno ben interpretato i sentimenti di fratellanza e unione che rendono speciale l’emigrazione sarda.
I film “Quello che è mio di Gianni Cesaraccio, “La punizione del prete” di Francesco Tomba e Chiara Tesser e “Tilipirche” di Francesco Piras sono stati proiettati nella versione originale per ribadire la centralità della limba nella conservazione dell’identità e della specificità culturale.
La stretta relazione tra cibo e identità culturale ha, infine, indotto Maria Giovanna Filia, consultore Sardi del Canada, a proporre ai convenuti un rinfresco a base dei prodotti tipici sardi. (bruno mossa\aise) 




La XIX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, al centro del dibattito il tema della cittadinanza

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rapporto italiano nel mondo 2024 immagine14Si è svolta a Roma, presso il Carpegna Palace Hotel, la presentazione della XIX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes. Fra i presenti all’incontro anche il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Vignali. Ha introdotto il dibattito Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore Generale della Fondazione Migrantes che ha sottolineato come il giorno della presentazione del Rapporto rappresenti il momento finale di un lungo percorso di lavoro portato avanti assieme, fianco a fianco. “L’importanza del RIM sta soprattutto nel fare rete e nel rinsaldare rapporti” ha proseguito il Direttore Generale . Tra le finalità della Fondazione Migrantes Felicolo ha segnalato l’importanza “di percorrere insieme un cammino”, come richiamato recentemente anche da Papa Francesco nella giornata del Migrante e del Rifugiato 2024. “Dio cammina con il suo popolo” è il titolo del messaggio che il Santo Padre ha voluto per l’ultima giornata. Ripercorrendo la riflessione di Papa Francesco, il Direttore Generale ha focalizzato l’attenzione sul passaggio che afferma come oltre a camminare con il suo popolo “Dio cammina nel suo popolo”.  Felicolo poi ha rilevato come gli italiani all’estero siano “donne e uomini, nuclei familiari, giovani, minori, persone di diversa provenienza geografica, con diverse storie di vita che hanno scelto l’estero decenni fa o di recente, che hanno vissuto fuori dalla penisola da generazioni o da poco tempo e che nei paesi ove risiedono rappresentano l’altro”. Il Direttore ha infine ringraziato i relatori e chi ha lavorato al Rapporto Italiani nel mondo del 2024. A seguire è intervenuto il direttore dell’Agenzia 9 Colonne, Paolo Pagliaro che rilevato come il RIM  curato dalla Migrantes “accenda un faro su fenomeni importanti: la mobilità degli italiani all’estero, i rimpatri e le migrazioni interne”.  Il direttore ha evidenziato come i grandi flussi della migrazioni, al pari dei corsi d’acqua, cambino profondamente le terre che attraversano, modificano la società e la percezione che noi abbiamo. “La Fondazione Migrantes ha avvertito tutto questo per tempo – ha aggiunto Pagliaro – e da diciannove anni il suo Rapporto è il sismografo che registra e segnala le principali novità legate alla migrazione con lungimiranza, tanto che le tendenze segnalate sono diventate poi notizie ‘da prima pagina’”. Il direttore ha poi segnalato come il numero degli italiani iscritti all’AIRE conteggiati nella prima pubblicazione del Rapporto, sia praticamente raddoppiato passando dai circa tre milioni registrati ai più di sei milioni nel 2024. Tracciando il percorso storico del Rapporto, Pagliaro ha evidenziato come inizialmente il RIM fosse per lo più un manuale contenente i dati statistici sulla migrazione difficilmente reperibili in altra maniera, ma poi la pubblicazione si è irrobustita “divenendo una sorta di agorà”. E’ stato poi mostrato un video sui dati del RIM , realizzato dall’Agenzia 9 Colonne,  in cui viene segnalato che oggi la crescita degli italiani all’estero iscritti all’AIRE è dovuta soprattutto alle nascite all’estero, mentre nel 2006 la metà delle iscrizioni all’AIRE avveniva per espatrio. Nel video viene anche rilevato come l’andare all’estero abbia in qualche modo sostituito l’ascensore sociale, ossia quel meccanismo che in passato ha consentito a molti giovani il cambiamento sociale, in un’Italia allora caratterizzata da una società dinamica e in crescita.  Nell’intervento successivo Delfina Licata, sociologa delle migrazioni e curatrice del Rapporto, ha sottolineato come dal 2006 ad oggi “la presenza italiana all’estero sia cresciuta di oltre il 97%”. “Su 100 cittadini italiani residenti in Italia, dieci risiedono fuori dai confini nazionali”. La sociologa ha anche posto in evidenza come questi dati siano probabilmente destinati ad aumentare a seguito della legge 213 del 2023 che ha introdotto un nuovo regime sanzionatorio per i cittadini italiani residenti all’estero che ancora non si sono iscritti all’AIRE e che quindi sono incentivati a farlo. “Il 50,6% di chi è espatriato nel 2022  ha tra i 25 e i 34 anni – ha aggiunto la sociologa – e lo ha fatto con una laurea in tasca, mentre nel 2012 questo dato non arrivava al 30%”. Oltre ad un depauperamento dovuto all’allontanamento di risorse umane dall’Italia, – ha precisato Licata – il dato preoccupante riguarda l’unilateralità della migrazione italiana. “Partire – ha aggiunto – è sempre abbandonare. E’ sul processo di rientro, in un’ottica di migrazione circolare, la cosa su cui bisogna lavorare”.

A seguire si è sviluppato un momento di dialogo fra l’onorevole Toni Ricciardi (Pd – ripartizione Europa) e il deputato  Paolo Emilio Russo (FI) sulla questione dell’acquisizione della cittadinanza . “Noi possiamo discettare sull’anno più o l’anno in meno per l’acquisizione della cittadinanza , ma noi tendiamo in Italia a drammatizzare la questione della cittadinanza, quando in realtà si parla di una questione amministrativa e dovremmo togliere quindi l’aspetto emozionale dal dibattito per capirci meglio”, ha esordito Ricciardi, rilevando come la richiesta di dimezzare i tempi per l’acquisizione della cittadinanza, prevista nel referendum popolare, non sia dovuta “al fatto di essere più lassisti o aperti di altri”, ma per un motivo pragmatico e pratico e che dia anche più certezze sulla procedura. In proposito l’onorevole Russo si è detto d’accordo sul fatto di portare il dibattito sull’aspetto pratico e ha ricordato come la legge sulla cittadinanza risalga al 1992 e quindi sia necessario rivederla e modificarla. “Abbiamo messo al centro della nostra proposta di legge, che per l’acquisizione della cittadinanza prevede il superamento di due cicli scolastici per un totale di 10 anni, la scuola, non solo come luogo formativo, ma anche come luogo d’integrazione dei ragazzi. Anche perché la scuola ad oggi forma cittadini e questo per noi è più che sufficiente”. Sulle possibili convergenze fra le due proposte di legge sulla cittadinanza Ricciardi ha ribadito come per prima cosa bisogna essere d’accordo sul fatto che l’identità italiana riguarda l’essere migranti, un aspetto che accomuna tutti gli italiani, senza dimenticare il problema demografico dell’Italia. “Chi va a scuola – ha aggiunto è cittadino italiano? Sì e allora da lì partiamo”. Dal canto suo Russo si è soffermato sulla questione dello ius Sanguinis e dello ius Scholae, rilevando come l’intenzione della proposta di legge del suo partito sia anche quella di restringere la concessione di cittadinanza per ius Sanguinis per chi non ha legami con l’Italia “mettendo al centro gli studenti, i ragazzi e i bambini che vivono in Italia e che contribuiscono anche al benessere della nostra società”. In proposito Ricciardi, dopo aver ricordato che se si concede un diritto non significa che si stia penalizzando qualcun altro, ha sottolineato la necessità, per l’ipotetica introduzione di restringimenti per la cittadinanza, di guardare alla specifica storia migratoria italiana dei singoli paesi e al momento spartiacque in cui i cittadini italiani hanno dovuto rinunciare alla propria cittadinanza. “Io sono dell’avviso che più italiani e italiane ci sono nel mondo – ha proseguito il deputato – e più assolviamo alla direttrice su cui soprattutto questo governo sta spingendo, ovvero della promozione del made in Italy il cui principale vettore sono gli italiani all’estero”. Dal canto suo Russo ha rilevato la necessità di ridurre i tempi tecnici e burocratici per la concessione della cittadinanza dato che lo Stato italiano per rispondere ad una richiesta di questo tipo “può impiegare anche tre anni”.

E’ poi intervenuto il deputato Fabio Porta (Pd- ripartizione America Meridionale): “Dobbiamo affrontare il tema della cittadinanza – ha esordito il deputato – uscendo dalle ideologie e dalla contrapposizione sterile fra ius sanguinis e ius soli”. Porta  ha poi ricordato la recessione demografica e lo spopolamento delle aree interne dell’Italia. “Noi nel 2050 saremo sotto i 50 milioni”.  Il deputato è inoltre tornato sul Brasile, un Paese citato in precedenza, evidenziando come questa nazione abbia inviato 30 mila soldati in Italia per liberarla dal nazi-fascismo. Una presenza in guerra contro l’Italia che portò il Brasile a chiudere le scuole italiane e a vietare l’uso della lingua italiana: così “Palestra Italia” diventò “Palmeiras”. Uno stop alla nostra lingua che certamente non ha favorito l’uso dell’italiano fra gli italo discendenti.

L’incontro è stato concluso da Mons. Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes.  “Il tema  della cittadinanza – ha spiegato – era stato scelto per il Rapporto prima delle polemiche di questa estate, perché da quasi vent’anni nell’ambito ecclesiale, dalla settimana sociale del 2006 di Reggio Calabria, talora in collaborazione con altri mondi associativi, è maturata una riflessione politica, sociale, pastorale e culturale sul tema, ritenendo che la mobilità crescente delle persone chieda una riflessione rinnovata sulla cittadinanza che, naturalmente tocca anche l’istituto giuridico della cittadinanza, in Italia regolato dalla legge 91del 1992, una legge che sostituiva una precedente del 1912 e che guardava ancora più agli emigranti che agli immigrati. Dal 1992 ad oggi in Italia è cambiata” con una immigrazione variegata e diversa e un’emigrazione italiana in costante crescita anche per le nascite all’estero. Per Perego, di fronte a questa evoluzione della mobilità umana  “non è possibile che la politica non riconosca i cambiamenti che stanno avvenendo nella polis, nella città, che devono essere interpretarli e governati con strumenti idonei e non pregiudiziali, per evitare che questa mobilità – da tutti riconosciuta come uno dei fattori necessari per la vita del Paese – rallenti o si fermi generando abbandoni e cambiamenti di progetti migratori che portano a povertà e insicurezza sociale” “In tal senso – secondo Perego – si interpreta la scelta del tema legato alla cittadinanza e alle cittadinanze. Il plurale è dettato in primo luogo dal fatto che molte persone, nate in Italia e all’estero hanno più cittadinanze; in secondo luogo perché l’aver ottenuto la sola cittadinanza non ferma le persone dal partire; in terzo luogo perché il cammino dell’Unione Europea nel suo percorso auspica anche una cittadinanza europea; infine perché alla luce della mobilitò molti paesi europei stanno configurando una cittadinanza globale”.  Perego ha poi evidenziato come il fatto, che coloro che ricevono la cittadinanza italiana per ius sanguinis o per residenza poi si rechino in un altro paese europeo, rappresenti un fallimento del processo di appartenenza e di radicalizzazione. Da qui la necessità di rivedere il sistema della cittadinanza legata al diritto di sangue e anche dello ius soli incarnato anche nello ius scholae. Mons. Perego ha anche segnalato come le leggi di alcuni paesi prevedano che la persona perda la cittadinanza acquisita,  qualora decidesse di prendere quella italiana, come ad esempio accade in Austria. Un aspetto che rappresenta un “disincentivo”. Sulla cittadinanza europea, Mons. Perego ha poi affermato come questa rappresenti un percorso di cittadinanza nuova. “Si tratta di una cittadinanza che, senza sostituire le cittadinanze nazionali, aggiunge diritti supplementari, una forma nuova di protezione. Oppure potrebbe essere un processo di europeizzazione della cittadinanza”. “Il dibattito sulla cittadinanza – ha concluso Perego – è una necessità culturale, politica e sociale anche per gestire la conflittualità e chiede anche un ripensamento normativo che sappia andare incontro al cambiamento e alla diversità senza negare i diritti fondamentali, ma estendendoli e facendoli diventare la base per la costruzione del mondo di domani, che sarà sempre più in movimento”. (Alessio Mirtini – Inform)




Toronto. Omaggio ai Caduti Italiani di tutte le guerre

4zelioli

4zelioliSi è svolta ieri, domenica 3 novembre, la tradizionale cerimonia di deposizione di corone di fiori davanti al Monumento ai Caduti Italiani di tutte le guerre a Toronto in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si celebra oggi in Italia.
Il Consolato Generale, il Comites e le Associazioni d’Arma italiane in Ontario hanno onorato la memoria dei caduti italiani e ringraziato le Forze Armate per l’operato, anche con le missioni di pace in ambito UE, ONU e NATO a difesa di libertà e democrazia.
Il Console Generale Zelioli ha sottolineato, in un breve indirizzo di saluto, le origini ed il significato della giornata del 4 novembre. Nel ricordare l’Armistizio di Villa Giusti, che consentì all’Italia di rientrare nei territori di Trento e Trieste nel 1918, completando un’unità nazionale tanto difficile quanto fortemente voluta, oggi – ha evidenziato il Console – la Giornata è anche segno tangibile della fiducia e del rispetto che cittadini e istituzioni portano nei confronti delle Forze Armate, onorandone i caduti in tutte le guerre e missioni internazionali. (aise)